Elisabetta Bentivoglio Archive

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Gli artisti in piazza per una nuova politica Elisabetta Bentivoglio

BRESCIA – LA PROTESTA. Pittura, musica e performance davanti alla Loggia
Recupero (Ali): «Il popolo si deve riprendere lo Stato e il suo futuro»

L’arte diventa il mezzo con cui esprimere la propria delusione verso la politica. Che ci si finga cadaveri sotto un lenzuolo bianco, si mettano in fila curriculum di lavoro o si sputi sangue (finto) in direzione del palazzo municipale, il concetto che accomuna tutte queste forme artistiche rimane uno solo: la protesta.

È ACCADUTO IERI in piazza Loggia dove, dal pomeriggio e fino a sera, è andata in scena «Politikart». Sei ore di pittura, musica e performance artistiche per mostrare alla città cosa provano «i giovani artisti di fronte alla crisi generale del nostro paese – racconta Francesca Piazza, organizzatrice insieme ad Andrea Biffarino e al consigliere comunale ex Pdl Luigi Recupero -.una crisi che ha colpito il mondo economico ma che presto ha invaso anche quello valoriale e culturale, in particolare del ceto medio basso».
Cinquanta artisti, tra pittori, scultori, performers e musicisti hanno dato sfogo alla propria ispirazione creativa nel tentativo «di rendere manifesto il proprio disagio e scatenare tra visitatori e passanti una riflessione sul ruolo che la politica gioca nella nostra vita – si augurano gli organizzatori -. Il nostro sogno è che questo pomeriggio diventi un atto artistico di protesta in grado di stimolare un nuovo modo, controcorrente, per parlare di politica». Dodici i gruppi musicali che si sono alternati sul palco della Loggia e tre le performance artistiche che hanno arricchito l’offerta proposta da Azione LiberalItalia, di cui fa parte Luigi Recupero. «La seconda Repubblica si è conclusa e ora bisogna fare in modo che si esauriscano anche i suoi strascichi – ha esordito il consigliere ex Pdl nel discorso di presentazione della protesta -. Oggi non c’è nessun salvatore da aspettare, è il popolo a doversi riprendere lo Stato, le istituzioni e il proprio futuro».
Nessuna critica rivolta all’una o all’altra parte politica, alla destra che Recupero ha abbandonato «per delusione» o alla sinistra che ha sempre criticato, ma la volontà di creare un precedente, «per portare quest’atto artistico di protesta al di fuori di Brescia, con l’obbiettivo di aprire una nuova fase costituente per provare a rifondare lo Stato locale e nazionale».

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E il ministro Maroni a sorpresa arriva per un vertice in Loggia Elisabetta Bentivoglio

BRESCIA. LA VISITA. Il responsabile del Viminale chiama il neosegretario leghista e incontra in Comune sindaco, prefetto e questore
Il vicesindaco Rolfi puntualizza: «Non ne sapevo nulla, passava da Brescia e ha deciso di fermarsi Si è parlato della metropolitana»

Il «caso Brescia», con il congresso provinciale vinto dal maroniano Fabio Rolfi, arriva dritto in via Bellerio a Milano. Lunedì mattina Umberto Bossi ha voluto incontrare il ministro Roberto Maroni per discutere del futuro e delle divisioni che squassano il partito. Due ore di colloquio in cui il senatur ha ribadito la sua leadership. Intanto Maroni ieri mattina è arrivato in Loggia per un «vertice a sorpresa» a cui hanno partecipato Rolfi, il sindaco, il prefetto e il questore. «Passava da qui – ha giurato Fabio Rolfi – e ha voluto farci visita». Via da Brescia, il ministro è andato anche a Verona da Flavio Tosi

Quarantotto ore dopo la nomina del vicesindaco Fabio Rolfi a segretario provinciale della Lega Nord, il ministro degli Interni Roberto Maroni è tornato a Brescia in gran segreto per stringergli la mano. E non solo. Arrivato pochi minuti dopo le dieci, Maroni si è trattenuto in città solo per un’ora. Il tempo di incontrare il sindaco Adriano Paroli, la presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali, alcuni rappresentanti della giunta e del Consiglio, il prefetto Narcisa Brassesco Pace, il questore Lucio Carluccio e i rappresentanti delle forze dell’ordine cittadine nella sala Giunta di Palazzo Loggia e di sigillare il (già solido) legame tra lui e il vicesindaco leghista.
IN REALTÀ ROLFI HA saputo della visita «solo nel tardo pomeriggio di lunedì – assicura -: era di passaggio e ha deciso di fermarsi per un breve incontro, tutto qui». Vero è che se l’auto blu di un ministro si ferma davanti al Municipio all’insaputa dei più, il dubbio che si tratti di un incontro top secret diventa perlomeno legittimo. «Nient’affatto – spiega Rolfi -. Transitava per Brescia e ha deciso di fermarsi, del resto la nostra città ha attivato programmi sperimentali nel campo della sicurezza e verificarne l’efficacia è un atto di responsabilità lodevole da parte di un ministro». E in effetti, al di là dei complimenti per la nuova carica conquistata da uno dei «suoi», sembra che Maroni abbia lasciato le «lotte» di partito fuori dalla Loggia per concentrarsi sulla sicurezza della nostra città, sul patto di stabilità e sul Metrobus.
È PROPRIO SU QUEST’ultima che sindaco e vicesindaco hanno indirizzato gli sforzi, chiedendo al ministro un «aiutino per intercedere con il Ministero dei Trasporti e sbloccare gli 80 milioni euro del Cipe che servono alla realizzazione della Metropolitana – fa sapere Rolfi, che però chiarisce -. Anche introitando i fondi del Cipe la partecipazione pubblica alla metro si fermerebbe al 45 per cento del totale erogato – e aggiunge -. A fronte dei finanziamenti ottenuti da altre città per la realizzazione di grandi opere, anche Brescia merita di ottenere ciò che le spetta».
ll ministro è tornato sulla cinghia (sempre più stretta) che impedisce alla Loggia di spendere ciò che incamera per ribadire, come aveva già fatto un mese fa durante la visita a Concesio, la propria volontà di rivedere alcuni passaggi del Patto, con l’intento di premiare i comuni virtuosi come Brescia e sbloccare i fondi a disposizione degli enti locali.
SUPERATE LE QUESTIONI di «cassa», sindaco e vicesindaco hanno approfittato della visita ministeriale per tracciare il bilancio sugli effetti positivi generati dal Patto per Brescia sicura. risultati che il ministro ha accolto con soddisfazione, complimentandosi per i progetti realizzati sul territorio, alcuni dei quali finanziati con fondi provenienti dal suo stesso ministero. Lo sono l’interconnessione tra le centrali operative di Polizia, l’impianto di videosorveglianza installato per presidiare la zona della Stazione e la centrale operativa della Polizia ferroviaria. La visita inoltre, ha permesso a Maroni di delineare i tratti salienti della riforma della Polizia locale che tra poche settimane verrà discussa in Senato. «Era da tempo che la Polizia Locale attendeva una nuova legge quadro in grado di rendere il loro lavoro più efficace in termini di lotta alla criminalità – spiega Rolfi -. Ora questa riforma gli garantirà maggiori poteri e prerogative, tra cui l’accesso alla banche dati ministeriali ». Nel congedarsi dal ministro degli Interni, il sindaco e il suo vice hanno espresso apprezzamenti per la costante attenzione nei confronti di Brescia.

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BRESCIA – «San Faustino, la fiera si farà comunque il 15 febbraio» Elisabetta Bentivoglio

IL CASO. Dopo le indicazioni della manovra, che impongono lo slittamento delle feste patronali alla domenica
Margaroli: «Deciderà la Giunta Ma il 19 ci sarebbero già altre manifestazioni, e non possiamo togliere lavoro agli ambulanti» 

«La festa dei  Patroni Faustino e Giovita continuerà a celebrarsi il 15 febbraio ». Ad affermarlo è l’assessore al Marketing urbano Maurizio Margaroli che, «bypassando» le indicazioni di legge contenute nell’ultima manovra finanziaria che impongono lo slittamento delle feste patronali alla domenica successiva, si schiera a favore «della tradizione bresciana, ma soprattutto del lavoro degli ambulanti».
UNA POSIZIONE NETTA, ma non definitiva. «Porterò la discussione in Giunta e insieme prenderemo una decisione – annuncia Margaroli -. Da parte mia però spingerò verso la scelta di allestire la fiera mercoledì 15 febbraio, così da evitare disagi nel calendario del commercio ambulante e sovrapposizioni che, di conseguenza, ne dimezzerebbero i guadagni e le presenze». La questione è delicata, sotto molti punti di vista. La manovra imporrebbe lo slittamento della festività dei Patroni Faustino e Giovita al 19 febbraio, prima domenica successiva al 15, ma a quel punto «i commercianti si troverebbero a dover scegliere tra l’una o l’altra fiera, visto che in Italia in quella settimana si festeggiano anche altri Patroni – lamenta l’assessore – il chè è assurdo in un momento di crisi come questo».
Da parte sua la Confraternita di San Faustino e Giovita, da dieci anni alla guida delle celebrazioni dei Santi Patroni, è pronta ad accogliere le decisioni della Loggia. «Abbiamo preparato due programmi speculari, l’uno riferito al 15 e l’altro al 19 – spiega il segretario Angelo Baronio -. Per noi cambia ben poco – assicura – quando riceveremo indicazioni chiare confermeremo la data prescelta e fisseremo di conseguenza il calendario degli eventi collaterali». Il modello è collaudato. Tema chiave di quest’anno sarà «La concordia», intesa come «concordia con se stessi e con gli altri, ma anche, più in generale, concordia geopolitica nel mondo», spiega il segretario Baronio.
Tante le celebrazioni in programma. Si ripeterà la cerimonia del Galero Rosso (El Capél) e il Comune, come da tradizione, tornerà a chiedere la protezione ai Santi Faustino e Giovita, ma ci sarà spazio anche per la deposizione della corona d’alloro al Roverotto. Tradizione, ma anche qualche novità. «Proveremo a realizzare, grazie alla lettura di alcuni testi custoditi in Queriniana, la rievocazione dell’apparizione dei Santi Patroni in città, quando nel ’438 le truppe del Piccinino assediarono Brescia – racconta Baronio -. La concordia dimostrata all’epoca dalle varie fazione, unite per cacciare l’invasore, ha ispirato il tema di quest’anno».
Ma la Confraternita non farà tutto da sola. Ad arricchire il calendario degli eventi collaterali, in partenza il 27 gennaio con i festeggiamenti della patrona Sant’Angela Merici e fino al giorno di San Benedetto (21 marzo), parteciperanno anche molte altre associazioni del territorio. Tra le proposte avanzate, ma ancora da definire, anche la settimana della concordia dedicata ai giovani, «dove i ragazzi diventeranno i veri protagonisti delle manifestazioni – annuncia don Armando Nolli, parroco di San Faustino e Giovita -. E’ importante che i giovani recuperino il valore umano e cristiano di questa festa e si stringano intorno alla nostra chiesa per celebrare i nostri Patroni».


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L’INDAGINE. Ciclabili, nove bresciani su 10 «Dateci le piste, pedaleremo» Elisabetta Bentivoglio

Approfondimento di Brescia per passione su attualità e prospettive della mobilità sostenibile in città
Ma al momento l’80% ne ritiene pericoloso l’utilizzo anche per carenza di percorsi
Fumagalli: «Investire sulla sicurezza». Itolli: «Così si migliora la qualità della vita»
Stefania Itolli, Carlo Scaldarella
e Ilaria Fumagalli

Nove bresciani su dieci sono pronti ad un salto culturale, chiedono più piste ciclabili e si dicono pronti ad utilizzare la bicicletta come principale mezzo per gli spostamenti in città. Lo dice un sondaggio di Brescia per Passione – l’associazione a cui fa riferimento Laura Castelletti – condotto via web in collaborazione con la GeneZero Lab coordinata da Carlo Scaldarella su un campione di 400 persone. Ma il dato di partenza è ben più lontano: al momento il 66,8% dei bresciani dice di usare la bicicletta «almeno una volta alla settimana».
SERVE UN CAMBIO di marcia, giusto per rimanere in chiave ciclistica. Una inversione di tendenza di cui i ragazzi di piazza Bruno Boni, da sempre sostenitori della mobilità sostenibile al punto da aggiornarsi annualmente con un viaggio studio in materia (a Copenhagen lo scorso anno, in fase di democratica decisione quest’anno), sono convinti. «Si tratta di un fattore decisivo per risolvere i problemi della città e migliorare la qualità della vita urbana, riducendo significativamente congestione e danni ambientali» sostiene Stefania Itolli. Il sondaggio dà in questo senso un segnale chiaro. «Se guardiamo a domani l’88 per cento – continua Itolli – degli intervistati si dice pronto, a fronte di infrastrutture più sicura, efficiente ed integrata, ad incrementarne l’uso». Significativa anche la percentuale – 90 per cento – di coloro che dichiarano di utilizzare la bici per spostarsi in città, «un dato che, se analizzato in vista dell’entrata in vigore del metrobus, rende il parcheggio sotto il Castello un’opera negativa e inutile – continua Itolli – così come lo è la Park city per i residenti che, dimezzando il costo dei posteggi, penalizza il trasporto pubblico e incentiva l’uso dell’automobile». In questo momento del resto l’80 per cento del campione ritiene il suo utilizzo pericoloso, ma basta guardare alle motivazioni più frequenti per capire che il vero problema non è avere a che fare con il comportamento scorretto degli automobilisti (84%), la pericolosità degli incroci (75,6%), la mancanza unita alla carenza di piste ciclabili (75,1%) e l’occupazione delle stesse da parte di auto, cassonetti e piante (74,9%), seguite dallo stato e dalla manutenzione del manto stradale (55,6%), dal comportamento scorretto di ciclisti e pedoni (21,8%), dalla scarsa illuminazione (19,3%) e solo per ultima dalla propria disattenzione (15%).
L’88,4 PER CENTO degli intervistati dichiara però che potrebbe incrementare l’uso della bici se fosse costruita una rete di ciclabili più estesa e meglio delineata, chiede più rispetto da parte degli automobilisti (77,3%) e luoghi sicuri e coperti ove riporre la bici (66,8%). In linea con le richieste dei bresciani, Brescia per Passione ha stilato una serie di proposte da sottoporre all’attenzione della Loggia, e precisamente: «investire sulla sicurezza delle piste, sulla fruibilità e sull’estensione e collegamento della rete in zone diverse della città – esordisce Ilaria Fumagalli -. ma anche prevedere l’obbligo per gli edifici di nuova costruzione di aree per il parcheggio delle bici». Per quanto riguarda i servizi, invece, l’associazione punterebbe a «favorire l’intermodalità con il trasporto pubblico introducendo la possibilità di salire in autobus con la bici, promuovere il pubblico registro ciclistico con Mybike e gestire meglio il servizio Bicimia». A ciò vanno aggiunte «l’implementazione delle campagne informative ed educative per evidenziare i benefici per la salute e la qualità degli spostamenti e una conoscenza approfondita del codice della strada che educhi al reciproco rispetto tra utenti della strada».

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BRESCIA – In strada la carica di 100 nonni vigile. Più uno – Elisabetta Bentivoglio

SICUREZZA. Vigilano sulla sicurezza degli alunni di 32 elementari della città. Pagati 13 euro l’ora, alla Loggia costano 200 mila euro l’anno
Un ex commissario della Locale coordina il team dai capelli grigi

 Dopodomani si ricomincia. Gli studenti tra i banchi di scuola e i «nonni vigili» a presidiarne l’entrata e l’uscita. Un binomio che a Brescia convive già da oltre 15 anni grazie alla volontà dell’Amministrazione Comunale di mettere a disposizione delle famiglie un servizio di tutela e di assistenza agli attraversamenti pedonali vicini agli istituti scolastici.
La squadra dei «nonni vigile» coordinata dall’ex commissario aggiunto della Polizia Locale Sergio Mappelli quest’anno avrà nove nuovi membri che porteranno l’organico a cento unità. Cento «nonni» che si alterneranno per presidiare l’entrata e l’uscita degli studenti di 32 scuole elementari della città. «Le richieste di allargare il servizio anche alle scuole medie sono molte – racconta il comandante della Polizia Locale di Brescia, Roberto Novelli – ma le risorse a disposizione non ci consentono di fare di più».
LA COPERTURA DEL SERVIZIO, anche per quest’anno, impegnerà ogni giorno 51 «nonni vigile» adeguatamente formati e debitamente equipaggiati con pettorina, cappello e paletta. A gestire il reclutamento del personale la Cooperativa «la Bottega informatica» presieduta da Daniela Cristini che negli scorsi mesi ha selezionato i candidati vigili e ha formato i soggetti idonei allo specifico servizio. Sarà, invece, compito del Settore Vigilanza della Polizia fare da supervisore dell’operato dei «nonni».
E’ solo grazie al lavoro sinergico tra le varie realtà coinvolte «e al prezioso contributo umano e professionale dei nonni vigili che riusciamo ad offrire un servizio qualificato e verificato sotto tutti i punti di vista – si congratula il commissario aggiunto Giusy Petracini, a capo della settore Vigilanza – . Da parte nostra c’è tutta la disponibilità per rendere il vostro lavoro quanto più facile e sicuro possibile».
A margine del servizio di vigilanza, negli anni i nonni in divisa sono riusciti a creare rapporti di affetto, legame e aiuto con gli insegnanti, i genitori e i responsabili delle scuole che presidiano, «segno che il loro lavoro non guarda solo alla sicurezza ma anche alla creazione di un legame sociale con e per l’intera cittadinanza – ricorda il vicesindaco e asserssore alla sicurezza Fabio Rolfi -. I bambini delle scuole diventano tanti piccoli »nipotini« da accudire e da proteggere e alunni da educare al significato delle norme e all’importanza del loro rispetto». Il modello bresciano ha ottenuto un tale successo da spingere molti altri amministratori a guardare ai «nonni vigile» come ad un valore aggiunto da replicare nelle proprie città.
UN SERVIZIO PREZIOSO, ma non gratuito. Per finanzairlo la Loggia spende 200 mila euro l’anno, corrisposti in due trance da 100 euro ciascuna. Per i «nonni vigile», invece, il compenso orario è di 13 euro. «Mi consente di arrotondare un pò la pensione», commenta Alberto Abeni, da quattro anni in servizio alla scuola primaria Colombo. L’interesse economico non è certo ciò che ha spinto i nonni ad entrare nel gruppo, ma tenuto conto delle loro pensioni, qualche centinaio di euro in più nel portafogli non dispiacciono a nessuno.

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VOLONTARIATO. Brescia esporta «Mamme e Papà Separati» Elisabetta Bentivoglio

L’associazione ha ricevuto molte richieste d’aiuto anche da fuori e punta a moltiplicare ulteriormente i suoi centri d’ascolto e di sostegno
Dopo Castrezzato inaugurata la sede di Sarezzo. Milano, Roma e Napoli seguono l’esempio. E il 4 settembre festa in piazza

Da gennaio ad oggi le richieste d’aiuto arrivate all’Associazione Mamme e Papà Separati di Brescia sono oltre 300.

Alle rassicurazioni telefoniche «in duecento casi è seguito un incontro faccia a faccia e la conseguente presa in carico del disagio espresso dal genitore», riferisce il presidente dell’associazione Gianluigi Lussana.

L’emergenza del dopo-separazione non conosce crisi, «anzi è stata proprio la recessione di questi ultimi anni ad acutizzare i problemi familiari anticipando rotture che in condizioni economiche migliori forse avrebbero potuto essere evitate», sostiene Lussana.

Le richieste di aiuto all’associazione non sono arrivate solo dal Bresciano. ma anche dal resto d’Italia, complice la collaborazione con il programma televisivo pomeridiano di Rai Uno «La Vita in Diretta», che più volte si è occupata dell’argomento fornendo indicazioni e numeri di telefono per contattare il presidente Lussana, anima e voce di migliaia di mamme e papà separati.

«La pubblicità ci ha inorgoglito, ma subito è seguita la preoccupazione di non riuscire ad assolvere a tutte le richieste – rivela il presidente -. Se si trattasse solo di dare ascolto e comprensione a distanza non ci sarebbe alcun problema ad allargare le maglie dell’associazione all’intero Stivale, ma in molti casi il contatto telefonico non basta».

PER COLMARE il vuoto, Lussana sta pensando di replicare il servizio anche in altre città italiane. Da Milano a Roma, da Firenze a Napoli, da Catania a Siena, nel prossimo futuro l’associazione Mamme e Papà Separati potrebbe moltiplicarsi, «magari lasciando che siano gli stessi genitori che per primi mi hanno chiesto aiuto ad occuparsi della gestione delle sedi satellite, del resto io ho iniziato proprio così». A tre anni di distanza dalla sua fondazione, il gruppo si è allargato, per numero di punti ascolto e per qualità dei servizi offerti. Partita nel giugno 2008 dal Comune di Brescia, «nel 2010 abbiamo inaugurato il punto ascolto di Castrezzato (attivo ogni primo e terzo lunedì del mese dalle 14 alle 16) e un paio di mesi fa abbiamo replicato a Sarezzo (ogni secondo e quarto lunedi del mese dalle 14 alle 16).

Sede che apri, stessi problemi che trovi. Secondo Lussana, le richieste più frequenti si potrebbero dividere in due macro categorie, «difficoltà nel vedere i propri figli (anche nei giorni e negli orari imposti dal giudice) e emergenze economiche». Se nel primo caso la serenità di un rapporto con i figli «spesso è minata dal genitore affidatario che impedisce all’altro di avere libero accesso al minorenne», nel secondo «la preoccupazione di non riuscire a garantire benessere economico alla famiglia mette in crisi il rapporto tra mamma e papà, con tutte le conseguenze del caso».

Per aiutare chi si trova in condizioni di emergenza, abitativa, economica o psicologica, l’Associazione fornisce luoghi e momenti di ritrovo per mamme e papà separati, che si tratti di una stanza dove alLoggiare finchè non si trova una casa propria, di serate danzanti, pomeriggi da trascorrere con i propri figli, o di una cena per stare insieme e condividere problemi comuni. E nel futuro l’Associazione presieduta da Lussana stringerà una nuova collaborazione: «Stiamo lavorando per includere il Banco Alimentare tra le nostre offerte, visto che molti genitori separati varcano la soglia della povertà – annuncia il presidente -. Speriamo di iniziare già a settembre con la prima derrata alimentare, così da assicurare ai 90 indigenti almeno la certezza di un pasto».

Intanto, gli appuntamenti organizzati dall’Associazione hanno permesso a mamme e papà separati di trascorrere un’estate in compagnia: il clou a Ferragosto con la festa al Villaggio Sereno sul campo «Chico Nova» alla presenza del comico di Zelig Giorgio Zanetti nei panni di Suor Letizia. Il 4 settembre sarà la volta di «Cavallini in Festa», l’appuntameno motoristico alla terza edizione con 150 Ferrari a riempire piazza Loggia per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Durante la giornata «in rosso» saranno messi a disposizione dei bambini alcuni simulatori di guida, proprio come quelli in dotazione sulle monoposto guidate da Felipe Massa e Fernando Alonso.

A OTTOBRE (data da fissare) si proseguirà con un convegno che metterà in luce le esperienze dell’associazione maturate in tre anni di lavoro sul territorio. Seguirà il 26 novembre il Gran Galà del Latino Americano, una serata unica che vedrà salire sul palcoscenico del Palabrescia le dieci migliori scuole di ballo della provincia di Brescia. «E la coppia vincitrice – annuncia Lussana – potrà assistere al Festival di Musica Latina di Zurigo 2011».

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BRESCIA – BiciMia ora «pedala» oltre le mura venete Elisabetta Bentivoglio


Sull’onda del successo decretato dagli utenti aumentano i posteggi cittadini di BiciMia:
entro fine anno saranno 45 FOTOLIVE

BIKE SHARING.

Creata la nuova tessera per un deposito più semplice. L’utente tipo è uno studente, per questo le matricole delle università ne riceveranno una omaggio
Dal 16 agosto aumentano le postazioni da 27 a 39 per diventare 45 entro fine anno. Coperte anche le zone della prima cintura fuori dal centro storico

Da primo al 15 agosto BiciMia andrà in vacanza. Due settimane di stop che serviranno al bike sharing di Brescia ad implementare il numero delle postazioni (da 27 a 39) e a riprogrammare vecchie e nuove colonnine per adattarle alla tecnologia Omnibus card.
All’avvio del servizio, partito tre anni fa e accolto con entusiasmo dai bresciani, (ad oggi sono 4648 gli abbonati) le colonnine di ritiro e deposito delle biciclette erano 27, ma dal 16 agosto diventeranno 39. Una cifra destinata a salire entro fine anno, quando – secondo il programma comunale – le postazioni diventeranno 45 per un totale di 470 posteggi. Non più solo in centro storico quindi «ma 12 postazioni in più a coprire la prima cintura della periferia – annuncia l’assessore alla Mobilità Fabio Rolfi -. Il successo dell’iniziativa, che ha permesso a Brescia di raggiungere il primo posto tra le città italiane con il più alto numero di utenti bike sharing, ci ha spinto ad implementare ulteriormente il servizio e dal 16 agosto i bresciani potranno usufruire di 403 posteggi BiciMia (contro i 289 attuali) e di un centinaio di nuove biciclette».

NEI PROSSIMI GIORNI tutti gli abbonati al servizio BiciMia riceveranno a casa le nuove Omnibus Card, le carte multi-servizio di Brescia Mobilità che serviranno per ritirare e depositare la bicicletta sostituendosi alle vecchie tessere in uso. «Una comodità impagabile – commenta il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi – che darà l’opportunità di caricare su un’unica tessera più servizi e abbonamenti gestiti dalle singole aziende del gruppo». Secondo i dati forniti dalla Loggia, l’utente tipo di BiciMia è uno studente maschio tra i 20 e i 40 anni residente in provincia. Da qui un ulteriore novità. «Le matricole dell’università di Brescia riceveranno a casa, allegata alle tasse universitarie, la nuova Omnibus Card con l’attivazione gratuita del servizio BiciMia per un anno intero – fa sapere Rolfi -. Del resto sono loro ad utilizzare maggiormente il servizio».
Per venire incontro alle esigenze di chi non risiede in città, le 12 nuove postazioni saranno posizionate fuori dalle mura venete, a nord nelle zone di Mompiano, in via Chiusure e via Veneto, in centro in viale Piave e viale Bornata, a sud in via Lamarmora, via Cremona, viale Duca degli Abruzzi e cav Kennedy, a ovest in via Milano e Piazzale Golgi e infine ad est in via San Polo nei pressi della Questura. Per far fronte alle accresciute esigenze gestionali, Sintesi s.p.a, che cura per conto di Brescia Mobilità l’esercizio operativo del servizio, si è dotata di un secondo specifico mezzo per la movimentazione delle biciclette , «appositamente studiato e attrezzato allo scopo – precisa il presidente Prignachi – in modo da controllare costantemente lo stato di occupazione delle ciclo-stazioni ed effettuare , in tempi brevi, gli spostamenti delle bici necessari a mantenere il giusto equilibrio tra le colonnine libere e i mezzi disponibili al noleggio».

IL SERVIZIO BICIMIA non verrà solo implementato, ma anche semplificato. L’utilizzo della nuova Omnibus Card permetterà infatti il prelievo della bici con la stessa modalità della vecchia tessera, ma il deposito verrà modificato e semplificato. Sarà sufficiente agganciare la bicicletta alla postazione libera e la transazione verrà automaticamente terminata senza la necessità di riutilizzare la card. Per utilizzare BiciMia è possibile rivolgersi all’Infopoint di Brescia Mobilità (piazza Loggia 13), o in uno dei quattro parcheggi interrati della città mentre per l’attivazione del servizio è necessario chiamare lo 030 3061268 .

bresciaoggi/Venerdì 29 Luglio 2011

Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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BRESCIA – «Tassa Paroli» nel mirino: la sinistra unita contro l’Irpef , Elisabetta Bentivoglio


Brunelli e De Martin durante il volantinaggio FOTOLIVE

LA PETIZIONE.

Pd, Sel, Idv, Psi e Federazione della sinistra

La sinistra bresciana si unisce per dire no all’addizionale Irpef introdotta qualche settimana fa dalla Loggia. Per farlo Pd, Sel, Idv, Psi e Federazione della sinistra hanno dato vita ad un comitato ad hoc – Comitato per la revoca della tassa Paroli – che da ieri e per tutta l’estate promuoverà una raccolta firme contro la nuova tassa comunale. Il sindaco Paroli aveva giustificato l’introduzione della stessa «come onere per la gestione della metropolitana», ma la sinistra ha risposto compatta «sono la politica del governo Berlusconi-Bossi e della giunta Paroli che stanno divorando l’Italia e Brescia».
Sul volantino distribuito ieri mattina in Largo Formentone, il Comitato ha sottolineato tutte le ragioni del proprio dissenso. «La manovra finanziaria del govenro ha stritolato i comuni mentre la spesa dello Stato centrale rimane fuori controllo – si legge – questo non è federalismo al contrario? Lo stesso vale per l’attuale giunta Paroli che in tre anni di mandato ha bruciato 60 milioni di euro di avanzo (si è passati dai 150 milioni lasciati in eredità dall’ex amministrazione Corsini ai 90 attuali)». E non è tutto. «Dopo aver votato a favore della manovra finanziaria in Parlamento, il sindaco Paroli è tornato in città lamentandosi dei tagli per poi applicarli subito dopo. La giunta inoltre avrebbe dovuto esimere dalla tassa le categorie più deboli e i redditi più bassi, ma così non ha fatto» aggiunge il segretario cittadino Giorgio De Martin.
Sul metrò il coordinatore provinciale di Sel Ettore Brunelli: «Ho sempre creduto che fosse al limite della sostenibilà economica, ma ora a ciò si aggiunge una politica che ne disincentiva l’utilizzo». Per Brunelli la soluzione è semplice: «Comune, Provincia e Brescia Mobilità dovrebbero accordarsi perchè gli autobus provenienti dall’hinterland si fermino alle porte della città, a Mompiano per chi arriva da nord, a Sant’Eufemia e alla Poliambulanza per chi giunge da est o da sud – ipotizza – . Così facendo si diminuirebbe il traffico cittadino, si decongestionerebbe la zona della stazione e i cittadini inizierebbero ad essere educati all’utilizzo del nuovo metrò. Ma se le priorità si indirizzeranno verso la mobilità privata, i bresciani continueranno a pagare».

bresciaoggi/Domenica 24 Luglio 2011

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