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Sabato, 17 Maggio : 2008 Brescia Oggi
I VERDI. Gli ambientalisti contestano le scelte «anacronistiche in Europa» della Giunta Paroli
«Ci rivolgeremo all’Ue»
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di Mimmo Varone
Se la nuova amministrazione della Loggia aprirà il centro alle auto «si assumerà la responsabilità di riportare Brescia agli anni Settanta». Mentre la Giunta Paroli è riunita per deliberare, i Verdi lanciano l’ammonimento a non prendere decisioni prima di aver sentito i cittadini e le circoscrizioni, non solo i commercianti. «Sarebbe l’unica città europea che invece di chiudere il centro lo apre», sottolinea l’ex consigliere Paolo Vitale. E davanti all’Europa minaccia di portare la città, se la cosa dovesse accadere. Con lui, il presidente provinciale Paolo Mori e il consigliere della circoscrizione centro Rocco Bortoletto. Ricordano che Brescia partecipa al programma Civitas Plus, lanciato da Bruxelles per finanziare con 2,5 milioni di euro sistemi di mobilità sostenibile, e nei prossimi giorni dovrebbe presentarsi «per ritirare i finanziamenti ottenuti in ragione delle scelte già fatte, comprese le Lam che hanno riportato in attivo Brescia Trasporti e dei progetti per il futuro». In proposito la parlamentare europea Monica Frassoni, copresidente dei Verdi/Alleanza libera europea, si chiede se sia l’apertura delle ZTL «il biglietto da visita» con cui l’amministrazione Paroli si presenterà a Bruxelles tra qualche settimana per firmare gli accordi del programma. «Con quale credibilità - domanda Frassoni - la Giunta potrà dire all’Europa che si impegnerà su 14 progetti di mobilità sostenibile per garantire spostamenti con mezzi alternativi/integrativi alle auto, mentre nella pratica prende decisioni che vanno nella direzione opposta?».
LE ZTL sono nate 15 anni fa, con la Giunta Martinazzoli, «anche per difendere i monumenti dallo smog», e pur con il vigile elettronico il centro è tutt’altro che blindato, sottolinea Mori, se «ci sono 20 mila ingressi al giorno e 13 mila permessi, se possono entrare le due ruote, i mezzi commerciali, i medici e tante categorie».
Spegnere le telecamere dalle 16 alle 10 del mattino dopo, secondo i Verdi, «farebbe di Brescia l’unica città europea in controtendenza», caso unico anche tra le amministrazioni italiane guidate dal centrodestra. «A Como governano con il 70 per cento e irrigidiscono la chiusura del centro - elenca Vitale -, a Milano la Moratti cerca di chiudere, a Parma è già chiuso... Qui si fa il contrario con il rischio di aprire al parcheggio selvaggio e scatenare una guerra tra commercianti e residenti».
Mori aggiunge che le piazze tornerebbero a essere un «parcheggio a cielo aperto proprio mentre s’invoca più decoro per il centro». Perciò, «ci permettiamo di consigliare al sindaco e alla Giunta di ripensarci - dice Frassoni - valorizzando anzichè depennando quanto di buono è stato fatto in passato in città per la salvaguardia ambientale e la mobilità sostenibile, affinchè si confermi il ruolo di Brescia come città all’avanguardia in Italia e in Europa». «Prendere decisioni senza aver sentito le circoscrizioni sarebbe poco rispettoso nei confronti dei cittadini - aggiunge Bortoletto -, e non crediamo che l’apertura delle ZTL possa influenzare il fatturato dei commercianti. Di sicuro ci saranno le proteste dei residenti che chiameranno i vigili a tutte le ore, e vogliamo vedere come correranno dietro agli extracomunitari se devono intervenire contro la sosta selvaggia che si scatenerà».
I VERDI bresciani si aspettano ripensamenti della Giunta e da subito chiedono di avere i dati sugli accessi in centro dopo l’apertura delle ZTL. «Anche a telecamere spente, ci sono le spire nell’asfalto a registrare i passaggi e a svelare quante auto entrano e dove vanno a parcheggiare», ricorda Mori. Vorranno sapere quante multe daranno i vigili, e chiedono una seconda centralina di monitoraggio della qualità dell’aria in centro. Bortoletto propone persino di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei commercianti prima e dopo l’apertura delle ZTL.
LE ZTL sono nate 15 anni fa, con la Giunta Martinazzoli, «anche per difendere i monumenti dallo smog», e pur con il vigile elettronico il centro è tutt’altro che blindato, sottolinea Mori, se «ci sono 20 mila ingressi al giorno e 13 mila permessi, se possono entrare le due ruote, i mezzi commerciali, i medici e tante categorie».
Spegnere le telecamere dalle 16 alle 10 del mattino dopo, secondo i Verdi, «farebbe di Brescia l’unica città europea in controtendenza», caso unico anche tra le amministrazioni italiane guidate dal centrodestra. «A Como governano con il 70 per cento e irrigidiscono la chiusura del centro - elenca Vitale -, a Milano la Moratti cerca di chiudere, a Parma è già chiuso... Qui si fa il contrario con il rischio di aprire al parcheggio selvaggio e scatenare una guerra tra commercianti e residenti».
Mori aggiunge che le piazze tornerebbero a essere un «parcheggio a cielo aperto proprio mentre s’invoca più decoro per il centro». Perciò, «ci permettiamo di consigliare al sindaco e alla Giunta di ripensarci - dice Frassoni - valorizzando anzichè depennando quanto di buono è stato fatto in passato in città per la salvaguardia ambientale e la mobilità sostenibile, affinchè si confermi il ruolo di Brescia come città all’avanguardia in Italia e in Europa». «Prendere decisioni senza aver sentito le circoscrizioni sarebbe poco rispettoso nei confronti dei cittadini - aggiunge Bortoletto -, e non crediamo che l’apertura delle ZTL possa influenzare il fatturato dei commercianti. Di sicuro ci saranno le proteste dei residenti che chiameranno i vigili a tutte le ore, e vogliamo vedere come correranno dietro agli extracomunitari se devono intervenire contro la sosta selvaggia che si scatenerà».
I VERDI bresciani si aspettano ripensamenti della Giunta e da subito chiedono di avere i dati sugli accessi in centro dopo l’apertura delle ZTL. «Anche a telecamere spente, ci sono le spire nell’asfalto a registrare i passaggi e a svelare quante auto entrano e dove vanno a parcheggiare», ricorda Mori. Vorranno sapere quante multe daranno i vigili, e chiedono una seconda centralina di monitoraggio della qualità dell’aria in centro. Bortoletto propone persino di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei commercianti prima e dopo l’apertura delle ZTL.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).











