L’ATTESA. Il presidente non tradisce la linea del basso profilo per parlare del campionato alle porte
Parla Corioni: «In serie A eravamo da metà classifica e siamo retrocessi: ancora non riesco a spiegarmelo Adesso puntiamo sui giovani e conterà iniziare bene»
Ormai dovrebbe averci fatto il callo, dovrebbe essere impermeabile a qualsiasi tipo di emozione. Ma un campionato che sta per iniziare (in realtà è iniziato ieri sera con l’anticipo Sampdoria-Padova) non può lasciare indifferente nemmeno il presidente più scafato.
Figurarsi uno come Gino Corioni, da più di 20 anni al timone del Brescia, nei mesi scorsi vanamente impegnato a trovare acquirenti o nuovi soci, orgoglioso a tal punto da essere sempre arrivato in tempo, anche a costo di salti mortali, per scongiurare la penalizzazione in classifica per il mancato pagamento degli stipendi arretrati: «Finchè sarò presidente – ripete sempre a chi tocca l’argomento – questo non deve succedere».
CORIONI è nello sport da più di 40 anni. Prima il ciclismo, che lo appassiona da sempre. Poi il calcio: Ospitaletto, Bologna, Brescia. Una parabola fatta di tonfi e di trionfi: l’Ospitaletto portato dalla Seconda categoria alla C1, il Bologna trasformato da una squadra in bilico tra la C e la B in un’armata che vinceva e divertiva (la banda Maifredi, i ragazzi dell’Ospitaletto, Cusin, De Marchi, Monza e Gilardi più il mitico Villa dell’Orceana).
Il Brescia di Corioni ha toccato l’abisso (i 12 punti in serie A nel ’94-95, record negativo; il campionato scorso) e vette mai raggiunte prima nella sua storia secolare: i 5 anni di fila di serie A, i campioni fatti in casa (i Filippini, Diana, Pirlo) e quelli che hanno fatto sognare (Hagi, Baggio, Guardiola, Toni).
Ma quel tempo è finito, la parola d’ordine fino a fine mese è «vendere», per tutta la stagione «austerità». Il presidente si appresta a vivere una stagione particolare e la sua curiosità di vedere alla prova dei tre punti una squadra giovane è quella di tutti i Bresciani, corioniani e anticorioniani.
«NO, quest’anno niente proclami – dice il presidente -. Non è il caso, non è giusto. Però questo gruppo mi piace». Ed è un gruppo di giovani temprati chi dalla retrocessione chi da un anno in Lega Pro, l’ex serie C: «I nostri ragazzi valgono e lo dimostreranno sul campo – prosegue Corioni -. Le prime uscite mi hanno soddisfatto, soprattutto quelle in Coppa Italia. Perchè questo Brescia, oltre che giovane, gioca pure bene e il merito è di Scienza».
In un colloquio dai toni sommessi, questo è l’unico punto in cui il pres alza la voce. Si mostra deciso nell’elogiare il suo allenatore. Giorni fa lo ha definito «un vero maestro».
Un anno fa, però, Brescia pregustava la serie A ritrovata dopo 5 anni: «Avevamo una squadra da metà classifica e siamo retrocessi: ancora non me lo spiego». Un anno fa erano appena arrivati Eder e Diamanti, Caracciolo era un punto fermo e Possanzini iniziava a sentirsi mancare la terra sotto i piedi. E a proposito dell’Airone: «È un giocatore del Brescia che si allena staccato dagli altri e non fatemi dire di più».
Caracciolo è una ferita aperta nel cuore del presidente. La stima è reciproca, certo che le ragioni di cassa… «Da qui alla fine dobbiamo solo vendere – e Corioni ribadisce quanto detto a Orzinuovi giovedì -. Non arriverà nessuno. Anche perchè il nostro è un gruppo interessante».
NIENTE PROCLAMI, monte ingaggi più che dimezzato (da più 22-23 milioni a 8-9 milioni), squadra ringiovanita. Una politica che i tifosi sembrano apprezzare: «Ho visto che si sono abbonati in 2.000 – sottolinea Corioni -. Sarà anche che prezzi più bassi di così si muore, ma 2.000 abbonati non li abbiamo mai fatti ultimamente. E spero diventino di più».
Domani si parte. E c’è il Vicenza, avversario tradizionale, che tenne a battesimo il Brescia anche nel 2007-2008. E al «Rigamonti» fu un 2-0, firmato da Taddei e Possanzini: «Il nostro obiettivo è di vincere le partite – dice Corioni – e di partire bene. Perchè partire bene è importante. Per tutto: per caricare l’ambiente, per dare fiducia ai giocatori».
E magari anche al presidente… «Ma io di questo gruppo ho fiducia. Si è visto nelle amichevoli e in Coppa Italia. Il mercato? Mi sembra che chiuda tra una settimana, no?».
E intanto si apre il campionato. E Corioni, sotto sotto (ma nemmeno tanto), spera.
bresciaoggi