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Domenica, 7 Settembre : 2008 di Thomas Orlando
IL RAPPORTO ECOMAFIA. Nel 2007 nella regione accertati 1.118 illeciti contro i 942 del 2007
In Lombardia è «boom»
di crimini ambientali
di crimini ambientali
SERGIO CANNAVÒ
In Lombardia aumentano i reati ambientali, in particolare quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti e della cementificazione irregolare. Nel 2007 il totale degli illeciti accertati dalle forze dell'ordine è salito a 1.118 rispetto ai 942 del 2006.
In questa classifica Brescia ha un triste primato: nel 2007 sono state 359 le infrazioni accertate contro l’ambiente, 196 le persone denunciate e 171 i sequestri effettuati, mentre a livello nazionale nell’ultimo anno risultano essere oltre 30mila i reati accertati contro l’ambiente, il 27,3 per cento in più del 2006. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Rapporto Ecomafia 2008, edito da Edizioni Ambiente, presentato venerdì sera alla Casa delle Associazioni di San Polo nell’incontro su «La criminalità ambientale in Italia e in Lombardia.
OSPITI DELL’INCONTRO - promosso da Legambiente e dall’Associazione «Libera» - Pasquale Sciacca, luogotenente del Noe di Brescia e Sergio Cannavò, coordinatore dei centri di azione giuridica di Legambiente Lombardia e correlatore del Rapporto Ecomafia 2008 per il nord d’Italia.
L’analisi, che è partita da un estratto del film documentario «Biùtiful cauntri», rivela un andamento preoccupante. Se infatti il 46 per cento dei 30mila crimini ambientali accertati sono stati riscontrati in Puglia, Calabria, Campania, nelle regioni settentrionali si registra un aumento consistente. «La cementificazione dissennata sulle coste del lago di Garda è un chiaro misuratore di questa tendenza regionale - ha incalzato Sergio Cannavò- . Senza contare che la Lombardia si è resa protagonista anche in ben 33 inchieste italiane come regione di partenza o solo di transito del traffico illegale dei rifiuti».
Anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento la Lombardia sembra primeggiare: 369 le infrazioni accertate nel 2007.
OLTRE A QUESTI ILLECITI il Rapporto rivela pure un incremento del racket degli animali e del traffico illecito di specie protette, di combattimenti e corse clandestine di cani e cavalli e dell’archeomafia.
«Il bilancio italiano 2007 - ha spiegato Cannavò- è di 83 reati contro l’ambiente al giorno, cioè all’incirca 3 infrazioni all’ora. È cresciuto anche il numero di denunce, 236 solo quest'anno, e delle operazioni delle forze dell'ordine su tutto il territorio regionale». Se si analizzano nel dettaglio i dati relativi alle violazioni dell'articolo 260 del Testo Unico dell'Ambiente sul traffico illecito di immondizia, dal 2002 i casi accertati in Lombardia sono stati 10, il 9,5 per cento del totale italiano, 84 le ordinanze di custodia cautelare, le aziende coinvolte 63 e le persone denunciate 130. «In questo scenario preoccupa che il Governo voglia modificare le modalità delle intercettazioni telefoniche, strumento prezioso per colpire i trafficanti di rifiuti», continua Cannavò.
E non mancano le infiltrazioni nel settore degli appalti. Nel rapporto si legge infatti che per il procuratore di Milano ci sarebbe un forte interesse della 'ndrangheta nella realizzazione dell'alta velocità e nell'ampliamento di alcune autostrade. Per Brescia il dato più preoccupante riguarda, si diceva, la cementificazione incontrollata del Garda. «Il rischio è che le amministrazioni svendano il patrimonio del nostro territorio anche a soggetti legati alla malavita che edificano in barba alle regole dei piani regolatori - afferma Pietro Garbarino di Legambiente -. Occorrono norme severe. Il crimine ambientale deve acquisire lo stato di delitto e non di semplice contravvenzione».
In questa classifica Brescia ha un triste primato: nel 2007 sono state 359 le infrazioni accertate contro l’ambiente, 196 le persone denunciate e 171 i sequestri effettuati, mentre a livello nazionale nell’ultimo anno risultano essere oltre 30mila i reati accertati contro l’ambiente, il 27,3 per cento in più del 2006. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel Rapporto Ecomafia 2008, edito da Edizioni Ambiente, presentato venerdì sera alla Casa delle Associazioni di San Polo nell’incontro su «La criminalità ambientale in Italia e in Lombardia.
OSPITI DELL’INCONTRO - promosso da Legambiente e dall’Associazione «Libera» - Pasquale Sciacca, luogotenente del Noe di Brescia e Sergio Cannavò, coordinatore dei centri di azione giuridica di Legambiente Lombardia e correlatore del Rapporto Ecomafia 2008 per il nord d’Italia.
L’analisi, che è partita da un estratto del film documentario «Biùtiful cauntri», rivela un andamento preoccupante. Se infatti il 46 per cento dei 30mila crimini ambientali accertati sono stati riscontrati in Puglia, Calabria, Campania, nelle regioni settentrionali si registra un aumento consistente. «La cementificazione dissennata sulle coste del lago di Garda è un chiaro misuratore di questa tendenza regionale - ha incalzato Sergio Cannavò- . Senza contare che la Lombardia si è resa protagonista anche in ben 33 inchieste italiane come regione di partenza o solo di transito del traffico illegale dei rifiuti».
Anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento la Lombardia sembra primeggiare: 369 le infrazioni accertate nel 2007.
OLTRE A QUESTI ILLECITI il Rapporto rivela pure un incremento del racket degli animali e del traffico illecito di specie protette, di combattimenti e corse clandestine di cani e cavalli e dell’archeomafia.
«Il bilancio italiano 2007 - ha spiegato Cannavò- è di 83 reati contro l’ambiente al giorno, cioè all’incirca 3 infrazioni all’ora. È cresciuto anche il numero di denunce, 236 solo quest'anno, e delle operazioni delle forze dell'ordine su tutto il territorio regionale». Se si analizzano nel dettaglio i dati relativi alle violazioni dell'articolo 260 del Testo Unico dell'Ambiente sul traffico illecito di immondizia, dal 2002 i casi accertati in Lombardia sono stati 10, il 9,5 per cento del totale italiano, 84 le ordinanze di custodia cautelare, le aziende coinvolte 63 e le persone denunciate 130. «In questo scenario preoccupa che il Governo voglia modificare le modalità delle intercettazioni telefoniche, strumento prezioso per colpire i trafficanti di rifiuti», continua Cannavò.
E non mancano le infiltrazioni nel settore degli appalti. Nel rapporto si legge infatti che per il procuratore di Milano ci sarebbe un forte interesse della 'ndrangheta nella realizzazione dell'alta velocità e nell'ampliamento di alcune autostrade. Per Brescia il dato più preoccupante riguarda, si diceva, la cementificazione incontrollata del Garda. «Il rischio è che le amministrazioni svendano il patrimonio del nostro territorio anche a soggetti legati alla malavita che edificano in barba alle regole dei piani regolatori - afferma Pietro Garbarino di Legambiente -. Occorrono norme severe. Il crimine ambientale deve acquisire lo stato di delitto e non di semplice contravvenzione».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















