Mercoledì, 01 Ottobre : 2008 di CURZIO MALTESE, La Repubblica
Il frutto avvelenato
della tolleranza zero
A Parma, nella civile Parma, la polizia municipale ha massacrato di botte un giovane ghanese, Emmanuel Bonsu Foster, e ha scritto sulla sua pratica la spiegazione: "negro". Davano la caccia agli spacciatori e hanno trovato Emmanuel, che non è uno spacciatore, è uno studente. Anzi è uno studente che gli spacciatori li combatte. Stava cominciando a lavorare come volontario in un centro di recupero dei tossici. Ma è bastato che avesse la pelle nera per scatenare il sadismo dei vigili, calci, pugni, sputi al "negro".
Parma è la stessa città dove qualche settimana fa era stata maltrattata, rinchiusa e fotografata come un animale una prostituta africana. L'ultimo caso di inedito razzismo all'italiana pone due questioni, una limitata e urgente, l'altra più generale.
La prima è che non si possono dare troppi poteri ai sindaci. Il decreto Maroni è stato in questo senso una vera sciagura. La classe politica nazionale italiana è mediocre, ma spesso il ceto politico locale è, se possibile, ancora peggio. Delegare ai sindaci una parte di poteri, ha significato in questi mesi assistere a un delirio di norme incivili, al grido di "tolleranza zero". In provincia come nelle metropoli, nella Treviso o nella Verona degli sceriffi leghisti, come nella Roma di Alemanno e nella Milano della Moratti.
A Parma il sindaco Pietro Vignali, una vittima della cattiva televisione, ha firmato ordinanze contro chiunque, prostitute e clienti, accattoni e fumatori (all'aperto!), ragazzi colpevoli di festeggiare per strada. Si è insomma segnalato, nel suo piccolo, nel grande sport nazionale: la caccia al povero cristo. Sarà il caso di ricordare a questi sceriffi che nella classifica dei problemi delle città italiane la sicurezza legata all'immigrazione non figura neppure nei primi dieci posti. I problemi delle metropoli italiane, confrontate al resto d'Europa, sono l'inquinamento, gli abusi edilizi, le buche nelle strade, la pessima qualità dei servizi, il conseguente e drammatico crollo di presenze turistiche eccetera eccetera. Oltre naturalmente alla penetrazione dell'economia mafiosa, da Palermo ad Aosta, passando per l'Emilia.
I sindaci incompetenti non sanno offrire risposte e quindi si concentrano sui "negri". Nella speranza, purtroppo fondata, di raccogliere con meno fatica più consensi. Di questo passo, creeranno loro stessi l'emergenza che fingono di voler risolvere.
Provocazioni e violenze continue non possono che evocare una reazione altrettanto intollerante da parte delle comunità di migranti. Al funerale di Abdoul, il ragazzo ucciso a Cernusco sul Naviglio non c'erano italiani per testimoniare solidarietà. A parte un grande artista di teatro, Pippo Del Bono, che ha filmato la rabbia plumbea di amici e parenti. La guerra agli immigrati è una delle tante guerre tragiche e idiote che non avremmo voluto. Ma una volta dichiarata, bisogna aspettarsi una reazione del "nemico".
L'altra questione è più generale, è il clima culturale in cui sta scivolando il Paese, senza quasi accorgersene.
Nel momento stesso in cui si riscrive la storia delle leggi razziali, nell'urgenza di rivalutare il fascismo, si testimonia quanto il razzismo sia una malapianta nostrana. L'Italia è l'unica nazione civile in cui nei titoli di giornali si usa ancora specificare la provenienza soltanto per i delinquenti stranieri: rapinatore slavo, spacciatore marocchino, violentatore rumeno. Poiché oltre il novanta per cento degli stupri, per fare un esempio, sono compiuti da italiani, diventa difficile credere a una forzatura dovuta all'emergenza. L'altra sera, da Vespa, tutti gli ospiti italiani cercavano di convincere il testimone del delitto di Perugia che "nessuno ce l'aveva con lui perché era negro". Negro? Si può ascoltare questo termine per tutta la sera da una tv pubblica occidentale? Non lo eravamo e stiamo diventando un paese razzista. Così almeno gli italiani vengono ormai percepiti all'estero.
Forse non è vero. Forse la caccia allo straniero è soltanto un effetto collaterale dell'immensa paura che gli italiani povano da vent'anni davanti al fenomeno della globalizzazione. La paura e, perché no?, la vergogna si sentirsi inadeguati di fronte ai grandi cambiamenti, che si traduce nel più facile e abietto dei sentimenti, l'odio per il diverso. La nostalgia ridicola di un passato dove eravamo tutti italiani e potevamo quindi odiarci fra di noi. In questo clima culturale miserabile perfino un sindaco di provincia o un vigile di periferia si sentono depositari di un potere di vita o di morte su un "negro".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
ROMA - Un cinese di 36 anni è stato aggredito nel pomeriggio a Roma da cinque italiani, mentre si trovava in viale Duilio Cambellotti, nel quartiere popolare Tor Bella Monaca, nella periferia sud est. Ancora da accertare le ragioni della violenza ma gli inquirenti, che hanno ascoltato anche un testimone, non escludono un movente di natura razzista.
"Sono stati fermati sei dei ragazzini presumibilmente coinvolti nell'aggressione, due sono già stati riconosciuti dai testimoni. Si trovavano ancora in zona, quasi tutti sono minorenni". A riferirlo è il consigliere capitolino Dario Nanni (Pd), eletto proprio in VIII municipio, teatro del raid razzista. "Esprimo soddisfazione - ha aggiunto - perché in poco tempo i vigili urbani sono riusciti ad individuare e fermare i responsabili. Il ruolo della polizia municipale è fondamentale in una città come Roma".
CINESE AGGREDITO,ASPETTAVO BUS,MI HANNO ACCERCHIATO - "Stavo aspettando il bus quando ad un tratto in cinque mi hanno accerchiato e picchiato". Questo il racconto dell'aggressione a sfondo razziale avvenuta a Roma da parte della vittima, un cittadino cinese con regolare permesso di soggiorno. L'uomo ha raccontato ai medici del policlinico di Tor Vergata quei momenti di terrore. In un italiano stentato, e visibilmente scosso, ha raccontato il raid dei cinque aiutandosi anche con i gesti e mimando l'aggressione. L'uomo non presenterebbe trauma cranico ma la frattura del setto nasale per questo resterà ricoverato all'ospedale di Tor Vergata in osservazione per le prossime 24 ore.
STESSA GANG AVEVA PESTATO AFRICANI - Picchiato da un gruppo di 4 o 5 minorenni italiani al grido "di cinese di merda". Ha un movente razzista l'aggressione avvenuta nel pomeriggio in viale Duilio Cambellotti, nel quartiere popolare Tor Bella Monaca, nella periferia sud est. L'immigrato, 36 anni, stava aspettando l'autobus quando il gruppo di ragazzini ha cominciato ad infierire prima a parole poi picchiandolo fino a fratturargli il naso. Poi sono fuggiti. Soccorso dai vigili urbani dell'VIII Gruppo è stato ricoverato al Policlinico di Tor Vergata. Sono gli stessi minorenni che nei giorni scorsi hanno aggredito due uomini originari della Costa d'Avorio, di 30 e 24 anni e verso i quali avevano rivolto frasi razziste come "sporchi negri!'. E, ancora, da una decina di giorni la baby gang si diverte a frantumare i finestrini delle autovetture di impiegati del Municipio VIII e dei vigili urbani dell'VIII Gruppo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
MILANO - "Rubi il lavoro agli italiani". E' con questa scusa che stamani a Milano due ambulanti regolari hanno aggredito in un mercato rionale un venditore di colore, che faceva quindi lo stesso mestiere, ma abusivamente . L'immigrato, Ravan, un senegalese di 42 anni, è stato insultato ("negro di m...", come ha riferito lui stesso) e colpito ripetutamente con una mazza da baseball. Finito al pronto soccorso per ferite lievi, è stato medicato, tenuto in osservazione e dimesso in serata. Ha punti applicati alla testa e alla mano, oltre a varie ecchimosi, ma niente di rotto. Del caso si è occupata la Polizia Locale, che è stata chiamata intorno alle 12 dai passanti che si trovavano nel mercato rionale all'aperto che si tiene ogni giovedì tra via Archimede e via Marcona, nella zona est della città. La lite, secondo i testimoni, sarebbe nata per questioni di spazi: un problema all'ordine del giorno, nei mercati, tra ambulanti regolari e abusivi. Una colf sudamericana (che però si è allontanata perché non in regola con il permesso di soggiorno) ha raccontato di aver visto il titolare di un chiosco di frutta e verdura litigare con l'immigrato. Dopo le minacce e gli spintoni, è sopraggiunto un terzo uomo con la mazza da baseball.
E Ravan è stato picchiato. "Mi hanno detto che me ne dovevo andare entro 10 minuti, che dovevo tornare al mio Paese - racconta al telefono Ravan -. Ma io ho detto no, io devo mangiare, lavoro per mangiare, non me ne vado. E così mi hanno picchiato, ho quattro buchi in testa...". "In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sul grave episodio - hanno commentato la Cgil di Milano e la Cgil della Lombardia - denunciamo il clima di intolleranza e di razzismo che sta attraversando il Paese, un clima alimentato da politiche improntate alla xenofobia e al rifiuto nei confronti dei 'diversi', che spinge i cittadini a compiere atti di giustizia sommaria. Occorre recuperare al più presto un clima di convivenza civile improntato al rispetto e alla dignità delle persone". Ravan, intanto, è stato dimesso, e si è recato subito a sporgere querela contro l'aggressore. Ha detto che lui "quello lì" lo conosce. Del caso ora si occuperanno le forze dell'ordine. Ma Ravan intanto si sente pieno di rabbia e ripete: "Io lavoravo, c'era spazio per tutti, io lavoravo...".
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Amina Sheik Said, cittadina italiana, è stata a lungo perquisita e maltrattata ("sei nera dentro e fuori") perché rifiutava l'ispezione anale. È stata sospettata prima di avere documenti falsi, poi di essere un corriere della droga. Ma le ipotesi non sono state confermate dagli 'accertamenti'
Roma - (Adnkronos/Ign) - Una donna somala con cittadinanza italiana, Amina Sheik Said, ha denunciato attraverso l'Associazione Antigone di essere stata tenuta nuda per ore a Ciampino nel corso di una perquisizione e di aver subito insulti razzisti.
Lo racconta l'avvocato Luca Santini che lavora per l'associazione Progetto Diritti e per Antigone, associazione che da poco ha istituito la figura del difensore civico, l'avvocato Stefano Anastasia, contro episodi di violenza e privazione illegittima dei diritti e della libertà.
Ma gli operatori di Ciampino che procedettero al controllo dell'italo-somala non ci stanno. Per questo hanno inoltrato all'autorità giudiziaria una denuncia per diffamazione contro la donna.
Secondo quanto denunciato dall'avvocato, ''il 21 luglio scorso alle 10 di mattina una donna somala con passaporto italiano è arrivata a Ciampino insieme ai nipoti. Lì - ha raccontato Santini -ha passato un pomeriggio da incubo. Al controllo in aeroporto gli operatori hanno prima posto la loro attenzione sui documenti della donna ipotizzando che avesse rapito i minorenni con cui viaggiava, che tra l'altro avevano passaporto britannico, poi che comunque li avesse portati in Italia irregolarmente. Superato questo primo problema ed effettuati i controlli è stata formulata l'ipotesi che la donna fosse un corriere della droga''.
''Quindi la somala è stata sottoposta prima a un'ispezione dei bagagli poi a una perquisizione personale a cui non ha opposto resistenza, ha acconsentito a denudarsi e a mettersi nelle posizioni richieste ma ha rifiutato la perquisizione più invasiva - ha continuato - A quel punto la donna ha chiesto di essere visitata da un medico. Per questo motivo le è stato detto 'questa nera è pazza', 'sei nera dentro e fuori'. La donna è stata poi tenuta nuda per varie ore.
La situazione si è sbloccata alle 15 quando, nuda, avvolta da un cellophane da pacchi e con le manette è stata portata al policlinico Casilino dove è stato accertato che la signora non nascondeva nulla. La donna è stata lasciata libera con a carico una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale''.
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ROMA - Resta alto l'allarme per l'insorgenza del razzismo in Italia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale Benedetto XVI, richiama indirettamente l'attenzione sul tema citando le parole di un discorso del Pontefice in cui Papa Ratzinger lanciava l'allarme per il riaffacciarsi "in diversi paesi di nuove manifestazioni preoccupanti", invitando la politica a farsi guidare, dal "rispetto della dignità umana in tutte le sue forme e in tutti i luoghi".
Un atteggiamento che, secondo il Capo dello Stato, implica più che mai "la coscienza e la pratica della solidarietà, cui non possono restare estranee, anche dinanzi alle questioni più complesse, come quella delle migrazioni verso l'Europa, le responsabilità e le scelte dei governi".
Mentre gli immigrati sfilano a Roma e a Caserta, dalla tribuna della Festa della Libertà, il presidente della Camera Gianfranco Fini attacca i naziskin che "hanno la testa vuota"; e ribadisce che "sarebbe sbagliato negare che esiste un pericolo razzismo e xenofobia". Ricordando l'idea di costituire alla Camera un osservatorio per il razzismo, Fini richiama il ruolo della politica per combattere ogni possibilità di razzismo che, sostiene, nasce dalla diffidenza, dall'ignoranza e dalla paura nei confronti dell'altro, spesso è motivata", ed invita a "tenere alta la guardia". Per questo, è il ragionamento di Fini, "serve una politica chiara sull'immigrazione". Walter Veltroni raccoglie invece l'appello lanciato da un gruppo di intellettuali che, prendendo spunto dai fatti delle cronache degli ultimi giorni, gli chiedono di inserire lotta al razzismo ed alla xenofobia tra i temi della manifestazione del Pd "Salva l'Italia" in calendario per il 25 ottobre.
"Il pesante clima di intolleranza che si sta diffondendo nel Paese impone a tutti una profonda riflessione", sostiene il leader del Pd, secondo cui gli "episodi inaccettabili" che si ripetono sono il "frutto di un'atmosfera cupa e negativa alimentata da una destra populista e demagogica che si è assunta la grave responsabilità di utilizzare e alimentare strumentalmente la paura degli italiani". Il centrosinistra contesta, poi, al governo di essere troppo timido nell'affrontare il problema. "Berlusconi continua a tacere", tuona Donadi dell'Idv; stesso registro per il verde Bonelli, che accusa il Cavaliere di "tacere e sottovalutare l'emergenza".
Vittorio Agnoletto arriva a teorizzare che la gente sia "istigata" dai messaggi della maggioranza. Accuse respinte al mittente dal ministro Gianfranco Rotondi: "Non ci devono essere mezze misure nel contrastare ogni forma di razzismo. Se necessario anche usando le maniere forti. Asserire strumentalmente che Berlusconi e il governo sono indifferenti alla questione - ribadisce l'esponente della Dca - è semplicemente dire il falso". E la leghista Mauro invita alla prudenza: "E' facile confondere certi scontri", determinati dalla povertà, "con il razzismo e creare un clima che non c'é".
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Donna somala a Ciampino,
il governo chiede danni per false accuse alla polizia
Roberto Maroni
Il ministero dell'Interno si costituirà parte civile contro la donna somala che nei giorni scorsi aveva accusato di maltrattamenti e perquisizioni arbitrarie la polizia dell'aeroporto di Ciampino. Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in un'intervista al quotidiano La Padania. Molte le reazioni a seguito delle dichiarazioni.
"Non penso che in Italia ci sia un'emergenza razzismo. Ci sono episodi che vanno colpiti e che saranno colpiti come ci sono delle montature, ad esempio il caso della donna somala, che vanno colpiti allo stesso modo", ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni arrivando alla festa del Pdl di Milano. Rispetto al caso della donna somala Maroni ha poi spiegato che il ministero dell'Interno si costituirà parte civile "perché la polizia ha agito secondo le regole, rispettandole anzi con estremo rigore ed è stata ingiustamente accusata di razzismo per questo le forze dell'ordine hanno deciso di fare una denuncia per calunnia e il ministero si costituisce parte civile per tutelare il buon nome - ha concluso - delle forze di polizia italiane".
La destra non sottovaluti i rischi del diffondersi di episodi razzisti e non nasconda la testa sotto la sabbia, avverte Marco Minniti, ministro dell'Interno nel governo ombra del Pd, secondo il quale "sbaglia il ministro dell'Interno Maroni a sottovalutare i rischi del diffondersi di sentimenti intolleranti e razzisti” e a “non raccogliere l'invito del presidente della Camera che ha proposto un osservatorio parlamentare su questi episodi".
"Davanti ad una dichiarazione di una donna somala e una dei poliziotti, io credo a quella dei poliziotti", ribatte Maurizio Gasparri, capogruppo del PdL al Senato, commentando la vicenda della donna somala. "Le parole di Gasparri sulla cittadina somala sono indecenti. Fanno male quanto un manganello ", ha replicato Pino Sgobio del Pdci.
Anche il sindacato autonomo di polizia è intervenuto sulle accuse di razzismo agli agenti dell'aeroporto di Ciampino: "Con questi allarmismi - spiega il segretario generale del Sap, Nicola Tanzi - si sta cercando di condizionare l'attività delle forze dell'ordine.
Lo Stato non può permettersi di far passare il messaggio che controllare uno straniero, per giunta con precedenti specifici, sia un atto di razzismo. Altrimenti, si annulla l'attività di prevenzione che nel nostro Paese viene considerata prioritaria. Bene fa il ministro Maroni a valutare l'ipotesi di costituirsi parte civile contro la donna somala".
ViviCentro (art. 19 e 21)
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» RAZZISMO: EMMANUEL SARA' OPERATO A OCCHIO FERITO »
Domenica 05 Ottobre : 2008 Il giovane ghanese di 22 anni che ha accusato i vigili di averlo picchiato ed insultato è ricoverato. Spunta una testimone dell'aggressione
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
» Orde di italiani infestano l’Italia, mandiamoli via! »
Lunedì, 06 Ottobre : 2008 L’Italia è un paese pericoloso. Ci vuole sicurezza. La sicurezza è la prima cosa (quella era la salute, diceva il povero Massimo Troisi). La sicurezza è un tema né di destra né di sinistra diceva Walter Veltroni in campagna elettorale. Neanche di colore della pelle, aggiungerei.
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Giovedì, 09 Ottobre : 2008 (Associated Press Italia)
Immigrati;
Ammanettato per divieto sosta,
testimoni protestano
Cittadino senegalese portava il figlio in una scuola di Milano
Milano, 8 ott. (Apcom) - Un cittadino senegalese di circa quarant'anni, D.M., regolarmente residente in Italia da una ventina di anni, ha denunciato all'emittente "Radio Popolare Network" di essere stato aggredito e fermato senza motivo intorno alle 8.15 di questa mattina da cinque o sei agenti di due equipaggi dei vigili urbani, mentre stava accompagnando il figlio alla scuola elementare di via Mantegna, in zona Sempione a Milano. A quanto è possibile apprendere al momento, l'uomo avrebbe posteggiato in seconda fila in via Poliziano e per questo sarebbe stato richiamato dagli agenti della municipale, che già in passato gli avrebbero contestato la modalità di parcheggio. Ne è nata un'animata discussione all'interno dei giardini di piazza Gerusalemme che sarebbe rapidamente degenerata in uno scontro fisico concluso con il fermo dell'uomo da parte degli agenti. Il senegalese sarebbe stato poi caricato a forza sull'auto di servizio e accompagnato al comando dei vigili di via Monviso per accertamenti e qui sarebbe stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Secondo alcuni genitori della scuola elementare che sempre a Radio Popolare sostengono di aver assistito alla scena, i vigili avrebbero avuto una reazione sproporzionata nei confronti dell'uomo che sarebbe stato spinto a terra e qui ammanettato davanti al piccolo, mentre chiedeva la possibilità di lasciare i propri documenti ma nel frattempo di poter accompagnare il figlio a scuola. A questo punto sarebbero intervenuti, protestando indignati, diversi papà e mamma che hanno i figli nello stesso istituto scolastico. A quanto sembra gli agenti della municipale intervenuti si sarebbero fatti "refertare" in ospedale per le contusioni riportate durante la collutazione con l'uomo. "Al momento non abbiamo ancora presentato denuncia formale - spiega ad Apcom Sonia Canevisio, legale insieme con Lucio Liguori del cittadino di origine senegalese - ma è nostra intenzione depositare un esposto presso il comando dei vigili urbani per fare chiarezza su quanto avvenuto".
ViviCentro (art. 19 e 21)
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Re: Il frutto avvelenato della tolleranza zero: Casi vari, a
... chi semina vento raccoglie tempesta!
Ci siamo inzuppato il pane nel brodo del via i terroni, via gli extracomunitari, la razza pura padana va difesa, non possiamo tollerare che i nostri figli (dicono i nordici) siano maltrattati (anche solo formalmente tramite una interrogazione e/o u giudizio scolastico) dai prof meridionali ... stimo più i negri che i meridionali ... et similia?
Ed adesso teniamoci chi nascosto dietro lo scudo di una divisa, sfoga la propia libidine, il proprio odio, il proprio istinto razzista e, forse, il proprio complesso di inferiorità.
So che queste mie parole si scioglieranno come neve al sole, seguendo le altre che ho pronunciato sul razzismo tempo addietro nonchè quandto da me scritto qualche giorno addietro qui ... ma chissenefrega! libertàvuole che io le possa dire e libertà vuole che altri le possano ignorare ... ma ... spesso chi le ignora lo fa perchè ha la coda di paglia.
fromor
Un popolo che non gode di una stampa libera è un popolo di ectoplasmi
Annoto, con piacere, che siamo, alla fine, giunti alla convergenza delle nostre rette parallele
Un indizio è un indizio. Più indizi, anche se non vogliamo assumere che fanno una prova, dobbiamo almeno dire che configurano un grande sospetto ... o no? Questo era il quanto da me preso come base nelle mie asserzioni nel nostro discutere qui ed altrove e, purtroppo, i fatti mi danno sempre più ragione riaffermando anche il valore di un antico detto:
"Il pesce, quando puzza, comincia dalla testa"
.... e qui "la testa" (leggi governo) puzza moltissimo per cui, ecco che la feccia avanza e, pur essendo, alla fin fine, dei poveri polli, si fanno galletti. Speriamo che presto ci sia chi li renderà capponi.
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
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» Marocchina 16enne picchiata da gruppo: «Si è seduta su bus in posto di italiani» »
Lunedì, 13 Ottobre : 2008 VARESE - Il nome di Rosa Parks vi dice qualcosa? In Italia forse no, ma negli Stati Uniti tutti sanno chi era. Il 1° dicembre 1955 l'afro-americana Rosa Parks si rifiutò di alzarsi da un posto «riservato ai bianchi» su un autobus di Montgomery (Alabama).
nota: Il caso ha voluto che questo fosse il post n° 20.000. Un gran numero indubbiamente ed il fatto che sia capitato proprio ad un articolo del genere, preceduto poi da altri sul fallimento totale del "capitalismo globale" nonché da quello successivo - 20.001 che inaugura una nuova "era" di numerazione e, guarda caso, anche questa con una domanda mica da poco:
Citazione:
» Ma chi pagherà? »
Lunedì, 13 Ottobre : 2008 Come terapia d’urgenza, niente male. I punti sensibili del mercato finanziario saranno stretti con dei lacci per evitare ulteriori emorragie; le ossa rotte delle banche saranno accuratamente ingessate; e ci vorrà molto tempo (minimo un anno, si dice, ma possiamo tranquillamente prevedere tempi superiori) perché il paziente torni a camminare con le sue gambe. Se il paziente collaborerà (ossia se, a cominciare da questa mattina, risparmiatori e operatori finanziari smetteranno di vendere in preda al panico), i tempi della sua ripresa si accorceranno.
Ma in che mondo ci ritroviamo a vivere? come abbiamo fatto ad infognarci così? io una spiegazione me la sto dando da tempo visto che non è da oggi che lancio allarmi per la brutta china che si stava prendendo epperò non mi consola affatto. Qualcuno avrebbe qualcosa da dire nel merito? Bah, penso proprio di no ......... meglio tacere. Che brutta società si è andata formando.
Cordialità,
Stan
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
» Roma, entra in bar e minaccia extracomunitari con coltello »
Domenica, 19 Ottobre : 2008 Roma - Un pregiudicato romano di 24 anni è stato arrestato dalla polizia dopo aver fatto irruzione in un bar del quartiere Casilino, a Roma, e minacciato con un coltello alcuni extracomunitari.
.... tanto per la serie e per tener di conto almeno dei casi più eclatanti.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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