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Incartamento su caso di: don Marco Baresi
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Messaggio Incartamento su caso di: don Marco Baresi 
 
Citazione:
NOTA di servizio:
ARGOMENTO estrapolato dal nuovo Forum che si è reso necessario per "archiviazione" corretta di quanto, purtroppo, ruota anche intorno ed all'interno della nostra Chiesa.
Il forum è stato intitolato "Scandali Ecclesiastici". In esso andranno tutte le singole news mentre, quando una di esse diventa un possibile "incartamento" a se stante, sarà dallo stesso estratto - magari anche in un secondo tempo come per questo argomento e quello di mons. Stenico - e se ne farà, appunto, argomento specificatamente etichettato.
In tal caso, chiaramente, il puntatore di "conteggio" dell'argomento specifico viene azzerato e si riparte da zero ma ... a noi interessa unicamente averne documentazione "raccolta" e non dispersa per cui ... poco importa.
Grazie per l'attenzione e, al solito, speriamo che anche questa iniziativa raccolga la vostra approvazione.


Arresto vicerettore seminario Brescia:
La pietà a senso unico


Ho cercato in rete dichiarazioni o testimonianze da parte di alcuni sacerdoti che a Brescia hanno fatto tanto rumore ogni qualvolta un religioso è stato sfiorato dal sospetto di pedofilia, ma questa volta il silenzio è assoluto. Noto che, come sempre, la persona arrestata viene descritta come insospettabile e che, per la sua figura istituzionale, non si lesinano elogi. Come sempre. Non dovremmo più stupirci se, nel campo degli abusi sui minori, le persone sospettate siano "insospettabili", perchè se fossero state "sospettabili", qualcuno se ne sarebbe accorto in tempo. Perchè non si riesce a capire che chi abusa dei minori può non avere l'aspetto trucido del delinquente abituale, può non mostrare a tutti il volto del male, ma magari indossare la maschera del maestro di dottrina o di vita, di scuola o di nuoto, dell'allenatore di calcio o dell'amico di famiglia, dello zio premuroso, del nonno affezionato. No, lo stupore è sempre totale. E poi, naturalmente, seguono le frasi di rito: "Bisogna capire", "Bisogna approfondire","Non sappiamo ancora nulla delle accuse", "Comunque siamo vicini a tutti".
C'è una cosa che mi stupisce in tutti questi casi di pedofilia che avvengono nell'ambito di una comunità (scuole, chiese, circoli sportivi): nessuno si è mai accorto di niente. E da questo assunto parte, in genere, la linea difensiva degli indagati. "Se nessuno ha visto-non può essere successo". Ovviamente, il mio è un discorso in generale. Non conosco il caso del vicerettore, le agenzie parlano anche di materiale pedopornografico, oltre che di abusi. Un'altra agenzia riporta che gli inquirenti starebbero indagando per capire se ci sono altre vittime, oltre al quattordicenne. Tutto questo si vedrà in seguito. Quello che non vorrei sentire, per una volta, dai giornali è questa frase:"E se poi risulterà innocente, dopo essere finito su tutti i giornali, chi lo risarcirà?". Mi piacerebbe, invece, sentire parole di preoccupazione per il futuro della presunta vittima. Una detenzione ha sempre un termine, gli abusi ed i suoi effetti devastanti, un termine potrebbero non averlo mai.


Pedofilia/ Arrestato il vicedirettore del seminario di Brescia

Martedí 27.11.2007 12:41
        

                                                 Terremoto al seminario di Brescia.

Il vicedirettore, don Marco Baresi, 38 anni, è stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia. Le accuse per il sacerdote sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.
Nato a Chiari il 4 febbraio 1969, ordinato a Brescia l’11 giugno 1994 proviene dalla parrocchia di Chiari. E' vicario parrocchiale a San Zano Naviglio (1994-1999) e vicerettore in Seminario dal 1999.
La diocesi per ora non commenta le presunte accuse di violenza sessuale su un minore. "Non abbiamo ancora letto le motivazioni dell'arresto", spiega il responsabile dell'ufficio diocesano per le comunicazioni, don Adriano Bianchi, "stiamo verificando cosa è successo".
IL COMMENTO DELLA CHIESA - Il vescovo di Brescia, Lucio Monari, e il vicario generale, monsignor Francesco Beschi commentano ufficialmente il provvedimento di custodia cautelare eseguito oggi dalla squadra mobile: "L'arresto di don Marco Baresi, è forte e doloroso. La notizia che abbiamo appreso - scrivono i prelati in una nota- ci addolora profondamente. Don Marco Baresi è un sacerdote conosciuto e stimato da moltissime persone".



Ultima modifica di wildgreta il 29 Nov 2007 12:36, modificato 1 volta in totale 




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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
Il caso.

Originario di Chiari, dopo una breve esperienza a San Zeno, era stato chiamato a sostituire don Luigi.

La maledizione di via Bollani
stesso reato per il predecessore


L'ex responsabile patteggiò la condanna e ora si occupa di una biblioteca e di preti anziani





Sembra un brutto scherzo della sorte. Ma don Marco Baresi, nel seminario di Brescia, era stato chiamato a risolvere un problema. Ed ora il problema - con accuse quasi identiche a quelle di otto anni prima - è diventato lui. Fino al 1999, infatti, ad occuparsi dei ragazzi delle scuole medie era don Luigi, che attorno al 2002 ha patteggiato una condanna per reati collegati alla pedofilia commessi proprio negli anni in cui era vicerettore dell’istituto diocesano di via Bollani e successivamente è stato trasferito ad occuparsi di una libreria e dei preti più anziani. Don Marco era stato indicato come suo sostituto - incarico delicatissimo, dato il precedente - nonostante avesse trent’anni appena compiuti.
Un atto che testimonia la grande fiducia dei superiori nei suoi confronti, ma anche che sulla sua condotta, almeno fino a ieri, non erano mai emersi dubbi o illazioni.

DON MARCO è nato a Chiari il 4 febbraio del 1969, da una vera istituzione popolare del paese: il “maestro Baresi”, insegnante elementare << con l’hobby di rilegare libri >> che ha “svezzato” diverse generazioni di clarensi.
Il figlio è entrato in seminario subito dopo le scuole medie, distinguendosi subito come studente modello e - crescendo - anche come “prefetto”, una figura educativa intermedia fra vicerettori e studenti più giovani.

Bonario anche nell’aspetto, con il viso rotondo e il fisico in carne. Molto disponibile ad ascoltare i problemi dei nuovi entrati, premuroso, educato, sempre accomodante e con il sorriso sulle labbra, ma anche ligio al dovere e con un grande senso della gerarchia. Un uomo - dice chi l’ha conosciuto - che non spiccava certo nel mucchio per particolari inclinazioni o attitudini, forse fin troppo “normale”, ma stimato e ben voluto da tutti.

A 25 anni, don Baresi - dopo gli studi di Teologia - ha preso i voti trasferendosi a San Zeno Naviglio - come vicario parrocchiale - per fare esperienza.

Anche qui Marco ha lasciato solo ricordi positivi. E non a caso, dopo cinque anni, è stato richiamato in seminario per ricoprire il ruolo di vicerettore delle medie (di recente promosso al ginnasio). Il suo profilo umano e l’“ineccepibile” percorso sacerdotale sembrava quello giusto per uscire dalla tempesta. Almeno fino a ieri.

I dati: I percorsi con i ragazzi

Don Marco era tra gli organizzatori degli “incontri vocazionali per i ragazzi e gli adolescenti”. Un'esperienza che, come riferisce il sito della diocesi, “si propone di seguire più da vicino i ragazzi e gli adolescenti che coltivano l'idea di entrare in seminario o hanno espresso il desiderio di entrarvi.”
Il cammino vuole proporre un'esperienza più diretta della vita di seminario, con alcuni appuntamenti che coprono il fine settimana e con la partecipazione a qualche momento della vita del seminario minore.
L'itinerario, si legge ancora nel sito, “presuppone uno stile comunitario e un accompagnamento personale dei ragazzi con l'educatore”.


COLLEGATE:

»  Leggo, provo a capire, conto fino a tre, ma ...... »

»  Il profondo dolore del vescovo: accuse da valutare attentame »

» Brescia, arrestato vicedirettore seminario per violenza ...  »
  





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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
Giovedì,29 Novembre 2007

Incompatibile con la sede: Don Marco Baresi subito dopo la scarcerazione non è potuto rientrare nel seminario di via Bollani: ora c'è incompatibilità.
L’inchiesta: Ieri per il vicerettore del seminario interrogatorio di garanzia a Canton Mombello

Pedofilia, diocesi in subbuglio
Don Marco ottiene i domiciliari

 
La sua difesa: <<La verità emergerà presto, mi dà forza la fede>>



 

È durata meno di 36 ore la permanenza in carcere di don Marco Baresi, il vicerettore del seminario vescovile di Brescia arrestato martedì mattina dagli agenti della Squadra Mobile con l'accusa di violenza sessuale su un 17enne e detenzione di materiale pedopornografico. Il giudice per le indagini preliminari della Procura di Brescia Silvia Milesi, ieri mattina, a conclusione dell'interrogatorio di garanzia nel carcere di Canton Mombello, ha concesso gli arresti domiciliari al sacerdote.

Don Marco, 38 anni, originario di Chiari, però, non è potuto tornare nel suo alloggio presso l'istituto di Mompiano, dove da anni insegna ai seminaristi del triennio. È lì che sarebbero stati commessi gli abusi che gli vengono contestati. È lì che gli investigatori, su mandato del pm Simone Marcon, gli hanno sequestrato il pc dove sarebbero emerse immagini digitali raffiguranti amplessi tra adulti e bambini. Per la Curia, dal momento dell'arresto in subbuglio, la scarcerazione è sembrato un primo passo verso la liberazione e il superamento dell'imbarazzo.

Don Marco, però, a chi l'ha visto, è apparso scosso, ma sereno. «Mi dà forza la fede - si sarebbe sfogato -. La verità emergerà presto. Non provo alcun risentimento». A chiedere gli arresti domiciliari è stato il suo avvocato, Luigi Frattini, abbottonatissimo sulla sua linea difensiva. Le indagini, però, sono tutt'altro che concluse. La misura cautelare è stata emessa solo in virtù dei «gravi indizi di colpevolezza» emersi, come ha scritto il gip Milesi, ma l'inchiesta va avanti. E proprio a partire dall'esame del computer da dove è stato trovato il grosso del materiale pedopornografico. Dei tecnici dovranno accertare se il materiale sia stata prodotto o come più probabile ricevuto o scaricato da internet. Finora, pare che non siano emerse nuove testimonianze contro il sacerdote nonostante da luglio gli inquirenti abbiano ascoltato decine di seminaristi. Proprio in quel periodo a don Marco venne recapitato l'avviso di garanzia per l'inchiesta in corso, al quale seguirono perquisizioni, controlli e interrogatori nell'ambito del seminario.

Il sacerdote, però, da dieci anni istruttore del Seminario, grazie alla fiducia che si è guadagnata negli anni presso la Curia, è potuto rimanere a svolgere il proprio lavoro senza subire trasferimenti o sospensioni cautelari dall'incarico di docente. Per un suo predecessore, come lui vicerettore del seminario, invece, nel 2002 scattò ben presto la rimozione dopo che la magistratura gli contestò accuse analoghe.

A denunciare un adolescente
«Abusi sessuali a scuola»

E’ stato un ragazzo di 17 anni, all’epoca dei fatti 14enne, a far scoppiare lo scandalo pedofilia nella diocesi di Brescia che ha portato all’arresto di don Marco Baresi.
Ha lasciato il seminario e dopo varie traversie si è ritrovato sotto cura ad uno psicologo. E proprio durante i colloqui con lo specialista che sarebbero emersi gli abusi sessuali, poi denunciati in Questura. Un’indagine delicata che a luglio ha portato a un primo risvolto: l’avviso di garanzia e il contestuale ritrovamento di materiale pedopornografico.



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
PEDOFILIA: Brescia, VICERETTORE SEMINARIO AI DOMICILIARI

Novembre 28, 2007

Brescia, 22:19

Don Marco Baresi, il vicerettore del seminario di Brescia, ha lasciato il carcere. Per il sacerdote, arrestato ieri dalla Mobile con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un ex seminarista all’epoca dei fatti 14enne e detenzione di materiale pedopornografico, il gip Silvia Milesi ha disposto gli arresti domiciliari. La decisione e’ stata presa dopo l’interrogatorio di garanzia, svoltosi stamani in carcere, nel corso del quale don Baresi, 38 anni, si e’ dichiarato innocente.

La Repubblica 28 novemre 2007 ore 22.15

  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
Venerdì, 30 Novembre 2007

Scandalo in Curia. Nel computer sequestrato al vicerettore trovati file pornografici.

Scandagliato il pc di Don Marco
Esami sulle immagini pedofile

 
Il materiale sarebbe stato scaricato da internet. Proseguono gli accertamenti.

 


Si cerca sul pc di don Marco la verità sull'eventuale doppia vita del vicerettore del seminario vescovile di Brescia, arrestato martedì mattina in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di un ex alunno, all'epoca 14enne, e per detenzione di materiale pedopornografico. Gli inquirenti avrebbero trovato nel computer decine di immagini che riproducevano bambini svestiti e in alcuni casi in atteggiamenti inequivocabili con adulti. Immagini a quanto pare scaricate da internet. Sul computer a giorni, su disposizione del pm Simone Marcon, saranno avviati i primi accertamenti irripetibili in presenza del difensore di fiducia del sacerdote, l'avvocato Luigi Frattini. La disposizione degli arresti domiciliari in alternativa al carcere, a 36 ore dall'arresto, intanto è stata interpretata con sollievo nell'ambiente della Curia Vescovile.
E lo stesso vescovo Luciano Monari continua ad auspicare che «si chiarisca tutto al più presto». Don Marco, da parte sua, relegato agli arresti domiciliari in provincia, prega e respingere le accuse: [i]«Mi dà forza la fede - si è sfogato con pochi intimi -. Non provo risentimenti». Proprio come avrebbe
spiegato al gip Silvia Milesi - il giudice che ha firmato il suo arresto -mercoledì mattina durante l'interrogatorio di garanzia a Canton Mombello che si
concluse con l'adozione della misura degli arresti domiciliari.

A far scoppiare il caso - che ha portato il terremoto nella chiesa bresciana - sono stati i genitori di un ex alunno del «Maria Immacolata» che, trovandosi in difficoltà, aveva parlato dei presunti atti sessuali del suo insegnate. A luglio al religioso, 38 anni originario di Chiari, viene notificato l'avviso di garanzia e sequestrato il pc. Decine di seminaristi ed ex seminaristi vengono ascoltati in Questura e in Procura. Il caso denunciato, però, resta unico.

I dati:

- Foto hard con bimbi


Le immagini trovate sul pc del religioso però non riguarderebbero l'adolescente che avrebbe subito gli abusi sessuali.

- L’articolo 609 bis

Chiunque, con minaccia, violenza o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali rischia fino a 10 anni di galera.

  





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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici 
 
Sabato, 1 Dicembre 2007

Scandalo in Curia. Foto e filmati erano stati cancellati: li ha ricostruiti un consulente della procura

Dal pc sequestrato a don Marco
recuperati oltre 50 file pedofili



Il vicerettore del seminario continua a professarsi innocente: «Tutto sarà chiarito».


(foto suggestiva; seminario di Brescia)
Image Non ha certo bisogno di altri attestati di solidarietà don Marco Baresi, il vicerettore del seminario vescovile arrestato martedì mattina con l'accusa di abusi sessuali su un ex allievo di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico. Tutta la chiesa bresciana è rimasta al suo fianco, il vescovo Monari in prima fila. Ma non solo: parole di conforto gli sono arrivate anche dal collegio delle Orsoline dove insegna, dal seminario, dagli ex parrocchiani di San Zeno, dai suoi compaesani di Chiari, dove è ora agli arresti domiciliari.

Adesso pare che il sacerdote abbia bisogno solo di un bravo consulente di parte che spieghi come mai su un suo pc sono stati trovati oltre cinquanta file pedopornografici. [*]

Un consulente tecnico nominato dal pm Simone Marcon, - il magistrato che ha richiesto il suo arresto - infatti, con pazienza certosina, ne abbia recuperati dalla memoria diverse decine: erano stati tutti cancellati a luglio quando ormai la voce dell'indagine in corso era circolata e don Marco aveva già ricevuto un avviso di garanzia.

Immagini raffiguranti bimbi e adolescenti seminudi e in atteggiamenti inequivocabili con adulti che a quanto pare sarebbero state scaricate da internet per motivi non ancora chiariti.

È proprio questo il punto dell'indagine che mette più in imbarazzo il sacerdote, che a 38 anni era già avviato verso una rapida carriera. Non solo la denuncia dei familiari di un 17enne, all'epoca dei fatti non ancora quattordicenne, che avrebbe confidato a uno psicologo di aver subito atti sessuali da don Marco, all'epoca suo insegnante di religione. Ma quei file, che sembrano confermare se non altro una curiosità morbosa sul tema. Il pc sequestrato al vicerettore ora si trova ancora sotto sequestro in attesa di essere sottoposto ad altri accertamenti delle parti. Don Marco, infatti, dovrà provare nel caso quando e perché ha scaricato quelle immagini, foto e filmati, poi cancellate, o chi lo ha fatto al suo posto considerato che il computer era nella sua disponibilità.

A far scattare l'arresto del sacerdote sono stati gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Brescia in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal gip Silvia Milesi su richiesta del pm Simone Marcon. Il provvedimento è stato notificato a don Marco martedì mattina nel suo alloggio presso il seminario vescovile.

Il giorno dopo, appena concluso l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Canton Mombello, lo stesso gip ha previsto per il sacerdote il trasferimento agli arresti domiciliari, fuori dal seminario. Abbottonatissimo il suo legale, l'avvocato Luigi Frattini, che già in passato ha difeso altri sacerdoti bresciani finiti sotto inchiesta per pedofilia e poi assolti. È probabile un
suo appello al tribunale del riesame per ottenere pure la revoca dei domiciliari. Il vescovo in una lettera inviata ieri ai parroci, intanto, ha scritto: «Nutro speranza che l'inchiesta si risolverà con una bolla di sapone».





La lettera. Il vescovo di Brescia scrive a tutti i sacerdoti della diocesi: «I pesi si portano insieme»

Monari: <<Una ferita che rimarrà a lungo>>



Image Una lettera a tutti i sacerdoti della diocesi. Così, il vescovo di Brescia, reagisce all'arresto di don Baresi. «L'arresto di un vicerettore del Seminario è una ferita profonda e dolorosa per la Chiesa bresciana» scrive monsignor Monari. «Nutro profonda speranza che l'accusa si risolverà in una bolla di sapone; ho ascoltato tanti che hanno conosciuto don Marco, che sono vissuti insieme a lui per anni e il giudizio è concorde: non uno che abbia avanzato dubbi o riserve. Ma la ferita non si rimarginerà presto. Noi viviamo anche dell'immagine che gli altri hanno di noi e la notizia, sparata dai giornali come una bomba, ha segnato la nostra Chiesa. Anche se in futuro l'innocenza venisse riconosciuta, l'offesa rimarrebbe, impietosa».

Il vescovo si interroga poi sul “senso” di questa prova.

«Che cosa può significare per noi, Chiesa bresciana, questa esperienza di sofferenza? La prima cosa che mi sembra di cogliere è un invito fortissimo all'umiltà. Il secondo atteggiamento è quello della consapevolezza serena del bene che è in noi. Dobbiamo allora rimanere inerti? La risposta è: no. No per
un atteggiamento sano di difesa di noi stessi. Ma no anche per amore verso gli altri». Poi un accenno al rapporto con la sessualità. «In alcuni interventi appare la gioia maligna di poter cogliere in fallo chi si presenta come portatore di un messaggio esigente sulla sessualità. Quasi a dire: “Vedete la Chiesa? Condanna tutti i vizi e poi cade anch'essa nei vizi che condanna”.
Siamo radicalmente fuori da questo tipo di critica. Predichiamo che la sessualità va unita con l'amore». Infine il richiamo all'unità. «Si accusa un prete e si accusano, nello stesso tempo, tutti i preti. Naturalmente le responsabilità sono personali; ma i pesi si portano insieme. Né io vescovo posso tirarmi indietro né può farlo un qualsiasi prete del nostro presbiterio. A tutti, però, chiediamo proprio per questo di essere leali».
 

Per i due reati contestati previste pene fino a 13 anni

Le accuse

Don Marco è accusato di detenzione di materiale pedopornografico e violenza
sessuale. In base all'articolo 600 quater del codice penale chiunque consapevolmente si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento penale dei minori degli anni 18 è punito con la reclusione fino a 3 anni o con la multa non inferiore a 1.549 euro.

L'articolo 609 quater invece punisce chi compie atti sessuali con un minore di anni 14 alla pena prevista per la violenza sessuale, ossia dai 5 ai 10 anni.




[*] »  Leggo, provo a capire, conto fino a tre, ma ...... »
  





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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
DOVE SONO GLI SHERLOCK HOLMES DEL GIORNALISMO ITALIANO?


Sul sito   Link Bambini Coraggiosi ho trovato qualche notizia sul predecessore di don Marco Baresi, anch'egli accusato di pedofilia nel 2002. Oggi, l'unico articolo uscito sull'indagine a carico di don Baresi è di EPOLIS, così come ieri e due giorni fa. In pratica, dopo le prime agenzie, nessuno ha più voluto parlare del caso. Il quotidiano Qui Brescia ha dedicato articoli più che altro alle testimonianze di stima da parte della Curia, e di condanna da parte dei Docenti Cattolici, ma non si è addentrato nel merito dell'indagine. Mi domando come mai, per altri casi di pedofilia, decine, forse centinaia di giornalisti, si siano addirittura fermati sul posto, abbiano fatto di tutto per entrare in possesso di  documenti secretati, pur di pubblicare ogni giorno qualcosa, pur di offrire una copertura a 360 gradi della “notizia”. A Brescia, questo non accade. Così come non accade a Vallo della Lucania, dove si è appena concluso l’incidente probatorio di 36 bambini per presunti abusi subiti all’asilo. Indagate sette persone, tra cui Suor Soledad. Ma come? Per il caso di Rignano Flaminio si è dato conto anche dei “sospiri” dei genitori e delle “malinconie” degli indagati, e di Vallo della Lucania non parla nessuno? A nessun giornalista interessa la sorte di una suora e di 36 bambini? A nessun giornalista interessa sapere come mai il vicerettore di un seminario aveva nel suo computer file pedopornografici che ha anche tentato di cancellare?  Nessun giornalista ha dato un’occhiata a cosa dicono i siti dei cattolici? Allora vi informo che sono tutti sconvolti. Sconvolti perché don Marco non è stato sospeso a luglio, sconvolti perché ricopriva un ruolo che lo teneva a contatto con i bambini, sconvolti per le continue dichiarazioni di stima per l’indagato e per l’assenza di pietà per la presunta vittima da parte della Curia, sconvolti perché "chi copre il male invece di estirparlo, non fa altro che distruggere quanto di buono moltissimi uomini di chiesa fanno ogni giorno".(citazione da un forum cattolico)

Dal sito bambinicoraggiosi:

Scandalo Seminario Brescia.Il predecessore di Don Marco Baresi

Ecco tutto quello che abbiamo trovato sul predecessore di Don Baresi, don Luigi Facchi indagato per pedofilia nel 2002. Sono stralci di tre articoli apparsi sul Corriere della Sera nel  giugno 2002.  Non è molto, ma chi è interessato può acquistare gli articoli interi sul sito del Corriere Archivi a 5 euro cadauno.
(30 giugno, 2002) - Corriere della Sera

Il sacerdote, ex vicerettore al seminario, è stato allontanato dal paese per decisione del pm.

 Pedofilia, parroco sotto inchiesta

Incredulità a Ome, nel Bresciano, per le accuse contro don Luigi

BRESCIA - A Ome, in Franciacorta, dove era parroco da quasi tre anni, nessuno crede alle accuse di pedofilia a carico di don Luigi Facchi, già vicerettore al seminario di Brescia, sottoposto dal giudice a «dimora obbligata» in un altro comune tenuto rigorosamente nascosto. E in effetti la denuncia contro di lui si riferirebbe a un episodio avvenuto a Gottolengo, altro paese bresciano dove il sacerdote anni fa ha fatto il curato. Come mai solo adesso è partita la denuncia - vittima sarebbe un ragazzo...
Pedofilia, prete indagato nel Bresciano

Il religioso è stato interrogato e trasferito in un altro comune

DAL NOSTRO INVIATO BRESCIA - Per 5 anni era stato il vicerettore del seminario di Brescia poi, settembre ' 99, la curia di Brescia gli ha affidato la parrocchia di Ome. Giovedì mattina, molto presto, i carabinieri hanno suonato in canonica. Da allora don Luigi Facchi, 42 anni, in paese non s' è più visto. Indagato per pedofilia, dopo un primo interrogatorio gli è stato notificato l' obbligo di dimora in un altro comune. Una misura cautelativa disposta dal pm in attesa di completare gli accertamenti. I fatti risalirebbero agli anni in cui il religioso era il curato di Gottolengo. Ma la denuncia sarebbe scattata solo pochi mesi fa.
«Pedofilia? Assurdo, don Luigi è bravissimo»

A Ome, nel Bresciano, i parrocchiani difendono il sacerdote indagato e allontanato dal paese Il telefono del prete era sotto controllo. Ascoltati una donna e il gestore del cinema dell' oratorio

DAL NOSTRO INVIATO BRESCIA - Un grande striscione sulla palazzina che costeggia il campo sportivo di Ome: «Festa dell' oratorio - Un cuore per amare, due mani per donare». La festa, in realtà, risale alla scorsa settimana ma nessuno, fino a ieri sera, ha rimosso l' insegna e i lunghi festoni colorati. I ragazzini giocano, nella chiesa accanto si riunisce la piccola folla della messa serale. Un sabato come tutti gli altri con il suono delle campane che corre per la valle. Ma a dire la messa questa volta Don Luigi non ci sarà.
  



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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
Che dire ... se non rimarcare il COPIONE della difesa ad oltranza e della incredulità dei parrocchiani.

E' IMPOSSIBILE, questo è il COPIONE posto sempre avanti e difeso fino alla fine.

Lo è stato allora; (ci si riferisce al caso di don Luigi Facchi, predecessore di don Marco Baresi – caso che ha dato “stura” a questa ricerca, evidenzazione  e riflessione)
- lo è stato SEMPRE in tutti i casi di pedofilia denunciati;
- lo è stato - ed è in questo periodo -  per Brescia, Rignano, Vallo della Lucania;
- lo sarà per tutti quei casi che, nel futuro (purtroppo), ancora accadranno,

e lo sarà perché NON si vuole seriamente e concretamente guardare in faccia alla realtà. Ci si ostina a voler sempre e comunque negare il MARCIO che esiste, ed esiste ovunque, anche laddove proprio non dovrebbe non dico esistere, ma nemmeno passarci accanto.

E parlo delle scuole, degli ASILI: vi rendete conto?, gli ASILI ... la culla dei nostri figli e nipoti. "Culla" che dovrebbe essere formativa e di serenità ed invece ....;
E delle Chiese: Oratori et similia. Anch'essi culla d'accoglienza e di crescita spirituale e morale dei nostri ragazzi ed anche qui ......

Ciò che poi addolora ed INDIGNA è che quanto più inaspettabile ed inaccettabile è il luogo dove queste cose avvengono, tanto più si scatenano intere comunità ben aizzate dai NEGAZIONISTI che subito partono in quarta, lancia in resta, a dare addosso alle vittime ed al parentado tutto.

Ed ecco allora:

- raccolta firme,
- messe a non finire,
- processioni e fiaccolate,
- dichiarazioni di stima a iosa e fiumi di parole (sempre e solo per gli accusati, ovviamente. Per gli altri, solo il "fastidio" per l'aver parlato e, ove possibile, illazioni e croce addosso),
- sindaci che corrono a portare la loro testimonianza di solidarietà (non fraintendete, non alle vittime  presunte o meno che siano - agli accusati, ai carnefici, alle bestie - presunte o meno che siano),
- assessori ed addetti alla pubblica istruzione ed al personale che si sperticano in un "nullismo" assoluto e stendono tappeti rossi, sempre agli accusati, si intende: ... “devono semplicemente dirci dove vogliono TORNARE a lavorare” (Gaffurini & Co. Brescia).
- sindacati persino (sempre Brescia, ovviamente). Gente che vive grazie anche al tesseramento di quei poveri fessi di genitori che ancora ci credono e ci si iscrivono. E che fanno queste menti sopraffine? ... partono, lancia in resta anch'essi, a difesa dei "lavoratori", e chiedono che le LORO spese legali siano a carico del comune, indi della comunità, indi - beffa e schiaffo estremo - anche degli stessi abusati - ancora a tutt'oggi tali sono e tali restano (presunti, ovviamente, solo per gli altri però ... non per noi)

E poi si ha anche la faccia di ... diciamo “bronzo”, di far finta di meravigliarsi dei casi di condanne di recidivi, Gente già acclarata “pedofila” e che, come se nulla fosse, la si ritrova ancora nell'ambito scolastico o parrocchiale (si opta per il cambio sede ... panacea di tutti i mali, sembra!) sempre e comunque a contatto con le loro possibili vittime che poi, immancabilmente, tali diventano con la ripresa del giro di “incredulità” etc.
Eh sì, Brescia docet anche in questo (purtroppo). Non per niente, tempo fa, fu eletta dai media a "portabandiera".
Che dire: nihil sub sole novum! Sic transit mundi.

Ed allora,





COLLEGATA:

Per "rinfrescare" la memoria e/o per prendere visione, magari per la prima volta, di un dato di fatto, consiglio una visitina all'area nella quale si sono raccolti, e si continueranno a raccogliere, filmati e trasmissioni dedicate a questo che "E' UN PROBLEMA ESISTENTE e non una invenzione".
  





Image Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
Giovedì 6 Dicembre 2007

Adelaide Pierucci de “Il Brescia” ha scritto: 
L'inchiesta. Trovato nel computer del sacerdote il materiale cancellato

Nel pc di don Marco 600 file
recuperate le foto pedofile

 
Il legale,intanto, punta alla carta del Riesame contro la misura dei domiciliari



Non è servita l'accortezza di cancellare tempestivamente tutti i file a fondo pornografico e pedopornografico. Un consulente incaricato dalla Procura di Brescia di scovare materiale sospetto nel computer di don Marco Baresi, il vicerettore del seminario vescovile Maria Immacolata arrestato due settimane fa per presunti abusi sessuali ai danni di un 14enne, ne ha individuati quasi seicento, e molti dei quali li ha pure recuperati.

È questo il punto cruciale dell'inchiesta che ha fatto scattare la seconda contestazione per il sacerdote nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Milesi su richiesta del pm Marcon ed eseguita dalla Mobile il 27 novembre: la detenzione di materiale pedopornografico, che si è andata a sommare a quella di violenza sessuale aggravata e continuata.

Don Marco Baresi, che in questa brutta avventura ha sempre ricevuta massima solidarietà dalla Curia, dai suoi allievi e dagli ex parrocchiani di San Zeno, continua a respingere ogni contestazione. Il suo avvocato, Fabio Frattini, tra i più stimati in città, ora punta alla carta del Riesame per ottenere la revoca dagli arresti domiciliari, disposti all'indomani dell'arresto subito dopo l'interrogatorio di garanzia nel carcere Canton Mombello. Con il trasferimento
del sacerdote, 38 anni e originario di Chiari, nell'abitazione di familiari a quanto pare sarebbe caduto il presupposto dell'inquinamento delle prove.
Sul punto, però, il difensore del sacerdote non ha voluto fornire chiarimenti:
«A tutela dei miei clienti evito qualsiasi contatto con la stampa».


Qualche giorno dopo l'arresto di don Marco il vescovo Luciano Monari ha scritto una lettera a tutti i sacerdoti della Diocesi:

«L'arresto di un vicerettore del Seminario è una ferita profonda e dolorosa per la Chiesa bresciana. Nutro profonda speranza che l'accusa si risolverà in una bolla di sapone; ho ascoltato tanti che hanno conosciuto don Marco, che sono vissuti insieme a lui per anni e il giudizio è concorde: non uno che abbia avanzato dubbi o riserve. Ma la ferita non si rimarginerà presto. Noi viviamo anche dell'immagine che gli altri hanno di noi e la notizia, sparata dai giornali come una bomba, ha segnato la nostra Chiesa».

  





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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
giovedì 06 dicembre 2007 lettere pag. 53

Don Gigi Guerini, su Brescia Oggi, ha scritto: 
Caro direttore, come abbonato al suo giornale mi rivolgo a lei per avere alcune chiarificazioni circa la notizia e lo sviluppo di essa sulla vicenda dell'arresto di don Marco Baresi. Anzitutto il suo giornale, come alcuni altri, ha trattato la notizia da «Sbatti il mostro in prima pagina» - lo ricorda anche lei quel film, no?- , non solo, ma con due pagine interne sulla vicenda. Mi colpisce il fatto che a parte il comunicato stampa della Diocesi, nessun giornalista della sua equipe sia andato ad intervistare qualcuno delle centinaia di giovani amici di don Marco, sul bene che lui ha fatto in questi anni a servizio di Dio e degli altri…di questo BENE neppure l'ombra!!! Ci si è limitati ad alcune interviste (sic!) ad alcuni politici. Eppure don Marco si è donato fino in fondo ai ragazzi e ai giovani in iniziative di formazione e di svago, ha fatto incontrare a tanti il senso della vita, il senso del donarsi. Le sue ferie le trascorreva con i giovani al servizio dei meno fortunati in una struttura di Roma per aiutare i giovani ad assaporare la voglia di vivere e di servire i più poveri. Ho visto e sentito tanti in questi giorni piangere e soffrire per questa situazione, io stesso e tanti altri sacerdoti ed amici siamo stati colpiti non solo dalla notizia, ma soprattutto del come è stata sviluppata e dal modo sarcastico con cui si trattano i nostri sacerdoti e la Chiesa. C'è una storia molto bella raccontata da S. Filippo Neri, santo ben conosciuto di Roma. Egli stesso racconta che una signora si confessava spesso dicendo che parlava male delle sue amiche. E una, e due, e tre volte, finché il saggio santo diede una penitenza alla signora: "Vada ad uccidere una gallina e ne sparga le penne per le vie circostanti"…Dopo alcuni giorni, la signora si presentò di nuovo al confessionale e questa volta il Santo si rivolse alla signora dicendo: "Ora vada a raccogliere tutte quelle penne…"
Non so come andranno le cose ma se per caso don Marco fosse innocente ed ingiustamente accusato, lei e tutti gli altri giornalisti (compresi quelli della Rai, come vi comportereste? Andando a raccogliere tutte quelle penne (accuse) sparse? Come sempre forse con un laconico comunicato, senza voltarsi indietro a riparare il male fatto! Mi sento in questo momento solidale con don Marco e con tutti i sacerdoti della Diocesi che lavorano assiduamente per il bene dei fratelli.
Vedo che non vi muovete poi tanto andando a vedere che cosa vive un prete, forse ve ne accorgete in alcuni casi un po' eclatanti e allora magari, sull'onda dell'emozione si scrive qualche riga in più.
Io stesso ho provato ad essere lontano servendo i poveri per 10 anni, in un luogo sperduto dell'Amazzonia Brasiliana dove governava la legge del Far West, anch'io ho subito un processo, ingiustamente accusato dai politici locali, perché quando si difendono i poveri si rischia la vita. So cosa vuol dire non dormire di notte e dover star attento a muoversi di giorno evitando di viaggiare da solo e facendomi il più possibile accompagnare. E tutto questo non per farsi vedere, ma per un dovere di servizio al Regno di Dio fino in fondo. E non c'erano giornalisti a descrivere che cosa si stava vivendo e rischiando! Grazie a Dio la vicenda si è risolta a mio favore quando già ero rientrato definitivamente. Come ben sapete, quando tutti se ne vanno per difficoltà gravi, noi rimaniamo. Sono amareggiato per il come è stato trattato l'argomento e per come voi giornalisti andate a caccia di notizie come pantere che vogliono divorare tutto senza il minimo rispetto delle persone. Vi chiedo di mettere in atto un po' di più il rispetto, soprattutto cercare la verità con più professionalità e non il modo di vendere le notizie.
Esprimo al carissimo amico don Marco la mia solidarietà e vicinanza con la certezza che l'Amico non abbandona mai e che la Verità sia appurata il più presto possibile.

Don Gigi Guerini
Ps Credo che questa lettera non verrà pubblicata


Maurizio Cattaneo, Brescia Oggi, ha scritto: 
Caro don Gigi,
mi scusi ma in questo caso lei mi sembra un abbonato un po' ... distratto. Ci chiede infatti perché non siamo andati a cercare testimonianze sul sacerdote inquisito? Ma noi l'abbiamo fatto, sia in seminario che nel suo paese natale che nell'istituto religioso in cui insegna alle medie, dando ampio spazio proprio a chi lo conosceva e dunque poteva portare testimonianza positiva sulla persona. Così come abbiamo sentito il dovere di dar voce a tutti trattando la notizia in modo completo e rigoroso. Mi spiace don Gigi, ma non sono d'accordo nel pensare che mettendo la sordina o nascondendo le notizie si faccia un favore alla Chiesa ed alla comunità bresciana. Lo stesso vescovo è intervenuto subito con decisione, attraverso un messaggio che non lascia spazio a fraintendimenti. Io credo che l'informazione seria, che vuol tentare di fare la propria parte nella crescita di un territorio, debba necessariamente affrontare tutti gli argomenti, anche quelli più delicati. Certo, in modo sempre rigoroso e non scandalistico, ma senza censure. Questo è ciò che penso ma comprendo la sua posizione e se in questo caso si è sentito offeso me ne dolgo. Ma chiedo a lei, missionario così impegnato in Paesi dove troppo spesso i problemi dei più umili nascono proprio dalla mancanza di una informazione corretta, se le mie argomentazioni non abbiano anch'esse valore.
Augurandomi che le accuse si smontino come un castello di sabbia la saluto. Pubblicando la sua lettera (ma come poteva pensare il contrario?) e anzi ringraziandola per le critiche. E' il dibattito, il civile confronto che ci fa migliorare. Nei giornali dove c'è la paura (che si trasforma nella peggior cosa per chi fa il nostro mestiere: l'autocensura) c'è il deserto delle menti.

  





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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
Martedì, 18 Dicembre 2007

Adelaide Pierucci su Il Brescia ha scritto: 
Don Marco, domani la sentenza del riesame



Si dovrebbe sapere domani se don Marco Baresi, il vicerettore del seminario vescovile arrestato il mese scorso per pedofilia, potrà tornare libero o dovrà restare agli arresti domiciliari in casa dei familiari.

Il Tribunale del Riesame, infatti, dovrebbe pronunciarsi entro domani sul ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Frattini. Secondo il difensore, infatti, non ci sarebbero gli estremi per la custodia cautelare.

Per don Marco le manette erano scattate il 27 Novembre su richiesta del pm Simone Marcon, convalidato dal gip Silvia Milesi, che gli contestava il reato di violenza sessuale su un minore di anni 14 (su denuncia dei genitori) e di detenzione di materiale pedopornografico. In un suo pc un consulente incaricato dalla procura avrebbe trovato circa 600 file con materiale compromettente. File che sono stati ricostruiti durante l’indagine dal momento che erano stati appena cancellati.



  





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Messaggio Re: Scandali ecclesiastici- Ora:... su caso Don Marco, Bresc 
 
Giovedì, 20 Dicembre 2007

Pedofilia. Il tribunale si è pronunciato: il vicerettore del seminario non può tornare libero

Don Marco resta ai domiciliari
il Riesame nega la scarcerazione


Permarrebbero i presupposti alla base della custodia cautelare.
Il disagio in Curia