I MODULI. Da oggi è possibile la compilazione. Anche on line sul sito Internet censimentopopolazione.istat.it : vi si accede inserendo la password arrivata a casa*
L’assessore Ambrosi rassicura: «Un numero diretto per chi ha bisogno di assistenza» Agli uffici delle Politiche Sociali gli anziani potranno verificare l’identità dei «rilevatori»
* ndr: a chi è arrivata? A me come a tanti altri, ad esempio, proprio per niente; nulla di nulla; ne moduli ne altro, E allora? Pronta a che, come; al nulla e al solito a chiacchiere? STAN (Stanislao Barretta)
Il 9 ottobre è arrivato. Da oggi è possibile compilare il modulo del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. L’attesa è terminata nelle prime ore di oggi quando a mezzanotte è scattata l’ora «x». Brescia è pronta ad affrontare la sfida di questo nuovo censimento. La macchina organizzativa ha già caldi i motori e «i cittadini possono stare tranquilli – afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Diego Ambrosi – perchè c’è tutto il tempo e tutta l’assistenza per poter portare a temine il diritto- dovere di partecipare al censimento».
Questa seconda domenica del mese di ottobre è stata scelta dall’Istat come data di riferimento per fotografare la popolazione presente sul territorio italiano. Ora si può prendere la penna (vietato usare quella rossa) e rispondere alle domande del questionario arrivato a ogni Bresciano. Moduli che hanno cominciato a fare capolino nella cassetta delle lettere (e non più consegnati da un rilevatore) delle famiglie fin dal 13 settembre. Chi non lo avesse ancora ricevuto porti pazienza: c’è tempo fino alla fine di questo mese per riceverlo.
SE LA VERSIONE cartacea poteva indurre qualcuno alla compilazione anticipata, per il questionario on line non c’è stato questo pericolo: solo oggi l’Istat ha attivato la sezione del sito che permetterà la compilazione on line del modulo. Questa è senz’altro la modalità di compilazione più consigliata perchè permette di velocizzare tutte le procedure di raccolta dati. Come è spiegato sulla prima pagina del modulo, per rispondere ai quesiti via web è necessario collegarsi al sito http://censimentopopolazione.istat.it e inserire la password indicata sul questionario. Il 9 ottobre è si il giorno prescelto per fare il conto delle teste, ma questa data non vincola i cittadini a dovere per forza compilare il questionario oggi. C’è tempo fino al 20 novembre per leggere e rispondere alle domande che saranno utili per cogliere i cambiamenti in atto nel Paese e orientare le politiche economiche, sociali e ambientali.
A Brescia si stanno consegnando circa 100 mila questionari: 95 mila i fogli diretti alle famiglie, 4 mila quelli che andranno a individuare le abitazioni non occupate e 103 questionari di convivenza (inteso come insieme di persone coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari e di pena). A differenza dei passati censimenti, quest’anno la consegna è compito esclusivo dei portalettere, niente più quindi rilevatori addetti al recapito dei fogli a casa dei cittadini. Ma queste figure non sono state messe in soffitta, tutt’altro: a loro toccherà provvedere alla consegna dei moduli alle famiglie con più di 6 componenti (400 nel comune di Brescia), alle famiglie di nuova costituzione (dopo il 31/12/2010) e a quanti non sono abitualmente dimoranti in Italia ma che sono temporaneamente presenti alla data del censimento (in questa fascia rientrano anche gli stranieri che dimorano in città sprovvisti di permesso di soggiorno). In aggiunta saranno impiegati anche nel recupero dei questionari non ancora rientrati e nella verifica sul territorio di quelle situazioni (circa 20 mila) riferite a persone potenzialmente dimoranti abitualmente a Brescia.
I FOGLI ISTAT rispettano anche una colorazione specifica a seconda della tipologia del destinatario: un bouquet di colori che va dal rosso al rosa e dal verde all’azzurro. Inoltre, per i comuni sopra i 20 mila abitanti, l’Istat ha studiato una forma short e una long del questionario: la versione «ristretta» si limiterà a chiedere ai cittadini le informazioni demografiche mentre quella «allargata» avrà il compito di porre anche domande di natura socio-economica. Circa 33 mila famiglie Bresciane – scelte in modo campionario – riceveranno il questionario lungo.
Essendo la compilazione del questionario del Censimento un obbligo sancito dalla legge, il Comune di Brescia ha pensato anche a quelle persone che per una serie di motivi – anzianità o malattia – hanno difficoltà nel rispondere ai quesiti. Previa segnalazione al comune da parte di associazioni e centri anziani, un rilevatore (su appuntamento) li raggiungerà a casa per aiutarli a compilare il modulo Istat. Se il rilevatore invece si dovesse presentare a casa dell’anziano senza preavviso (telefonico) significa che è un truffatore.
«Se l’anziano ha dei dubbi sulla buona fede del rilevatore che bussa alla sua porta – spiega l’assessore Ambrosi – può sempre, con una telefonata, richiedere un riscontro all’ufficio centrale di censimento». «Da parte dell’amministrazione comunale – continua – c’è tutta la disponibilità affinchè i cittadini siano assistiti e possano trovare facilmente risposta a tutti i dubbi riguardo alla compilazione del questionario».
bresciaoggi


A Brescia conviene essere una matricola. Sconti senza precedenti sono in arrivo sul trasporto pubblico per gli iscritti al primo anno delle università cittadine.
A Brescia la Settimana europea della mobilità fa rima con metrobus. La visita guidata ai cantieri della metropolitana è la new entry del programma di eventi che da dopodomani a giovedì 22 graviteranno in città per la promozione dell’uso di mezzi di trasporto diversi dall’auto. La realizzazione dell’opera, capace più di tutte di proporsi come alternativa su larga scala all’utilizzo del mezzo privato, sarà uno dei temi centrali della settimana dedicata alla mobilità sostenibile. Nel weekend due cantieri della metropolitana apriranno le porte ai bresciani che potranno iniziare a familiarizzare con la grande opera: sabato 17 toccherà della stazione di Brescia Due, domenica 18 al cantiere deposito a Sant’Eufemia.
I lavoratori della Cgil in piazza contro la manovra. A Brescia, come nel resto del Paese, oggi è il giorno dello sciopero generale indetto dal sindacato guidato da Susanna Camusso.
Era partito come un progetto di restauro e conservazione, ora è solo un’eliminazione del bosco esistente. La vedono in questi termini Italia Nostra e Sos Alberi riguardo al progetto comunale «Taglio per la cura dei boschi» in atto sul monte Maddalena. «Se il Comune va avanti così, invece di chiamarlo monte Maddalena lo dovremo chiamare monte Calvo», ironizza la presidente di Italia Nostra, Rossana Bettinelli.
DA QUALCHE MESE le motoseghe degli addetti comunali si sono messe al lavoro, ma secondo Italia Nostra e Sos Alberi lo stanno facendo in maniera del tutto sbagliata, cioè eliminando anche castagni e querce. «Si è passati da un taglio colturale come era previsto nel progetto preliminare e definitivo, a un taglio a raso che prelude all’eliminazine del bosco esistente, per poi procedere al rimboschimento solo in parte della superficie interessata», spiega la presidente Bettinelli. Sostituire il bosco esistente con un altro tipo di bosco. «E per fare questo ci vogliono decenni», replicano le associazioni. Secondo queste ultime si è di fronte a un «vistoso caso di spreco di denaro pubblico, accompagnato da un danno ambientale di portata straordinaria, a causa dell’estensione del progetto». La porzione di monte interessata dai lavori è di 38 ettari, pari a 55 campi da calcio. «Se il Comune voleva fare una sperimentazione con nuove tecniche poteva farla benissimo su una zona più circoscritta», prosegue Alessando Molinari di Italia Nostra.
Le associazioni sollevano anche dubbi sulle autorizzazioni rilasciate. «Visto che la legge italiana tutela il bosco, per attuare un progetto simile il Comune avrebbe dovuto ricorrere ad autorizzazioni in deroga alle norme forestali, autorizzazioni che a detta dei progettisti sono state ottenute», riferiscono i comitati. «Ma – continuano – non si ravvisa tuttavia nessuna giustificazione all’autorizzazione da parte della Provincia, che è l’ente forestale competente, di una azione che costituisce un vero e proprio danno paesaggistico».
In Maddalena insieme alle robinie sono stati così tagliati a raso anche castagni e querce. Ma non è finita qui. A breve entreranno in gioco ovini e caprini. Il progetto prevede l’introduzione sulle zone interessate di bestiame goloso di germogli di robinie. Anche questo, per Italia Nostra, è un passo falso. «Le pecore non fanno selezione, e insieme ai germogli delle robinie mangiano i nuovi virgulti già piantati tempo addietro. Poi – continua Molinari – non ci sono notizie in tutta la letteratuta scientifica di risultati concreti dell’eliminazione dei ricacci delle robinie utilizzando capre e pecore». Molinari fa anche notare come nelle zone adibite a pascolo di ovini proliferino le zecche e la lesmaniosi, agenti percolosi per la salute umana. «Un metodo per eliminare le robinie – suggerisce – potrebbe essere quello di farle invecchiare, così che perdano la capacità riproduttiva».
LA CITTÀ D’ESTATE. 





