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PGT: Cosa succederà a Brescia? 5 incontri per presentare le osservazioni di Legambiente

Legambiente Brescia ha effettuato studio approfondito del PGT dal quale è emerso un quadro preoccupante per il futuro della nostra città.
Le nostre osservazioni sono state raccolte in un documento consegnato all’amministrazione comunale e disponibile sul nostro sito.
Per spiegare a tutti i cittadini cosa non ci piace del nuovo PGT Legambiente Brescia e Consulta per l’Ambiente organizzano 5 incontri nelle 5 circoscrizioni per spiegare le osservazioni di Legambiente e parlare con i cittadini.
Il primo incontro sarà giovedì 9 febbraio alle ore 20.30 presso la sala della circoscrizione Ovest in via Farfengo 69
Sotto, il volantino con tutti gli appuntamenti!

Vi invitiamo a partecipare e a diffondere l’informazione!
Legambiente Brescia
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Legambiente Brescia
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«Il Pgt parla di futuro ma non lo realizza» Eugenio Barboglio

BRESCIA - Bocciata la filosofia del piano che sostituisce alla aree industriali edilizia residenzial-commerciale «Servono nuove forme produttive»

Il tema centrale del Pd, quello attorno al quale i democratici fanno ruotarte tutte le loro critiche al Piano di governo del territorio da poco adottato dal Comune di Brescia, è il tema della sostituzione di poli residenzial-commerciali ai vecchi, dismessi, poli produttivi. È questo il nocciolo dell’offensiva portata dal centrosinistra al Pgt della Giuta Paroli, ribadito anche ieri al teatro San Carlino in un incontro pubblico organizzato unitariamente dai gruppi consiliari del partito di Bersani del Comune e della Provincia. E che metteva insieme sindacalisti, tecnici e rappresentanti del commercio.
Il punto del Pd è che non dovrebbe importare a nessuno una crescita della popolazione se fondata sull’appeal che possono sprigionare «1,7 milioni di mq in più di superficie edificabile». Al contrario, senza demonizzare l’aumento della popolazione, che in fondo era posto come obiettivo anche dal Prg vigente, anche se in una misura meno rilevante, essa andrebbe raggiunta – dicono i democratici – attraverso un’offerta di forme alternative di produzione che si sostituiscano alla manifattura industriale dismessa. Questo è certamente il ragionamento qualificante l’impianto critico che da mesi il centrosinistra va contrapponedo al disegno tracciato da Karrer e Vilardi.
L’ALTRO ELEMENTO sul quale il Partito democratico, in questo supportato – forse per sola convergenza non preordinata di interessi – dalle organizzazioni di categoria, è la constatazione che la grande distribuzione guadagna terreno in un tessuto che già presenta una percentuale di offerta commerciale molto alta, doppia rispetto a quella lombarda (come ribadito ieri da Fabbio Baitelli di Confesercenti). E questo oltre ad allarmare i commercianti del centro e della prossimità, allarma anche il Pd in questa fase al loro fianco. «Quattro invece dei cinque centri commerciali programmati dal Pgt – dice Baitelli – importa poco. Quello che conta è la strategia generale che non ci favorisce».
Per il resto i democratici hanno riproposto le loro delusioni verso il Pgt. delusioni che tante volte e nella medesima forma hanno espresso nelle varie sedi istituzionali e non. A cominciare dagli incontri preliminari con la cittadinanza nei quali avevano focalizzato i temi portanti, a partire proprio dal più consistente: ovvero le riserve verso quella smania di costruire edifici di edilizia residenziale libera, associata a porzioni di commerciale e di terziario. Laddove – sostengono da sempre in via Risorgimento – il residenziale libero è sbagliato in presenza di un nuovo invenduto assai consistente, per un totale di vani sfitti che ammonta a 107mila metri quadri e di un commerciale già in esubero. Sbagliato, e quindi se è promosso – sostengono – è solo per favorire la rendita e non altro. Mentre all’edilizia convenzionata, quella cioè con affitti calmierati per famiglie di reddito medio-basso come possono essere gli immigrati, il reale segmento di popolazione in crescita, è riservata una quota modesta. Troppo modesta rispetto a quella libera e alle vere esigenze del mercato dell’affitto.
QUESTI I TEMI forti che sono emersi in un dibattito che spesso ha inclinato verso gli slogan e le parole d’ordine urbanisticamente corrette e ripetute contro questo piano, a torto o a ragjone, dal centrosinistra. E questo difronte a solo cinquanta persone al teatro di corso Matteotti, a testimonianza di un tema grosso però incapace (o forse il limite è nel taglio delle iniziative) di coinvolgere la cittadinnza. Eppure dal Pgt dipende molto della qualità della vita futura dei bresciani. L’architetto Luciano Lussiglioli ha parlato di una Brescia che ha perso identità e centralità rispetto alla sua collocazione nell’area della Lombardia occidentale. E che quindi deve ricollocarsi, ma questo Pgt non aiuterebbe in tal senso. L’identità che deve ricostruire è – per Lussignoli – quella nel lavoro e dell’ecellenza dei servizi. Da ricostruire – è non lo farebbe questo piano – è il rapporto con l’hinterland. «La grande Brescia prima ancora della Brescia grande» è uno slogan che dovrebbe esaltare la qualità e non la quantità come invece fa questo progetto di piano, dice Lussignoli. Il sogno che di legge in filigrana è quello della città sostenibile, stile Svezia o Germania. Bello sì, ma siamo in Italia che sia al governo la destra o la sinistra, viene da pensare. Lussignoli ai colleghi milanesi comunque ha detto che questo «è un piano inutile». Baitelli ironizza: «l’amministrazione si smarca rispetto ai nuovi centri commerciali, affermando che però anche il centrosinistra ha realizzato il Freccia rossa. E dice: “siamo uno a uno”. Ma se è così, allora i commercianti hanno perso due a zero», conclude amaro.
Di iniziative l’amministrazione a favore dei negozi però ne ha fatte, e Baitelli lo ammette. Ma aggiunge «che non sono i privilegi del singolo negozio che vanno rincorsi, quanto la vivacità generale della città». E questa dipende «dai servizi e dalle infrastrutture». Silvia Spera della Cgil si preoccupa dei lavoratori della Ideal Standard . E dice che «le scelte industriali non sono date dal Pgt ma il Pgt deve accompagnare le vocazioni». E sulla casa «non c’è incontro tra domanda e offerta». Ergo: c’è poca edilizia pubblica che è quella che sta alla confluenza.
Secondo Enzo Torri segretario Cisl «il Pgt non dice nulla del futuro di Brescia nonostante con i 220mila abitanti si ponga il tema del futuro». E boccia l’idea di fare i centri commercial-residenziali dove c’erano le fabbriche. Vorrebbe che gli stranieri fossero presi come soggetti nel progettare il futuro abitativo, invece non si nominano neppure. Eppure ad arrivare sono loro, le coppie della classe media si vedrà. Per Angelo Zanelli segretario della Uil «è un Pgt che fa fatica a produrre idee innovative». Per lui l’alternativa a dove c’erano le fabbriche sono nuove forme di produzione oppure il verde «invece la Loggia realizza residenza».
Infine Diego Peli capogruppo del Pd in Broletto elenca gli errori che si commettono in provincia: come i 670mila mq ad Azzano Mella e i 600 appartamenti a Bovegno «che senso hanno» ammonisce. E conclude: «Questa urbanistica non serve più le esigenze del cittadino ma quelle degli amministratori».

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Dal Pd chiamata a raccolta sul Pgt «Un fallimento»

BRESCIA – L’INCONTRO. Stasera al San Carlino
Promosso in sinergia dai gruppi del partito di Comune e Provincia

Sul Piano di Governo del Territorio del Comune di Brescia il Pd non molla. E dopo il documento di programmazione presentato nei mesi scorsi e le numerose assemblee nei quartieri organizzate a seguito dell’adozione del Pgt questa sera alle 20,30 al teatro San Carlino di corso Matteotti propone un incontro pubblico con la partecipazione dei sindacati e delle associazioni di categoria.
UN INCONTRO frutto della sinergia tra il gruppo consiliare del Comune e quello della Provincia perché «dando vita a un piano di governo del territorio avulso da un qualunque confronto con le realtà dell’hinterland l’amministrazione di Brescia ha perso una grandissima occasione» spiega il consigliere provinciale Laura Parenza. Sì, perché per i rappresentanti dell’opposizione nel Pgt recentemente adottato non ci sarebbe alcuna traccia di un confronto con il territorio. Un fatto testimoniato – secondo il capogruppo in Loggia Emilio Del Bono – tanto dall’analisi della dimensione abitativa («Il dato dei 220 mila abitanti, che imporrebbe un obiettivo di crescita pari al 353 per cento per i prossimi dieci anni, è stato messo lì senza effettuare nessunissima analisi complessiva di ciò che è accaduto nel nostro territorio negli ultimi ventanni» spiega) quanto da quella delle relazioni con i comuni circostanti dal punto di vista della mobilità e dell’offerta abitativa, senza contare la questione del consumo del suolo agricolo. «Siamo la terza peggiore realtà urbana a livello europeo eppure l’amministrazione comunale non ha prestato nessuna attenzione al tema dell’ambiente che avrebbe dovuto essere posto in cima alla sua agenda» tuona ancora Del Bono che torna a definire il Pgt come una «mediocre e dannosa operazione di sartoria di interesse» e invita i consiglieri di maggioranza ad avere un «sussulto di libertà» al momento della discussione delle osservazioni. Sullo «smodato utilizzo del territorio» si concentra anche Laura Parenza mentre il presidente dell’assemblea cittadina Pier Giuseppe Caldana punta l’accento sulla necessità di piegare il Pgt all’esigenza del recupero della sfera produttiva e lavorativa.
All’appuntamento di questa sera interverranno i capogruppo di Palazzo Broletto e Palazzo Loggia Diego Peli e Emilio Del Bono, Silvia Spera della segreteria provinciale della Cgil, i segretari provinciale della Cisl e della Uil Enzo Torri e Angelo Zanelli, il vicedirettore della Confesercenti Fabio Baitelli, il presidente di Confartigianato Eugenio Massetti e i segretari provinciale e cittadino del Pd Pietro Bisinella e Giorgio De Martin. Modera Pier Giuseppe Caldana.

A.D.

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Il Pd a San Bartolomeo: «Se il Pgt non cambia nel 2013 lo revochiamo» Manuel Venturi

BRESCIA, L’ASSEMBLEA. Primo di una serie di trenta incontri in città
Marelli: «Solo all’ex Idra 26mila mq di slp saranno mangiati da residenze e da commercio (15mila mq)»

Il Codisa ribadisce: «Ori Martin, siamo preoccupati»
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«Il Pgt deve cambiare: al contrario, se dovessimo vincere le elezioni nel 2013 siamo pronti a revocarlo». Così si è espresso Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia, durante il primo di una serie di trenta incontri nei quartieri per spiegare le conseguenze del Piano di governo del territorio e illustrare le controproposte dei democratici. Il viaggio del Pd è partito da San Bartolomeo, e nelle prossime settimane toccherà tutta la città. La scelta di iniziare da lì, ha spiegato Del Bono, non è casuale: qui gravita la Ori Martin, messa sotto accusa dai residenti per numerose ragioni (rumore, odori, il passaggio di 600 camion al giorno, emissioni di polveri sottili), e il Pgt prevede interventi su tutta la zona nord, in cui sono previsti più di 200 mila metri di edificato con 1.500 nuovi appartamenti.
NEL CORSO dell’incontro Gianni Marelli, consulente del Pgt del Circolo nord del Pd, ha mostrato le quattro schede che interessano la zona e come aumenteranno le volumetrie: «Sull’ex Idra grava l’intervento più pesante, con 26.300 metri di superficie lorda di pavimento “mangiati” da nuove residenze e soprattutto da area commerciale grande, che occuperà 15 mila metri quadrati. In via Grazzine sorgeranno altri 5mila metri di direzionale e commerciale, in via Ferrini 100 nuovi appartamenti: e secondo una legge regionale, tutte le volumetrie potranno essere aumentate del 16 per cento in caso di necessità». Ma chi comprerà queste case, chiedono dal partito, in un periodo di crisi economica e quando in città esistono 5mila appartamenti invenduti in città?
A preoccupare i residenti di San Bartolomeo è soprattutto il parcheggio previsto nel Pgt a compensazione della Ori Martin, che dovrebbe costruire un accesso all’azienda direttamente dalla tangenziale Montelungo: «Ma il progetto che abbiamo visto sposta solo il problema da via della Gabbiane a via Razziche, mentre il parcheggio soffocherebbe il borgo delle Gabbiane. L’amministrazione non ci ha sottoposto la scheda, che è largamente incompleta, che riguarda la zona – hanno denunciato dal Codisa di San Bartolomeo -. Dopo vent’anni di petizioni dobbiamo ancora sopportare odori e rumori: ci viene sempre tolto e mai dato, non vogliamo un metro di cemento in più ma opere di mitigazione ambientale». «San Bartolomeo è stato dimenticato, è il lazzaretto della città», si sono lamentati i residenti, e molti si sono detti «indignati, perché governano le logiche lobbistiche mentre l’amministrazione non vuole bene ai suoi cittadini e vuole solo i soldi».
Le linee guida del Pd sono state illustrate da Luciano Lussignoli del Gruppo urbanistica, che ha parlato del Pgt come di un «piano culturale, che dovrebbe fondarsi su sviluppo sostenibile, difesa di Brescia come valore, pari opportunità per tutti di costruirsi un futuro e partecipazione, tutte cose che mancano nel progetto della Loggia. Bisognava ridurre al minimo il consumo di suolo e costruire un sistema ambientale per mitigare gli effetti dell’inquinamento».
A conclusione del dibattito è intervenuto Del Bono, che ha criticato aspramente un Pgt «sartoria di interessi a causa di un sindaco assente. In dieci anni si consumerà il 10 per cento della superficie agraria utile, si costruiranno altri 300 mila metri di commerciale (con sei nuovi grandi centri, tutti molto vicini al Freccia rossa) oltre ai 500 mila già esistenti, e la grande distribuzione, che oggi conta 78 mila metri in tutta la città, crescerà di altri 98 mila, cioè del 124 per cento. Numeri inspiegabili, contro gli interessi della città».

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Loggia, passa il Piano del territorio Scintille nel Pdl, minoranze contro

DISCO VERDE NELLA NOTTE tra giovedì e venerdì per il Piano di governo del territorio della giunta Paroli. Il documento che disegna la pianificazione urbanistica della città per i prossimi anni è stato adottato dal Consiglio comunale quaranta minuti oltre la mezzanotte, dopo un dibattito durato quattordici ore. Ventitrè i voti a favore (Pdl, Lega, Udc), 16 i contrari (Pd, Idv, Sel e lista Castelletti). Gli emendamenti sul Cubo Bianco e sul pronto soccorso al Sant’Orsola fanno vacillare la maggioranza che serra i ranghi in extremis grazie ad una sospensione ad hoc. Il consigliere del gruppo misto Luigi Recupero si è astenuto. Compatta la minoranza nel denunciare: «È un Pgt che non rispetta l’ambiente»

«CHE SODDISFAZIONE».
«Sono soddisfatta di come si è concluso il consiglio - commenta l’assessore all’Urbanistica della Loggia, Paola Vilardi -. Il confronto dà il segno di una volontà di collaborazione. Sappiamo che ci sono delle criticità e ci impegneremo per risolverle». Nella consapevolezza però che «la procedura con la quale fino ad ora è stato portato avanti l’iter del Pgt è sempre stata corretta».

 

 

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BRESCIA. Fermiamo il PGT!

Abbraccio collettivo alla Loggia

giovedì 29 settembre 17.30 – 19.30


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Il Pgt infiamma Palazzo Loggia Crisi sfiorata, poi il primo «sì» Natalia Danesi

IL CASO. Carte non aggiornate sul tavolo dei consiglieri. E scoppia la polemica con l’interruzione dei lavori
Il Pgt incassa il primo «sì» Ma è bufera in commissione
Il Pd: «Mancano i documenti». Ed esce dall’aula Castelletti chiede il rinvio di seduta e del Consiglio La Lega incalza, ma poi vota a favore con il Pdl

BAGARRE IN COMMISSIONE. Il Piano di governo del territorio del Comune di Brescia incassa il primo via libera, ma in un clima tutt’altro che sereno. La seduta della commissione Urbanistica chiamata a esaminare l’adozione del Pgt è stata sospesa ieri dopo la polemica innescata dal Pd per le carenze nella documentazione consegnata ai consiglieri. La stessa Lega non ha nascosto qualche malumore, esprimendosi a favore della sospensione. Alla ripresa animi rasserenati, ma i consiglieri di opposizione (il Pd e Castelletti) non hanno partecipato al voto. Intanto, il parere sulla sostenibilità ambientale del Piano ha evidenziato 12 criticità, che sono state subito risolte dai tecnici dell’Urbanistica. E il Pdl ha affisso manifesti che «ringraziano» il sindaco per il Pgt

L’iter del Piano di governo del territorio della Loggia si inceppa sulla forma, proprio a poche ore dal traguardo in Consiglio comunale. Si inceppa al punto da generare qualche malumore anche nella maggioranza con la Lega incalzante, e da provocare uno scontro acceso tra l’assessore alla partita, Paola Vilardi, e i consiglieri del Partito Democratico.

Il clima che si respira in Loggia è tutt’altro che sereno, e la seduta della commissione Urbanistica guidata da Marco Toma, che ha portato alla votazione a maggioranza del Piano, è stata solo un assaggio. Lunedì toccherà all’illustrazione in aula, e giovedì all’esame di emendamenti e all’adozione.

SONO BASTATI pochi minuti ieri perché i lavori in via Marconi si bloccassero. Intorno alle 18 il responsabile del Settore Ambiente Angelo Capretti ha preso ad illustrare il parere sulla sostenibilità ambientale del Piano, e già tra i consiglieri democratici si sentivano i primi mormorii. Poi è toccato al responsabile dell’Urbanistica Gianpiero Ribolla illustrare, cartine alla mano, gli interventi messi in campo per arginare le criticità evidenziate da Capretti (vedi a fianco, Ndr.). Modifiche al Pgt non sostanziali, ma pur sempre modifiche.

Ed è scoppiata la bufera. «Dov’è la documentazione? Stiamo per votare un Piano diverso da quello che abbiamo in mano e non possiamo neanche vederlo», sono sbottati i democratici, in testa il capogruppo Emilio Del Bono con i consiglieri Aldo Boifava e Luigi Gaffurini. Assessore e tecnici a ripetere che la documentazione è vero non era stata stampata, ma era stata tutta depositata come da regolamento. «Mettete a verbale che alle 18.45 il gruppo del Pd chiede tutta la consegna della documentazione allegata alla delibera – ha incalzato Del Bono -: il documento di piano, il piano dei servizi e il piano delle regole. Come possono 42 consiglieri preparare gli emendamenti se non hanno le carte in mano?».

È caduto nel vuoto l’invito del presidente Toma a Ribolla, perché continuasse l’esposizione. «Per noi della Lega il Pd non ha tutti i torti», ha gelato il consigliere Claudio Chiappa. Questo incidente di percorso insomma non è piaciuto al Carroccio che poco dopo (insieme allo stesso Toma e a Laura Castelletti della lista Castelletti) ha anche votato la proposta di sospensione della seduta per un paio d’ore in attesa che fossero forniti i documenti mancanti. A nulla è valsa la difesa del consigliere pidiellino Marco Salvo, secondo cui si sarebbe pure potuto continuare perché «abbiamo stralciato delle aree: il carico di edificazioni diminuisce, non aumenta». Infuriata, l’assessore Vilardi se ne è andata accusando il Pd di voler mettere a tutti i costi i bastoni tra le ruote.

ALLA RIPRESA Gaffurini e Boifava sono usciti dall’aula con le carte in mano annunciando «di non poter esprimere voti senza aver prima esaminato la documentazione». Per lo stesso motivo Laura Castelletti non ha votato dopo aver chiesto il rinvio della votazione in commissione e del consiglio. Ma Vilardi ha ribadito che «la Regione ha chiesto l’adozione entro il 30 settembre» e «anche se – per Toma – con più tempo avremmo digerito meglio il tutto, anche politicamente», alla fine ieri i consiglieri hanno dovuto esprimersi.

Il capogruppo del Carroccio, Nicola Gallizioli, ha voluto che Ribolla continuasse l’illustrazione (perchè «non diamo un parere a scatola chiusa») e ha sottoposto i tecnici a diverse domande. Alla fine però la maggioranza si è mantenuta compatta. E da Pdl e Lega il Pgt, nonostante la «defezione» dell’opposizione, ha incassato i suoi primi cinque «sì».

 

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BRESCIA – «Ritocchi al Pgt per una città da 230mila» Eugenio Barboglio

LE CONSIDERAZIONI. Dopo i commercianti anche l’organizzazione dei costruttori spiega cosa nel Piano di governo del territorio va bene e cosa va modificato
Il Collegio Edile: «Cancellare i nuovi oneri (sono già alti) e rendere obbligatorio il 10% dei diritti acquisiti con la compensazione altrimenti niente crescita»

Il presidente del Collegio Costruttori Giuliano Campana apprezza che l’amministrazione comunale abbia ascoltato e ascolti le categorie in merito al Piano di sviluppo del territorio, nel suo caso quella degli edili, e ricorda che questo deve avvienire nel rispetto delle differenti prerogative e autonomie. Sottolinea infatti che gli ambiti sono diversi e diversi debbono restare: le decisioni politiche le prende la Loggia – dice -, ma da via Ugo Foscolo arrivano i suggerimenti, a maggior ragione pregnanti e espressione di interessi diretti, vista la materia è urbanistica, pane quotidiano per chi costruisce.

E LE CONSIDERAZIONI del Collegio hanno come focus la presunta crescita demografica, obiettivo attorno al quale è costruito e orientato il Pgt che la prossima settimana andrà in Consiglio comunale per l’adozione. Una crescita demografica che trova nello sviluppo abitativo una leva considerata importante, anzi decisiva. Sviluppo abitativo che il Collegio certo non osteggia, ci mancherebbe altro. Ma che crede possibile a determinate condizioni che si creerebbero a patto però di motificare alcune scelte fatte dall’amministrazione. Scelte che invece di spingere nella direzione voluta dal piano produrrebbero l’effetto inverso, finendo con l’ostacolare invece che assecondare quella crescita demografica su cui l’amministrazione scommette e che considera la spia di una città che cresce in tutti i suoi aspetti.

Ma l’organizzazione guidata da Giuliano Campana non pare essere così convinta che l’assunto della crescita sia veritiero. Fa notare infatti che gli indicatori parlano un’altra lingua. Quella di un trend di residenti in calo nei prossimi decenni. E che nel Pgt andrebbero citati altri fattori come «i dati dei saldi tra morti e nati e quelli dei flussi migratori» per avere un quadro esaustivo. E messo nel conto anche il decentramento delle funzioni produttive, direzionali e soprattutto commerciali – qui di certo riferendosi tra le altre cose ai grandi centri commerciali della provincia.

LA CONCLUSIONE che viene tratta nel parere depositato negli uffici comunali è naturalmente che se tutto questo è vero «non è ipotizzabile una inversione di tendenza della popolazione», a meno di «pesanti interventi sia a livello nazionale sia locale».

I costruttori individuano poi un altro fattore che giudicano frenante rispetto agli obiettivi del piano: il «il fattore D». Ovvero la «dotazione di qualità aggiuntiva», che comporta per gli edili un onere in più «e va cancellata».

A questo proposito avanzano dubbi di carattere giuridico: «Non c’è una tassatività di legge», fatta eccezione per i Programmi integrati di intervento, dicono. E se su questo piano si fermano ai dubbi, su quello dell’opportunità invece di dubbi non ne hanno. «Gli operatori per gli interventi da realizzare già pagano oneri di importo significativo – avvertono -. Se a questi ne vengono sommati altri, di natura giuridica incerta, ma di valore certo e significativo, la previsione di incremento demografico su cui si basa l’intero impalcato del Pgt trova un ostacolo insormontabile». Non è dunque opportuno che il Comune ne aggiunga altri, se tiene all’effetto volano dei nuovi insediamenti sulla popolazione. «Il valore di un’area, comprensivo degli oneri, incide oltre la metà del valore di vendita» spiegano in via Foscolo. Per concludere che «con oneri e valori più bassi ovviamente crese l’attrattiva dei comuni di seconda fascia rispetto al capoluogo».

Il terzo punto che analizza la categoria degli edili è quello della compensazione, la migrazione dei diritti di edificabilità. Contrari ovviamente in via Foscolo non possono esserlo. Ma critici sulle modalità di applicazione sì. Più che critici bisognerebbe dire che mettono in guardia o ancora meglio mettono in salvaguardia l’istituto. E per salvaguardarne l’effettività cosa dice il Collegio Costruttori? Che nelle norme tecniche di attuazione «va previsto l’ obbligo di acquisire e far atterrare negli ambiti di trasformazione almeno una parte, il 10 per cento, dei diritti provenienti dalle aree cedute in compensazione, altrimenti non ci sarà l’incremento auspicato».

INFINE IL COLLEGIO Costruttori auspica anche un’ultima modifica che a suo parere darebbe una marcia in più nella valorizzazione del centro storico. Stabilire premialità in caso dei ristrutturazioni importanti. Premialità che consisterebbero nella possibilità di spendere diritti edificatori anche in altre aree al di fuori del centro stesso. Una capacità edificatoria che potrebbe essere quella prevista dal Decreto sviluppo, pari al 20 per cento della volumetria su cui è eseguito l’intervento.

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BRESCIA – Costalunga, prove tecniche di dialogo Angela Dessì

IL CONFRONTO. La chiesa di San Bernardo gremita in ogni ordine di posto con semplici cittadini ed esponenti politici per il confronto con l’amministrazione sul Pgt
«Quartiere giardino» a rischio, i cittadini: «Il mattone non è più bene rifugio, ora difendiamo il suolo lasciato libero»

«La chiesa non è così piena nemmeno a Natale» dice qualcuno. «C’è più gente che a un matrimonio» aggiunge qualcun altro. Il Pgt del Comune di Brescia a Costalunga fa letteralmente scoppiare la chiesa parrocchiale di San Bernardo, invasa dentro e fuori da abitanti del quartiere, semplici curiosi e molteplici politici, dal capogruppo del Pd in Loggia Emilio Del Bono a quello del Pdl Achille Farina, dai consiglieri Toffoli e Bazoli sino al segretario cittadino del Pd Giorgo De Martin. Tutti – nessuno escluso – interessati a saperne di più delle sorti del «quartiere giardino» a nord della città che con il nuovo Piano di Governo del Territorio rischierebbe di veder scomparire – così temono gli abitanti della zona – due delle sue più ampie (16.000 mq ciascuna)aree verdi , le porzioni F1 (quella che dalla Domus Salutis giunge sino a via Riccobelli) e F2 (il terreno di proprietà Lonati in via Lazzaretto).

MA AL MIRACOLO della partecipazione non è corrisposto il miracolo di un accordo raggiunto. Almeno non ora, e certamente non in toto visto e considerato che il neonato Comitato «Amici di Costalunga e dintorni» era partito puntando tutto sull’edificabilità zero. Ma se su questo fronte l’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi – intervenuta all’incontro con il Consigliere del Pdl (e residente a Costalunga) Marco Salvo e con il presidente commissione urbanistica Marco Toma – non ha dato margini di illusione («l’edificabilità zero è da escludere, lo devo dire per onestà» ha precisato) su quello della trattativa una porticina l’ha lasciata aperta. E ha assicurato ai residenti che «l’amministrazione si impegnerà a rivedere al ribasso l’edificabilità e a porre alcuni paletti ai progetti in essere». Come a dire, in sostanza, che se di lasciare le cose allo stato attuale non se ne parla, si può discutere invece di eventuali alternative meno impattanti e invasive, di cubature più piccole, o di case meno alte.
MEGLIO DI NIENTE, anche se non proprio il risultato che i membri del Comitato si aspettavano, stretti tra il timore di riduzione del verde («la cui tutela dovrebbe essere la colonna portante del Pgt» spiega il portavoce del Comitato Stefano Cuzzetti ) e quello di un consistente affollamento abitativo. I membri del Comitato tengono a precisare come «il bene rifugio oggi non sia più il mattone ma il suolo libero» e come «trasformare due aree che costituiscono un polmone verde di cui usufruisce tutta la città in edificabili sarebbe contrario ad ogni logica», dall’altro temono i disagi connessi all’attuazione di una edilizia intensiva nella zona. «Abbiamo calcolato che l’edificazione prevista comporterebbe un incremento di circa 320 residenti e circa 200 automobili, davvero troppi per un quartiere che ha già più di 800 residenti e che è gravato da evidenti problemi di circolazione, soprattutto negli orari di punta, dalla presenza di due importanti plessi scolastici (la elementare Quasimodo e l’istituto tecnico Lunardi,ndr)» chiarisce ancora l’avvocato Cuzzetti invitando l’assessore Vilardi e i suoi tecnici a ponderare attentamente le proprie decisioni. Un invito che l’esponente della Giunta, pur con le dovute cautele, pare accogliere, ribadendo più volte la sua disponibilità a incontrare una delegazione dei cittadini nei suoi uffici perché «certe cose si discutono alla presenza dei tecnici e con le carte alla mano» precisa. E per rassicurarli ulteriormente aggiunge: «Il termine del 14 settembre riguarda solo le istanze, il che non significa che dopo quella data i cittadini non avranno più voce in capitolo: con l’approvazione del piano ciascuno potrà presentare le sue osservazioni che verranno poi discusse una ad una in Consiglio Comunale». L’iter del Pgt, insomma, pare essere ancora lungo anche perché – e a sottolinearlo è il consigliere Alfredo Bazoli – «sino a quando il piano attuativo non verrà adottato ci sarà la possibilità di modificarlo». Senza distogliere lo sguardo, naturalmente, dalla fattibilità dei progetti. «Il parco pubblico che l’amministrazione vuole realizzare nell’area Lonati in cambio dell’edificabilità costerà 350 mila euro e voi dovrete fare attenzione che quei soldi vengano messi a bilancio» rilancia Bazoli evocando, se pur con estrema discrezione, la convenzione che già a metà degli anni ’60 avrebbe voluto quell’area votata alla medesima funzione e poi mai convertita.

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BRESCIA – Intanto Palazzo Loggia «corregge» il vecchio Prg

Consiglio Comnunale interlocutorio in attesa delle due sedute stabilite (ieri in conferenza dei capigruppo) per l’adozione del Pgt. Sedute messe in calendario per il 22 e il 26 di questo mese, invece dell’unica soluzione del 29 inizialmente ipotizzata. Nella stessa conferenza dei capigruppo fumata nera per la commissione d’inchiesta sul metrobus, che dopo essere stata sollecitata dalla maggioranza era la minoranza a chiedere che fine avesse fatto. Su di essa decisione rinviata a dopo il Pgt.

In silenzio per Martinazzoli

INTERLUCUTORIO ma aperto con un minuto di silenzio in ricordo di Mino Martinazzoli scomparso domenica l’altra. I capigruppo del Pd Del Bono e dell’Udc Bonetti, in rappresentanza di opposizione e maggioranza, hanno letto brevi e commossi interventi dedicati all’ex sindaco.
Interlocutorio perchè presentava temi urbanistici ma di risulta, rispetto al Pgt in via di superamento. Si è trattato di alcune varianti al Prg.
La prima ora è stata dedicata alle interrogazioni. Letta da Donatella Albini di Sinistra Arcobaleno quella sul Diario – Brescia con gli occhi dei bambini. Albini ha fatto rilevare che oltre ad errori e pubblicità di scuole private, vi era dell’altro degno di censura. «Vi sono ricordate date insignificanti – ha segnalato – come quella della fiera delle armi Exa o del concerto di Tiziano Ferro ma manca il 28 maggio della strage di piazza della Loggia o il giorno della memoria». Arcai non ha gradito: non tanto che sia stata proposta un’interrogazione su quel tema, ma che «i rilievi di Albini fatti in aula non siano gli stessi scritti nell’interrogazione». «Un trabocchetto», «una scorrettezza», sicchè su quei rilievi si è rifiutato di rispondere.
Consiglieri del Pd hanno chiesto anche se ci sono state modificazioni nelle modalità di iscrizione, frequenza , orari e tariffe degli asili nido. E se sono rimaste invariate riduzioni e gratuità. L’assessore Maione ha confermato che non vi sono stati aumenti nelle rette dal 2008.
Dibattuta e respinta la petizione presentata da alcune associazioni circa la pedonalizzazione delle piazze del centro. E giudicata in parte superata dalle prime chiusure (piazza Duomo, via Mameli).  E.B.

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