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Istanze dei minori stranieri su accoglienza
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Giovedi, 19 Giugno : 2008 Comunicato

Istanze dei minori stranieri su accoglienza
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Minori stranieri in Italia: il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio e Save the Children danno voce alle istanze dei minori stranieri su accoglienza, tutela e ascolto

Garantire un livello maggiore di sicurezza per i ragazzi stranieri, in particolare nella città, per contrastare i crescenti fenomeni di prepotenza e violenza nei loro confronti.  Promuovere iniziative per diffondere la conoscenza dei loro diritti e avere personale specializzato a cui rivolgersi all’arrivo in Italia. Aumentare il numero di tutori e di operatori sociali, controllare e assicurare la qualità dell’assistenza nelle comunità e nei campi Rom, così come la presenza di spazi di gioco e per il tempo libero.

Queste alcune delle istanze sulle tematiche dell’“Accoglienza, tutela e ascolto dei minori stranieri in Italia”, emerse da un percorso di consultazione promosso congiuntamente dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio e da Save the Children, i cui protagonisti sono stati i minori a cui vengono indirizzate tali politiche, in particolare quelli a più alto rischio di esclusione sociale, e presentate oggi a Roma nel corso di un convegno.

“Il percorso di consultazione è stato un’esperienza molto interessante che intendo continuare, anche grazie al supporto di Save the Children – afferma Francesco Alvaro, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio - e da esso sono emersi spunti per riflessioni e azioni”.

I ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al percorso sono stati 12, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti da Afghanistan, Albania, Ecuador, Moldavia, Repubblica di Guinea, Perù, Romania (tra cui Rom), italiani e di origine Rom-slava (Bosnia).

“Questi ragazzi e ragazze sono rappresentativi di un gruppo ben più ampio di minori stranieri che vivono sul territorio italiano, gruppo sempre più in crescita – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia -. Proprio nel momento in cui il Governo con i provvedimenti del pacchetto sicurezza sembra non voler considerare che tali norme hanno un impatto diretto o indiretto sui minori, è necessario strutturare una serie di politiche e prassi che assicurino la piena tutela dei loro diritti: quello alla partecipazione, alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo, alle protezione, esattamente come per i ragazzi italiani, in ossequio al principio di non-discriminazione”.

I minori stranieri regolarmente residenti sul territorio italiano, al gennaio 2007, ammontavano a 666.000, pari al 22,7% del totale degli stranieri residenti, quasi 80 mila in più rispetto all’anno precedente. Oltre la metà di tale incremento è stato determinato dalle nascite in Italia da genitori entrambi stranieri, anch’esse in rapida crescita nell’ultimo decennio, mentre la parte rimanente è costituita dai minori giunti in Italia per ricongiungimento (1).

I minori stranieri non accompagnati, sono passati dalla cifra di 6.629 minori nell'anno 2004  ai 7.548 nel 2007, dato che risulta tuttavia molto sottostimato in quanto ad esempio non comprende i minori neocomunitari. Si tratta prevalentemente di minori maschi e il 50,8% è rappresentato da diciassettenni, provenienti soprattutto da Marocco (19,77%), Albania (17,24%), Palestina (13,99%), Egitto (10,7%) e Afghanistan (7,18%).  (2)  Nel solo comune di Roma, nell’ultimo triennio, si è assistito ad un trend di crescita dei minori stranieri non accompagnati  e richiedenti asilo, che sono passati da 1.174 nel 2004 a 1.534 nel 2006. Nei primi 9 mesi del 2007, avevano già toccato quota 982. Le presenze più consistenti sono i rumeni e gli afgani, seguiti da moldavi, marocchini e albanesi. Il gruppo che ha registrato l’aumento maggiore negli ultimi anni a Roma, è senza dubbio quello afgano, passato da 32 minori del 2004 a 233 per i primi nove mesi del 2007, seguito da quello egiziano. In flessione invece la presenza di minori albanesi, bosniaci, etiopi e provenienti dalla ex Jugoslavia.  (3)

Attraverso questo percorso di consultazione, il Garante e Save the Children hanno voluto attuare e rispettare il diritto alla partecipazione sancito dall’art. 12 della Convenzione per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in base al quale ogni stato deve garantire al minore il diritto di esprimere liberamente le sue opinioni su ogni cosa che lo riguarda, tenendo tali opinioni in debita considerazione.

I ragazzi e le ragazze che hanno preso parte al percorso di consultazione (4) , vivono in Italia dalla nascita, da alcuni anni o da pochi mesi, abitano a Roma o nella provincia di Viterbo, in case famiglia, comunità di accoglienza, ovvero con la propria famiglia in case o campi Rom attrezzati. Alcuni stanno conseguendo ora la licenza media, altri stanno terminando il liceo, altri ancora sono in cerca di lavoro o di corsi professionali da frequentare, alcuni hanno perso anni di scuola anche perché lavoravano contestualmente al corso di studio. A questo nucleo di partecipanti si sono aggiunti ad alcuni incontri degli “ospiti”, altri ragazzi e ragazze (ivoriani, italiani, indiani, peruviani, rumeni), coinvolti e invitati dai partecipanti stessi.

In seguito al percorso, alcune richieste legate a tematiche centrali al dibattito, sono state proposte al Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio, a cui è stato chiesto di promuovere iniziative per diffondere la conoscenza dei diritti dei minori.

“Tra le richieste emerse di particolare interesse risulta la necessità di sviluppare maggiormente, e in modo più omogeneo su tutto il territorio regionale, alcuni strumenti di accoglienza e informazione, come le unità di strada - ha affermato Alvaro -. Ulteriore aspetto venuto alla luce, che si incontra pienamente con i miei obiettivi, è quello relativo alla qualità delle strutture di accoglienza, non solo a livello logistico e abitativo, quanto piuttosto in termini di programmazione di un piano di attività per i ragazzi e le ragazze. È mia intenzione – continua Alvaro – sollecitare le istituzioni locali affinché le strutture di accoglienza vengano monitorate non in base ad un mero parametro di tipo logistico, bensì anche relazionale, pedagogico e della qualità dell’esistenza dei ragazzi”.

Un altro punto cardine, secondo i ragazzi e le ragazze, è la scuola: nell’anno scolastico 2006-07, gli alunni con cittadinanza non italiana nel nostro paese erano 501.445, con un’incidenza del 5,6% sul totale degli alunni italiani, che interessa il 67,1% delle scuole italiane. L’incidenza più elevata si ha nelle scuole primarie (6,8%), nella regione Emilia Romagna in termini percentuali (11,7%), e in Lombardia in termini numerici (121.520). Nel Lazio, i minori stranieri nelle scuole raggiungono il 9,9%, pari a 49.601 alunni .(5)

“Secondo i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al nostro percorso di consultazione, la scuola si conferma come luogo deputato al superamento delle differenze e alla piena integrazione - continua Valerio Neri – . Sottolineano, però, che sarebbe necessario lavorare non solo sulle attività in classe, ma anche per favorire i rapporti tra studenti fuori dalle lezioni, affinché l’inclusione sia effettiva e non formale. Sono gli stessi ragazzi infatti a denunciare episodi di razzismo nei loro confronti anche da parte di coetanei. Siamo certi dell’impegno del Garante nel dar voce a questa come alle altre istanze proposte, facendosene promotore con tutti i principali attori istituzionali”.

NOTE
1) Fonte: Rapporto sull’immigrazione del Viminale, dati relativi al 2007
2) Fonte: Banca dati del Comitato Minori Stranieri
3)Fonte: Comune di Roma, V Dipartimento. I dati comprendono, contrariamente ai dati del Comitato Minori Stranieri, anche i minori neocomunitari e i richiedenti asilo.
4) I partecipanti sono stati selezionati tramite la circolazione di un bando diffuso dall’Ufficio Minori del Comune di Roma tra le strutture di accoglienza, dal progetto Integra di Viterbo, e dai progetti rivolti ai minori migranti di Save the Children Italia
5) Alunni con Cittadinanza Non Italiana, Scuole statali e non statali. Anno scolastico 2006-07. Ministero della Pubblica Istruzione, marzo 2008.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia - Tel 06 48070071-23 -   - www.savethechildren.it
www.laziominori.it

  





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Messaggio I bambini (qualche volta) sono sacri 
 

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Sabato, 21 Giugno : 2008

A seguire riporto, volentieri, una risposta che - a distanza di un anno dalla data del post sulla pedofilia che avevo messo sul nostro blog ( http://vivicentro.blogs.it/2007/06/26/title~2520279#comments ) - ho li trovato questa mattina. La riporto sia perché è, in pratica, una annotazione sviluppata sulla base del comunicato di Save the children, che perché pone in luce problemi e situazione che esistono e che anche qui, sul nostro forum, sono stati, sono e saranno riportati man mano che ce ne giungerà notizia (come questo post, ad esempio).

Grazie ancora quindi a NoirPink per la risposta e l'annotazione

Citazione:
NoirPink [Visitor]
http://noirpink.blogspot.com
21.06.08 @ 00:45

Ma i bambini sono tutti sacri? Pare di no, visto che la notizia del pestaggio di due ragazzini rom è passata sotto silenzio...

http://noirpink.blogspot.com/2008/0...volta-sono.html


 e .... leggetevi quanto segue.


I bambini (qualche volta)
 Image
 sono sacri


I bambini non sono sacri. Non lo sono più, se mai un tempo lo sono stati. Non lo sono tutti, almeno. Dipende che razza di bambini sono. O, meglio: dipende di che razza sono, i bambini.
Se, mettiamo il caso, una maestra tappa la bocca con lo scotch a un bambino italiano che frigna, ne parleranno per i giorni i TG, i GR, i talk show, gli editoriali dei quotidiani, mobilitando tutti i più grandi esperti. Grande allarme e angoscia in tutta Italia. E va bene così, anche se i nostri vecchi direbbero che il troppo stroppia.
E allora cosa dovremmo aspettarci se due bambini venissero violentemente malmenati da due adulti?
Se sono rom, ovviamente il silenzio. E infatti la notizia del pestaggio di Rebecca, 12 anni, e di Ioni, 14 anni, non è stata ritenuta degna della home page de "il Corriere della Sera". Ma neppure di quelle di "la Repubblica", "la Stampa", "il Messaggero", "il Sole 24 Ore", "il Giornale"... Anche i giornali di sinistra hanno dedicato la prima pagina ad altro.

Silenzio complice? Silenzio compiaciuto? Che nelle redazioni si faccia festa quando giungono notizie come questa, mi risulta difficile crederlo. Almeno, non penso proprio che succeda in tutte le redazioni (su qualcuna, però, è lecito sospettare). Nella maggior parte dei casi, mi sa, semplicemente la cosa non frega niente. Tanto i bimbi rom mica sono importanti, no? Non voglio dire che li considerino erbaccia da estirpare, l'espressione sarebbe troppo forte. Magari li ritengono semi di erbaccia non ancora cresciuti del tutto (sì, questo è più probabile).
Ma, per fortuna, qualcuno crede ancora che i bambini - tutti i bambini - siano sacri: Save The Children e il Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza del Lazio hanno riunito dodici ragazzini, alcuni "stranieri" di varia origine e altri rom con cittadinanza italiana, per discutere insieme a loro dell'accoglienza, della sicurezza e delle garanzie dei minori.
Le conclusioni le potete leggere sul sito: http://www.savethechildren.it/2003/comunicati.asp?id=525 [*]


[*] ndr: vedi, in pratica, anche in comunicato di Save the children su riportato
  





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