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Sabato, 17 Maggio : 2008 Brescia Oggi
L’INTERVISTA. L’ex assessore al traffico del Comune contesta le scelte degli attuali amministratori: «L’interesse dei commercianti - dice- è diventato la misura di tutto»
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di Eugenio Barboglio
«Sarà sosta selvaggia e guerra tra automobilisti e residenti». Ettore Brunelli, ex assessore al Traffico, è tornato alla sua professione di medico del lavoro, ma sulla mobilità come è stata concepita a Brescia resta (anche) la sua firma. E ora nel leggere i provvedimenti della nuova giunta - provvedimenti discussi con i commercianti e graditi dalla categoria - non riesce proprio a non vedere un futuro a tinte fosche per quel binomio da cui dipende tanta parte della vivibilità: il binomio traffico-sosta. Soprattutto, Brunelli contesta il primo di questi provvedimenti: le telecamere della ZTL spente nelle fasce della mattina e del tardo pomeriggio-sera».
Brunelli, quali saranno gli effetti della riapertura della ZTL?
«Intanto mi auguro che la nuova amministrazione li abbia valutati bene. Nel 1998 noi avevamo introdotto la ZTL non per zelo ideologico. La nostra era stata una scelta dettata dalla necessità di salvaguardare il patrimonio storico e monumentale dalla pressione sempre più forte delle auto e, al conntempo, garantire la vivibilità dei residenti».
Cosa succederà ora?
«Si creeranno ingorghi, nelle strade più strette il parcheggio selvaggio impedirà il transito e disturberà il sonno dei residenti. Certi vincoli non li avevamo messi per il gusto di farlo, ma secondo la ratio di contemperare l’accesso in centro con la vita di chi lo abita. Ripeto, spero che i nuovi amministratori abbiano calcolato tutto questo, ma prevedo effetti negativi, anche dal punto di vista della qualità dell’aria».
I commercianti hanno accolto favorevolmente la ZTL a fasce orarie. D’altronde era ciò che chiedevano da sempre...
«L’interesse dei commercianti è diventato la misura di tutto. Ma siccome penso che al di là delle opinioni contino i fatti, vorrei che la nuova amministrazione facesse un bilancio serio tra un po’ di tempo, affidando a tecnici la valutazione dei dati sull’aria, sul traffico, sulla qualità della vita, sugli ingressi in centro e, perchè no, anche sui redditi dei commercianti, confrontando il prima e il dopo la ZTL integrale. Soltanto quando si sarà fatto questo calcolo si potrà dire se il gioco è valso la candela».
Lei parla di sosta selvaggia, di invivibilità, ma l’ipotesi in campo comprende anche nuovi parcheggi a raso.
«Già, ma sa cosa significa? Finiranno con l’occupare piazza, del Foro, piazza del Duomo, ecc. Con la conseguenza che anche il decoro subirà uno sfregio e il centro storico assomiglierà a un garage a cielo aperto. E poi parlano di pulizia e di arredo urbano. Il nostro sforzo era stato anche di far sì che la città fosse bella, ma se ci saranno auto dappertuto come potrà esserlo? Sarà uno scempio, e per cosa? Per accontentare quattro ristoranti».
Solo per questo?
«Detto politicamente, il centrodestra deve pagare le cambiali della campagna elettorale. Ma sarà al prezzo di fare esplodere la situazione in centro, dove chi non troverà posto non avrà altro che da chiamare la polizia locale. A quel punto mi chiedo se la tanto sventolata tolleranza zero sarà applicata fino in fondo o le cose saranno lasciate come sono, perchè i vigili nel frattempo staranno correndo dietro a quattro poveri ambulanti neri».
Nell’incontro tra la giunta e le associazioni di categoria si è parlato anche di realizzare parcheggi di struttura, sotto la galleria Tito Speri e sotto via Saffi.
«Partiamo da un dato: i parcheggi attualmente in funzione non sono mai saturi. E poi: il progetto alla galleria cozza con Fossa Bagni, 600 posti auto mai esauriti. Quanto a via Saffi, sarebbe un cantiere troppo destabilizzante per l’area, uno snodo che, se tenuto fermo a lungo, bloccherebbe il transito verso Brescia 2. Senza dimenticare che vicino c’è l’Ortomercato e il parcheggio della stazione. Se non si saturano le attuali strutture - e non è una questione di prezzi, perchè la loro diminuzione non ha portato a un aumento dell’uso - è inutile costruirne di altre vicine. Per questa ragione, ad esempio, abbandonammo l’idea di fare della ex officina Morosini in via Pile un autosilo o di scavare nel sottosuolo del campo di calcio dell’oratorio di San Faustino».
Tra le priorità del centro, secondo amministrazione e commercio, c’è pure la pulizia. Meglio cambiare - dicono : le macchine dello spazzamento puliscono male e in più sporcano la base dei muri. È lercia Brescia?
«Certo, la città potrebbe essere più pulita. Ma se non lo è al pari di una città svizzera è perchè noi non siamo svizzeri. Per il resto, mi viene da sorridere. In A2A conoscono il loro mestiere e i mezzi che utilizzano sono tra i migliori che offre la tecnologia. Invece assisto a commercianti che credono di sapere tutto, anche di igiene urbana. A loro dico: pensate a far bene il vostro di mestiere.
Brunelli, quali saranno gli effetti della riapertura della ZTL?
«Intanto mi auguro che la nuova amministrazione li abbia valutati bene. Nel 1998 noi avevamo introdotto la ZTL non per zelo ideologico. La nostra era stata una scelta dettata dalla necessità di salvaguardare il patrimonio storico e monumentale dalla pressione sempre più forte delle auto e, al conntempo, garantire la vivibilità dei residenti».
Cosa succederà ora?
«Si creeranno ingorghi, nelle strade più strette il parcheggio selvaggio impedirà il transito e disturberà il sonno dei residenti. Certi vincoli non li avevamo messi per il gusto di farlo, ma secondo la ratio di contemperare l’accesso in centro con la vita di chi lo abita. Ripeto, spero che i nuovi amministratori abbiano calcolato tutto questo, ma prevedo effetti negativi, anche dal punto di vista della qualità dell’aria».
I commercianti hanno accolto favorevolmente la ZTL a fasce orarie. D’altronde era ciò che chiedevano da sempre...
«L’interesse dei commercianti è diventato la misura di tutto. Ma siccome penso che al di là delle opinioni contino i fatti, vorrei che la nuova amministrazione facesse un bilancio serio tra un po’ di tempo, affidando a tecnici la valutazione dei dati sull’aria, sul traffico, sulla qualità della vita, sugli ingressi in centro e, perchè no, anche sui redditi dei commercianti, confrontando il prima e il dopo la ZTL integrale. Soltanto quando si sarà fatto questo calcolo si potrà dire se il gioco è valso la candela».
Lei parla di sosta selvaggia, di invivibilità, ma l’ipotesi in campo comprende anche nuovi parcheggi a raso.
«Già, ma sa cosa significa? Finiranno con l’occupare piazza, del Foro, piazza del Duomo, ecc. Con la conseguenza che anche il decoro subirà uno sfregio e il centro storico assomiglierà a un garage a cielo aperto. E poi parlano di pulizia e di arredo urbano. Il nostro sforzo era stato anche di far sì che la città fosse bella, ma se ci saranno auto dappertuto come potrà esserlo? Sarà uno scempio, e per cosa? Per accontentare quattro ristoranti».
Solo per questo?
«Detto politicamente, il centrodestra deve pagare le cambiali della campagna elettorale. Ma sarà al prezzo di fare esplodere la situazione in centro, dove chi non troverà posto non avrà altro che da chiamare la polizia locale. A quel punto mi chiedo se la tanto sventolata tolleranza zero sarà applicata fino in fondo o le cose saranno lasciate come sono, perchè i vigili nel frattempo staranno correndo dietro a quattro poveri ambulanti neri».
Nell’incontro tra la giunta e le associazioni di categoria si è parlato anche di realizzare parcheggi di struttura, sotto la galleria Tito Speri e sotto via Saffi.
«Partiamo da un dato: i parcheggi attualmente in funzione non sono mai saturi. E poi: il progetto alla galleria cozza con Fossa Bagni, 600 posti auto mai esauriti. Quanto a via Saffi, sarebbe un cantiere troppo destabilizzante per l’area, uno snodo che, se tenuto fermo a lungo, bloccherebbe il transito verso Brescia 2. Senza dimenticare che vicino c’è l’Ortomercato e il parcheggio della stazione. Se non si saturano le attuali strutture - e non è una questione di prezzi, perchè la loro diminuzione non ha portato a un aumento dell’uso - è inutile costruirne di altre vicine. Per questa ragione, ad esempio, abbandonammo l’idea di fare della ex officina Morosini in via Pile un autosilo o di scavare nel sottosuolo del campo di calcio dell’oratorio di San Faustino».
Tra le priorità del centro, secondo amministrazione e commercio, c’è pure la pulizia. Meglio cambiare - dicono : le macchine dello spazzamento puliscono male e in più sporcano la base dei muri. È lercia Brescia?
«Certo, la città potrebbe essere più pulita. Ma se non lo è al pari di una città svizzera è perchè noi non siamo svizzeri. Per il resto, mi viene da sorridere. In A2A conoscono il loro mestiere e i mezzi che utilizzano sono tra i migliori che offre la tecnologia. Invece assisto a commercianti che credono di sapere tutto, anche di igiene urbana. A loro dico: pensate a far bene il vostro di mestiere.
Ultima modifica di Redazione il 18 Maggio 2008 15:38, modificato 1 volta in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















