 | Il terribile silenzio fra la gente comune |  |
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 Il terribile silenzio fra la gente comune

- MARISA PEOTTA - Rezzato - ha scritto:   Nonostante i gravi fatti di questi ultimi giorni (mi riferisco all’odioso accanimento del mondo islamico contro il Pontefice), mi sorprende l’assordante silenzio che regna fra la gente comune. Eccetto la stampa e la televisione, le persone che si incontrano per strada, nei locali ecc. si comportano come se la cosa non le riguardasse, come se nulla stesse accadendo. Nessuno nemmeno ne parla. Ci stiamo forse rassegnando alla tremenda realtà?
- Oggi mi domando se la tolleranza è un principio che vale per tutti o se vi sono eccezioni. Benedetto XVI viene preso di mira dagli integralisti islamici, eppure il passaggio del suo contestato discorso è stato ampiamente chiarito e il Papa stesso si è mostrato dispiaciuto spiegando che non c’era la minima volontà di offesa alla religione di Maometto. Rappresentanti dell’Islam in testa ci hanno continuamente propinato che le gravi incomprensioni fra Occidente e Oriente sono causate dalla nostra ignoranza nei confronti della loro cultura, della loro religione e ci viene continuamente ricordato (dai politici principalmente) che è importante il dialogo per conoscere e per capire il loro mondo. Benissimo, ma come mai queste nobili parole valgono soltanto per noi?
- Forse le masse arabe non sono altrettanto ignoranti, o forse peggio, nei confronti della nostra cultura e religione?
- Mi spiego meglio: come mai ogni qualvolta si presenta un pretesto, la piazza musulmana viene prontamente sobillata affinché il fondamentalismo islamico scagli la sua ira sui cristiani e sui loro luoghi di culto che non c’entrano nulla? - Come mai i governanti arabi non sentono anch’essi il bisogno di questo dialogo, anzi pretendono che il Papa si umili per aver detto, infine, che non si può imporre una religione, qualunque essa sia, con le armi e la violenza?
- Infatti, se gli ideologi e i movimenti fondamentalisti hanno scatenato una reazione mondiale, i governi arabi nulla hanno fatto per contrastare la manipolazione delle parole pronunciate dal Pontefice, anzi!
- Ed i nostri cari politici cosa fanno? Si limitano a dare un vago sostegno al Papa ma si guardano bene dal condannare le reazioni spropositate del mondo islamico. Il timore del terrorismo ci fa chinare il capo e ci crogioliamo nella speranza che facendo finta di niente si possa evitare il peggio di una situazione già esplosiva. Il comportamento dei nostri politici, salvo alcuni, la loro equidistanza, mi ha profondamente deluso; e mi ha indignato quanto dichiarato dal «New York Times» che ha addirittura giustificato la pazza reazione delle piazze arabe.
- Questi comportamenti denunciano apertamente a noi occidentali quanto abbiamo paura, tutti. Alla faccia del dialogo e del buonismo. Su questo punto sicuramente aveva ragione Oriana Fallaci.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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ceci1959
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 Re: Il Terribile Silenzio Fra La Gente Comune
Credo che questo atteggiamento quasi neutrale degli italiani dipenda dal fatto che la religione cattolica sia vissuta da molti credenti come un'abitudine ereditata,quindi poco sentita.Inoltre l'immagine del clero talvolta non risplende di simpatica convivialità umana ma di spocchioso distacco.Non dimentichiamo poi che si è in un paese dove si risorge solo se si invade il proprio orticello...In più mettiamci pure che siamo più civili,democratici,evoluti,pacifisti,menefreghisti,ecc..(Mi sa che scateno un polverone......)
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carmencafaro
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Vi propongo la lettura d'un articolo, pubblicato oggi dal " Giornale" a firma di Maria Stella Gelmini....faccio mie le sue parole, a commento di questo post
Carmen
Ma alla sinistra manca il coraggio di stare col Papa di Maria Stella Gelmini
Le cronache di questi giorni ci offrono uno spettacolo davvero preoccupante.
L'attacco violentissimo sferrato dal fondamentalismo islamico a Papa Benedetto XVI, alla Chiesa e a tutti i cattolici non ha precedenti e conferma la necessità che l'Occidente ritrovi velocemente la propria unità e identità.
Quello di Ratzinger è stato un appassionato appello alla ragione e alla ragionevolezza delle azioni umane, una straordinaria lezione su ciò che rende la vita di ogni persona degna di essere salvaguardata contro ogni forma di violenza.
Di fronte a un testo di tale profondità e rilevanza, la speranza era che potesse essere un contributo fondamentale se fosse stato interpretato come un strumento di dialogo con gli uomini di buona volontà che, in Occidente come nel mondo islamico, continuano a cercare le vie per una soluzione pacifica dei conflitti.
Speranza rivelatasi vana, a giudicare dalle cronache di questi giorni.
Dove sono infatti i campioni del rispetto e della tolleranza?
Dove sono gli intellettuali che, non molti anni fa (ma pare un secolo) scatenarono una giusta battaglia in difesa della libera espressione del romanziere Salman Rushdie, inseguito ormai da anni da una fatwa?
E dove sono i pacifisti, anche cattolici, con le loro bandiere in multicolor, sempre pronti a contrastare la violenza quando essa viene dai governi occidentali?
Volatilizzati.
Non una parola viene dal variegato arcipelago della sinistra italiana per difendere un uomo mite e coraggioso, che ha avuto il torto di voler precisare quale sia la posta in gioco.
Fa davvero impressione ascoltare un Papa che medita sul nesso necessario tra fede e ragione, sull'impossibilità di giustificare la violenza da parte delle religioni, e per tutta risposta subisce un attacco concentrico di così ampie proporzioni.
Impressiona anche la posizione del nostro presidente del Consiglio, come al solito fin troppo silente e dunque incapace di dire parole ferme e nette in difesa del Santo Padre.
Impressiona soprattutto la cortina fumogena dei distinguo e delle prese di distanza, dei «ma» e dei «però».
Basta sfogliare Repubblica o Il Manifesto per rendersi conto dell'alleanza, non voluta ma sostanziale, tra l'islamismo radicale e la nostra sinistra.
Se il primo accusa Benedetto XVI di essere, aggettivo più aggettivo meno, un servo del capitalismo occidentale al soldo di Bush e degli orridi sionisti, la sinistra fa da sponda, avanza dubbi di legittimità sulle parole del Papa, chiede le scuse e la subordinazione «senza se e senza ma» per diminuire la portata della provocazione.
Alexis de Tocqueville aveva compreso, quasi 170 anni fa, che non esiste libertà e democrazia senza la religione cristiana. Lo aveva capito guardando la vita degli americani, le loro istituzioni, la loro società.
Oggi, nel nostro Paese e in Europa, quella lezione sembra dimenticata. Si sta cercando di costruire una società del tutto laicizzata, e ogni scusa è buona per picconare l'edificio millenario della Chiesa. Mentre prende piede sempre di più una cultura della tolleranza che, per evitare qualunque conflitto con il mondo musulmano, è pronta a rinnegare duemila anni di storia e un'intera civiltà.
Tutto ciò è inaccettabile. Di fronte alla minaccia islamica e al terrorismo la peggiore delle strade è quella che porta alla fuga, da noi stessi prima che da chi ci contrasta.
E se il Papa resta solo in questa battaglia, allora dobbiamo davvero iniziare a preoccuparci.
Per questo ognuno di noi deve trovare il coraggio di dire: «Sono dalla parte del Papa».
* Le poesie si scrivono sulle pietre, con le ginocchia piagate * ( Alda merini )
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Stanislao
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 Re: Il Terribile Silenzio Fra La Gente Comune
Credo che questo atteggiamento quasi neutrale degli italiani dipenda dal fatto che la religione cattolica sia vissuta da molti credenti come un'abitudine ereditata,quindi poco sentita.Inoltre l'immagine del clero talvolta non risplende di simpatica convivialità umana ma di spocchioso distacco.Non dimentichiamo poi che si è in un paese dove si risorge solo se si invade il proprio orticello...In più mettiamci pure che siamo più civili,democratici,evoluti,pacifisti,menefreghisti,ecc..(Mi sa che scateno un polverone......) 
.... la verità di solito lo fà.
 Restiamo a vedere se e come evolve il discorso e l'analisi di un qualcosa che può sembrare marginale ma che invece è sintomatico del "non più essere" che pervade la nostra attuale civiltà (ma è civiltà?). Un qualcosa che, sarà bene notare e porre in evidenza, pervade non solo "quest'ambito" che, come ancora giustamente dici , è spesso facilmente appannato o appannabile dal tutto quanto annoti fino al ......... distacco, ma anche ogni e qualsiasi altro settore o ambito del rapporto uomo/uomo uomo/società società/fede (in senso proprio ma anche lato ed esteso) ed allora, se ti soffermi un attimo a pensarci ed a rifletter, non ti puoi non chiedere:
Ma la vita è questa?; se questa è vita...... che senso ha!.
Proprio stamane parlavo con una amica che ha, nella sorella, forse lo stesso dramma della tua alunna (ancora condoglianze, la morte è sempre triste........ in giovane età è tragedia, lascia un vuoto enorme del "tutto incompiuto") e si rifletteva sugli egoismi, per di più sempre più spesso e sempre più futili, che pervadono la "vita" di questi tempi e si è giunti al riflettere che forse sarebbe salutare se si potesse giungere al poter "prendere" le persone e portarle a fare un giretto in certi reparti, in certi ospedali, e farceli permanere per qualche ora almeno. Sembrerà blasfemo e di sicuro sarà irritante il pensare di poter strumentalizzare drammi e dolore altrui ma ............ se ciò potesse essere possibile osno certo che gli stessi interessati ne sarebbero lieti. Lieti che la loro sofferenza possa servire ed essere utile per qualcosa, almeno per qualcuno! e sono certo, ne abbiamo convenuto entrambi, che almeno per qualche ora qualcuno avrebbe riflettuto e pensato in modo diverso.
Poi certo, il "brodo" nel quale si galleggia è quello che è per cui, da "vegetale" non potrà divenire di "carne" solo per semplice osmosi epperò............. tutto può accadere e comunque, anche per poche ora, anche per pochi minuti........ avremmo una civiltà degna di tale nome, almeno riflettente!.
Grazie per l'attenzione ed ora a voi il dire la vostra. Io al solito il mio sassolino l'ho lanciato. Seguitene i cerchi che si allargano e riempiteli di contenuti. I vostri! (*, mi sia consentito. Non vuol essere pubblicità ne scortesia per alcuno. Solo un possibile "aggancio" che mi è venuto in mente)
* "Niente più niente al mondo"
Massimo Carlotto
Massimo Carlotto non sta fermo un attimo, per fortuna, e dopo neppure otto mesi dal suo splendido "L'oscura immensità della morte" torna in libreria. Non fatevi ingannare dal formato ridotto perché le 69 pagine di questo lungo racconto sono un distillato di grande intensità. La storia ci porta fra le mura domestiche di una famiglia cresciuta nel mito della tv delle veline in un Italia sul baratro di una nuova recessione.
Torino, periferia industriale delle fabbriche che non ci sono più, una madre che sogna un futuro scintillante per una figlia che anziché mettersi in fila per un provino al Grande Fratello le dà il dispiacere di fidanzarsi con un marocchino.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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ceci1959
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 Re: Il Terribile Silenzio Fra La Gente Comune
Al di là di ogni appartenenza politica o religiosa,fa in effetti impressione l'indifferenza dei pacifisti dopo un'attacco così feroce
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fromor
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Vero! la nostra "assenza" assoluta dalla piazza è terrificante!
Siamo pronti a scendere in piazza e spaccare le nostre vetrine ed incendiare le nostre automobili, a distruggere i nostri monumenti per molte cose (alcune importanti, ma ... non troppo, altre assolutamente insignificanti) ma poi siamo completamenyte assenti nelle cose che toccano e feriscono il nostro "io".
I nostri politici ignorano la cosa e la sfiorano solamente per fare "ideologia spicciola", noi popolo ci stringiamo nelle spalle in un colpevole disinteresse ... tanto non ci tocca da vicino.
Non giustifico assolutamente il comportamento di chi insorge e fa morti come nel caso della sciocca menata dell'esposizione della maglietta operata da un nostro "ministro in carica", gesto che non è da commentare perchè si commenta da solo.
Non accetto le "guerre sante" e le stigmatizzo.
Ma non tollero che si sia indifferenti al cospetto di problemi importanti.
Ma non è la prima volta, ricordate qualcuno che si sia mosso per dire NO al partito dei pedofili?
Temo che si stia giungendo al modus compontandi dei francesi che giustificano la loro indifferenza contrabbandandola per "grandeur" e maturità.
I nostri politici sono come appecoronati agli altri, non osano esprimersi per timore di dispiacere gli altri, non hanno coraggio e sono, quindi, dei vigliacchi prnti a sbranarsi per pseudo idealogie che in effetti coprono solamente situazioni a loro comode.
Comodo, troppo comodo, direi un modo di comportarsi disgustoso.
Franz
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nicdam
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
L’appello di Papa Benedetto XVI in un altro momento non avrebbe sollevato tanto malumore e violenza da parte del mondo islamico, eppure, sappiamo, e Lui sapeva bene com’è finita quando qualcuno si è permesso di fare “vignette” particolari… lo stesso fenomeno insofferente e rigurgito di violenza è scaturito.
Ma al di là che Papa Benedetto abbia detto il giusto, è anche vero che il momento che stiamo vivendo e la “sua” presa di posizione non poteva che produrre gli stessi effetti della pubblicazione delle vignette.
Che il Papa poi debba prendere posizione come capo della Chiesa Cattolica, davanti all’insorgere di tanto odio è giusto, ma entrare nel merito politico, perché la situazione è delicatissima, è incredibile.
Che l’Occidente non abbia una sua unione ed identità è abbastanza evidente da tre cose da sempre osteggiate: parmigiano, pizza e vino…
ma guardiamo invece alla presa di posizione di questa giornalista che per altro è di parte e quindi sappiamo come la pensa, io direi che non è il verbo.
In primis, la testata per cui lavora, ha strumentalizzato il nome della Fallaci per spingere il popolo italiano ad eleggerla senatrice a vita, quando voci di corridoio dicono che “lei” non lo voleva nemmeno; ora, portano avanti lo stendardo del Papa.
Come ho già ribadito più volte, non ero d’accordo prima, e non lo sono adesso per le parole del Papa, e non per questo mi devo sentire in colpa se non scateno una rivoluzione pacifista, solo per il fatto che preferisco che si arrivi attraverso il dialogo a risolvere un problema che riguarda tutti.
In quanto al fatto che non se ne parli, non è poi così vero, io non sento parlare d’altro, si vede che l’argomento attecchisce di più in alcune zone rispetto ad altre, ma se ne parla!!
Il fatto che adesso ci sia la sinistra al Governo, non sta bene alla metà del Popolo italiano, ma l’altra metà l’ha votato, quindi, come per Berlusconi, vediamo cosa sapranno fare. Se li abbiamo messi li, si spera che riescano quantomeno a provare a fare qualcosa- io almeno me lo auguro-.
Cosa è stato fatto dalla destra prima di loro?.......boh!!!
La sinistra farà un altro boh!?!?.......Può darsi di si, e può darsi di no, ma intanto ci sono loro al Governo e questo è un dato di fatto incontrovertibile.
Quindi mi chiedo: cosa vogliamo fare nuove guerre sante?.......
Io direi di lasciar fare ai politici di turno ed evitare di farci strumentalizzare dai tanti Feltri & Co, perché a chiacchierare siamo capaci tutti, a sparare ca….. pure, ma io preferisco fare il mio lavoro e non vorrei mai prendere il posto di Prodi, …che ci pensi lui, lo abbiamo messo li per questo, che ognuno faccia il suo mestiere, o qui finisce come per il pallone: 56 milioni di tecnici che la dicono lunga sulla Nazionale ogni volta che deve giocare una partita, quindi, io non dirò : “sono dalla parte del Papa”, perché non è vero, e ritengo che sia un mio diritto affermarlo…
“non chiediamo cosa deve fare lo Stato per i cittadini, ma chiediamoci cosa noi possiamo fare per lo Stato”…queste parole non si riferivano alla Stato Vaticano e non le ho dette io ( forse le ho riportate male…), ma invece di lamentarci sempre e fare critiche distruttive come fa Il Giornale, Manifesto e Repubblica, chiediamoci cosa noi possiamo fare per il nostro Paese, oltre a lamentarci e se proprio desideriamo disquisire sull’argomento, accettiamo anche chi non la pensa come noi, senza per questo additarlo di essere in combutta con i terroristi.
nicdam
Il mondo è un grande fumetto dove disegnatori pazzi scatenano frustazioni a catena a suon di bianco e nero...il colore? ...l'hanno consumato da tempo! (Nida)
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ceci1959
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 Re: Il Terribile Silenzio Fra La Gente Comune
Riflettendo sulla frase..."cosa posso fare io per lo stato..."Dunque:Sono sua dipendente da 27 anni con pochissimo assenteismo e forte senso del dovere.Pago le tasse direttamente dalla busta paga.Pago i tickets ad ogni controllo medico.Iscrivo le mie figlie in scuole solo statali.Faccio la raccolta differenziata di carta,vetro e lattine per recuperare il materiale per salvaguardare come posso il luogo dove vivo.Vado a votare.Rispetto le regole comuni del quieto vivere.Rispetto la legge e chi la fa rispettare.....ma che c'entra con l'attacco al papa?
Non sono affatto di parte,anzi sono più anticlericale che cattolica ma quando parli di dialogo,Nic,forse non è a questa platea che ti devi rivolgere.Qualsiasi sia il pensiero di una persona (in questo caso il papa) gli islamici non hanno il diritto di comportarsi in questo modo così esagerato e violento,sennò è un discorso subalterno e non tra pari.Non amo i lamenti,sono figli dell'incapacità ad agire ma non sopporto i"senza palle",gli opportunismi politici.Questo è uno stato a maggioranza cattolica,quindi difendiamone la cultura(se di cultura si tratta)senza sgozzamenti o bombe,come invece fanno ALCUNI di loro (ed è veramente di parte non ammetterlo!!!!).
Chi dialogherà?Questo è il vero problema....Berlusconi sarà nella sua clinica accessoriata da tettute platinate infermiere, per il trapianto dei capelli,mentre Prodi sarà indeciso tra iniziare uno stage sulle capacità oratorie e la maratona di Pralboino.....
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Mitla
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 Re: Il Terribile Silenzio Fra La Gente Comune
Io credo che i termini della questione siano molto delicati.
Analizzando un pò il tutto abbiamo due fronti opposti Papa e Islam.
Partendo dal presupposto che ritengo che il Papa sia stato, nella sua posizione, incauto nell'esprimersi in tal senso.. concludo che ne ho veramente le tasche piene.. di continuare a vivere con lo spauracchio che a quelli girino le trottole per qualsiasi motivo e minaccino a destra e sinistra..
ne ho le tasche piene di continuare a sentire parlare di liberà.. solo per loro...
A furia di questo buonismo sterile e codardo la loro libertà sta diventando una seria limitazione alla mia di libertà.
Ho intenzionalmente generalizzato, ma a furia di concedere non avremo più libertà nostre.
Togliamo il crocifisso? Ok, e la mia libertà di averlo?... Vabbè cosa vuoi che sia..
Riportiamo un fatto storico? Ok, togliamo ogni riga su ogni testo.. per non offendere...
Costruiamo una moschea per loro? Ok è giusto, peccato che la stessa area era destinata a case economiche...
vogliamo proseguire?
I Rom? sono persone come noi hanno pari dignità. Si Ok quando vado al supermercato tengo più stretto mio figlio per paura che me lo rapiscano...
Gli extracomunitari? facciamoli arrivare tutti, poi faremo la sanatoria. Ok va bene c'è bisogno di lavoro, metterò altre sbarre alle finestre perchè non è la roba che mi potrebbero portar via a spaventarmi, ma il male che potrebbero farmi.
Mi fermo.
Ora ritornando al Papa.. ok è stato incauto.. ma sempre zitti NO.
Mitla
vivo di emozioni, scrivo di emozioni.
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Parsifal
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Sinceramente, non vedo proprio come dire la verità possa essere scambiato per mancanza di cautela.
Eh... la verità fa male, lo so...
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Stanislao
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Sinceramente, non vedo proprio come dire la verità possa essere scambiato per mancanza di cautela.
Eh... la verità fa male, lo so...

.. tutto qui Parsi?, un massaggino? ti asciugo il sudore? sarai sfinito dopo cotanto partorito (!).
Da te mi aspettavo ben altro. Vorrei sbagliarmi ma mi stai diventando "pantofolaio"
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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fromor
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Sinceramente, non vedo proprio come dire la verità possa essere scambiato per mancanza di cautela.
Eh... la verità fa male, lo so...

Non concordo, non sempre la verità si può dire al 100%, molte volte va espressa addolcita, annacquata per ragioni di convenienza o di opportunità.
Ciò soprattutto quando a dire la verità è un personaggio che sicuramente farà "caso".
A certi livelli si deve smettere di essere se stessi ed indossare i panni della carica che si ricopre.
Comunque io non ho sentito le parole del Papa, ma la colpa non la darei a lui, straniero anche se da molti anni in Italia, rimane uno che deve tradurre dall'italiano nella sua lingua.
E poi potrebbe anche mal valutato le conseguenze (un errore certo, ma è pur sempre un uomo e può sbagliare)
La colpa è di chi ha preparato il discorso, del ghost writer, che avrebbe dovuto ponderare e soprattutto dei vari revisori del discorso ( a quei livelli le parole vengono vivisezionate per evitare errate interpretazioni).
In tutti i casi trovo che la solidarietà verso il Papa è stata molto all'acqua di rose anche da parte del "popolo dei cristiani").
All'amica Nicoletta dico che non è proprio esatto che se ne sia parlato molto dell'argomento, ma trovo che lo si è fatto solamente per attizzare o smorsare l'entità dell'episodio, ma quasi mai per dare conforto a chi ha sbagliato a ponderare poco la frase incriminata.
fromor
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Parsifal
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Non prendertela Fromor ma... è proprio per questo che siamo giunti a questo punto.
Che significa "si deve smettere di essere sé stessi ed indossare i panni della carica che si ricopre?"
E' ben triste un mondo fatto di persone così (sebbene ti possa concedere che ce ne siano moltissime che si comportano in questo modo).
La verità "annacquata" cessa di essere verità.
A Pilato che chiedeva: "cos'è la verità?" hanno risposto i suoi rimorsi.
La verità annacquata non lascia rimorsi, non fa male, non crea divisione... è quella che chiama "rieducazione" i campi di concentramento.
Se non avete letto le parole del Papa, prima di dar la colpa a ghost writer o anche solo di commentarle, tirate giù il documento (si trova un po' dovunque, dal sito del Corriere a quello del Vaticano) e leggetevelo.
Dopo di che avrete titolo a commentare.
Già il fatto che tu dica "straniero anche se da molti anni in Italia, rimane uno che deve tradurre dall'italiano nella sua lingua", quando il pubblico del discorso era prevalentemente di lingua tedesca dato che ci si trovava a Ratisbona mi lascia piuttosto perplesso su quanto se ne sappia REALMENTE in giro della questione.
Non è per spocchia che lo dico, ma semplicemente per avvertirvi non imitare (al contrario) il comportamento di Al-Jazeera che su un discorso di 4000 parole ha sradicato dal contesto 30 parole e le ha commentate a piacimento. Con i risultati che tutti sappiamo.
Dopodichè se siamo tutti d'accordo, visto che la verità certe volte bisogna "addolcirla", continuiamo a mandare giù rospi fino a quando insegneranno ai nostri figli a scuola che Maometto portò un messaggio d'amore attraverso la spada, mentre Cristo finì crocifisso perchè era un povero Maometto fallito.
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Stanislao
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
........ ben tornato tra di noi:
Citazione: .................... insegneranno ai nostri figli a scuola che Maometto portò un messaggio d'amore attraverso la spada, mentre Cristo finì crocifisso perchè era un povero Maometto fallito.
eccoti finalmente e rieccoti con il tuo sapere da "storico" quale sei. E' anche questo che mi aspettavo da te e da tutti.
La chiusura del tuo post è il succo del tutto. Siamo due mondi completamente opposti. Chi ha avuto modo di andare nei paesi mussulmani (o di studiarne come storici) e non solo da turista"distratto" o magari intruppato o chiuso negli Hotel a 4 o 5 stelle (ma tanto valeva starsene a casa allora), non può non aver preso visione dell'essenza della loro vita e del loro credere come anche di osservare sì le belle incisioni in oro (o simil che sia) sulle loro moschee e quant'altro ma anche di provare a farsele tradurre (come sempre facevo io)............. avrebbero allora saputo, in varie salse ed in varie versioni (versetti del corano si dicono? non vorrei sbagliarmi) il succo di quanto su espresso da Parsifal con l'aggiunta della variante che "............. con la spada va difesa la loro verità e Maometto ...........".
Da rabbrividire!, ma è realtà. Realtà che, per antitesi, era anche la nostra molti ma molti secoli fa perché, non dimentichiamolo, di "nefandezze" similari anche "noi" ne abbiamo dette e fatte a suo tempo e sempre nel nome di "Dio", come anche ne hanno fatte e ne fanno anche quelli di altri "Dio" <<secondo loro!>>.
E qui si potrebbe aprire un'altra interessante discussione:
- Quanti Dio ci sono?,
- e qual'è quello vero?,
- ne esiste uno vero e tanti falsi o sono tutti veri e quindi è sempre uno?
- o non ne esiste nemmeno uno ed è solo l'animo umano che ha bisogno di credere in qualcosa che possa aiutarci ed esserci di conforto quando niente e nessuno può più darcene? (un po come il "crearsi" un qualcuno al quale addossare le proprie colpe ed i propri errori o fallimenti).
Domande interessanti, credo. Se ne parla?. Provate a discuterne?, io proverò ad attivare, se mi riesce, il "nostro" Gabriele che tanto potrebbe dirci in merito da una sponda che certo è la sua, quella cattolica apostolica romana, ma anche, da studioso, dalle altre (spero e credo). Io ci proverò. Voi nel frattempo, procedete pure se vi aggrada.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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carmencafaro
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 Re: Il terribile silenzio fra la gente comune
Per dovere di cronaca, così come ha giustamente fatto osservare Parsifal, vi posto uno stralcio del discorso " incriminato" del Papa all'Università di Ratisbona:
Nel settimo colloquio (διάλεξις – controversia) edito dal prof. Khoury, l'imperatore tocca il tema della jihād (guerra santa). Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: "Nessuna costrizione nelle cose di fede". È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il "Libro" e gli "increduli", egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava". L'imperatore spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. "Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione (σὺν λόγω) è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia… Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte…".
L'affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. L'editore, Theodore Khoury, commenta: per l'imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest'affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. In questo contesto Khoury cita un'opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazn si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l'uomo dovrebbe praticare anche l'idolatria.
Per completezza d'informazione, oltre che per par conditio, Vi rimetto un articolo, sull'argomento, tratto dalla Repubblica del 12 settembre 2006
RATISBONA - Benedetto XVI dalla Germania parla del rapporto tra cristianesimo e Islam e invita musulmani e Occidente a dialogare per ritrovare l'equilibrio di una fede non disgiunta dalla ragione. Una ragione che non può non riconoscere come tanto la guerra santa quanto la jihad figlie del fanatismo siano la massima espressione di un agire "contro Dio" al pari dell'"illuminismo drastico". Un dialogo difficile, quello tra Roma e La Mecca, ammette il Pontefice, e per farlo, sembra di intendere dalla lezione svolta nell'aula magna dell'Università di Ratisbona, è necessario che i musulmani valorizzino l'importanza di una delle prime Sure del Corano nella quale si afferma: "Nessuna costrizione nelle cose di fede".
Islam contraddittorio. Se è vero, come ricorda Ratzinger, che allo stesso Maometto viene attribuita l'esortazione a diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava, è ancor più vero che l'argomentazione "decisiva" "contro la conversione mediante violenza" sta nel fatto che "non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio".
Un imperativo per il quale, sembra di capire, il Papa ritiene la religione cristiana più attrezzata. "Per la dottrina musulmana - ricorda Benedetto XVI - Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza". Al contrario del cristianesimo, afferma ancora il Papa, che ha tra i suoi capisaldi il rispetto dell'uomo con massime quali: "Dio non si compiace del sangue"; "Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio"; "La fede è frutto dell'anima e non del corpo".
Costretti al dialogo. Malgrado queste difficoltà il dialogo tra Islam e cristianesimo è però necessario secondo il Pontefice per contrastare l'opinione dominante nel mondo occidentale "che soltanto la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti siano universali". "Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall'universalità della ragione - insiste Ratzinger - un attacco alle loro convinzioni più intime".
La minaccia del fanatismo. Il fanatismo religioso, aveva però messo in guardia il Papa nel corso della messa celebrata in mattinata sempre a Ratisbona, è però un pericolo altrettanto insidioso. Il mondo di oggi, aveva osservato Benedetto XVI, conosce "le patologie e le malattie mortali della religione e della ragione, le distruzioni dell'immagine di Dio a causa dell'odio e del fanatismo". Malattie, aggiunge poi il Pontefice nella lezione all'università facendo risuonare nell'aula magna la fatidica parola "jihad", colpevoli di tutte le guerre santa, quella cristiana come quella musulmana.
"E' importante - aveva aggiunto Ratzinger durante la messa - dire con chiarezza in quale Dio noi crediamo e professare convinti questo volto umano di Dio". L'invito di Benedetto XVI ai credenti è quindi quello di avere un ruolo attivo nella società come testimoni di Dio: "Non dobbiamo sprecare la nostra vita, né abusare di essa, neppure dobbiamo tenerla per noi stessi; di fronte all'ingiustizia non dobbiamo restare indifferenti, diventandone conniventi o addirittura complici".
Il Dio inutile della scienza. Il Papa parlando nell'aula magna dell'ateneo che lo ha visto in passato docente di teologia, è tornato poi sul rapporto tra scienza e fede, altro tema già toccato nel corso della messa, quando ha sostenuto che la scienza si è impegnata "a rendere Dio inutile". La contrapposizione tra scienza e fede, ha insistito, va criticata di pari passo con il tentativo di considerare vero solo quanto si può provare scientificamente. Per Ratzinger si tratta di "una riduzione del raggio di scienza e ragione che è doveroso mettere in questione". Bisogna invece, sottolinea il Papa, "riconoscere senza riserve ciò che nello sviluppo moderno dello spirito è valido: tutti siamo grati per le grandiose possibilità che esso ha aperto all'uomo e per i progressi nel campo umano che ci sono stati donati".
Unire ragione e fede. Ma secondo Benedetto XVI bisogna al contempo guardarsi dal rischio di assolutizzare la scienza. "Con tutta la gioia di fronte alle possibilità dell'uomo, vediamo - continua il Papa - anche le minacce che emergono da queste possibilità e dobbiamo chiederci come possiamo dominarle. Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell'esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza".
Contro la scienza. Al contrario, aveva denunciato Ratzinger durante la messa, "fin dall'illuminismo, almeno una parte della scienza s'impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo, in cui Dio diventi superfluo e inutile anche per la nostra vita". Ma "ogniqualvolta poteva sembrare che ci si fosse quasi riusciti sempre di nuovo appariva evidente: i conti sull'uomo, senza Dio, non tornano, e i conti sul mondo, su tutto il vasto universo, senza di Lui non tornano".
* Le poesie si scrivono sulle pietre, con le ginocchia piagate * ( Alda merini )
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