Roma, 24 mag. – Semipresidenzialismo e doppio turno alla francese. Un patto per le riforme per sbloccare il paese dall’impasse e renderlo governabile. Un manifesto per l’Italia, per avviare una vera fase costituente che potrebbe trasformarsi in una ‘coalizione delle riforme’. E’ l’asso nella manica che Silvio Berlusconi e Angelino Alfano intendono giocarsi domani a favore di telecamere e giornalisti. Non a caso, viene sottolineato, come ‘location’ e’ stato scelto il Senato: una decisione che ha un significato simbolico, in quanto proprio a palazzo Madama sono incardinate e hanno iniziato l’iter le riforme costituzionali. Ma accanto al patto costituente, il Cavaliere e l’ex Guardasigilli potrebbero annunciare anche una mini rivoluzione nel partito.
Una nuova squadra di cinque persone che andrebbe ad affiancare il segretario e lavorare con i triumviri La Russa, Verdini e Bondi. E non e’ escluso che si arrivi anche alla convocazione di una convention per il lancio vero e proprio del nuovo soggetto politico. Archiviate le ipotesi di azzeramento dei vertici e di spacchettamento del partito, smentita la volonta’ di dar vita a una grande lista nazionale per ridurre il Pdl a una ‘bad company’, tranquillizzato il segretario sul prosieguo del suo ruolo, Berlusconi tenta la carta delle riforme per far uscire il partito dall’angolo e mettere spalle al muro Bersani e Casini: come possono, e’ il ragionamento, dire no quando da mesi vanno professando la necessita’ di riforme vere, a cominciare da quella elettorale? Certo, il ‘mezzo’ annuncio scappato ieri al Cavaliere a Bruxelles ha rovinato un po’ la sorpresa e dato un po’ di vantaggio agli ‘avversari’. Ma i vertici di via dell’Umilta’ contano, se non sperano, che il ‘patto di riforme per l’Italia’ possa ridare smalto a un partito duramente provato dal voto amministrativo e lacerato da divisioni interne. L’annuncio di domani in conferenza stampa, viene spiegato, non dovrebbe comprendere anche le prossime mosse che il Cavaliere e il segretario hanno in mente per rilanciare il Pdl. Ma, osservano le stesse fonti, si sa che Berlusconi di fronte alle domande dei giornalisti difficilmente mantiene il segreto. La mini rivoluzione riguarda proprio i vertici del Pdl: accanto ai tre coordinatori, i piani alti di via dell’Umilta’ avranno nuovi inquilini, una sorta di direttorio a cinque che lavorera’ a stretto gomito con il segretario: Lupi, Gelmini, Fitto, Frattini e Meloni. Nei progetti c’e’ quello di affidare ai triumviri un ruolo piu’ organizzativo della macchina del partito, mentre i ‘quarantenni’ si occuperebbero di tematiche specifiche legate alle competenze di ciascuno. I nomi che circolano sono quelli di Maurizio Lupi, a cui sarebbe affidato il compito di supervisionare i lavori parlamentari e mantenere e rinsaldare i contatti con l’area cattolica del Paese; Mariastella Gelmini dovrebbe invece diventare la ‘donna del territorio’; Franco Frattini avrebbe l’incarico di lavorare sul Ppe e sul collegamento con il progetto della casa dei moderati italiani e seguire gli affari esteri; Raffaele Fitto si occupera’ di federalismo e regioni.
Infine, anche per controbilanciare il ‘peso’ degli ex azzurri, Giorgia Meloni, a cui va la delega ai giovani. Ma il suo nome, spiegano fonti pidielline, ha anche un altro obiettivo: si punta a potenziare il suo ruolo in vista di una sua possibile candidatura al Campidoglio, facendo la staffetta con Gianni Alemanno che, a quel punto, andrebbe a ricoprire l’incarico al partito affidato all’ex ministro della Gioventu’. Questo, riferiscono fonti ben informate, il piano allo studio del Cavaliere e di Alfano. Un modo per iniziare quel rinnovamento della classe dirigente invocato dalla base ma anche per dare un segnale al partito, preoccupato e deluso dall’immobilismo, e’ la critica mossa ai vertici del Pdl, e dalla mancanza di una strategia chiara. Alla nuova squadra sia il Cavaliere che Alfano stanno ragionando da tempo: il percorso e’ stato tortuoso, viene spiegato, perche’ all’inizio si era pensato di trasformare il triumvirato in un quadrumvirato. Ipotesi giudicata poi insufficiente. Il direttorio, o segreteria, avra’ quindi il compito di agevolare i tempi decisionali (l’ufficio di presidenza e’ troppo numeroso e pletorico). Ma risponde anche alla richiesta, arrivata da molti dirigenti del Pdl, di allargare la fase delle decisioni, ritenuta invece finora appannaggio di “pochi eletti”.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e al commissario straordinario per il rientro del debito, Massimo Varazzani, in merito alla relazione della Corte dei Conti sui bilanci del Comune e sui problemi di liquidita’. E’ quanto rende noto il Campidoglio spiegando che la relazione, adottata dalla Corte con deliberazione n. 22/2012, formula alcuni rilievi in ordine alla situazione finanziaria di Roma Capitale: in particolare evidenzia che, alla data del 31/12/2010, Roma Capitale vantava crediti per un importo di oltre 3,3 miliardi, di cui 2,6 nei confronti della gestione commissariale e 753 milioni nei confronti della Regione Lazio. A questo si aggiunge la non soddisfacente capacita’ di riscossione degli arretrati per contravvenzioni al codice della strada. Pertanto, in relazione alle considerazioni della Corte, Alemanno ha scritto alla governatrice Polverini richiedendo un improcrastinabile impegno della Regione finalizzato a garantire i pagamenti delle quote di competenza annuali, unitamente alla sottoscrizione di un Piano di Rientro. Quanto alle riforme, nel Pdl giurano che i tempi di una revisione della Costituzione entro la legislatura ci sono: se c’e’ l’intesa si possono portare a termine, basta un emendamento che introduce il semipresidenzialismo al testo in discussione al Senato. E, comunque, non si esclude che la fase costituente possa riguardare anche la prossima legislatura, con una ‘coalizione per le riforme’. Sulla legge elettorale, il doppio turno, il Pdl nutre speranze: e’ quello che vuole il Pd e anche i centristi si convinceranno, visto l’esito delle amministrative e l’incubo immobilismo greco. Ma, viene spiegato, il ‘patto costituente’ e’ un modo anche per bypassare il problema del niet di Casini alla riunificazione dei moderati e della freddezza di Montezemolo: federazione in soffitta? Bene, ci pensera’ il doppio turno a semplificare e costringere, come avviene gia’ nei comuni, tutte le forze moderate a riunirsi su un unico candidato per i ballottaggi. red/(agi)


l Partito Democratico chiama ancora una volta alla «responsabilità» il sindaco Adriano Paroli. «Si presenti ai cittadini e dica con onestà che le grandi opere, dallo stadio al parcheggio sotto il Castello, non possono essere realizzate». E la maggioranza «si sieda ad un tavolo per discutere del programma di alienazioni». La riflessione questa volta è affidata al presidente della commissione Bilancio Fabio Capra che «spulcia» i conti della Loggia e invita Paroli e i suoi assessori a «badare prima di tutto ai bisogni dei cittadini, mettendo in campo interventi per aiutare le famiglie e i lavoratori».
«Il Pgt deve cambiare: al contrario, se dovessimo vincere le elezioni nel 2013 siamo pronti a revocarlo». Così si è espresso Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia, durante il primo di una serie di trenta incontri nei quartieri per spiegare le conseguenze del Piano di governo del territorio e illustrare le controproposte dei democratici. Il viaggio del Pd è partito da San Bartolomeo, e nelle prossime settimane toccherà tutta la città. La scelta di iniziare da lì, ha spiegato Del Bono, non è casuale: qui gravita la Ori Martin, messa sotto accusa dai residenti per numerose ragioni (rumore, odori, il passaggio di 600 camion al giorno, emissioni di polveri sottili), e il Pgt prevede interventi su tutta la zona nord, in cui sono previsti più di 200 mila metri di edificato con 1.500 nuovi appartamenti.
Il Partito Democratico apre ufficialmente e con largo anticipo la corsa del centrosinistra verso le elezioni comunali del 2013. E lo fa lanciando la proposta di un tavolo politico, che porti all’individuazione di una piattaforma programmatica per le primarie dell’autunno 2012.
Ci sono tanti Pgt. Uno, quello del sindaco, è come un’auto ecologica: «a consumo zero» (di territorio). Invece il consigliere Pd Mucchetti fa dell’ironia: «Avete parlato di Pgt dell’anima, e detto del Parco dello Sport alle cave, che è una suggestione: ma non dovevate essere la Giunta del fare?». Il leghista Bizzaro se la prende con il vecchio Prg, che è peggiore, secondo lui e i suoi, quanto a colate di cemento: «Non erano certo colate di marzapane e canditi» se la ride. Per Fabio Capra, Pd, è «il Pgt delle raccomandazioni», quelle fatte dal Carroccio alla Giunta, ma che secondo l’opposizione sono il topolino partorito dall’elefante, visto che i lumbard avevano annunciato emendamenti e li hanno annacquati in raccomandazioni.
«La differenza fra statisti e politicanti è che i primi pensano alle generazioni future, i secondi alla prossima campagna elettorale». Lo diceva De Gasperi in tempi non sospetti, lo ripete il Pd bresciano, per voce di Paolo Pagani, nel censurare la manovra economica varata dal Governo e proporre una serie di incontri con alcune contro-proposte di opposizione.
GLI APPUNTAMENTI proseguiranno a Brescia città con una serie di temi caldi su cui si confronteranno esponenti nazionali e amministratori locali. Il 23 settembre alle 11 in piazza del Broletto si parlerà dei costi della politica con gli onorevoli Paolo Corsini, Pierangelo Ferrari e Guido Galperti, insieme al capogruppo in Provincia Diego Peli e al segretario Bisinella; il 26 settembre alle 11 a palazzo di giustizia verranno affrontati i nodi della giustizia con Alfredo Bazoli, Galperti e Bisinella; il 29 settembre alle 13.30 alla OM-Iveco sarà la volta del lavoro, con gli interventi di Paolo Pagani, Massimo Reboldi, Bisinella e i lavoratori Iveco. A chiudere, il 1° ottobre alle 12 durante il mercato di piazza Loggia si parlerà di enti locali e patto di stabilità con Fabio Ferraglio, Antonio Vivenzi, Emilio Del Bono, Michele Orlando e Pietro Bisinella.
«Queste proposte sono figlie di una cultura politica che vuole avvicinare il “Paese legale” e le istituzioni al Paese reale e all’opinione pubblica», commenta Pierangelo Ferrari, mentre per Paolo Pagani la manovra evidenzia «l’incapacità di colpire nel groviglio di corporativismi», e rende ancora più maturi i tempi «di un nuovo patto sociale per lo sviluppo e la crescita». In particolare viene criticata la scelta del Governo di far ricadere i sacrifici su lavoratori, pensionati e famiglie, salvaguardando i privilegi di pochi.
INTERLUCUTORIO ma aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Mino Martinazzoli scomparso domenica l’altra. I capigruppo del Pd Del Bono e dell’Udc Bonetti, in rappresentanza di opposizione e maggioranza, hanno letto brevi e commossi interventi dedicati all’ex sindaco. 



