Feczesin Archive

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Brescia, la disfatta è servita. 3 a 0, in casa al Rigamonti, con la Reggina (FOTO)

SCIENZA, all. BresciaRondinelle nel tunnel della crisi: e’ la quarta sconfitta di fila
Feczesin e Budel sbagliano due rigori

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Una disfatta. La quarta in quattro partite. La Reggina passa al Rigamonti con un 3-0 che non ammette repliche. Partita incredibile, con le rondinelle capaci di fallire due calci di rigore nella stessa partita, entrambi parati dal portiere reggino. Martedì il derby a Verona.

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Feczesin al 14′ si fa parare un rigore, mentre i calabresi passano al 41′ con gol di Ceravolo e raddoppiano nella ripresa al 60′ con Viola.

Il Brescia potrebbe accorciare le distanze su rigore all’86 ma Budel riesce a farsi parare il penality.

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Gol sbagliato, gol subito: all’89′ arriva la terza rete degli ospiti con Ragusa. Una disfatta. Nonostante tutto parte della tifoseria locale applaude la squadra. Adesso si apre davvero una crisi nera. E pensare che il mister Beppe Scienza pensava che quella di oggi sarebbe stata la partita del riscatto. Sic!

Redazione on line

  1. Brescia – Reggina 0 – 3 – Andrea Ripepi » Regione Calabria

cds/Brescia

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Il Brescia balla sulle punte Segna solo chi gioca in attacco Vincenzo Corbetta

L’ANALISI. Nelle prime sette giornate i biancazzurri sono sempre andati a bersaglio, tranne che in un’occasione
I titolari Feczesin, Jonathas e Juan Antonio hanno siglato 8 reti su 9 El Kaddouri in gol quando è stato spostato da mezz’ala a trequartista

La difesa è la meno battuta e l’attacco segna con una puntualità che nemmeno uno svizzero. Ma puntuale a segnare è chi gioca in attacco. Anche se, va detto, chi staziona a centrocampo o in difesa ci ha provato più volte, ma senza fortuna.

Nelle prime sette giornate il Brescia è rimasto a secco solo a Torino (0-0). Nelle altre 6 partite ha messo a segno 9 reti con 4 giocatori: Feczesin, Jonathas e Juan Antonio, oltre a El Kaddouri, che Scienza ha trasformato in interno mediano. Ma con il Cittadella, spostato nell’antico ruolo di trequartista, il belga ha timbrato il cartellino con uno splendido colpo di testa nel cuore dell’area.

«È VERO, ho segnato quando sono tornato all’antico ruolo – le parole di El Kaddouri -, ma ho sfiorato più volte il gol anche partendo da una posizione più arretrata».

Con il Cittadella è accaduto anche nel primo tempo, prima che l’uscita di Juan Antonio riportasse alle origini El Kaddouri. Che a Modena si è trasformato in uomo-assist. Dal suo piede destro è partita la punizione che Feczesin ha trasformato nel pareggio.

L’ungherese merita un discorso a parte. E non solo perchè è il capocannoniere del Brescia. Il 2011 si sta rivelando l’anno della consacrazione dal bomber. Ad Ascoli, dove è andato in prestito a gennaio, ha realizzato 8 reti in 19 gare; in biancazzurro, dove è tornato a furor di bilancio, 2 in 2 in Coppa Italia e 4 nelle 7 di campionato. Fanno 14 gol in 28 gare nell’anno solare, alla media di uno ogni due incontri disputati. Ed è solo logico il rinnovato interesse della Nazionale ungherese per il centravanti. Un onore per Feczesin, che ci tiene eccome; un problema per il Brescia che, in attesa di riscoprire Maccan e di vedere quanto vale Ramos Martinez, in attacco non può fare turn over.

La scoperta vera è Jonathas. Inguardabile a Modena, ma è la prima volta che il brasiliano è al di sotto della sufficienza. Finora ha assicurato al Brescia fisicità, tecnica e anche gol, visto che finora ne ha fatti tre e ogni volta che ha segnato (Vicenza, Empoli, Cittadella, sempre in casa), la squadra di Scienza ha vinto.

Jonathas è stato portato a Brescia all’inizio di quest’anno da Mino Raiola. La scorsa stagione ha raccattato le briciole: 220 minuti spalmati in 6 partite. È nel mirino del Milan, ha margini di miglioramento enormi.

JUAN ANTONIO IGNACIO è stato il giocatore più devastante nelle prime giornate. Lo schema era collaudato: scatto su una delle due fasce e assist per una delle punte, di solito Feczesin. L’argentino ci ha messo direttamente del suo a Nocera Inferiore, alla seconda giornata, firmando la rete dell’1-1. Negli ultimi turni gli avversari, capita l’antifona, gli hanno costruito intorno gabbie o sguinzagliato mastini incaricati di morderlo e seguirlo anche negli spogliatoi nell’intervallo.

A Modena Juan Antonio è stato sacrificato sull’altare della ragione tattica, dopo l’espulsione di Budel. La crescita di questo talento indiscutibile passa da una sfida: diventare immarcabile. Come ai tempi riusciva, e benissimo, un suo connazionale di nome Diego Armando Maradona, il più grande di tutti.

 

 

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Feczesin: «Brescia, se gioco segno sempre» Roberto Timpini

IL PROTAGONISTA. Con 3 reti nelle prime 4 giornate l’ungherese è il simbolo della squadra biancazzurra che, dopo la rifondazione post retrocessione, è in testa alla classifica
Nel 2007, nonostante un bell’avvio (3 centri in 7 gare) gli fu preferito Bazzani, rivelatosi un clamoroso flop «La mia filosofia? Giocare vicino alla porta per far gol»

Robert Feczesin non ha perso due anni perchè la stagione in Ungheria al Debrecen e il mezzo campionato ad Ascoli gli sono serviti per crescere. Il Brescia ha perso per due anni un bomber vero, come dimostra questo inizio di campionato: 3 gol nelle prime 4 partite. L’ultimo racconto di un errore, una «cover» di altre canzoni, recenti ma anche vecchiotte (il vizio di rincorrere il nome importante esisteva anche prima dell’era Corioni) riuscite male.

RACCONTINO semplice, ma nient’affatto edificante. Prima parte, campionato di serie B 2007-2008: il Brescia tiene in casa un giovane che fa ben sperare, ma c’è anche il vecchio attore a cui non è bello negare una parte e se il vecchio attore ha come estimatore l’allenatore: il cerchio si chiude. È la storia del vecchio Bazzani e del giovane Feczesin. Parte bene l’ungherese, segna una rete al Ravenna e una doppietta alla Triestina. All’undicesima giornata il Brescia comanda la classifica con 26 punti in 11 partite e l’ungherese in classifica marcatori è a quota 3 in 7 partite giocate.
Ma appena Bazzani esce dall’infermeria, Serse Cosmi spedisce Feczsein in panchina. L’anno successivo l’ungherese riparte da Brescia, segna pure una rete a Modena ma non trova spazio. Torna così a casa, al Debrecen, dove viaggia a una media da bomber vero: 18 presenze e 8 gol.
In estate rieccolo in biancazzurro, ma è un desaperico. Timbra in Coppa Italia a Catania, in una serata da tregenda per il Brescia (1-5). In gennaio rifà i bagagli, destinazione Ascoli. E con 8 gol contribuisce alla miracolosa salvezza dei marchigiani, nonostante una pesante penalizzazione
Della serie: quando gioca, segna sempre. Anche la prima stagione a Brescia: «Certo – continua l’ungherese – avevo cominciato a segnare, ma a gennaio è arrivato un altro giocatore e io ho giocato meno». Piccola inesattezza, ma perdonabile. Bazzani non arrivò a gennaio, ma a luglio.
Seconda parte: il nuovo corso del Brescia riporta Feczesin a Brescia. Una scelta, come tutte le altre, figlia della necessità. Una scelta che sarebbe stato intelligente varare subito dopo i quattro anni di Mazzone e se fosse stato fatto, oggi non si dovrebbero tenere incollati, con l’incollatutto, i cordoni della borsa.

UNA STRANA COPPIA: un ungherese che fa il falco e un brasiliano sconosciuto e sgobbone. Strana in apparenza. Solo la stazza può ingannare. Due marcantoni, ma diversi. Un rapinatore d’area che dialoga con un lungagnone che macina chilometri e si diverte a fare il passo doble. E c’è anche il terzo tempo: «L’intesa esiste – conferma Feczesin – anche fuori dal terreno di gioco. Jonathas è arrivato un anno fa mentre io me ne stavo andando ad Ascoli. Parliamo spesso, però chiacchiero di più con Juan Antonio perchè ci si conosce meglio. Non sono affatto stupito di quello che sta facendo. Ad Ascoli è stato fuori a lungo per infortunio, ma nelle poche partite giocate ha fatto vedere di essere un grande».
Una razza non troppo diffusa quella dei rapinatori d’area alla Paolo Rossi o alla Pippo Inzaghi. Rapinatori che hanno fatto la fortuna dei loro club e la felicità della Nazionale.
E al ritorno in Nazionale il centravanti del Brescia sta facendo un pensierino: «Ma in questo momento – confessa Feczesin – il mio ruolo è già occupato e poi non ho mai parlato con il commissario tecnico. Rapinatore d’area? Sono un attaccante che vuole giocare e segnare il più possibile, dunque tendo a muovermi dove ci sono più possibilità di segnare» .
E un’ammirazione che potrebbe diventare una profezia: «Siamo molto diversi – il paragone in effetti è ardito – però a me piace particolarmente come gioca Del Piero». Un estimatore dell’uomo immagine della Juventus nella tana del Toro… «La sfida – ammonisce Feczsein – è già abbastanza complicata senza cercare altri motivi di contrasto e poi, è vero, mi piace molto il modo di giocare di Del Piero, ma il mio bomber ideale è Kluivert».

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Il Brescia «baby» è da maxi-applauso: già vince e convince, Vincenzo Corbetta / VIDEO

Con i gol di Feczesin e Jonathas stende il Vicenza alla partenza E ritrova subito il sorriso dopo la retrocessione della scorsa stagione

Altro che lampo. Nella notte che chiude la prima giornata della serie B e avvia il cammino post retrocessione, il Brescia acceca il Vicenza. Anzi, lo spazza via con la forza di un ciclone. Finisce 2-0 come il 25 agosto 2007, anche allora allo stadio «Rigamonti» e anche allora prima giornata di campionato.
Le analogie continuano: 4 anni segnarono le punte (Taddei, Possanzini), stavolta idem (Jonathas e Feczesin). Stesse modalità (una rete per tempo), l’importante è che il risultato finale sia diverso (promozione fallita,. ma Corioni allora aveva allestito uno squadrone).
Non è facile curare la depressione di una piazza, scornata da una retrocessione e soprattutto dare fiducia a una società costretta all’austerità dopo essersi svenata per presunti campioni. Il pubblico bresciano lo sta facendo, il Brescia incoraggia questa tendenza con una prova che mescola cuore e cervello, tattica e tecnica.

MAI SUCCESSO fu più netto: due gol, un palo, il portiere avversario tra i migliori in assoluto, un gioco semplice e lineare. Il dato più confortante: zero rischi. E a lungo andare sarà quello che peserà di più sul destino tecnico (e finanziario) del Brescia.
Una novità rispetto alle previsioni della vigilia: a centrocampo non c’è Martina Rini, Antonio fa il trequartista ed El Kaddouri l’interno. Il 4-3-1-2 di Scienza prevede Leali in porta; Zambelli e Daprelà terzini, la coppia De Maio-Zoboli nel cuore della difesa; Salamon in regia, Vass-El Kaddouri interni di centrocampo; Antonio alle spalle degli attaccanti Jonathas-Feczesin. L’età media è di 22,8, inferiore addirittura alla baby squadra del debutto in Coppa Italia contro L’Aquila (23,2). In campo otto stranieri su undici. Gli italiani sono Zoboli, Leali e Zambelli, il capitano, l’uomo simbolo.
Nel Vicenza degli ex Baldini e Adani manca un’altra vecchia conoscenza dei tifosi biancazzurri, il mancino Pisano, nemmeno in panchina per il riacutizzarsi di un infortunio. L’unica punta nel 4-2-3-1 è Abbruscato. L’età media è di 24,5.
Pronti, via e il Brescia è in affanno: De Maio si deve salvare in angolo. I biancazzurri se ne stanno rintanati, ma lo spirito è ammirevole. Feczesin al limite della sua area contrasta e recupera il pallone. E al 9′ è puntuale ad appoggiare in rete un assist di Antonio, che sulla mancina centra dal fondo dopo aver ridicolizzato Tonucci.

CORIONI senior non si vede, ma può stare tranquilli. Il dado è tratto, il Brescia pure. Al 14′ Feczesin, sempre lui, apre splendidamente per Zambelli che dalla destra si accentra, appoggio per El Kaddouri, destro e deviazione in angolo del portiere.
Dalla bandierina ancora il belga, testa di Salamon e palo.
Gli oltre 4.000 del «Rigamonti» iniziano ad esaltarsi e spingono il Brecsia. Al 17′ Antonio è steso al limite, la punizione di Jonathas sibila l’incrocio. E al 20′ il brasiliano al limite sradica il pallone dai piedi di Tulli, destro pronto per la respinta in tuffo di Frison. E il portiere del Vicenza si esalta al 24′ su un destro a giro di El Kaddouri, liberato da un ricamo Zambelli-Antonio.
Il primo ammonito è Salamon (38′) per un fallo su Botta. Stessa sorte per il veneto Rigoni (43′, intervento su Zambelli). Nasca concede un minuto di recupero, il Vicenza ha un sussulto ma Zoboli si immola davanti a Leali per murare un sinistro di Gavazzi.
Nell’intervallo si sprecano i commenti entusiastici sulla voglia straripante del Brescia. Zambelli la interpreta alla perfezione rientrando in campo un minuto prima degli altri 21 protagonisti. La volontà ferrea è chiudere la partita per evitare beffe.
Detto, fatto. Al 12′ Jonathas raccoglie un centro di Salamon, vince il confronto aereo con Martinelli e di sinistro con una staffilata non dà scampo a Frison.

IL VICENZA si vede al 14′: tiro-cross radente di Botta, Leali smanaccia, la difesa smanaccia. Esce Antonio, esausto, entra Scaglia, che porta in avanti un paio di palloni interessanti e al 25′ viene ammonito per gioco falloso. Ci si aspetta una sfuriata biancorossa, ma è il Brescia a sfiorare la terza rete al 34′ con De Maio, che manda sull’esterno della rete in mischia, su azione d’angolo.
Buona la prima. Mompiano è ai piedi del nuovo Brescia. Perfino la curva nord canta unita. Lampi di una nuova era?

Tutti i gol della 1a giornata Serie B 27-8-2011 HD

(video dal web)

 

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Brescia, buona la prima battuto il Vicenza per 2-0 / La pagella

Brescia (4-3-1-2): Leali; Zambelli, Zoboli, De Maio, Berardi; El Kaddouri, Salamon, Budel; Scaglia; Jonathas, Feczesin. All. Giuseppe Scienza

Vicenza (4-2-3-1): Frison; Martinelli, Tonucci, Bastrini, Pisano; Rigoni, Botta; Maiorino, Tulli, Gavazzi; Abbruscato. All. Silvio Baldini

Arbitro: Nasca.

- 10′ vantaggio del Brescia grazie ad un assist di Antonio che serve a centro area Feczesin pronto al tap-in vincente

- 11′ st Jonathas raccoglie a centroarea un lungo lancio dal settore destro di Salamon e, agevolato dall’errrore difensivo del suo marcatore, controlla e scarica in rete

 LA PAGELLA

6,5 LEALI. Un primo tempo da disoccupato, all’inizio della ripresa esce di pugno rischiando scontri anche duri su una punizione a spiovere di Rossi. E al 14′, poco dopo il raddoppio di Jonathas, smanaccia un tiro-cross di Botta che aveva i crismi della pericolosità. A tempo scaduto mantiene inviolata la porta volando su una botta di Alemao e guadagnandosi ampiamente la pagnotta.

7,5 ZAMBELLI. Devastante fin dalle prime battute non solo, e questa è la novità, sulla destra, ma anche quando si accentra verso il limite dell’area vicentina. Così, in una delle conversioni al centro, al 14′ invita El Kaddouri alla conclusione. Preciso anche in difesa, gladiatiorio dall’inizio alla fine, un capitano autentico e soprattutto un vero leader come non se ne vedevano da lustri a Brescia.

6,5 DE MAIO. Si rifugia in angolo alla prima azione del Vicenza, poi sale in sicurezza, facilitato sia dallo spirito della squadra sia dalla pochezza del Vicenza. Attento sia di piede che di testa, nel finale sfiora il 3-0 su azione d’angolo.

7 ZOBOLI. Subito respinge un paio di attacchi di Abbruscato, 19 reti la scorsa stagione con i biancorossi berici, al quale concede solo le lacrime per una serata passata invano a cercare un pallone giocabile. Decisivo al 46′ del primo tempo nel murare un tentativo ravvicinato di Gavazzi. Guida la retroguardia con il piglio giusto.

6,5 DAPRELÀ. Attento nel non lasciare sguarnita la posizione, anche se poi non c’è proprio bisogno visto che i veneti vengono annichiliti dal Brescia. Lo svizzero prova a sfondare, non sempre ci riesce ma è continuo. Buoni alcuni cross.

7 VASS. Schierato da interno destro, conferma tutte le qualità per il quale il Brescia lo tesserò nel 2007: buoni piedi, polmoni non disprezzabili e senso della posizione. Innesca spesso Zambelli, copre sui rari contriopiede del Vicenza, si fa trovare sempre nella posizione giusta. Eccessiva l’ammonizione che subisce intorno alla mezz’ora del secondo tempo.

7 SALAMON. Centra il palo con uno splendido colpo di testa al 14′, sfiora il gol sempre con una deviaizone aerea e sempre da calcio d’angolo. Ed è splendido il cross di prima che manda Jonathas a segnare il 2-0. Personalità, sicurezza, la stagione a Foggia gli ha fatto benone.

6,5 EL KADDOURI. Due conclusioni d’interno a giro sul palo più lontano che chiamano Frison ad altrettanti miracoli. Non sempre efficace, comunque bravissimo a farsi trovare pronto al limite dell’area e sempre più a suo agio nel ruolo di interno.

7 ANTONIO. Nove minuti ed è già protagonista,. Si beve Tonucci e serve a Feczesin l’assist dell’1-0. Prende coraggio e diventa inarrestabile, fermato spesso al limite dai difensori vicentini. Invita alla conclusione di El Kaddouri, poi cala alla distanza. Ma quando esce al 18′ del secondo tempo gli applausi sono scroscianti.

6 SCAGLIA. Porta avanti qualche pallone interessante, viene ammonito al 25′, si batte senza sosta.

7,5 FECZESIN. Si nota per la prima volta dopo 4 minuti, quando va a contrastare Gavazzi davanti alla propria area. E al 9′ è prontissimo a trasformare in oro un preziosismo di Antonio: un gol alla Inzaghi. Non solo senso della rete. È bravo nell’aprire il gioco, nel ricavare spazi preziosi per i compagni. Prova pure a concludere in un altro paio di occasioni. Ma gli 8 gol ad Ascoli nel girone di ritorno dello scorso campionato non sono un caso.

7,5 JONATHAS. Devastante per fisicità, per quello che fa con la palla tra i piedi, per come sguscia via ai due centrali del Vicenza, Tonucci e Bastrini. Sfiora la rete già nel primo tempo, in un’occasione sradica letteralmente la palla dai piedi di Gavazzi. E al 12′ della ripresa eccolo vincere un contrasto aereo con Martinelli per la rete del 2-0. E finora, tra Coppa Italia e campionato, sempre a segno nelle partite ufficiali.

 

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Il Brescia non smette di vincere e gli attaccanti diventano stelle , Sergio Zanca

IN CAMPO. Allo stadio «Turina» i biancazzurri si aggiudicano la seconda edizione del Memorial Felice Saleri

Contro il Lumezzane è successo di misura: decide un guizzo dell’ungherese Feczesin E con la Feralpi Salò arriva un tris: apre Varga, poi Jonathas firma una bella doppietta

Il Brescia vince sul lago di Garda la seconda edizione del trofeo «Memorial Felice Saleri», dedicato al figlio dell’ex presidente biancazzurro Sergio, battendo nel triangolare sia il Lumezzane (1-0, gol di Feczesin) che la Feralpi Salò, società organizzatrice (3-0, rete di Varga e doppietta del brasiliano Jonathas). Due successi di valore contro formazioni tenaci.
La serata mette in rilievo in particolare Scaglia, autore di buone sgroppate sulla fascia, e gli attaccanti, che hanno offerto spunti piacevoli. Un migliaio gli spettatori accorsi allo stadio «Lino Turina», curiosi di vedere la consistenza delle squadre Bresciane.
Dopo il successo della Feralpi Salò ai rigori sul Lume nell’incontro inaugurale, nella seconda partita della serata il Brescia si impone sul Lumezzane con un guizzo di Feczesin che, lanciato da Budel, aggira il portiere e insacca.

GIUSEPPE SCIENZA parte con un modulo diverso dal solito. Schiera infatti tre difensori (De Maio, Zoboli, assente domenica a Desenzano contro l’AlbinoLeffe per una botta, e Magli), quattro centrocampisti (Zambelli sulla destra tiene una posizione più avanzata, Paghera e Salamon mediani, Mandorlini a sinistra) e tre punte (Feczesin torre di riferimento, Scaglia e Ramos Martinez esterni). Rispetto alla gara precedente, il Lumezzane ne cambia otto (restano in campo solo il terzino Prevacini, lo stopper Luciani e il centravanti Gasparetto), oltre all’assetto: dal 4-3-3 al 4-4-2, con Bradaschia e Faroni esterni di centrocampo.
Leali chiude la porta in faccia a Ferrari con una bella parata, poi rischia di combinare un pasticcio rinviando maldestramente sull’attaccante, che non ne approfitta. Lo spagnolo Ramos si mette in evidenza con una pregevole girata (a lato) su cross di Zambelli. L’occasione migliore capita a Scaglia (19′), che sbuca davanti a Rossi ma non riesce a scavalcarlo. Salamon rimedia un pestone, e getta la spugna, sostituito da Budel.
Nel finale, gli spunti migliori: un volo di Rossi su conclusione di Scaglia, il migliore in campo per vivacità e intraprendenza; la replica di Leali su sventola di Gasparetti, liberato da un’incertezza di De Maio; lo scavetto di Ramos Martinez, che supera il portiere, ma incoccia il palo esterno. Al 41′ è Feczesin a chiudere il conto con una azione personale. L’ungherese si conferma il cannoniere estivo del Brescia. Ma lo spagnolo è un giocatore da seguire con attenzione.

NELL’ULTIMO INCONTRO contro la Feralpi Salò Scienza rimescola le carte. Prova una difesa inedita, con Kamal e Magli centrali, Mandorlini e Zambelli terzini, il primo a destra, il capitano a sinistra. Budel in cabina di regia. È lui la mente più lucida della compagnia. In avanti Ramos rifinitore, alle spalle del tandem composto da Jonathas e Varga.
La Feralpi Salò schiera un solo attaccante (Defendi). Quattro i difensori, e cinque i centrocampisti. Rastelli vuole misurare la capacità dei suoi di resistere agli assalti, e poi, in avanti, non dispone di soluzioni di ricambio.
Al 12′ Castagnetti fa tutto sa solo, e riesce a colpire sia la traversa che il palo. È l’unico brivido per il Brescia, che al 20′ sostituisce Zambelli con Scaglia. E chiude la partita con un uno-due fulminante. Al 23′ pregevole triangolazione Varga-Ramos-Varga: quest’ultimo, che è l’oggetto del desiderio della Feralpi Salò, non sbaglia. Al 24′ l’ungherese serve Jonathas, che segna facilmente. Il 3-0 lo firma in pieno recupero ancora Jonathas, su cross da destra di Mandorlini.
Nonostante i continui cambiamenti nei ruoli, il Brescia ha dimostrato in entrambe le gare compattezza e tranquillità. Senza dimenticare che, finora, ha vinto tutte le amichevoli disputate. E sabato c’è il debutto in Coppa Italia

Successi che danno morale. E ora la Coppa

 

Dieci amichevoli, dieci vittorie. Per quanto può contare il calcio d’estate, il Brescia si è messo nelle giuste condizioni di spirito in attesa che il mercato porti a Scienza una rosa dalla fisionomia definita. Un buon viatico, comunque, in vista del debutto ufficiale della stagione, la sfida di sabato di Coppa Italia contro l’Aquila allo stadio «Rigamonti»

 

 

 

 

 

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Il Brescia cresce e cala un poker che dà fiducia

Jonathas si fa largo in mezzo alla difesa avversaria per la rete dell’1-0 per il Brescia FOTOLIVE| Robert Feczesin è il bomber del Brescia: contro l’Oradea altri due gol FOTOLIVE| Adam Vass cerca di sfuggire ad un avversario FOTOLIVE

L’AMICHEVOLE.

Vittoria nella prima amichevole del ritiro di Storo
Contro i romeni dell’Oradea la difesa si muove ordinata e nei primi 45′ tutta la squadra mostra buoni progressi A bersaglio Feczesin (doppietta), De Maio e Jonathas

È un’amichevole, la prima nella Valle del Chiese, preannunciata da nuvoloni neri, pioggia e folate di vento. Ma il tempo non peggiora, e la gara inizia regolarmente. Circa 250 gli spettatori presenti. E poi il Brescia vince in scioltezza sull’Oradea, Serie B romena, lasciando intravedere spiragli interessanti. Esprime una manovra lineare, seppure su ritmi non eccezionali; e la difesa è il reparto più solido e convincente, già ben disposto anche ad affrontare impegni meno approssimativi. Da rivedere invece la parte «alta», benchè abbia dato segnali di miglioramento.

L’ALLENATORE Beppe Scienza schiera la formazione titolare del momento, e propone il consueto modulo, con 4 difensori (De Maio, privo della maschera protettiva, occupa la posizione di centrale a fianco di Zoboli), Salamon regista arretrato, Vass e Budel mediani, El Kaddouri rifinitore, due punte. 45 minuti di gioco, quelli iniziali, che riservano tre gol (a favore del Brescia), la ricerca di una manovra curata, un reparto arretrato preciso in ogni intervento, e qualche buon spunto in attacco. Zambelli parte schiacciando il piede sull’acceleratore. Una sua conclusione da lontano procura il primo brivido, ma il pallone termina a lato. Al 24′ Vass avanza, e crea scompiglio: Jonathas raccoglie e tira addosso al portiere. Sul successivo corner, calciato da Budel, Feczesin devia di testa da distanza ravvicinata: Pogacsics risponde alzando. Il gol arriva al 33′. Un cross da destra di Vass viene controllato da Jonathas che, spalle alla porta, e due avversari addosso, si gira, e batte in diagonale il portiere. Il 2-0 si sviluppa tutto sulla sinistra: il brasiliano serve in profondità Feczesin, che, in area, supera Pogacsics. Il 3-0 nasce da una punizione di El Kaddouri: in mischia spunta il testone di De Maio che, a dispetto della frattura del setto nasale, si butta senza paura, e insacca.

ALL’INIZIO DELLA RIPRESA entrano il portiere Leali, Cordova (al posto di El Kaddouri) e Scaglia (per Vass). Feczesin, confermandosi bomber più maturo (ad Ascoli le mille difficoltà economiche lo hanno aiutato a crescere), mette sul tavolo il poker. Al 19′ Scienza inserisce Paghera, Mandorlini e Juan Antonio, richiamando Salamon, Budel e Feczesin. La gara perde le geometrie, e si snatura. Nonostante il freddo, molti spettatori resistono fino al termine. Il Bihor Oradea, dopo avere iniziato in maniera aggressiva, cala alla distanza. L’anno scorso i romeni avevano concluso il torneo di B al 2° posto, e avrebbero quindi avuto diritto a partecipare al campionato della massima serie. Ma i dirigenti non hanno versato la tassa di iscrizione, preferendo rimanere fra i cadetti. Le difficoltà economiche si fanno sentire ovunque. In panchina c’è un ex, Coroian, rimasto a Brescia pochi mesi, poi tornato a casa. Proprio lui accorcia le distanze al 29′, approfittando di un pasticcio difensivo. E’ il primo gol estivo subito dagli uomini di Scienza. Da seguire con attenzione il 18enne Adrian Markus, autore nell’ultima stagione di 12 gol. È valutato 300 mila euro, e la Juventus sembrava intenzionata a tesserarlo per la Primavera. Entra e crea qualche pericolo.

 

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BRESCIA – Vass-Feczesin, il rilancio parte in coppia Gian Paolo Laffranchi


Robert Feczesin e Adam Vass:
i due ungheresi possono essere punti di forza per il rilancio del Brescia nel prossimo campionato di B
FOTOLIVE

I PROTAGONISTI.

Uno viene dalla retrocessione, l’altro dal ritorno dal prestito con la voglia di dimostrare le proprie qualità: per i biancazzurri un possibile valore in più

I due ungheresi credono nel Brescia e nella possibilità di crescere ancora «Adesso arriva la nostra occasione e non vogliamo farcela scappare»

Dall’Ungheria con furore, in Italia con esperienza. Adam & Robert ormai dovrebbero sapere come si fa. Vass & Feczesin, 47 anni in due, sono giovani ma al tempo stesso abituati al calcio del Belpaese. Sono fra i tanti stranieri scovati, scoperti e supportati dal Brescia prima di essere spediti altrove, spesso in cambio di bei soldi: una truppa variegata di talenti, che comprende campioni affermati (Marek Hamsik) come promesse mancate (Savio Nsereko). Vass e Feczesin non sono stati mai andati alle stelle e nemmeno alla stalle: magari all’altezza, mai protagonisti. Furono lanciati da Serse Cosmi 4 stagioni fa, devono imporsi con Giuseppe Scienza adesso. Per loro può essere l’anno del decollo, o del definitivo ridimensionamento. In un Brescia formato under 21, senza ambizioni da primato e perciò costruito al risparmio, tocca a loro trascinare i compagni più giovani.

«QUI MI SENTO un veterano – sorride Vass, nato il 9 settembre 1988 a Kapolnasnyek -. Sono molto contento di far parte di questo gruppo giovane. Ci sono tanti ragazzi e la cosa mi esalta, perché mi sento un po’ uno dei vecchi e per il mio ruolo in mezzo al campo e per le partite già disputate con questa maglia, ho tutta l’intenzione di diventare un leader di questo Brescia». Può farcela, Vass. Il suo curriculum biancazzurro è più solido di quello di Feczesin: non è mai stato ceduto in prestito, ha già vinto un campionato sul campo. Per larghi tratti della sua avventura è stato un centrocampista titolare. Robert no: è andato più a fiammate, salvo poi spegnersi. Come spesso capita ai centravanti. Si era presentato con un biglietto da visita incoraggiante: gol a Buffon e vittoria per 3-1 dell’Ungheria sull’Italia (amichevole a Budapest). In biancazzurro poche soddisfazioni: 52 partite e 5 reti, a segno invano nella semifinale playoff persa con l’Albinoleffe nel 2008. Ma lontano da Brescia Feczesin si è sempre fatto valere: 8 gol in prestito al Debrecen, serie A magiara, e 8 gol pure ad Ascoli, nella serie B italiana, in sole 19 gare. «Ho rotto il ghiaccio dopo 10 minuti, ad Ascoli – sottolinea con orgoglio Feczesin, nato a Budapest il 22 febbraio 1986 – . Oltre ai gol in 19 incontri ho piazzato pure 5 assist. Insomma, me la sono cavata bene. Per questo dico che mi merito un’occasione nel Brescia. Ad Ascoli ho fatto vedere di poterci stare, nel calcio italiano. Ora intendo dimostrare di essere da Brescia».

PIÙ TRANQUILLA la situazione di Vass, che non è tra i giocatori con la valigia e sulla carta parte nell’undici di Scienza: «Mi fa piacere, perché non vedo l’ora di iniziare la stagione. So che l’obiettivo dichiarato non è la promozione, ma io penso soltanto a quello: voglio tornare in serie A. Con il Brescia ci sono già riuscito, con il Brescia conto di ripetermi». Meno salda la posizione di Feczesin, che sente parlare sempre di nuovi colpi per l’attacco: «Nessuna paura: torno da Ascoli più forte tecnicamente e pure fisicamente. Non sarà facile, ma voglio prendermi il Brescia. E non sono tornato per stare in panchina. Sono qui per giocare e dipende da me».

bresciaoggi/Domenica 24 Luglio 2011

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