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Industriali contro la legge elettorale: bisogna cambiarla
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Messaggio Industriali contro la legge elettorale: bisogna cambiarla 
 
2007-10-06 14:11

Industriali contro la legge elettorale:
bisogna cambiarla


 
CAPRI - Industriali all'attacco della legge elettorale. "E' una porcata", tuona da Capri il presidente della Cir Carlo De Benedetti intervenendo al Convegno dei giovani imprenditori in cui ha rivolto alla platea degli industriali l'invito a rimboccarsi le maniche e a tirare fuori il coraggio per avviare le riforme. Secondo De Benedetti "andrebbe rafforzata la premiership, andrebbe cancellato il bicameralismo perfetto e andrebbe resa più chiara la distinzione di potere tra Stato regioni ed enti locali. Sono tutte cose su cui siamo tutti d'accordo in teoria ma poi, insieme, non troviamo la forza e forse il coraggio per farlo. E' un lavoro - ha concluso l'industriale - enorme, tutto da fare: mettiamoci ciascuno un pezzetto del proprio lavoro e talento".

MONTEZEMOLO, CON QUESTA MACCHINA NON SI VINCE
 Dopo De Benedetti, critiche alla legge elettorale arrivano anche dal leader degli industriali: "Qualunque sia il colore del governo, chiunque sia il pilota - ha affermato Montezemolo - con questa macchina l'Italia il mondiale non lo vince". Montezemolo però ha chiesto agli imprenditori di "fare più attenzione ai facili entusiasmi. Ho sentito applausi - ha aggiunto - quando è stato detto qui di votare subito: ma bisogna prima fare una legge che consenta agli elettori di scegliere gli eletti, di diminuire il numero dei partiti, di garantire la governabilità senza piegare le maggioranze ai ricatti delle ali estreme".

MELANDRI: CDL INIZI  A DIRE QUALCHE SI'
Anche nel mondo politico prosegue il dibattito. Il ministro delle Politiche giovanili, Giovanna Melandri è convinta che la legge elettorale vada modificata, riconsegnando ai cittadini il potere di scegliere i candidati e condivide l'appello lanciato ieri dal vice premier Massimo D'Alema all'opposizione: "L'opposizione inizi a dire qualche sì" . Melandri si dice d'accordo anche con il presidente del Senato sulla necessità di trovare un accordo col centrodestra sul terreno più ampio delle riforme istituzionali: "Un'intesa è fondamentale per chiudere questa lunga pagina di transizione del nostro Pese". Anche in questo caso l'auspicio è che l'opposizione, in particolare Berlusconi, sia disposta a un'intesa nell'interesse, non di una parte, ma del Paese. Dunque, spero - conclude il ministro - che l'appello di Marini venga ascoltato".

VELTRONI: MODELLI SPERIMENTABILI, NON TEDESCO
 "Ci sono sistemi elettorali europei che possono essere sperimentati e non mi riferisco al tedesco. Io spero in una legge che interpreti lo spirito referendario e che dia stabilità ai governi". Così il sindaco di Roma e candidato alla guida del Pd Walter Veltroni esprime la sua posizione sulla riforma della legge elettorale durante la manifestazione 'riformare la politica, davvero'. Veltroni ricorda di aver già detto che voterà si nel caso in cui si vada al referendum pur preferendo la via parlamentare alla riforma. "Spero in una legge - sostiene il candidato alla guida del Pd - che interpreti lo spirito referendario, che dia stabilità ad un governo e che sia frutto delle decisioni dei cittadini e non delle negoziazioni tra i partiti".

 "Io guardo dal punto di vista dell'entomologo e vedo che i corpi di queste alleanze sono malate a causa di una legge elettorale che è stata approvata non con un'opposizione adeguata. Il bipolarismo deve essere dettato da convergenze programmatiche con due schieramenti che abbiano al centro il programma". Walter Veltroni delinea, la sua riforma della politica e torna ad insistere sulla necessità di alleanze omogenee. "Per quanto mi riguarda - afferma il candidato alla guida del Pd - quando ci saranno le elezioni e qualunque sia la legge elettorale, il tempo delle alleanze in cui ci ritrovava per ragioni di necessità va reinterpretato in un modo diverso, in base cioé alla piattaforma programmatica". Per il Pd "o c'é una convergenza programmatica o si porterà avanti la sua vocazione maggioritaria e i sondaggi, che sono molto diversi da quelli che vengono sventolati, dicono che se il Pd porterà avanti questa linea, le intenzioni di voto sono al 37 per cento". Perché, è la convinzione di Veltroni, "se facciamo scelte coraggiose e chiare, gli italiani le apprezzano".

  





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