Pasini Roberto Archive

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Roba da chiodi (Pasini Roberto – BS)

Roba da chiodi se quello che leggo sulla stampa locale corrisponda al vero.

L’auto candidatura alle primarie per concorre alle amministrative del 2013 di Marco Fenaroli 1 ha fatto venire il mal di pancia al PD.

Si obbietta che è ha uno sguardo rivolto al passato ( Ferrari mi sembra) come se il lavoro, essere presidente dell’ANPI e  il volontariato sia considerato un optional e non un valore intrinseco soprattutto per il futuro.

Pazzesco: cosa si avrebbero voluto? Che si candidasse pinco pallino?

Si fa la corte all’ UDC che ha espresso  il Signor Nicola Orto 2 che ha soppresso  parte delle ZTL e le corsie preferenziali per mezzi pubblici e creato una sosta di 15 minuti in piazza Paolo VI, ….sempre roba da chiodi…per chi si ricorda …cosa se ne fa un cittadino di una sosta di 15 minuti?.

Ora  se il PD ha il mal di pancia, gli potrei consigliare un purgante naturale, se mi è permesso.

Tuttavia Brescia sale sempre di più in classifica come città più inquinate d’Europa: aria, acqua e suolo….e alimenti.

I vari pannicelli caldi non servono, ed ogni anno vi è emergenza acuta come se fosse un evento non prevedibile.

Brescia, capoluogo non dovrebbe far a gara per aver più centri commerciali ma per attivare una politica provinciale-regionale per ridurre l’inquinamento.

Bene, se si avrà un coalizione per le primarie chiedo che chiunque si candidi prometta di piantumare 200 mila piante nelle aree marginali e che possa attivarsi con l’hinterland perché si possa fare altrettanto.

Chiedo, altresì, che ci siano in ogni parte del territorio analisi fisico-chimico-biologiche dell’aria, acqua, suolo, e alimenti e siano messe in rete come fossero i  valori della borsa e poi  intervenire senza il consueto scaricabarile.

Forse i professori e i politici non sanno che le piante fanno piovere, il cemento  e lo smog creano solo neve chimica ed effetti devastanti.  I politici ogni tanto, fra bustarelle e spread dovrebbero anche studiare o almeno dare ascolto a scienziati o semplicemente ai cittadini.

Le risorse? A parte che per piantumare alberi ci sono vari finanziamenti…regionali e pare anche dall’ONU e progetti pure europei,  basterebbe sospendere il progetto dannoso del parcheggio sotto il Castello e destinare un poco di denari alla bonifica e alla piantumazione.

Non solo di cemento si vive o vive la politica.

Basterebbe  poco, roba da chiodi.

Per il centro storico: sembra il tormentone ….basta il Bigio delle ciape, opera orrenda ma se si vuole completerebbe piazza Vittoria? Basterebbe come minimo dare nuova vita all’Adria  e all’Astra, agli spazi che erano occupati dai supermercati di Italfrutta e dalla  Standa, e dare nuova vita agli spazi della  borsa del mercato agricolo…vicini alla stazione del metrò.

No, si vuole impestare tutta la città di centri commerciali come  se i bresciani avessero soldi da spendere qui e là.

Roba da chiodi.

Come Buono buonissimo, non si potrebbe recuperare anche il palazzo Gambara-Avogadro che sta andando a pezzi. Costa troppo il restauro? Ma si avrebbe  anche in proporzione un palazzo di valore. Piazza Rovetta è ora uno spiazzo senza alcuna identità, testimone dell’attuale inconcludente amministrazione.

E poi ci sarebbero tante e altre questioni ma mi fermo qui.

È così difficile fare un programma comune fra le varie anime all’opposizione per ripristinare un buon governo?

Come cittadino, se volete che voti, esigerei un programma comune che riconosca tutte le istanze della città e che guardi al futuro e se possibile anche al lavoro…(semmai avrei alcune proposte anche nell’ambito locale), alla democrazia e all’ambiente.   Io non vivo in un suv o nel cemento.

Vorrei e auspico una coalizione di uomini e donne che non abbiano paura per il confronto e che il gioco sia leale….e poi voterò sia alle primarie che alle amministrative.

Vorrei una Brescia viva politicamente e non da chiodi, e magari avremo la verità sulla ferita che la città di Brescia aspetta da decenni.

E questa è solo civiltà, anche se si guarda al passato ….ma per il futuro.

ndr:

lettera indirizzata anche

ALLA STAMPA LOCALE

AL SIGNOR GIORGIO DE MARTIN – SEGRETARIO CITTADINO DEL PD

AL SIG. CONSIGLIERE  EMILIO DEL BONO

AL SIGNOR PARLAMENTARE PAOLO CORSINI

ALLA SIGNORA CONSIGLIERA  DONATELLA ALBINI

              ( a cui chiedo di far avere questa mia al Signor Fenaroli di cui non ho e-mail)

AL SIG.  ALFREDO COSENTINI

A LEGAMBIENTE  tramite  il SIGNOR PIETRO GARBARINO

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HO UNA SCIMMIETTA CHE NON RECITA (Pasini Roberto)

Avevo una scimmietta  di stoffa sul mobiletto dell’ufficio che mi teneva compagnia.

Il Dott. Trentini disse che disturbava.

Lei non disse niente e la misi con rammarico sulla mia  macchina.

Così quando guido si gode il panorama.

 

Ho  una scimmietta, che  mi attende dopo il lavoro,

per godersi il panorama

e una volta mi disse:

“quel posto, nell’angolo, doppio degli altri non è mai occupato.”

 

“Taci, Chica, è del capo… che non ti vuole.”

È normale che il tuo dirigente Trentini abbia uno spazio per il  parcheggio doppio degli altri all’interno del parcheggio dell’UCC?  E a quanto mi sembra non abbia mai parcheggiato…

scusami sai….e io non possa stare con te.”

 

“È normale,

io l’ho sentito, che il Dott. Trentini ti disse:”

“ da ora in poi non ti rispettiamo più….

 ma è cosciente di quello che dice?”

 

È normale

che da quando non sono più con te

tutti i capi entrano nel tuo ufficio

e tu fai la parte della scimmietta…e disturbi?

 

“È normale che un portatore di handicap, come te,  abbia trovato il  cancello per quattro volte chiuso e non è riuscito ad accedere al posto di lavoro nemmeno con l’intervento dei vigili urbani. ?”

“E io stavo in pena per te.

Questa è discriminazione, ……con la tartaruga vado d’accordo.”

 

Ho una tartaruga, si,

vicino al parabrezza che gode il panorama,

non dice nulla

e ha accettato di buon grado la scimmietta.

 

 

Papio  …..in latino scimmia o anche…..farfalla.

 

Roberto pasini

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L’EVASIONE FISCALE E’ UN TRAUMA PER TUTTI

Caro Emanuele,
in merito alla tua lettera circa il trauma dell’immigrazione, posso dirti che a volte io mi sento straniero a casa “mia”, ma non a causa loro.

Tu giustamente ricordi la carta universale dei diritti dell’uomo, e la carta costituzionale; Bibbia e Vangelo degli Stati attuali, ma non ricordi in che classifiche si è posta l’Italia per corruzione, debito pubblico, evasione fiscale, giustizia, situazione delle carceri  ecc… questi sono i  ”veri” probblemi.

Gli extracomunitari sono tali in quanto demonizzati e hanno fatto la fortuna e portato “poltrone” a diversi politici. Quegli stessi che poi portano i soldi pubblici in Tanzania e hanno ville in tutt’ Italia e a Cortina; ed hanno nascosto tutto il resto.

Quando  le azioni della guardia di finanza e dell’agenzie delle entrate sono viste, da queste persone,  come azioni criminali il problema dei “negri” ora ” gialli” diventa secondario.
Quando penso che tutti i bambini del mondo sono belli.
Quando immagino che tutte le donne del mondo siano un fiore.
E quando  nessuna persona è clandestina in questo benedetto mondo, mi chiedo: possibile che nessun organismo istituzionale nazionale- internazionale per i diritti abbia valutato l’incostituzionalità della legge “Bossi-Fini”.?
Questa legge è un mostro giuridico, ma pare che l’Italia sia abituata o narcotizzata dai mostri. Vedasi tutto il cemento inutile e dannoso nei PRG di quasi tutti i Comuni, vedasi il mostro all’isola del Giglio, vedasi la manovra del nostro caro salvatore, Senatore Monti che innalzando l’età pensionabile ha sottratto ben 500.000 posti di lavoro ai giovani e ora chiedono pure la facilità di licenziare per innalzare l’occupazione.

Ciò detto, e tornando in tema alla tua, vorrei porti una domanda:

un figlio di stranieri nato in Italia se dopo il compimento del 18 anno di età non lavora non può avere il permesso di soggiorno e diventa clandestino e si deve “rimpatriare” in un paese  che neppure conosce, con la famiglia che rimane in Italia.?…nota bene  …rimpatriare.

Eppure le carceri italiane sono piene di clandestini ( cioè persone espulse dal mondo del lavoro….) e se dovessimo metterci i furbetti del fisco come avviene in America e coloro che fanno leggi inapliccabili e odiose?

Sapessi quanto sviluppo ci sarebbe per la costruzione di nuove carceri e che aria più pulita respireremmo!

Ora, caro Emanuele, se il processo di immigrazione fosse avvertito e affrontato più serenamente e con saggezza, sopprattutto dalla politica, come dici tu, darei il benvenuto all’extracomunitario portatore di una morale più sana di quella italiana, ne sono profondamente convinto…. eppoi  qui da noi, così,  si imbastardisce.

Ben vengano sindaci Cinesi o Pakistani e che portino la loro cultura amministrativa e la loro onestà per raddrizzare un pò questo nostro paese.

Il film ” regole della casa dei raccoglitori di mele” ambientato in America sintetizza  parzialmente la situazione Italiana: in una grande casa di campagna, simile ad un  capannone vi erano alloggiati negri per la raccolta di mele per conto di un azienda. Sul muro della camerata vi era un foglio con delle regole per la convivenza.

1) non salire sui tetti per prendere il sole.
2) non andare sui tetti a fumare.
3) non fare a cazzotti sui tetti.
4) quando fa caldo non dormire sui tetti.

Un negro disse: non era più semplice dire “non andare sui tetti?”

Ora vorrei che un negro dicesse anche: voglio una regola sola,  voglio un’Italia più onesta e chi evade il fisco colpevolmente vada in cella e gli si tolga la nazionalità italiana.

Caro Emanuele, solo con questa semplice regola, magari “l’extracomunitario” risulterebbe più meritevole del permesso di soggiorno  e/o della cittadinanza Italiana di noi polentoni e furbetti per troppa ingordigia e teledipendenza e forse respireremo meglio un pò tutti, bianchi e neri.
Con cordialità.

roberto pasini

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Ricordando “Petrolio” (Pasini Roberto)

Egregio Direttore, non sono Pasolini, e non so, ma intuisco, e mi piacerebbe che l’informazione libera e la politica possa approfondire meglio la perenne questione e cercare di rendere il paese più libero.

Ovviamente questo scritto non ha l’ambizione di essere pubblicato ma solamente di mettere una pulce all’orecchio nella stampa e nei politiciti.
grazie dell’attenzione.
Pasini Roberto
Pasolini
…mi sovviene  ”PETROLIO” da P.P.Pasolini
             ( Petrolio, postumo, 1975 )

quando anni fa ci fu un blocco del traffico in quasi tutta la Lombardia ci fu la cisterna di idrocarburi che inquinò il Lambro.
…io dissi subito: bene non volete viaggiare e bruciare “io” il petrolio in più lo butto via.
…quardacaso nella  bonifica del Lambro vi è interessato anche il sistema di potere di Nicoli.
ora….pensionati e operai zittiti ma un casino della madonna da tir, furgoni e taxi.
e dopo Cortina mi sa che la mafia  si sia fatta sentire anche con la “Codardia”….non toccate i nostri interessi altrimenti saranno “GUAI”.
.
GUAI AD ABASSARE LA GUARDIA
.
Aprendimosa quererte
desde la històrica

donde el sol de tu bravura

le puso cerco a la muerte.

Aquì se queda la clara

la entrañable transparencia

de tu querida presencia

Comandante Che Guevara

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Un pensiero per il mio amico Dante (Pasini Roberto)

Dante,

non so come stai,

ma è Natale anche per te.

Dante,

che venivi a scuola con le scarpe di cartone

tenute assieme con lo spago.

Dante,

che provenivi da una famiglia disgraziata

e mi dicevi che aspettavi l’inverno per lavorare al buio.

Solo la stampa quotidiana ti ha dato un cognome,

un identità. Ranzetti.

che avevi dimenticato, consegnandoti alla doppia pena.

Dante,

sappi che le carceri sono piene di gente come te.

Sappi, in cuor tuo, che i ladri sono fuori, senza identità.

E non so come farti giungere questa mia,

solo se potesse scalfire la tua indifferenza,

di questa vita grama .

so solo

che rimani sempre mio amico,

Dante, per la stampa Ranzetti.

Ora al buio, nel luccicare del SANTO NATALE.

roberto

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OLMI VIA LONGHI: LA STORIA INFINITA (ognuno faccia il suo lavoro) – Franco Visconti* BS

Labolani in versione postinoIn versione postino a fine novembre l’Assessore Labolani  recapita in (quasi) tutte le cassette della posta degli abitanti di via Longhi ,una lettera dove si comunicano le conclusioni delle perizie del dott. Nasi in merito agli olmi  che incorniciano maestosamente da mezzo secolo la suddetta strada del quartiere Lamarmora.

Nella lettera si dice “come promesso” , anche se in realtà a mezzo stampa erano stati promessi fattivi interventi di manutenzione,

Molti  i cittadini  che si attendevano da questa missiva la comunicazione di decisioni prese e la loro tempistica operativa, sono rimasti  un po’ delusi.

Per ora nessuna decisione, pare.

Per ora ci sono “soltanto” le conclusioni  dell’agronomo che ha redatto la  terza perizia, sovrapponibili a quelle della seconda ; esse dicono, in breve, che le piante sono divisibili in 4 gruppi:

 

  • 1 – 8 piante in classe D: irrecuperabili e  da abbattere per elevato rischio schianto
  • 2 – 3 piante in classe C: da abbattere per malattia
  • 3 – 29 piante in classe C : da portare in sicurezza con interventi straordinari (capitozzo)
  • 4 – 20 piante in classe B da portare in sicurezza con capitozzo , diradamenti e altri interventi.

 

Letta così io intendo che 11 piante debbono essere abbattute e una cinquantina curate.

Ovvero ciò che i cittadini residenti, il comitato e molti altri chiedevano da tempo all’assessore, a salvaguardia della sicurezza delle persone e della salute delle piante.

 

Siccome però seguono alcune righe dove si fa intendere che gli interventi al punto 3 e 4 sono economicamente onerosi e rimandano il problema,mi sentirei  in ultima analisi , di chiedere al competente ufficio  quanto segue:

 

  1.  quante e quali piante verranno abbattute, e quando avverrà
  2.  quanto costerà alla collettività ogni abbattimento
  3.  quanto costerà alla collettività ogni piantumazione ex-novo,e quando avverrà
  4.  quanto costerà la manutenzione dei nuovi fusti e quali migliorie porterà l’impianto di quali nuove essenze dal punto di vista economico,ambientale,logistico
  5.  a chi è deputata la manutenzione degli olmi di via Longhi e via Ziliani
  6.  che scopo aveva la manutenzione eseguita negli ultimi 8/10 anni,visto che ha fatto crescere smisuratamente in altezza i rami, costituendo il temuto effetto vela della chioma sproporzionata e non ha evitato la caduta di rami vari

 

In realtà questi sono in fotocopia i quesiti che ho sottoposto all’Amministrazione  attraverso l’OdG al consiglio di Circoscrizione della Sud ad inizio maggio,( protocollato in data27/4/2011) ai quali non mi risulta siano state date risposte ufficiali ed esaustive.

 

A queste richieste ineluse si possono oggi aggiungere altre considerazioni, dovute anche all’osservazione diretta ,fatta dai cittadini sul  territorio giorno dopo giorno , delle conseguenze che il tempo che passa e  i fenomeni atmosferici hanno avuto sulle piante in questione.

Mi riferisco in particolare alla violentissima tromba d’aria che ha infuriato sulla zona di Lamarmora ,dove abito, la notte fra il 5 e il 6 agosto.

Quella notte in zona caddero al suolo 6/7 alberi  di vario tipo nel raggio di 3/400 mt da via Longhi,  dove invece i fusti non andarono giù.

Dispongo ancora di foto che immortalano schianti avvenuti nelle vie Gheda , Lamarmora ,Malta , Cipro e rami e pezzi vari caduti ancora in Via Codignole,S,Zeno,piazzale S.Giacinto Tredici.

In via Longhi , invece, caddero molti rami fra cui un paio molto lunghi e consistenti , uno dei quali danneggiò ,per fortuna “solo” un’autovettura.

Non essendo un tecnico, alla luce di ciò , l’ingenua  domanda che mi sorge spontanea è come mai queste piante dichiarate pericolanti hanno retto ed altre , vicinissime ma mai periziate , sono andate giù?

Le perizie in questione hanno il   loro indiscutibile valore scientifico nel saper prevedere il comportamento , la tenuta degli alberi nel loro contesto, anche e soprattutto in condizioni particolarmente avverse. Non entro nel merito.

Tecnicamente mi è impossibile sollevare qualsivoglia osservazione sul contenuto di esse.

Questa volta è stata madre natura a porre qualche dubbio in merito all’assolutezza degli esiti.

Ed attenendomi al consiglio che è bene che ognuno faccia il proprio lavoro, ricordando che il mio di consigliere in circoscrizione non è retribuito e su mandato di voti di (pochi) elettori, mi sento oggi di aggiungere ai quesiti irrisolti di aprile/maggio 2011 , queste altre considerazioni-domande:

  1. come mai  quella sera sono cadute le piante tutto intorno a via Longhi e in via Longhi solo rami? 
  2. se il comitato aveva segnalato che urgeva fare manutenzione tagliando i rami più in  basso, perché quando cadono si cerca di addossare la colpa all’ambientalismo integralista e becero? Ed eventualmente ci fosse colpa ,a chi verrebbe attribuita?
  3. se poi alla fine si farà quanto richiesto dai cittadini e comitato ( cioè abbattimento di10/11 piante e pericolose e curarne 50 malate) perché tutta questa attesa e tutto questo astio?
  4. se il metodo di indagine sulle piante di via Longhi fosse applicato su tutti gli alberi della città , dovremmo forse procedere ad un abbattimento  generale e indiscriminato , per evitare spese onerose e “violenze biologiche” future?
  5. se le varie perizie,incontestabili dal punto di vista scientifico , ma rese discutibili dalla forza della natura ,hanno fornito lo stesso esito , perché ne sono state fatte 3?
  6. quanto sono costati alla collettività questi studi?
  7. quanto sono costai alla collettività tutti quegli interventi anche notturni  di “emergenza” o ripristino operati da VV.FF , A2A , squadre di operai, tecnici , giardinieri ,ecc dopo i vari nubifragi e temporali
  8. c’è il rischio che qualche cittadino abbia ad esigere risarcimenti verso le casse comunali,cioè verso i soldi di ciascuno  di noi , per danni eventualmente subiti?
  9. esiste un piano articolato sul verde urbano che possa in futuro permettere di affrontare questioni come queste con meno incertezze,con tempi più brevi , senza dar adito a discussioni facilmente strumentalizzabili, che consideri il verde come aiuto alla salute e sicurezza dei cittadini,come un patrimonio di cui noi siamo solo gli attuali e temporanei custodi da salvaguardare e tramandare come un’eredità di ricchezza fisica e spirituale alle prossime generazioni?

 

Questa è la lunga serie di domande che non si possono aggirare se si vuole  utilizzare questa discussione come un’ occasione per affrontare il problema e cercare di risolverlo in maniera partecipata .

E’ attenendosi ai fatti che si rifugge dalla trappola di cadere nelle provocazioni di chi continua a definire protesta tragicomica la richiesta di informazione.

Quell’informazione che è un diritto del cittadino-committente che, sapendo di non sapere , attrraverso il suo Assessore  da mandato a professionisti sperando di avere in cambio nulla di più di  risposte e pareri comprensibili , autorevoli , pacati e super-partes.

 

Sono con e fra le molte  persone che attendono ancora con fiducia queste risposte annoverandomi fra quelli che qualcuno in copia-incolla definisce “ecologisti della domenica” o più ironicamente “professionisti del verde”, e per questo  cerco di rappresentarle al meglio nelle sedi opportune , con i toni adatti di  chi rifugge e alle risse ad ai luoghi comuni.

Effettivamente oggi è domenica.. . e l’ecologista che c’è in me si è preso il tempo di scrivere questa lunga dissertazione, anche perché gli altri giorni  lavoro non nell’agronomia e nemmeno nella politica, come si sarà ben capito.

Ma siccome cittadino lo sono tutti i giorni e credo che chi abbia  un mandato lo debba rispettare, nel mio piccolo cerco di farlo con l’orgoglio di non pesare sulle  quelle stesse casse comunali da cui si attinge anche per pagare perizie e consulenze.

Quindi, poiché di parole ne sono state già dette tante,atteniamoci all’auspicio espresso dal vecchio proverbio “ad ognuno il suo lavoro”, da alcuni recentemente evocato.

Spero che quindi i cittadini continuino a partecipare ancora e sempre così civilmente al dibattito su ciò che li riguarda e li appassiona, che i periti  ingaggiati  dal comune continuino a fare i periti per dare a disposizione della sensibilità di ognuno le cifre, i dati e le informazioni che sono stati chiamati ad analizzare , ma che decidano i politici in nome della gente.

E che soprattutto chi decida abbia l’umiltà e la pazienza di ascoltare tutti ed il coraggio di agire presto e bene.

 A questo punto secondo me ogni decisione in merito potrà considerarsi legittima , se prima fosse  l’assessorato competente, e non la circoscrizione o i periti, pronto  a  dare risposte chiare , punto per punto a quanto richiesto , creando se non proprio condivisione,un clima di chiarezza su decisioni,strategie e prospettive.

Molte grazie per la pazienza,cordialità!  

 

* consigliere circoscrizione sud – Verdi sinistra arcobaleno

COLLEGATE:

  1. OLMI di via Longhi: il caso
  2. Risposta al Dott. Pandini: olmi e licheni (Pasini Roberto – BS)
  3. Olmi di via Longhi: soluzione possibile in due passaggi
  4. Fiorenzo Pandini *: “ognuno il proprio lavoro”

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Risposta al Dott. Pandini: olmi e licheni (Pasini Roberto – BS)

 L’agronomo Dott. Fiorenzo Pandini che in merito alla vicenda degli olmi in via Longhi richiama “ognuno il proprio lavoro”, dalla lettera pubblicata il 24 c.m. da questo quotidiano,  bene, bravo e potrei aggiungere “ le tò, le mia, le morta all’ombria”  che è lo stess zocher sole maole.

Signor Pandini, se gli olmi hanno più di mezzo secolo di vita e se non sono stati curati e potati a dovere di chi è la colpa?

Se si sono eseguite opere di scasso stradale frettolose e incuranti, di chi è la colpa?

Ben vengano gli ambientalisti della domenica che preferirebbero pure andare a piedi o in bici;

ben vengano i cittadini pronti ad incatenarsi ad un  albero pur di salvarlo e sicuramente mai ad un palo.

Mi auguro che il Comune, e pure Lei, ne teniate conto perché sono interessati all’ambiente e vogliono conoscere e partecipare.

Questi suddetti “cittadini” aspirano soltanto che la scienza agronoma e forestale collabori con l’amministrazione comunale per il bene verde e pubblico.

Niente di più, vorrebbero una cultura del verde e ambientalista, strano ma vero.

Per Via Longhi ovvio che le mancanze non ricadono sull’attuale assessore ma in 50 anni di vita degli alberi.

Come mai gli olmi di via Ziliani sono stati potati in modo differente da quelli di via Longhi?

Un grazie a chi mi rispondesse.

Tuttavia, come mai l’assessore Labolani pubblicamente ha detto che intendeva fare un “ bosco di città” proprio nel piccolo parcheggio prima di Sant’Eufemia a pochi metri dalla Maddalena e come mai proprio in Maddalena si è voluto tenere una corsa internazionale simile alla mountain bike gettando a tratti cemento ed eliminando alberi , poi ammalatisi….appunto come mai gli agronomi della città e provincia non hanno detto pio, a quanto pare.

Appunto “ad ognuno il proprio lavoro” non subordinato ai capricci dei politici ma per il bene comune a cui gli ambientalisti della domenica ci tengono e per gli altri giorni, per fortuna, devono fare  il loro lavoro.

Signor Dott. Agronomo  Pandini, lei dovrebbe ringraziare chi si incatena ad un albero di domenica, altrimenti con le colate di cemento possibili, Lei , come gli altri agronomi, curerebbe solo licheni….e ancora  come premomoria: ognuno il suo lavoro e le sue responsabilità.


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mi manca (Pasini Roberto)

prato fiorito

mi manca che qualcuno dica che per potare alcuni alberi non occorra la perizia dell’ONU.

mi manca che qualcuno sistemi a  dovere via Mazzini.

mi mancano le multe virtuali.

mi mancano le mie cazzate.

mi mancano le bandiere del Catania in Largo Formentone

mi manca l’aria dei fagioli e sigole

mi mancano le cassette di patate e pomodori esposti in via San Faustino.

mi mancano  i vicoli e aria

mi mancano i sassi di piazzetta  Paganora.

mi mancano i gradini del Duomo.

il bianc con l’olia

ora, per la politica, Brescia è strappata….

e mi mancano le mie cazzate.

,,,come sempre.

papio

detto anche Pasini Roberto

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I PIRLI (Pasini Roberto – BS)

Signor Mattei, Segretario Cittadino della Lega Padana a Brescia,

non so se mi irrita maggiormente la sua lettera o l’operato del vice sindaco Rolfi o questa vostra ipocrisia di bassa lega.

La legge Bossi-Fini di chi è? Roma ladrona o ladroni a casa nostra?

Tralasciando la macroeconomia e i diritti della persona le posso dire che i pensionati…anche padani.. vanno volentieri nei bar acquistati dai cinesi per bersi un pirlo ad un euro.

Questo è già troppo per il tenore della sua lettera, di più esiste il nulla, o solo le multe alle bici dei lavoratori o alle donne sedute.

Mangooooooo.

Non avrei mai pensato che la cultura del Nord avebbe partorito ciò…..e aggiungo, ma Lei, Signor Mattei è consapevole di quello che scrive? E’ un insulto ai lettori e a qualsiasi buon senso, anche dalla ghebba padana che può offuscare l’orrizzonte da troppi pirli.

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La montagna calva di Pasini Roberto (BS)

Fa caldo e ci sono incendi dolosi
a Bs ci pensa  già la giunta
dopo gli olmi di via Odorici e di via Longhi-Ziliani vi è la Maddalena…tagliano pure i castani…giuro che diranno che sono ammalati.
che famo?
…però Lab…non mi riesce… meglio Pietro, promette pubblicamente che farà , ora, un bosco di città dietro alla sede di Frecciarossa  ( santa Eufemia) con soldi tedeschi, praticamente in maddalena.
…mi sento tirato per i fondelli
che famo?
a me nessuno mi ha mai tirato per i fondelli e a voi?
che famo? politici o non?

.roby
.
p.s. oltre alla metropolitana questi  stanno danneggiando e distruggendo il più possibile….e manco Voi tutti ne siete coscienti….supera ogni (buon) senso .
.

lotta dura contro la paura
.

.dopo le caprette ci sarenno le villette a bonificare dalle infestanti

….per quanto mi riguarda le  robinie potevano starci benissimo.
però si vuole soltanto prodotti locali , del territorio bresciano, il cemento.
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