Sergio Zanca Archive

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Brescia-Pescara spettacolo sicuro: è il festival del gol Sergio Zanca

LA SFIDA. Dopodomani al «Rigamonti» la partita degli attacchi
I biancazzurri (in gol in 8 gare su 9) contro il miglior attacco della B: è sfida da alto potenziale di reti e tra bomber italiani e stranieri
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Brescia-Pescara, ovvero il festival del gol. Lunedì al Rigamonti sarà una notte da fuochi d’artificio: insieme le due squadre hanno segnato 32 reti in 9 giornate, vale a dire tre e mezza a partita. Solo Livorno-Reggina (31 in totale) e Ascoli-Sampdoria (29) tengono il passo tra le partite della decima giornata. Poi c’è il confronto fra la capolista Torino e la matricola Juve Stabia, con 26.
ZEMAN ha sempre insegnato alle sue squadre ad attaccare a testa bassa e a Pescara è riuscito ancora una volta ad applicare il suo verbo: mai quest’anno uno zero a zero. Ciro Immobile, di scuola juventina, è il bomber con 6 gol. Lo seguono Sansovini (4), Cascione, Insigne (2 ciascuno), Maniero, Togni e Gessa (uno a testa). Le tre autoreti a favore, di Ceccarelli (Verona), Previtali (Albinoleffe) e Masucci (Sassuolo), portano il bottino a 20.
Il Brescia ha distribuito i suoi gol tra l’ungherese Feczesin, il brasiliano Jonathas (abili a mettere sul tavolo il poker), l’argentino Juan Antonio, il belga El Kaddouri, Scaglia e il polacco Salamon (uno). Tutti stranieri, a esclusione del trenzanese Scaglia. L’esatto contrario del Pescara, che invece si affida quasi esclusivamente agli italiani. Unica eccezione: il brasiliano Togni.
La gara si preannuncia scintillante, e il Brescia intende onorarla con una prova convincente, per cancellare il ko di Padova, dovuto a una disattenzione difensiva, non a inferiorità sul piano del gioco. E se il Pescara ha trovato il modo di far piangere tutti i portieri avversari, la compagine di Beppe Scienza non è da meno. Finora ha sempre percorso con disinvoltura la strada del gol, tanto da essere rimasta all’asciutto appena una volta, contro il Torino.
Brescia e Pescara sono appaiate al quarto posto, con 16 punti e, al momento, verrebbero chiamate a disputare i play off, gli spareggi-promozione. La differenza maggiore sta nel fatto che il Brescia si avvicina alla porta attraverso una manovra ragionata, sfruttando il talento dei centrocampisti (Budel, Salamon, El Kaddouri), dotati di piedi buoni, mentre il Pescara sviluppa una manovra più frenetica e rischiosa. Fedele al principio che il pareggio conta poco e niente, Zeman ha diviso la posta appena una volta, a Modena, contro il Sassuolo (1-1). Per il resto ha ottenuto cinque vittorie, e conosciuto l’amarezza di tre sconfitte. La velocità di esecuzione e l’imprevedibilità degli scambi seminano confusione tra le file avversarie (lo sottolineano anche le tre autoreti a favore). Ma la scarsa copertura provoca anche problemi alla difesa.
Insomma, ci sono tutte le premesse perchè lunedì si possa vedere al Rigamonti una partita spettacolare e ricca di gol. L’obiettivo del Brescia è di farne ovviamente uno in più.

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Brescia, l’entusiasmo è in crescita Sergio Zanca

I NUMERI. Gli ottimi risultati della squadra e una campagna a prezzi popolari hanno trovato ottime risposte nel popolo biancazzurro
Il numero degli abbonati a 4016: nell’ultima Serie B erano solo 1514

Ed è una passione senza confini: da Brunico il tifoso più distante

L’entusiasmo cresce. Il Brescia ha superato il tetto dei 4 mila abbonati, arrivando a 4.016. Lo ha comunicato la società, ma c’è ancora qualcuno che si reca in sede, al centro sportivo S.Filippo, per acquistare la tessera. I prezzi (molto bassi) e la strepitosa partenza della squadra hanno reso possibile l’inversione di tendenza rispetto al recente passato. Al comando c’è la Sampdoria (17.042), davanti a Verona (10.515), Torino (7.904), Padova (4.482), Bari (4.440), Vicenza (4.285) e, appunto, Brescia (7° su 22).

CHE HA COMPIUTO davvero un bel balzo in alto. Nell’ultima stagione di B, chiusa con la promozione ottenuta da Beppe Iachini, aveva venduto la miseria di 1.514 abbonamenti, 1.918 l’anno prima, 2.366 nel 2007-08, 2.172 e 2.264 nei due precedenti. Non è possibile effettuare un raffronto col torneo di A 2010-11 perchè il dato non è mai stato diffuso.
Adesso, invece, va rilevato il cambio di…marcia, e la serie di numeri quantomai interessanti forniti ieri sera. Oltre che sul campo, per il gioco scintillante espresso dai calciatori, bisogna insomma registrare il salto di qualità degli uffici amministrativi per l’analisi riguardante i propri sostenitori.
Sono 3.043 i tifosi che hanno acquistato la tessera in curva e gradinata bassa, e 973 in tutti gli altri settori del Rigamonti. La donne rappresentano ancora una percentuale poco rilevante: l’8% (338 su 4.016).
Il maggior numero di fedelissimi è di età compresa fra i 31 e i 40 anni (1.107). Quasi sullo stesso piano le fasce tra i 41 e i 50 (875) e tra i 22 e i 30 (856). Poi vengono gli ultra 50enni (590), i ragazzi tra i 15 e i 21 (526) e gli under 14 (62). Il più piccolo è Nicola Bugatti (10 anni, in parterre), il «nonno» Enrico Massaro (86, in curva nord). Interessante anche la tendenza all’aumento dei meno anziani: l’84% non supera i 50. Chi è più in su di età evita la perdita di tempo del viaggio e della ricerca del parcheggio, rimanendo a casa davanti alla Tv. Brescia e l’hinterland garantiscono il maggior afflusso (2.225). Precedono la Bassa occidentale (529), quella orientale (398), Valle Trompia (310), Garda e Valle Sabbia (295), Valle Camonica e lago di Iseo (189). Curioso il fatto che, dopo la città, ovviamente al comando (1.176, pari al 29%, contro il 71% delle altre località), c’è Concesio, con 85 abbonati. E’ di Santicolo, nel comune di Corteno Golgi, l’abbonati quello che compie il percorso più impervio. Settanta arrivano da fuori provincia. Qui bisogna sottolineare come il tifoso più lontano giunga da Brunico: 261 chilometri dalla nostra città, e altrettanti per ritornare.

DI OSPITALETTO, il paese del presidente Gino Corioni e del difensore De Maio, hanno acquistato la tessera in 36. Di Lograto, dove è nato Gigi Maifredi, 16. Di Gavardo (capitan Zambelli) 26, di Castiglione delle Stiviere (Dallamano) 6, di Roccafranca (Magli) 8, diTrenzano (Scaglia) 6, di Roncadelle (Paghera) 39, ma bisogna tenere conto anche della vicinanza allo stadio.
E’ stato svolto un buon lavoro, che aiuterà la società nelle scelte future, puntando ad esempio a campagne pubblicitarie mirate per attirare un numero sempre maggiore di sportivi. E se la squadra continuerà a regalare ancora serie di risultati positivi, l’entusiasmo potrà continuare a crescere.

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I segreti del Brescia capolista: casa e fondamenta solidissime Sergio Zanca

LA SITUAZIONE. I biancazzurri sono sempre più la rivelazione delle prime sei giornate di campionato
Allo stadio «Rigamonti» finora ha sempre vinto conquistando 9 punti su 9

Ed è primo in classifica con la miglior difesa e nonostante l’ottavo attacco

 

Una casa cresce solida se ha fondamenta robuste. Così il Brescia continua a progredire perchè dispone di una difesa imperforabile. Finora ha subito soltanto due gol. Il primo a Nocera, firmato da Castaldo, abile a spedire in fondo al sacco un tiro di Catania deviato da Leali; il secondo al «Rigamonti» con l’Empoli, di Tavano, lanciato da Buscè (un guizzo inutile, con il Brescia avanti di due reti).
Soltanto due sberle prese, meglio di tutte le avversarie. È la dimostrazione della compattezza del reparto arretrato, che può contare su un play maker arretrato come Salamon, autentico schermo protettivo. E il Brescia è primo nonostante abbia l’ottavo attacco della serie B.

MA È LA ROBUSTEZZA della difesa a fare la differenza. E sì che Beppe Scienza è stato spesso costretto a cambiare, soprattutto a causa di infortuni. È il caso del ruolo di terzino destro, dove il capitano, Zambelli, partito alla grande, è dovuto andare in infermeria per una fascite plantare provocata dal terreno sintetico di Castellamare di Stabia, e lasciare il posto a Berardi. A sinistra si sono alternati addirittura in tre: Daprelà, Dallamano e lo stesso Berardi. Al centro della difesa l’implacabile De Maio (l’unico a essere sempre rimasto in campo, dal primo all’ultimo istante, per un totale di 540 minuti) ha avuto al fianco sia Zoboli che Magli. Nonostante la rotazione continua, una difesa ben coperta, che non ha mai perso lucidità. Ha sempre dato l’impressione di essere salda e tenace, combattiva su ogni pallone. E il portiere Leali (una volta rilevato da Arcari), è stato bravo a passare dai silenzi delle gare Allievi e Primavera ai fragorosi 20 mila dell’Olimpico di Torino, per nulla impressionato nè frastornato.
Il Brescia è imbattuto. Un dato confortante, che sottolinea il valore di una compagine giovane, eppure già ricca di personalità. Sono solo cinque le squadre che non hanno ancora perso: oltre ai biancazzurri Padova, Torino, Sampdoria e Grosseto. Nelle prime sei giornate del campionato 2009-10, concluso con la conquista della A, la squadra, affidata ad Alberto Cavasin, aveva sì iniziato con 4 vittorie (1-0 contro il Cittadella e il Torino, 3-1 a Piacenza e col Sassuolo), ma era stata fermata sullo 0-0 dal Crotone e messa «ko» dall’Ascoli (doppietta di Antenucci). Uno scivolone bissato al 7° turno (1-2 a Grosseto) e triplicato all’8° (0-1 in casa col Vicenza). Tanto che la società decise di cambiare manico, chiamando Beppe Iachini, autore di una grande rimonta.

IL CAMMINO attuale è identico a quello del Brescia di Nedo Sonetti, protagonista del penultimo salto. Nel 1999-2000 ottenne 4 successi (4-1 con la Salernitana, 2-1 in trasferta con la Fermana, 1-0 a Bergamo con l’Alzano, 2-0 con la Pistoiese) e 2 pareggi (1-1 col Savoia di Torre Annunziata, 0-0 a Marassi con la Samp). Gli stessi risultati di adesso. Ma quella era una rosa composta da elementi collaudati, e pieni di esperienza, con possibilità di ricambio.
Il Brescia di Scienza, capolista a sorpresa, è primatista anche nella graduatoria delle vittorie. Come detto, ne ha conquistate quattro, l’identico numero di Padova, Sassuolo e Torino. Al «Rigamonti», inoltre, viaggia a vele spiegate, avendo centrato l’en plein: 9 punti sui 9 disponibili. Non è sempre facile imporsi di fronte al pubblico amico. Lo dimostra il fatto che ben 15 squadre su 22 hanno già perso in casa.
Il Brescia sta erigendo un edificio solido, le cui mura non tremano. E le classifiche più significative sottolineano il miracolo. Nella speranza che non sia temporaneo.

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De Biasi assegna l’Oscar «Brescia, voto Antonio» Sergio Zanca

IL DOPPIO EX. L’allenatore dell’ultima promozione granata e dell’ultima salvezza biancazzurra
Il tecnico, ora opinionista Tv, incantato dall’argentino «Un trequartista devastante: sarà la sorpresa dell’anno» E sulla partita: «Torino fortissimo ma si parte alla pari»

Gianni De Biasi vota Antonio. L’argentino è il giocatore che più ha colpito l’ex allenatore di Torino (col quale ha conquistato nel 2006 l’ultima promozione) e Brescia, condotta all’ultima salvezza nel maggio 2004, le due squadre che si affronteranno lunedì nel posticipo della quinta di serie B.
“Juan Antonio mi ha impressionato –sostiene il tecnico di Sarmede, in provincia di Treviso, che al momento fa il commentatore televisivo -. È un trequartista devastante, capace di incunearsi con rapidità tra le maglie delle difese avversarie. Se riesce a dare continuità alle sue prestazioni, garantito che sarà una delle piacevoli sorprese dell’annata».
È UN Brescia, per De Biasi, che finora merita la lode, «anche se è ancora prematuro esprimere giudizi. Il Torino è partito con obiettivi d’alta classifica. Vuole tornare in A, nessuno lo ha mai nascosto. Sta tenendo fede ai programmi. Per contro il Brescia, intenzionato a puntare sui giovani, ha iniziato in maniera stupefacente. Oltretutto esprime un buon calcio, brillante e divertente».
De Biasi fa un raffronto tra i reparti delle due avversarie di lunedì: «Le difese si equivalgono. Il Torino ha un giocatore straordinario, Ogbonna. L’ho fatto esordire io in serie A. Può crescere ancora. Parisi, il terzino sinistro, impressiona per gli inserimenti e per la capacità di andare al tiro. Attenzione a non concedere dalla sua parte troppe punizioni al limite. Quanto al Brescia ho visto che sabato con la Juve Stabia hanno giocato elementi esperti, di buon rendimento. Zambelli è di grande generosità. E la fascia di capitano era il sogno della sua vita. Mi auguro che la fortuna gli restituisca quanto gli ha tolto in passato».
A centrocampo le due squadre si schierano in modo differente: «I due mediani utilizzati da Ventura, ad esempio Basha e Iori, devono sobbarcarsi un lavoro notevole, mentre i due esterni (Stevanovic a destra, Guberti a sinistra) spingono molto, spesso supportano da vicino le punte. Sarà indispensabile che i tre del Brescia stiano uniti, in modo da creare superiorità numerica».
Infine gli attacchi. De Biasi torna su Juan Antonio («Incontenibile) ed elogia Feczesin: «La butta dentro, non importa come. È la dote dei rapinatori d’area. È motivato perchè titolare. Nel Torino bisogna fare attenzione al movimento di Sgrigna e a Bianchi. I due si integrano bene».
DE BIASI sostiene che il Torino ha numerose alternative, e che il Brescia «dovrà stare attento a non allungarsi mai. Contro il Toro bisognerà mantenere la compattezza, soprattutto nella fase d’avvio. La differenza potrebbero farla gli esterni». Sul pronostico non si sbilancia. «È una gara aperta a qualsiasi risultato. Io farà il tifo a metà», risponde.
Al momento De Biasi è fuori gioco. Diventato opinionista delle reti Mediaset (mercoledì era a Lisbona per Benfica-Manchester United, giovedì a Udine, domani sarà all’Olimpico di Roma per Lazio-Genoa), ammette di essere «sempre in movimento, di non vivere gli stress quotidiani». Nei giorni scorsi avrebbe potuto tornare in panchina (a Gubbio), ma ha rinunciato. Non ha nostalgia delle tensioni.

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Arcari-Leali, una porta per due E il Brescia si spacca sul duello , Sergio Zanca

IL CASO. Uno dei motivi di tensione tra presidente e allenatore riguarda il ruolo dell’estremo difensore
Corioni punta deciso sul giovane: «Il titolare sarà lui: non ci sono dubbi» Scienza: «Non è detto che chi sceglierò in coppa poi giocherà sempre»

Michele Arcari e Nicola Leali sono divisi dalla maglia (la numero 1, che entrambi vorrebbero indossare), dall’età (33 anni il primo, 18 il secondo), dalla provincia (uno cremonese di Annico, l’altro mantovano di Cavriana), da 287 presenze (Arcari ha giocato 288 partite tra i professionisti, compresi gli spareggi, Leali solo una, lo scorso 15 maggio a Cesena) e, adesso, anche dai giudizi di presidente e allenatore.
Mercoledì sera, durante il triangolare di Salò vinto dal Brescia, Gino Corioni, chiamato a rispondere su chi dei due sarà titolare, non ha avuto perplessità. «Leali, senza dubbio. È troppo forte», ha assicurato il presidente.

IN SALA STAMPA Beppe Scienza è stato invece più possibilista: «Non ho ancora stabilito una gerarchia –ha dichiarato il tecnico -. Non è detto che chi giocherà sabato in coppa Italia contro l’Aquila sarà il titolare. Io sono felice che Arcari sia rimasto, per tutto quanto ha dato al Brescia negli ultimi anni. Lui, in un certo senso, rappresenta la storia. Ma esiste anche un discorso della società, che punta sui giovani. E in questo caso Leali rappresenta il futuro. Il ragazzo, però, deve guadagnare il suo spazio con le prestazioni. Nelle scorse settimane lo spazio l’ha avuto soprattutto sui giornali, ma sta lavorando bene. Che qualcuno lo spinga fa parte del gioco. Io valuto guardando il rendimento sul campo».
Mercoledì Leali ha giocato contro il Lumezzane, compiendo un paio di buoni interventi. Arcari invece ha affrontato la Feralpi Salò, e nell’unica circostanza in cui l’hanno impegnato non è parso impeccabile: Defendi, ex Primavera, lo ha messo in difficoltà con un balzo scorretto, Castagnetti ha preso la traversa e, sulla ribattuta, il palo. Dando segni di nervosismo, il portiere ha urlato la propria rabbia all’arbitro, che lo ha ammonito.
Tra i due numeri uno sarà un bel duello. Leali si è tolto la soddisfazione di indossare la maglia delle varie Nazionali giovanili. Da tempo lo richiedono società di A. Lui, al momento, deve pensare all’immediato, e agli esami di settembre. Frequenta il «don Milani» di Montichiari, liceo a indirizzo sportivo, ed è stato rimandato in matematica.

ARCARI, laureato in Scienze motorie, è salito in ritiro a Temù senza conoscere il suo futuro. A fine agosto diventerà papà per la seconda volta, di Achille (la primogenita Anna ha appena compiuto 2 anni). È il più anziano del gruppo, ha un contratto fino a luglio 2012, la società nei prosismi giorni gli proporrà di allungare. Nello scorso campionato, convinto di dover fare da secondo a Sereni, ha saputo attendere il momento propizio, diventando titolare. Peccato per la retrocessione.

Arcari ci terrebbe a rimanere in serie A. Finora le offerte non si sono concretizzate. Sembrava potesse andare in Polonia, al Legia Varsavia, poi si è parlato del Bologna. È rimasto a Brescia, ma sul collo sente il fiato di ben tre baby: Leali, il pugliese Andrea Caroppo, 21 compiuti il 18 luglio, rientrato dal prestito di Verona, e il toscano Alessio Cragno, 17, anche lui Nazionale (è nella Under 17). «Il ruolo di portiere –ha ribadito Scienza- è quello che mi lascia più tranquillo».

 

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Il Brescia assapora gol nuovi nel primo assaggio di stagione / Il Cartellino , Sergio Zanca

LA PARTITA.

A Desenzano ottava vittoria in altrettante amichevoli contro un’avversaria del prossimo campionato
Dopo la punizione di El Kaddouri e il pari dell’Albinoleffe in 10 con Cristiano nel finale decide un guizzo della punta spagnola in prova Ramos Martinez

 

Prima amichevole contro una pari livello per il Brescia che, proprio ieri mattina, ha chiuso la preparazione estiva in altura, scendendo da Storo. I biancazzurri affrontano l’AlbinoLeffe, rimasto in B dopo i play-out con il Piacenza.
Decide Ramos Martinez a 13′ dal termine, in contropiede. L’attaccante spagnolo, in prova dal Real Madrid, dimostra di essere un opportunista, facendosi trovare pronto su un cross di Scaglia. Non mancano le scintille, in parte per un arbitraggio troppo rigido.
L’allenatore biancazzurro Giuseppe Scienza rimescola le carte. Parte col giovane Leali tra i pali, e il solito modulo: 4 difensori (Berardi fa il centrale a fianco di De Maio), 3 centrocampisti (Salamon regista arretrato, El Kaddouri sulla destra, in posizione più arretrata del solito, Budel a sinistra, ma presto i due si invertono), un trequartista (Juan Antonio) e due punte. Manca Zoboli, che ha preso una botta con i romeni dell’Oradea, e Cordova, che con la Nazionale del Cile sfiderà la Francia.
I bergamaschi rispondono con un 4-2-3-1. In mediana c’è Mehmet Hetemaj, fratello di Periparim, finito al Chievo. L’ala è Pacilli, oggetto del desiderio della Feralpi Salò. Assente l’infortunato Torri, di recente accostato al Brescia. Il gioco ristagna a metà campo. Le due squadre faticano a costruire azioni lineari. Non trovano varchi, non pungono.
IL Brescia passa alla prima occasione. Al 27′ El Kaddouri batte una punizione da 25 metri. Il pallone picchia contro il braccio di Laner, ammonito. Orsato fischia un’altra punizione proprio dal limite. E stavolta il marocchino di passaporto belga sorprende Tomasig con un radente rasoterra. Al 32′ il Brescia sfiora il raddoppio: su cross di Budel, Feczesin anticipa l’incerto portiere e centra il palo.
Orsato, arbitro internazionale che la settimana scorsa ha diretto un’amichevole tra scapoli e ammogliati a Ossana, in Val di Sole, estrae di nuovo il giallo nei confronti di Laner per un fallo a metà campo, e lo espelle: decisione eccessiva per un’amichevole dai toni tranquilli. L’AlbinoLeffe non ci sta e, dopo un minuto, pareggia. Punizione da destra di Pacilli, sfiorata da Cocco, Cristiano, completamente libero, insacca da distanza ravvicinata. Poi Jonathas spreca il possibile nuovo vantaggio, fermato dal portiere in uscita a terra. Ed è cacciato anche l’allenatore dei seriani Fortunato.
Nella ripresa Scienza ne inserisce 4, tra cui Ramos Martinez al posto di Feczesin. In difesa Magli rileva Daprela, e Berardi torna terzino sinistro. Vass subentra a Juan Antonio, El Kaddouri fa il rifinitore. La partita scade di tono. Dopo l’ammonizione di Hetemaj c’è un accenno di rissa fra Budel e Pacilli, vicino alla panchina dell’AlbinoLeffe. In tribuna uno scontro fra tifosi di opposto colore.
Ramos Martinez sfiora il gol (colpo di testa a lato), poi lo ottiene deviando un traversone di Scaglia, che col suo ingresso per Salamon dà vivacità. Il Brescia esce tra gli applausi con l’ottava vittoria in altrettante partite amichevoli.


IL CARTELLINO

Brescia (4-3-1-2): Leali (1′ st Arcari); Zambelli, Berardi (37′ st Kamal), De Maio, Daprela (1′ st Magli); El Kaddouri (21′ st Mandorlini), Salamon (17′ st Scaglia), Budel; Antonio (1′ st Vass); Jonathas (33′ st Varga), Feczesin (1′ st Ramos Martinez). Allenatore: Scienza.

ALBINOLEFFE (4-2-3-1): Tomasig; Daffara (17′ st Luoni), Malomo, Bergamelli (8′ st Lebran), Regonesi (13′ st Piccinni); Hetemaj (37′ st Geroni), Girasole (33′ st Tauourdeau); Pacilli (17′ st Salvi), Laner, Cristiano (13′ st Martinez); Cocco (23′ st Torri). Allenatore: Fortunato.

ARBITRO: Orsato di Schio.
RETI: nel pt 27′ El Kaddouri, 36′ Cristiano; nel st 32′ Ramos Martinez.
NOTE: terreno in condizioni discrete. Spettatori 1.500 circa. Calci d’angolo 3-1 per il Brescia. Ammoniti Hetemaj (A) e Berardi (B). Espulsi Laner (35′ pt) per doppia ammonizione e l’allenatore dell’Albinoleffe Fortunato (42′ pt) per proteste.

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Brescia, un avvio in salita E il finale sarà da brividi Sergio Zanca

IL CALENDARIO.

Il nuovo cammino in Serie B dei biancazzurri: una «maratona» che inizierà da Mompiano
Via il 27 agosto in casa con il Vicenza, poi tre viaggi in 4 gare: Nocera, Castellamare e Torino Il venerdì di Pasqua derby al Rigamonti con il Verona, nelle ultime tre Bari, Livorno e Crotone

Avvio in salita, finale da brividi: è il cammino del Brescia proposto dal calendario di Serie B, cammino che salvo spostamenti dettati da esigenze televisive inizierà sabato 27 agosto, alle 15, al Rigamonti, contro il Vicenza. Ci sarà subito una sfida interessante, a Marassi, tra un’altra retrocessa, la Sampdoria, e il Padova, che, entrato lo scorso giugno nei play off, ha sfiorato la promozione. Tra le favorite, giocheranno in casa il Bari (col Varese) e la Reggina (col Modena). Saranno invece impegnate in trasferta il Torino (ad Ascoli) e il Livorno (a Crotone). Per quanto riguarda le neopromosse il Gubbio andrà a Grosseto, la Nocerina a Sassuolo e la Juve Stabia ad Empoli, mentre il Verona riceverà il Pescara. Tre squadre partiranno da -1: l’Ascoli, il Crotone e la Juve Stabia, penalizzate per non avere pagato gli stipendi ai calciatori nè versato le ritenute fiscali e i contributi Enpals. Nelle prossime settimane potrebbero essere affibbiate altre sanzioni, per gli stessi motivi o perchè legate alla vicenda delle scommesse (è l’Ascoli a rischiare di più).

AVVIO CON IL VICENZA, quindi, sulla cui panchina siede un ex: Silvio Baldini, che ha preso il posto di Rolando Maran. Il leader dei veneti è il centravanti Abbruscato, ma nelle amichevoli estive si sta mettendo in evidenza Mustacchio, Bresciano di Cologne, ex Nazionale Under 20. Curioso il fatto che il 25 agosto 2008 i biancazzurri, guidati da Serse Cosmi, abbiano cominciato proprio contro il Vicenza a Mompiano, battendolo 2-0, gol di Taddei e Possanzini. E che l’anno dopo, il 30 agosto 2008, siano invece partiti affrontando Baldini (2-2 a Empoli, reti di Caracciolo e Possanzini).

Nemmeno il tempo di riordinare le idee, e il calendario obbligherà a scendere al Sud. Martedì 30, allo stadio «San Francesco» di Nocera, farà davvero caldo. Ottenuta la promozione, i rossoneri di Gaetano Auteri vorranno in un certo senso festeggiare la B regalando ai loro tifosi una prestazione sontuosa. Si tratterà del primo dei cinque turni infrasettimanali.

I successivi: mercoledì 5 ottobre con il Gubbio, martedì 1 novembre al «Bentegodi» col Verona (ritorno il 6 aprile, venerdì di Pasqua), il 31 gennaio con la Juve Stabia e il 1 maggio a Bergamo con l’AlbinoLeffe. Dopo la gara in casa con l’Empoli del riconfermato Alfredo Aglietti, il Brescia prenderà di nuovo l’aereo per la Campania: a Castellamare di Stabia. Il tecnico Pietro Braglia, ex Frosinone, potrà contare su Savio Nsereko, ex Brescia, e sul nuovo tesserato Danilevicius. Seconda consecutiva trasferta sabato 17 settembre, a Torino. Un duello ad alto livello, contro la superfavorita. Il presidente Urbano Cairo punta decisamente alla A, e per questo motivo si è affidato all’esperto Giampiero Ventura, che ha come preparatore dei portieri Giuseppe Zinetti, di Leno.

Se la squadra di Giuseppe Scienza avrà superato questi cinque ostacoli con un buon bottino di punti, potrà guardare al futuro con serenità. In autunno infatti il calendario riserverà impegni più accessibili. Nell’ordine: il Cittadella di Claudio Foscarini, che merita un attestato di fedeltà (settimo anno consecutivo alla guida dei granata, nessun altro tra i professionisti vanta una simile longevità), il Modena di Cristiano Bergodi, il Gubbio del debuttante Fabio Pecchia, con Gigi Simoni direttore tecnico, il Padova di Alessandro Dal Canto, il Pescara dell’ex Zdenek Zeman, classe ’47, il decano della categoria, il Grosseto di Guido Ugolotti.
La parte finale del campionato riproporrà duelli di notevole spessore. Tris «pesante» nella settimana dal 29 ottobre al 5 novembre: Reggina (con una vecchia conoscenza, Emiliano Bonazzoli, e una meteora passata senza lasciare traccia, Vincenzino Sarno), Verona (un derby quantomai sentito, con Matteo Mandorlini che lotterà contro papà Andrea) e Sampdoria (con Andrea Rispoli, Paolo Castellini e Pietro Accardi).
Duri pure i confronti di dicembre: con il Varese di Benny Carbone, che ha appena sfiorato la promozione, il Bari di Vincenzo Torrente (in questi giorni in ritiro in Valle Camonica, prima a Borno, poi a Darfo) e il Livorno di Walter Novellino. Chiusura il 6 gennaio al Rigamonti col Crotone di Leonardo Menichini, ex Lumezzane, nonchè ex braccio destro di Carletto Mazzone.

 

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”BRESCIA”. Un secolo di grande passione nato in un albergo del centro , Sergio Zanca


LA STORIA.

Il 17 luglio 1911 la riunione dei soci fondatori sancisce la nascita del «Brescia football club»
In una sala dell’hotel «Panteo», in via Gabriele Rosa, il primo atto di una grande storia Il primo presidente è Pippo Coppi. E i colori sociali scelti sono il blu oltremare e l’arancio

Cin cin per i cento anni. Il Brescia taglia questo traguardo proprio oggi, domenica 17 luglio 2011. Un secolo di vita, un secolo vissuto tutto in biancazzurro.
«Ieri sera -scriveva “La provincia” il 18 luglio 1911, come emerso da una ricerca effettuata dall’ex massaggiatore e storico archivista del Brescia Dino Maggi-, in una sala dell’albergo Panteo, gentilmente concessa, si sono riuniti in assemblea gli aderenti alla nuova società sportiva, denominata Brescia football club. Presiedeva il signor Apollonio. Venne approvato all’unanimità lo statuto, avente per scopo la diffusione e la coltivazione (sic) del giuoco del calcio. Approvati anche i colori: bleu oltremare e arancio, uniti a larghe righe verticali».

Poi l’attribuzione delle cariche: Pippo Coppi presidente, Franco Apollonio vice, consiglieri Franco Cuzzetti, Candido Morandini, Ettore Bacchelli, Luigi Cremasco, Antonio Bianchi, Emilio Bruno, Ardiccio Modena, Battista Vielmi, Umberto Vesconi, Paolo Carera, Antonio Masperi. Revisori dei conti: Andrea Capponi, Giuseppe Galanti e Mario Foli. «Mentre paludiamo alla felice iniziativa di un gruppo di amatori di tal genere di sport e dell’ottima organizzazione dei medesimi -concludeva il giornale locale -, presentiamo agli eletti le nostre migliori congratulazioni. La sede della nuova società è presso l’albergo del Panteo, in via Gabriele Rosa 37». Il Brescia nasce dopo una serie di fusioni tra varie società (Forti e Liberi, Gimnasium, U.S.Bresciana, Brixia, Vittoria), effettuate in tempi diversi. Come allenatore viene scelto Ettore Bacchelli. Il primo campo da gioco è situato in via Milano.

IL 1911 è l’anno della dichiarazione della guerra alla Turchia per la conquista della Libia (scaduto l’ultimatum, il generale Caneva sbarcò a Tripoli, impossessandosi di Bengasi, Tobruk e dei principali centri costieri, utilizzando per la prima volta aerei e dirigibili), della scoperta dei raggi cosmici (da parte dell’austriaco Hess) e della camera a nebbia (lo scozzese Wilson). Amudsen raggiunge il polo Sud, il polacco Funk scopre l’azione delle vitamine, lo psicologo Binet elabora una scala per la valutazione dell’intelligenza e D’Annunzio scrive il «Martirio di San Sebastiano». È anche l’anno in cui si costruiscono il primo idrovolante (negli Stati Uniti) e il primo bimotore (in Inghilterra), e la Nestor Film Corporation fonda il primo studio cinematografico a Hollywood.

IN SETTEMBRE, un paio di settimane dopo il furto della Gioconda al Louvre di Parigi (per mano di un decoratore italiano), il Brescia prende parte al torneo di Colorno. «Nelle intenzioni dei dirigenti -leggiamo ancora sulla “Provincia”- è vibrante lo scopo di dare il maggiore impulso e la più larga diffusione allo splendido gioco del calcio. A questo fine si decide di partecipare a una competizione alla quale hanno già aderito squadre forti, quali il Bologna, il Milano, il Modena, il Firenze. Della compagine che rappresenta i nostri colori è superfluo ogni elogio, poichè già conosciuta per gli splendidi incontri sostenuti contro Mantova, Treviglio, Crema, Cremona, eccetera». Si parla di «abnegazione e grande coraggio col quale si dispongono agli allenamenti sotto la competente direzione dei trainer Ettore Bacchelli e Fritz Ruchti».

ALTRO RITAGLIO. «Col match di selezione di domenica 3 si è formata la prima squadra che il 10 settembre affronterà il Bologna. I componenti: Modena, Carrera, Ponti, Vicini II, Maraglio, Bruno, Vicini I, Ruchti, Quattrini, Vicini III, Zambeni. Sostituto: Rizzi. I giocatori sono invitati alla riunione di stasera, giovedì 7, alle ore 21 precise, nella sede sociale, per l’elezione del capitano». Qualche giorno dopo, l’annuncio: «Ci telegrafano da Colorno. Con un campo affollatissimo, si è svolto un importante match di football col Bologna, che tanto si distinse l’anno scorso concorrendo ai campionati di prima categoria. Il Brescia ha vinto l’accanito confronto per due goal a uno, aggiudicandosi così la grande medaglia d’oro della Regina Madre». Seguono le congratulazioni «con la giovane e promettente associazione, per la magnifica affermazione, che prelude a nuove competizioni e a nuove vittorie». Fin qui l’avvio.

Il Brescia deve comunque attendere il 1914 per affacciarsi alla ribalta del calcio che conta, mescolato alle squadre venete e alle emiliane. Tra i protagonisti Trivellini, Cevenini II, Luigi Vielmi, Ceresoli, Grazioli, Bruciamonti, Pizzi, Santi, Ferrari, Frati, Frigerio. Allenatore: Ratti. Il campionato se lo aggiudica il Vicenza, davanti a Hellas Verona, Venezia e Modena, con gli azzurri appaiati al Bologna. Nel ’15 il Brescia, inserito nel girone E, chiude alle spalle di Inter e Como. Due elementi di gran classe (De Vecchi e Lana), nella nostra città per il servizio militare, rafforzano l’organico.

La ripresa dopo la guerra, nel ’20,
è dovuta a un gruppo di nuovi dirigenti, guidati dal conte Marinoni, neopresidente. Compaiono Bollani, Ballini, Pisa, Ratti, Carraro, Cermoglio, Ferrero, Bellardi, Rizzi, Lanfritto e il cecoslovacco Fiverb. Viene inaugurato il campo di via Cesare Lombroso: confina coi binari della ferrovia e lo stabilimento di mitragliatrici Breda. Nel gruppo A della Lombardia, il Brescia conquista un lusinghiero secondo posto, dietro l’Inter di Scheidler e Cevenini III, che supera i turni successivi e vince il titolo.

Nel ’22, in contrasto con la Figc, partecipa al torneo della Confederazione calcistica italiana, assieme a tutte le più forti. Nel ’28 la formazione, completamente autarchica (Trivellini, Pasolini, Rocchi, Belardi, Bersani, Bissolotti, Bonardi, Giuliani, Rizzi, Evaristo e Berardo Frisoni), coglie l’ottavo posto (su 12) nel gruppo A del Nord Italia. Nel ’29 il miglior piazzamento di quel periodo antelucano: secondi con la Juventus nel gruppo B, dietro il Bologna di Gianni, Monzeglio, Schiavio, Pitto e Busini che, nella finalissima, batterà il Torino.

A QUESTO PUNTO inizia un’altra storia, quella del girone unico. E Carletto Mazzone, nel giugno 2001, conquista il settimo posto. Si tratta del risultato più brillante degli ultimi ottant’anni. Ci vuole un decano per far sentire arzillo il Brescia, regalandogli un sogno: la partecipazione all’Intertoto, con gare a Budapest, Praga, Parigi (al Parco dei Principi contro il Paris St. Germain) e, successivamente, a Villareal (Spagna). Un’epoca aurea, la migliore di tutti i tempi per la società biancazzurra.
Il presidente, naturalmente, è quello attuale: Gino Corioni. Sono i tempi di Roby Baggio, in assoluto uno dei migliori giocatori di tutti i tempi, che rimane 4 anni segnando 45 reti in 95 incontri.

L’INGRESSO in Europa rappresenta il punto massimo raggiunto in competizioni a livello internazionale, al livello del successo nel torneo anglo-italiano contro il Notts County, ottenuto nel 1994 a Wembley (Londra) grazie a una rete segnata dal centravanti Gabriele Ambrosetti.

Ma se si riavvolge l’album dei ricordi e si torna indietro si un secolo, ecco che spuntano fotografie di un calcio che non c’è più, di un’epoca che non c’è più ma nei quali il calcio e lo sport Bresciano affondano le proprie radici. Cento anni di passione, sudore, gioie e delusioni, cento anni di passione, cento anni lunghissimi ma cento anni in cui i tifosi non hanno mai smesso di amarlo: auguri e buon centenario, caro vecchio Brescia.

bresciaoggi/Domenica 17 Luglio 2011

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