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Il Freccia Rossa scaccia nuvole e venti di crisi
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Messaggio Il Freccia Rossa scaccia nuvole e venti di crisi 
 

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Sabato, 9 Agosto : 2008  Marco Bencivenga, Brescia oggi

IL CASO. Dopo un avvìo record, le presenze al centro commerciale sono vistosamente calate. Per costruttori e gestori si tratta di un calo fisiologico e temporaneo

Il Freccia Rossa
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scaccia nuvole e venti di crisi


APPROFONDIMENTO (da archivio)
FRECCIA ROSSA

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Un record il giorno dell’inaugurazione (60 mila presenze, primato nazionale della categoria), poi il fisiologico calo di visitatori, complici la stagione estiva e l’esaurirsi dell’effetto novità, quindi l’imprevisto: il progressivo prender forza di un vento di pessimismo, preoccupazione e sfiducia. Un’ondata di negatività alimentata, curiosamente, più dal tam tam di alcuni operatori interni pronti a dichiarare i conti in rosso e a licenziare il personale in esubero che dalla concorrenza invidiosa. Un bradisismo pericoloso, perché capace di minare alle fondamenta un progetto che poggia sì su solide basi, ma fa dell’immagine un valore aggiunto.
A 108 giorni dall’apertura, il centro commerciale Freccia Rossa di via Ugoni - via Cassala - viale Italia - si scopre malato, pur sentendosi benissimo. Tanto è atipica la situazione, da costringere la proprietà e la società di gestione a scendere in campo per fare chiarezza e diradare le nubi apparse a sorpresa in un cielo che prometteva d’essere azzurrissimo.
Certo, la ritardata apertura di alcuni spazi commerciali (dal Mc Donald’s inaugurato solo un mese fa al Mondadori Multicenter aperto soltanto il primo agosto) e il prolungarsi dei lavori per la viabilità e la piazza esterna hanno dato fiato ai critici, così come il rinvìo all’autunno dell’inizio-attività di due colonne del centro come la Multisala Wiz e la sala giochi Tresette, «ma il giorno dell’inaugurazione l’80 per cento dei negozi era già aperto e i lavori esterni non si sono conclusi in ritardo per colpa nostra», sottolineano a una voce l’architetto bresciano Franco Pisa, amministratore delegato di Coimpredil (uno dei tre proprietari del centro, insieme alla società di gestione Sonae Sierra e del fondo americano Aig), e Pietro Malaspina, consigliere del centro Freccia Rossa e ammimistratore delegato di Sierra Development.
«Il 31 luglio i rilevatori che contano gli accessi al centro han toccato quota 1.253.000, dato perfettamente in linea con le attese, che ipotizzano fra i 5 e i 6 milioni di visitatori all’anno», sottolinea Malaspina, parlando di «bilancio largamente positivo» dopo i primi 4 mesi di attività. «In particolare - aggiunge Pisa - il dato della frequentazione pedonale, pari al 65 per cento dei visitatori, testimonia che il Freccia Rossa è diventato proprio quello che voleva essere: uno dei punti di riferimento della zona centrale di Brescia».
FORSE, il «busillis» sta proprio qui, nell’idea che i bresciani si erano fatti del gigante in arrivo, molto diversa da quella di progettisti e proprietari: «Il Freccia Rossa è un centro commerciale urbano, quindi qualcosa di totalmente innovativo rispetto a tutti gli altri centri commerciali che i bresciani e non solo erano abituati a vedere. Purtroppo, questa categoria non ha un nome specifico, non può essere chiamato "gatto nero", ma è altra cosa rispetto ai centri commerciali tradizionali, pur importanti come il Leone di Lonato o Le Rondinelle di Roncadelle. Là, tutto ruota attorno alla vendita di beni despecializzati di massa, ovvero a un ipermercato, con gli altri negozi a contorno. Qui la logica è diversa: il Freccia Rossa è una "strada verticale", una via dello shopping fatta di tante realtà eterogene, proprio come corso Zanardelli o corso Palestro. Vi si trovano il negozio di abbigliamento, il bar, l’agenzia viaggi e la gelateria, ognuno con il suo spazio e la sua logica commerciale».
PER QUESTO, raffrontandosi alle vie del centro storico anziché ai centri commerciali, la proprietà e la società di gestione del Freccia Rossa, a differenza di alcuni operatori, non ritengono decisiva la querelle sulla sosta a pagamento («Nessun cliente dei negozi di via X Giornate o di corso Mameli eccepisce se deve pagare per lasciare l’auto in piazza Vittoria»), pur ipotizzando per il prossimo autunno-inverno «iniziative di marketing» che rendano gratuita la sosta breve. Semmai si chiedono: «Visto che al sabato un ipermercato arriva a richiamare 25-30 mila auto al giorno, se l’avessimo realizzato a ridosso del centro, dove le avremmo messe? Il Piano regolatore della città, non a caso, vieta una simile tipologia commerciale. Per una volta, i vincoli imposti da un Comune all’iniziativa privata sono più che condivisibili: solo un pazzo avrebbe potuto pensare di costruire un ipermercato in centro». E loro, è sottinteso, pazzi non sono.

  





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Messaggio «Concorrenza al centro storico? Semmai siamo complementari» 
 

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Sabato, 9 Agosto : 2008  M.B. , Brescia Oggi

I RAPPORTI. Proprietà e società di gestione tendono la mano ai negozianti tradizionali della città e a Palazzo Loggia

«Concorrenza al centro storico?
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Semmai siamo complementari»


Sono stati accusati di voler «uccidere il centro storico». Quantomeno, il commercio del centro storico. Ma la proprietà e la società di gestione del Freccia Rossa smontano l’accusa con un ragionamente di assoluta linearità: «Abbiamo pagato le aree sulle quali è sorto il Freccia Rossa il triplo di quanto sarebbero costate in periferia e abbiamo speso il doppio per realizzarlo rispettando la storia e le forma originaria per un solo motivo: perché la posizione così a ridosso del centro rappresenta un valore aggiunto - spiegano Pisa e Malaspina -. Ora saremmo folli se facessimo morire ciò per cui abbiamo speso tanto! Non solo: a differenza di altri operatori immobiliari, noi non abbiamo realizzato il centro per poi vendere gli spazi a terzi, ma li abbiamo tenuti tutti in portafogli, affittandoli. Per questo siamo i primi ad essere interessati a difendere, anzi a valorizzare il nostro investimento e siamo nella stessa barca con gli operatori del centro e la realtà che ci circonda».
«La contrapposizione con i negozi tradizionali del centro storico per noi non esiste - assicura Malaspina -. Questo è tanto vero che, se i commercianti di corso Zanardelli volessero fare un cartello per pubblicizzare i loro marchi all’interno del nostro centro, noi lo esporremmo volentieri. Davvero».
Malaspina tende la mano ai colleghi del centro storico e si dichiara disponibile a «studiare iniziative di co-marketing». Non solo: «Se ci fosse concesso, realizzeremmo volentieri un ponte pedonale sul Garza per eliminare l’unico elemento di discontinuità oggi esistente fra le due aree, perché ci sentiamo a tutti gli effetti una propaggine di corso Martiri della Libertà». In attesa di diventare domani, chissà, la cerniera di collegamento con il resto del comparto Milano e con la nuova zona residenziale e commerciale che sorgerà fra viale Italia, via Cassala e via Dalmazia, fino agli ex Magazzini Generali di via Corsica e l’ex Pietra di via Orzinuovi.

AL MURO contro muro di alcuni commercianti del centro storico Malaspina contrappone il concetto di sinergia: «Se poi anche i bar e i negozi del centro, sulla nostra spinta, resteranno aperti fino alle 22 sarà un successo per tutta la città, perché diventerà più viva, fruibile e sicura».
Sulla stessa lunghezza d’onda Pisa sostiene che il merito del Freccia Rossa, semmai, è di riportare la gente in centro, altro che allontanarla: «Innanzitutto con la Multisala Wiz riporteremo in città il grande cinema, così come abbiamo "importato" marchi tipo H&M o Nike che prima di trovavano solo in periferia - sottolinea -. Se poi faremo davvero 6 milioni di visitatori all’anno, vogliamo pensare che almeno la metà vengano in città per noi? Ne restano 3 milioni e, se anche solo il 10 per cento di questi, una volta usciti dal Freccia Rossa decideranno di raggiungere corso Zanardelli o piazza Loggia o Santa Giulia, magari perché invogliati da un’apposita segnaletica, non avremo portato 300 mila nuovi potenziali clienti ai negozi del centro?».
Pisa è un ottimista, abituato a guardare alla parte mezza piena della bottiglia e a cercare il dialogo, con i colleghi-concorrenti, ma non solo. Anche con l’amministrazione comunale - la nuova, guidata da Adriano Paroli, così come aveva fatto con la vecchia, guidata da Paolo Corsini - cerca il dialogo e il confronto costruttivo. Sul tema della sosta, ma non solo. D’altra parte, la Loggia oltre che proprietaria di un quarto dei parcheggi del Freccia Rossa, a settembre acquisirà la piazza che si affaccia su via Ugoni (tanto da averne scelto il progetto): «Vorremmo organizzare una festa, con la simbolica consegna delle metaforiche chiavi», rivela Pisa. E il passaggio di proprietà sarà tanto chiaro che da quel giorno chi vorrà organizzare un evento nella piazza del Freccia Rossa non dovrà chiedere il permesso al centro commerciale, ma al Comune.

  





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Messaggio «Sosta gratis? Possibile e tutta a carico nostro» 
 

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Sabato, 9 Agosto : 2008  .M.B., Brescia Oggi

IL CARO PARCHEGGI. La proprietà e la società di gestione del centro commerciale smentiscono l’esistenza di trattative con la Loggia per chiedere contributi economici

«Sosta gratis? Possibile
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e tutta a carico nostro»


ndr: come volevasi dimostrare

APPROFONDIMENTO (archivio)
Rivolta al Freccia Rossa «La sosta è troppo cara»


Il caro-parcheggi? Secondo la proprietà e la società di gestione del Freccia Rossa è un falso problema, anzi il frutto di un pregiudizio. «L’errore sta nel considerare il Freccia Rossa un centro commerciale simile alle Rondinelle o al Leone, strutture che, puntando su grandi volumi, quindi su grandi spazi per fare grandi numeri, sorgono in periferia, dove possono mettere a disposizione dei clienti migliaia di posti auto - spiegano Franco Pisa e Pietro Malaspina -. Partendo da questo presupposto, è logico che ci arriva da noi si stupisce di dover pagare la sosta. Ma il Freccia Rossa è un’altra cosa, è un centro commerciale urbano, che sorge all’interno di una città, e semmai va paragonato ai negozi di corso Palestro o corso Zanardelli».
Fatta questa premessa, Pisa e Malaspina non si nascondono che il costo della sosta può diventare un fattore discriminante nelle scelte dei clienti reali e potenziali. Per questo stanno studiando possibili correttivi. «Sia chiaro - chiarisce Malaspina -: i parcheggi del Freccia Rossa non saranno mai interamente gratuiti, perché se ciò succedesse finirebbero per diventare l’unica area di sosta libera a ridosso del centro storico e della stazione ferroviaria, tanto da rischiare di essere occupata perennemente dalle auto dei pendolari. E non avrebbe senso. Oltretutto, i posti auto esistenti sono sovradimensionati rispetto alle necessità del centro commerciale: a noi ne sarebbero bastati 1.600, invece ne abbiamo realizzati 2.500 perché 1.000 sono stati richiesti dal Comune, che non ha speso un euro per costruirli, ma li ha ottenuti a parziale scomputo degli oneri di urbanizzazione e li ha messi a disposizione dell’intera cittadinanza, E tali devono essere considerati». Il Comune ne ha poi affidato la gestione a Sintesi, il ramo della controllata Brescia Mobilità che gestisce anche tutti gli altri parcheggi pubblici della città e i posti auto del Freccia Rossa di proprietà del centro.
«Per il prossimo autunno non escludiamo di rendere gratuita la sosta breve e abbiamo affidato proprio a Sintesi lo studio delle modalità più idonee fra le mille opzioni possibili: la prima mezz’ora, la prima ora, le prime due, oppure 90 minuti gratis per chi spende 20, 30 o 50 euro... - rivelano Pisa e Malaspina -. In ogni caso, al Comune non chiederemo alcun contributo né abbiamo avviato trattative sul tema, come sostiene qualcuno. Se la sosta breve dovesse diventare gratuita sarà per un’iniziativa di marketing della proprietà, dei gestori e degli operatori del centro, totalmente a nostro carico, senza che la Loggia debba sborsare un solo euro»

  





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