INQUINAMENTO. Stop a tutte le auto domenica in città. Nessuna deroga sarà concessa, neppure per le auto a Gpl o a metano né per le Euro 4 e le Euro 5. Oggi l’ufficializzazione del blocco totale al traffico privato al termine del “tavolo per l’aria” convocato in prefettura. Da definire la posizione degli altri Comuni dell’area critica.
Brescia. Domenica si andrà a piedi. Ormai è certo. Le centraline del Broletto e del Villaggio Sereno hanno raggiunto i 9 giorni consecutivo di esubero delle Pm10 e le previsioni dell’Arpa Lombardia danno fino a lunedì condizioni di ristagno dell’aria. Entro sabato avremo accumulato 12 giorni consecutivi almeno in tre centraline. Da qui la decisione del Comune di Brescia di decretare il blocco totale del traffico, senza deroghe, neppure per le auto a Gpl o a metano nè per le Euro 4 e le Euro 5 “ecologiche”.
L’ARIA BRESCIANA è carica di polveri sottili soprattutto in centro storico. Con un limite di legge a 50 microgrammi per metro cubo (ug/mc), la centralina del Broletto ne ha registrati 112 venerdì 18 e 103 lunedì 21. Neanche il fine settimana è andato bene, con 92 ug/mc sabato e 89 domenica. Il Villaggio Sereno è arrivato a quota 86 martedì e a 80 il giorno prima. Rezzato è stata sopra i cento il 22 e il 18 e sui 90 dal 14 al 17. Dall’inizio dell’anno in centro storico e a Sarezzo si sono collezionati 80 giorni di superi di Pm10 contro i 35 concessi dall’Ue. Rezzato è a 124, il Villaggio Sereno a 85, Odolo a 54. Non c’è da stare allegri. Questo novembre 2011, peraltro, sta andando molto peggio del 2010. Un anno fa, dal 16 al 22 le concentrazioni si sono tenute molto basse, sempre sotto la soglia di 50 ug/mc, e fino alla fine del mese erano salite sopra solo il 29 con 51 microgrammi.
SUPERI c’erano stati solo dal 12 al 15 (da 57 a 72 ug/mc) e dal 5 al 6 (68 e 61 ug/mc). Tutti gli altri giorni erano andati bene. È il segno evidente che la qualità dell’aria è del tutto in balia del meteo. E stavolta le previsioni danno le condizioni migliori per l’accumulo delle polveri sottili al suolo.
Fino a sabato avremo cielo sereno con venti deboli o assenti e nebbie notturne fino al mattino. Le temperature minime stazioneranno tra gli zero e i cinque gradi, le massime intorno ai dieci con punte di 13. Per domenica e lunedì non sono previste variazioni di rilevo, salvo velature per la nebbia in dissolvimento. Le temperature saranno stabili e i venti sempre deboli con qualche rinforzo solo a nord-ovest nelle aree montane. Ci sono tutte le condizioni per l’inversione termica e il ristagno verso il basso.
IL PROTOCOLLO firmato dai comuni dell’area critica prevede il blocco della circolazione domenicale dalle 8 alle 20 dopo 12 giorni consecutivi di superi in tre delle cinque centraline bresciane (Broletto, Sereno, Rezzato, Sarezzo, Odolo). Con ogni probabilità ai 12 giorni si arriverà sabato, e domenica scatterà automaticamente lo stop per auto, moto e scooter. Potranno circolare solo veicoli elettrici.
NON È ESCLUSO neanche che si arrivi ai 18 giorni consecutivi, eventualità che l’anno scorso non si è mai verificata, anche se ci si è andati vicini in gennaio, quando le centraline del Broletto e del Villaggio Sereno sono state oltre i limiti per 21 giorni di seguito, ma quelle di Rezzato e Sarezzo si sono fermate entrambe a 17 giorni. E nel 2009 non ci si è andati neanche vicini. Se il trend attuale non cambiasse per la settimana prossima, le targhe alterne scatterebbero da venerdì 18, quando potrebbero circolare solo i veicoli con targa pari, il giorno dopo quelli con targa dispari e così via. Come per i blocchi domenicali, il protocollo firmato dai sindaci include già l’ordinanza per disciplinare il divieto. La circolazione alternata non si applicherebbe agli Euro 4 e 5 e ai diesel con filtro antiparticolato, agli elettrici e ibridi, ai veicoli alimentati a Gpl e metano, al car pooling (almeno tre persone a bordo) e al car sharing.
bresciaoggi


Di necessità virtù. I soldi mancano, gli 85 milioni delle opere complementari si riducono a 25. E l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani giura che verranno sfruttati al meglio. A togliere dal conto il già fatto e pagato (come la sistemazione di via Triumplina), la cosiddetta «opzione zero» si riduce a lavori per 19 milioni di euro. Con quella cifra i parcheggi interrati vengono sostituiti con quelli meno costosi a raso, pietre e marmi delle pavimentazioni cedono al verde molto meno caro, opere «ardite» come il ponte pedonale sulla Triumplina vengono rimandate a tempi migliori. Si sta nel badget, insomma, ma le stazioni avranno all’esterno un appeal più modesto.
La Park City Card divide. Va bene ai residenti, che magari non sempre usano l’auto per muoversi in città. È già invisa alle migliaia di Bresciani che arrivano dalla provincia per lavorare tutte le sante mattine nel capoluogo. Proprio loro si sono accorti subito che la tariffa è cambiata, e da ieri mattina pagano il 20 per cento in più. Chi può sfoggiare la card, invece, rivendica il «metà prezzo» come un diritto. Fa niente che più d’uno di essi, poi, la tessera dello sconto l’ha lasciata nel cassetto e ci metterà qualche giorno per abituarsi all’idea.
Il rodaggio è comunque da mettere in conto. Ieri bisognava cercare con il lanternino, lungo i viali, le auto con l’adesivo sul parabrezza. Senza di quello le tariffe scontate sono soggette a multa. Ma per ora si chiude un occhio. «Solo tra qualche giorno – confessa un agente accertatore – saremo autorizzati a far rispettare tutte le regole dello sconto».
Non la trova giusta quasi nessuno, per la verità, tra quelli che vengono da fuori. Vinicio, un veronese che ritira l’auto dal parcheggio dell’Ospedale, «ci trattano come i meteci dell’antica Sparta – dice con una citazione dotta -, ma i motivi proprio mi sfuggono». Tanto che «vedrete – scommette -, questa norma non durerà molto, la ritireranno».
GIOVANNA, CHE PURE abita a Brescia, la sua Park City l’ha lasciata a casa e «pazienza, tanto ho messo 90 centesimi». L’ha con sé, invece, Maria Teresa Nicolosi da Mompiano. «Se si risparmia, perchè no?» dice senza chiedersi troppo cosa ne penseranno gli altri. Pazienza pure per Matteo, che arriva da Puegnago e «pagherò di più ma qui ci vengo una volta ogni tanto». Viene poco, in città, pure Mimosa, che abita a Vobarno. «Non ne sapevo nulla – dice -, ma non mi sembra giusto, dovremmo essere tutti uguali». Rossano Cadenelli di Vobarno, che in città ci viene più spesso, si dice per lo meno sorpreso, anche se «posso capire che si vogliono privilegiare i residenti».
La Cittadella dello Sport alle cave di San Polo perde il rango di “priorità del sindaco” e finisce nel calderone delle ipotesi a uso di un futuro indeterminato. Lo Zooprofilattico che non ne può più di via Bianchi, invece, potrebbe trovare nuova e più adeguata sistemazione a Verziano. Il Documento di piano del nuovo Pgt deve ancora compiere tutto il suo iter prima di arrivare all’adozione del 29 settembre in Consiglio comunale. Soprattutto, deve ancora passare al vaglio della procedura Vas (Valutazione ambientale strategica) tuttora aperta. Tuttavia a spulciare tra i 21 Ambiti di trasformazione in cui divide la città, alcune novità emergono.


Pace fatta tra il calcio e i commercianti di piazzale Kossuth. Le misure di sicurezza intorno al «Rigamonti» per le partite di serie B che iniziano stasera, sono ridotte all’osso e per una volta piacciono. C’è solo che dopo l’anno «nero» della serie A, che ha blindato tutto il quartiere a ogni appuntamento con lo stadio, la fiducia è a livelli di depressione caspica e tutti vogliono toccare con mano cosa accadrà stasera per tirare il definitivo sospiro di sollievo.





