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Martedì, 29 Luglio : 2008
di Cristina Latessa
ROMA - La dieta mediterranea, esempio per eccellenza di buona alimentazione, perde colpi nei Paesi di origine, sull'onda di un benessere che aumenta le calorie a tavola (+30% in 40 anni) e anche l'obesità tra la popolazione.
A radiografare il voltafaccia dei Paesi mediterranei - Italia, Spagna e Portogallo in testa - verso la dieta che li ha resi famosi in tutto il mondo è l'economista senior della Fao, Josef Schmidhuber.
Dal 1962 al 2002, in 15 Paesi europei esaminati, l'apporto calorico giornaliero è aumentato di circa il 20 per cento, passando da 2960 kcal a 3340 kcal. Ma in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta, che erano più poveri dei Paesi del nord, l'apporto calorico giornaliero è aumentato del 30 per cento e la conseguenza è che più della metà di italiani, spagnoli e portoghesi sono in sovrappeso.
Le popolazioni mediterranee - nota Schmidhuber - sull'onda del maggiore benessere hanno aggiunto una gran quantità di calorie da prodotti animali e da grassi ad una dieta tradizionalmente povera di proteine animali. Ed il cibo che mangiano oggi è, secondo Schmidhuber, "troppo grasso, troppo salato e troppo dolce". "Il fatto è - afferma il nutrizionista Giorgio Calabrese - che gli italiani si sono allontanati dalla dieta mediterranea per seguire la moda delle diete iperproteiche provenienti dagli Usa, deviando verso un regime alimentare errato che ci fa stare peggio".
E la tendenza a tradire la dieta dei padri non rallenta: secondo quanto nota Cia-Confederazione italiana agricoltori, ben sei famiglie su dieci hanno cambiato nell'ultimo anno le proprie abitudini alimentari: sulle tavole diminuiscono pane, frutta, verdura e olio d'oliva e aumentano i consumi di grassi e calorie. Le cause, sono da ricercare, secondo la Cia, nei rincari dei prodotti base della dieta mediterranea (pane +13,5%, pasta +22,3%, frutta +7,6%, ortaggi + 3,2%).
Coldiretti sottolinea come l'alimentazione errata stia portando ad un preoccupante aumento dell'obesità infantile. Un terzo dei ragazzi italiani è obeso o in sovrappeso - nota la Confederazione - sottolineando la necessità di intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu, in modo che sia garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale. Rivalutare la dieta mediterranea e riscoprire gli agriturismo quali baluardi della sana alimentazione basata sui prodotti locali è l'appello di Agriturist (l'associazione agrituristica di Confagricoltura), che sottolinea come le strutture agrituristiche siano una straordinaria opportunità per conoscere la dieta mediterranea e per beneficiare delle sue qualità salutari.
A radiografare il voltafaccia dei Paesi mediterranei - Italia, Spagna e Portogallo in testa - verso la dieta che li ha resi famosi in tutto il mondo è l'economista senior della Fao, Josef Schmidhuber.
Dal 1962 al 2002, in 15 Paesi europei esaminati, l'apporto calorico giornaliero è aumentato di circa il 20 per cento, passando da 2960 kcal a 3340 kcal. Ma in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Cipro e Malta, che erano più poveri dei Paesi del nord, l'apporto calorico giornaliero è aumentato del 30 per cento e la conseguenza è che più della metà di italiani, spagnoli e portoghesi sono in sovrappeso.
Le popolazioni mediterranee - nota Schmidhuber - sull'onda del maggiore benessere hanno aggiunto una gran quantità di calorie da prodotti animali e da grassi ad una dieta tradizionalmente povera di proteine animali. Ed il cibo che mangiano oggi è, secondo Schmidhuber, "troppo grasso, troppo salato e troppo dolce". "Il fatto è - afferma il nutrizionista Giorgio Calabrese - che gli italiani si sono allontanati dalla dieta mediterranea per seguire la moda delle diete iperproteiche provenienti dagli Usa, deviando verso un regime alimentare errato che ci fa stare peggio".
E la tendenza a tradire la dieta dei padri non rallenta: secondo quanto nota Cia-Confederazione italiana agricoltori, ben sei famiglie su dieci hanno cambiato nell'ultimo anno le proprie abitudini alimentari: sulle tavole diminuiscono pane, frutta, verdura e olio d'oliva e aumentano i consumi di grassi e calorie. Le cause, sono da ricercare, secondo la Cia, nei rincari dei prodotti base della dieta mediterranea (pane +13,5%, pasta +22,3%, frutta +7,6%, ortaggi + 3,2%).
Coldiretti sottolinea come l'alimentazione errata stia portando ad un preoccupante aumento dell'obesità infantile. Un terzo dei ragazzi italiani è obeso o in sovrappeso - nota la Confederazione - sottolineando la necessità di intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu, in modo che sia garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale. Rivalutare la dieta mediterranea e riscoprire gli agriturismo quali baluardi della sana alimentazione basata sui prodotti locali è l'appello di Agriturist (l'associazione agrituristica di Confagricoltura), che sottolinea come le strutture agrituristiche siano una straordinaria opportunità per conoscere la dieta mediterranea e per beneficiare delle sue qualità salutari.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















