Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione Pagina 5 di 8
Vai a Precedente  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8  Successivo
Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
Autore Messaggio
Rispondi Citando  
Messaggio Re: Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo 
 



Sabato, 19 Aprile : 2008 Quotidiano.net

E Amanda "faccia d'angelo"
Image
assume l'avvocato di Jackson


Faccia a faccia in tribunale tra Sollecito e i parenti di Mez. Udienza per esaminare la perizia medico legale.
Uno dei consulenti: "Molte lacune nella rilevazione dell'ora della morte. Non è certo che abbia avuto un rapporto sessuale"


 
Come consulente della difesa di Amanda Knox, una dei tre sospettati per il delitto di Meredith Kercher, è in arrivo a Perugia dagli Stati Uniti un principe del foro, Joe Tacopina, che ha difeso Michael Jackson e, in diversi procedimente, il commissario di polizia di New York Bernard Kerik.

 A riferirlo è il britannico 'Times', ricordando come Tacopina si sia sforzato, in interviste al magazine Usa 'Newsweek' e al settimanale 'Panoramà, di contrastare l'immagine di ragazza dalla «faccia d'angelo e dagli occhi di ghiaccio» dall'esistenza tutta sesso e droga che ha avuto la Knox sui media britannici e italiani.

L'avvocato americano ha minimizzato il fatto che Amanda abbia cambiato diverse volte le sue dichiarazioni, si legge, mettendo in dubbio anche la validità dei risultati sulle tracce di Dna rinvenuti nell'appartamento sulla presunta arma del delitto. «Sono convinto che la ragazza sia innocente. È in carcere in un paese straniero per un reato che afferma di non aver commesso», ha detto Tacopina.

Secondo il quotidiano britannico, la strategia difensiva degli avvocati della ragazza di Seattle e del suo ex ragazzo, Raffaele Sollecito, sarebbe di scaricare la responsabilità sul terzo sospettato, Rudy Hermann Guede, di origini ivoriane, che vive a Perugia fin da bambino.

L'INCIDENTE PROBATORIO

Anche lo studente pugliese Raffaele Sollecito, dopo i parenti di Meredith,  è arrivato a Palazzo di Giustizia, a Perugia, dove questa mattina è in programma l'udienza davanti al gip Claudia Matteini per esaminare la perizia medico legale disposta dallo stesso giudice. Lo studente pugliese, recluso nel carcere di Terni, è arrivato a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria.

Ammanettato, una felpa bianca con un cappuccio e un paio di jeans, il ragazzo scortato dagli agenti ha fatto il suo ingresso in Tribunale al cui interno sono già presenti i famigliari di Meredith.
Poco prima, infatti, erano arrivati era stata la madre, Arline, la sorella Stephanie e il fratello Lyle, accompagnati dal console britannico a Firenze Moira Mc-Farlane. È probabile, che per la prima volta dal giorno dell'omicidio della ragazza, oggi i famigliari della vittima si troveranno faccia a faccia con Raffaele Sollecito, una delle tre persone, insieme ad Amanda Knox e Rudy Hermann Guede, accusate del delitto.

I CONSULENTI

"Abbiamo detto quel poco che potevamo", commenta il professor Giancarlo Umani Ronchi, uno dei consulenti nominati dal gip per l'incidente probatorio volto a chiarire l'ora, i tempi e le modalità che hanno portato alla morte della ragazza inglese.

Riguardo all'ora della morte, l'esperto ha detto: "Sono presenti molte lacune nella sua rilevazione. Il dato dell'alcolimetria -ha aggiunto l'esperto- è il risultato di una serie di situazioni di cui non vi si può dare certezza.

Il perito ha anche detto che "non si può dire se c'è stato o meno un rapporto sessuale perchè, in seguito all'autopsia non sono state rilevate tracce di sperma o di violenza fisica. C'è comunque una traccia del cromosoma Y che lascia ipotizzare un contatto fisico".

"Parlare di strangolamento è una parola troppo grossa - ha continuato il perito - Abbiamo scritto e ribadito che il soffocamento è stato determinato anche dall'emorragia provocata dalla ferita al collo. Per quanto riguarda lo strangolamento siamo molto più cauti: ci sono segnali, ferite riscontrate che vanno in questa direzione. Non ci sono delle certezze inconfutabili".
 
Una delle teorie, emersa una volta presentata la relazione, si basava sulla duplice azione del killer: prima il coltello che buca la gola e poi lo strangolamento con due mani.

Meredith,
Image
spunta il movente economico


Giallo suoi soldi prelevati prima del delitto. I familiari della studentessa inglese in Italia alla vigilia dell'incidente probatorio nel quale sarà esaminata la perizia medico-legale. Presente Sollecito

In primo piano l'ipotesi del movente economico nell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher. La madre e la sorella della studentessa inglese sono state sentite dal pm alla vigilia dell'incidente probatorio davanti al gip nel quale sara' esaminata la perizia medico-legale sulla morte della giovane. Udienza alla quale parteciperanno i congiunti di Mez e sembra anche Raffaele Sollecito, uno dei tre arrestati per il delitto.

Un appuntamento per il quale sono appositamente giunti a Perugia dalla Gran Bretagna la madre di Mez, Arline, e i suoi due fratelli, Lyle e Stephanie. Accompagnati dal loro legale, l'avvocato Francesco Maresca, e dal console britannico a Firenze, Moira Macfarlane.

Nel pomeriggio Arline e Stephanie Kercher sono state ascoltate come persone informate dei fatti dal pm Mignini che coordina l'indagine della squadra mobile perugina e dello Sco. Con loro il magistrato ha approfondito diversi aspetti della vita di Meredith. In particolare quelli economici.

Incontrando poi i giornalisti in un albergo perugino la madre della studentessa ha spiegato di avere saputo che la giovane aveva prelevato i soldi per pagare l'affitto, 200-250 euro, a ridosso del giorno dell'omicidio. La donna ha detto di non sapere che fine abbia fatto quel denaro e se sia stato rubato alla figlia. Ha ribadito di non avere idea di cosa sia successo nell'abitazione della figlia la sera dell'omicidio.
 
Per chiarirlo gli inquirenti stanno approfondendo un duplice movente, sessuale ed economico. Anche perche' dall'indagine della polizia e' emerso che la sera in cui venne uccisa, il primo novembre intorno alle 22, dal telefono cellulare della Kercher venne inviato un sms alla sua banca per verificare i movimenti sul conto corrente.

I periti medico-legali del gip Claudia Matteini hanno poi parlato di una ''attivita' sessuale'' recente rispetto al momento della morte senza pero' essere stati in grado di chiarire se fosse consenziente o meno.
Aspetti che accusa e difese cercheranno di chiarire nell'udienza in programma domani mattina. Un appuntamento al quale saranno presenti i familiari della Kercher che potrebbero trovarsi per la prima volta faccia a faccia con Sollecito. Il giovane pugliese e' stato arrestato perche' ritenuto responsabile dell'omicidio insieme ad Amanda Knox, coinquilina americana della vittima, e all'ivoriano Rudy Guede, anche loro in carcere (ma entrambi hanno rinunciato a partecipare all'incidente probatorio). Tutti si proclamano comunque estranei al delitto.

Incontrando i giornalisti a Perugia, i congiunti di Mez non sono voluti entrare nel merito dell'indagine, spiegando comunque di essere felici per i progressi fatti. ''Siamo pero' delusi - hanno sostenuto - per la frequenza con cui sono trapelate informazioni sensibili. In particolare siamo rattristati per le immagini recentemente trasmesse della scena del delitto''.

La madre e i fratelli hanno affermato che ''nulla puo' essere fatto per tornare indietro e riportare Meredith in vita''. ''Ma possiamo fare in modo - hanno proseguito - che i responsabili siano assicurati alla giustizia. Nonostante i numerosi tentativi di screditare l'evidenza e compromettere le indagini abbiamo tutta la fiducia nella Polizia e negli esperti della scientifica che stanno lavorando al caso. Cosi' come abbiamo fiducia nel nostro staff legale e nel sistema della giustizia italiana. Crediamo che ogni sforzo verra' fatto - hanno concluso i familiari di Meredith Kercher - per portare alla condanna del o dei responsabili''.

Mez strozzata e poi accoltellata. Non è certo se sia stata violentata

Non è certo se Meredith abbia subito violenza sessuale, ma sarebbe stato impossibile salvarla per la gravità della ferita. Sono le conclusioni alle quali è giunta la super perizia disposta dal gip

Non è certo se Meredith Kercher abbia subito violenza sessuale, ma sarebbe stato impossibile salvarla per la gravità della ferita. Sono due delle conclusioni alle quali è giunta la super perizia disposta dal Gip di Perugia, Claudia Matteini, nell'inchiesta per l'omicidio della giovane inglese avvenuto a Perugia ai primi di novembre 2007. Nella relazione peritale depositata stamani e redatta dai consulenti Anna Aprile, Mariano Cingolani e Giancarlo Umani Ronchi risulta che la studentessa 22enne, molto alto il tasso di alcool riscontrato nei reperti, è morta per asfissia provocata da strozzamento o soffocamento e dal sangue della ferita al collo che ha ostruito le vie respiratorie.

L'assassino prima di accoltellarla l'ha strozzata con le mani. A rimanere aperti, tuttavia, altri quesiti, determinanti per contribuire alla risoluzione dell'omicidio, per il quale risultano indagati Raffaele Sollecito (attualmente detenuto nell'istituto penitenziario di Terni), Amanda Knox e Rudy Herman Guede (entrambi in carcere a Terni), in libertà pur se ancora formalmente indagato Patrick Lumumba.

L'ora della morte, ad esempio, viene collocata tra le 21 del primo novembre e le 5 del mattino successivo, una maggiore precisione, ritiene la perizia, sia impossibile a causa dello stato di conservazione dei reperti. Le lesioni riscontrate, inoltre, non risulterebbero incompatibili con il coltello sequestrato a casa di Raffaele Sollecito sul quale sono state evidenziate tracce del Dna di Meredith (sulla punta) e di Amanda (tra impugnatura e lama); l'incompatibilità è invece assoluta con altri due coltelli, repertati sempre a causa del dottore in ingegneria informatica (il giovane barese, è stato più volte evidenziato dal padre e dai legali, ama collezionare coltelli e ne porta anche indosso, coordinati all'abbigliamento). I risultati dell'esame saranno esaminati nel corso dell'udienza in programma il 19 aprile davanti al gip. La formula dell'incidente probatorio consente di dare valore di prova alla perizia in un eventuale processo.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio Meredith non era ubriaca 
 



Domenica, 20 Aprile : 2008 Il Tempo

Ieri per la prima volta i familiari di Mez hanno visto uno degli accusati dell'omicidio

Meredith non era ubriaca




Meredith Kercher la sera in cui è stata uccisa non era ubriaca. È una delle conclusioni esposte ieri dai consulenti nominati dal gip di Perugia, Claudia Matteini, nell'ambito dell'incidente probatorio (protrattosi per sette ore) volto ad accertare l'ora, le cause e le modalità che hanno portato alla morte della studentessa inglese.

I risultati dell'esame - eseguito dai professori Giancarlo Umani Ronchi, Mariano Cingolani e Anna Aprile sulla base di reperti e documenti già agli atti - hanno sostanzialmente confermato i contenuti dell'elaborato depositato nei giorni scorsi. Riguardo all'alcolemia è stato spiegato che il dato riscontrato, superiore di circa sei volte a quello rilevato nel corso dell'autopsia, è sicuramente legato a un errore nel prelievo o nella conservazione del sangue analizzato: come dire, Mez non era ubriaca o drogata quando venne uccisa.

Altro quesito, l'ora della morte: i periti hanno confermato che questa avvenne 20-30 ore prima dell'inizio dei rilievi del medico legale, ritenendo una «stima equa» un orario collocato tra le 22 e le 24 del primo novembre come hanno riferito gli avvocati Giuseppe Sereni e Carlo Pacelli, difensori di Patrick Lumumba Diya, unico indagato a piede libero per il delitto. Le cause sono state individuate in un meccanismo combinato legato all'emorragia seguita alle ferite al collo, con il sangue che invase i polmoni di Meredith facendola in pratica annegare mentre l'assassino probabilmente la strozzava. I periti hanno poi parlato di una «attività sessuale recente rispetto al decesso», probabilmente un'ora prima, escludendo in ogni caso che Mez sia stata violentata.

I periti del gip e i consulenti delle parti si sono soffermati a lungo sulla possibile arma del delitto, un coltello da cucina sequestrato in casa di Sollecito con tracce di Dna di Amanda Knox vicino al manico e della vittima sulla lama. Gli esperti del giudice hanno parlato di «compatibilità generica» con le lesioni, spiegando comunque che non ci sono elementi caratteristici per stabilire se siano state prodotte proprio con quel coltello.

Comunque, l'udienza di ieri è stata segnata dal primo incontro tra la madre di Mez, Arline, e i suoi fratelli, Stephanie e Lyle, con Raffaele Sollecito: allo studente pugliese sono stati sequestrati ieri per disposizione del giudice alcuni fogli con domande che intendeva porre sulla perizia.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio INGLESE UCCISA: "KNOX E SOLLECITO PERICOLOSI" 
 



Lunedì, 21 Aprile : 2008

INGLESE UCCISA:
Image
"KNOX E SOLLECITO PERICOLOSI"


ROMA - Amanda Knox e Raffaele Sollecito - i due studenti indiziati insieme al giovane nigeriano Rudy Guede per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher - devono rimanere in carcere, in custodia cautelare, perché contro di loro ci sono gravi indizi, esiste il pericolo di fuga e hanno una personalità negativa. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni con le quali il 1 aprile ha rigettato il ricorso dei difensori dei due indagati contro la convalida della custodia cautelare sancita dal Tribunale della Libertà di Perugia con ordinanza del 30 novembre 2007. Meredith é stata uccisa, a Perugia, nella casa che condivideva con la Knox (di nazionalità americana) a Perugia.

Nel confermare la misura della custodia cautelare nei confronti della Knox, la Cassazione - con la sentenza 16410 - sottolinea la "personalità negativa" della ragazza appena ventunenne, che si è più volte "contraddetta" e che ha finora tenuto un "comportamento processuale" non buono. Per la giovane esiste - proseguono gli 'ermellini' - il pericolo di fuga che potrebbe essere agevolato dal momento che "é straniera": a una fuga la giovane potrebbe pensare anche in considerazione della forte condanna che rischia. Tutti questi elementi hanno convinto i giudici di Piazza Cavour del "concreto e attuale" pericolo che l'americana, se fatta uscire dal carcere, possa scappare. Per quanto riguarda le prove, i supremi giudici ritengono che sia pienamente "utilizzabile" il memoriale scritto dalla ragazza e nella quale lei "si autoaccusa". Gli indizi, inoltre, provano la presenza della Knox, di Sollecito e di Guede sul luogo del delitto e della violenza nei confronti di Meredith.

Venendo alla posizione di Sollecito, anche per lui la Cassazione ritiene "non suscettibile di censura il grave quadro indiziario" a suo carico. Ad avviso dei magistrati di Piazza Cavour è "ragionevole" ritenere che anche per lui sussista il pericolo di fuga "in relazione alla gravità dell'addebito e alla pena elevata" che rischia. Di Sollecito, poi, la Suprema Corte sottolinea la "fragilità caratteriale e le peculiarità personologiche del soggetto che sarebbe riduttivo valutare come innocui stereotipi giovanili, in un contesto per di più connotato dal rimarcato uso abituale di droghe". Insomma anche la consuetudine con gli stupefacenti aggrava il quadro che rende necessaria la misura cautelare per lo studente pugliese. Per quanto riguarda il coltello trovato a casa di Sollecito, la Cassazione lo ritiene un indizio contro di lui anche se mostra tracce del Dna di Amanda e Meredith e non sue.

E' proprio la circostanza che l'utensile sia stato trovato a casa di Sollecito ad essere sospetta "perché non era in dotazione in casa di Meredith". Per quanto poi attiene alle versioni fornite dal ragazzo, la Cassazione ricorda - con la sentenza 16409 - che lui stesso ha ammesso "di aver inizialmente detto un sacco di cazzate". In conclusione il 'no' alla scarcerazione è motivato dalla Cassazione - con riferimento sia alla Knox che a Sollecito - con il pericolo di fuga, con la negatività della loro personalità incline all'uso di droga, con il pericolo di inquinamento probatorio dal momento che sono in corso altri accertamenti e che vengono sentiti altri testi.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio Delitto di Perugia, la verità di Rudy "Tra Mez e Amanda 
 



Lunedì, 5 Maggio : 2008  La Repubblica

L'ivoriano, uno dei tre accusati dell'omicidio, lo avrebbe detto nell'interrogatorio
Il diverbio sarebbe nato probabilmente per una questione di soldi

Delitto di Perugia, la verità di Rudy
 Image
"Tra Mez e Amanda lite per soldi"


FOTO: Rudy Guede

PERUGIA - Un litigio probabilmente per questioni di soldi. È questo l'ultimo sviluppo dell'omicidio di Meredith Kercher, stando a quello che avrebbe raccontato Rudy Hermann Guede nel suo interrogatorio:" Mentre ero in bagno ho sentito Amanda e Meredith litigare probabilmente per una questione di soldi".

Il giovane ivoriano in carcere assieme ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito con l'accusa di omicidio e violenza sessuale lo avrebbe detto nel corso dell'interrogatorio in carcere dello scorso 26 marzo. Nella testimonianza raccolta davanti al pubblico ministero di Perugia, Giuliano Mignini, titolare dell'inchiesta sulla morte della studentessa inglese uccisa a Perugia il 1 novembre scorso. Rudy Guede ha raccontato di aver sentito litigare le due ragazze mentre era in bagno.

Alla base del diverbio una possibile questione di soldi. In effetti una somma risulterebbe scomparsa dalla stanza di Meredith e di tale somma la madre della studentessa uccisa, avrebbe chiesto conto in occasione della visita a Perugia per l'incidente probatorio di aprile). Il giorno in cui fu uccisa, la studentessa inglese aveva prelevato 250 euro dal suo conto, per pagare l'affitto, soldi di cui si è persa traccia. Se tale circostanza venisse riscontrata si aprirebbe di fatto un nuovo movente, dopo che gli inquirenti si erano concentrati a lungo sulla pista del gioco sessuale.

Nuovo avvocato per Sollecito. Intanto si è svolto stamani nel carcere di Terni, il primo incontro tra Raffaele Sollecito e l'avvocato Giulia Buongiorno, entrata a far parte del collegio difensivo del giovane pugliese. Raffaele Sollecito "è molto, molto provato, come può essere un ventitreenne detenuto per un omicidio del quale si sente la seconda vittima", ha detto l'avvocato Bongiorno al termine dell'incontro.

"Ho accettato l'incarico di difendere Sollecito - ha spiegato il legale, e parlamentare del Pdl - perchè dopo avere letto attentamente le carte dell'inchiesta ho radicato in me il convincimento della sua innocenza. Non aprioristicamente ma dopo avere consultato gli atti".

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio INGLESE UCCISA: 'GIORNALE UMBRIA', ALTRO UOMO SPORCO SANGUE 
 



Sabato, 24 Maggio : 2008

'GIORNALE UMBRIA',
 Image
ALTRO UOMO SPORCO SANGUE


PERUGIA - La mattina del 2 novembre scorso, quando ancora non era stato scoperto il cadavere di Meredith Kercher, un uomo sui 30 anni, con i vestiti e le scarpe sporche di sangue, si aggirava vicino alla abitazione della studentessa inglese uccisa gridando "L' ho ammazzata, l' ho ammazzata". E' quanto scrive oggi il "Giornale dell' Umbria", secondo il quale questo giovane, che non è tra le persone indagate per l' omicidio, è stato visto quella mattina da diverse persone. Si tratta di un tossicodipendente che è stato anche ricoverato in una comunità di recupero e che - scrive ancora il giornale - non sarebbe mai stato sentito dagli inquirenti. "Ne conosciamo nome e cognome che - è detto ancora nell' articolo - ovviamente comunicheremo subito agli inquirenti".

Gli autori dell' articolo di oggi del "Giornale dell' Umbria", nel quale si riferisce del giovane sporco di sangue che si aggirava vicino all' abitazione della studentessa inglese uccisa la mattina del 2 novembre scorso, sono stati convocati in procura. Sono Francesca Bene, Antioco Fois e Luca Fiorucci. Dovrebbero essere sentiti dal pm Giuliano Mignini, che coordina le indagini sull' omicidio.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio Meredith: Lumumba prosciolto 
 

I nostri FORUM - Image - ARCHIVIO "Indici"  Image  Image News con Video  


Martedì, 27 Maggio : 2008
 
Meredith:
 Image
Lumumba prosciolto


PERUGIA - Il gip del tribunale di Perugia Claudia Matteini ha disposto l' archiviazione del procedimento penale nei confronti di Patrick Lumumba Diya, che era stato arrestato il 7 novembre scorso per l' omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher e che era stato scarcerato il 20 novembre successivo.

(di Claudio Sebastiani)

PERUGIA - Aveva passato due settimane in carcere, ma ora Patrick Lumumba Diya esce dall'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher. Il gip di Perugia ha infatti archiviato il procedimento a suo carico, con la formula "per non avere commesso il fatto". Nessuna festa, però, per il musicista congolese, "per rispetto di Mez" ha spiegato oggi lui stesso, sottolineando di "non avere niente da dire" ad Amanda Knox che lo aveva tirato in ballo: "la giustizia farà il suo corso". Per Lumumba si chiude così "un incubo", come lo hanno definito i suoi difensori, gli avvocati Giuseppe Sereni e Carlo Pacelli. Una vicenda che - hanno aggiunto i legali - ha avuto per lui "ripercussioni psicologiche, familiari e patrimoniali". Un'inchiesta archiviata dal gip Claudia Matteini su richiesta del sostituto procuratore Giuliano Mignini. Per il pm non c'é nulla che colleghi Lumumba al delitto avvenuto nel casolare di via della Pergola la notte tra il primo e 2 novembre. Nemmeno le dichiarazioni della Knox, che "nonostante i ricordi confusi" dall'uso dell'hascisc riferì agli inquirenti che era stato proprio Patrick a uccidere Meredith dopo essersi appartato in camera sua. Una testimonianza, secondo il pm, finalizzata a sviare i sospetti da Raffaele Sollecito e da Rudy Guede. Il magistrato ritiene invece "ormai assodato" che la Knox, Guede e Sollecito fossero sulla scena del delitto e per loro la chiusura dell'inchiesta sembra ormai prossima. Nel decreto di archiviazione, il gip ha sostenuto che quando venne emessa l'ordinanza di custodia per Lumumba c'erano "tutti i presupposti di legge" per il carcere. L'indagine successiva ha però delineato l'estraneità del musicista al delitto, "acquisendo riscontri alla sua versione" ha scritto il gip. Conferme in particolare al fatto che Lumumba era nel suo pub mentre Meredith veniva uccisa. "Circostanza inconciliabile con una sua eventuale presenza nella casa di via della Pergola al momento dell'omicidio" secondo lo stesso giudice. "Sul luogo del delitto non c'é traccia alcuna di Patrick" ha sottolineato l'avvocato Pacelli, il quale ha definito "calunniose e mendaci" le dichiarazioni della Knox (per lei potrebbe essere ora avviato d'ufficio un procedimento per calunnia). "Anche da questo punto di vista Patrick ha avuto piena giustizia - ha affermato il legale - e la farà valere nelle sedi e al momento opportuno". Nel provvedimento del gip si spiega come le dichiarazioni della Knox (nessun commento dalla sua difesa) siano state rivalutate subito dopo l'arresto di Guede, lo stesso giorno in cui Patrick veniva scarcerato. Oggi pomeriggio Lumumba si è presentato sereno ai giornalisti. Ha ribadito di essere sempre stato convinto che la magistratura avrebbe dimostrato la sua innocenza e di avere già perdonato Amanda, alla quale non ha niente da dire. "La giustizia farà il suo corso" ha detto riferendosi alla Knox. Parlando delle accuse che gli aveva rivolto, ha spiegato che "forse aveva bisogno di tempo. Lei è furba". Il pensiero di Patrick è soprattutto per Mez. "Non è giusto finire in quel modo - ha sottolineato - perché come esseri umani dobbiamo poter morire naturalmente. Forse un giorno farò festa, ma oggi no. Per rispetto della memoria di Mez". Di se stesso Lumumba ha spiegato di essere "di natura fiducioso verso tutti". "Ma adesso - ha proseguito - sto diventando più riservato. Se c'é qualcuno al quale voglio dare una mano prima ci penso". "Ma non voglio cambiare - ha aggiunto - ci vuole solo tempo per tornare alla normalità. Oggi sono comunque molto più ricco, non economicamente come molti credono ma spiritualmente, perché in questi mesi ho potuto vedere quanti mi vogliono bene. E se mio figlio, da grande, non mi ascolterà gli parlerò di questa vicenda, usandola come uno strumento educativo. Se sono finito su tutte le prime pagine dei giornali - ha concluso Lumumba - è solo perché una persona che conoscevo ha detto certe cose...".

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio INGLESE UCCISA, CHIUSA INDAGINE MA RESTANO DUBBI SU MOVENTE 
 

I nostri FORUM - Image - ARCHIVIO "Indici"  Image  Image News con Video  


Giovedi, 19 Giugno : 2008

INGLESE UCCISA, CHIUSA INDAGINE
 Image
MA RESTANO DUBBI SU MOVENTE


PERUGIA - Sette mesi dopo il ritrovamento del cadavere di Meredith Kercher a Perugia, si chiude l'inchiesta sull'omicidio della studentessa inglese: anche se dodici faldoni e 10mila pagine di atti non bastano a sciogliere tutti i dubbi sia sul movente, sia sulla dinamica di quanto accadde quella sera nella villetta di via della Pergola. E, anche, sui ruoli di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede, i tre giovani accusati del delitto. Per i pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi che oggi hanno depositato il 415 bis, l'atto di chiusura indagine che di fatto precede la richiesta di rinvio a giudizio, Mez fu uccisa da Amanda, Raffaele e Rudy per futili motivi.

Ai tre, i magistrati contestano, in concorso, sia l'omicidio volontario sia la violenza sessuale: arrivati a casa di Meredith, è la tesi dell'accusa, i due fidanzatini e il giovane ivoriano hanno tentato di costringere la ragazza inglese a partecipare ad un gioco erotico; lei però si è difesa fino alla fine e per questo è stata uccisa "mediante strozzamento e conseguente rottura dell'osso ioide e profonda lesione alla regione antero-laterale sinistra e laterale destra del collo da arma da punta e da taglio". "Guede, in concorso con Sollecito e la Knox - scrivono ancora i pm nel 415 bis - hanno costretto Meredith a subire atti sessuali mediante violenza e minaccia, consistite in manovre di costrizione produttive di lesioni agli arti superiori, inferiori e alla zona vulvare". Ma i magistrati contestano ai tre anche il furto di 300 euro, di due carte di credito e di due telefonini appartenuti a Meredith: altro possibile movente dell'omicidio. Per i due fidanzati Amanda e Raffaele l'accusa è anche quella di simulazione di reato - la rottura della finestra nella camera di Filomena Romanelli (una delle inquiline che divideva l'appartemento con Meredith, ndr) per simulare un furto - e il porto abusivo d'armi, contestato per via del coltello sequestrato a casa del giovane barese su cui sono state trovate due tracce di sangue con il Dna della studentessa americana e di quella inglese: è quella secondo gli inquirenti l'arma del delitto.

La sola Amanda è invece accusata anche di calunnia: "pur sapendolo innnocente", sostengono Mignini e Comodi, "incolpava falsamente Patrick Lumumba Diya (il congolese arrestato nelle fasi iniziali dell'inchiesta e poi scagionato, ndr) al fine di ottenere l'impunità per tutti e in particolare per Rudy Hermann Guede". Le difese avranno ora venti giorni per prendere visione degli atti, presentare le memorie difensive e chiedere ulteriori atti d'indagine. Dalle carte dell'inchiesta spuntano intanto nuovi indizi. La testimonianza di un giovane albanese che ha raccontato ai magistrati che la sera del delitto ha visto i tre indagati fuori dalla casa di Meredith e quattro impronte di piedi nudi sporchi presumibilmente di sangue, evidenziate con il Luminol e compatibili con Amanda e Raffaele. Quelle dell'americana sono all'ingresso della sua camera e di quella di Mez mentre quelle del giovane barese si trovano sul tappetino del bagno dove già erano state trovate tracce di sangue con il Dna di Amanda e Meredith e nel corridoio. Indizi non decisivi, che lasciano ancora senza un movente chiaro un omicidio commesso con modalità così violente.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage