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Il mondo visto da Roma - 18 agosto 2008
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Lunedì, 18 Agosto : 2008

Il mondo visto da Roma


SANTA SEDE
Benedetto XVI invoca la pace in Georgia
Scompare un uomo chiave del Sinodo della Parola, amico del Papa
Il Papa: il superamento del razzismo, conquista dell'umanità
Il Papa: la prudenza in auto, un campo in cui difendere la vita
Il Papa in Sardegna, pellegrino alla Madonna di Bonaria

NOTIZIE DAL MONDO

Assassinato in India un sacerdote carmelitano
Aiuti delle Caritas per le vittime in Ossezia del nord e Georgia
Appello ecumenico per la pace nel Caucaso

ITALIA
A S. Giovanni Rotondo, Incontro Nazionale Ordo Virginum


Santa Sede

Benedetto XVI invoca la pace in Georgia
E incoraggia a una mobilitazione generale per recare aiuto alle vittime

CASTEL GANDOLFO, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI, che si è tenuto sempre informato sugli sviluppi del conflitto in Georgia, ha incoraggiato tutta la comunità internazionale a lavorare perché si giunga rapidamente a una pace stabile.

Dall'inizio degli scontri, il Papa ha levato la sua voce in due occasioni chiedendo di porre fine alle attività militari e di prestare soccorso alle vittime, soprattutto civili, della guerra.

Il 17 agosto, durante la preghiera dell'Angelus recitata insieme a diverse migliaia di pellegrini nel cortile interno della residenza pontificia di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha riconosciuto di seguire "con attenzione e preoccupazione la situazione in Georgia” di sentirsi “particolarmente vicino alle vittime del conflitto".

"Mentre elevo una speciale preghiera di suffragio per i defunti ed esprimo sincere condoglianze a quanti sono in lutto – aveva affermato –, faccio appello affinché siano alleviati con generosità i gravi disagi dei profughi, soprattutto delle donne e dei bambini, che mancano perfino del necessario per sopravvivere".

Il Vescovo di Roma aveva chiesto "l'apertura, senza ulteriori indugi, di corridoi umanitari tra la regione dell'Ossezia meridionale e il resto della Georgia, in modo che i morti ancora abbandonati possano ricevere degna sepoltura, i feriti siano adeguatamente curati e venga consentito a chi lo desidera di ricongiungersi con i suoi cari".

Inoltre, aveva invitato a garantire "alle minoranze etniche coinvolte nel conflitto l'incolumità e quei diritti fondamentali che non possono mai essere conculcati".

Infine aveva asupicato "che la tregua in atto, raggiunta grazie al contributo dell'Unione Europea, possa consolidarsi e trasformarsi in pace stabile, mentre invito la Comunità internazionale a continuare ad offrire il suo sostegno per il raggiungimento di una soluzione duratura, attraverso il dialogo e la buona volontà comune".

Il primo intervento pubblico del Papa sul conflitto nel Caucaso è stato pronunciato domenica 10 agosto, dalla Piazza Duomo di Bressanone (Bolzano), dove quest'anno ha trascorso un breve periodo di vacanze.

"E' mio vivo auspicio che cessino immediatamente le azioni militari e che ci si astenga, anche in nome della comune eredità cristiana – aveva detto –, da ulteriori confronti e ritorsioni violente, che possono degenerare in un conflitto di ancor più vasta portata; si riprenda, invece, risolutamente il cammino del negoziato e del dialogo rispettoso e costruttivo, evitando così ulteriori, laceranti sofferenze a quelle care popolazioni".

Il Papa aveva invitato altresì "la Comunità internazionale e i Paesi più influenti nell'attuale situazione a compiere ogni sforzo per sostenere e promuovere iniziative volte a raggiungere una soluzione pacifica e duratura, in favore di una convivenza aperta e rispettosa".

"Insieme ai nostri fratelli ortodossi, preghiamo intensamente per queste intenzioni, che affidiamo fiduciosi alla intercessione della Santissima Vergine Maria, Madre di Gesù e di tutti i cristiani", aveva concluso.


Scompare un uomo chiave del Sinodo della Parola, amico del Papa
Monsignor Wilhelm Emil Egger, Vescovo di Bolzano-Bressanone

CASTEL GANDOLFO, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Un infarto ha colpito nella serata di sabato 16 agosto monsignor Wilhelm Emil Egger, Vescovo di Bolzano-Bressanone. Il prossimo Sinodo dei Vescovi di ottobre sulla Parola di Dio ha perso così il suo Segretario speciale.

Con "profonda emozione" il Papa, grande amico del presule, lo ha ricordato domenica, in occasione dell'Angelus tenutosi nel cortile del palazzo apostolico di Castel Gandolfo.

"L’avevo lasciato pochi giorni fa apparentemente in buona salute. Nulla faceva pensare ad una sua così rapida dipartita – ha confessato il Papa –. Mi unisco al cordoglio dei parenti e dell’intera diocesi, nella quale era apprezzato ed amato per il suo impegno e per la sua dedizione".

Il Santo Padre ha quindi elevato al Signore "una fervida preghiera di suffragio per questo suo servo buono e fedele" e ha inviato la sua benedizione apostolica "al fratello religioso cappuccino, agli altri parenti e a tutti i sacerdoti, i religiosi, le religiose ed i fedeli della diocesi di Bolzano-Bressanone".

Monsignor Egger, religioso capuccino, è nato a Innsbruck (Austria) il 14 maggio 1940. Nel 1944 suo padre morì in guerra e lui, con la madre e il fratello gemello Kurt, si trasferì a Vipiteno. Cinque anni più tardi morì anche la madre.

Assieme al fratello frequentarono il seminario Vinzentinum a Bressanone. All'età di 16 anni, il 29 agosto 1956, è entrato nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini ed è stato ordinato sacerdote, assieme al fratello gemello, il 29 giugno 1965.

I suoi studi teologici, lo portano a viaggiare in Svizzera, Roma e Gerusalemme. A 32 anni promuoveva come dottore l'Esegesi Biblica, che lo portò a diventare professore per il Nuovo Testamento e per la Filosofia teologica alla scuola superiore di Bressanone.

È nominato Vescovo della diocesi di Bolzano-Bressanone il 29 luglio 1986 e riceve l'ordinazione episcopale a Bressanone il successivo 31 agosto dal vescovo Joseph Gargitter coconsacranti l'arcivescovo Alessandro Maria Gottardi e il vescovo Reinhold Stecher.

Dal 28 luglio all'11 agosto 2008, monsignor Egger ha accolto il Benedetto XVI per il suo periodo estivo di riposo nella città di Bressanone.

Don Josef Matzneller, Amministratore diocesano e Vicario generale per i fedeli di lingua tedesca, ha reso note a “L'Osservatore Romano” le circostanze della morte di monsignor Egger.

“Dal momento che il Vescovo non arrivava a cena – ha raccontato –, la sua perpetua è andata a cercarlo e lo ha trovato senza sensi”.

“Così la perpetua ha subito avvisato il pronto soccorso. Il medico è arrivato immediatamente, ma ormai non c'era più nulla da fare. Il tentativo di rianimazione è durato circa tre quarti d'ora. Purtroppo tutto è stato inutile. Siamo tutti sconvolti per questa morte così improvvisa”.

Secondo il quotidiano della Sanbta Sede, "la scomparsa di monsignor Egger lascia anche un grande vuoto nell'assemblea sinodale del prossimo ottobre. Era un esperto e appassionato biblista, autore di importanti pubblicazioni sul tema della parola di Dio: proprio per questa sua preparazione il Papa gli aveva affidato il ruolo chiave di segretario speciale del sinodo dei vescovi che, dal 5 al 26 ottobre, avrà appunto per tema: 'La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa'".

"È una grande perdita, ci mancheranno il suo contributo e la sua preparazione – ha dichiarato l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi —. Era una persona amabile, sensibile ai problemi del mondo attuale che sapeva leggere sempre alla luce della Bibbia”.

Monsignor Egger aveva accolto con gratitudine e umiltà la nomina a Segretario speciale da parte del Papa. Egli avrebbe avuto il compito - spiega monsignor Eterovic - "di coordinare il lavoro degli esperti e di curare la redazione delle proposizioni e di altri documenti che i padri sinodali saranno chiamati a votare”.

“Si sarebbe inoltre occupato di approntare documenti, relazioni e di offrire spiegazioni e notizie a tutti coloro che lo richiedessero. Per svolgere un lavoro così complesso occorre un grande e autorevole specialista nella materia del sinodo e monsignor Egger certamente lo era".

La sua speranza - aveva affermato a gennaio in un'intervista sempre a “L'Osservatore Romano”, nel giorno della sua nomina a Segretario speciale - era che il Sinodo potesse aiutare la Chiesa "a divenire sempre più un grande gruppo biblico composto da uomini e donne che, sotto la guida del magistero, partecipino alla lettura orante per essere evangelizzati e per essere evangelizzatori".

Voleva che fossero coinvolti non solo Vescovi e sacerdoti, ma il più alto numero possibile di persone e tra le categorie non dimenticava nessuno includendo anche "i professori e i poveri".

Considerava il Sinodo sulla Parola di Dio “una grazia per far crescere la consapevolezza del grande dono che Dio ci dà con la rivelazione e la Bibbia come rivelazione attestata”.


Il Papa: il superamento del razzismo, conquista dell'umanità
Nel riflettere sull'universalità della missione della Chiesa

CASTEL GANDOLFO, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Il superamento del razzismo è una delle grandi conquiste dell'umanità, ha detto questa domenica Benedetto XVI esprimendo la sua preoccupazione di fronte alle nuove manifestazioni di questo fenomeno.

E' quanto ha spiegato il Pontefice nel discorso introduttivo alla preghiera dell'Angelus traendo spunto dai testi della Sacra Scrittura per la liturgia del giorno, nei quali emergeva chiaramente l’universalità della missione della Chiesa, “costituita da popoli di ogni razza e cultura”.

“Proprio da qui proviene la grande responsabilità della comunità ecclesiale, chiamata ad essere casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l’intera famiglia umana”, ha detto parlando dal balcone della residenza pontificia a Castel Gandolfo.

“Quanto è importante, soprattutto nel nostro tempo – ha sottolineato –, che ogni comunità cristiana approfondisca sempre più questa sua consapevolezza, al fine di aiutare anche la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione e ad organizzarsi con scelte rispettose della dignità di ogni essere umano!”.

Infatti, ha rimarcato, “una delle grandi conquiste dell’umanità è proprio il superamento del razzismo”.

“Purtroppo, però, di esso si registrano in diversi Paesi nuove manifestazioni preoccupanti, legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione razziale”.

Prima di congedarsi, il Santo Padre ha quindi invitato i fedeli a pregare “perché dovunque cresca il rispetto per ogni persona, insieme alla responsabile consapevolezza che solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera”.


Il Papa: la prudenza in auto, un campo in cui difendere la vita
In risposta ai numerosi incidenti stradali

CASTEL GANDOLFO, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha lanciato un pressante appello morale a considerare la guida come un campo in cui difendere la vita ed esercitare concretamente l'amore del prossimo.

Con queste parole, domenica scorsa, durante l'Angelus, il Papa ha dato la sua risposta alle notizie sui numerosi e gravi incidenti stradali, che si verificano specialmente in questo periodo.

Solamente nell'ultimo week-end, in Italia si sono verificati 25 incidenti mortali che hanno coinvolto 28 vittime, 12 delle quali di età inferiore ai 30 anni.

"Non dobbiamo abituarci a questa triste realtà!", ha detto il Santo Padre ai fedeli radunati a mezzogiorno nel cortile del palazzo apostolico di Castel Gandolfo.

"Troppo prezioso infatti è il bene della vita umana e troppo indegno dell'uomo è morire o ritrovarsi invalido per cause che, nella maggior parte dei casi, si potrebbero evitare", ha continuato.

Per questo motivo, ha sottolineato, "occorre certo maggiore senso di responsabilità. Anzitutto da parte degli automobilisti, perché gli incidenti sono dovuti spesso all'eccessiva velocità e a comportamenti imprudenti".

"Condurre un veicolo sulle pubbliche strade richiede senso morale e senso civico", ha avvertito.

Secondo il Vescovo di Roma, "a promozione di quest'ultimo è indispensabile la costante opera di prevenzione, vigilanza e repressione da parte delle autorità preposte".

"Come Chiesa, invece, ci sentiamo direttamente interpellati sul piano etico: i cristiani devono prima di tutto fare un esame di coscienza personale sulla propria condotta di automobilisti; le comunità inoltre educhino tutti a considerare anche la guida un campo in cui difendere la vita ed esercitare concretamente l'amore del prossimo", ha concluso.


Il Papa in Sardegna, pellegrino alla Madonna di Bonaria
CAGLIARI/ROMA, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Con un fitto calendario di iniziative la Chiesa in Sardegna si sta preparando ad accogliere Benedetto XVI che si recherà a Cagliari, per l'ultimo viaggio in Italia di quest'anno, il 7 settembre prossimo.

Il 14 agosto, infatti, con la celebrazione eucaristica per i primi vespri dell’Assunzione di Maria in Cielo, si è dato il via a una serie di eventi legati alla visita del Papa caratterizzati da catechesi, mostre, concorsi letterari e concerti tutti incentrati su tre temi portanti: Maria, Chiesa e Unità.

Sabato 6 settembre Benedetto XVI arriverà alle 9.30 all’aeroporto di Elmas, dove non terrà alcun discorso.
Alle 10.30 il Santo Padre celebrerà la Messa sul sagrato della Basilica di Bonaria, che sorge accanto al Santuario risalente alla prima metà del Trecento, al cui interno è custodito il leggendario simulacro di Nostra Signora di Bonaria, invocata dai marinai come loro protettrice.

L’Arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, in una conferenza stampa svoltasi il 13 agosto nel seminario diocesano, ha rivelato che la statua della Madonna di Bonaria, arrivata dal mare in una cassa, nel 1370, a bordo di un veliero spagnolo, che a causa di una tempesta dovette disfarsi dell'intero carico, verrà sistemata sull’altare per la Messa.

All’interno della Basilica, al termine della celebrazione, il Papa incontrerà tutti i centenari sardi e deporrà nelle mani del simulacro della Madonna di Bonaria la navicella d'oro simboleggiante la “fede dell’isola”, a cento anni della promulgazione del Decreto che proclama la Madonna di Bonaria “Speciale Patrona di tutta l’isola di Sardegna”.

Dalla Basilica il Papa raggiungerà il Seminario Regionale Sardo per il pranzo con i Vescovi del Paese. Dopo il pranzo, si trasferirà nel Seminario diocesano per la sosta e la passeggiata pomeridiana.

Alle 16.30, passando davanti al carcere di Buoncammino, il Pontefice si recherà in Cattedrale, dove sarà accolto dai sacerdoti sardi, cui rivolgerà un discorso, prima di sostare brevemente in preghiera.

Al termine, passando per l’Ospedale Civile e scendendo, il Papa raggiungerà i giovani che dalle 16.00 attendono il suo arrivo tra i canti e la festa dell’Incontragiovani.

Terminato l’incontro il corteo papale raggiungerà l’aeroporto di Elmas, da cui il Papa partirà alla volta di Roma intorno alle 19.30.

Intanto, mentre fervono i preparativi per la visita papale, il 13 agosto si sono aperte cinque esposizioni. In particolare, al Museo del Duomo, è stata inaugurata la mostra “I parati di Sant’Agostino” che darà l’occasione di ammirarli dopo il restauro.

Le altre iniziative propongono un percorso iconografico sulla figura di san Pietro, una mostra itinerante nei musei archeologici sardi sugli inizi del cristianesimo nell’isola, una rassegna di immagini su san Lucifero e una sui rapporti tra l’Arma dei Carabinieri e la Santa Sede.

Il 30 agosto avrà invece luogo la premiazione dei vincitori dei concorsi letterari, per studenti delle scuole sarde e ceramisti indetti per la visita di Benedetto XVI.

Dal 4 settembre, poi, ogni sera ci sarà l’adorazione eucaristica fino alle 2 del mattino nella chiesa di Sant’Antonio, accompagnata da un percorso di preparazione spirituale in otto tappe, per una sorta di ricostruzione della “via delle Beatitudini”, attraverso le vie della città con momenti di preghiera e riflessione.

Ogni sera, inoltre, spazio a concerti e recital sacri ma anche a gruppi folk.

Venerdì 5 settembre, monsignor Marco Frisina, Direttore dell’Ufficio liturgico del Vicariato di Roma, presenterà nella suggestiva cornice dell’anfiteatro romano di Cagliari "I canti di Dante", le arie più belle con le proiezioni più suggestive tratte dal kolossal musicale "La Divina Commedia”, da lui realizzato.

Sabato 6 settembre sarà infine la Giornata dei giovani che nel quartiere fieristico vivranno una Veglia di preghiera con confessioni, seguita dall'adorazione eucaristica.

A fare da sottofondo all'incontro con il Papa sarà l'inno “Tu sei Madre” (www.ilpapainsardegna.it), la cui orchestrazione è stata realizzata da Danilo Ballo, mentre il testo e la musica sono stati composti rispettivamente da Maria Enrica Porcu e da Francesco Mocci.


Notizie dal mondo

Assassinato in India un sacerdote carmelitano
NEW DELHI, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Padre Thomas Pandippallyil, un sacerdote carmelitano di 38 anni che svolgeva il suo ministero nell'arcidiocesi di Hyderabad, nello Stato indiano dell'Andhra Pradesh, è stato ucciso sabato sera da ignoti aggressori.

L'agguato, riferisce l'agenzia di stampa “AsiaNews”, è avvenuto a Mosalikunta mentre il sacerdote si recava in un villaggio per celebrare la messa domenicale. Il cadavere presentava diverse ferite al volto, mani e gambe spezzate e gli occhi strappati dalle orbite.

“Padre Thomas ha sacrificato la vita per i poveri e per gli emarginati. Ma non è morto invano, perché il suo sangue feconderà la Chiesa indiana e, in particolare, quella dell'Andhra Pradesh”, ha dichiarato all'agenzia di stampa monsignor Marampudi Joji, Arcivescovo di Hyderabad.

Il presule ha altresì denunciato “le crescenti violenze contro i cattolici nel Paese”.

Secondo monsignor Marampudi Joji il crimine è il risultato del clima di "gelosia verso la Chiesa cattolica", colpevole solo di lavorare per lo sviluppo delle zone più povere e abbandonate del Paese e impegnata a sostenere e aiutare quanti sono "vittime di violenze e oppressioni".

"Preti e suore – ha continuato l'Arcivescovo – lavorano da anni al servizio dei meno fortunati e questo li rende un obiettivo da colpire da parte di chi intende mantenere una fetta della popolazione in stato di arretratezza e sottomissione".


Aiuti delle Caritas per le vittime in Ossezia del nord e Georgia
Assicurano un supporto non solo logistico ma anche psicologico

di Chiara Santomiero


TBLISI, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Secondo i dati forniti dalle Caritas locali sono 34 mila i rifugiati nel nord dell'Ossezia, mentre in Georgia 40 mila profughi sono andati ad aggiungersi alle numerose famiglie sfollate che vivono da anni nella periferia di Tblisi.

Per tutti, oltre al soddisfacimento delle necessità più immediate, si pone il problema di come assisterli in futuro e assicurare loro un alloggio che sostituisca le case che hanno dovuto abbandonare.

Don Alexander Pietrzyk, Direttore di Caritas Russia, e Sergey Basiev, Direttore della Caritas diocesana di Vladikavkaz in Ossezia del Nord, che hanno visitato i campi allestiti in regione per accogliere i rifugiati, riferiscono che: "I profughi sono fuggiti dalle case senza portare nulla con sé. Hanno bisogno di tutto, dal cibo alle medicine, ai vestiti”.

“Abbiamo incontrato bambini, donne, anziani: nei loro occhi si percepisce l'inquietudine, la paura del domani – hanno aggiunto –. Il Primo Ministro della Repubblica dell'Ossezia del Nord ci ha ringraziato per il sostegno morale e le proposte concrete della Caritas".

Caritas Georgia ha attivato le mense popolari già presenti sul territori e provvede alla distribuzione di kit igienici, vestiti e generi alimentari. Occorrono materiali sanitari per l'assistenza ai feriti e alle famiglie sfollate negli ospedali della capitale.

Gli operatori stanno cercando di assicurare un supporto non solo logistico ma anche psicologico a quanti hanno perso la propria abitazione.

Nei giorni scorsi la rete di Caritas Internationalis ha messo a disposizione delle Caritas locali una somma iniziale di 250.000 euro per le prime emergenze. Caritas Italiana, che fa parte della rete, ha contribuito con 50.000 euro.


Appello ecumenico per la pace nel Caucaso
Sottolineato il contributo delle Chiese cristiane nei negoziati

GINEVRA, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) e la Conferenza delle Chiese Europee (KEK) hanno espresso, in un comunicato congiunto, l'allarme e lo sdegno per la guerra in corso nel Caucaso e formulato l'auspicio di pace.

Nel testo, ripreso dal quotidiano vaticano L'Osservatore Romano nell'edizione del 14 agosto, i due organismi sottolineano che "l'uso delle forza nella disputa che coinvolge l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia, che ha causato la morte di civili e militari, rischia di destabilizzare una regione già fragile e di risvegliare antiche paure". E chiedono che le forze militari ritornino sulle posizioni stabilite prima che iniziasse il conflitto.

Le Chiese lanciano poi un forte appello a favore dei soccorsi umanitari e esprimono il loro sostegno all'Unione Europea e all'Organizzazione della sicurezza e cooperazione in Europa che "offrono un quadro appropriato per la risoluzione della crisi".

Le Nazioni Unite, da parte loro, si legge di seguito, devono assicurare l'integrità territoriale e l'indipendenza politica della Georgia in accordo con la carta dell'Onu e attraverso l'azione del Consiglio di sicurezza.

Nel comunicato si evidenziano altresì gli sforzi portati avanti dalla Chiesa ortodossa russa e da quella ortodossa georgiana, nonché della Chiesa evangelica battista della Georgia, nel chiedere un cessate-il-fuoco e l'avvio di negoziati di pace.

Il Patriarca ortodosso russo Alessio II - riferisce il comunicato che riporta una notizia dell'agenzia Eni - ha chiesto che le negoziazioni tra le parti "rispettino le tradizioni, le visioni e le speranze del popolo georgiano e osseto" e ha assicurato la disponibilità della sua comunità ecclesiale a collaborare con la Chiesa ortodossa georgiana per favorire la pace.

Una richiesta per la fine del conflitto è pervenuta anche dal Patriarca georgiano Ilia II, il quale ha esortato il popolo alla riconciliazione.

Infine, il Presidente dell'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia (Ucebi), Anna Maffei, ha espresso solidarietà all'Arcivescovo Malkhaz Songulashvili, Presidente dei battisti georgiani, evidenziando in una lettera: "Nella preghiera siamo vicini a te e al tuo popolo".

Il comunicato di CEC e KEK conclude che "le buone relazioni tra Paesi confinanti sono un dono di Dio". E aggiungono: "Chiediamo che le nostre chiese preghino per le persone in Georgia e per i loro vicini, e per tutti coloro che in questi giorni stanno lavorando per la pace e la riconciliazione".

[Per leggere il comunicato CEC-KEK: www.cec-kek.org]


Italia

A S. Giovanni Rotondo, Incontro Nazionale Ordo Virginum
Dal 23 al 27 agosto 2008

ROMA, lunedì, 18 agosto 2008 (ZENIT.org).- Si svolgerà in terra di Puglia, a S. Giovanni Rotondo (FG), l'Incontro Nazionale dell'Ordo Virginum delle diocesi italiane dal tema "Dall'Eucaristia al quotidiano, con Maria donna del grande Sì".

La piccola località del Gargano, meta di numerosi pellegrinaggi intensificati per via dell'ostensione delle reliquie di S. Pio da Pietrelcina, accoglierà dal 23 al 27 agosto circa centosessanta vergini consacrate di diverse diocesi italiane presso il Centro di Accoglienza "Approdo".

 L'Incontro Nazionale, si legge in una nota diffusa dagli organizzatori, destinato alle vergini consacrate, a donne in formazione o interessate all'Ordo Virginum e ai delegati del Vescovo per l'Ordo virginum, oltre a favorire la fraternità tra le consacrate, si propone innanzitutto di approfondire l'identità e la missione della vergine consacrata che, inserita in modo particolare nella Chiesa, vive nella città, nella "compagnia degli uomini", condividendone speranze e fatiche.

Altri obiettivi: suggerire itinerari di formazione diocesani e personali e affrontare tematiche formative relative alla maturità umana, approfondendo in modo particolare i vari aspetti della personale affettività e fragilità.

L'Incontro Nazionale si aprirà con la celebrazione dei Vespri e dell'Eucaristia presieduta da monsignor Domenico Umberto D'Ambrosio, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, e vedrà la presenza di monsignor Domenico Cornacchia, Vescovo di Lucera-Troia, e di monsignor Cosmo Francesco Ruppi, Arcivescovo metropolita di Lecce.

Numerosi i relatori che interverranno: monsignor Vincenzo Pelvi, Arcivescovo ordinario militare per l'Italia; monsignor Domenico Dal Molin, Direttore Centro Nazionale Vocazioni; sr. Riccarda Lazzari, docente di Teologia all'Ateneo Pontificio "Camillianum" di Roma; dr.ssa Paola Pellicanò, consacrata ordo virginum, del Centro studi per la Regolazione Naturale della Fertilità presso la "Cattolica" di Roma; sr. Elena Bosetti, docente di Sacra Scrittura alla Pontificia Università Gregoriana di Roma.

 L'Incontro prevede anche momenti di confronto coi relatori, laboratori di approfondimento e tempi di preghiera liturgica. È prevista, infine, una speciale celebrazione ecumenica che si svolgerà a Monte S. Angelo e in cui interverranno teologhe rappresentanti delle comunità ortodossa, protestante e cattolica.

Chiamate a fare unità tra l'impegno ecclesiale e l'impegno nel mondo, attraverso il lavoro, le relazioni e i contatti, le vergini consacrate intendono mostrare che l'Eucaristia è sacramento dell'unità e aiutare la Chiesa ad essere segno e strumento dell'unità di tutto il genere umano, anche impegnandosi per la ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i cristiani.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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