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Domenica, 24 Agosto : 2008 Antonio Mascolo, StabiaChannel.it
(usa la funzione su in alto a destra)
Rassegna a cura di:
Castellammare di Stabia (NA)
Il Sindaco ed il Cocchiere
Tra il dire ed il fare c'è di mezzo .... una carrozza.
COLLEGATA Dacci oggi il nostro comunicato quotidiano
Ogni tanto qualcuno, solo perche´ ha detto e/o fatto qualcosa che altri ritengono lodevole, viene proposto come sindaco. I proponenti sembrano non aver riflettuto, se il proposto sia poi effettivamente in grado di assolvere, e bene, questo incarico. Questo punto sembra non interessare nessuno. Queste continue "nomine" corrono il rischio di diventare delle barzellette, delle battute a tempo perso.
Nell'aria si accentua l'odore di nuove elezioni, siano esse di turno o straordinarie. Questo potrebbe giustificare le varie nomine, fatte tra il serio ed il faceto, in parte impossibili, e fosse solo per dimostrare l'ineluttabilita´ di altre nomine. Diciamo cosi´, che i vari schieramenti politici si mettono in posizione. Non credo sia il caso di perdersi qui´ in illazioni politiche. Per questi scopi ci sono personalita´ di ben altro calibro e piattaforme molto piu´ valide a disposizione. Restiamo un momento entro i confini della nostra comune citta´ e cerchiamo di dipanarne la sua ingarbugliata matassa politica.
Stabia e´/era , tradizionalmente, una citta di sinistra, come dimostra la sua storia degli ultimi 120-130 anni. Parentesi avutesi con altri schieramenti non sono durate a lungo. Attualmente la sinistra cittadina si e´ frazionata, tanto che le correnti si sono ridotte a ruscelli perfino quasi secchi. Per potenziarne la portata, ci si sono aggiunti degli altri ruscelli vaganti provenienti da raggruppamenti politici del centro, che si sono auto-atomizzati per tutta una serie di motivi contingenti di svariata natura. Ruscelli che, di tanto in tanto, cambiano il loro decorso, secondo l'opportunita´. Questa compagine e´ diventata sempre piu´ policroma, dato che ognuno dei suoi veri o putativi rappresentanti ha creduto necessario crearsi una propria corrente. Il proprio ruscello, appunto. Qui si sovrappongono ulteriori interessi di parte, siano essi personali e/o politici, cioe´ lo scambio di favori, necessari per assicurare/ampliare la propria base politica.
Un cocchiere che si assume il compito di guidare questa carrozza ha da controllare e dirigere in una determinata direzione una vera e propria accozzaglia di cavalli, dove ognuno cerca, s'incaponisce a trottare nella direzione e con la velocita´ che crede opportuna. Magari nitrisce continuamente, ma poi non fa´ un solo passo. Addirittura tira calci al cavallo vicino che si vuole muovere. Tanto ha trovato il suo posto nel gruppo e l'accesso alla relativa, sicura mangiatoia, per se´ e per i suoi sostenitori. La sua porzione di fieno non gliela leva nessuno. La questione s'incarognisce, dato che questa carrozza deve trasportare una massa di passeggeri ancora piu´ abulici, indisciplinati, che influenzano continuamente i cavalli che hanno immesso nel tiro. Una parte notevole di questi passeggeri, dato che non sa come e se riesce a sbarcare il proprio lunario giornaliero, se ne frega se ed in quale direzione questa carrozza marci. E continua a sabotare quello che e´ stato appena fatto. Questo cocchiere non e´ certamente da invidiare.(Per far colmo il secchio, egli ha deciso di lasciare le redini dopo la prima corsa. Bisognera´ vedere, chi poi lo sostituisca).
Teoreticamente ha in mano una frusta, ma che non puo´ usare. Se la usa, corre il rischio che il relativo cavallo esca fuori dal tiro, indebolendo cosi´ il traino complessivo. Ed i sostenitori di questo cavallo inveiscono, imprecano e sabotano il restante traino: Logico, hanno perso il posto alla mangiatoia decisionale. Dato che a questa gara politica prendono parte almeno due carrozze, ad ogni intoppo della carrozza di testa ne corrispondono critiche e derisioni da parte dell'altra. Se la compagine della carrozza che conduce e´ composta anche da cavalli che rifiutano ogni collaborazione nel gruppo di tiro,- ormai ci stanno dentro -, diventa estremamente facile per la compagine dell'altra mettere il dito nelle piaghe. Sono tante, che ha ormai solo l'imbarazzo della scelta. Contro una carrozza del genere, c'e´ gloria per tutti.
Potrebbe essere che la carrozza inseguente disponga di un gruppo di tiro che sembra essere piu´ efficiente, meglio appoggiato, con sostenitori piu´ disciplinati. E questa passa al primo posto. Cio´ non significa, automaticamente, che il cammino di questo traino sia piu´ spedito, rapido, pagante rispetto a quello della carrozza precedente. Con i ruoli invertiti, quella vincente ha ora da fare i conti con la relativa, nuova opposizione. Al piu´ tardi quando si trattera´ di assegnare i nuovi ruoli nella mangiatoia, i primi nodi vengono a galla, dato che, entrambi gli schieramenti, lavorano, devono lavorare secondo il principio degli scambi di favori reciproci. A che´ i partiti, tanto piu´ a livello comunale, se non per questo scopo?
Se il divario tra il numero dei sostenitori delle due carrozze e´ notevole, il gruppo vincente puo´ attuare la sua politica con una certa tranquilita´. Ma neanche una carrozza destrorsa in una citta´ come Stabia dispone di una chiara maggioranza. Di conseguenza, per poter metter su´ un traino politicamente sufficiente, dovra´ reclutare anche i cavalli vaganti che pendolano tra gli schieramenti. Un arcobaleno di centro-sinistra e´ sostituito da uno di centro-destra. Ma l'arcobaleno rimane. Se questo passaggio dei poteri porti poi a risultati effettivamente positivi, non lo so´. Ho i miei dubbi.
Ci sarebbe l'alternativa, tutta da vagliare, di comporre il tiro vincente da bei cavalli, non appartenenti ad una determinata razza, capaci, vigorosi, vogliosi di correre, di sottoporsi alla disciplina di gruppo, disposti a non sabotare lo sforzo degli altri cavalli, che non si lasciano influenzare da pretese di parte. Cavalli che non si fermano strada facendo, ma solo dopo il traguardo, e solo dopo che hanno dimostrato la loro effettiva validita´.
A primo acchito si potrebbe pensare, che questa carrozza potrebbe essere guidata da chiunque. Ma nessuna citta´ e´ un isola. La bravura e l'esperienza politica del cocchiere e´ necessaria, al piu´ tardi, quando questo veicolo lascia i confini cittadini per confrontarsi con compagini provinciali, regionali, centrali ed europee, non formate secondo un principio plebiscitario. Pertanto, deliberazioni di base sarebbero ideali, ma il posto di cocchiere deve essere occupato da uno del mestiere, di qualsiasi opinione politica egli sia, e non da un dilettante qualsiasi.
Nell'aria si accentua l'odore di nuove elezioni, siano esse di turno o straordinarie. Questo potrebbe giustificare le varie nomine, fatte tra il serio ed il faceto, in parte impossibili, e fosse solo per dimostrare l'ineluttabilita´ di altre nomine. Diciamo cosi´, che i vari schieramenti politici si mettono in posizione. Non credo sia il caso di perdersi qui´ in illazioni politiche. Per questi scopi ci sono personalita´ di ben altro calibro e piattaforme molto piu´ valide a disposizione. Restiamo un momento entro i confini della nostra comune citta´ e cerchiamo di dipanarne la sua ingarbugliata matassa politica.
Stabia e´/era , tradizionalmente, una citta di sinistra, come dimostra la sua storia degli ultimi 120-130 anni. Parentesi avutesi con altri schieramenti non sono durate a lungo. Attualmente la sinistra cittadina si e´ frazionata, tanto che le correnti si sono ridotte a ruscelli perfino quasi secchi. Per potenziarne la portata, ci si sono aggiunti degli altri ruscelli vaganti provenienti da raggruppamenti politici del centro, che si sono auto-atomizzati per tutta una serie di motivi contingenti di svariata natura. Ruscelli che, di tanto in tanto, cambiano il loro decorso, secondo l'opportunita´. Questa compagine e´ diventata sempre piu´ policroma, dato che ognuno dei suoi veri o putativi rappresentanti ha creduto necessario crearsi una propria corrente. Il proprio ruscello, appunto. Qui si sovrappongono ulteriori interessi di parte, siano essi personali e/o politici, cioe´ lo scambio di favori, necessari per assicurare/ampliare la propria base politica.
Un cocchiere che si assume il compito di guidare questa carrozza ha da controllare e dirigere in una determinata direzione una vera e propria accozzaglia di cavalli, dove ognuno cerca, s'incaponisce a trottare nella direzione e con la velocita´ che crede opportuna. Magari nitrisce continuamente, ma poi non fa´ un solo passo. Addirittura tira calci al cavallo vicino che si vuole muovere. Tanto ha trovato il suo posto nel gruppo e l'accesso alla relativa, sicura mangiatoia, per se´ e per i suoi sostenitori. La sua porzione di fieno non gliela leva nessuno. La questione s'incarognisce, dato che questa carrozza deve trasportare una massa di passeggeri ancora piu´ abulici, indisciplinati, che influenzano continuamente i cavalli che hanno immesso nel tiro. Una parte notevole di questi passeggeri, dato che non sa come e se riesce a sbarcare il proprio lunario giornaliero, se ne frega se ed in quale direzione questa carrozza marci. E continua a sabotare quello che e´ stato appena fatto. Questo cocchiere non e´ certamente da invidiare.(Per far colmo il secchio, egli ha deciso di lasciare le redini dopo la prima corsa. Bisognera´ vedere, chi poi lo sostituisca).
Teoreticamente ha in mano una frusta, ma che non puo´ usare. Se la usa, corre il rischio che il relativo cavallo esca fuori dal tiro, indebolendo cosi´ il traino complessivo. Ed i sostenitori di questo cavallo inveiscono, imprecano e sabotano il restante traino: Logico, hanno perso il posto alla mangiatoia decisionale. Dato che a questa gara politica prendono parte almeno due carrozze, ad ogni intoppo della carrozza di testa ne corrispondono critiche e derisioni da parte dell'altra. Se la compagine della carrozza che conduce e´ composta anche da cavalli che rifiutano ogni collaborazione nel gruppo di tiro,- ormai ci stanno dentro -, diventa estremamente facile per la compagine dell'altra mettere il dito nelle piaghe. Sono tante, che ha ormai solo l'imbarazzo della scelta. Contro una carrozza del genere, c'e´ gloria per tutti.
Potrebbe essere che la carrozza inseguente disponga di un gruppo di tiro che sembra essere piu´ efficiente, meglio appoggiato, con sostenitori piu´ disciplinati. E questa passa al primo posto. Cio´ non significa, automaticamente, che il cammino di questo traino sia piu´ spedito, rapido, pagante rispetto a quello della carrozza precedente. Con i ruoli invertiti, quella vincente ha ora da fare i conti con la relativa, nuova opposizione. Al piu´ tardi quando si trattera´ di assegnare i nuovi ruoli nella mangiatoia, i primi nodi vengono a galla, dato che, entrambi gli schieramenti, lavorano, devono lavorare secondo il principio degli scambi di favori reciproci. A che´ i partiti, tanto piu´ a livello comunale, se non per questo scopo?
Se il divario tra il numero dei sostenitori delle due carrozze e´ notevole, il gruppo vincente puo´ attuare la sua politica con una certa tranquilita´. Ma neanche una carrozza destrorsa in una citta´ come Stabia dispone di una chiara maggioranza. Di conseguenza, per poter metter su´ un traino politicamente sufficiente, dovra´ reclutare anche i cavalli vaganti che pendolano tra gli schieramenti. Un arcobaleno di centro-sinistra e´ sostituito da uno di centro-destra. Ma l'arcobaleno rimane. Se questo passaggio dei poteri porti poi a risultati effettivamente positivi, non lo so´. Ho i miei dubbi.
Ci sarebbe l'alternativa, tutta da vagliare, di comporre il tiro vincente da bei cavalli, non appartenenti ad una determinata razza, capaci, vigorosi, vogliosi di correre, di sottoporsi alla disciplina di gruppo, disposti a non sabotare lo sforzo degli altri cavalli, che non si lasciano influenzare da pretese di parte. Cavalli che non si fermano strada facendo, ma solo dopo il traguardo, e solo dopo che hanno dimostrato la loro effettiva validita´.
A primo acchito si potrebbe pensare, che questa carrozza potrebbe essere guidata da chiunque. Ma nessuna citta´ e´ un isola. La bravura e l'esperienza politica del cocchiere e´ necessaria, al piu´ tardi, quando questo veicolo lascia i confini cittadini per confrontarsi con compagini provinciali, regionali, centrali ed europee, non formate secondo un principio plebiscitario. Pertanto, deliberazioni di base sarebbero ideali, ma il posto di cocchiere deve essere occupato da uno del mestiere, di qualsiasi opinione politica egli sia, e non da un dilettante qualsiasi.
















