Jonathas Archive

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Empoli 0 Brescia 2 (Sintesi)

 

Il Brescia non si ferma più: sognando i play off

Quinta vittoria di fila incassata al Castellani

Rete di Jonathas al 7′ della ripresa e raddoppio rocambolesco: incursione di El Kaddouri che va alla conclusione, palla deviata in rete di petto da Ficagna. Autorete.

E cinque. Il Brescia non si ferma più. Batte anche l’Empoli e ora sogna i play off. Nessuno ci avrebbe creduto fino a un mese fa. Merito di Calori, che ha vinto cinque gare su cinque e ora il Brescia è a meno uno dagli spareggi promozione.

Primo tempo lento, tattico, ma nella ripresa Jonathas ed El Kaddouri chiudono il match.

Martedì arriva la Juve Stabia al Rigamonti, alle 20.45.

Lo stesso giorno, ma alle 19, si chiude il mercato. E se arriva un attaccante… (corrieredellasera/brescia)


 

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BRESCIA – Jonathas quattro giornate di squalifica

Pizzicato dalla prova tv per un calcio nella schiena a Ronaldo

Il Brescia per le prossime quattro giornate dovrà fare a meno del suo attaccante Jonathas. Il brasiliano paga con tre giornate un calcio alla schiena di Ronaldo durante il match con il Grosseto; è stato pizzicato dalle telecamere di Sky, dato che l’arbitro non aveva visto nulla. Alle tre giornate si aggiunge la quarta derivante dal quarto giallo (era in diffida). In tutto quindi starà fuori per quattro match.

Al 24° del secondo tempo De Jesus Cristian Jonathas – scrive il giudice sportivo – e avanzava in possesso della palla nella zona centrale del campo, veniva contrastato nell’azione dal calciatore Ronaldo: entrambi cadevano al suolo. In tale frangente, a terra, il calciatore bresciano sferrava con la gamba sinistra un calcio alla schiena dell’antagonista, che ne era attinto all’altezza della scapola sinistra, con palesi conseguenze dolorose. Il giuoco riprendeva con l’effettuazione di un calcio di punizione a favore della squadra ospitante per la condotta fallosa del De Jesus, poichè il Direttore di gara – come dichiarato telefonicamente su richiesta di questo Ufficio – «non aveva visto» il successivo e deplorevole gesto compiuto al suolo dal calciatore De Jesus Cristian Jonathas. Gesto intenzionale e potenzialmente lesivo per l’energia impressa e per la zona del corpo attinta, integrante quindi gli estremi di quella “condotta violenta” che, rende ammissibile la “prova televisiva” De Maio, espulso a Grosseto, è stato fermato per un turno.

Redazione on line

cds/Brescia

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Luci sul Brescia: una notte da grande per sognare ancora Vincenzo Corbetta

LA PARTITA. Ancora un impegno serale per la chiusura del tour de force: terza gara in una settimana
Contro il Padova operazione sorpasso per riconquistare il secondo posto Budel, Jonathas e Zambelli di nuovo titolari. Ballottaggio Antonio-Scaglia

Si accendano le luci. Il Brescia bussa alla tana del Padova, la squadra più forte del campionato. Anche se reduce dalla prima sconfitta a Bergamo con l’Albinoleffe, resta la formazione meglio costruita.
Allo stadio «Euganeo» è una sfida stellare. Si gioca la sera (ore 20,45), è un anticipo senza concorrenza, è uno scontro al vertice (seconda contro terza, divise da un punto, 17 a 16). Che volere di più se non il mantenimento dell’imbattibilità?
E L’IMBATTIBILITÀ è stata messo in serio pericolo mercoledì sera al «Rigamonti» dal Gubbio, che finora non ha ancora vinto ma da 4 giornate non piede. Radio spogliatoio parla di qualche muso lungo per la mancata vittoria con gli umbri. D’accordo che in queste prime giornate in tanti si sono fatti la bocca buona: in casa successo garantito, in trasferta il pari, un colpetto ogni tanto e la classifica si impenna. Comoda la vita.
Così il 2-2 per grazie ricevuta con la matricola umbra – quello di mercoledì è un punto gradito in quanto insperato per come si era messa la partita – a qualcuno, anche all’interno (e non si parla solo di giocatori), è sembrato la fine del mondo o qualcosa che gli si avvicina molto. Non deve essere così. Semmai Beppe Scienza avverte del pericolo contrario: «Le voci di mercato mercoledì sera hanno fatto più danni che altro – le parole dell’allenatore del Brescia -. Qui deve esistere solo il Brescia: una grande stagione può siginficare un futuro in una grande squadra».
DA DUE PARTITE, però, i biancazzurri non stanno brillando come nelle prime giornate. A Modena l’espulsione di Budel dopo 27 minuti, con il Gubbio l’avversario arroccato ma capace di percentuali da pallacanestro nell’area altrui (2 su 2). Ma anche il cambiamento di modulo. Mercoledi la formula del doppio trequartista e dell’unica punta ha tolto spazi vitali alla manovra.
MA A PADOVA Scienza ritrova d’incanto tre giocatori, uno per reparto, che riportano il Brescia al volto antico, almeno in partenza: Zambelli sulla destra in difesa, Budel in mediana, Jonathas in attacco.
Si è visto con il Gubbio cosa significa avere o non avere questi giocatori. Quando è entrato nella ripresa, Zambelli sulla destra è stata una spina costante nel fianco della difesa avversaria. La rinuncia a Jonathas in nome del turn over ha tolto fisicità all’attacco e pure Feczesin, senza il brasiliano, è parso un altro giocatore, molto meno efficace. E in mezzo la circolazione del pallone non è stata efficacia come quando c’è Budel.
SCIENZA si riserva un solo dubbio (Juan Antonio o Scaglia trequartista, ma l’argentino resta favorito), per il resto si torna al modulo più consono, il 4-3-1-2: Arcari tra i pali; Zambelli e Dallamano terzini, De Maio e Magli centrali di difesa; Salamon in mediana, El Kaddouri e Budel interni di centrocampo; Juan Antonio (o Scaglia) dietro a Feczesin e Jonathas.
Anche Dal Canto, come Scienza, ha un dubbio: chi in regia tra Italiano e Milanetto? L’ex biancazzurro ha giocato (male) mercoledì a Bergamo, quindi favorito per questioni di alternanza sembra Italiano. Il tecnico dei veneti ha intenzione di impiegare in avanti Lazarevic, liberatosi solo ieri dagli impegni con la Slovenia.
Ma a parità di dubbi, non c’è storia sul monte ingaggi: una ventina di milioni per il Padova, poco più di 6 per il Brescia dell’austerità. Eppure le due squadre in classifica sono divise solo da un punto.
Si prospetta una seratina intrigante all’«Euganeo». Si accendano le luci, please.

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Il Brescia balla sulle punte Segna solo chi gioca in attacco Vincenzo Corbetta

L’ANALISI. Nelle prime sette giornate i biancazzurri sono sempre andati a bersaglio, tranne che in un’occasione
I titolari Feczesin, Jonathas e Juan Antonio hanno siglato 8 reti su 9 El Kaddouri in gol quando è stato spostato da mezz’ala a trequartista

La difesa è la meno battuta e l’attacco segna con una puntualità che nemmeno uno svizzero. Ma puntuale a segnare è chi gioca in attacco. Anche se, va detto, chi staziona a centrocampo o in difesa ci ha provato più volte, ma senza fortuna.

Nelle prime sette giornate il Brescia è rimasto a secco solo a Torino (0-0). Nelle altre 6 partite ha messo a segno 9 reti con 4 giocatori: Feczesin, Jonathas e Juan Antonio, oltre a El Kaddouri, che Scienza ha trasformato in interno mediano. Ma con il Cittadella, spostato nell’antico ruolo di trequartista, il belga ha timbrato il cartellino con uno splendido colpo di testa nel cuore dell’area.

«È VERO, ho segnato quando sono tornato all’antico ruolo – le parole di El Kaddouri -, ma ho sfiorato più volte il gol anche partendo da una posizione più arretrata».

Con il Cittadella è accaduto anche nel primo tempo, prima che l’uscita di Juan Antonio riportasse alle origini El Kaddouri. Che a Modena si è trasformato in uomo-assist. Dal suo piede destro è partita la punizione che Feczesin ha trasformato nel pareggio.

L’ungherese merita un discorso a parte. E non solo perchè è il capocannoniere del Brescia. Il 2011 si sta rivelando l’anno della consacrazione dal bomber. Ad Ascoli, dove è andato in prestito a gennaio, ha realizzato 8 reti in 19 gare; in biancazzurro, dove è tornato a furor di bilancio, 2 in 2 in Coppa Italia e 4 nelle 7 di campionato. Fanno 14 gol in 28 gare nell’anno solare, alla media di uno ogni due incontri disputati. Ed è solo logico il rinnovato interesse della Nazionale ungherese per il centravanti. Un onore per Feczesin, che ci tiene eccome; un problema per il Brescia che, in attesa di riscoprire Maccan e di vedere quanto vale Ramos Martinez, in attacco non può fare turn over.

La scoperta vera è Jonathas. Inguardabile a Modena, ma è la prima volta che il brasiliano è al di sotto della sufficienza. Finora ha assicurato al Brescia fisicità, tecnica e anche gol, visto che finora ne ha fatti tre e ogni volta che ha segnato (Vicenza, Empoli, Cittadella, sempre in casa), la squadra di Scienza ha vinto.

Jonathas è stato portato a Brescia all’inizio di quest’anno da Mino Raiola. La scorsa stagione ha raccattato le briciole: 220 minuti spalmati in 6 partite. È nel mirino del Milan, ha margini di miglioramento enormi.

JUAN ANTONIO IGNACIO è stato il giocatore più devastante nelle prime giornate. Lo schema era collaudato: scatto su una delle due fasce e assist per una delle punte, di solito Feczesin. L’argentino ci ha messo direttamente del suo a Nocera Inferiore, alla seconda giornata, firmando la rete dell’1-1. Negli ultimi turni gli avversari, capita l’antifona, gli hanno costruito intorno gabbie o sguinzagliato mastini incaricati di morderlo e seguirlo anche negli spogliatoi nell’intervallo.

A Modena Juan Antonio è stato sacrificato sull’altare della ragione tattica, dopo l’espulsione di Budel. La crescita di questo talento indiscutibile passa da una sfida: diventare immarcabile. Come ai tempi riusciva, e benissimo, un suo connazionale di nome Diego Armando Maradona, il più grande di tutti.

 

 

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Brescia, che musica E il ritmo vincente riconquista la vetta Vincenzo Corbetta

Con i gol di Jonathas ed El Kaddouri piega in casa anche il Cittadella E riaggancia il primo posto della classifica assieme a Torino e Padova

L’eco che si ode dalla vetta riconquistata è una musica suadente. Il Brescia la ascolta beato, tiene il ritmo giusto grazie a Jonathas, maestro di samba e di rap e, in futuro si spera, mastro cannoniere.

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Guai, però, a lasciarsi incantare. D’accordo, il titolista stavolta ha vita facile: abbattuto il Cittadella, sbriciolate le mura del Cittadella. Che poi mica tanto, perchè va bene che il 2-0 con un gol per tempo è la vittoria perfetta, all’inglese, ma non è così facile.
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O MEGLIO: lo è perchè il Brescia impara dal maestro Jonathas i passi di samba adeguati. Mezz’ora danzerina, con il brasiliano che bombarda di qua e di là, ma di qua e di là vola pure Cordaz, il baluardo della squadra della città con le mura. Ma non c’è gara stregata per questo gruppo spensierato e la forza probabilmente sta lì, nel non farsi troppe paranoie, nell’avere in testa i 50 punti da raggiungere il più in fretta possibile. Stop. E chi se ne importa se poi tutti sfottono con la storia dell’asticella che non si alza anche se il Brescia è al primo posto in compagnia di Padova e Torino, sulla carta di un altro pianeta

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L’unica cosa che deve stare alta è la soglia d’allarme per i conti societari. «Qui si fa mercato o si muore», disse Corioni dopo la disfatta, sportiva e soprattutto economica, della serie A. È la realtà e a gennaio, se serve, si venderà qualche gioiello, piaccia o meno.
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E ALLORA, prima di macerarsi nei cattivi pensieri, prima di digrignare tra i denti «il solito Corioni», meglio godersi la quarta vittoria in sei partite, l’imbattibilità, la difesa monstre della serie B (2 gol subiti in 6 giornate: il dato che fa la differenza), un attacco che in casa ne fa due alla volta. Tutto bello, soprattutto tutto vero.
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Il Brescia dei giovani (22,4 l’età media della formazione di partenza), con un solo trentenne titolare (Budel, il più inesauribile), degli 8 stranieri su 11 e delle assenze illustri (in ordine alfabetico: Vass, Zambelli, Zoboli), fraseggia che è un piacere. Tictoc, tictoc. Passaggi corti, fitti, gli avversari costretti al torello. Qualcuno dice che la squadra di Scienza assomiglia al Barcellona, i più saggi sono pronti a brandire l’asticella per spegnere sul nascere pericolose illusioni e paragoni irriverenti.
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Però, che bello vedere giocare questo Brescia! Questo Brescia che non risente delle assenze, nemmeno del passaggio dal freschino di Torino allo sprazzo d’estate di Mompiano, che concede anche un contropiede sull’1-0 (45′: Leali blocca su Di Roberto; eppure Zeman sta a 600 chilometri e qui ha fatto danni da un pezzo), che in 11 contro 10 per l’espulsione di Martinelli (17′ della ripresa) rischia per due volte di subire (occasioni sciupate da Schavon al 22′ e da Bellazzini al 44′).
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Ma è cercare il pelo nell’uovo in un momento del genere. Tutti – società, reduci dal disastro dello scorso anno, soprattutto tifosi – avevano bisogno di un Brescia così. Che prende gol con il contagocce (275 minuti di imbattibilità), che macina avversari, che crea occasioni, che in casa ha una precisione da orologio svizzero, due gol al Vicenza, due all’Empoli, due al Cittadella.
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IL SUCCESSO sui veneti matura alla mezz’ora del primo tempo: El Kaddouri per Salamon, lancio al bacio per Jonathas, reduce da 3 tentativi (6′, 11′ e 19′) tutti neutralizzati da un Cordaz super, controllo di destro da antologia (e il primo controllo è decisivo per prevenire le contromosse avversarie) e sinistro di precisione chirurgica sul palo più lontano.
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Poi il Brescia subisce il contropiede del Cittadella (35′: Di Roberto scatta e impegna Leali a terra), al 44′ su azione d’angolo viene salvato dal proprio portiere, bravissimo a respingere d’istinto una stoccata di Pellizzer, sbucato sul primo palo su angolo di Di Roberto.
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Nell’intervallo Juan Antonio si sente male, Scienza inserisce Martina Rini e sposta sulla trequarti El Kaddouri, che al 10′ si avvita come nemmeno il Bettega dei tempi d’oro e firma il 2-0 al culmine di un’azione che coinvolge tutti i reparti: l’attacco (Feczesin, primo cross), la difesa (Berardi, controcross), il centrocampo (Budel che fa ponte e, appunto, El Kaddouri, al debutto da stoccatore). La gara mai iniziata termina quando Budel, il matusa, pressa come un ragazzino indiavolato Martinelli, lo induce all’errore e lo costringe all’irregolarità: secondo giallo e rosso.
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Il resto non è noia e nemmeno sogno. Tutto vero, tutto suadente. Come l’eco che si ode dalla vetta riconquistata.



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Il Brescia «baby» è da maxi-applauso: già vince e convince, Vincenzo Corbetta / VIDEO

Con i gol di Feczesin e Jonathas stende il Vicenza alla partenza E ritrova subito il sorriso dopo la retrocessione della scorsa stagione

Altro che lampo. Nella notte che chiude la prima giornata della serie B e avvia il cammino post retrocessione, il Brescia acceca il Vicenza. Anzi, lo spazza via con la forza di un ciclone. Finisce 2-0 come il 25 agosto 2007, anche allora allo stadio «Rigamonti» e anche allora prima giornata di campionato.
Le analogie continuano: 4 anni segnarono le punte (Taddei, Possanzini), stavolta idem (Jonathas e Feczesin). Stesse modalità (una rete per tempo), l’importante è che il risultato finale sia diverso (promozione fallita,. ma Corioni allora aveva allestito uno squadrone).
Non è facile curare la depressione di una piazza, scornata da una retrocessione e soprattutto dare fiducia a una società costretta all’austerità dopo essersi svenata per presunti campioni. Il pubblico bresciano lo sta facendo, il Brescia incoraggia questa tendenza con una prova che mescola cuore e cervello, tattica e tecnica.

MAI SUCCESSO fu più netto: due gol, un palo, il portiere avversario tra i migliori in assoluto, un gioco semplice e lineare. Il dato più confortante: zero rischi. E a lungo andare sarà quello che peserà di più sul destino tecnico (e finanziario) del Brescia.
Una novità rispetto alle previsioni della vigilia: a centrocampo non c’è Martina Rini, Antonio fa il trequartista ed El Kaddouri l’interno. Il 4-3-1-2 di Scienza prevede Leali in porta; Zambelli e Daprelà terzini, la coppia De Maio-Zoboli nel cuore della difesa; Salamon in regia, Vass-El Kaddouri interni di centrocampo; Antonio alle spalle degli attaccanti Jonathas-Feczesin. L’età media è di 22,8, inferiore addirittura alla baby squadra del debutto in Coppa Italia contro L’Aquila (23,2). In campo otto stranieri su undici. Gli italiani sono Zoboli, Leali e Zambelli, il capitano, l’uomo simbolo.
Nel Vicenza degli ex Baldini e Adani manca un’altra vecchia conoscenza dei tifosi biancazzurri, il mancino Pisano, nemmeno in panchina per il riacutizzarsi di un infortunio. L’unica punta nel 4-2-3-1 è Abbruscato. L’età media è di 24,5.
Pronti, via e il Brescia è in affanno: De Maio si deve salvare in angolo. I biancazzurri se ne stanno rintanati, ma lo spirito è ammirevole. Feczesin al limite della sua area contrasta e recupera il pallone. E al 9′ è puntuale ad appoggiare in rete un assist di Antonio, che sulla mancina centra dal fondo dopo aver ridicolizzato Tonucci.

CORIONI senior non si vede, ma può stare tranquilli. Il dado è tratto, il Brescia pure. Al 14′ Feczesin, sempre lui, apre splendidamente per Zambelli che dalla destra si accentra, appoggio per El Kaddouri, destro e deviazione in angolo del portiere.
Dalla bandierina ancora il belga, testa di Salamon e palo.
Gli oltre 4.000 del «Rigamonti» iniziano ad esaltarsi e spingono il Brecsia. Al 17′ Antonio è steso al limite, la punizione di Jonathas sibila l’incrocio. E al 20′ il brasiliano al limite sradica il pallone dai piedi di Tulli, destro pronto per la respinta in tuffo di Frison. E il portiere del Vicenza si esalta al 24′ su un destro a giro di El Kaddouri, liberato da un ricamo Zambelli-Antonio.
Il primo ammonito è Salamon (38′) per un fallo su Botta. Stessa sorte per il veneto Rigoni (43′, intervento su Zambelli). Nasca concede un minuto di recupero, il Vicenza ha un sussulto ma Zoboli si immola davanti a Leali per murare un sinistro di Gavazzi.
Nell’intervallo si sprecano i commenti entusiastici sulla voglia straripante del Brescia. Zambelli la interpreta alla perfezione rientrando in campo un minuto prima degli altri 21 protagonisti. La volontà ferrea è chiudere la partita per evitare beffe.
Detto, fatto. Al 12′ Jonathas raccoglie un centro di Salamon, vince il confronto aereo con Martinelli e di sinistro con una staffilata non dà scampo a Frison.

IL VICENZA si vede al 14′: tiro-cross radente di Botta, Leali smanaccia, la difesa smanaccia. Esce Antonio, esausto, entra Scaglia, che porta in avanti un paio di palloni interessanti e al 25′ viene ammonito per gioco falloso. Ci si aspetta una sfuriata biancorossa, ma è il Brescia a sfiorare la terza rete al 34′ con De Maio, che manda sull’esterno della rete in mischia, su azione d’angolo.
Buona la prima. Mompiano è ai piedi del nuovo Brescia. Perfino la curva nord canta unita. Lampi di una nuova era?

Tutti i gol della 1a giornata Serie B 27-8-2011 HD

(video dal web)

 

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Brescia, buona la prima battuto il Vicenza per 2-0 / La pagella

Brescia (4-3-1-2): Leali; Zambelli, Zoboli, De Maio, Berardi; El Kaddouri, Salamon, Budel; Scaglia; Jonathas, Feczesin. All. Giuseppe Scienza

Vicenza (4-2-3-1): Frison; Martinelli, Tonucci, Bastrini, Pisano; Rigoni, Botta; Maiorino, Tulli, Gavazzi; Abbruscato. All. Silvio Baldini

Arbitro: Nasca.

- 10′ vantaggio del Brescia grazie ad un assist di Antonio che serve a centro area Feczesin pronto al tap-in vincente

- 11′ st Jonathas raccoglie a centroarea un lungo lancio dal settore destro di Salamon e, agevolato dall’errrore difensivo del suo marcatore, controlla e scarica in rete

 LA PAGELLA

6,5 LEALI. Un primo tempo da disoccupato, all’inizio della ripresa esce di pugno rischiando scontri anche duri su una punizione a spiovere di Rossi. E al 14′, poco dopo il raddoppio di Jonathas, smanaccia un tiro-cross di Botta che aveva i crismi della pericolosità. A tempo scaduto mantiene inviolata la porta volando su una botta di Alemao e guadagnandosi ampiamente la pagnotta.

7,5 ZAMBELLI. Devastante fin dalle prime battute non solo, e questa è la novità, sulla destra, ma anche quando si accentra verso il limite dell’area vicentina. Così, in una delle conversioni al centro, al 14′ invita El Kaddouri alla conclusione. Preciso anche in difesa, gladiatiorio dall’inizio alla fine, un capitano autentico e soprattutto un vero leader come non se ne vedevano da lustri a Brescia.

6,5 DE MAIO. Si rifugia in angolo alla prima azione del Vicenza, poi sale in sicurezza, facilitato sia dallo spirito della squadra sia dalla pochezza del Vicenza. Attento sia di piede che di testa, nel finale sfiora il 3-0 su azione d’angolo.

7 ZOBOLI. Subito respinge un paio di attacchi di Abbruscato, 19 reti la scorsa stagione con i biancorossi berici, al quale concede solo le lacrime per una serata passata invano a cercare un pallone giocabile. Decisivo al 46′ del primo tempo nel murare un tentativo ravvicinato di Gavazzi. Guida la retroguardia con il piglio giusto.

6,5 DAPRELÀ. Attento nel non lasciare sguarnita la posizione, anche se poi non c’è proprio bisogno visto che i veneti vengono annichiliti dal Brescia. Lo svizzero prova a sfondare, non sempre ci riesce ma è continuo. Buoni alcuni cross.

7 VASS. Schierato da interno destro, conferma tutte le qualità per il quale il Brescia lo tesserò nel 2007: buoni piedi, polmoni non disprezzabili e senso della posizione. Innesca spesso Zambelli, copre sui rari contriopiede del Vicenza, si fa trovare sempre nella posizione giusta. Eccessiva l’ammonizione che subisce intorno alla mezz’ora del secondo tempo.

7 SALAMON. Centra il palo con uno splendido colpo di testa al 14′, sfiora il gol sempre con una deviaizone aerea e sempre da calcio d’angolo. Ed è splendido il cross di prima che manda Jonathas a segnare il 2-0. Personalità, sicurezza, la stagione a Foggia gli ha fatto benone.

6,5 EL KADDOURI. Due conclusioni d’interno a giro sul palo più lontano che chiamano Frison ad altrettanti miracoli. Non sempre efficace, comunque bravissimo a farsi trovare pronto al limite dell’area e sempre più a suo agio nel ruolo di interno.

7 ANTONIO. Nove minuti ed è già protagonista,. Si beve Tonucci e serve a Feczesin l’assist dell’1-0. Prende coraggio e diventa inarrestabile, fermato spesso al limite dai difensori vicentini. Invita alla conclusione di El Kaddouri, poi cala alla distanza. Ma quando esce al 18′ del secondo tempo gli applausi sono scroscianti.

6 SCAGLIA. Porta avanti qualche pallone interessante, viene ammonito al 25′, si batte senza sosta.

7,5 FECZESIN. Si nota per la prima volta dopo 4 minuti, quando va a contrastare Gavazzi davanti alla propria area. E al 9′ è prontissimo a trasformare in oro un preziosismo di Antonio: un gol alla Inzaghi. Non solo senso della rete. È bravo nell’aprire il gioco, nel ricavare spazi preziosi per i compagni. Prova pure a concludere in un altro paio di occasioni. Ma gli 8 gol ad Ascoli nel girone di ritorno dello scorso campionato non sono un caso.

7,5 JONATHAS. Devastante per fisicità, per quello che fa con la palla tra i piedi, per come sguscia via ai due centrali del Vicenza, Tonucci e Bastrini. Sfiora la rete già nel primo tempo, in un’occasione sradica letteralmente la palla dai piedi di Gavazzi. E al 12′ della ripresa eccolo vincere un contrasto aereo con Martinelli per la rete del 2-0. E finora, tra Coppa Italia e campionato, sempre a segno nelle partite ufficiali.

 

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Il Brescia non smette di vincere e gli attaccanti diventano stelle , Sergio Zanca

IN CAMPO. Allo stadio «Turina» i biancazzurri si aggiudicano la seconda edizione del Memorial Felice Saleri

Contro il Lumezzane è successo di misura: decide un guizzo dell’ungherese Feczesin E con la Feralpi Salò arriva un tris: apre Varga, poi Jonathas firma una bella doppietta

Il Brescia vince sul lago di Garda la seconda edizione del trofeo «Memorial Felice Saleri», dedicato al figlio dell’ex presidente biancazzurro Sergio, battendo nel triangolare sia il Lumezzane (1-0, gol di Feczesin) che la Feralpi Salò, società organizzatrice (3-0, rete di Varga e doppietta del brasiliano Jonathas). Due successi di valore contro formazioni tenaci.
La serata mette in rilievo in particolare Scaglia, autore di buone sgroppate sulla fascia, e gli attaccanti, che hanno offerto spunti piacevoli. Un migliaio gli spettatori accorsi allo stadio «Lino Turina», curiosi di vedere la consistenza delle squadre Bresciane.
Dopo il successo della Feralpi Salò ai rigori sul Lume nell’incontro inaugurale, nella seconda partita della serata il Brescia si impone sul Lumezzane con un guizzo di Feczesin che, lanciato da Budel, aggira il portiere e insacca.

GIUSEPPE SCIENZA parte con un modulo diverso dal solito. Schiera infatti tre difensori (De Maio, Zoboli, assente domenica a Desenzano contro l’AlbinoLeffe per una botta, e Magli), quattro centrocampisti (Zambelli sulla destra tiene una posizione più avanzata, Paghera e Salamon mediani, Mandorlini a sinistra) e tre punte (Feczesin torre di riferimento, Scaglia e Ramos Martinez esterni). Rispetto alla gara precedente, il Lumezzane ne cambia otto (restano in campo solo il terzino Prevacini, lo stopper Luciani e il centravanti Gasparetto), oltre all’assetto: dal 4-3-3 al 4-4-2, con Bradaschia e Faroni esterni di centrocampo.
Leali chiude la porta in faccia a Ferrari con una bella parata, poi rischia di combinare un pasticcio rinviando maldestramente sull’attaccante, che non ne approfitta. Lo spagnolo Ramos si mette in evidenza con una pregevole girata (a lato) su cross di Zambelli. L’occasione migliore capita a Scaglia (19′), che sbuca davanti a Rossi ma non riesce a scavalcarlo. Salamon rimedia un pestone, e getta la spugna, sostituito da Budel.
Nel finale, gli spunti migliori: un volo di Rossi su conclusione di Scaglia, il migliore in campo per vivacità e intraprendenza; la replica di Leali su sventola di Gasparetti, liberato da un’incertezza di De Maio; lo scavetto di Ramos Martinez, che supera il portiere, ma incoccia il palo esterno. Al 41′ è Feczesin a chiudere il conto con una azione personale. L’ungherese si conferma il cannoniere estivo del Brescia. Ma lo spagnolo è un giocatore da seguire con attenzione.

NELL’ULTIMO INCONTRO contro la Feralpi Salò Scienza rimescola le carte. Prova una difesa inedita, con Kamal e Magli centrali, Mandorlini e Zambelli terzini, il primo a destra, il capitano a sinistra. Budel in cabina di regia. È lui la mente più lucida della compagnia. In avanti Ramos rifinitore, alle spalle del tandem composto da Jonathas e Varga.
La Feralpi Salò schiera un solo attaccante (Defendi). Quattro i difensori, e cinque i centrocampisti. Rastelli vuole misurare la capacità dei suoi di resistere agli assalti, e poi, in avanti, non dispone di soluzioni di ricambio.
Al 12′ Castagnetti fa tutto sa solo, e riesce a colpire sia la traversa che il palo. È l’unico brivido per il Brescia, che al 20′ sostituisce Zambelli con Scaglia. E chiude la partita con un uno-due fulminante. Al 23′ pregevole triangolazione Varga-Ramos-Varga: quest’ultimo, che è l’oggetto del desiderio della Feralpi Salò, non sbaglia. Al 24′ l’ungherese serve Jonathas, che segna facilmente. Il 3-0 lo firma in pieno recupero ancora Jonathas, su cross da destra di Mandorlini.
Nonostante i continui cambiamenti nei ruoli, il Brescia ha dimostrato in entrambe le gare compattezza e tranquillità. Senza dimenticare che, finora, ha vinto tutte le amichevoli disputate. E sabato c’è il debutto in Coppa Italia

Successi che danno morale. E ora la Coppa

 

Dieci amichevoli, dieci vittorie. Per quanto può contare il calcio d’estate, il Brescia si è messo nelle giuste condizioni di spirito in attesa che il mercato porti a Scienza una rosa dalla fisionomia definita. Un buon viatico, comunque, in vista del debutto ufficiale della stagione, la sfida di sabato di Coppa Italia contro l’Aquila allo stadio «Rigamonti»

 

 

 

 

 

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Il Brescia cresce e cala un poker che dà fiducia

Jonathas si fa largo in mezzo alla difesa avversaria per la rete dell’1-0 per il Brescia FOTOLIVE| Robert Feczesin è il bomber del Brescia: contro l’Oradea altri due gol FOTOLIVE| Adam Vass cerca di sfuggire ad un avversario FOTOLIVE

L’AMICHEVOLE.

Vittoria nella prima amichevole del ritiro di Storo
Contro i romeni dell’Oradea la difesa si muove ordinata e nei primi 45′ tutta la squadra mostra buoni progressi A bersaglio Feczesin (doppietta), De Maio e Jonathas

È un’amichevole, la prima nella Valle del Chiese, preannunciata da nuvoloni neri, pioggia e folate di vento. Ma il tempo non peggiora, e la gara inizia regolarmente. Circa 250 gli spettatori presenti. E poi il Brescia vince in scioltezza sull’Oradea, Serie B romena, lasciando intravedere spiragli interessanti. Esprime una manovra lineare, seppure su ritmi non eccezionali; e la difesa è il reparto più solido e convincente, già ben disposto anche ad affrontare impegni meno approssimativi. Da rivedere invece la parte «alta», benchè abbia dato segnali di miglioramento.

L’ALLENATORE Beppe Scienza schiera la formazione titolare del momento, e propone il consueto modulo, con 4 difensori (De Maio, privo della maschera protettiva, occupa la posizione di centrale a fianco di Zoboli), Salamon regista arretrato, Vass e Budel mediani, El Kaddouri rifinitore, due punte. 45 minuti di gioco, quelli iniziali, che riservano tre gol (a favore del Brescia), la ricerca di una manovra curata, un reparto arretrato preciso in ogni intervento, e qualche buon spunto in attacco. Zambelli parte schiacciando il piede sull’acceleratore. Una sua conclusione da lontano procura il primo brivido, ma il pallone termina a lato. Al 24′ Vass avanza, e crea scompiglio: Jonathas raccoglie e tira addosso al portiere. Sul successivo corner, calciato da Budel, Feczesin devia di testa da distanza ravvicinata: Pogacsics risponde alzando. Il gol arriva al 33′. Un cross da destra di Vass viene controllato da Jonathas che, spalle alla porta, e due avversari addosso, si gira, e batte in diagonale il portiere. Il 2-0 si sviluppa tutto sulla sinistra: il brasiliano serve in profondità Feczesin, che, in area, supera Pogacsics. Il 3-0 nasce da una punizione di El Kaddouri: in mischia spunta il testone di De Maio che, a dispetto della frattura del setto nasale, si butta senza paura, e insacca.

ALL’INIZIO DELLA RIPRESA entrano il portiere Leali, Cordova (al posto di El Kaddouri) e Scaglia (per Vass). Feczesin, confermandosi bomber più maturo (ad Ascoli le mille difficoltà economiche lo hanno aiutato a crescere), mette sul tavolo il poker. Al 19′ Scienza inserisce Paghera, Mandorlini e Juan Antonio, richiamando Salamon, Budel e Feczesin. La gara perde le geometrie, e si snatura. Nonostante il freddo, molti spettatori resistono fino al termine. Il Bihor Oradea, dopo avere iniziato in maniera aggressiva, cala alla distanza. L’anno scorso i romeni avevano concluso il torneo di B al 2° posto, e avrebbero quindi avuto diritto a partecipare al campionato della massima serie. Ma i dirigenti non hanno versato la tassa di iscrizione, preferendo rimanere fra i cadetti. Le difficoltà economiche si fanno sentire ovunque. In panchina c’è un ex, Coroian, rimasto a Brescia pochi mesi, poi tornato a casa. Proprio lui accorcia le distanze al 29′, approfittando di un pasticcio difensivo. E’ il primo gol estivo subito dagli uomini di Scienza. Da seguire con attenzione il 18enne Adrian Markus, autore nell’ultima stagione di 12 gol. È valutato 300 mila euro, e la Juventus sembrava intenzionata a tesserarlo per la Primavera. Entra e crea qualche pericolo.

 

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