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Nuovi poveri, a Brescia +20% E non sono soltanto immigrati Natalia Danesi

 

L’ALLARME. In Lombardia la povertà relativa è inferiore alla media nazionale. Ma sul piano locale l’emergenza resta alta
Ai Centri d’ascolto diocesani in costante aumento anziani, papà separati e giovani under 35 «Boom» di interventi di sostegno

Sempre più Bresciani si mettono in fila ai Centri di ascolto della Caritas diocesana di città e provincia per chiedere aiuto. Disoccupati e cassintegrati, genitori soli o anziani che con la pensione non riescono ad arrivare a fine mese. L’occasione per fare il punto su questa emergenza sempre più attuale arriva dall’annuale rapporto anticipato ieri in occasione della Giornata mondiale dedicata alle nuove povertà e all’esclusione sociale.
IL DOCUMENTO rileva che in Lombardia la povertà relativa è inferiore alla media nazionale e peraltro in lieve calo: nel 2010 nella nostra regione coinvolgeva il 4 per cento delle famiglie (a fronte del 4,4 per cento dell’anno precedente). Rispetto a solo due anni fa, tuttavia, si evidenziano dinamiche non particolarmente positive. Pur diminuendo del 15,5 per cento le famiglie lombarde che arrivano a fine mese con molta difficoltà, aumentano del 7,3 quelle deprivate secondo l’indice Eurostat o che non riescono a riscaldare la casa adeguatamente. E ancora, sono il 7 per cento in più i nuclei che non riescono a fare un pasto adeguato ogni due giorni. Insomma la crisi morde e gli effetti, che fino a qualche mese fa sembravano solo accennati, ora saltano agli occhi con tutta la loro drammatica emergenza.
La Caritas non ha diffuso dati dettagliati per provincia, ma dalla riflessione affidata al direttore Bresciano Giorgio Cotelli emergono numeri allarmanti. Una sommaria elaborazione sull’attività dei Centri d’ascolto rivela che in quattro anni i nuovi poveri nell’area diocesana Bresciana sono aumentati circa del 20 per cento.
Per nuovi poveri si intendono soprattutto, o almeno questa è la fotografia che emerge a livello locale, gli anziani, le persone che hanno perso il lavoro, i papà separati. Spuntano tra gli «emarginati» anche nel nostro territorio gli under 35. Il trend conferma quello nazion ale. Si pensi infatti che in tutta Italia in soli cinque anni, dal 2005 al 2010, il numero di utenti giovani è aumentato del 59,6%. Tra questi il 76,1% non studia e non lavora
Non hanno registrato lo stesso incremento per esempio le povertà «tradizionali», la cui crescita è stimata a Brescia nell’1-2 per cento. Un fenomeno che pure in Lombardia ha un certo peso se si considera che, come evidenzia il rapporto nazionale, solo nel 2009 le mense dei poveri hanno erogato oltre un milione e mezzo di pasti pari ad una media di circa 4.200 al giorno.
DAL 2009 AD OGGI poi, spiega Cotelli, sul territorio diocesano la controtendenza riguarda soprattutto la nazionalità dei disagiati, che non sono prevalentemente immigrati in cerca di un appoggio per radicarsi a Brescia. Se prima almeno il 70 per cento degli utenti era straniero, gli italiani sono sempre di più, si registra un aumento almeno del 40 o 50 per cento.
Con numeri così importanti e con emergenze così difficili da gestire sta diventando sempre più impegnativo, appunto, anche l’impegno della Caritas Bresciana che ha quadruplicato gli interventi annuali di sostegno «immediato» alle situazioni di disagio (pacchi viveri, microcredito, fondo speranza): da 15 mila all’anno sono diventati, spiega Giorgio Cotelli, ben 59 mila.

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Ecosistema urbano, Brescia a luci e ombre Natalia Danesi


LA CLASSIFICA. Pubblicata la diciottesima edizione dell’annuale rapporto di Legambiente e Sole 24 Ore, che fotografa la qualità ambientale nei capoluoghi italiani
La città 22a tra i capoluoghi medi Al top verde, piste ciclabili, bus e teleriscaldamento. Ma le auto sono molte e lo smog non dà tregua

    1. E’ allarme smog, cattiva qualità dell’aria causa 8.500 morti ogni anno
    2. Vivicentro – COSA RESPIRIAMO: in Europa, in Italia (Satellite ARPA) e in casa nostr
    3. Cosa respiriamo oggi? – BRESCIA (DATI in tempo reale: selezionabile anche OGNI ALTRA ZONA)

Molte automobili, aria inquinata, consumi idrici alle stelle. Ma anche tanto verde, un buon utilizzo della mobilità pubblica e delle piste ciclabili. È un quadro sfaccettato quello che emerge dalla diciottesima edizione del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente e Sole 24 Ore. La struttura del tradizionale documento che rileva la qualità ambientale delle città italiane è stata quest’anno rivoluzionata suddividendo i capoluoghi in grandi, medi e piccoli. Perciò è impossibile il confronto con la precedente edizione, e ci si deve limitare alla sola fotografia. Brescia è tra le 44 città medie tra gli 80 e i 200mila abitanti, e si posiziona esattamente a metà, in 22esima posizione per ecosostenibilità.
I PUNTI DOLENTI sono come sempre nei capitoli qualità dell’aria e inquinamento. La nostra città infatti si avvicina all’ultimo posto per la media dei valori annuali di biossido di azoto (38esima posizione), polveri sottili (37) e – un po’meglio – ozono (28). Pessimo anche il piazzamento per consumi giornalieri di acqua pro capite (36esimo posto, 194,4 litri per Bresciano). Può tuttavia contare su una rete che disperde solamente il 18% dell’acqua. Un dato tra i migliori, il che vale il terzo posto. Non va bene nemmeno il capitolo rifiuti: la produzione annua pro capite è tra le più alte (732,8 chili con una 36esima posizione); un po’meglio la differenziata (22esimo), che supera di poco il 40%. Tra i dati peggiori infine quelli sulla motorizzazione. Le 66 auto ogni 100 abitante valgono il 38esimo posto a Brescia, che invece si piazza solo quinta per quantità di motocicli (9 ogni cento). Poca anche la superficie stradale pedonalizzata, solo lo 0,08% (35).
Ma non tutto è negativo, anzi. La città è all’avanguardia per il teleriscaldamento, grazie a cui si piazza prima nella specifica classifica. Altri indicatori poi la posizionano tra le prime dieci. Per esempio, è seconda per passeggeri trasportati annualmente dal trasporto pubblico (166 per abitante) e terza per indice di mobilità sostenibile, quell’indicatore che somma la presenza di autobus a chiamata, mobility manager, car sharing e altro ancora. Buone anche le posizioni per indice di ciclabilità (3) e quantità di piste ciclabili (7) oltre che per aree verdi totali (8) e verde urbano fruibile (7).
E soddisfatto il vicesindaco e assessore, Fabio Rolfi, soprattutto per i dati relativi alla mobilità. «Soprattutto considerando che nel 2011, quindi successivamente alle rilevazioni dell’indagine, molto è stato fatto per la città: la pedonalizzazione, che si completerà gradualmente nei primi mesi del 2012. Abbiamo investito per rendere sicure e moderne le nostre piste ciclabili e per realizzarne di nuove; abbiamo puntato sul car sharing, su Bici Mia che è stato riconosciuto come il servizio di bike sharing più utilizzato in Italia, sul trasporto pubblico locale in attesa della metropolitana e sull’utilizzo di veicoli elettrici».
L’ASSESSORE all’Ambiente Paola Vilardi è soddisfatta dei dati relativi alla presenza di zone verdi. «Degni di nota se consideriamo che Brescia è da sempre una delle città più laboriose e industrializzate d’Italia. Mi piace pensare che anche grazie al contributo di quest’amministrazione le due anime della città riescano a convivere». Nel ricordare l’impegno dell’assessore Mario Labolani, rammenta poi che il Pgt «permetterà di aumentare il verde pubblico di oltre un milione di metri quadrati» e che l’assessorato all’Ambiente in questi tre anni ha lavorato a molti progetti. dalla riduzione dei rifiuti, al recupero di parchi e giardini. «Siamo costantemente al lavoro per dare un nuovo volto alla città e mi fa piacere che questo sforzo venga riconosciuto».

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Pd: «Grandi opere, il sindaco sia onesto» Natalia Danesi

BRESCIA – L’AFFONDO. Rendiconto, assestamento e previsioni 2012. L’analisi del presidente di commissione che attacca: «Oscar? Bene, ma è una gara tra atleti dal fiato corto»
Capra: «Si presenti alla città e dica che non si potranno realizzare» E sulle alienazioni: «Per decidere sediamoci intorno ad un tavolo»

  1. «Il Pgt parla di futuro ma non lo realizza» Eugenio Barboglio

l Partito Democratico chiama ancora una volta alla «responsabilità» il sindaco Adriano Paroli. «Si presenti ai cittadini e dica con onestà che le grandi opere, dallo stadio al parcheggio sotto il Castello, non possono essere realizzate». E la maggioranza «si sieda ad un tavolo per discutere del programma di alienazioni». La riflessione questa volta è affidata al presidente della commissione Bilancio Fabio Capra che «spulcia» i conti della Loggia e invita Paroli e i suoi assessori a «badare prima di tutto ai bisogni dei cittadini, mettendo in campo interventi per aiutare le famiglie e i lavoratori».
«SIAMO CONTENTI che siano in finale per l’Oscar del Bilancio, che peraltro Brescia ha già vinto nel 2007 – picca Capra -. Ma è una gara tra atleti dal fiato corto. In più vivono di rendita perché nel 2008 abbiamo lasciato un tesoretto da 150 milioni che hanno ridotto a 40, più 30 che arriveranno dal dividendo di A2A». Nel prendere in mano gli estremi del rendiconto 2011 presentato la scorsa settimana, il democratico riscontra che dei 50 milioni in conto capitale per i pagamenti «32 sono stati fatti fuori a inizio 2011 per saldare debiti dell’anno scorso e il ragioniere capo ha detto che ad oggi ne sono stati già spesi in tutto oltre 49. Certo, per fortuna non resta più niente da pagare, spiega Di Mezza. Ma è come dire che per i prossimi mesi è tutto fermo, non c’è nemmeno niente che sarà realizzato».
Insomma, batte ancora lo stesso tasto l’ex assessore della giunta Corsini. Quello delle opere pubbliche incompiute perché «a buon fine questa Amministrazione riuscirà forse a portare la metropolitana e la casa di riposo, nuova Arici Sega, ereditate da noi». Per contro «si tagliano i servizi scolastici e sociali a partire dal bonus anziani» e si «introduce l’addizionale Irpef dicendo furbescamente che è per pagare la metropolitana».
Capra attacca anche sul tema dividendi di A2A («hanno fatto tanto trambusto per la contabilizzazione per competenza o per cassa, quando alla fine il risultato è lo stesso considerando che verranno versati in due tranche: 51 li hanno presi a giugno e 31 li incasseranno a novembre») e sul nodo – credito di imposta. «Noi abbiamo sempre messo a bilancio solo quello che lo Stato ci dava per davvero, poco più di 550mila euro all’anno. Di Mezza e i suoi invece hanno messo subito tutto il credito d’imposta di 34 milioni per far quadrare i conti, e c’è da giurare che per compensare questo artificio contabile dovranno usare i 31 milioni di A2A».
COSÌ FACENDO il bilancio 2011 sarà a posto ma «d’ora in poi – avvisa – Di Mezza camminerà su un campo minato». Dove troverà, si chiede ancora Capra, i 55 milioni che servono per tenere in equilibrio il bilancio e non sforare il patto di stabilità? «È già evidente dalla ricognizione che hanno dovuto vendere i gioielli di famiglia, vedi Serenissima – spiega il presidente della commissione Bilancio -, noi continuiamo a stimolare la maggioranza perché ci dica quali sono le intenzioni sul capitolo alienazioni». In ordine per il Pd «la prima da vendere è l’Omb International, soprattutto se è vero che come ha detto Paroli sta avendo un simile successo. Si venda e si usino i soldi per ripianare». Il timore però, fa intendere Capra, è che si tocchino altre società, a partire dalla Centrale del Latte. Su questo tema è proprio di ieri la rassicurazione del vicesindaco Fabio Rolfi (a pagina 13, Ndr.), secondo cui la maggioranza della società dovrà rimanere in mano pubblica.

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Quadrini: «Cattolici bresciani, uniamoci» Natalia Danesi

L’INTERVISTA. Intervento a 360 gradi del segretario Udc che «chiama» i personaggi di tutti gli schieramenti: da Del Bono a Paroli, da Peroni a Galperti alla Gelmini
Il tavolo politico del centrosinistra: «Idv e Sel? Sono distanti da noi» Al Pd: «Perché non immaginare una coalizione di larghe intese?»
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Dal sindaco del Popolo della libertà Adriano Paroli al capogruppo del Partito Democratico Emilio Del Bono. Da Stefano Saglia, sottosegretario ex Alleanza Nazionale, al parlamentare Guido Galperti, storica anima della Margherita bresciana. Fino agli esponenti di spicco di alcune correnti di Forza Italia: Mauro Parolini, Margherita Peroni. Mariastella Gelmini. È ancora lunga la lista dei politici locali a cui il segretario dell’Udc Gianmarco Quadrini si rivolge per lanciare una proposta coraggiosa; una «reunion» dei cattolici bresciani, di tutti gli schieramenti. Un esperimento che vada oltre i tradizionali schemi di oggi. «Vorrei capire, al di là dei contenitori, quali sono le motivazioni che ci tengono davvero separati – dice il centrista -. Le esperienze di questo mondo non devono andare perdute».
Segretario, però questa pare una rilettura della vecchia Democrazia Cristiana…
«La Democrazia Cristiana aveva dei difetti ma aveva certamente anche dei pregi. L’appartenenza e i valori, per esempio, da cui si potrebbe ripartire».
Ma andiamo con ordine. Il Partito Democratico ha lanciato in questi giorni, con un mandato pressoché unanime al segretario Giorgio De Martin, la proposta di un tavolo politico in vista delle primarie di coalizione dell’autunno 2012…Si siederà anche l’Udc?
«Non riteniamo che si possa immaginare una riedizione dell’Unione in salsa bresciana. Dal 2008 siamo al lavoro per smontare il bipolarismo e costruire un contenitore per dar voce ai cattolici, ai moderati. Guardiamo con attenzione a quello che accade nel centrosinistra ma facciamo fatica a gicare una partita in una coalizione in cui ci siano forze come Sinistra e Libertà e l’Italia dei Valori. Siamo distanti, immaginare una convergenza è difficile».
O voi o loro, insomma?
«Diciamo che immaginiamo uno scenario diverso per Brescia. Diverso sarebbe se il Pd fosse disponibile a costruire una coalizione diciamo così repubblicana, di larghe intese. Non capiamo perché si possa immaginare a livello nazionale e non qui».
In occasione dei suoi interventi sul Pgt della giunta Paroli si è parlato di frattura tra la linea politica dettata dal segretario e l’atteggiamento del gruppo in Loggia…
«Non è così, non ci sono distinzioni, la pensiamo allo stesso modo su tutto. Per noi lo spirito di appartenenza alla coalizione è fondamentale. Il sindaco Paroli può testimoniare che, anche per rispetto al mandato degli elettori, abbiamo dato un contributo al lavoro della maggioranza costante, non mediatico ma fattivo».
Eppure l’Udc non sembra così «pesante» in questa maggioranza…
«È vero che non sempre al nostro atteggiamento corrisponde un riconoscimento politico. A volte viene letto come subalternità. Il partito invece ha sempre rimarcato i punti su cui la riflessione andrebbe esercitata. Forse in questi tre anni e mezzo i motivi di contrasto sono stati più tra Pdl e Lega. Noi con i leghisti abbiamo differenze, ma abbiamo sempre portato avanti il confronto civile. Questo comunque non vuol dire che con altrettanta diligenza suoneremo lo stesso refrain anche per le prossime elezioni».
Come intendete procedere, vi state già muovendo?
«Da tempo con gli amici di Fli e Api lavoriamo per irrobustire il terzo polo in città, dialogando con le forze politiche e civiche che intendono aprire una discussione seria senza immaginare vestiti di Arlecchino. Lanceremo la nostra proposta in primavera, ed entro fine anno l’Udc tornerà a congresso per il rinnovo delle cariche. Apriremo un confronto serio con la coalizione in Loggia, siamo attenti al dialogo. Ma ci sono cose da evidenziare e da rivedere».
In che senso?
«Sia nelle opere ipotizzate dalla giunta Paroli, sia nell’impostazione dello strumento urbanistico vorrei ci fosse più consapevolezza del momento. In una situazione come questa quello che non è priorità va messo in secondo piano, e la priorità è consentire alla città di affrontare meglio questa crisi. La politica non sta dando risposte e la gente non ci ascolta più. Anche il Comune porta con sè i segni di questo momento storico, lo dimostrano i problemi economici che deve affrontare. Allora, se le risorse sono poche usiamole nella direzione giusta, a sostegno di chi è colpito dalla crisi. Le nuove costruzioni ed infrastrutture non sono la priorità».
Torniamo al centrosinistra, qualche insospettabile esponente del Pd ha addirittura ipotizzato la possibilità che il partito faccia spazio ad un candidato sindaco di centro…
«Per offrire alla città una proposta seria non possiamo pensare ai nomi senza sapere prima quali valori ci possono unire. Questo percorso ci porta solo a sbattere contro il muro delle nostre vedute. Prendendo spunto dalle parole del cardinal Bagnasco, chiedo invece ai cattolici bresciani di battere un colpo se ci sono e di andare oltre le barricate. Perché a questo punto non costruire un progetto coraggioso per la città del futuro?».

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Censimento, a Brescia assalto agli uffici: ma c’è tempo fino al 20 novembre. Natalia Danesi

LA RILEVAZIONE SULLA POPOLAZIONE. Dopo i problemi riscontrati dai cittadini con il sito Internet dell’Istat, nuovi disagi nel primo giorno utile per restituire il plico
Code «a ondate» per la consegna dei moduli allo sportello centrale e a quelli decentrati Difficoltà soprattutto per anziani e stranieri. E all’apertura il sistema delle Poste in tilt

«Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi». Un antico proverbio, che in occasione del censimento i Bresciani hanno seguito alla lettera. Prontamente infatti ieri mattina, all’apertura degli uffici postali e degli sportelli comunali, in tantissimi si sono messi in coda per restituire la busta con il questionario che fotografa i dati demografici e le abitudini della popolazione. E per l’affollamento, complice il tilt del sistema informatico delle Poste, in tanti sono stati costretti a rinunciare e rimandare questa piccola formalità ad un altro momento.
UFFICI POSTALI. Molti Bresciani avevano già provato a compilare il censimento domenica, primo giorno utile, ma come è noto si sono verificati parecchi problemi con il sito dell’Istat. Così i meno pazienti, e quelli che hanno meno dimestichezza con il computer, si sono affidati alla cara vecchia carta. Pochi minuti per riempire il fascicolo e via, tutto pronto. Restituire il «bustone» però ieri è stata un’impresa. I primi problemi li ha riscontrati chi ha scelto di farlo negli uffici postali della città. Verso metà mattina la situazione nei più grandi, per esempio quello centrale di piazza Vittoria, era accettabile. Non così agli sportelli di quartiere, dove alla normale fila di residenti in coda per pagare bollettini e spedire pacchi e raccomandate si è aggiunta quella di chi aspettava il timbro e la ricevuta che attesta la consegna (formalità non secondaria: il censimento è un obbligo di legge ed è importante avere un pezzo di carta che dimostra la propria partecipazione).
Insomma, agli sportelli si è creato un mix esplosivo e in molti casi le code sono arrivate anche fuori dalla porta. Di più, parecchi cittadini si sono sentiti dire dagli impiegati che non potevano accettare la busta: qualcuno ha addotto come scusa le difficoltà nella stampa della ricevuta; altri invece si sono limitati a spiegare che il sistema informatico aveva dei problemi. «È vero, fino alle 10.30 il nostro sistema anche a Brescia è andato a singhiozzo – confermano dall’Ufficio Stampa di Poste Italiane – e solo a metà mattina è entrato a regime. Comunque dopo le cose sono andate lisce, tant’è che su tutto il territorio nazionale abbiamo ritirato 80mila moduli».
CIRCOSCRIZIONI. Non sono andate meglio le cose negli sportelli comunali allestiti nelle sedi circoscrizionali (riportiamo a fianco gli elenchi con gli orari di apertura, per chi volesse approfittarne nei prossimi giorni). Tanti cittadini, anche per i disagi riscontrati negli uffici postali, si sono riversati lì dove pure si sono creati momenti di sovraffollamento – anche per la presenza nello stesso luogo delle anagrafi decentrate – e persino di tensione. Intorno a mezzogiorno, per esempio, in via Farfengo si è innescato un acceso dibattito sui turni per l’accesso allo sportello. Ma è solo un esempio, anche alla Sud gli uffici sono stati presi d’assalto, tant’è che il presidente Giacomo Lini ha invitato a rimandare ai prossimi giorni la consegna.
UFFICIO COMUNALE. Giornata di super lavoro all’Ufficio comunale di censimento di via Venti Settembre 15, dove sono stati consegnati ben 500 questionari e per tutto il giorno la linea telefonica è stata «rovente». «Abbiamo ricevuto utenti ad ondate, così si sono create lunghe file in qualche momento, e in altri invece c’è stata calma totale. Alcuni sono arrivati anche perché non hanno avuto la possibilità di lasciare la busta in posta a causa dei problemi con il rilascio della ricevuta», spiega Ines Paccanelli dalla direzione.
Tanti sono stati soprattutto gli anziani e gli stranieri che si sono messi in coda fin dalla primissima mattinata. All’apertura (allo sportello ci si può recare tutti i giorni dalle 8.30 alle 19 e il sabato dalle 8.30 alle 12) la gente era già parecchia al punto che gli impiegati si sono messi al lavoro qualche minuto prima. Molti soprattutto gli stranieri che si sono recati in via Venti Settembre per chiedere delucidazioni e tanti anche gli anziani. «Le persone anziane sono sempre molto attente agli adempimenti e cercano di portarsi avanti il prima possibile», commenta Paccanelli.
Gli utenti dell’Ufficio hanno fatto le domande più diverse: «Alcuni sono seriamente in difficoltà e non si raccapezzano con la struttura del questionario che in alcuni punti va letto con attenzione perché rimanda a questa, o a quella domanda – specifica Paccanelli -. Non tutti capiscono immediatamente come devono comportarsi».
Insomma, tra code e richieste di aiuto la prima giornata è passata e dopo il «boom» iniziale e i primi disagi probabilmente nelle prossime ore la situazione sarà più calma. Intanto oggi pomeriggio il prefetto, Narcisa Brassesso, terrà una conferenza stampa per sensibilizzare i cittadini alla partecipazione.


IL VADEMECUM. Un adempimento per tutti, italiani e stranieri

C’è tempo fino al 20 novembre
Multe da 200 a 2.000 euro

Il consiglio dell’Ufficio comunale di censimento? Non avere fretta. Come ricorda il vademecum della Loggia, il questionario deve essere compilato con riferimento alla data del 9 ottobre, il che è importante dal punto di vista statistico: ma per riconsegnarlo c’è tempo fino al 20 novembre. Meglio dunque attendere qualche giorno, che passino questi primi momenti di entusiasmo.
I moduli vanno compilati on line collegandosi al sito censimentopopolazione,istat.it oppure cartacei (dovrebbero essere arrivati per posta) e portati o agli uffici postali, o all’Ufficio comunale di censimento (via Venti Settembre, 15) o nei centri di raccolta circoscrizionali (elenco e orari di apertura nella tabella sopra), dove si può trovare anche un servizio gratuito di assistenza per la compilazione. Associazioni e patronati hanno aperto anch’esse dei punti raccolta che chiuderanno i battenti il prossimo 10 dicembre. Chi ancora avesse qualche incertezza puòfare riferimento al numero dell’Istat (800069701) oppure al numero dell’Ufficio comunale di censimento che risponde allo 0302978001 tutti i giorni dalle 8.30 alle 19 con orario continuato e il sabatofino alle 12.30.
IL COMUNE ricorda che al censimento devono rispondere tutti, italiani e stranieri e che è un obbligo di legge. Obbligo che, come tale, prevede anche alcune sanzioni. Patrizia Cacioli, direttore della comunicazione Istat, ha ricordato ieri che per chi non risponde «la multa va da 200 euro a 2.000 euro, io mi avvicinerei più alla parte più bassa della forbice, qualora dovessero esserci problemi. Ma noi cerchiamo di avere un rapporto di collaborazione e dico che arrivare alla multa è molto difficile perchè ci deve essere la volontarietà di non rispondere o di rispondere in maniera errata falsando il responso».

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Sul tavolo del centrosinistra le liste civiche tentennano* Natalia Danesi

BRESCIA. LOGGIA 2013. Dopo l’iniziativa lanciata nella riunione dell’assemblea Pd dal segretario Giorgio De Martin
Castelletti: «Nella proposta ci sta dentro tutto, e il contrario di tutto» Braghini: «Non saremo gregari» Onofri: «Per noi è prematuro»

L’ “Italia dei pollai”. Stanislao Barretta

Sedersi ad un tavolo con i partiti del centrosinistra per stabilire la strategia in vista delle comunali 2013? Può essere un’idea. Ma non in questa fase. E comunque, se l’intenzione del Pd e delle altre forze politiche è quella di sfruttare le liste civiche solo perché sono un catalizzatore di voti, allora il percorso può interrompersi sul nascere.

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Laura Castelletti (Brescia per passione), Francesco Onofri (Officina della città) e Valter Braghini (Civica Brescia) hanno le idee abbastanza chiare nel replicare a distanza all’invito lanciato dal segretario cittadino dei democratici, Giorgio De Martin: «Chiameremo ad un tavoloun tavolo politico con i partiti all’opposizione in Loggia (Idv, Sel, Api) e il Psi e con le civiche, da quella di Laura Castelletti, a quella di Francesco Onofri e Valter Braghini», ha detto all’assemblea De Martin.

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BRESCIA PER PASSIONE. «Ma mi pare che questo tavolo contenga tutto e il contrario di tutto. Attualmente sono un interlocutore diretto di tanti cittadini e categorie e mi sembra importante continuare a farlo», taglia corto Laura Castelletti. «Questi tavoli – picca – si creano per dare l’impressione di discutere, ma di democrazia forse ce n’è un po’poca». Tra l’altro, rincara la dose, «con grossa difficoltà il Pd in consiglio comunale ha trovato una linea comune di opposizione, ancora di più farebbe fatica a trovare una linea comune di governo». Insomma, a parole sembra che la Castelletti sia già pronta a sfilarsi dalla competizione delle primarie di coalizione; e del resto è stato chiaro da subito che la proposta non la convinceva fino in fondo.
CIVICA BRESCIA. E non è meno tenero Braghini: «Faremo una sintesi tra le civiche e poi capiremo il da farsi – spiega -, considerando anche quali evoluzioni avrà la politica nazionale». Una cosa però è già ben chiara: «Non saremo la terza gamba dei partiti. Non saremo noi a raccogliere i voti per poi finire in disparte. E non sosterremo a priori un candidato già scelto da altri». Il timore dell’ex assessore ai Lavori Pubblici è fondato. Come aveva sottolineato di recente in un incontro pubblico, il mondo civico potrebbe rappresentare per chiunque si candidi a governare la Loggia un vero e proprio tesoro, parlando di numeri.
Nel 2008 infatti corsero per la Loggia ben 12 liste civiche con 6 candidati sindaco, frantumando un potenziale del 12% dei voti. È evidente che il sostegno di queste realtà fa gola.
OFFICINA DELLA CITTÀ. Dal canto suo Onofri non ci casca e ne fa anche una questione di metodo. «Ho appreso dai giornali la proposta del tavolo politico e non ho avuto contatti ufficiali con il Pd», premette. Ad ogni modo pensa che sedersi ad un tavolo oggi sia assolutamente prematuro per l’Officina. Ritiene piuttosto che il primo passo da fare, per il suo movimento, sia «capire se c’è bisogno di uno spazio alternativo autenticamente civico in questa città» perché l’iniziativa di cui si è fatto portavoce nasce proprio dalla volontà di dar voce alle istanze del territorio «e non dai carrierismi né dai personalismi politici». In sostanza, l’ex candidato sindaco pensa che prima il mondo civico debba raccogliere le forze e capire quali risposte può dare ai cittadini. «Una volta che sappiamo di quale iniziativa siamo capaci, solo allora potremo decidere il da farsi ed eventualmente diventare interlocutori di altri». Un’occasione per fare il punto sulle intenzioni del movimento potrebbe essere l’assemblea per il rinnovo delle cariche, a cavallo di fine anno. Insomma, è una partita ancora da giocare.

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Aria inquinata, la Loggia verso blocchi «automatici» Natalia Danesi

BRESCIA – PM10 ALLE STELLE. Mentre torna dal 15 ottobre il divieto stabilito dalla Regione per i veicoli con maggiori emissioni
Vilardi: «Tavolo per ufficializzare l’intesa con tutti i Comuni dell’area critica». Stop o targhe alterne in caso di troppi superi consecutivi

  1. LA MAL’ARIA FA MALE DAVVERO A BRESCIA COSA FACCIAMO?
  2. Smog: ”inquinamento” significa problemi alla salute
  3. SMOG Brescia (causa civile contro Paroli)

A Milano l’inquinamento ha toccato la soglia d’allarme, al punto che si impone per domenica un blocco totale del traffico. Anche Brescia però non sta tranquilla. Da tempo non piove, e negli ultimi giorni il valore delle Pm10, le polveri sottili, è tornato a salire. Intanto, con l’approssimarsi dell’inverno la Loggia sta valutando le misure da adottare, e riemerge la proposta di un protocollo d’intesa tra tutti i Comuni dell’area critica per un’azione anti-smog congiunta.
I NUMERI. Lo smog in città è tornato a livelli preoccupanti. Martedì la centralina del Broletto ha rilevato un valore di Pm10 di 62 microgrammi al metro cubo (la soglia limite è 50) e quella del Sereno di 52 microgrammi. Mercoledì, secondo le rilevazioni Arpa, i valori sono stati rispettivamente 79 e 70. Superi importanti si sono registrati anche nei Comuni dell’hinterland. A Rezzato per esempio le polveri hanno toccato la soglia record di 103 microgrammi al metro cubo.
Al di là della situazione recente comunque è l’accumulo di superi che impensierisce i cittadini e le Amministrazioni. Come è noto, il limite di legge è di 35 giorni: nel 2011 al Broletto si è già arrivati a 61 giorni con le Pm10 alle stelle e al Sereno ben a 68.
Che fare? Proprio in queste ore gli ambientalisti sono tornati ad attaccare l’Amministrazione comunale: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che solo nelle città della pianura padana il numero di morti da smog potrebbe superare i 7mila l’anno e che ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato», si legge in un comunicato stampa di Legambiente. Di fronte a questi dati «agghiaccianti cosa fa o vorrà fare il Sindaco Paroli, responsabile della salute dei bresciani, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale e Regionale? – prosegue la nota degli ambientalisti -. Chiediamo che da subito si apra un tavolo con la Regione, con la Provincia, con i Comuni intorno a Brescia, per cercare tutte quelle soluzioni che realmente salvaguardino la salute dei cittadini ed in particolare di quelli a rischio».
IL TAVOLO. Un invito che l’assessore comunale all’Ambiente Paola Vilardi non esita a raccogliere. Terminata infatti la lunga maratona per l’approvazione del Piano di governo del territorio, è proprio su questo aspetto che ora i tecnici del settore si concentreranno. «Nelle prossime settimane – spiega Vilardi – riuniremo tutti i sindaci dell’area critica in modo da portare finalmente a compimento quel protocollo d’intesa a cui lavoriamo da tempo». In sostanza, dopo un numero eccessivo (e in via di definizione) di superi in tutti i Comuni che aderiranno scatteranno automaticamente misure drastiche: «O blocco totale, o targhe alterne. Stiamo valutando il da farsi ma propendiamo per la seconda opzione», prosegue l’assessore. Capofila la Loggia, il progetto ha già riscosso il consenso della gran parte dei Comuni. Frenano solo quelli della Val Trompia che hanno, secondo quanto si apprende, oggettivi problemi sul fronte della necessità di circolazione dei mezzi industriali».
IL BLOCCO PARZIALE. Torna intanto per la stagione invernale il blocco dei veicoli più inquinanti stabilito dalla Regione. Lo stop è in vigore dal 15 ottobre al 15 aprile 2011, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria tra le 7.30 e le 19.30. Non potranno circolare le vetture a benzina Euro 0 e le diesel Euro 0, 1 e 2. Sono previste varie deroghe, tra cui quella per i veicoli con almeno tre persone a bordo. Il blocco vale anche per i motocicli e i ciclomotori a due tempi, per i quali è esteso anche alle ore serali e notturne, dal lunedì alla domenica.

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Centrosinistra, inizia la corsa Il Pd lancia il tavolo politico Natalia Danesi

BRESCIA. LOGGIA 2013. Dopo i timori della vigilia, l’assemblea riunita in via Risorgimento ha appoggiato la linea del segretario
De Martin: «Primarie di coalizione in autunno 2012. Al via il confronto per la piattaforma programmatica Il partito avrà un candidato unico»

Il Partito Democratico apre ufficialmente e con largo anticipo la corsa del centrosinistra verso le elezioni comunali del 2013. E lo fa lanciando la proposta di un tavolo politico, che porti all’individuazione di una piattaforma programmatica per le primarie dell’autunno 2012.
Lo fa, anche, con l’intenzione di arrivare a queste primarie con una candidatura unitaria da individuare con un percorso politico interno. Come a dire, questa volta i panni si lavano in casa.
LE PRIMARIE. L’assemblea democratica che lunedì sera si è riunita in via Risorgimento per ascoltare la relazione del segretario Giorgio De Martin ha mostrato un’insolita compattezza nel definire la linea.
Pur con le classiche divergenze di vedute, anche la minoranza bersaniana non ha nascosto di condividere gli estremi della proposta di De Martin. Già da qualche giorno era nell’aria la convergenza dell’area ex Margherita, ma lunedì anche la componente più agguerrita, ex Ds, ha abbassato la guardia e ha mostrato segnali di apertura.
In sintesi, l’assemblea ha dato il via libera al segretario per l’apertura, già tra questa settimana e l’inizio della prossima, di «un tavolo politico con i partiti all’opposizione in Loggia (Idv, Sel, Api) e il Psi e con le civiche, da quella di Laura Castelletti, a quella di Francesco Onofri e Valter Braghini». Si cercherà di «costruire un programma punto di riferimento per andare alle elezioni». Le primarie di coaliziione dovranno esserci e saranno celebrate nell’autunno 2012.
I NOMI. Ma fin qui la partita di De Martin era abbastanza semplice. I nodi più complessi, alla vigilia dell’assemblea, si erano evidenziati sul fronte dell’iter e del nome del candidato del Pd a queste stesse primarie.
Una parte importante del partito premeva per accelerare il percorso, in modo da ufficializzare la candidatura già in questa prima fase, addirittura si parlava della fine del mese. Un’altra parte, invece, preferiva attendere almeno fino alla prossima estate, anche per comprendere meglio i risvolti della delicata situazione politica nazionale.
Ebbene, quel che è emerso dall’assemblea è che in tutti i modi il Partito Democratico dovrà presentarsi alla coalizione con un solo nome, e che il nome sarà scelto con un percorso interno al partito. In sintesi, chi vorrà candidarsi potrà farlo e dopo un’ampia discussione e un confronto serrato l’assemblea deciderà democraticamente. Sul quando, De Martin è riuscito a trovare una mediazione e l’intenzione sarebbe riuscire ad individuare la persona entro l’inizio dell’anno prossimo. Lo aspetta uno sforzo politico non da poco
I NODI. Chi sarà il possibile avversario Pd di Adriano Paroli alle comunali del 2013? Inutile dire che lunedì in via Risorgimento non sono stati esplicitati nomi, era probabilmente prematuro farlo in questa fase, ma più d’uno ha fatto allusioni al più gettonato, Emilio Del Bono. Indiscrezioni dicono che persino insospettabili e storici «antagonisti» hanno evidenziato che in questi anni in Loggia il capogruppo sta facendo un ottimo lavoro, e per questo motivo è la persona giusta per il Pd.
Il nodo-candidato comunque è stato temporaneamente messo da parte e lo stesso segretario si limita a dire che «intendiamo fare un lavoro politico per una candidatura unitaria». Insomma non è ancora una vittoria, la corsa è appena iniziata, e le variabili in campo sono parecchie. Una su tutte, bisognerà capire se alla prova dei fatti il nome di Del Bono, o di chi per lui, riuscirà davvero ad unire le diverse anime democratiche; se saprà attirare su di sè, quantomeno politicamente se non matematicamente, un sufficiente livello di consenso.L’esperienza del Pd insegna che nulla va dato per scontato.

bresciaoggi

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Musil, spunta la nuova ipotesi C’è anche un centro congressi Natalia Danesi

BRESCIA – IL MUSEO DELL’INDUSTRIA. L’impasse degli scorsi mesi ha spinto il compartista a individuare una proposta alternativa
L’idea di Basileus: un museo molto più piccolo e un polo convention con introiti per le casse comunali Ma Vilardi: «Nulla di ufficiale»

(ndr: vedi sopra in slide ”ENERGIA SOSTENIBILE”)

Ridurre la sede centrale del Museo dell’industria e del lavoro ad un «gioiellino» di soli 5mila metri quadri. E aggiungere sulla restante porzione dell’area ex Tempini nel comparto Milano un centro congressi, che potrebbe portare anche qualche risorsa nelle casse del Comune. La proposta, elaborata tecnicamente dall’architetto e professore triestino Maurizio Bradaschia, è stata lanciata ufficiosamente nelle scorse settimane dal compartista Basileus Spa e potrebbe mettere finalmente la parola fine all’annosa vicenda del polo culturale cittadino.
LO STATO DELL’ARTE, Come è noto, il taglio del nastro del Musil era originariamente previsto per il 2010, ma gli intoppi non sono stati pochi. Uno su tutti l’extra costo di quasi 7 milioni di euro (su un progetto da quasi 26milioni di cui 12 sono oneri di urbanizzazione) e il costo di gestione che la Loggia non è disposta a sostenere, nè è in grado di farlo.
Come muoversi, dunque? La soluzione avanzata da Basileus, rilevata tempo fa dall’An.Ta. di Antonio Taini, ha solo sfiorato per ora il Consiglio di indirizzo della Fondazione Musil che riunisce Comune, Regione, Provincia, Fondazione Micheletti, Università statale, A2A (gli stessi che nel 2005 siglarono l’accordo di programma per il polo museale). Potrebbe essere una buona via di mezzo, ma deve essere elaborata definitivamente ed inoltrata alla Loggia. Lo stesso Taini spiega: «La realizzazione del Musil fino a qualche settimana fa era in un’ impasse tremenda. Come compartista ho obiettivamente interesse a che diventi un nuovo Guggenheim, anche perché ci restano ancora da vendere parecchie aree e l’attrattività è un requisito essenziale».
LA PROPOSTA. Per ora non esiste un progetto esecutivo, ma solo un’ipotesi molto abbozzata. Se piacerà, potrà diventare più concreta. Taini suggerisce di dividere in due l’area mantenendo il polo culturale su una superficie di circa 5mila metri quadri (anziché 15mila) e separando il magazzino che potrebbe essere collocato fuori città. Il museo, ridotto di due terzi, costerebbe quindi solo 5 o 6 milioni e sarà di proprietà comunale ceduto in comodato alla fondazione Micheletti per la gestione. «Gli stessi costi di gestione, stimati in 3 o 4 milioni l’anno che di questi tempi sono una cifra folle, verrebbero drasticamente ridotti». Con i circa 6 milioni di euro in avanzo dagli oneri e le risorse degli altri sottoscrittori dell’accordo 2005 si potrebbe pensare ad un centro congressi «del Comune che non ne ha uno simile e realizzerebbe introiti. Magari, una depandance di quello milanese».
Se le voci dicono che Paroli e i suoi sarebbero ben disposti nei confronti del nuovo Musil, mancano i passaggi formali. Bisogna poi capire se la Loggia è risposta ad investire così il corrispettivo degli oneri. La Lega finora non è sembrata affatto dell’idea.
LE REAZIONI. Intanto, ieri il nuovo presidente della Micheletti, Aldo Rebecchi, è stato chiaro: «Sono del parere che in ogni modo si vada avanti. E in fretta perché il prossimo anno scade la convenzione e il costruttore potrebbe ritirarsi. Il nostro progetto era ben diverso; qui però, pur in maniera riduttiva, siamo al progetto esecutivo. Cercheremo di coinvolgere le imprese bresciane nella realizzazione in modo da abbattere i costi. Abbiamo già sentito alcune disponibilità». Quanto al piano di gestione, «quello che il direttore Pier Paolo Poggio ha approntato non tocca il Comune. Ci ragioneremo poi, ora cerchiamo di costruirlo questo Musil».
L’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi, spiega che nel Pgt adottato la scorsa settimana è stato inserito il polo culturale così come prevedeva la convenzione urbanistica. «Se viene ridimensionato, non c’è la volontà di stralciarlo – ribadisce -. Quanto all’ipotesi di cui si parla non mi è stato presentato nulla di ufficiale».

brescioggi

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Loggia 2013, per Paroli l’investitura di Alfano Natalia Danesi

TAGLIO DEL NASTRO. Pomeriggio bresciano per il leader. La polemica con la Lega: «Secessione? No, l’Italia unita». E sulla legge elettorale: «I cittadini devono poter scegliere»
Il segretario all’apertura della sede di via Rodi: «Adriano, ti saremo vicini per la campagna elettorale» Poi sulla tomba di Martinazzoli

«Adriano, ti staremo tutti accanto per organizzare la tua campagna elettorale. Del resto, Brescia è già oggi un esempio di buon governo». Al coordinatore nazionale del Popolo della Libertà Angelino Alfano, ieri a Brescia per inaugurare la nuova sede provinciale di via Rodi, sono bastate due frasi per dare ufficialmente l’imprimatur alla ricandidatura di Adriano Paroli per le comunali del 2013. Poche parole, dal sapore di un’investitura. Un sigillo che punta, forse. a chiudere sul nascere la contesa tra le molte anime che compongono il partito. Proprio il segretario e il primo cittadino si erano incontrati ad inizio pomeriggio in Loggia. Segno, già questo, di una certa sintonia e di una voglia di proseguire un percorso insieme.
Ma nell’incombenza del congresso provinciale, non è solo sul candidato sindaco che Alfano si è soffermato ieri pomeriggio nel dialogare con i suoi. Ha confermato – alla faccia dei molti militanti «storici» che popolavano la platea – di puntare sulle nuove generazioni per il rilancio del partito. Così si è fatto immortalare volentieri con un gruppo di ragazzi e lo striscione «Riparti dai giovani e dal merito». «Ho 40 anni e sono un segretario giovane – ha detto – e mi piace vedere che qui c’è già una generazione giovane pronta a farsi avanti».
È un percorso tutto diverso quello che aspetta dunque nei prossimi mesi il «nuovo» Popolo della libertà. Si parte con le regole del tesseramento e dei congressi, con le quali si intende dare un colpo di spugna alle pratiche del passato. A partire dal «voto delegabile» che non sarà più ammesso: «Ciascuno ai congressi vota per sè e anche il voto del segretario deve contare uno. No dunque al voto ponderato». E «tessera a 10 euro», anche perché la crisi impone moderazione nelle quote. La campagna adesioni che si chiuderà il 30 ottobre, ha ammesso Alfano, non è semplice ma è nel tempo delle difficoltà che «si misura la qualità della leadership».

PRIMA DEL TAGLIO del nastro, Alfano non si è sottratto al confronto con i giornalisti che lo incalzavano sui temi nazionali. Il coordinatore era reduce dal congresso regionale, «appuntamento che ha dimostrato che il Pdl è un partito vivo, attivo, che con orgoglio lotterà per vincere nel 2013». Parlando di legge elettorale, ha rimarcato che «occorre restituire ai cittadini il diritto di indicare il proprio parlamentare» e che «siamo perchè venga mantenuto il bipolarismo: cioè la possibilità dei cittadini di sapere in anticipo chi è il premier, se vince il centrodestra oppure il centrosinistra». Mentre sulla polemica con la Lega ha aggiunto: «Parlano di secessione. Ma noi siamo per l’unità d’Italia e, comunque, in Consiglio dei ministri è stato approvato un disegno di legge di riforma dell’architettura dello Stato, che noi abbiamo sostenuto, e in cui non c’è traccia di alcuna dellasecessione. Anzi si modernizzano le istituzioni, ci sarà il senato federale e si dimezzano i parlamentari».
Alfano si è poi lanciato nella folla che lo attendeva nelle stanze di via Rodi, dove ha sostato per un breve intervento affiancato dai coordinatori provinciale, Viviana Beccalossi (con il vice Alessandro Mattinzoli) e regionale, Mario Mantovani, dal ministro Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Stefano Saglia.«È un traguardo che abbiamo raggiunto soprattutto grazie a voi. L’auspicio è che questo luogo sia sovraffollato come oggi di dirigenti e militanti – ha commentato Beccalossi -. Dovrà contenere non solo le persone, ma soprattutto le idee».
Poi via verso il cimitero di Caionvico per un momento di raccoglimento sulla tomba dell’ex sindaco e ultimo segretario Dc, Mino Martinazzoli, scomparso il 4 settembre. «Esponente fulgido – ha osservato – delle istituzioni».

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