serie b Archive

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Serie B, Brescia-Nocerina 2-0 (sintesi)

BRESCIA – Il Brescia agguanta la quarta vittoria di fila mentre la Nocerina deve accusare un altro duro colpo al proprio campionato. ‘Rondinelle’ e “Rossoneri” si sono incontrati al Rigamonti per il posticipo della 23esima giornata della serie B.

Una rete per tempo per la squadra di Calori

Al 23′ del primo tempo è il solito El Kaddouri che apre le segnature. Al 27′ della ripresa ci pensa Jonathas a chiudere l’incontro. Grazie a questa vittoria, le Rondinelle scalano ancora la classifica e raggiungono al nono posto, a 31 punti, la Juve Stabia (che incontrerà nell’anticipo di martedì 31 gennaio) mentre i Rossoneri rimangono in coda da soli con appena 16 punti.

IL TABELLINO

Brescia (3-5-1-1): Arcari; Martinez, De Maio, Caldirola; Zambelli, Martina Rini, Budel, Mandorlini, Daprelà; El Kaddouri; Jonathas. All.: Calori.

Nocerina (4-2-3-1): Concetti; Pomante, De Franco, Di Maio, Nigro; Bruno, Parola; Gherardi, Farias, Catania; Plasmati. All.: Campilongo.

Arbitro: C. Gavillucci di Latina.

CLASSIFICA: Torino 46, Sassuolo 46, Verona 44, Pescara 42, Padova 38, Varese 34, Reggina 32, Grosseto 32, Brescia 31, Juve Stabia 31,  Sampdoria 30, Cittadella 30, Bari 29, Vicenza 26, Livorno 25, Crotone 24, Modena 24, Albinoleffe 23, Empoli 22, Gubbio 22, Ascoli 18, Nocerina 16.

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Sintesi Varese vs Verona – Serie B girone di andata – 18 dic 2011

Sintesi di Varese vs Verona“Varese 0 – Verona 0″

Serie B girone di andata

Sintesi – Highlights
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Sintesi, Interviste, Cronaca 20^ giornata (Highlights) » Vivicentro Network
http://www.vivicentro.org/home/blog/201112176260-la-serie-b-sintesi-intervist…

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(ndr: video in elaborazione. Se non fosse ancora visibile si prega di riprovare a breve)

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Per disposizioni Federali, gli Highlights devono restare all’interno della piattaforma di chi, come noi, ha acquisito i diritti di video_cronaca. Invitiamo, pertanto, a visionare le partite che interessano all’interno del nostro Network cercandole nella categoria SPORT dell’edizione Regionale di pertinenza (o Nazionale se non esistente) selezionabile dalla barra di comando delle stesse o tra quelli che, per ulteriore vs comodità, vi indichiamo a seguire:

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Sintesi “Brescia vs Bari” Serie B 19^ giornata di andata – 10 dic. 2011

Serie B: “Brescia 1 – Bari 3″

sintesi "bescia vs bari"

19^ giornata di andata – 10 dic. 2011

(se il video non fosse visibile perché ancora in elaborazione, riprovare più tardi)

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Sintesi: “Verona vs AlbinoLeffe” Serie B 19^ giornata di andata – 10 dic. 2011

Serie B: Verona 1 – AlbinoLeffe 0

Sintesi Ascoli vs Varese

19^ giornata di andata – 10 dic. 2011

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Serie B, il Brescia rallenta in testa; la Juve Stabia vince con la Reggina

I Bari tra le top 10. Primo punto per l’Ascoli partito da -7

Il Brescia rallenta in testa mentre il Bari si affaccia tra le top 10 e l’Ascoli raccoglie il suo primo punto dopo i risultati della settima di serie B caratterizzata da ben 5 successi esteri e con 40 gol realizzati.

 

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Questa e la nuova classifica:

Padova e Torino 17;

Brescia e Sassuolo 15;

Grosseto 13;

Sampdoria e Pescara 12;

Livorno, Verona e Bari 11;

Reggina 10;

Nocerina 8;

AlbinoLeffe e Cittadella 7;

Juve Stabia (-1), Varese e Empoli 6;

Crotone (-1) e Modena 5;

Vicenza e Gubbio 3;

Ascoli (-7) 1.

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Un punto per il Brescia 1-1 con la Nocerina

Sul campo dei campani reti di Castaldo e Antonio nel finale di primo tempo. Ma i biancazzurri recriminano: Feczesin palo e traversa

Antonio realizza la rete del pareggio per il Brescia

Seconda giornata del campionato di Serie B: il Brescia torna imbattuto dal campo di Nocera. Primo tempo di marca bresciana con Feczesin al 14′: colpo di testa ma Pomante salva sulla linea. Il Brescia tiene il pallino del giooco, la Nocerina si difende e riparte e al 40′ segna: grande risposta di Leali su Catania ma sulla respinta Castaldo di testa firma il vanraggio. Ma proprio al 45′ azione personale di Antonio conclusa con un radente nell’angolo dal limite dell’area: palla in fondo al sacco e 1-1. In avvio di ripresa Magli stostituisce Zoboli, in non perfette condizioni, mentre la partita pare riprendere con meno verve con Leali attento al 17′ su Negro. Altro cambio nel Brescia al 25′: esce Vass, entra Martina Rini. E grande chance al 29′ per il Brescia: cross pennellato di Zambelli, piatto al volo di Feczesin che centra il palo. Al 31′ poi Gigi Scaglia prende il posto di Antonio, e al 42′ mette sul destro di Feczesin una palla che andrebbe soltanto spinta dentro: ma dal limite dell’area piccola l’ungherese spreca incredibilmente mandando sulla traversa. Nel finale Gori in uscita su Jonathas: i due arrivano sul pallone, l’attacante va giù al contatto con il portiere, restano molti dubbi. E così finisce in parità.

bresciaoggi

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Brescia, la «prima» è di notte Ma serve una partenza lampo Vincenzo Corbetta

La squadra del presidente Corioni si presenta alla prova dei 3 punti dopo il buon precampionato
Problemi sulla sinistra: Daprelà e Berardi sono acciaccati Budel è squalificato: in mediana Martina Rini e Salamon Davanti El Kaddouri favorito per il ruolo di trequartista

È il giorno del debutto del Brescia. Anzi, la sera. La notte, quasi. Il rinvio della prima giornata di serie A ha obbligato la Lega di serie B a spostare l’orario della gara con il Vicenza: allo stadio «Rigamonti» non si gioca più alle 19 ma alle ore 21 per coprire il vuoto della pay-tv lasciato da Cagliari-Milan.
Qualche anima candida, su internet, è arrivata persino a elogiare la magnanimità di chi ha deciso la variazione: «Alle 21 fa meno caldo». Ingenuità d’estate.

LE PAY TV non fanno solidarietà. Ormai spadroneggiano. Ma è un fatto che senza le pay-tv il calcio italiano scomparirebbe in un amen. E difatti nessuno si azzarda a fare uno sciopero, cioè a cancellare in toto una giornata, azzerando anche i soldini che le società ricevono per le dirette televisive.
Così la prima del Brescia ha il fascino indiscreto della sera che declina verso la notte. Ma l’orizzonte biancazzurro non tende al chiaro. E non solo perchè, come ha detto il presidente Gino Corioni a Bresciaoggi, «si viaggia a fari spenti» (ma «con i radar accesi», ha aggiunto ieri mattina Ugo Calzoni, il responsabile delle relazioni esterne e istituzionali). La retrocessione in serie B ha costretto via Bazoli a una cura dimagrante per dare ossigeno alle casse, svuotate da 23 milioni di euro di monte ingaggi, già sceso a poco meno di 10.
Beppe Scienza e la squadra si trovano in una situazione paradossale. Si gioca a mercato non ancora chiuso. È un altro degli scandali del calcio italiano. Inutile a questo punto fare i ritiri, pianficare qualsiasi tipo di squadra, di schema, di alternativa. Poveri allenatori, che poi pagano per primi se i risultati non arrivano. E visto che bambole non c’è una lira, il Brescia deve aspettare che qualcosa si muova mentre iniziano gli impegni che contano.
La squadra è palesemente incompleta, «faremo tutto o quasi», spiega il direttore sportivo Andrea Iaconi. E Calzoni parla di ripresa di contatti per affincare o sostituire Gino Corioni, «che anche stavolta – sono le parole del manager camuno – ha dovuto prendere da solo il timone di questa barca».

E VISTO che il nuovo addetto stampa Roberto Rodio, come Budel e Cordova un anno e mezzo fa, viene dal Parma, vuoi vedere che Tommaso Ghirardi… «Ma no – la replica di Calzoni, che tra l’altro ha un passato all’Ente Fiera della città emiliana -. Con Ghirardi abbiamo parlato di cibo in qualche cena gussaghese con amici comuni».
In attesa di sapere se le rose fioriranno (ma ci sono el rose?), ecco Brescia-Vicenza. Scienza deve rinunciare allo squalificato Budel, agli infortunati Cordova e Mareco. C’è un problema sulla sinistra: Daprelà ha una caviglia malconcia, Berardi non è al meglio.
Il 4-3-1-2 dovrebbe prevedere Leali tra i pali; Zambelli, De Maio, Zoboli e Daprelà (o Berardi, ma tra i convocati c’è pure Dallamano) in difesa; Martina Rini e Vass con Salamon regista in mezzo; El Kaddouri (o Antonio) dietro Jonathas e Feczesin. Nel Vicenza c’è l’ex Pisano, che a Brescia fu messo ai margini per questioni contrattuali, e in panchina il duo Baldini-Adani.
E sulla fuga di 6 anni fa, Adani ricorda: «Ci fu un’aggressione pilotata nei miei confronti. Ero il capro espiatorio di una certa situazione, non si poteva andare avanti».

bresciaoggi

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«Brescia, partiamo nascosti A fari spenti si viaggia meglio» Vincenzo Corbetta

L’ATTESA. Il presidente non tradisce la linea del basso profilo per parlare del campionato alle porte
Parla Corioni: «In serie A eravamo da metà classifica e siamo retrocessi: ancora non riesco a spiegarmelo Adesso puntiamo sui giovani e conterà iniziare bene»

Ormai dovrebbe averci fatto il callo, dovrebbe essere impermeabile a qualsiasi tipo di emozione. Ma un campionato che sta per iniziare (in realtà è iniziato ieri sera con l’anticipo Sampdoria-Padova) non può lasciare indifferente nemmeno il presidente più scafato.
Figurarsi uno come Gino Corioni, da più di 20 anni al timone del Brescia, nei mesi scorsi vanamente impegnato a trovare acquirenti o nuovi soci, orgoglioso a tal punto da essere sempre arrivato in tempo, anche a costo di salti mortali, per scongiurare la penalizzazione in classifica per il mancato pagamento degli stipendi arretrati: «Finchè sarò presidente – ripete sempre a chi tocca l’argomento – questo non deve succedere».

CORIONI è nello sport da più di 40 anni. Prima il ciclismo, che lo appassiona da sempre. Poi il calcio: Ospitaletto, Bologna, Brescia. Una parabola fatta di tonfi e di trionfi: l’Ospitaletto portato dalla Seconda categoria alla C1, il Bologna trasformato da una squadra in bilico tra la C e la B in un’armata che vinceva e divertiva (la banda Maifredi, i ragazzi dell’Ospitaletto, Cusin, De Marchi, Monza e Gilardi più il mitico Villa dell’Orceana).
Il Brescia di Corioni ha toccato l’abisso (i 12 punti in serie A nel ’94-95, record negativo; il campionato scorso) e vette mai raggiunte prima nella sua storia secolare: i 5 anni di fila di serie A, i campioni fatti in casa (i Filippini, Diana, Pirlo) e quelli che hanno fatto sognare (Hagi, Baggio, Guardiola, Toni).
Ma quel tempo è finito, la parola d’ordine fino a fine mese è «vendere», per tutta la stagione «austerità». Il presidente si appresta a vivere una stagione particolare e la sua curiosità di vedere alla prova dei tre punti una squadra giovane è quella di tutti i Bresciani, corioniani e anticorioniani.
«NO, quest’anno niente proclami – dice il presidente -. Non è il caso, non è giusto. Però questo gruppo mi piace». Ed è un gruppo di giovani temprati chi dalla retrocessione chi da un anno in Lega Pro, l’ex serie C: «I nostri ragazzi valgono e lo dimostreranno sul campo – prosegue Corioni -. Le prime uscite mi hanno soddisfatto, soprattutto quelle in Coppa Italia. Perchè questo Brescia, oltre che giovane, gioca pure bene e il merito è di Scienza».
In un colloquio dai toni sommessi, questo è l’unico punto in cui il pres alza la voce. Si mostra deciso nell’elogiare il suo allenatore. Giorni fa lo ha definito «un vero maestro».
Un anno fa, però, Brescia pregustava la serie A ritrovata dopo 5 anni: «Avevamo una squadra da metà classifica e siamo retrocessi: ancora non me lo spiego». Un anno fa erano appena arrivati Eder e Diamanti, Caracciolo era un punto fermo e Possanzini iniziava a sentirsi mancare la terra sotto i piedi. E a proposito dell’Airone: «È un giocatore del Brescia che si allena staccato dagli altri e non fatemi dire di più».
Caracciolo è una ferita aperta nel cuore del presidente. La stima è reciproca, certo che le ragioni di cassa… «Da qui alla fine dobbiamo solo vendere – e Corioni ribadisce quanto detto a Orzinuovi giovedì -. Non arriverà nessuno. Anche perchè il nostro è un gruppo interessante».

NIENTE PROCLAMI, monte ingaggi più che dimezzato (da più 22-23 milioni a 8-9 milioni), squadra ringiovanita. Una politica che i tifosi sembrano apprezzare: «Ho visto che si sono abbonati in 2.000 – sottolinea Corioni -. Sarà anche che prezzi più bassi di così si muore, ma 2.000 abbonati non li abbiamo mai fatti ultimamente. E spero diventino di più».
Domani si parte. E c’è il Vicenza, avversario tradizionale, che tenne a battesimo il Brescia anche nel 2007-2008. E al «Rigamonti» fu un 2-0, firmato da Taddei e Possanzini: «Il nostro obiettivo è di vincere le partite – dice Corioni – e di partire bene. Perchè partire bene è importante. Per tutto: per caricare l’ambiente, per dare fiducia ai giocatori».
E magari anche al presidente… «Ma io di questo gruppo ho fiducia. Si è visto nelle amichevoli e in Coppa Italia. Il mercato? Mi sembra che chiuda tra una settimana, no?».
E intanto si apre il campionato. E Corioni, sotto sotto (ma nemmeno tanto), spera.

bresciaoggi

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SERIE B. Budel si «gusta» il Brescia con lo stipendio spalmato , Roberto Timpini

Passo importante nella costruzione della squadra: modificato un contratto «pesante»
Il centrocampista pronto a fare un sacrifcio economico: passa dal biennale da 600mila euro al triennale da 400 «Il mio desiderio di restare in biancazzurro è concreto»

Alla fine di un tiramolla che quasi non c’è stato Alessandro Budel resterà a Brescia. La permanenza del resto era assicurata da un contratto con scadenza giugno 2013, ma per continuare a vestire la maglia biancazzurra il centrocampista arrivato nel gennaio 2010 ha deciso di accettare una cospicua riduzione dell’ingaggio, spalmando in tre anni quanto gli avrebbe fruttato l’attuale accordo: il biennale da un milione e 200 mila euro (600 a stagione) dovrebbe trasformarsi in un triennale da 400 mila euro annui: nella sostanza la cifra complessiva resterà invariata, ma con un anno di durata in più.

A suggellare l’accordo mancherebbe ancora la firma, ma le parti sarebbero vicine all’intesa che farà di Budel un pilastro del Brescia, legandolo per i prossimi tre anni.

A giocare un ruolo decisivo nell’operazione le indicazioni avute dalle amichevoli di agosto, con il Brescia che ha ritrovato un giocatore di sicuro affidamento per il centrocampo e Budel che ha riscoperto di poter fare nuovamente affidamento sul Brescia, dopo a metà della scorsa stagione non aveva più trovato spazio in squadra finendo per essere dirottato al Torino. Così nelle formazioni del pre-campionato (amichevoli e coppa) Budel è tornato a essere un punto fermo, anche se non sempre nel punto preferito del centrocampo: quello di regista.

DA QUI l’accelerazione nella trattativa per il nuovo accordo: «Finora – spiega Budel – non c’è stato un vero e proprio incontro con il presidente. Penso che ci sarà prima del campionato, anche se non posso prevedere se succederà fra due giorni o due settimane».
Succederà, e non è solo un’impressione, solo quando la ruota del mercato, che ha girato per Hetemaj e Diamanti, riprenderà a girare e si fermerà sui nomi di Caracciolo e Kone: non necessariamente nell’ordine, ma un incontro ufficiale che ancora non c’è stato, non significa che presidente e giocatore non abbiano scambiato quattro chiacchiere: «Due chiacchiere le abbiamo fatte – precisa Budel -. Corioni mi ha detto che deve risparmiare sui contratti e mi anche fatto una proposta».

BUDEL non va oltre, ma è facile intuire che anche se la distanza tra la proposta del presidente e la richiesta del giocatore era piuttosto notevole non è stato impossibile trovare un punto d’incontro: «Non ho mai nascosto – ricorda il centrocampista biancazzurro – il desiderio di rimanere a Brescia e più volte ho ribadito che per farlo sono disposto a fare qualche sacrificio».

Il posto fisso nelle amichevoli ha dato una mano alla volontà di restare: «Un segnale – ammette Budel -, magari piccolo, ma pur sempre un segnale, almeno per quanto riguarda l’aspetto tecnico. Ho parlato con Scienza, mi ha detto di considerarmi un punto fermo della squadra e questo non può farmi che piacere e accrescere il desiderio di restare». Tanto da fare qualche sacrificio.

 

bresciaoggi

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Kone prepara la valigia «In B non posso restare» Roberto Timpini

IN PARTENZA.

Il centrocampista greco parte per la chiamata della Nazionale. E anticipa i saluti
«A Brescia sono stato bene, ma con la retrocessione devo cambiare Non posso rischiare di perdere la nazionale nell’anno degli Europei»

Per Panagiotis Kone finisce alle 18.30, mezz’ora in anticipo rispetto alla squadra, il ritiro di Storo. Questa mattina un aereo lo porterà in Grecia e poi con la sua nazionale volerà a Sarajevo, dove mercoledì giocherà un’amichevole con la Bosnia. Dai 45 minuti con i dilettanti della Valle del Chiese alla maglia di titolare della Grecia. Un salto non da poco: «Ringrazio Scienza – dice Kone, e suona come un messaggio d’addio anche se difficilmente lo sarà nelle prossime ore – per avermi permesso di giocare un tempo dell’amichevole. Quarantacinque minuti – precisa Kone – non cambiano la situazione. Sono grato a Scienza perché avevo bisogno, in vista della partita di mercoledì prossimo, di giocare sia pure per un tempo. Un buon allenamento. Niente di più e niente di diverso».

IN VALIGIA la voglia di Nazionale e le preoccupazioni per il futuro. Del resto Corioni è stato chiaro: «Alla fine – ha profetizzato in settimana il presidente -. Kone lascerà Brescia, ma la mia impressione è che non avvenga subito». «Ed è anche la mia di impressione – ammette il centrocampista greco –, ma non ho perso la speranza di venire ceduto prima della chiusura del mercato, anche se so perfettamente che non sarà facile».
Difficile non credere a un albanese, che ha sempre vissuto in Grecia, e che esibisce una barba da far invidia al profeta: «Sono grato al Brescia – spiega Kone – e non è la solita frase di circostanza di chi sa che tanto se ne andrà. Sono sul serio molto grato al Brescia perché se oggi ho qualche probabilità di mercato e se sono nella Nazionale Greca tutto questo lo devo al Brescia, ma non posso e non voglio restare».
Dovesse succedere quello che Corioni non si augura e il greco non vuole, nelle casse del Brescia non entrerebbe denaro fresco che, aggiunto al milione e mezzo di euro incassato per la cessione della metà di Diamanti e il discreto gruzzolo che porterà la vendita di Caracciolo, servirà a dare più respiro alla società: «Non mi poso permettere un campionato di serie B e non se lo può permettere il Brescia – conferma Kone -. Giocare in B significherebbe perdere la Nazionale. Non voglio, soprattutto ora che la Grecia si gioca l’ammissione all’Europeo. E a 24 anni si ha il diritto di guardare avanti. Guardare avanti per me significa giocare il prossimo anno in A. Possibilmente in una buona squadra».
E continuare l’avventura con la Nazionale, anche se il calcio greco sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia: «Non siamo stati capaci – sostiene Kone – di sfruttare l’effetto del titolo europeo. In Grecia è arrivato un esercito di stranieri e il livello del nostro calcio non è affatto migliorato. In compenso si sono trascurati i giovani. Ua brutta situazione e un brutto momento per il Paese. I ragazzi studiano, si laureano, ma sanno che non troveranno lavoro. Lo scontento e la rabbia crescono di giorno in giorno. Anche in Italia ci sono molti problemi, ma in Grecia si sta decisamente peggio».

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