BRESCIA – NOMINE. Eletto dal Consiglio di amministrazione succede a Sandro Fontana, che resterà presidente onorario
La promessa: «Resteremo super partes. Lavorerò con passione, anche se il momento è difficile»
(ndr: vedi sopra in slide ”ENERGIA SOSTENIBILE”)
L’onorevole Aldo Rebecchi è il nuovo presidente della Fondazione Micheletti .
Eletto dal consiglio di amministrazione, succede al senatore Sandro Fontana che, dopo due mandati, cede il testimone per motivi di salute. Rimarrà come presidente onorario, carica introdotta con una variazione allo statuto. La continuità è assicurata, Rebecchi era infatti già il vice di Fontana che viene ringraziato per tutto quanto ha fatto per la Fondazione che gli sta molto a cuore.
«Da lui erediteremo in particolare la tradizione bipartisan. Siamo al di sopra delle parti e ci resteremo» ha garantito il neo eletto.
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«IO SONO UN AMMINISTRATORE, non un intellettuale, forse per questo con gli intellettuali vado d’accordo, fuori dalle concorrenze e dalle scuole- aggiunge ancora il presidente Rebecchi -. Non nego la mia reticenza nel venire dopo uno studioso, un presidente che ha saputo tenere alto il nome della Micheletti. Ma mi impegno sin d’ora a lavorare con passione pur in un momento difficile».
Le istituzioni locali stanno calando progressivamente i loro contributi: la Loggia è passata dai 60mila euro del 2007 ai 20mila del 2011; il Broletto dai 36mila ai 20mila. Perfortuna non manca l’appoggio del ministero della Cultura che copre «a progetto» la metà di un bilancio da mezzo milione di euro. Sono tempi di cinghia stretta; i dipendenti sono calati da cinque a quattro e ad ore ridotte.
Pure nel Consiglio di amministrazione siedono «tecnici», tanti commercialisti, Ivan Archetti, Matteo Lazzaro, Ferdinando Magnino, Giuseppe Tampalini (vice presidente) e due imprenditori, Valter Padovani, Paride Saleri, più la ricercatrice Elisabetta Conti e le due figlie del fondatore Luigi Micheletti, Anna e Bruna. Pier Paolo Poggio è stato riconfermato direttore. Adesso si passerà al comitato scientifico, anche quello da rinnovare. Valerio Castronovo ne è presidente e sarà probabilmente rinominato mentre il suo posto al vertice della Fondazione Musil verrà preso da un imprenditore bresciano. Già se ne è parlato in Aib.
La gestione non è da poco,considerando che la fondazione conta un patrimonio di 3mila pezzi di archeologia industriale, 100mila volumi con la possibilità di trovarne on line 7mila, 2500 buste di fondi archivistici e una ricchissima iconoteca.
QUATTRO SONO i progetti europei in corso, uno per una vasta digilitalizzazione di materiali facente capo per l’Italia al Consiglio nazionale delle ricerche, uno sui cambianenti climatici che sono intervenuti dalla preistoria ad oggi,uno sulla comunicazione in tema di sicurezza sul lavoro, l’ultimo infine sull’approfondimento dei rapporti con i partner del Premio Micheletti.
bresciaoggi


«Caro don Villa, hai perso il senso della misura»: titola così una netta presa di posizione del vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari pubblicata sull’edizione in uscita oggi del settimanale della Curia «La voce del popolo».
DON LUIGI VILLA, prete novantatreenne nativo di Lecco, si trova a Brescia dal 1962. Per tutta la vita si è scagliato contro i vescovi Bresciani, da Morstabilini a Sanguineti, a Foresti, nemico del cardinal Martini, di Ruini ma soprattutto di Paolo VI, accusato di varie umane nefandezze ma soprattutto «di aver dato libero corso ai progressisti più o meno eretici lasciandoli sradicare la fede». Ha pubblicato volumi contro la sua beatificazione e quella di Giovanni Paolo II. Ha tirato strali contro i templi satanici, come quello di San Giovanni Rotondo o quello di Padergnone per restare vicino a noi.
Tutto è cominciato a Milano. Ma nell’intera Lombardia il boom dei parrucchieri stranieri degli ultimi anni ha registrato un balzo nel 2010, con una crescita del 22 per cento in generale, con un più 41 per cento per i cinesi. Questo mentre si perdeva uno 0,5 per cento di ditte italiane.
Sono più o meno queste le tariffe di «Yomita Nail spa» in via Solferino 4. Lì si fa orario continuato dalle 9 alle 21, dal lunedì al sabato. A dirigere un gruppetto di ragazze e un ragazzo è Zhan Xiao Pan, formata nel suo Paese, venuta qui per lavorare. «Faccio questo mestiere perché mi piace e perché bisogna guadagnare per vivere» dice. Assicura che i clienti sono contenti e fidelizzati anche perché i prodotti sono italiani. Lo conferma Valeria Giuvellea, affezionata da quando il negozio ha aperto un anno fa. E’ rumena e afferma: «sono più soddisfatta qui che dagli italiani. Solo la tinta me la faccio da sola in casa, è più sicuro. I prezzi sono bassi e ho una gratuità ogni venti pagamenti».
Non è molto distante «Ok per uomo, donna, bambino», in vicolo della Stazione. Lì c’è l’intestatario, Zhou Ming, che ha ereditato l’arte dal padre in Cina ma ha voluto emigrare perché, beato lui, crede che l’euro sia la meglio moneta. Ha imparato la lingua chiacchierando con chi gli stava seduto davanti ed è soddisfatto.
«Coinvolgete tutti i lavoratori, di qualsiasi sigla e sindacato di appartenenza: contro la manovra del Governo serve una mobilitazione massiccia. Lo sciopero del 6 settembre» – con manifestazione in città dalle 9 partendo da piazza Garibaldi a piazza Loggia – «sarà solo un primo passo, bisogna proseguire durante la discussione parlamentare. La situazione è gravissima».
L’APPELLO di Damiano Galletti, leader provinciale della Cgil, ha chiuso l’attivo dei delegati e dei pensionati convocato nell’ambito della festa della Camera del lavoro nell’imminenza della giornata nazionale di protesta generale (otto ore) prevista per martedì prossimo. Una richiesta di unità – non condivisa dalle altre confederazioni – anche se, come emerso ieri, iscritti alla Fim avrebbero aderito alle prime iniziative in fabbrica: «come alla Beretta o alla Trw. La Cisl non è solo Bonanni», hanno sottolineato diversi lavoratori durante gli interventi, tutti «molto accesi» e contraddistinti da attacchi su più fronti: contro i favori del Governo agli «evasori», contro una maggioranza «che cambia idea tutti i giorni sulle scelte da adottare», contro i mercati «vampiri della finanza internazionale», contro Sergio Marchionne «che farebbe meglio a pagare le tasse in Italia»; ma anche contro Cisl e Uil «in balia dell’Esecutivo». E non hanno risparmiato il centrosinistra «che critica lo sciopero, mentre farebbe bene a interrogarsi su quanto succede al suo interno». La lotta, hanno ribadito tutti, è l’unica arma e dovrà proseguire. «Siamo stanchi, stanchi di essere stanchi. Ora basta!» è lo slogan scandito a più voci verso una politica accusata di «far pagare sempre e solo dipendenti e pensionati», colpire il pubblico impiego.
Gli anziani non sono un peso ma una risorsa. Continuano a ripeterlo i sindacati e le associazioni dei pensionati. E ieri, all’interno della festa della Camera del lavoro, nel salone Buozzi lo Spi ha presentato una ricerca nazionale svolta dall’Ires-Cgil sul «Capitale sociale dei nonni, creatori di benessere».
I NUMERI delle tabelle danno delle indicazioni curiose. Le donne fra i volontari dai capelli bianchi sono meno numerose (l’assistenza la devono fare già in famiglia). Quindi si dedicano di più al volontariato quando sono sole: 25 per cento contro il 13 delle sposate. Gli uomini fanno il contrario, 26 per cento se sono in coppia, 12 se sono single. Sarebbe importante, per esempio, rendere collettive le cure: la nonna con tanti nipotini come un micro nido, per esempio.
La complessa macchina sta per partire. Il censimento della popolazione e delle abitazioni 2011, quindicesimo nella storia, prenderà il via il 9 ottobre. Ma in particolare nei Comuni più grossi che, come tutti, hanno il compito di predisporre gli uffici competenti potenziandoli, affiancandoli con i cosiddetti rilevatori reperiti tramite apposito bando, il primo appuntamento burocratico ufficiale si situa nel mese di agosto.
«I cittadini bresciani possono stare assolutamente tranquilli: anche se con la manovra in discussione caleranno i trasferimenti statali, non ci sarà alcun taglio nei servizi alla persona». Lo ha assicurato ieri il sindaco Adriano Paroli ribadendo più volte la frase: «questa città non si dimenticherà mai di nessuno, come sta scritto nella sua migliore tradizione». E, come primo esempio, anche in pieno agosto, ha voluto presentare come «un segnale se pur non ancora sufficiente» la riconferma del bonus e delle agevolazioni per le famiglie numerose. Assieme all’assessore competente Giorgio Maione ha annunciato che in bilancio sono stanziati 180mila euro, esattamente quelli spesi lo scorso anno, quando le domande per il contributo furono 375, quelle evase 317.
Il tradizionale pranzo di Ferragosto, assieme al ricco cartellone estivo, sono il segno della volontà di rilancio della Cascina di Parco Gallo, chiusa per ora la querelle che aveva opposto i gestori al’amministrazione comunale intenzionata a sfrattarli. Proprio alla fine di giugno il Consiglio di Stato, ultimo passaggio dopo due tappe al Tar, ha sventato la disdetta della convenzione che lega il pubblico ai privati, così a Brescia Due, in via Cefalonia, si va avanti con una programmazione peraltro mai interrotta. Rilancio dello spazio ma anche del giardino circostante, polmone verde ben tenuto, adatto per famiglie ed anziani sono l’obiettivo. Aggregazione, socialità sono le parole d’ordine contro il degrado e le cattive frequentazioni.



