 | INCARTAMENTO su caso di: Monsignor Tommaso Stenico |  |
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wildgreta
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 INCARTAMENTO su caso di: Monsignor Tommaso Stenico
Citazione: NOTA di servizio:
ARGOMENTO estrapolato dal nuovo Forum che si è reso necessario per "archiviazione" corretta di quanto, purtroppo, ruota anche intorno ed all'interno della nostra Chiesa.
Il forum è stato intitolato "Scandali Ecclesiastici". In esso andranno tutte le singole news mentre, quando una di esse diventa un possibile "incartamento" a se stante, sarà dallo stesso estratto - magari anche in un secondo tempo come per questo argomento e quello di mons. Stenico - e se ne farà, appunto, argomento specificatamente etichettato.
In tal caso, chiaramente, il puntatore di "conteggio" dell'argomento specifico viene azzerato e si riparte da zero ma ... a noi interessa unicamente averne documentazione "raccolta" e non dispersa per cui ... poco importa.
Grazie per l'attenzione e, al solito, speriamo che anche questa iniziativa raccolga la vostra approvazione.
MORALIZZATORI DEGLI ALTRI
Credevo che per qualche giorno queste pagine sarebbero rimaste vuote, una pausa per la chiesa degli scandali sarebbe stata salutare. Invece bisogna parlare di Monsignor Tommaso Stenico e del suo incontro con una ragazzo ripreso di nascosto dal programma Exit su La 7. L'idea che questo colto "moralizzatore degli altri" frequenti le chat gay, abbia tendenze sadomaso, e rinneghi in un incontro privato con un ragazzo tutti i principi cattolici, grazie ai quali ha fatto anche una fantastica carriera, è di una gravità imbarazzante. Sentivo monsignor Stenico discettare di temi eticamente sensibili: divorzio, aborto, eutanasia, testamento biologico, diagnosi pre-impianto, cellule staminali, dai microfoni di una radio laica. Aveva opinioni su tutto e tutti: il matrimonio, le unioni di fatto, i pacs, l'aborto, la politica.Curava rubriche catechistiche su ‘Telepace” (fino a qualche tempo fa celebrava via etere la messa mattutina), gestiva un sito internet intestato a suo nome (oggi improvvisamente ’spento’), parlava ai suoi fedeli attraverso un blog, è stato autore di diversi libri divulgativi, e non è mai mancato alle cerimonie importanti. Vicino di casa dell’allora card. Joseph Ratzinger, fu il primo a salutarlo, nell’androne del palazzo, quando il porporato divenne pontefice. Ora è stato sospeso da tutti gli incarichi, ma rischia il licenziamento definitivo non perchè sia gay (almeno così dice il Vaticano) ma perchè nel colloquio registrato ha rinnegato i principi fondamentali del Cattolicesimo.60enne, era il capoufficio della Congregazione per il Clero, che gestisce i sacerdoti presenti in tutte le diocesi del mondo e la formazione religiosa di seminaristi e catechisti. (400.000 persone)
Raggiunto dalla bufera, il Monsignore dichiara di non essere omosessuale e chiarisce l’accaduto: si è finto gay per redimere una pecorella smarrita e soprattutto per dare il suo contributo contro la campagna montante sull’omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.
Barile, direttore di Petrus (sito cattolico che ha rivelato il nome del Monsignore) dedica un editoriale all'evento in cui dichiara: "non è nostra intenzione insediare tribunali mediatici ed emettere sentenze", "e' oltremodo scandaloso, vergognoso, ignobile, blasfemo, demoniaco che un sacerdote tenti di consumare un rapporto sessuale - lui che ha fatto voto di castita' - non solo tra le pareti che lo hanno chiamato a santificarsi per il bene della Chiesa, ma addirittura nel luogo simbolo della Cristianita', il Vaticano, laddove Pietro e' andato incontro al martirio e da dove continua a parlarci ogni giorno per bocca dei suoi sommi successori".
E' stato riconosciuto l'ufficio di cui solo lui aveva le chiavi, ecco cosa ha "incastrato" il Monsignore. Fa sorridere il pensiero che dopo tanto studio, 42 pubblicazioni e una carriera fantastica, Monsignor Stenico possa essere ricordato per la "massima" con cui, nel suo ufficio, ha congedato il ragazzo della chat: "Quanto sei bbono!"
La trasmissione dello scandalo
Il Messaggero ROMA (13 ottobre) -
Non è stata un'intervista quanto una candid camera a raccogliere le frasi e le dichiarazioni sull'omosessualità di mons. Tommaso Stenico, il presule di Curia sospeso dal Vaticano, dopo essere stato riconosciuto nella trasmissione «Exit» di La 7.
Rivedendo il video, trasmesso alcune settimane fa, si coglie la presenza, in uno studio con un divano bianco e una poltrona, di due persone: uno è un ragazzo e l'altro è il presule identificato in Stenico. I due parlano della famiglia, e il sacerdote spiega che il matrimonio tra omosessuali non può avere l'approvazione morale. «E riguardo al sadomaso, invece?», chiede il ragazzo che appare semisdraiato sul divano. «Il sadomaso è una scelta dentro, il fondo psicologico di una personalita», risponde il suo interlocutore.
La conversazione è interrotta da una telefonata, che il presule conclude rapidamente con un «sono occupato». La macchina da presa si sposta più volte: l'inquadratura cambia angolazione. Quando riattacca la cornetta, mons.Stenico si siede accanto al suo ospite dicendogli: «Sei molto carino». «Grazie», risponde l'altro. «Sei troppo carino», «grazie , grazie, comunque con me stai per commettere peccato agli occhi di Dio», avverte il ragazzo. «Io non lo sento come un peccato», è la risposta. «Ma allora non ha senso che tu sei un prete, perché non stai alle regole della Chiesa», incalza l'altro. «Qui finisce la nostra storia», afferma a questo punto perentorio mons. Stenico. Perché? «Perchè ti sento molto prevenuto», afferma il presule, che prosegue «non facciamo niente perché vedo che hai tante preclusioni». «Sono solo dubbi», cerca di difendersi il ragazzo. «È meglio che non facciamo niente perché alle 7 devo essere fuori di qui, adesso ti metto in ascensore. Se qualcuno ti ferma non dici niente a nessuno. Ok? Se vuoi mi chiami tu o mi mandi un messaggio. Quanto sei bbono», termina il presule. Le immagini sono sfocate e le voci talmente alterate che il dialogo può essere seguito solo leggendo le scritte in sovrapposizione.
Le scuse
Mons. T.S. ha fatto sapere di essersi discolpato in una lettera ai suoi superiori. Il prelato sostiene di aver accettato l'incontro con uno sconosciuto per contribuire a smascherare eventuali sacerdoti infedeli, essendo preoccupato dalla montante campagna di stampa contro la Chiesa. L'esistenza di tale lettera, tuttavia, non e' stata confermata dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ne' la tesi difensiva sembra aver convinto i responsabili della Congregazione del Clero, che hanno confermato oggi la decisione presa una settimana fa di sospendere T.S. dall'incarico vaticano ricoperto.
Napoli gay blog
Monsignore, ma non troppo
vaticano, attualità13 Ottobre 2007| trackback
Nella teleinchiesta condotta da Exit su La7 era uno dei tre preti che incontrava un ragazzo gay tramite chat. Era quello che ospitava il suo adescatore direttamente in Vaticano e che dichiarava candidamente di non sentirsi in peccato.
I vertici ecclesiastici hanno analizzato il filmato attentamente e riconosciuto i corridoi, l’ascensore e la stanza del filmato e individuato il peccatore. Prudentemente, nel comunicare la cosa, la sala stampa vaticana ha nicchiato sul nome del Monsignore. Non potendo smentire l’accaduto in Vaticano hanno fatto sapere che occorreva la severità del caso.
Ci ha pensato Petrus (il sito ufficiale del pontificato di Benedetto XVI) a fare il nome e pubblicare foto: Mons. Tommaso Stenico era un collaboratore del sito ed aveva un suo blog (curiosamente offline da qualche ora) su cui predicava:
E non posso non domandarmi altresì, perché si ricorra alla Chiesa a chiedere quello che si sa che la Chiesa non può concedere, salvo poi contestarla e criticarla per il doveroso diniego.
La Chiesa tradirebbe la sua missione e il suo ministero se, adeguandosi alla corrente mentalità degli uomini, stravolgesse quello che da Gesù Cristo ha ricevuto e nella sostanza deve mantenere immutato e immutabile nei secoli.
Sbaglia la Chiesa? No, amici! Sbaglia chi vorrebbe piegare la Chiesa a tradire Cristo e adeguarsi ai gusti e ai sapori della moda
Chi è Mons. Stenico? 60enne, era il capoufficio della Congregazione per il Clero, che gestisce i sacerdoti presenti in tutte le diocesi del mondo e alla formazione religiosa di seminaristi e catechisti.
Raggiunto dalla bufera, il Monsignore dichiara di non essere omosessuale e chiarisce l’accaduto: si è finto gay per redimere una pecorella smarrita e soprattutto per dare il suo contributo contro la campagna montante sull’omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.
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wildgreta
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 Re: Scandali ecclesiastici
Così è iniziata:
Così in "News dal Vaticano" (da poco presenti in vivicentro a completamento dell'informazione a 360°)
La Santa Sede sospende monsignor Stenico, dichiaratosi omosessuale
Il sacedote è stato ripreso in un filmato mentre adescava un ragazzo
LA SINDROME DI TOM PONZI
Secondo ciò che riportano i quotidiani su Monsignor Stenico, la sua tesi difensiva consisterebbe in una indagine personale sui preti omosessuali mal interpretata. Non vorrei che dopo essere stati "traditi" dal calcio, i 40 milioni di commissari tecnici italiani, si fossero gettati a capofitto in un'altra attività: gli investigatori privati. Infatti abbiamo gruppi di esperti che si esprimono sull'omicidio di Garlasco, altri che hanno sempre saputo la verità su Cogne, gruppi che conoscerebbero gli artefici dei complotti pedo-satanisti, comunità intere che, a distanza di due anni, si interrogano sulla vera natura di Paolo Onofri, scrittori che giurano di sapere tutta la verità su Don Gelmini e partiti che giurano "che il Don è un santo". I criminologi spuntano come funghi e, parlando in generale, suggeriscono la loro teoria sul caso specifico, mentre i giornalisti diventano improvvisamente degli "Sherlock Holmes del 2000" dando notizie sbagliate perchè non le leggono neanche più, le "avvertono nell'aria".E allora perchè stupirsi se Monsignor Stenico dice che la sua era un'indagine personale sui preti omosessuali? Stava semplicemente praticando lo sport nazionale. Uno sport faticoso e pieno di insidie, se anche lui come Don Gelmini afferma " di portare un po' di croce". Mi sembra, comunque, che Gesù avesse fatto la moltiplicazione dei pani e dei pesci, non delle croci.
Vaticano/ Monsignor Stenico si difende: ecco il memoriale consegnato al cardinale Hummes
Lunedí 15.10.2007 14:50
Un'intervista? "In questo momento no, perché credo ce ne siano in giro troppe". Come si sente in questi giorni? "Mi sembra una domanda ovvia: come chi sa di essere nel vero e di portare un po' di croce". E' quello che monsignor Tommaso Stenico, il prelato finito nel mirino della trasmissione Exit di La7, dichiara ad Affari dopo la puntata in cui il sacerdote veniva ritratto durante l'incontro con un ragazzo invitato nel suo ufficio spacciandosi – almeno queste le sue ragioni – per prete omosessuale. Ma il giovane era stato inviato dalla trasmissione condotta da Ilaria D'Amico.
Monsignor Stenico avrebbe scritto una memoria difensiva: si tratterebbe di una trentina di pagine in cui si spiegano i motivi che hanno spinto monsignore a ricevere il ragazzo. Il documento sarebbe stato recapitato al suo superiore, il cardinale francescano Claudio Hummes, che ha avviato un procedimento contro il suo capufficio presso la Congregazione per il Clero, l’organismo della Curia romana che si occupa dei sacerdoti. E il testo non mancherà di destare sorprese. Stenico, infatti, sostiene di essere intervenuto per svolgere un’inchiesta sui preti omosessuali, precisando di non essere gay; e che la sua operazione sarebbe stata nient’altro che una trappola allestita a scopo investigativo. Un giallo all’ombra del Cupolone, insomma, che sembra racchiudere segreti raccolti forse in confessionale. Fatto sta che in un primo momento il prelato aveva anche parlato di un complotto da parte di satanisti per attaccare il vaticano e un suo intervento per aiutare il Papa, Benedetto XVI. Argomenti sui quali si pronuncerà il cardinale Hummes, di recente chiamato alla guida del dicastero di cui il sacerdote fa ancora parte, pur essendo stato sospeso in via cautelativa.
Monsignor Stenico/ I blog cattolici non credono alla sua difesa
Lunedí 15.10.2007 14:11
" O quest'uomo è diventato matto e non sa cosa dire, quindi confeziona una storia alla disperata per mantenere la sua posizione in Curia o uno straccio comunque di rispettabilita', oppure è un furbone che non si scompone e che vuole vendere cara la pelle. In entrambi i casi la sua lettera è una cosa che non vorrei avere letto". Sul blog "paparatzinger", gestito da un'attivissima Raffaella, un'indignata Maria Teresa contesta l'autodifesa di mons. Tommaso Stenico. "La difesa di S. mi sembra essere l`espressione ultima (o forse penultima...) di chi, nel rifiuto dell`evidenza,si illude di potere ancora continuare a raggirare la gente, il castello che si era costruito era di sabbia ma forse, sentendosi al sicuro dietro i muri vaticani, S. ha creduto che il suo castello era fatto di pietre solide e inattaccabili, inespugnabili", le fa eco Luisa, che cita anche il marito: "con la sua logica di uomo di legge, o anche logica tout court, mi ha detto: se voleva infiltrarsi negli ambienti omosessuali, doveva informarne i suoi superiori e avere la loro autorizzazione".
"Le frasi della difesa di mons. Stenico - aggiunge Francesco - sono davvero aberranti e il marito di luisa ha detto tutto: diciamo che i preti in quanto a cercare di uscirne puliti da ogni situazione ci sanno fare, hanno esperienza e arte. Con calma e fermezza io direi a mons. Stenico di ritornare nella sua diocesi di appartenenza e prima gli consiglierei vivamente un periodo di qualche mese in una casa di esercizi spirituali o in un monastero". "In tutta questa penosissima e impensabile vicenda, anch'io - confida Eugenia - sono d'accordo con il marito di Luisa. Per quanto riguarda il resto, sono rimasta molto amareggiata per non dire di più non avrei mai pensato né lontanamente
Monsignor Stenico/ L'avvocato Taormina: riprese illecite, discolpa non credibile
Lunedí 15.10.2007 16:26
Le riprese effettuate nell'ufficio di mons. Tommaso Stenico alla Congregazione del Clero violano l'articolo 615 bis del codice penale a tutela della privacy e della dignità personale. Lo afferma l'avvocato Carlo Taormina in un'intervista al sito ''Petrus'', che per primo ha reso noto sabato l'identità del prelato sospeso dal Vaticano. "Il reato - spiega Taormina - è in concorso tra il giovane entrato nello studio di mons. Stenico e l'emittente. Tuttavia, solo una querela di parte di Stenico potrà far aprire un procedimento giudiziario".
Secondo Taormina, "questo comunque non giustifica la mancanza etica del sacerdote". Ed anche se "ovviamente, la sospensione cautelare decisa dai suoi superiori non è sinonimo di colpevolezza, affermare che si tratti di una ricerca senza aver previamente chiesto un'autorizzazione ai superiori risulta molto difficile da dimostrare a questo punto della situazione e davanti a quelle immagini".
Michele Nardi, giurista cattolico ma anche ispettore al Ministero della Giustizia ritiene anche lui che per Stenico si mette male: "il monsignore - sottolinea - avrebbe dovuto comunicare alle autorita' gerarchiche la sua intenzione di avviare una ricerca cosi' delicata sul tema dei preti omosessuali, proprio per non incorrere in alcun tipo di pericolo. Ora sarà davvero difficile - conclude - dimostrare che ha ospitato il ragazzo-esca di 'Exit' nel proprio ufficio in Vaticano solo per redigere un libro e non per avvalersi delle prestazioni sessuali contrattate in Internet".
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wildgreta
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 Re: Scandali ecclesiastici
[b]
IL MORALIZZATORE DEGLI ALTRI
ECCO UN ARTICOLO DI TOMMASO STENICO CONTRO LE COPPIE DI FATTO. A QUANDO QUELLO CONTRO I PRETI GAY CON TENDENZE SADOMASO?
“Tu vuoi fare della tua vita quello che vuoi? Padrone di farlo! Ma chiedere alla Chiesa che approvi e che benedica quello che tu decidi di fare contro la dottrina di Cristo che la Chiesa deve tutelare immutata e immutabile… beh, mi sembra troppo! Pertanto la Chiesa non può … ammodernarsi … seguendo le facili e volubili mode del tempo. Non può accettare la convivenza perché gli uomini convivono. Le unioni di fatto sono caratterizzate precisamente dal fatto che esse ignorano, rimandano o perfino rifiutano l’impegno coniugale. La Chiesa non le può né benedire, né approvare. E questo la gente lo sa. Quello che sconcerta è la condanna che si fa alla Chiesa quando, rispettando la dottrina del suo Signore, non concede quello che non può concedere per un adeguamento alla mentalità corrente delle persone e di certa cultura. E non posso non domandarmi altresì, perché si ricorra alla Chiesa a chiedere quello che si sa che la Chiesa non può concedere, salvo poi contestarla e criticarla per il doveroso diniego. La Chiesa tradirebbe la sua missione e il suo ministero se, adeguandosi alla corrente mentalità degli uomini, stravolgesse quello che da Gesù Cristo ha ricevuto e nella sostanza deve mantenere immutato e immutabile nei secoli. Sbaglia la Chiesa? No, amici! Sbaglia chi vorrebbe piegare la Chiesa a tradire Cristo e adeguarsi ai gusti e ai sapori della moda”.
14 ottobre 2007
CITTÀ DEL VATICANO - "Mi sono dichiarato gay per smascherare chi lo è realmente". Smentisce di essere omosessuale l'alto prelato della Congregazione per il Clero, sospeso dalla Santa Sede dagli incarichi ormai da una settimana per avere confessato in tv i propri orientamenti sessuali.
Monsignor Tommaso Stenico, questo il nome del sacerdote finito nella bufera per una confessione sotto forma anonima per la trasmissione "Exit" andata in onda su La 7, in una lunga lettera spiega di avere simulato la parte del prete gay e avrebbe fatto, in base alla sua definizione il "ladro tra ladri", per smascherare i veri omosessuali nel tentativo di "redimere le vittime" e, soprattutto, per dare il proprio contributo contro la campagna montante sull'omosessualità dei preti nella Chiesa cattolica.L'alto prelato in questione, nei confronti del quale oggi il direttore della Sala stampa vaticana padre Federico Lombardi ha confermato che si interverrà "con la decisione e la severità richiesta da un comportamento non compatibile con il servizio sacerdotale e con la Santa Sede", ha confidato di avere messo nero su bianco la sua difesa, condita di "racconti dettagliati" per controbattere alle accuse,da trasmettere ai diretti superiori della Congregazione del Clero. Nello specifico, l'alto prelato, nella lettera conferma "punto per punto" le accuse che gli sono state mosse e che lo hanno portato alla sospensione nell'attesa che l'inchiesta faccia luce sulle reali responsabilità, precisando di "non essere gay" e di avere simulato di esserlo per dare il suo aiuto alla Chiesa. "Sono sacerdote da 36 anni - si legge nel documento di difesa scritto da Stenico - da 25 anni lavoro nella Curia Romana, da oltre 30 sono psicologo e psicoterapeuta iscritto all'Albo degli psicologi del Lazio (...) Ho sempre voluto e preteso di occuparmi di tutto l'uomo: del suo spirito e della sua psiche". Secondo il piano che, a detta dell'alto prelato, sarebbe servito per smascherare l'omosessualità di "non pochi sacerdoti", Stenico ha deciso di farsi "ladro tra i ladri" entrando nel "doppio ruolo di prete e psicanalista. In questo modo ho scoperto che è così. Vi è proprio il piano diabolico di gruppi di satanisti che puntano i preti". "Per rendermi conto della verità" il monsignore ha ricevuto un "possibile informatore contattato nella rete". Il ricevimento delle persone, come dice, era dovuto al fatto che "per me era solo importante conoscere, non certo praticare. Il mio scopo era solo quello di investigare per conoscere ricorrendo alla tecnica strumentale e anche di stare al gioco per ottenere informazioni. Ovviamente non avrei mai immaginato di diventare io stesso un soggetto puntato per essere a mia volta strumentalizzato". "Sono persona che non ama lo scandalo, non lo crea, non lo cerca, semmai lo contiene e lo smorza. Come avrei potuto creare lo scandalo di cui mi si accusa?" aggiunge. "Amo il dicastero per il Clero, le sue attività, la cura pastorale per i preti. Il mio pensiero è apertamente conosciuto. Alla mia età non si può barare". Padre Lombardi ha mantenuto l'anonimato del prelato, ma a fare nome e cognome di monsignor Stenico ci ha pensato il cattolico Petrus, sito nato e legato al pontificato di Ratzinger, che pubblica anche la foto del sacerdote. Il presule era un collaboratore di Petrus e il direttore responsabile del sito, Gianluca Barile, afferma di averlo licenziato già da martedì scorso (9 ottobre).Il monsignore finito nella bufera, malgrado ricoprisse incarichi di capo ufficio della Congregazione del Clero e membro dell'organismo che cura l'accoglienza dei pellegrinaggi, non era certamente in ascesa: contro di lui giocavano l'esuberanza del carattere e una punta di esibizionismo che lo spingeva, ad esempio, a indossare un cappello a larghe tese al posto di quello da sacerdote o del semplice basco ormai prediletto da quasi tutti i preti. Il sacerdote abita in un edificio di proprietà della Santa Sede proprio di fronte alle Mura Leonine, dove da tre giorni la porta dell'appartamento è chiusa e il telefono squilla a vuoto. Presto dovrà lasciare anche l'immobile. Dopo la sospensione sembra infatti certo che in tempi brevi arriverà anche il licenziamento, che dovrà essere deciso dal tribunale Vaticano. Ma sulla sentenza ci sono pochi dubbi: con Benedetto XVI la linea è quella della "tolleranza zero" nei riguardi di tutti i sacerdoti che non rispettano il voto di castità, come hanno potuto sperimentare già diversi altri prelati allontanati dopo l'elezione di Ratzinger.Comunicato Arcigay - La sindrome di CraigCome Arcigay vorremmo ritirare la solidarietà precedentemente espressa nei confronti di Mons. Stenico, dopo le dichiarazioni emerse dalle agenzie di stampa in cui dichiara di non essere gay ma di averlo fatto solamente per 'redimere persone malate'Il monsignore è evidentemente affetto dalla sindrome del senatore americano Craig e i fatti si giudicano da soli.
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wildgreta
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 Re: Scandali ecclesiastici
MONS. STENICO E IL DEGRADO DEI COSTUMI NELLA CURIA
DOPO LE SUORE DI BISCEGLIE, LA CUI VICENDA CONTINUEREMO A SEGUIRE, TORNIAMO A MONS. STENICO CHE NON CESSA DI STUPIRE. SCUSATE LA RIMA, MA QUESTA STORIA E' SEMPRE PIU' INCREDIBILE. DOMANI AVREMO SICURAMENTE MAGGIORI PARTICOLARI, INTANTO C'E' UN'ANTICIPAZIONE. IL FIMATO SAREBBE STATO COMBINATO PER SMASCHERARE TUTTI I GAY CHE POPOLANO LA CHIESA PER LA MANCATA NOMINA A VESCOVO DI MONSIGNOR STENICO. ADESSO, PERO', CI SERVE LA CONFERMA DE LA7 PER CREDERCI. ARRIVERA'?
Quotidiano.net
Roma, 18 ottobre 2007. - Ci sarebbe una clamorosa svolta nelle indagini su monsignor Tommaso Stenico, l'alto funzionario della Curia vaticana che avrebbe adescato un gay su internet per un incontro a luce rosse. Lo rivela Panorama, in un articolo sul numero in edicola da domani, venerdì 19 ottobre. Il filmato trasmesso da La7 nel corso del programma Exit sarebbe falso.
Secondo le autorità vaticane, Stenico era d'accordo con gli autori di Exit e nella stanza c'era un terzo uomo che filmava l'incontro.
Il prelato, secondo quanto scrive il settimanale, puntava a far scoppiare in maniera clamorosa lo scandalo dei preti omosessuali in Vaticano, a causa della sua mancata promozione a vescovo. A questo scopo aveva già redatto un dettagliato dossier con un elenco di nomi e di circostanze che chiamerebbero in causa un certo numero di sacerdoti e alcuni vescovi (un'autentica schedatura che Stenico avrebbe realizzato nel corso degli anni approfittando del ruolo di capo ufficio della Congregazione per il clero e di psicologo presso il Centro di assistenza sanitaria (Fas) della Città del Vaticano. Per un certo periodo di tempo il monsignor aveva anche aperto uno studio per l'assistenza psicologica ai sacerdoti in difficoltà.
Panorama ha potuto leggere in esclusiva una memoria difensiva inviata da Stenico al cardinale Hummes. Lungi dal cercare giustificazioni, il monsignore attacca e denuncia con forza il progressivo degrado morale e dei costumi che, a suo dire, si è diffuso nella Curia vaticana.
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wildgreta
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 Re: Scandali ecclesiastici
Avvocato piacentino per monsignor Stenico:«Il prelato respinge decisamente ogni accusa»
LIBERTA' di sabato 24 novembre 2007 >
Piacenza
Un contestato filmato
Un avvocato piacentino assiste monsignor Tommaso Stenico nella battaglia per la difesa dei suoi diritti. Monsignor Stenico era salito alla ribalta delle cronache per un filmato televisivo che avrebbe descritto il suo presunto incontro con un gay. Monsignor Stenico si è sempre difeso dicendo di aver voluto solo raccogliere materiale per un'inchiesta. La notizia era stata ripresa su un settimanale dove si scriveva che secondo le autorità Vaticane monsignor Stenico sarebbe stato d'accordo con gli autori del programma televisivo e lo dimostrerebbero le qualità delle riprese. Quanto pubblicato la scorsa settimana dal settimanale è stato smentito sul numero di ieri dall'avvocato Michele Morenghi: «quale difensore di monsignor Tommaso Stenico, smentisco categoricamente gli eventi attribuiti al mio assistito perché destituiti da ogni fondamento».
(er.ma)
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steve
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 Re: INCARTAMENTO su caso di: Monsignor Tommaso Stenico
 = News con documentazione video > LEGGIMI: ti aiuterò a navigare meglio ed in velocità in Vivicentro.
Martedì, 18 Novembre : 2008 Tratto da Panorama.it: http://www.gaynews.it/view.php?ID=79818
IGNAZIO INGRAO
Vaticanogate per mons. Stenico
Comparve in tv in un filmato con un giovane gay. Il tribunale ha deciso che il video era contraffatto. Ora vuole soddisfazione. Altrimenti, dice, querelerà la curia.
A un anno dallo scandalo che ha fatto il giro del mondo, monsignor Tommaso Stenico chiede giustizia. L’ex capufficio della Congregazione per il clero ha perso lavoro e stipendio nell’ottobre 2007 dopo che Exit, talk-show condotto da Ilaria D’Amico sulla 7, aveva mandato in onda un filmato che lo ritraeva in compagnia di un giovane che si diceva gay conosciuto su internet.
Colpito dal clamore della vicenda, il Vaticano ha allontanato Stenico e cercato di mettere tutto a tacere. Ma oggi vengono fuori nuovi particolari su quell’incontro e Stenico chiede la riapertura del caso. Su richiesta dello stesso prelato, il Tribunale civile di Roma ha accertato che l’inviato di Exit non ha contattato il sacerdote su una chat a luci rosse, come era stato detto, bensì spedendogli una email al suo indirizzo privato. Nella lettera, l’inviato della trasmissione si presentava come un giovane che, alla vigilia del matrimonio, aveva scoperto la sua omosessualità e chiedeva un incontro al sacerdote (noto psicologo e psicoanalista) per avere un consiglio.
Il colloquio sarebbe avvenuto durante l’orario di lavoro, negli uffici della Congregazione per il clero. Stenico avrebbe ricevuto il giovane senza accorgersi di essere ripreso da una telecamera nascosta in una lattina posata sul tavolo. Il filmato, afferma ancora il Tribunale civile di Roma nel provvedimento d’urgenza, sarebbe stato poi opportunamente tagliato e montato, stravolgendo il significato del dialogo. La voce del monsignore è stata contraffatta, per renderla irriconoscibile, ma i sottotitoli non hanno riprodotto esattamente quello che il prelato diceva.
Sulla scorta di quanto accertato dal Tribunale civile, Stenico è deciso a dare battaglia. Per questo ha fatto ricorso alla Segnatura apostolica (la Cassazione vaticana). Il prelato sostiene di essere stato punito senza aver avuto un regolare processo canonico. Porta quindi le conclusioni del Tribunale civile di Roma come prova della sua buona fede e chiama in causa i superiori, che avrebbero diffuso alla stampa il suo nome quando era ancora protetto dall’anonimato.
Nelle scorse settimane, inoltre, Stenico ha depositato in Segnatura altri elementi che dimostrerebbero come lui sarebbe stato vittima di una macchinazione. Ci sarebbero alcuni giornalisti disposti a testimoniare a suo favore.
Ora la valutazione dei fatti spetta al nuovo prefetto del tribunale vaticano, lo statunitense Raymond Leo Burke, noto per la sua severità in campo morale. La decisione è attesa ai primi di dicembre.
Se non avrà soddisfazione dai giudici vaticani, Stenico sembra determinato ad andare avanti, chiamando i suoi superiori a rispondere in sede civile e penale di fronte allo Stato italiano.
Sarebbe la prima volta nella storia che un monsignore di curia querela per diffamazione un altro prelato. Nel frattempo l’offensiva giudiziaria del sacerdote prosegue su tutti i fronti: denunce e querele a carico di giornali e siti internet che hanno scritto su di lui. Stenico ha portato in tribunale anche un suo vecchio amico, Gianluca Barile, fondatore del sito di informazione vaticana Petrus, per aver diffuso la sua foto.
Chiuso nel suo appartamento (di proprietà del Vaticano), a due passi da San Pietro, il prelato ha smesso di farsi vedere nella parrocchia di Sant’Anna: celebra la messa privatamente e fa la spola tra Roma e Trento, sua città natale. Al suo fianco un avvocato romeno, Mara Vadan, laureata in diritto canonico. Occhi neri e capelli a caschetto, fisico mozzafiato, elegante e misteriosa dietro un grande paio di occhiali da sole, l’avvocato fa di tutto per trovare prove e riscontri a difesa del suo confessore. È stata proprio Mara Vadan a scrivere, su dettatura di Stenico, la memoria difensiva inviata ai vertici della curia romana. Ed è ancora lei oggi a contattare i testimoni a discarico.
Difficile dire se tanto impegno sarà sufficiente per restituire gli incarichi al prelato. Restano infatti ancora molti punti oscuri che i giudici dovranno chiarire. Per esempio: perché Stenico non ha fornito subito, pubblicamente, la reale versione della vicenda? E perché il Vaticano, che avrebbe avuto tutto l’interesse a sopire lo scandalo, non ha difeso Stenico e la sua buona fede? Ed è possibile che il prelato, abituato a frequentare gli studi televisivi, non si sia accorto di essere ripreso da una telecamera durante il colloquio con il giovane?
Domande per ora senza risposta. Il monsignore lascia intendere che potrebbe essere caduto in una trappola. Stenico sa molte cose sulla curia vaticana: per anni ha raccolto le confidenze di sacerdoti in difficoltà che si rivolgevano a lui per l’assistenza psicologica. Qualcuno può avere interesse a metterlo fuori gioco. Ma sono solo supposizioni. Se si rivelassero vere, lo scandalo a luci rosse assumerebbe l’aspetto di un pesante regolamento di conti in seno alla curia.
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