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Martedì, 8 Luglio : 2008 La Repubblica
Segnalerà al fisco gli evasori e guadagnerà il trenta per cento delle somme recuperate. Verranno scambiate informazioni sui tributi locali e sulle tasse che si devono versare allo Stato. Oggi la firma dell´intesa: è la prima del genere in Italia
Il Comune diventa lo "spione" dell´Agenzia delle Entrate. Quella di Torino è la prima amministrazione in Italia a firmare un accordo per passare agli ispettori di corso Bolzano i nomi e le pratiche dei presunti evasori. Famiglie, liberi professionisti e aziende che saranno poi passate sotto la lente di ingrandimento dell´Agenzia per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi e le situazione Iva. Tanto per verificare se, oltre a tasse e tributi comunali, tipo Tarsu, Ici, Cosap, non si siano scordati di pagare altro allo Stato. Alla fine, se l´Agenzia delle Entrate recupererà qualche cosa, Palazzo Civico ci guadagnerà una quota interessante. Il 30 per cento di ogni somma incassata da corso Bolzano.
Torino è la prima città che sperimenta questo accordo che prevede anche un passaggio di informazioni e di dati più stretto tra l´assessorato ai Tributi, guidato da Gianguido Passoni, e gli uffici diretti da Gianni Giammarino. L´obiettivo del Comune è verificare se attraverso questo sistema si riusciranno a scovare gli evasori più incalliti: le persone o le attività economiche sconosciute al fisco e agli uffici dei Tributi al "Lingottino". «Il lavoro fondamentale - spiega Passoni - è quello di 'intelligence´, di incrocio dei dati e di verifica delle situazioni al limite».
Azione che Palazzo Civico ha intrapreso da tempo attraverso la creazione di Diana, il cervellone anti-evasione dove si incrociano tutti i dati disponibili per trovare chi ha difficoltà a mettere mano al portafoglio quando si tratta di tasse. E poi il nucleo di civich ad hoc per le indagini in ambito fiscale, agenti che come obiettivo hanno quello di scovare gli elusori. Una sorta di guardia di finanza del Comune.
Ora l´ultimo tassello in un momento anche di difficoltà per i conti degli enti locali. Il patto con l´Agenzia per le Entrate. Intesa che dovrebbe rendere alle casse dell´amministrazione qualche entrata straordinaria se le informazioni passate agli uffici di via Bolzano saranno buone e proficue in termini di recupero Irpef o altre tasse. «La lotta all´evasione è una questione di correttezza anche nei confronti di chi paga fino all´ultimo le tasse comunali e statali - ha sempre sostenuto l´assessore ai Tributi, Passoni - anche perché se tutti pagano alla fine si paga meno tutti. Fondamentale per gli enti pubblici mettere in campo tutti gli strumenti per arrivare ad una equità sociale e fiscale tra i cittadini».
Il Comune diventa lo "spione" dell´Agenzia delle Entrate. Quella di Torino è la prima amministrazione in Italia a firmare un accordo per passare agli ispettori di corso Bolzano i nomi e le pratiche dei presunti evasori. Famiglie, liberi professionisti e aziende che saranno poi passate sotto la lente di ingrandimento dell´Agenzia per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi e le situazione Iva. Tanto per verificare se, oltre a tasse e tributi comunali, tipo Tarsu, Ici, Cosap, non si siano scordati di pagare altro allo Stato. Alla fine, se l´Agenzia delle Entrate recupererà qualche cosa, Palazzo Civico ci guadagnerà una quota interessante. Il 30 per cento di ogni somma incassata da corso Bolzano.
Torino è la prima città che sperimenta questo accordo che prevede anche un passaggio di informazioni e di dati più stretto tra l´assessorato ai Tributi, guidato da Gianguido Passoni, e gli uffici diretti da Gianni Giammarino. L´obiettivo del Comune è verificare se attraverso questo sistema si riusciranno a scovare gli evasori più incalliti: le persone o le attività economiche sconosciute al fisco e agli uffici dei Tributi al "Lingottino". «Il lavoro fondamentale - spiega Passoni - è quello di 'intelligence´, di incrocio dei dati e di verifica delle situazioni al limite».
Azione che Palazzo Civico ha intrapreso da tempo attraverso la creazione di Diana, il cervellone anti-evasione dove si incrociano tutti i dati disponibili per trovare chi ha difficoltà a mettere mano al portafoglio quando si tratta di tasse. E poi il nucleo di civich ad hoc per le indagini in ambito fiscale, agenti che come obiettivo hanno quello di scovare gli elusori. Una sorta di guardia di finanza del Comune.
Ora l´ultimo tassello in un momento anche di difficoltà per i conti degli enti locali. Il patto con l´Agenzia per le Entrate. Intesa che dovrebbe rendere alle casse dell´amministrazione qualche entrata straordinaria se le informazioni passate agli uffici di via Bolzano saranno buone e proficue in termini di recupero Irpef o altre tasse. «La lotta all´evasione è una questione di correttezza anche nei confronti di chi paga fino all´ultimo le tasse comunali e statali - ha sempre sostenuto l´assessore ai Tributi, Passoni - anche perché se tutti pagano alla fine si paga meno tutti. Fondamentale per gli enti pubblici mettere in campo tutti gli strumenti per arrivare ad una equità sociale e fiscale tra i cittadini».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















