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Giovedì, 22 Maggio : 2008
BRUXELLES - L'espulsione degli immigrati extracomunitari che vivono clandestinamente nei paesi europei sarà regolata presto da regole comuni se un'intesa raggiunta oggi a Bruxelles tra i 27 sarà approvata dai ministri degli interni e otterrà il via libera dell'Europarlamento. Mentre l'Italia ha annunciato le nuove norme che puniscono l'immigrazione clandestina come un reato penale, gli ambasciatori dei 27 presso la Ue hanno raggiunto un compromesso per regolare su basi comuni il rimpatrio dei circa 12 milioni di immigrati extracomunitari che vivono e lavorano nei paesi della Ue senza documenti e permessi regolari.
Le norme non riguardano i rumeni, cittadini europei a tutti gli effetti, ma gli immigrati originari della Cina, come dell'Africa, dell'America Latina come degli Stati Uniti. Le regole non si applicheranno ai disperati che arrivano a bordo di carrette del mare sulle coste italiane, spagnole o francesi, ai quali saranno applicate le tutele previste per i richiedenti d'asilo. Sulla base del testo di compromesso, che raccoglie le osservazioni fatte dal relatore parlamentare, il popolare tedesco Manfred Weber, ma non le contestazioni presentate soprattutto dal Pse e dalla Sinistra Unita che annunciano battaglia, le autorità nazionali sono obbligate a scegliere tra legalizzare il soggiorno dei clandestini, "sulla base di una procedura trasparenza ed equa", oppure procedere alle espulsioni che dovranno essere fatte su base volontaria, "caso per caso e con criteri obiettivi".
In caso di resistenza, gli Stati membri potranno procedere all'espulsione forzata e gli immigrati illegali potranno essere detenuti fino ad un massimo di sei mesi. Ma in certi casi il periodo potrà essere prolungato di altri dieci. Il prolungamento a 18 mesi è previsto, ad esempio, nel caso di rischio di fuga o di ritardi nell'ottenimento dei documenti necessari da parte dei paesi terzi. La detenzione dovrà avvenire "in centri di detenzione speciali" e sarà consentita - precisa il testo - solo "quando altre misure coercitive non potranno essere applicate". La detenzione dovrà d'altro lato essere soggetta a periodica revisione da parte dell'autorità giudiziaria. Ogni Stato membro potrà decidere in modo facoltativo se sostenere finanziariamente l'immigrato illegale che non più pagarsi un'assistenza giudiziaria. Con il rimpatrio forzato scatterà anche la notifica di un bando dal territorio dell'Unione europea per un periodo di cinque anni. La proposta prevede anche regole speciali "per le persone più vulnerabili, tra cui i minori non accompagnati".
Il compromesso dovrà passare ora al vaglio degli eurodeputati. Il confronto si annuncia teso. "Paesi molto repressivi si nasconderanno dietro questo testo per adottare leggi che vanno contro i diritti dell'uomo", ha commentato l'eurodeputata socialista francese Martine Roure, annunciando una lunga serie di emendamenti.
PACCHETTO SICUREZZA: UE, VALUTEREMO ATTENTAMENTE LE MISURE
RIFIUTI? SERVE PIANO STRUTTURALE PER ANDARE OLTRE L'EMERGENZA
BRUXELLES - Nessuna replica diretta al ministro dell'interno Roberto Maroni che parla di "indebite ingerenze" della Ue, ma Bruxelles riafferma un principio stabilito dai Trattati: le misure contenute nel pacchetto di sicurezza che riguardando politiche comunitarie dovranno essere notificate alla Commissione Ue, che le valuterà "molto attentamente" per verificare la loro compatibilità con l'insieme delle leggi europee.
"Siamo sicuri che l'Italia notificherà le misure", ha detto il portavoce della Commissione Ue, Friso Roscam-Abbing, riferendo che ad oggi non è stato ricevuto nulla. "In particolare, le misure che riguardano la direttiva sulla libera circolazione ci devono essere inviate al più presto. Se l'Italia non lo farà, potrà incorrere in una procedura d'infrazione", ha precisato il portavoce rispondendo a domande dei giornalisti. Oltre che il pacchetto di provvedimenti sull'immigrazione clandestina e la sicurezza, Bruxelles segue con molta attenzione le misure prese ieri dal Consiglio dei ministri per fare fronte alla crisi rifiuti in Campania. La portavoce del commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas, ha rilevato che le decisioni assunte ieri a Napoli sono "misure d'emergenza" che non risolvono "il problema strutturale" della gestione e smaltimento dei rifiuti in Campania. "Se siano sufficienti o meno non spetta a noi dirlo, noi speriamo che possano avere un effetto positivo. I problemi strutturali però rimangono", ha detto Barbara Hellferich. "L'Italia deve adottare un piano strutturale per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti al più presto", ha ribadito la portavoce ricordando che la Commissione Ue ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia il 6 maggio scorso proprio per il mancato rispetto delle direttive comunitarie.
Anche per le misure sui rifiuti prese ieri, la Commissione si riserva una valutazione: "vedremo se sono compatibili con il diritto comunitario", ha detto la Hellferich. Per quanto riguarda le norme sulla sicurezza, Bruxelles non anticipa alcuna valutazione: "abbiamo veramente bisogno di ricevere ufficialmente i documenti, poi valuteremo", ha affermato Roscam-Abbing, ex portavoce di Franco Frattini.
"Dalle notizie di stampa abbiamo capito che il pacchetto si divide in due parti", ha riferito. "Una di immediata applicazione, con un decreto, che ricade nell'applicazione della direttiva sulla libertà di circolazione. In questo caso, il governo dovrà notificare le misure alla Commissione il più presto possibile e la Commissione ne valuterà con grande attenzione la compatibilità con le norme comunitarie". La seconda parte del pacchetto "sembra riguardare iniziative legislative che possono avere implicazioni con la normativa comunitaria", ha aggiunto il portavoce. "Una volta che i disegni di legge saranno adottati dal Parlamento, il Governo li dovrà sottoporre alla Commissione Ue che, anche in questo caso, ne valuterà la compatibilità con le norme comunitarie". La notifica a Bruxelles non è invece richiesta per le misure che non hanno legami con la sfera di competenza comunitaria.
Le norme non riguardano i rumeni, cittadini europei a tutti gli effetti, ma gli immigrati originari della Cina, come dell'Africa, dell'America Latina come degli Stati Uniti. Le regole non si applicheranno ai disperati che arrivano a bordo di carrette del mare sulle coste italiane, spagnole o francesi, ai quali saranno applicate le tutele previste per i richiedenti d'asilo. Sulla base del testo di compromesso, che raccoglie le osservazioni fatte dal relatore parlamentare, il popolare tedesco Manfred Weber, ma non le contestazioni presentate soprattutto dal Pse e dalla Sinistra Unita che annunciano battaglia, le autorità nazionali sono obbligate a scegliere tra legalizzare il soggiorno dei clandestini, "sulla base di una procedura trasparenza ed equa", oppure procedere alle espulsioni che dovranno essere fatte su base volontaria, "caso per caso e con criteri obiettivi".
In caso di resistenza, gli Stati membri potranno procedere all'espulsione forzata e gli immigrati illegali potranno essere detenuti fino ad un massimo di sei mesi. Ma in certi casi il periodo potrà essere prolungato di altri dieci. Il prolungamento a 18 mesi è previsto, ad esempio, nel caso di rischio di fuga o di ritardi nell'ottenimento dei documenti necessari da parte dei paesi terzi. La detenzione dovrà avvenire "in centri di detenzione speciali" e sarà consentita - precisa il testo - solo "quando altre misure coercitive non potranno essere applicate". La detenzione dovrà d'altro lato essere soggetta a periodica revisione da parte dell'autorità giudiziaria. Ogni Stato membro potrà decidere in modo facoltativo se sostenere finanziariamente l'immigrato illegale che non più pagarsi un'assistenza giudiziaria. Con il rimpatrio forzato scatterà anche la notifica di un bando dal territorio dell'Unione europea per un periodo di cinque anni. La proposta prevede anche regole speciali "per le persone più vulnerabili, tra cui i minori non accompagnati".
Il compromesso dovrà passare ora al vaglio degli eurodeputati. Il confronto si annuncia teso. "Paesi molto repressivi si nasconderanno dietro questo testo per adottare leggi che vanno contro i diritti dell'uomo", ha commentato l'eurodeputata socialista francese Martine Roure, annunciando una lunga serie di emendamenti.
PACCHETTO SICUREZZA: UE, VALUTEREMO ATTENTAMENTE LE MISURE
RIFIUTI? SERVE PIANO STRUTTURALE PER ANDARE OLTRE L'EMERGENZA
BRUXELLES - Nessuna replica diretta al ministro dell'interno Roberto Maroni che parla di "indebite ingerenze" della Ue, ma Bruxelles riafferma un principio stabilito dai Trattati: le misure contenute nel pacchetto di sicurezza che riguardando politiche comunitarie dovranno essere notificate alla Commissione Ue, che le valuterà "molto attentamente" per verificare la loro compatibilità con l'insieme delle leggi europee.
"Siamo sicuri che l'Italia notificherà le misure", ha detto il portavoce della Commissione Ue, Friso Roscam-Abbing, riferendo che ad oggi non è stato ricevuto nulla. "In particolare, le misure che riguardano la direttiva sulla libera circolazione ci devono essere inviate al più presto. Se l'Italia non lo farà, potrà incorrere in una procedura d'infrazione", ha precisato il portavoce rispondendo a domande dei giornalisti. Oltre che il pacchetto di provvedimenti sull'immigrazione clandestina e la sicurezza, Bruxelles segue con molta attenzione le misure prese ieri dal Consiglio dei ministri per fare fronte alla crisi rifiuti in Campania. La portavoce del commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas, ha rilevato che le decisioni assunte ieri a Napoli sono "misure d'emergenza" che non risolvono "il problema strutturale" della gestione e smaltimento dei rifiuti in Campania. "Se siano sufficienti o meno non spetta a noi dirlo, noi speriamo che possano avere un effetto positivo. I problemi strutturali però rimangono", ha detto Barbara Hellferich. "L'Italia deve adottare un piano strutturale per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti al più presto", ha ribadito la portavoce ricordando che la Commissione Ue ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia il 6 maggio scorso proprio per il mancato rispetto delle direttive comunitarie.
Anche per le misure sui rifiuti prese ieri, la Commissione si riserva una valutazione: "vedremo se sono compatibili con il diritto comunitario", ha detto la Hellferich. Per quanto riguarda le norme sulla sicurezza, Bruxelles non anticipa alcuna valutazione: "abbiamo veramente bisogno di ricevere ufficialmente i documenti, poi valuteremo", ha affermato Roscam-Abbing, ex portavoce di Franco Frattini.
"Dalle notizie di stampa abbiamo capito che il pacchetto si divide in due parti", ha riferito. "Una di immediata applicazione, con un decreto, che ricade nell'applicazione della direttiva sulla libertà di circolazione. In questo caso, il governo dovrà notificare le misure alla Commissione il più presto possibile e la Commissione ne valuterà con grande attenzione la compatibilità con le norme comunitarie". La seconda parte del pacchetto "sembra riguardare iniziative legislative che possono avere implicazioni con la normativa comunitaria", ha aggiunto il portavoce. "Una volta che i disegni di legge saranno adottati dal Parlamento, il Governo li dovrà sottoporre alla Commissione Ue che, anche in questo caso, ne valuterà la compatibilità con le norme comunitarie". La notifica a Bruxelles non è invece richiesta per le misure che non hanno legami con la sfera di competenza comunitaria.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















