Magda Biglia Archive

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Aldo Rebecchi guida la «Micheletti» Magda Biglia

BRESCIA – NOMINE. Eletto dal Consiglio di amministrazione succede a Sandro Fontana, che resterà presidente onorario
La promessa: «Resteremo super partes. Lavorerò con passione, anche se il momento è difficile»

(ndr: vedi sopra in slide ”ENERGIA SOSTENIBILE”)
L’onorevole Aldo Rebecchi è il nuovo presidente della Fondazione Micheletti .

Eletto dal consiglio di amministrazione, succede al senatore Sandro Fontana che, dopo due mandati, cede il testimone per motivi di salute. Rimarrà come presidente onorario, carica introdotta con una variazione allo statuto. La continuità è assicurata, Rebecchi era infatti già il vice di Fontana che viene ringraziato per tutto quanto ha fatto per la Fondazione che gli sta molto a cuore.
«Da lui erediteremo in particolare la tradizione bipartisan. Siamo al di sopra delle parti e ci resteremo» ha garantito il neo eletto.

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«IO SONO UN AMMINISTRATORE, non un intellettuale, forse per questo con gli intellettuali vado d’accordo, fuori dalle concorrenze e dalle scuole- aggiunge ancora il presidente Rebecchi -. Non nego la mia reticenza nel venire dopo uno studioso, un presidente che ha saputo tenere alto il nome della Micheletti. Ma mi impegno sin d’ora a lavorare con passione pur in un momento difficile».
Le istituzioni locali stanno calando progressivamente i loro contributi: la Loggia è passata dai 60mila euro del 2007 ai 20mila del 2011; il Broletto dai 36mila ai 20mila. Perfortuna non manca l’appoggio del ministero della Cultura che copre «a progetto» la metà di un bilancio da mezzo milione di euro. Sono tempi di cinghia stretta; i dipendenti sono calati da cinque a quattro e ad ore ridotte.
Pure nel Consiglio di amministrazione siedono «tecnici», tanti commercialisti, Ivan Archetti, Matteo Lazzaro, Ferdinando Magnino, Giuseppe Tampalini (vice presidente) e due imprenditori, Valter Padovani, Paride Saleri, più la ricercatrice Elisabetta Conti e le due figlie del fondatore Luigi Micheletti, Anna e Bruna. Pier Paolo Poggio è stato riconfermato direttore. Adesso si passerà al comitato scientifico, anche quello da rinnovare. Valerio Castronovo ne è presidente e sarà probabilmente rinominato mentre il suo posto al vertice della Fondazione Musil verrà preso da un imprenditore bresciano. Già se ne è parlato in Aib.
La gestione non è da poco,considerando che la fondazione conta un patrimonio di 3mila pezzi di archeologia industriale, 100mila volumi con la possibilità di trovarne on line 7mila, 2500 buste di fondi archivistici e una ricchissima iconoteca.
QUATTRO SONO i progetti europei in corso, uno per una vasta digilitalizzazione di materiali facente capo per l’Italia al Consiglio nazionale delle ricerche, uno sui cambianenti climatici che sono intervenuti dalla preistoria ad oggi,uno sulla comunicazione in tema di sicurezza sul lavoro, l’ultimo infine sull’approfondimento dei rapporti con i partner del Premio Micheletti.

 

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Brescia d’arte: città da riscoprire tutta in una notte Magda Biglia

LE INIZIATIVE. Un ricco calendario culturale nel fine settimana
Ben 24 punti di attrazione in centro storico Arcai: «Sarà un format culturale permanente»

Brescia è una città splendida che deve solo imparare a farsi ammirare. Ora che è arrivato il riconoscimento a livello mondiale da parte dell’Unesco, siamo noi cittadini che dobbiamo diventarne i promotori. Ma la conosciamo davvero? Ecco allora che il valore delle tante iniziative che servono a scovare gli angoli più affascinanti, le potenzialità più o meno nascoste e che mettono assieme le energie del pubblico e del privato, delle istituzioni e delle associazioni. Con queste considerazioni ieri mattina Andrea Arcai, assessore alla Cultura, ha presentato la locandina della «Notte dell’arte» che, domani sera ore 20-24, chiuderà la «Settimana dell’arte», inaugurata esattamente sabato scorso e proposta con «Le gallerie di Brescia».
«FIN QUI è stato un gran successo» ha commentato l’amministratore facendo riferimento alle tre conferenze al Sanbarnaba. Anche la notte di domani sarà lunga, con i negozi illuminati e con una serie di proposte divise in tre filoni: «Portoni aperti», «Ingresso in musica», «Altri eventi». «Saranno i luoghi della città a parlare ai Bresciani, a mostrarsi in tutto il loro fascino, a raccontare la loro storia» ha spiegato l’assessore. Sono ben 24 i punti di attrazione, chiese, musei, sale, teatri che il pubblico potrà scoprire dall’interno, in qualche caso con visite guidate, in altri con incantati concerti d’organo grazie al contributo dell’Unità pastorale del Centro storico. La musica risuonerà nelle navate di San Giuseppe, San Giovanni, Sant’Alessandro, San Lorenzo, San Faustino, Santa Maria del Carmine.
SARÀ INVECE sul sagrato ancora di San Giuseppe e della chiesa del Carmine, oltre che della chiesa di San Giorgio e davanti al Museo diocesano, al teatro Grande, al foro romano, alla biblioteca Queriniana che 27 studenti del Conservatorio suoneranno in gruppi di quattro, tre, due spaziando dal barocco al jazz. Passeggiare per le antiche vie sembrerà come trovarsi in una grande platea circondati dalle note più evocative. Sono legati all’arte gli «Altri eventi». In piazzetta Bruno Boni ci sarà un singolare confronto creativo. Da un lato gli studenti dell’accademia Laba ripuliranno con adeguate tecniche le pareti di palazzo Bettoni Cazzago dalle scritte dei graffittari, dall’altro un gruppo di Writers e street artist del collettivo Truequality eseguiranno un affresco su tela secondo i loro stili. Nel cortile del Broletto l’attore Giuseppe Battiston leggerà un testo tratto dai «Dialoghi con Leucò» di Cesare Pavese. «Anche in questo caso – racconta Francesca Bertoglio una delle ideatrici – non sarà però lo spettacolo al centro dell’attenzione con lo spazio a fare da scenografia, ma sarà la corte medievale, col portico gotico, le volte a crociera, la carezza delle luci ad essere protagonista». Aderisce pure il Centro teatrale che propone visite guidate alle 20.15, 21, 22, 23 con botteghino disponibile per gli abbonamenti alla stagione di prosa. Al cinema Eden saranno proiettati i film di Paolo Gioli, artista in questi giorni alle pareti della galleria di Massimo Minini. Lì vicino, in contrada del Carmine, la manifestazione «Arte nell’arte» allungherà fra le case le bancarelle degli artigiani. In piazza Paolo VI la fiera del libro prolungherà anch’essa il suo orario. ìNaturalmente aspetteranno gli appassionati le venti gallerie dell’associazione guidata da Gian Paolo Paci: «l’unione fra di noi, la collaborazione di tante realtà sta creando un effetto magico. È un risultato al di là persino delle nostre speranze». E Arcai promette: «Intendiamo creare un format culturale permanente». Per arrivare nel cuore urbano ogni dieci minuti, dalle 19 all’una, partiranno bus navetta dai parcheggi Iveco, Castellini e Goito che in quell’arco sarà gratuito.
SI POTRÀ entrare naturalmente a Santa Giulia e ai primi 350 che si faranno avanti verrà donato il cd realizzato dal Comune in collaborazione con «Caffè e cioccolato. Edizioni e eventi musicali» con un brano ispirato all’Adelchi cantato dalla Bresciana Maya. Il testo ripercorre la storia di Ermengarda, la sfortunata moglie di Carlo Magno che il Manzoni fa morire nel nostro monastero. Autore è il maestro Silvio Fantozzi che ha curato pure un video girato nei chiostri e in Castello sempre con Maya, video che verrà mostrato il giorno dell’ufficializzazione del marchio «Santa Giulia bene dell’umanità».

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Ideal Standard: sciopero e tregua «Pronti a ripartire» Magda Biglia (BS)

LA VERTENZA. Sindacati e lavoratori sospendono la mobilitazione, ma…
Giovedì altro incontro al ministero dello Sviluppo Economico «In assenza di certezze riprenderà la protesta e sarà ancora più dura»

Una tregua, accompagnata dalla «minaccia» che la mobilitazione è pronta a ripartire nel caso in cui all’ennesima promessa non seguiranno atti concreti e sicuri.

UNA POSIZIONE, molto netta, assunta dai lavoratori della Ideal Standard di Brescia (64, attualmente impiegati alla piattaforma Arcese di Bassano Bresciano) e dai sindacati di categoria al termine della prima giornata di sciopero proclamata con l’obiettivo di tornare a sollecitare il rispetto degli impegni sottoscritti, due anni fa, in merito alla realizzazione della piattaforma logistica di gruppo nell’area della «Piccola» di via Dalmazia: un obiettivo utile a garantire, tra l’altro, nuove prospettive occupazionali. Protesta sospesa, dunque, in attesa del nuovo incontro fissato per giovedì prossimo alle 14 al ministero dello Sviluppo Economico – convocato dal sottosegretario Stefano Saglia – che riunirà attorno al tavolo tutte le parti coinvolte nella vicenda. Un appuntamento che ha destato nuove attese tra operai e sindacalisti, «pronti, nel caso non ci saranno certezze, a riprendere la battaglia, ancora più dura».

SVILUPPI e nuove prese posizione emersi al termine di una giornata iniziata, per i lavoratori, all’alba a Bassano Bresciano. Successivamente si sono trasferiti in città, davanti alla sede della storica fabbrica di via Milano, ormai ferma da tempo. Incatenati, esibendo bandiere e cartelli con frasi molto eloquenti, hanno percorso le vie, creando a sorpresa qualche intralcio al traffico. Prima hanno raggiunto la sede della «Piccola», poi piazza della Loggia, sotto il palazzo del Comune. «Ormai le Ferrovie hanno ottenuto una rivalutazione della loro area in via Dalmazia, all’interno del Pgt in discussione, e non hanno più interesse alla realizzazione della piattaforma logistica», hanno sottolineato le Rsu. Una critica riecheggiata in Consiglio comunale negli interventi delle opposizioni in merito alle scelte anche sul futuro delle aree di via Milano.

UN ASPETTO, quest’ultimo, per il quale il primo cittadino, Adriano Paroli, e l’assessore all’Urbanistica, Paola Vilardi, hanno fornito rassicurazioni (anche in aula) durante l’incontro con una delegazione sindacale composta da Rino De Troia (Femca), Laura Tonoli e Ugo Cherubini (Filctem), Daniele Bailo (Uilcem) accompagnati dalle rispettive Rsu, Ivan Maltempi e Diego Gosio, Federico Uberti, Dario Novali. Sindaco e assessore hanno ribadito che la superficie di proprietà Ideal Standard «non saranno interessate da variazioni atte alla trasformazione da produttivo a residenziale, finchè non sarà risolta la vertenza sindacale». Una precisazione che, però, non ha convinto dipendenti e rappresentanti sindacali, anche perchè «quei 115 mila metri quadri valevano due milioni, ora ne valgono molti di più. Ora basta con le promesse – hanno aggiunto – vogliamo atti concreti, altrimenti ci sentiremo ancora presi in giro». Una posizione subito rilanciata all’assessore alle Attività Produttive, Maurizio Margaroli, che a sua volta si è incontrato con i lavoratori in piazza. «Ci sentiamo presi in giro anche noi – ha detto Margaroli -. Avete pienamente ragione, ma il Comune ha fatto tutto quanto poteva. Quelle aree non potranno rimanere dismesse, abbandonate in piena città. Ma questo potrà accadere solo dopo la concretizzazione di quanto scritto nero su bianco, due anni fa».

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BRESCIA – Il vescovo Monari: «Don Villa sta superando ogni limite» Magda Biglia

LA POLEMICA. Il capo della diocesi di Brescia attacca l’anziano sacerdote da sempre critico con parte della Chiesa

A Brescia dal 1962, il novantenne prete nella rivista «Chiesaviva» se la prende con papi e vescovi All’epoca, duri attacchi a Paolo VI

«Caro don Villa, hai perso il senso della misura»: titola così una netta presa di posizione del vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari pubblicata sull’edizione in uscita oggi del settimanale della Curia «La voce del popolo».
Il vescovo pare avere perso la pazienza per i continui attacchi che il prete persevera a rivolgere contro pontefici e prelati dalla sua rivista «Chiesaviva», in numerosi libri e tramite il moderno strumento della Rete. E, prendendo le distanze – «la diocesi di Brescia non ha e non vuole avere nulla a che fare con le immondezze e le falsità che vengono scritte» – rinfaccia a don Villa il suo livore contro innumerevoli ecclesiastici da lui ritenuti massoni, quinta colonna infiltrata nella Chiesa per distruggerla dall’interno.
DON LUIGI VILLA, prete novantatreenne nativo di Lecco, si trova a Brescia dal 1962. Per tutta la vita si è scagliato contro i vescovi Bresciani, da Morstabilini a Sanguineti, a Foresti, nemico del cardinal Martini, di Ruini ma soprattutto di Paolo VI, accusato di varie umane nefandezze ma soprattutto «di aver dato libero corso ai progressisti più o meno eretici lasciandoli sradicare la fede». Ha pubblicato volumi contro la sua beatificazione e quella di Giovanni Paolo II. Ha tirato strali contro i templi satanici, come quello di San Giovanni Rotondo o quello di Padergnone per restare vicino a noi.
A DISCAPITO dell’età, mantiene aspra la battaglia da sempre portata avanti, a suo dire, su mandato di Padre Pio che gli avrebbe ordinato di lottare contro la massoneria ecclesiastica. Ora, fra i tanti stop che gli sono venuti, e le «persecuzioni» da lui denunciate, si fa strada la voce pacata ma diretta di mons. Luciano Monari: «Don Villa penserà di essere mosso da zelo apostolico, di essere un nuovo Finees che trafigge gli empi, ma la realtà è diversa». Monari gli spiega che la sapienza che viene dall’alto non è dettata da gelosia amara ed è piena di misericordia, che non deve credersi cavaliere errante chiamato a riportare l’istituzione sulla verità. Il mondo cambia, gli dice, e il Concilio Vaticano II, che lui avversa, ha avviato lo sforzo di parlare al mondo di oggi; 2300 vescovi ne hanno sottoscritto i documenti.
LO SCRITTO esalta poi la figura di Paolo VI. «E’ stato un grande Papa e un grande credente. Basta leggere il suo testamento spirituale per capire di che pasta era fatto, come basta leggere i testi di don Villa per capire di che pasta è fatto lui». Montini viene definito un Pontefice dallo strano destino, combattuto da destra e da sinistra, considerato ora conservatore, ora rivoluzionario. «Paolo VI è stato autentico cristiano che ha conosciuto alcuni (pochi) momenti di successo senza lasciarsi esaltare, che, senza lasciarsi avvilire ha portato la croce (pesante) subendo accuse, critiche, scherni. E da parte di persone che non valevano il suo dito mignolo». Che ci siano in giro anticlericali che sputano offese va messo in conto, secondo il capo della diocesi, ma se lo fa un prete «crea disorientamento». «E bisogna avere davvero un’alta coscienza di sè per pensare di vedere meglio di tutti e di rappresentare meglio l’impulso dello Spirito Santo».

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IMMIGRAZIONE. Taglio, piega, colore e unghie: è boom di coiffeur stranieri Magda Biglia

In Lombardia i parrucchieri immigrati sono cresciuti del 22 per cento: Brescia subito dopo Milano
Leonessa seconda nella regione con il 13,5 per cento di attività di cui il 7,3 per cento è cinese Molti i clienti, anche per i prezzi

Tutto è cominciato a Milano. Ma nell’intera Lombardia il boom dei parrucchieri stranieri degli ultimi anni ha registrato un balzo nel 2010, con una crescita del 22 per cento in generale, con un più 41 per cento per i cinesi. Questo mentre si perdeva uno 0,5 per cento di ditte italiane.

Secondo un’elaborazione della Camera di commercio milanese, sono 912 i titolari stranieri di un negozio da coiffeur lombardo, 759 sono extracomunitari, cinesi al 27 per cento. A Milano la massima concentrazione, metà del totale.

MA Brescia arriva seconda con una fetta lombarda del 13,5 per cento, davanti a Bergamo (10,4 per cento) e a Varese con (8,6). I titolari di ditte attive nel settore sono nel Bresciano 2530: i non italiani sono 124, il 5 per cento. Ma, se a Milano la metà sono cinesi, a Brescia i titolari nati in Cina sono solamente il 7,3 per cento. Poiché girando nei quartieri più etnici non si ha questa impressione e si vedono, oltre che molte insegne con ideogrammi, nugoli di cinesine all’opera, evidentemente dietro di loro ci stanno intestatari, o padroni che dir si voglia, di altra nazionalità, non esclusi gli italiani.

Ormai in quasi tutte le zone della città non manca un professionista immigrato particolarmente apprezzato per i suoi prezzi, ma i rioni più gettonati sono il Carmine, la zona stazione e le vie limitrofe.

GUARDATI all’inizio con sospetto, con i timori soprattutto sui prodotti utilizzati, ora fanno il pieno dappertutto forse anche per chiari di luna del momento. Si rivolgono a uomini, donne e bambini, ma in prevalenza il cliente è femminile come le addette. Il costo della piega parte dai 6 euro; si possono fare shampoo, piega e colore con 20 euro, i colpi di sole pure con 20 euro. L’unica operazione costosa è la stiratura, fino a 40 euro.

Sono più o meno queste le tariffe di «Yomita Nail spa» in via Solferino 4. Lì si fa orario continuato dalle 9 alle 21, dal lunedì al sabato. A dirigere un gruppetto di ragazze e un ragazzo è Zhan Xiao Pan, formata nel suo Paese, venuta qui per lavorare. «Faccio questo mestiere perché mi piace e perché bisogna guadagnare per vivere» dice. Assicura che i clienti sono contenti e fidelizzati anche perché i prodotti sono italiani. Lo conferma Valeria Giuvellea, affezionata da quando il negozio ha aperto un anno fa. E’ rumena e afferma: «sono più soddisfatta qui che dagli italiani. Solo la tinta me la faccio da sola in casa, è più sicuro. I prezzi sono bassi e ho una gratuità ogni venti pagamenti».

Non è molto distante «Ok per uomo, donna, bambino», in vicolo della Stazione. Lì c’è l’intestatario, Zhou Ming, che ha ereditato l’arte dal padre in Cina ma ha voluto emigrare perché, beato lui, crede che l’euro sia la meglio moneta. Ha imparato la lingua chiacchierando con chi gli stava seduto davanti ed è soddisfatto.

IL SUO LISTINO parte da 8 euro, e la tinta varia a seconda della lunghezza della chioma. La sua clientela è mista e, da copione, numerosa di sabato. Ieri però stava tagliando un connazionale e anche un’assistente stava lavando una cinese, Hu Ting Ting, fedele ogni settimana. «Sono proprio bravi» commenta.

In via Corsica 13 «Mercury di Mercy Etim Bassey» promette da un mese le tendenze internazionali in voga. Dentro multietnici lo sono, la proprietaria è nigeriana, ci lavorano un ghanese, un senegalese, un marocchino, un Bresciano. È Sergio, lanciato nell’avventura dopo trent’anni a Gardone Valtrompia. I prezzi sono più cari dei cinesi ma più bassi degli italiani. «Colpa dei buoni prodotti» spiega il triumplino nella grande sala con soffitto istoriato, con un piano suoeriore destinato alla manicure. i clienti sono vari, tanti gli africani, ma anche i Bresciani. A lui piace pettinare le pakistane: «hanno la capigliatura di seta e la curano tantissimo anche se devono nasconderla».

 

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Sciopero Cgil: Brescia allarga la mobilitazione Magda Biglia

MANOVRA E CRITICHE. Martedì 6 corteo in città fino in piazza Loggia
Galletti ai delegati: «Coinvolgete tutti i lavoratori di ogni categoria e sindacato per dire no al Governo La situazione è gravissima»

«Coinvolgete tutti i lavoratori, di qualsiasi sigla e sindacato di appartenenza: contro la manovra del Governo serve una mobilitazione massiccia. Lo sciopero del 6 settembre» – con manifestazione in città dalle 9 partendo da piazza Garibaldi a piazza Loggia – «sarà solo un primo passo, bisogna proseguire durante la discussione parlamentare. La situazione è gravissima».

L’APPELLO di Damiano Galletti, leader provinciale della Cgil, ha chiuso l’attivo dei delegati e dei pensionati convocato nell’ambito della festa della Camera del lavoro nell’imminenza della giornata nazionale di protesta generale (otto ore) prevista per martedì prossimo. Una richiesta di unità – non condivisa dalle altre confederazioni – anche se, come emerso ieri, iscritti alla Fim avrebbero aderito alle prime iniziative in fabbrica: «come alla Beretta o alla Trw. La Cisl non è solo Bonanni», hanno sottolineato diversi lavoratori durante gli interventi, tutti «molto accesi» e contraddistinti da attacchi su più fronti: contro i favori del Governo agli «evasori», contro una maggioranza «che cambia idea tutti i giorni sulle scelte da adottare», contro i mercati «vampiri della finanza internazionale», contro Sergio Marchionne «che farebbe meglio a pagare le tasse in Italia»; ma anche contro Cisl e Uil «in balia dell’Esecutivo». E non hanno risparmiato il centrosinistra «che critica lo sciopero, mentre farebbe bene a interrogarsi su quanto succede al suo interno». La lotta, hanno ribadito tutti, è l’unica arma e dovrà proseguire. «Siamo stanchi, stanchi di essere stanchi. Ora basta!» è lo slogan scandito a più voci verso una politica accusata di «far pagare sempre e solo dipendenti e pensionati», colpire il pubblico impiego.

«CHI LAVORA per 41 anni ne regala uno di contributi, inoltre, dopo i continui cambiamenti emersi negli ultimi giorni, c’è il forte rischio per le donne del settore privato di poter beneficiare della pensione di vecchiaia solo a 65 anni», ha rimarcato Ernesto Cadenelli, leader dei pensionati Cgil. «È una manovra di classe», ha aggiunto Giovanni Bonassi dello Spi. Senza dimenticare l’accordo «ingiusto» del 28 giugno scorso – su contratti e rappresentanza – firmato anche dalla Cgil nazionale, ma avversato a Brescia. Contro «i sindacati di comodo in azienda» si è scagliato Valentino Marciò dell’Iveco. «La Costituzione è in pericolo» ha avvertito Pier Giacomo Rizzini della Beretta che, ha garantito, «martedì la fabbrica si svuoterà perché i lavoratori vogliono avere il diritto di voto sulle proprie condizioni». Per Stefano Delendati, Rsu del Comune di Brescia, si lotterà anche per i precari, per gli addetti delle cooperative e quanti si occupano dei servizi esternalizzati «sotto la mannaia dei tagli agli enti locali». Altri hanno puntato l’attenzione sulla «Lega che ci frega».

IL LEADER della Camera del lavoro, Damiano Galletti, ha illustrato anche le controproposte della Cgil a quanto prospettato dall’Esecutivo. Tra queste una massiccia lotta all’evasione fiscale, la riduzione del prelievo sui redditi da lavoro e da pensione, un fondo per la crescita e l’innovazione, un piano per l’inserimento lavorativo dei giovani, la riforma degli ammortizzatori sociali. Senza dimenticare il taglio ai costi della politica.

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TERZA ETÀ. Volontari, Brescia da primato Quattro su dieci sono «nonni» Magda Biglia

Allo Spi la presentazione di una ricerca nazionale sul «capitale sociale» gli anziani, «creatori di benessere»
Critiche alla Loggia: anzichè potenziare la rete, punta su bonus individuali. Consensi invece sull’iniziativa del «Buon vicinato»

«I nonni? Patrimonio da 18 miliardi»
E a Brescia crescono nel volontariato

IL VOLONTARIATO LOCALE registra un 40 per cento di anziani in una realtà, come quella bresciana, ricca di associazionismo, ma anche di un 30 per cento di residenti con oltre 60 anni. Presentata dallo Spi -Cgil una ricerca nazionale sul «Capitale sociale dei nonni, produttori di benessere»: in evidenza le associazioni bresciane e la necessità di riconoscere l’apporto sociale dei pensionati in un Paese che invecchia sempre di più. Ernesto Cadenelli, segretario dello Spi, pur apprezzando il progetto di «Buon Vicinato» non risparmia una critica alla Loggia: «Parlano di nuovo welfare, ma non ci ascoltano nemmeno»

Gli anziani non sono un peso ma una risorsa. Continuano a ripeterlo i sindacati e le associazioni dei pensionati. E ieri, all’interno della festa della Camera del lavoro, nel salone Buozzi lo Spi ha presentato una ricerca nazionale svolta dall’Ires-Cgil sul «Capitale sociale dei nonni, creatori di benessere».

L’anno scorso erano stati illustrati i risultati generali; quest’anno, invece, l’analisi si è concentrata sulle realtà locali più significative per volontariato d’argento. E Brescia è certamente una di queste. Il segretario Ernesto Cadenelli ha introdotto gli ospiti, Alessia Sabbatini dell’Istituto di ricerca, Anna Bonanomi segretario regionale del sindacato e Riccardo Terzi nazionale. Cadenelli ha parlato di grave momento, di preoccupazione per i tagli, di difficili rapporti con l’amministrazione comunale bresciana «che vuole discutere di nuovo welfare e non ci ascolta nemmeno».

Grazia Meazzi, responsabile per la città, ha quantificato il valore dell’aiuto dei familiari anziani e delle organizzazioni del volontariato in 18 miliardi l’anno, a livello nazionale. «Nel nostro Paese da un lato siamo in ritardo nella riflessione sull’invecchiamento della popolazione con i necessari servizi che ne conseguono, anzi tagli e scuri si abbattono sulle fasce deboli; dall’altro manca qualsiasi considerazione del ruolo di supporto e di cura svolto dalla popolazione over 60», ha rimarcato Terzi.

AI NUMEROSI presenti è stato illustrato lo studio sulla città partendo dal contesto che vede un 30 per cento di abitanti con oltre 60 anni, all’interno del quale ci sta un 20 per cento di ultraottantenni. A fronte dei dati – recita il documento – le politiche comunali finora sono state articolate e aperte al contributo dell’impegno non retribuito di tante persone, però «oggi si tende, più che a potenziare le rete, a dare bonus individuali», filosofia che viene accusata di connotazione propagandistica e di deresponsabilizzazione dell’ente.

Un plauso va però all’accordo fra Comune e associazionismo per il progetto del «Buon vicinato».

L’associazionismo a Brescia è vivace e il 40 per cento dei volontari è rappresentata da gente matura. Tuttavia, emerge che «la collaborazione rimane un’esperienza faticosa».

IN UN PARAGRAFO si elencano le realtà più significative, da Solidarietà viva ad Auser, alla Caritas diocesana, alle Acli, mentre un progetto interessante appare «AAA-accoglienza, apprendimento, autonomia» che consiste in un corso di lingua e cultura italiana per le donne immigrate, con annesso nido. Viene descritto anche lo Spi, con i suoi 64mila iscritti, di cui 8mila nel capoluogo, con una parità fra i generi nei livelli dirigenziali che non si riscontra invece nelle associazioni. Le leghe territoriali sono 180, diffuse in modo capillare. I campi d’azione sono diversi ma – spiega l’analisi – si inquadrano dentro la battaglia politica a differenza degli amici della Cisl.

I NUMERI delle tabelle danno delle indicazioni curiose. Le donne fra i volontari dai capelli bianchi sono meno numerose (l’assistenza la devono fare già in famiglia). Quindi si dedicano di più al volontariato quando sono sole: 25 per cento contro il 13 delle sposate. Gli uomini fanno il contrario, 26 per cento se sono in coppia, 12 se sono single. Sarebbe importante, per esempio, rendere collettive le cure: la nonna con tanti nipotini come un micro nido, per esempio.

LA PENSIONE fa svettare la propensione a dedicarsi agli altri; lo dichiara il 70 per cento degli intervistati dai ricercatori. A Brescia i volontari si sentono abbastanza gratificati dalle istituzioni e molto riconosciuti dai beneficiari. L’auspicio in sala è stato che dalle difficoltà attuali nasca qualcosa di utile: il recupero del senso comunitario, di momenti di solidarietà e socialità «dove il ruolo familiare viene condiviso»

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Città e provincia rifanno la conta di case e abitanti Magda Biglia

L’inizio sarà il 9 ottobre, ma la macchina si è già messa in moto
Martedì 30 e mercoledì 31 due giorni di formazione e informazione della prefettura per gli enti locali

La complessa macchina sta per partire. Il censimento della popolazione e delle abitazioni 2011, quindicesimo nella storia, prenderà il via il 9 ottobre. Ma in particolare nei Comuni più grossi che, come tutti, hanno il compito di predisporre gli uffici competenti potenziandoli, affiancandoli con i cosiddetti rilevatori reperiti tramite apposito bando, il primo appuntamento burocratico ufficiale si situa nel mese di agosto.
MARTEDÌ 30 e mercoledì 31 sono in calendario le prime due giornate di formazione e informazione dedicate agli enti locali dalla prefettura, in collaborazione con l’Istat e con l’Associazione Comuni.

Si comincia col capoluogo, dove i corsi avranno sede nel palazzo della Regione in via Dalmazia, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. Poi seguiranno altri indirizzi polo di riferimento per le varie zone della nostra vasta provincia: a Gavardo l’1 e 2 settembre la sede è l’auditorium Zane; a Lonato il 5 e 6 settembre è il municipio; a Breno il 7 e 8 settembre è la sala del Bim; a Chiari il 12 e 13 settembre il municipio; a Manerbio il 14 e 15 settembre il Piccolo teatro. L’orario ovunque va dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.

Da Roma sono arrivate già alcune indicazioni generali valide per tutti, ma poi ogni realtà si organizza a seconda delle sue caratteristiche e delle sue dimensioni. La novità assoluta è che gli abitanti riceveranno il questionario da compilare per posta e potranno inoltrarlo via web. Internet è la variante rispetto al passato, e l’Istituto di statistica premierà quei Comuni che supereranno la soglia del 20 per cento di comunicazioni online. Le famiglie che non vorranno usare il computer potranno consegnare il plico all’ufficio comunale o ai rilevatori, o spedirlo.
Qui nascono i problemi: il controllo delle risposte, la verifica delle abitazioni vuote, ma soprattutto il conteggio degli stranieri che possono avere difficoltà dal recepimento della documentazione fino alla compilazione corretta.

Molti enti hanno già deciso di correre ai ripari. Il sindaco di Castegnato Giuseppe Orizio ha deciso di affidare il compito all’Ufficio immigrati e ai giovani assunti a progetto. Il sindaco di Rovato Andrea Cottinelli, in un paese con il 22 per cento di cittadini stranieri, ha individuato una mediatrice culturale che supporterà gli uffici.

GLI STRANIERI POTRANNO anche essere assunti come rilevatori. Non dappertutto allo stesso modo. Le regole variano da bando a bando.
A Chiari il requisito è la cittadinanza italiana, a Ospitaletto e a Montichiari è l’appartenenza all’Unione europea, mentre a Desenzano del Garda è la residenza in Italia «da lunga data».
Ogni paese ha il suo bando. Sono privilegiati gli addetti comunali in extraorario, poi saranno accolti studenti, casalinghe, cassintegrati, disoccupati. Prima di tutto è differente la scadenza.

A Brescia le domande dovevano pervenire entro la metà di luglio, anche se ancora non sono state effettuate le selezioni. Pure a Ghedi il termine per farsi avanti è ormai scaduto: «Siamo in attesa della risposta dei nostri dipendenti per determinare la necessità di esterni» spiega il primo cittadino del Comune della Bassa, Lorenzo Borzi.

IN BASE alle richieste, saranno stilate le graduatorie; nel caso di punteggi uguali prevarrà la giovane età. Molta importanza sarà data al titolo di studio, che dev’essere almeno di scuola superiore; talvolta avrà valore anche il voto conseguito nell’esame di Stato.
Non è ancora chiaro definitivamente il compenso, ma in alcuni bandi compare la cifra massima di 5 euro per rilevazione, con ogni spesa a carico dell’operatore. A Brescia sono previsti una ventina di coordinatori e un centinaio di rilevatori.
Poi ci sono posti come Magasa, 150 abitanti, in cui farà tutto da sola l’applicata comunale. «Noi piccoli Comuni non costiamo mai niente, qui si fa tutto gratis» commenta il primo cittadino del centro della Valvestino, Federico Venturini.

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BRESCIA, ASSISTENZA. Famiglie numerose, torna il bonus-Loggia Magda Biglia

Nonostante i tagli previsti dalla manovra il Comune conferma lo stanziamento di 180mila euro a favore dei nuclei familiari con quattro o più figli
Le domande vanno presentate entro giovedì 29 settembre La graduatoria in base all’Isee Ammesso chi risiede da 5 anni

«I cittadini bresciani possono stare assolutamente tranquilli: anche se con la manovra in discussione caleranno i trasferimenti statali, non ci sarà alcun taglio nei servizi alla persona». Lo ha assicurato ieri il sindaco Adriano Paroli ribadendo più volte la frase: «questa città non si dimenticherà mai di nessuno, come sta scritto nella sua migliore tradizione». E, come primo esempio, anche in pieno agosto, ha voluto presentare come «un segnale se pur non ancora sufficiente» la riconferma del bonus e delle agevolazioni per le famiglie numerose. Assieme all’assessore competente Giorgio Maione ha annunciato che in bilancio sono stanziati 180mila euro, esattamente quelli spesi lo scorso anno, quando le domande per il contributo furono 375, quelle evase 317.

Al bonus si aggiungono altri benefici sulle tariffe dei nidi, delle materne, della mensa, del pre-scuola e dei trasporti nelle elementari. Questo anche negli istituti parificati. In totale ne hanno usufruito nel 2010-2011 ben 127 famiglie. Da quest’anno ci sarà una novità in più: lo sconto sull’iscrizione ai corsi di avviamento allo sport per ragazzi fra i 6 e i 14 anni. Si intendono numerosi i nuclei con quattro o più figli sotto i 18 anni, con almeno tre figli e un nonno, con almeno tre figli, di cui uno disabile. Sono considerati componenti anche i bambini in affido familiare o in affido preadottivo. Le domande possono essere presentate fino al 29 settembre, ore 15,45, al settore Servizi sociali in piazzale Repubblica 1. Via mail si può inviare a szucchetti@comune.brescia.it allegando fotocopia della carta d’identità o con firma elettronica.

LA GRADUATORIA per il bonus è in base all’Isee: 700 euro fino a 12.500 euro di reddito, 450 fino a 20mila euro di reddito, 300 fino a 25mila euro. Gli importi potranno tuttavia variare in base alle richieste, lo stanziamento in bilancio rimane fisso a 180mila euro. L’anno passato, ad esempio, il massimo erogato fu di 608 euro. Ben 264 richieste erano nella fascia più bassa, con un 65 per cento di stranieri, nella più alta figuravano solo italiani.
Un requisito necessario è la residenza dei genitori in Lombardia da almeno cinque anni. «A parte che tale norma derivava da una prescrizione della Regione che prima, ora non più, finanziava l’intervento, la regola si applica sempre ai servizi che hanno caratteristica di continuità e richiedono stabilità» spiega il sindaco. È un criterio che sta alla base di alcuni servizi, di altri no. Ad esempio, aggiunge l’assessore Maione, non vale per gli asili nido «proprio perché si vuole incentivare lo spostamento in città di coppie giovani».
La coperta, ormai si sa, sarà sempre più stretta e l’amministrazione sta riflettendo su un nuovo sistema di welfare. Se ne parlerà da settembre. Paroli insiste nel rassicurare che il sostegno alla famiglia, agli anziani, agli abitanti in difficoltà non cesserà mai: «pur nelle peggiori situazioni, ci sono principi inderogabili, come la vicinanza delle istituzioni alla famiglia o a coloro che hanno costruito la Brescia di oggi. Si tratta di giustizia, di equità». Però…«occorre finalizzare diversamente i soldi» è la soluzione indicata dal sindaco. Anche perché oggi si sono affacciate le cosiddette nuove povertà, le condizioni a rischio, quelle appunto di chi ha tanti figli, quelle dei coniugi separati, dei pensionati, dei cassintegrati. «Cittadini bresciani che non rientrano nella categoria del disagio così come finora è stata considerata ma che nella realtà sono nel bisogno e non sanno come tirare avanti», li descrive il primo cittadino. Che allora avanza la sua proposta: «si lavora non sulla domanda ma sulla risposta. Non più aiuti ingabbiati, precostuiti, ma risposte concrete a necessità concrete anche singole».
E porta come modello il centro aperto di Nikolajewka che assiste chi ci si rivolge con la sua storia personale e i suoi problemi. Dell’urgenza di trovare una maggiore elasticità, duttilità in un’organizzazione delle opportunità per la popolazione che l’assessorato ha impostato dodici anni fa, e che andranno riviste, accenna anche Maione. «Il mondo cambia; va studiata una rete diversa, più efficace e più razionale».

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BRESCIA – Ferragosto, pranzi e feste per non star soli , Magda Biglia

INIZIATIVE. La cooperativa che gestisce il Parco Gallo propone le consuete tavolate per gli anziani e le spaghettate di vicinato. Una cena anche con Brescia In
Musica e anguria gratis al parco «Jan Palach» E al Sereno arriva stasera il cabaret di Giorgio Zanetti

 

 Il tradizionale pranzo di Ferragosto, assieme al ricco cartellone estivo, sono il segno della volontà di rilancio della Cascina di Parco Gallo, chiusa per ora la querelle che aveva opposto i gestori al’amministrazione comunale intenzionata a sfrattarli. Proprio alla fine di giugno il Consiglio di Stato, ultimo passaggio dopo due tappe al Tar, ha sventato la disdetta della convenzione che lega il pubblico ai privati, così a Brescia Due, in via Cefalonia, si va avanti con una programmazione peraltro mai interrotta. Rilancio dello spazio ma anche del giardino circostante, polmone verde ben tenuto, adatto per famiglie ed anziani sono l’obiettivo. Aggregazione, socialità sono le parole d’ordine contro il degrado e le cattive frequentazioni.
«La giornata di lunedì e tutta le settimana prossima rischiano di diventare il tempo della solitudine e della malinconia per molti che restano in città spesso non per scelta propria e soprattutto per chi è un po’ su con l’età – dice Gian Carlo Bianchetti della «Compagnia del Parco scrl» – a loro è dedicata la nostra tavolata gratuita. Basta scegliere fra le opzioni orarie, 11,30 e 13, prenotando ai numeri 030 220559 o 221020». L’appuntamento è stato molto apprezzato negli anni scorsi, complice il meteo e i volontari hanno servito in media fra le 250 e le 300 persone. Il pomeriggio proseguirà con animazioni.

NELLE SERATE successive ci saranno proiezioni, musica, giocoleria e illusionismo. La magia sarà il 19 con Simsalabim, il 26 con «Apriti sesamo». I concerti sono affidati giovedì 18 al «Poddighe duo», sabato 20 ai «Canarini feroci», mentre più in là, il 25, sarà ospite Riccardo Zappa. Per tutto il mese, il lunedì, martedì, mercoledì c’è posto per le «spaghettate di vicinato». Basta che un gruppo di abitanti si organizzi e ne faccia richiesta, la Cascina predispone e si fa festa tutti assieme in allegria come in vacanza.

IN REALTÀ IN MOLTI punti della città lunedì sono proposti momenti conviali per scacciare l’isolamento nei quartieri semideserti, per celebrare questa ricorrenza c he esalta il clou della bella stagione. Con l’associazione BresciaIn il ritrovo è alle 19,30 in via San Zeno 74 accanto alla sede del «Telefono azzurro rosa» a cui andranno le offerte raccolte, visto che l’ingresso è libero. Per prenotare il riferimento è 337427363. Sono attese, stando agli indici di gradimento, centinaia di commensali. La golosa grigliata, a opera dei volontari dell’associazione che si occupa del contrasto alle violenze su minori e donne, inizierà alle 17 per le coppie con bambini nel Parco Seridò, di fianco al PalaBrescia. «Il party di Ferragosto» è aperto a tutti con giochi e manicaretti.
Nel Parco Jan Palach la serata si animerà a partire dalle 19 con musica e anguria gratis per gli amanti del frutto simbolo di estate. Organizzano stavolta la Circoscrizione Nord, gli Alpini del rione settentrionale, il consorzio Brescia Mercati.
Al centro sportivo Chico Nova del villaggio Sereno infine tre sono i giorni di chermesse accompagnati dagli stand gastronomici. Questa sera alle 21,30 si ride con il comico Giorgio Zanetti e i suoi personaggi zelighiani , domani e lunedì si mangia lo spiedo al suono della musica dalle 21 in poi. Il revival anni ’60, 70, 80 a Ferragosto è con «Silvana e la sua band».
L’ingresso è gratuito, gli stand funzionano dalle 12 alle 19 e lo spiedo si può anche portare a casa .

 

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