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Censimento al via, Brescia pronta* alla sfida Silvia Ghilardi

I MODULI. Da oggi è possibile la compilazione. Anche on line sul sito Internet censimentopopolazione.istat.it : vi si accede inserendo la password arrivata a casa*
L’assessore Ambrosi rassicura: «Un numero diretto per chi ha bisogno di assistenza» Agli uffici delle Politiche Sociali gli anziani potranno verificare l’identità dei «rilevatori»

* ndr: a chi è arrivata? A me come a tanti altri, ad esempio, proprio per niente; nulla di nulla; ne moduli ne altro, E allora? Pronta a che, come; al nulla e al solito a chiacchiere? STAN (Stanislao Barretta)

 

Il 9 ottobre è arrivato. Da oggi è possibile compilare il modulo del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. L’attesa è terminata nelle prime ore di oggi quando a mezzanotte è scattata l’ora «x». Brescia è pronta ad affrontare la sfida di questo nuovo censimento. La macchina organizzativa ha già caldi i motori e «i cittadini possono stare tranquilli – afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Diego Ambrosi – perchè c’è tutto il tempo e tutta l’assistenza per poter portare a temine il diritto- dovere di partecipare al censimento».
Questa seconda domenica del mese di ottobre è stata scelta dall’Istat come data di riferimento per fotografare la popolazione presente sul territorio italiano. Ora si può prendere la penna (vietato usare quella rossa) e rispondere alle domande del questionario arrivato a ogni Bresciano. Moduli che hanno cominciato a fare capolino nella cassetta delle lettere (e non più consegnati da un rilevatore) delle famiglie fin dal 13 settembre. Chi non lo avesse ancora ricevuto porti pazienza: c’è tempo fino alla fine di questo mese per riceverlo.
SE LA VERSIONE cartacea poteva indurre qualcuno alla compilazione anticipata, per il questionario on line non c’è stato questo pericolo: solo oggi l’Istat ha attivato la sezione del sito che permetterà la compilazione on line del modulo. Questa è senz’altro la modalità di compilazione più consigliata perchè permette di velocizzare tutte le procedure di raccolta dati. Come è spiegato sulla prima pagina del modulo, per rispondere ai quesiti via web è necessario collegarsi al sito http://censimentopopolazione.istat.it e inserire la password indicata sul questionario. Il 9 ottobre è si il giorno prescelto per fare il conto delle teste, ma questa data non vincola i cittadini a dovere per forza compilare il questionario oggi. C’è tempo fino al 20 novembre per leggere e rispondere alle domande che saranno utili per cogliere i cambiamenti in atto nel Paese e orientare le politiche economiche, sociali e ambientali.
A Brescia si stanno consegnando circa 100 mila questionari: 95 mila i fogli diretti alle famiglie, 4 mila quelli che andranno a individuare le abitazioni non occupate e 103 questionari di convivenza (inteso come insieme di persone coabitanti per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari e di pena). A differenza dei passati censimenti, quest’anno la consegna è compito esclusivo dei portalettere, niente più quindi rilevatori addetti al recapito dei fogli a casa dei cittadini. Ma queste figure non sono state messe in soffitta, tutt’altro: a loro toccherà provvedere alla consegna dei moduli alle famiglie con più di 6 componenti (400 nel comune di Brescia), alle famiglie di nuova costituzione (dopo il 31/12/2010) e a quanti non sono abitualmente dimoranti in Italia ma che sono temporaneamente presenti alla data del censimento (in questa fascia rientrano anche gli stranieri che dimorano in città sprovvisti di permesso di soggiorno). In aggiunta saranno impiegati anche nel recupero dei questionari non ancora rientrati e nella verifica sul territorio di quelle situazioni (circa 20 mila) riferite a persone potenzialmente dimoranti abitualmente a Brescia.
I FOGLI ISTAT rispettano anche una colorazione specifica a seconda della tipologia del destinatario: un bouquet di colori che va dal rosso al rosa e dal verde all’azzurro. Inoltre, per i comuni sopra i 20 mila abitanti, l’Istat ha studiato una forma short e una long del questionario: la versione «ristretta» si limiterà a chiedere ai cittadini le informazioni demografiche mentre quella «allargata» avrà il compito di porre anche domande di natura socio-economica. Circa 33 mila famiglie Bresciane – scelte in modo campionario – riceveranno il questionario lungo.
Essendo la compilazione del questionario del Censimento un obbligo sancito dalla legge, il Comune di Brescia ha pensato anche a quelle persone che per una serie di motivi – anzianità o malattia – hanno difficoltà nel rispondere ai quesiti. Previa segnalazione al comune da parte di associazioni e centri anziani, un rilevatore (su appuntamento) li raggiungerà a casa per aiutarli a compilare il modulo Istat. Se il rilevatore invece si dovesse presentare a casa dell’anziano senza preavviso (telefonico) significa che è un truffatore.
«Se l’anziano ha dei dubbi sulla buona fede del rilevatore che bussa alla sua porta – spiega l’assessore Ambrosi – può sempre, con una telefonata, richiedere un riscontro all’ufficio centrale di censimento». «Da parte dell’amministrazione comunale – continua – c’è tutta la disponibilità affinchè i cittadini siano assistiti e possano trovare facilmente risposta a tutti i dubbi riguardo alla compilazione del questionario».

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FINANZIARIA. Ticket, a Brescia è caos-esenzioni Silvia Ghilardi

Dopo l’introduzione della nuova normativa gli sportelli dell’Asl sono stati presi d’assalto dai cittadini che vogliono conoscere la loro condizione. Otto le categorie aventi diritto, ma la confusione informativa lascia nel dubbio molti cittadini soprattutto chi ha più di 65 anni

Brescia. Ha creato apprensione e confuzione a Brescia l’introduzione del nuovo sistema per l’attestazione dell’esenzione dal pagamento del ticket sanitario. A una settimana dall’entrata in vigore del dispositivo che bandisce la vecchia autocertificazione, migliaia di bresciani sono in preda al disorientamento. Molti, soprattutto fra gli anziani, fanno fatica a capire se sia loro diritto o meno essere esonerati dal pagamento di quella che è definita la «quota di partecipazione del cittadino alla spesa sanitaria».

DA DIVERSI giorni gli sportelli dell’Asl di Brescia sono presi d’assalto da persone speranzose di trovare lì la soluzione al delicato problema. La modifica del sistema di codifica delle esenzioni che ha preso il via il 15 settembre scorso riguarda soltanto i ticket per età e reddito e non, quindi, quelli legati a patologie croniche o invalidità. Il primo colpevole di tanto disagio sembra essere, a detta di cittadini e sindacati, la scarsa informazione sull’argomento da parte del Ministero e della Regione Lombardia. La normativa complessa (otto le categorie di esenti per età e reddito tra le quali quella gli over 65 con un reddito complessivo familiare non superiore ai 36.151,98 euro) coniugata con il cambiamento di una prassi consolidata e agli errori, informatici e postali, che molte volte si presentano in simili situazioni, hanno fatto andare in tilt molti aventi diritto.

Il meccanismo vuole che, al posto dell’autocertificazione, il Ministero dell’Economia invii alle Regioni le coordinate in grado di stabilire il diritto all’esenzione di ogni cittadino. Questi dati vengono caricati direttamente dalla Regione Lombardia sulla carta regionale dei servizi del singolo utente attraverso il Siss, il sistema informativo socio-sanitario. In questo modo stampando la ricetta, il medico di base ha la possibilità di controllare se il paziente è esente o meno dal pagamento del ticket. Ma per una lacuna nel caricamento di questi dati nel sistema alcuni cittadini sono stati informati del diritto all’esenzione via posta. Se per la maggioranza delle persone il meccanismo fila liscio, per altri si presentano particolarità che mettono in difficoltà il susseguirsi dei passaggi burocratici.

LA PRIMA «anomalia» si può verificare quando il cittadino non ha presentato il modello 730 o il Cud. In questo caso il Ministero non è al corrente della situazione economica della persona e, di conseguenza, non gli invia alcun attestato di esenzione. Allora scatta la corsa all’Asl per la compilazione del modulo di autocertificazione.
«Molti cittadini anziani con problemi di deambulazione ci hanno riferito che nei giorni scorsi sono stati costretti a recarsi accompagnati agli sportelli dell’Asl per firmare il modulo», affermano alla Cgil.

Da qualche giorno, però, il modulo è scaricabile anche dal sito dell’Asl di Brescia.

Un’altra problematica riguarda coloro a cui è arrivato a casa l’attestato di esenzione prima del compimento dei 65 anni entro il 31 marzo 2012. «In questi casi il cittadino deve capire che fino a quella data non è coperto dall’esenzione dal ticket», spiega l’Asl.

A complicare le cose si aggiunge l’«anomalia» del sistema sanitario regionale. I sessantamila 65enni che in Lombardia superano i 36.151,98 euro di reddito hanno ancora una carta da giocare: fino a 38.500 euro di reddito annuo possono ottenere l’esenzione del ticket per le visite specialistiche solo sul territorio regionale. Essendo una disposizione regionale, il Ministero non invierà a chi ne ha diritto l’attestato di esenzione.

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BRESCIA – Sosta sotto il Castello: ecco il progetto in «3D» Silvia Ghilardi

MOBILITA’. Dopo le mappe ecco il plastico dell’infrastruttura che verrà scavata nel Cidneo
Entro fine mese l’appalto per il parcheggio. I lavori al via a febbraio

Il sindaco Paroli: «Non sarà un disincentivo per il servizio pubblico»

Il parcheggio sotto il Castello prende forma. E corre lungo la via della concretezza su un doppio binario: la progettualità e i tempi. Un plastico ne illustra le potenzialità, un bando ne stimola la realizzazione.

DOPO IL PROGETTO cartaceo e il progetto «virtuale» ora è arrivato il plastico. Una riduzione in scala del parcheggio sotto il castello è stata presentata ieri dal sindaco Adriano Paroli. Una mossa per fare toccare con mano cosa significhi mettere 600 posti auto dentro il cuore del colle cittadino. Mentre si sbirciano, grazie al Cidneo proposto in sezione, i parcheggi, le rampe carrabili e gli accessi pedonali, si accorciano i tempi per l’avvio del cantiere dell’opera. La fine del mese di settembre porterà con sè una scadenza importante: l’uscita del bando europeo per il progetto esecutivo e l’appalto dei lavori. Entro il 30 settembre verrà indetto un appalto integrato che darà modo a un’unica ditta di occuparsi sia della progettazione esecutiva sia della realizzazione dei lavori. Tempo 4 mesi e si avrà il nome dell’impresa che avrà il compito di costruire, mattone su mattone, il parcheggio sotto il castello. A quel punto, intorno a febbraio 2012 dovrebbe partire il cantiere che chiuderà un paio di anni più tardi, a fine 2013. «Circa 6 mesi prima rispetto a questa data – afferma Marco Medeghini, direttore generale di Brescia Mobilità – saranno già ultimati e utilizzabili dai cittadini sia il grande atrio all’interno della struttura sia l’ascensore che porta in castello».

IL PLASTICO, inserito in un frammento di città che mette in risalto il carattere urbano dell’opera, mostra come il parcheggio verrà situato non esattamente sotto la parte storica del castello di Brescia ma a ovest di essa. Una galleria lunga 200 metri (e alta 22 metri) farà da gemella alla Tito Speri ospitando il via vai di autovetture che sceglieranno di sostare «vicinissime» al centro. Ed è qui che sta la vera rivoluzione: collegare le diverse zone del centro storico dando una nuova visione d’insieme della mappa della città. Anche chi non ha l’automobile potrà sempre usufruire dei quattro accessi pedonali al parcheggio (via Mazzini, Contrada Santa Chiara sud e nord e il padiglione davanti al castello) per andare con l’ascensore in cima al colle Cidneo e viceversa e per passare dal lato est della città a quello ovest e ritorno. Entro il 2013 il patrimonio museale di via Musei sarà più vicino a San Faustino e piazza Loggia alla fortezza medievale. Collettore dei percorsi pedonali sarà poi il grande atrio all’interno della struttura che fungerà «da luogo di socialità e perchè no – spiega il sindaco Paroli – da piazza per spettacoli, eventi o mostre».

RIBADENDO la «positività totale» del progetto per Brescia, il primo cittadino smonta, una a una, le critiche che fin dall’inizio hanno accompagnato l’iter dell’opera. «Non è un controsenso promuovere l’uso del trasporto pubblico e nello stesso tempo favorire anche chi arriva in città con il mezzo privato – commenta -. Noi vogliamo dare risposte anche ai tanti cittadini che chiedono , per una serie di ragioni, di raggiungere il centro in automobile». Paroli definisce «sciocca» la critica sul voler costruire un altro parcheggio di fianco a quello di Fossa Bagni. «Si sa benissimo che i parcheggi devono essere affacciati al centro storico per essere utilizzati – continua -. Fossa Bagni è poco usato perchè San Faustino ha perso la sua appetibilità ma credo che potrà comunque risollevarsi una volta terminato il cantiere della metropolitana».

L’unica critica «permessa» per il sindaco è quella economica, ma anche in questo caso è rimandata subito al mittente: «I 22 milioni che pagaremo per l’opera non sono a fondo perduto perchè – precisa- in 25 anni il parcheggio sarà un guadagno per il Comune».

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BRESCIA – Matricole, il pullman costa la metà Silvia Ghilardi

LA PROMOZIONE. Sconti senza precedenti sul trasporto pubblico per gli iscritti al primo anno delle università cittadine
«Brescia.Città&Università» promuoverà i trasporti pubblici

A Brescia conviene essere una matricola. Sconti senza precedenti sono in arrivo sul trasporto pubblico per gli iscritti al primo anno delle università cittadine.

UN CASO UNICO in Lombardia e uno tra i pochissimi in Italia: alle matricole un abbonamento annuale sugli autobus di Brescia Trasporti costerà il 50 per cento in meno. E’ la novità del progetto «Brescia.Città&Università» che da qualche anno vede Comune di Brescia, Brescia Mobilità, Brescia Trasporti e Sintesi impegnati nell’offerta di servizi in grado di aumentare la vocazione universitaria della città di Brescia. Chi si appresta ad affrontare il primo anno di studi universitari (in un ateneo cittadino statale o privato che sia) potrà acquistare un abbonamento studenti valido dal 1° settembre al 31 agosto a 126 euro invece che a 252 euro per la zona 1 (città) e a 198 euro invece che a 396 euro per la zona 2 (città + 14 comuni limitrofi). Il titolo di viaggio è acquistabile alla cassa di Brescia Trasporti in via Donino 30 e all’InfoBrescia di piazza Loggia una certificazione di iscrizione al primo anno. «Le matricole interessate potrenno o stampare il certificato di iscrizione o compilare il modulo rilasciato dalla segreteria del proprio ateneo e poi fare richiesta a Brescia Trasporti» spiega Giulio Maternini, mobility manager dell’università degli studi di Brescia. «Puntare sulle matricole che sono i frequentatori di norma più giovani dell’università significa – continua Maternini – formare delle persone più attente alla futura mobilità stostenibile». Un’altra new entry rispetto all’anno scorso è la possibilità di «caricare» tutte le offerte di «Brescia.Città&Università» su di un unico supporto, la Omnibus Card. Questa tessera ritirabile all’InfoBrescia di piazza Loggia fungerà da «contenitore» degli abbonamenti degli autobus e dei parcheggi. Gli studenti che dallo scorso anno usufruiscono del servizio Bicimia non dovranno fare altro che «riversare» le nuove offerte sulla tessera già in loro possesso.
«BRESCIA.CITTÀ&UNIVERSITÀ» ha in serbo novità per tutti gli studenti universitari anche in fatto di mobilità privata. Alla lista dei parcheggi cittadini agevolati si aggiunge per quest’anno scolastico anche quello di Fossa Bagni. Anche in questo caso lo sconto è del 50 per cento sulla normale tariffa (25 euro invece di 50 euro). Gli studenti devono però fare in fretta perchè sono solo 30 i posti disponibili. Parcheggio in abbonamento scontato al 50 per cento anche per Apollonio (in via Apollonio) e Goito (di fronte a Canton Mombello). L’offerta è rivolta – vista la collocazione dei parcheggi – in particolare agli studenti iscritti alle facoltà di Economia e Giurisprudenza e all’università Cattolica che potranno ricevere un abbonamento valido per l’intero anno accademico (15 settembre – 31 agosto 2012) a 104 euro (pagabili in rate bimestrali da 26 euro). I parcheggi Fossa Bagni e Randaccio offrono anche uno sconto del 33 per cento agli studenti universitari sulla tariffa della sosta oraria (non cumulabile con lo sconto del 50 per cento della Park City Card). Sulla Omnibus Card può essere effettuata una precarica di 10, 20, 30 euro. Sconto del 70 per cento poi per gli studenti sull’abbonamento Car Sharing Brescia. Gli altri servizi cumulabili sulla Omnibus Card sono l’abbonamento Bicimia senza obbligo di cauzione, l’acquisto a condizione di favore dei carnet bus Brescia Trasporti, l’abbonamento dell’autobus per la linea 18 e il prepagamento dei parcometri. Informazioni bresciamobilita.it.

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BRESCIA – Porte aperte, alla scoperta del Metrobus Silvia Ghilardi

L’INIZIATIVA. New entry tra le iniziative organizzate nell’ambito della Settimana della Mobilità: si potranno visitare i cantieri dell’opera in costruzione
Prende il via il nuovo piano di Brescia Mobilità per comunicare ai bresciani le novità che porterà l’opera

A Brescia la Settimana europea della mobilità fa rima con metrobus. La visita guidata ai cantieri della metropolitana è la new entry del programma di eventi che da dopodomani a giovedì 22 graviteranno in città per la promozione dell’uso di mezzi di trasporto diversi dall’auto. La realizzazione dell’opera, capace più di tutte di proporsi come alternativa su larga scala all’utilizzo del mezzo privato, sarà uno dei temi centrali della settimana dedicata alla mobilità sostenibile. Nel weekend due cantieri della metropolitana apriranno le porte ai bresciani che potranno iniziare a familiarizzare con la grande opera: sabato 17 toccherà della stazione di Brescia Due, domenica 18 al cantiere deposito a Sant’Eufemia.
«I VISITATORI che saranno guidati dai tecnici del cantiere entreranno in contatto con la struttura operativa e gli spazi di servizio che stiamo costruendo intorno alle stazioni» spiega il presidente di Brescia Mobilità, Valerio Prignachi. Navette partiranno sabato e domenica da corso Zanardelli dalle 9:30 alle 16 portando sul posto i cittadini curisiosi di dare da vicino una sbirciata in anteprima alle strutture della metropolitana (i cantieri di Brescia Due e deposito sono raggiungibili anche autonomamente). Con il prossimo weekend per Brescia Mobilità comincia una fase «fondamentale»: «Con l’avvicinarsi della scadenza della fine dei lavori, l’azienda ha stabilito un piano di comunicazione e informazione ai cittadini sul nuovo metrobus e – continua Prignachi – la Settimana europea della mobilità ci è sembrato l’evento giusto dove dargli avvio». La metropolitana sarà inoltre protagonista di un incontro pubblico sabato 17 settembre alle 9:30 nella sala Romanino di via Piamarta dal titolo «Metro revolution». In vista della rivoluzione del trasporto cittadino, Officina della città si confronta sull’esempio vincente delle città francesi in fatto di mobilità sostenibile.
Settimana europea della mobilità significa anche educazione stradale per bambini, intrattenimento, convegni biciclettate e incontri nelle scuole che si protarranno fino a giovedì 22 settembre. Il mobility day per eccellenza però è sabato 17 quando piazza Loggia sarà invasa da una miriade di iniziative dalle 10 alle 23. A queste si aggiunge anche la possibilità per l’intera giornata di usufruire di tutti i mezzi pubblici con un biglietto unico. «Sulle tematiche legate alla mobilità Brescia è all’avanguardia non solo – commenta l’assessore a Traffico e Mobilità, Fabio Rolfi – per via del metrobus ma anche per la diffusione delle automobili elettriche e la massiccia campagna in favore dell’educazione stradale». Il connubio tra Brescia e mobilità sostenibile si traduce anche in city logistics. La razionalizzazione della distribuzione delle merci in ambito urbano in grado di portare a una riduzione dell’inquinamento e della congestione del traffico sarà affrontata in un covegno venerdì 16 alla facoltà di economia dalle 15 alle 17. E poi ancora momenti dedicati alla promozione del Pedibus (alle 10) e del car sharing (alle 15) nel saloncino del Turismo in piazza Loggia e alla visita del centro storico della città in City Mouse con partenza e arrivo in corso Zanardelli. Il 16 parte, invece, il Lombardia Bike Tour degli Amici della bici: tre giorni in sella per Brescia, Cremona. Lodi e Milano.

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Sciopero Cgil, anche Brescia in corteo Silvia Ghilardi

LA MANIFESTAZIONE. All’angolo tra corso Zanardelli e corso Palestro il palco per gli interventi, tra cui spicca quello di Morena Piccinini della segreteria nazionale

Il via alle 9 in piazza Garibaldi Attesi una ventina di pullman con a bordo i pensionati dello Spi e i metalmeccanici della Fiom

I lavoratori della Cgil in piazza contro la manovra. A Brescia, come nel resto del Paese, oggi è il giorno dello sciopero generale indetto dal sindacato guidato da Susanna Camusso.

Dalle 9 le strade del centro storico saranno invase dai lavoratori che si sono fermati per protestare contro quella che la Cgil definisce una manovra «iniqua e sbagliata». Continua da giorni il balletto di conferme, smentite, proposte avanzate e poi ritirate da parte del Governo per arrivare a un testo definitivo della manovra. Ma nessuna di queste sembra avere soddisfatto la Cgil. Anzi.

«SE DI RAGIONI per scioperare ce n’erano quando il 23 agosto abbiamo annunciato lo sciopero, ora ce ne sono ancora di più», afferma il segretario generale della Camera del Lavoro di Brescia, Damiano Galletti. Politiche deboli contro l’evasione fiscale, diminuzione dei diritti dei lavoratori e della capacità contrattuale, tagli agli enti locali e ai servizi socio-assistenziali, svuotamento di senso della legislazione dei lavoratori e aumento delle tasse per i lavoratori e i pensionati: «Oggi dimostreremo che i lavoratori e i cittadini non ci stanno», fanno sapere da via Folonari.

Centinaia e centinaia di persone, secondo le previsioni, raggiungeranno il centro storico di Brescia dalla provincia. Una decina di pullman di pensionati dello Spi Cgil si darà appuntamento alle 9 di stamattina in piazza Garibaldi. Stesso discorso per i metalmeccanici della Fiom: anche in questo caso, dieci pullman porteranno i lavoratori residenti in provincia al punto di ritrovo della manifestazione.

All’ombra dell’Eroe dei Due Mondi, il corteo partirà alle 9 percorrendo via Lupi di Toscana, via San Faustino, piazza Loggia, via X Giornate e corso Zanardelli. Conclusione all’angolo tra corso Zanardelli e corso Palestro, dove la Cgil ha allestito il palco per gli interventi, primo fra tutti quello di Morena Piccinini della Cgil nazionale.

Gli striscioni, gli slogan, le parole che oggi riempiranno le vie del centro storico saranno tutti contro le decisioni del Governo, a partire da quelle prese sul tema della lotta all’evasione fiscale. Una tra tutte, quella che elimina la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi da parte dei sindaci. «Hanno tolto qualsiasi controllo all’evasione fiscale e non hanno introdotto alcuna norma sulle grandi ricchezze», continua Galletti. E all’aumento delle tasse e del costo dei servizi non corrisponde un aumento degli stipendi. «A Brescia – ricorda il segretario – l’inflazione è del 3,1 per cento, e con il blocco del contratto nazionale per i pubblici dipendenti fino al 2017, ci sarà una consistente perdita del potere d’acquisto».

MA A INDIGNARE la Cgil è soprattutto «l’aggressione allo statuto dei lavoratori». L’emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio del Senato introduce la possibilità per i contratti a livello aziendale e territoriale di deroga alle disposizioni di legge e ai contratti collettivi nazionali.

«Con l’introduzione dell’ultimo emendamento – afferma Galletti -, il ministro Sacconi ha voluto dare un chiaro segnale: o un sindacato aderisce alle strategie del Governo, o è fuori dai giochi. E infatti oggi noi siamo soli». Non del tutto, però. Singole Rsu di altri sindacati aderiranno oggi allo sciopero indetto dalla Cgil.

Con la protesta di oggi la lotta del sindacato contro la manovra non si esaurisce: «Seguiremo il dibattito parlamentare e – annuncia Galletti – la mobilitazione continuerà attraverso tutti i mezzi democratici a nostra disposizione».

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BRESCIA – Bettinelli: «La Maddalena sta diventando il monte Calvo» Silvia Ghilardi

IL CASO.
Italia Nostra e Sos alberi contro le modalità dell’intervento del Comune sulla «montagna di casa»
La «conservazione del bosco» per le due associazioni si starebbe in realtà rivelando la «sostituzione di un bosco con un altro»

Era partito come un progetto di restauro e conservazione, ora è solo un’eliminazione del bosco esistente. La vedono in questi termini Italia Nostra e Sos Alberi riguardo al progetto comunale «Taglio per la cura dei boschi» in atto sul monte Maddalena. «Se il Comune va avanti così, invece di chiamarlo monte Maddalena lo dovremo chiamare monte Calvo», ironizza la presidente di Italia Nostra, Rossana Bettinelli.

L’oggetto della critica delle due associazione è il progetto che la Loggia ha definito lo strumento in grado di riportare i boschi intorno a Brescia allo stato di pregio di una volta. Via le specie aggressive come ailanti, rovi, sambuchi e soprattuto via la robinia che, secondo gli esperti del Comune, avrebbe preso il sopravvento rischiando così di cancellare la biodiversità originaria del bosco. Progetto finanziato per 1 milione e 500mila euro da Comune, Parco delle Colline, Fondazione Cariplo, Università di Milano e Regione.

DA QUALCHE MESE le motoseghe degli addetti comunali si sono messe al lavoro, ma secondo Italia Nostra e Sos Alberi lo stanno facendo in maniera del tutto sbagliata, cioè eliminando anche castagni e querce. «Si è passati da un taglio colturale come era previsto nel progetto preliminare e definitivo, a un taglio a raso che prelude all’eliminazine del bosco esistente, per poi procedere al rimboschimento solo in parte della superficie interessata», spiega la presidente Bettinelli. Sostituire il bosco esistente con un altro tipo di bosco. «E per fare questo ci vogliono decenni», replicano le associazioni. Secondo queste ultime si è di fronte a un «vistoso caso di spreco di denaro pubblico, accompagnato da un danno ambientale di portata straordinaria, a causa dell’estensione del progetto». La porzione di monte interessata dai lavori è di 38 ettari, pari a 55 campi da calcio. «Se il Comune voleva fare una sperimentazione con nuove tecniche poteva farla benissimo su una zona più circoscritta», prosegue Alessando Molinari di Italia Nostra.

Le associazioni sollevano anche dubbi sulle autorizzazioni rilasciate. «Visto che la legge italiana tutela il bosco, per attuare un progetto simile il Comune avrebbe dovuto ricorrere ad autorizzazioni in deroga alle norme forestali, autorizzazioni che a detta dei progettisti sono state ottenute», riferiscono i comitati. «Ma – continuano – non si ravvisa tuttavia nessuna giustificazione all’autorizzazione da parte della Provincia, che è l’ente forestale competente, di una azione che costituisce un vero e proprio danno paesaggistico».

In Maddalena insieme alle robinie sono stati così tagliati a raso anche castagni e querce. Ma non è finita qui. A breve entreranno in gioco ovini e caprini. Il progetto prevede l’introduzione sulle zone interessate di bestiame goloso di germogli di robinie. Anche questo, per Italia Nostra, è un passo falso. «Le pecore non fanno selezione, e insieme ai germogli delle robinie mangiano i nuovi virgulti già piantati tempo addietro. Poi – continua Molinari – non ci sono notizie in tutta la letteratuta scientifica di risultati concreti dell’eliminazione dei ricacci delle robinie utilizzando capre e pecore». Molinari fa anche notare come nelle zone adibite a pascolo di ovini proliferino le zecche e la lesmaniosi, agenti percolosi per la salute umana. «Un metodo per eliminare le robinie – suggerisce – potrebbe essere quello di farle invecchiare, così che perdano la capacità riproduttiva».

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Un Bresciano su due rinuncia alle vacanze Silvia Ghilardi

LA CITTÀ D’ESTATE.

Traffico diminuito e negozi chiusi, ma le rilevazioni della Camera di Commercio di Monza e Brianza evidenziano una situazione difficile per molti
Una ricerca assegna alla nostra provincia il primato lombardo delle ferie «mancate» Ma i dati Aprica sul calo dei rifiuti dicono che a giugno e a luglio la città si è svuotata

Con l’avanzare di agosto la città a poco a poco si dovrebbe svuotare. Traffico diminuito e negozi «chiusi per ferie» sono sempre stati i sintomi che i Bresciani stanno raggiungendo le mete vacanziere preferite. Ma non è più così: molti quest’anno avrebbero rinunciato alle vacanze. O per lo meno così dichiara la metà degli intervistati dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza. Dato questo però non confermato da ciò che dimostra la raccolta dei rifiuti effettuata da Aprica nel comune di Brescia.
L’immagine di una città i cui abitanti scelgono di rimanere a casa è quella rilevata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza che con l’indagine «Le famiglie, i saldi e l’estate» ha voluto sondare le intenzioni dei lombardi in fatto di vacanze. E Brescia risulta la provincia che per quest’estate rinuncia di più alle ferie. Il 51 per cento dei Bresciani non farà le valige e resterà in città. Le autovetture targate «BS» non andranno quindi ad aumentare ancora di più il fiume di macchine che tra ieri e oggi si sta riversando nelle strade italiane. Un fiume che è già meno carico rispetto a qualche anno fa. Se le partenze di questi giorni sono comunque da «bollino rosso», i numeri dei vacanzieri lombardi in movimento si allinea a quello del 2010: prenderanno la via del mare 4 milioni d lombardi in meno e resteranno a guardarlo solo sulle riviste di viaggio o in televisione. Bresciani, come si diceva, in testa. Hanno deciso, invece, di spassarsela i brianzoli e milanesi. La loro percentuale di rinuncia alle ferie è più bassa della media regionale (43 %): 31 e 32 %.

LE TONNELLATE di rifiuti raccolte nei confini comunali da Aprica, però, sembrano smentire, ma è ancora vera l’equasione meno rifiuti uguale a meno persone in città? Dalla prima settimana di giugno fino alla quinta del 2011, la spazzatura raccolta è sempre stata di meno rispetto a quella prodotta nello stesso periodo del 2010. In particolare nell’ultima settimana di luglio (dal 25 al 31 luglio) Aprica ha registrato un meno 6 per cento rispetto al 2010 (1533 tonnellate contro 1627) e un meno 4 per cento nella prima settimana di luglio. Questo, però, si può spiegare anche con la contrazione dei consumi (Confcommercio dichiara che è intorno al 10 per cento) e con la decisione di molti di fare vacanze «mordi e fuggi» sui vicini laghi o sulle montagne di casa.
In crescita o meno che siano, i viaggi sono sempre in grado di muovere un grosso giro d’affari. Ne è un esempio il fatto che nella sola Lombardia – nonostante i tempi di crisi – le vacanze 2011 valgono 3 milioni di euro con una spesa media per famiglia di 1219 euro. Dato in linea con quello che spendono le famiglie Bresciane, 1222 euro. Disposti a spendere qualche euro in più i bergamaschi (1307 euro) e i varesini (1314 euro). I cittadini della provincia di Brescia non si preoccupano, invece, di mettere mano al portafoglio quando si tratta di andare oltre confine. Nel primo trimestre di quest’anno – secondo la statistica della Camera di Commercio di Milano – la spesa procapite dei Bresciani per le trasferte – per vacanze o lavoro – all’estero è di 647 euro contro i 548 euro del 2010. La spesa per i viaggiatori nel primo trimestre del 2011 è cresciuta di un 5,5 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2010.

CERTE ABITUDINI sono dure a morire e questo vale anche quando si tratta di vacanze. Il 67 per cento dei Bresciani ha dichiarato che per l’estate 2011 non cambierà le proprie abitudini. Stessa spiaggia stesso mare come diceva una canzone. Solo un 24 per cento di Bresciani si dice disposto ad adattarsi: il 13 per cento ridurrà la durata del soggiorno, il 9 per cento opterà per soluzioni più economiche (camping e case di amici possono fare risparmiare fino a 500 euro a famiglia sul costo complessivo del viaggio) e solo il 2 per cento sposterà le vacanze in periodi di bassa stagione. Una soluzione quest’ultima che molti Bresciani adotterebbero volentieri se solo il proprio impiego lo permettesse.

 

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«Pensionati, in arrivo stangata a sorpresa» Silvia Ghilardi


In arrivo le comunicazioni Inps

IL CASO.

Il sindacato denuncia un duro colpo a causa di «problemi organizzativi» dell’Inps

Secondo lo Spi-Cgil a molti sarà trattenuta la «14a» erogata nel 2008 in quanto risulterebbe non dovuta dall’analisi dei redditi

Le tasche di tanti pensionati Bresciani a partire da settembre saranno alleggerite a causa di «problemi organizzativi» dell’Inps: lo sostiene lo Spi della Camera del Lavoro di Brescia, dopo aver appreso che l’istituto della previdenza sociale effettuerà – a livello nazionale – una trattenuta sulla pensione di un numero considerevole di pensionati a titolo di recupero della «quattordicesima» erogata nel 2008 in quanto risulterebbe «non dovuta» dall’analisi dei redditi personali.

QUELLA che viene definita «quattordicesima» non è altro che una somma aggiuntiva annuale (504 euro per chi ha accumulato oltre 25 anni di contribuzione) sulle pensioni da lavoro basse che, grazie a un accordo del 2007 tra sindacati e governo, l’Inps ha iniziato a erogare come una prima risposta all’impoverimento delle pensioni.
Secondo fonti Inps, nel 2008 erano 55.805 i pensionati Bresciani beneficiari della somma e circa 3 milioni a livello nazionale. Chi ha diritto alla quattordicesima sono per lo più donne che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua e i titolari di pensioni molto datate.
I requisiti necessari sono: avere più di 64 anni, avere una pensione da lavoro che si aggira intorno agli 800 euro e avere un reddito personale non superiore ai 700 euro mensili. La decurtazione è fino a 504 euro in cinque rate mensili, «una somma ingente per chi, per esempio, ha un cud di 5600 euro lordi annui» commenta Giovanna Carrara della segreteria dello Spi- Cgil di Brescia.
Una spiacevole sorpresa che molti pensionati si sono trovati in questi giorni nella cassetta della posta.
«Sembra di capire che l’indebito sia generato dalla mancanza dei dati reddituali negli archivi Inps, a prescindere – si legge nel comunicato della segreteria dello Spi – da una verifica effettiva delle condizioni di reddito. Di conseguenza la trattenuta colpisce anche chi aveva diritto alla prestazione». Ed è proprio su questo punto che il sindacato dei pensionati della Cgil vuole fare chiarezza.
«Da noi – spiega Giovanna Carrara – stanno arrivando diversi pensionati con tanto di ricevuta di effettuato invio, che nel 2008 hanno inviato all’Inps il modello reddittuale ma che, sembra per problemi di acquisizione, l’Inps non ha ricevuto o il caso di persone a cui non è mai stata richiesta l’autocertificazione del reddito».

C’È ANCHE il caso di chi si è visto recapitare l’avviso di trattenuta per la «quattordicesima» del 2008 e nello stesso tempo anche la lettera di comunicazione dell’erogazione per il 2011 e chi magari, invece, si è perso nella giungla della burocrazia perchè troppo anziano (ultra 80enne).
L’Inps. dal canto suo, «non chiarisce le dinamiche precise del provvedimento» e per questo motivo a livello nazionale sono in corso le trattative per una sospensione dei provvedimenti al fine di verificare meglio gli indebiti ed evitare il recupero ingiustificato della prestazione.
La Cgil invita i pensionati che sono stati colpiti dalla decurtazione della pensione di recarsi alle sedi sindacali o al patronato Inca Cgil.

bresciaoggi/Sabato 30 Luglio 2011

Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Anche i leghisti Bresciani bocciano Borghezio Silvia Ghilardi


Il vicesindaco Fabio Rolfi
Il segretario
Stefano Borghesi

IL DIBATTITO.

Come Maroni e Calderoli, gli amministratori provinciali del Carroccio si dissociano dalle dichiarazioni dell’europarlamentare
Il vicesindaco Fabio Rolfi:
«Le battaglie contro l’Islam non si possono fare con la violenza»

Tutti gli interpellati – amministratori Bresciani della Lega Nord – si sono detti all’oscuro dell’accaduto. Le parole di Borghezio sulla strage di Oslo, che ieri come la pallina impazzita di un flipper sono rimbalzate da un media all’altro, a caldo sono sfuggite ai politici del Carroccio. Qualcuno, quando gli sono state riferite, le ha commentate. Qualcun altro invece non ha voluto giudicare «affermazioni non sentite in prima persona». E’ il caso, per esempio, del deputato camuno Davide Caparini.

I VERTICI del partito, a partire dai ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli, si sono dissociati dalle dichiarazioni dell’europarlamentare e compagno di partito definendole «farneticazioni». Severo anche il giudizio dei leghisti Bresciani. Il ripudio della violenza in tutte le sue forme, in particolare della carneficina norvegese, passa attraverso la rivendicazione di essere «un partito che si muove nella democrazia».
Nonostante non corra buon sangue tra la cultura islamica e la filosofia leghista, «ogni battaglia portata avanti in tal senso dalla Lega Nord passa attraverso atti amministrativi condivisi dal popolo», ricorda Nicola Gallizioli, capogruppo in Consiglio comunale, che prende le distanze da quanto enunciato a Radio 24 dall’europarlamentare Borghezio.

«RITENGO che certe battaglie contro la cultura islamica non si possano fare in alcun modo ricorrendo alla violenza e per questo condanno il comportamento dell’assassino e le parole di Borghezio», dice Gallizioli. E se l’assessore al Turismo della Provincia, Silvia Razzi, non rilascia dichiarazioni sull’argomento, il vice sindaco di Brescia, Fabio Rolfi, è perentorio: «Mi associo a quanto detto dai ministri Maroni e Calderoli, quelle di Borghezio sulla strage di Oslo sono solo farneticazioni che non trovano ospitalità. Anche se il nostro è un partito critico riguardo all’immigrazione di massa e al multiculturalismo non si arriva mai a eccessi del genere. La Lega è un partito pacifico e democratico che non aderisce a estremismi di questa natura».
Per il vice sindaco e assessore alla Sicurezza, in ogni caso, le dichiarazioni di Borghezio «non potranno in alcun modo inquinare il clima politico».

SULLA STESSA lunghezza d’onda il segretario provinciale della Lega Nord, Stefano Borghesi. che dice di «condividere» la presa di distanza dei ministri Calderoli e Maroni. E aggiunge: «Mi sento di rimarcare la condanna al feroce atto di violenza accaduto nei giorni scorsi in Norvegia».
Ma rispetto alla richiesta di dimissioni da europarlamentare avanzata dal Pd e dall’Idv, Borghesi è prudente: «Dimissioni di Borghezio da Strasburgo? Eviterei di gettare polemica sulle polemiche», suggerisce.

bresciaoggi/Mercoledì 27 Luglio 2011

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