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I PIRLI (Pasini Roberto – BS)

Signor Mattei, Segretario Cittadino della Lega Padana a Brescia,

non so se mi irrita maggiormente la sua lettera o l’operato del vice sindaco Rolfi o questa vostra ipocrisia di bassa lega.

La legge Bossi-Fini di chi è? Roma ladrona o ladroni a casa nostra?

Tralasciando la macroeconomia e i diritti della persona le posso dire che i pensionati…anche padani.. vanno volentieri nei bar acquistati dai cinesi per bersi un pirlo ad un euro.

Questo è già troppo per il tenore della sua lettera, di più esiste il nulla, o solo le multe alle bici dei lavoratori o alle donne sedute.

Mangooooooo.

Non avrei mai pensato che la cultura del Nord avebbe partorito ciò…..e aggiungo, ma Lei, Signor Mattei è consapevole di quello che scrive? E’ un insulto ai lettori e a qualsiasi buon senso, anche dalla ghebba padana che può offuscare l’orrizzonte da troppi pirli.

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E il ministro Maroni a sorpresa arriva per un vertice in Loggia Elisabetta Bentivoglio

BRESCIA. LA VISITA. Il responsabile del Viminale chiama il neosegretario leghista e incontra in Comune sindaco, prefetto e questore
Il vicesindaco Rolfi puntualizza: «Non ne sapevo nulla, passava da Brescia e ha deciso di fermarsi Si è parlato della metropolitana»

Il «caso Brescia», con il congresso provinciale vinto dal maroniano Fabio Rolfi, arriva dritto in via Bellerio a Milano. Lunedì mattina Umberto Bossi ha voluto incontrare il ministro Roberto Maroni per discutere del futuro e delle divisioni che squassano il partito. Due ore di colloquio in cui il senatur ha ribadito la sua leadership. Intanto Maroni ieri mattina è arrivato in Loggia per un «vertice a sorpresa» a cui hanno partecipato Rolfi, il sindaco, il prefetto e il questore. «Passava da qui – ha giurato Fabio Rolfi – e ha voluto farci visita». Via da Brescia, il ministro è andato anche a Verona da Flavio Tosi

Quarantotto ore dopo la nomina del vicesindaco Fabio Rolfi a segretario provinciale della Lega Nord, il ministro degli Interni Roberto Maroni è tornato a Brescia in gran segreto per stringergli la mano. E non solo. Arrivato pochi minuti dopo le dieci, Maroni si è trattenuto in città solo per un’ora. Il tempo di incontrare il sindaco Adriano Paroli, la presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali, alcuni rappresentanti della giunta e del Consiglio, il prefetto Narcisa Brassesco Pace, il questore Lucio Carluccio e i rappresentanti delle forze dell’ordine cittadine nella sala Giunta di Palazzo Loggia e di sigillare il (già solido) legame tra lui e il vicesindaco leghista.
IN REALTÀ ROLFI HA saputo della visita «solo nel tardo pomeriggio di lunedì – assicura -: era di passaggio e ha deciso di fermarsi per un breve incontro, tutto qui». Vero è che se l’auto blu di un ministro si ferma davanti al Municipio all’insaputa dei più, il dubbio che si tratti di un incontro top secret diventa perlomeno legittimo. «Nient’affatto – spiega Rolfi -. Transitava per Brescia e ha deciso di fermarsi, del resto la nostra città ha attivato programmi sperimentali nel campo della sicurezza e verificarne l’efficacia è un atto di responsabilità lodevole da parte di un ministro». E in effetti, al di là dei complimenti per la nuova carica conquistata da uno dei «suoi», sembra che Maroni abbia lasciato le «lotte» di partito fuori dalla Loggia per concentrarsi sulla sicurezza della nostra città, sul patto di stabilità e sul Metrobus.
È PROPRIO SU QUEST’ultima che sindaco e vicesindaco hanno indirizzato gli sforzi, chiedendo al ministro un «aiutino per intercedere con il Ministero dei Trasporti e sbloccare gli 80 milioni euro del Cipe che servono alla realizzazione della Metropolitana – fa sapere Rolfi, che però chiarisce -. Anche introitando i fondi del Cipe la partecipazione pubblica alla metro si fermerebbe al 45 per cento del totale erogato – e aggiunge -. A fronte dei finanziamenti ottenuti da altre città per la realizzazione di grandi opere, anche Brescia merita di ottenere ciò che le spetta».
ll ministro è tornato sulla cinghia (sempre più stretta) che impedisce alla Loggia di spendere ciò che incamera per ribadire, come aveva già fatto un mese fa durante la visita a Concesio, la propria volontà di rivedere alcuni passaggi del Patto, con l’intento di premiare i comuni virtuosi come Brescia e sbloccare i fondi a disposizione degli enti locali.
SUPERATE LE QUESTIONI di «cassa», sindaco e vicesindaco hanno approfittato della visita ministeriale per tracciare il bilancio sugli effetti positivi generati dal Patto per Brescia sicura. risultati che il ministro ha accolto con soddisfazione, complimentandosi per i progetti realizzati sul territorio, alcuni dei quali finanziati con fondi provenienti dal suo stesso ministero. Lo sono l’interconnessione tra le centrali operative di Polizia, l’impianto di videosorveglianza installato per presidiare la zona della Stazione e la centrale operativa della Polizia ferroviaria. La visita inoltre, ha permesso a Maroni di delineare i tratti salienti della riforma della Polizia locale che tra poche settimane verrà discussa in Senato. «Era da tempo che la Polizia Locale attendeva una nuova legge quadro in grado di rendere il loro lavoro più efficace in termini di lotta alla criminalità – spiega Rolfi -. Ora questa riforma gli garantirà maggiori poteri e prerogative, tra cui l’accesso alla banche dati ministeriali ». Nel congedarsi dal ministro degli Interni, il sindaco e il suo vice hanno espresso apprezzamenti per la costante attenzione nei confronti di Brescia.

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Lega, Rolfi il nuovo segretario. Brescia sceglie i «maroniani» Giuseppe Spatola

IL CONGRESSO. Il vicesindaco sbaraglia Mattia Capitanio, candidato del «cerchio magico», e diventa segretario provinciale. L’obiettivo: essere la prima forza della città
Per l’assise provinciale di Brescia all’auditorium Balestrieri si sono presentati 434 delegati su 452 Rinnovato il consiglio direttivo

AL TIMONE. La Lega Nord di Brescia sceglie il vice sindaco, Fabio Rolfi (nella foto), e con lui la linea del ministro Roberto Maroni. Rolfi è stato incoronato successore di Stefano Borghesi al timone della segreteria provinciale con 255 voti su 434. Mattia Capitanio, l’uomo indicato come il fedelissimo del «cerchio magico» di Umberto Bossi, si è fermato a 176 preferenze. Troppe 79 schede di differenza per poter impensierire la leadership di Fabio Rolfi che, da oggi, siederà al tavolo della giunta di Palazzo Loggia con il doppio incarico istituzionale e politico.

Fabio Rolfi «vittorioso»pochi

istanti dopo la nomina a segretario
L’applauso liberatorio è arrivato scrosciante cinque minuti prima delle 15. Un minuto ininterrotto di acclamazione a sottolineare il duecentosedicesimo voto. Lo stretto necessario per essere eletto al primo turno. Così Fabio Rolfi, già vice sindaco di Brescia, in un istante si è ritrovato segretario provinciale della Lega Nord. Alla fine il «maroniano» ha raccolto 255 preferenze su 434 votanti. Mattia Capitanio, l’avversario vicino al «cerchio magico» (quello che indica i più fedeli seguaci del senatùr) si è fermato a quota 176. Troppo il distacco di 79 schede per riuscire a impensierire lo «sceriffo leghista», arrivato al congresso di ieri come il «sicuro favorito». E Rolfi, 34 anni e militante da 17, da oggi tornerà in giunta con i gradi, ricoprendo il doppio ruolo (istituzionale e politico) anche davanti all’alleato Adriano Paroli. «Sicuramente cercherò di dare più peso al partito – ha confidato il neo segretario sull’uscio dell’auditorium Balestrieri, dove ieri si è consumata la liturgia del voto -. Quando mi metto in testa una cosa, faccio di tutto per realizzarla». Così è stato per la segreteria, con un lavoro di cesello iniziato sei mesi fa andando a bussare alle porte delle sezioni più sperdute.

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UN «MARTELLO pneumatico» che non ha lasciato scampo a Capitanio. Il «cerchista», a parte la buona volontà e l’appoggio ottenuto da alcuni «saggi del partito», non è riuscito nel miracoloso ribaltone interno, lasciando il timone in mano alla «scuola Borghesi». Non è un segreto, infatti, che il segretario uscente ha preparato il terreno a Rolfi (compagno di università e di battaglie tra i giovani padani). Ma guai a parlare di divisioni o malumori.

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NEL CARROCCIO i panni sporchi si lavano in casa. E i 28 interventi registrati ieri mattina nel corso del dibattito pre-voto ne sono la testimonianza più pura. «La Lega è un partito democratico – ribadisce Rolfi -. Le correnti sono fantasie giornalistiche. Noi ascoltiamo ogni posizione, la rielaboriamo e troviamo sempre un punto di incontro che possa far crescere il movimento. Anche nella corsa alla segreteria è successo questo. Nulla di più».
Come dire che la faida interna tra «maroniani» e «cerchisti» andrà scemando con il tempo. «Ci abbiamo provato – ha commentato deluso Capitanio -. Sapevo che mi sarei scontrato con il numero uno di Brescia. Da oggi si volterà pagina, lavorando uniti per il bene della Lega Nord e della Padania». In soldoni Capitanio non ha raccolto i voti sperati e «promessi» dai delegati del Garda e parte della Val Trompia. All’appello mancherebbero poi quelli sebini, nei territori più vicini all’influenza di Davide Caparini (che nelle scorse settimane, seppur in maniera velata, si era speso notevolmente per il vice sindaco). Considerazioni prettamente politiche, che il cerchista dovrà rielaborare nei prossimi giorni, decidendo o meno di rimanere in consiglio direttivo.

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INTANTO Rolfi ha già le idee chiare su come sarà la sua Lega. Compiti ben divisi tra tutti i militanti e un unico obiettivo da realizzare prima delle prossime politiche: diventare la prima forza della città, superando per voti e consensi il Pdl. «Abbiamo dato un grande segno di maturità – continua Fabio Rolfi -. Adesso come segreteria bisognerà lavorare con una logica di squadra, compatti per raggiungere il massimo risultato». E a chi gli chiede se la porta della segreteria gli spalancherà il portone del Parlamento, Rolfi nicchia e sorride: «Esiste un articolo del regolamento che vieta ai segretari provinciali di partecipare alle elezioni. Basta questo per cancellare ogni dubbio…».
Sarà, ma il nuovo numero uno bresciano ha dimostrato a via Bellerio di avere, seppur in parte, le redini di tutta la provincia. I suoi 255 voti, arrivati dopo la conferma del candidato di Caparini in Valle Camonica, suonano come una «primavera bresciana» della Lega Nord. Tutto a pochi giorni dal congresso di Varese, dove maroniani e bossiani sembrano avere trovato un accordo di convivenza sotto l’egida di quella che hanno già ribattezzato la «pax umbertina».
Un accordo di non belligeranza che inevitabilmente toccherà anche Brescia e i suoi militanti. Per questo le parole di Rolfi suonano già come una mano tesa agli amici-nemici del partito. Insieme si continuerà a contare. Divisi non c’è futuro per nessuno.

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UNA VISIONE d’insieme che potrebbe spaventare soprattutto agli alleati di governo in Loggia, alle prese con lotte di correnti forse più accentuate rispetto a quelle del Carroccio. Per questo il sindaco dovrà accogliere con le dovute maniere il ritorno in Loggia di Rolfi, già vice sindaco e, da ieri, segretario provinciale. Una possibile spina nel fianco che non tarderà a far sentire i suoi effetti negli equilibri della maggioranza. A meno che il nuovo coordinatore del Pdl diventi proprio un assessore comunale.

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BRESCIA – Biglietti dell’autobus più cari? La Loggia non corre al rialzo Daniele Bonetti

TRASPORTI.

Il Comune rinuncia ad aumentare le tariffe del trasporto pubblico dopo la delibera regionale
Rolfi: «Avevamo i requisiti per alzare il prezzo ma cerchiamo di aiutare i cittadini L’ipotesi consorzio con il Broletto? Tutto ruota attorno alla questione metrobus»

«Il biglietto dell’autobus a Brescia dovrebbe costare 1,35 euro. Invece lo facciamo pagare 1,20 euro. Perchè per anni non abbiamo mai applicato alcun adeguamento e perchè, per incentivarne l’uso, rinunciamo ad applicare una crescita del 9 per cento che pure la delibera firmata dalla regione Lombardia ci avrebbe consentito». L’affresco generale, «disegnato» dal responsabile servizio di mobilità della Loggia Giandomenico Gangi, rivela una strategia amministrativa che punta a far diventare il sistema dei trasporti pubblici una voce sempre più ingombrante del sistema cittadino e una risorsa sempre più utilizzata dai bresciani ma non solo.
«Grazie al contributo di quasi 8 milioni che abbiamo versato a Brescia Trasporti – ricorda il vicesindaco Fabio Rolfi – siamo in grado di evitare l’aumento del 9 per cento del costo del biglietto. Oltre al contributo economico, non vogliamo applicare ulteriori aumenti per due motivi: in primis non abbiamo intenzione di gravare sulle tasche dei bresciani in un periodo di crisi, in secondo luogo pensiamo che calmierare i costi dei biglietti dell’autobus possa essere un grosso incentivo per il suo utilizzo».
L’aumento «autorizzato» dalla Regione sarebbe stato possibile grazie alla qualità del servizio offerto da Brescia Trasporti: i mezzi pubblici cittadini, a quanto pare, rispetterebbero appieno gli standard qualitativi richiesti dalla Regione. Gli stessi giudizi dei cittadini, frutto di indagini a tappeto sugli autobus, attribuiscono al servizio un voto medio superiore al 7: i punti dove l’entusiasmo non incontra l’idea dei cittadini sono quelli relativi al tempo di percorrenza e alla pulizia dei mezzi. I giudizi più alti sono invece quelli relativi alla facilità di acquisto dei biglietti e all’attenzione dell’azienda municipalizzata sulle tematiche ambientali. In futuro, per dare ulteriore slancio alle casse comunali, i mezzi pubblici potrebbero essere dotati dei tornelli «anti portoghesi» che sono ancora in fase di sperimentazione. «I tornelli sono in funzione e non sappiamo ancora che genere di risultati stiano dando – ricorda Rolfi – : in autunno faremo un bilancio, pensiamo possano essere una soluzione anche perchè immaginiamo che l’evasione sia molto superiore a quella accertata dai nostri controllori. Al momento il tornello non impedisce il transito del viaggiatore, ma suona se il titolo di viaggio non viene fatto passare davanti al lettore: credo sia un bel deterrente».

SE LA Loggia non ritocca i prezzi dei biglietti, il Broletto ha scelto un leggero ritocco verso l’alto (4,6 per cento): scelte diverse (condizionate dai bilanci) che in futuro dovranno incontrarsi per cercare di dare vita a quella società «consortile» che dovrà gestire tutto il sistema trasporti bresciano. «Quanto detto da Ghirardelli è vero – dice Rolfi – : ci stiamo pensando, l’idea è allo stato embrionale, tutto ruota attorno al metrobus. Noi non pensiamo che sia un’infrastruttura solo cittadina ma che sia di servizio anche per la provincia: per questo il trasporto su gomma deve essere ripensato affinchè il metrobus sia alimentato anche con chi proviene dagli altri comuni. In questa società, in attesa che venga fatta la nuova legge regionale, non possiamo evitare di pensare alla valorizzazione della linea ferroviaria Brescia-Castegnato, di proprietà del Broletto. Sarebbe un treno-tram molto importante». Le due parti si troveranno in futuro: sul tavolo il sistema dei trasporti che condizionerà la città del futuro.

 

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BRESCIA – È polemica tra la Loggia e la Cgil

Il vicesindaco storce il naso, i sindacati si riallacciano alle normative nazionali in materia di immigrazione, che quindi vanno oltre le prese di posizione di Palazzo Loggia. Ma sui nuovi rifugiati in città specialmente nella zona della stazione, è polemica.

«NONOSTANTE le dichiarazioni del vicesindaco Fabio Rolfi che diceva “Mai e poi mai arriveranno in quel quartiere”, i fatti parlano, e i profughi sono stati accolti». Lapidario il segretario della Cgil, Damiano Galletti, che prima di tutto rimanda all’accordo sottoscritto in aprile tra Governo, regioni, province e Anci, affinchè «le istituzioni si impegnino responsabilmente ad affrontare questa emergenza umanitaria con spirito di collaborazione e solidarietà». Un modo per dire, insomma, «che quelli di Rolfi sono solo proclami per ottenere il consenso elettorale, ma che cedono poi di fronte a disposizioni superiori».
A questo punto la Cgil chiede che «a gestire la situazione siano proprio i Comuni, senza strumentalizzazioni, lavorando con le associazioni di volontariato: una prima accoglienza , la distribuzione degli immigrati sul territorio, e l’impiego in lavori socialmente utili». Per questo nei prossimi giorni l’Ufficio rifugiati della Cgil distribuirà una guida multilingue ai profughi in città.

MA ROLFI NON CI STA e ribadisce che «collocare i rifugiati in stazione è una scelta che va nella direzione opposta rispetto al progetto di riqualificazione del quartiere che l’amministrazione sta perseguendo con scelte concrete». Per Rolfi quindi, «non è possibile scaricare questi problemi sulle spalle delle comunità locali», e si augura che come dichiarato «la collocazione sia temporanea». Da qui un appello, affinchè «la commissione preposta a valutare le domande di asilo, che sta facendo riunioni a singhiozzo, inizi a lavorare con maggiore celerità, in modo tale da individuare subito gli immigrati che possono beneficiare dell’asilo politico e rimandare a casa gli altri». Quanto ai commenti del sindacato, che per il vicesindacorientrano nelle «solite polemiche inutili e strumentali», Rolfi li definisce «l’ennesima sparata di un sindacato che ormai dimentica del tutto i lavoratori bresciani. Presa in considerazione la loro predilezione a difendere esclusivamente gli immigrati, meglio se clandestini – picca il vicesindaco – non vogliamo toglier loro il privilegio di occuparsene direttamente».

 

MA.RO.bresciaoggi

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Rolfi: «Da Brescia il no ai rifiuti napoletani» Mara Rodella

IL CASO.

Dopo l’approvazione dell’odg in Parlamento insorge la Loggia
Categorico il vicesindaco, che smentisce l’ipotesi di smaltire in via Lamarmora la spazzatura campana

La questione resta, per ora, nel limbo delle possibilità, ma a scanso di equivoci, è il vicesindaco Fabio Rolfi a giocare d’anticipo, assicurando che «a Brescia non arriverà la spazzatura campana».
Una presa di posizione innescata dall’approvazione, alla Camera, dell’ordine del giorno del Pd che impegna l’Esecutivo «a proporre con la massima urgenza ogni iniziativa normativa che consenta lo smaltimento di rifiuti solidi urbani dalla Campania alle regioni del Nord». Con preciso riferimento al termovalorizzatore di Brescia o ad altri impianti settentrionali di A2A.

«SMENTISCO categoricamente che possa arrivare anche solo un rifiuto da Napoli – scandisce Rolfi -: i cittadini devono sapere che l’ordine del giorno che impegna il Governo a consentire il trasporto dei rifiuti campani al Nord è stato presentato dal Pd e approvato con i voti dei parlamentari Bresciani».

Quanto al peso vincolante del documento, il vicesindaco spiega coem sia «solo un ordine del giorno che non ha quindi valore coattivo», e con i deputati non ci va leggero: «il Pd ha tentato ancora una volta di scaricare sulla città e sui Bresciani le inefficienze delle giunte di sinistra nel gestire basilari compiti amministrativi come lo smaltimento dei rifiuti». La deduzione di Rolfi viene da se: «Ormai è inequivocabile: il Pd vuole a Brescia la spazzatura di Napoli».
Non tarda nemmeno la risposta del deputato Bresciano del Carroccio, Daniele Caparini, che definisce «demenziale» documento del Partito democratico: «Ancora i compagni del Pd propongono deroghe al sacrosanto principio per cui ognuno smaltisce i rifiuti che produce. Abbiamo già speso 2 miliardi in sei anni per l’incapacità dei politici partenopei e ora, per il Pd, dovremmo respirare pure i loro rifiuti; menomale che non governano loro».
DA A2A nessuna presa di posizione ufficiale, visto che in via Lamarmora non sarebbe arrivata alcuna comunicazione. Anche perchè oltre al profilo politico, da valutare ci sarebbe quello tecnico, a partire dal ruolo decisionale di governatori regionali e istituzioni comunali, senza dimenticare la capacità strutturale degli impianti, a Brescia o altrove.
bresciaoggi/Giovedì 28 Luglio 2011

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BRESCIA – Bragaglio: «Rolfi faccia il vicesindaco Corsini li ha fatti pagare, lui no»

BRESCIA – Bragaglio: «Rolfi faccia il vicesindaco Corsini li ha fatti pagare, lui no»


Il cortile interno del centro sociale Magazzino 47, in via Industriale

LA POLEMICA.

Sul Magazzino 47 «serve saggezza ed equidistanza»

Prosegue la polemica tra il consigliere del Pd Claudio Bragaglio e il vicesindaco leghista Fabio Rolfi sul futuro del Magazzino 47. Bragaglio replica a Rolfi: «Da amministratori pubblici, l’oggetto del contrasto non è se si condivida o meno l’attività del Magazzino 47. A meno di dover assurdamente concludere che una Giunta debba promuovere le proprie fazioni contro le altre, e non invece amministrare con equilibrio il rapporto con i vari soggetti culturali e politici d’una città, evitando tensioni e favorendo soluzioni ragionevoli, in base a principi di legalità. Anche con soggetti con cui poco nulla si ha a che fare».

Prosegue: «Tra i molti spazi giovanili dobbiamo pur riconoscere che a Brescia, come in altre città, vi sono anche spazi “alternativi”, che sono anch’essi parte, per quanto problematica, della stessa città. Questo è il criterio che ha ispirato il nuovo contratto che, nel 2006-07, come assessore della Giunta Corsini, insieme al collega Braghini, abbiamo definito col Magazzino, recuperando gli arretrati da pagare, definendo anche i criteri di pagamento, con possibilità di scomputo per i lavori di ristrutturazione all’immobile. È solo una bugia dire che la Giunta Corsini non ha fatto pagare. È vero il contrario».

Prosegue: «In questi anni mi sono occupato dell’applicazione di quel contratto. È vero che gli arretrati sono circa 48 mila euro. Ma risulta che circa 30 mila siano quelli che possono riguardare i lavori di ristrutturazione dell’immobile, da poter scomputare dalla cifra globale. Se Rolfi chiede anche a me da che parte si sta, ebbene rispondo che sto solo dalla parte della legalità e della difesa della correttezza del mio operato di assessore».
Brescia ha bisogno di tranquillità, di saggezza, di legalità, di occuparsi di problemi sociali ben più seri. O si vuole parlare di magazzino 47 per far dimenticare l’addizionale Irpef o i tagli della Giunta per i servizi sociali? O per mettere ancor più nei pasticci l’inconsapevole Paroli?».

bresciaoggi/Martedì 19 Luglio 2011

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BRESCIA – «Il Magazzino 47? Non vuole pagare»

LA POLEMICA.

Il vicesindaco risponde a Bragaglio: «Basta compiacenza politica. Prendano in affitto locali dai privati»


Il vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi, interviene dopo le dichiarazioni del consigliere comunale del Partito Democratico Claudio Bragaglio sul tema della morosità relativo al centro sociale autogestito Magazzino 47. La polemica si è scatenata la scorsa settimana dopo le dichiarazioni del vicesindaco, che ha annunciato dal palco di piazza Loggia, durante la manifestazione della Lega, l’imminente sfratto del centro sociale

«L’immobile comunale di via Industriale 10 è stato locato all’Associazione dei garanti per gli spazi sociali autogestiti con contratto valido dal primo gennaio del 1994 al 31 dicembre del 1999 – spiega Rolfi -. Il canone annuo di locazione era di 6 milioni e 300 mila lire. La locazione è continuata anche fino al 31 dicembre 2005. Nel 2001 è stata ampliata la superficie locata e il canone è stato dunque portato a 16 milioni e 331mila lire».
NEL 2006 – prosegue ancora il vicesindaco – lo stesso immobile è stato concesso alla nuova Associazione dei garanti per gli spazi autogestiti, che chiedeva di poter utilizzare l’immobile in continuità con la precedente gestione. Il canone annuo di concessione è stato stabilito in 11mila euro per una superficie complessiva di 391 metri quadri nonché area di pertinenza esterna».

Con un successivo provvedimento, la Giunta comunale autorizzò i concessionari dell’immobile «alla realizzazione di opere di manutenzione straordinaria fino a un importo complessivo di 30 mila euro, opere che a oggi non sono state realizzate». Tenuto conto appunto che tali opere non sono state realizzate, l’entità della morosità, secondo le informazioni fornite dall’Aler, «ammonta a 48.260,88 euro in relazione al periodo gennaio 2007 – dicembre 2010».

«Non ci sono pertanto motivi politici sullo sfratto – ha dichiarato il vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi – che è già stato decretato dal tribunale e che tra poche settimane sarà esecutivo».

SEMPLICEMENTE – incalza ancora – abbiamo a che fare con soggetti «volontariamente morosi che negli anni scorsi hanno beneficiato di una vicinanza o compiacenza politica da parte di chi governava la città, confermata dalle parole dell’esponente del Pd Bragaglio, non smentite dal partito, e che noi non intendiamo perpetuare».
Per Rolfi si tratta dell’«unico caso in tutta la città, di un’organizzazione politica che gode del privilegio di essere un inquilino del Comune. Il Magazzino 47 potrà svolgere la propria attività in una locazione privata, come fanno le altre organizzazioni».

bresciaoggi/Sabato 16 Luglio 2011

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