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ITALIANI RAPITI IN EGITTO: 'LIBERATI', POI LE SMENTITE
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Martedì, 23 Settembre : 2008

ITALIANI RAPITI IN EGITTO:
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'LIBERATI', POI LE SMENTITE


''Non e' possibile che i turisti rapiti siano stati liberati. Negoziati sono ancora in corso per la loro liberazione''. Lo ha detto all'ANSA il ministro del turismo egiziano, Zoheir Garana, interpellato a proposito dell'annuncio fatto a New York dal ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit, secondo il quale tutti i rapiti erano stati rimessi in liberta' dai sequestratori. Al Cairo nessuna fonte ha confermato la notizia diffusa a New York.


NEW YORK  - Il ministro degli esteri egiziano ha detto all'Onu che tutti gli ostaggi presi oggi in Egitto, fra i quali cinque italiani, sono stati liberati, e sono in buone condizioni.

Il ministro degli esteri egiziano Ahmed Abul Gheit ha annunciato la liberazione dei turisti parlando dopo un incontro con il segretario di stato americano Condoleezza Rice al Waldsorf Astoria, un albergo di New York.

"Sono stati liberati tutti, sono sani e salvi", ha detto Gheit ai giornalisti ai margini dell'incontro con la Rice: "Era un gruppo di criminali". Il ministro degli esteri egiziano e la Rice sono a New York per i lavori dell'Assemblea Generale dell'Onu che inaugura domani il suo segmento ad alto livello.

PARENTI, NON SAPPIAMO NULLA, NOTIZIE DA TV
TORINO - "Abbiamo sentito la notizia alla televisione ma a noi ufficialmente non ha telefonato nessuno fino ad ora": sono momenti di angoscia nelle case delle famiglie dei cinque torinesi rapiti in Egitto. E' un continuo rincorrersi tra dramma e speranza. "Abbiamo letto e visto la notizia in tv - hanno sottolineato in serata Luigi e Gianna Paganelli, i genitori di Lorella - ma in mano abbiamo solo quello. Nessuno ci ha chiamato. Non hanno telefonato neanche all'altro nostro figlio, Giuseppe. E' tutto il giorno che non ci stacchiamo dal televisore". L'attesa è stressante anche tra i parenti di Walter Barotto, che vive a Torre Pellice. "Non chiamateci più, è una sofferenza" ha invece sottolineato la sorella Lidia, particolarmente provata per le continue voci che rimbalzano in Val Pellice da Roma e dall'Egitto.

PROCURA DI ROMA APRE FASCICOLO - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale, per il momento senza ipotesi di reato, in relazione al rapimento dei cinque turisti italiani, componenti di un più ampio gruppo di persone in prevalenza tedeschi. Il Procuratore della Repubblica, Giovanni Ferrara, è in attesa di ulteriori particolari sulla vicenda prima di stabilire se si debba procedere per sequestro con finalità politiche ovvero sequestro con finalità di estorsione. L'intervento della magistratura romana è previsto da una norma del codice che punisce i responsabili di atti criminosi che avvengono all'estero ai danni di cittadini italiani. I rapiti sono Walter Barotto, Michele Barrera, Giovanna Quaglia, Mirella De Giuli e Lorella Paganelli. Tutti sono residenti a Torino e provincia. Il sequestro sembra che sia avvenuto venerdì scorso nella zona Karkur Talh, al confine tra Egitto e Sudan.

Il luogo del sequestro, Karkur Talh

ImageIL CAIRO  - Ha il suggestivo nome di 'Gola delle Acacie' (Karkur Talh, in arabo) il luogo in cui gli italiani, i tedeschi, la romena e le guide, gli autisti e l'ufficiale di scorta egiziano sono stati rapiti venerdì scorso. E' un posto nel quale anticamente gli allevatori andavano a far bere gli armenti dopo le rare piogge, ed è la porta per il plateau del Gebel Uwainat, essendo la valle più grande ai piedi di quella montagna di granito, alta 1.934 metri. La località prende il nome da due grandi acacie che si notano da grande distanza, e aprono la strada alla valle che costeggia il fianco della montagna sul lato nordorientale.

Dopo la 'Gola delle Acacie' si arriva al monumento che ricorda il principe Kamal El Din, antico esploratore arabo, che guarda verso le 'Otto Campane', un gruppo di colline cui fu dato quel nome durante la Seconda guerra mondiale, per indicare il sito di un campo di atterraggio britannico. Tra le varie iniziative turistiche pubblicizzate in Internet, una di queste 'Deserti nel mondo', indica che entro il 30 settembre ci si può iscrivere al programma 'Egitto fly and drive', un programma di un viaggio-avventura organizzato, al quale si può partecipare anche con la propria moto. In undici giorni si va dal Cairo al Gilf el Kibir e si ritorna, attraversando gran parte del cosiddetto Deserto Libico (che si estende per molti chilometri in territorio egiziano) per 2.500 euro.

Tour operator, viaggio era ben organizzato

ASTI  - Il gruppo di turisti italiani rapiti in Egitto non erano dei cosiddetti 'turisti individuali' ma " i cinque italiani fanno parte di un tour organizzato con un operatore egiziano con il quale operiamo da diverso tempo". E' quanto sottolinea il tour operator astigiano Aleramo Viaggi che ha promosso la trasferta in Egitto. "Insieme a loro - precisa la società - altri turisti tedeschi e un rumeno. Il tour è completamente organizzato, con guide locali specializzate".

Aleramo Viaggia critica le parole di Alberto Corti, direttore di Federviaggio, federazione di operatori del settore turisti che aderisce a Confcommercio, che ha sostenuto che si tratta di turisti che erano partiti senza appoggiarsi a tour operator italiani.[*]

"Ci stupisce il fatto che il sig. Alberto Corti - spiegano il tour operator - si sia permesso di dare questa notizia assolutamente falsa. Evidentemente i suoi canali di informazione sono decisamente poco attendibili e scarsamente affidabili. Ci pare strano che un fatto così importante e delicato sia stato trattato con estrema leggerezza. Le cose o si dicono con certezza o è meglio tacere".
Citazione:

[*] Erano in viaggio 'fai da te'
ROMA  - Il gruppo di turisti italiani rapiti in Egitto non era partito appoggiandosi a tour operator italiani ma è costituito da cosiddetti 'turisti individuali' alloggiati in un albergo de Il Cairo. A dirlo è Alberto Corti, direttore di Federviaggio, federazione di operatori del settore turisti che aderisce a Confcommercio. Il gruppo, secondo quanto si è appreso, ha deciso di effettuare un giro nel deserto appoggiandosi ad una organizzazione turistica locale. A quanto pare il gruppo successivamente si sarebbe perso proprio al confine tra Egitto, Sudan e Libia in una zona desertica che comprende alcune oasi. Tra le ipotesi non è da escludere che abbiano sconfinato dal territorio egiziano e che quindi siano stati rapiti da un gruppo che ha chiesto il riscatto.

  





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Messaggio TURISTI RAPITI, NEGOZIATI IN CORSO NEL MASSIMO RISERBO 
 

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Mercoledì, 24 Settembre : 2008 Remigio Benni

TURISTI RAPITI,
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NEGOZIATI IN CORSO NEL MASSIMO RISERBO


IL CAIRO - E' ormai destinata a prolungarsi, secondo varie fonti, l'attesa per la liberazione degli undici ostaggi (5 italiani, 5 tedeschi ed una romena) e degli otto egiziani sequestrati da venerdì scorso nel deserto sahariano al confine tra Egitto, Sudan e Libia per la delicatezza dei negoziati in corso; mentre dal governo italiano e da quello egiziano si intensificano gli appelli per il massimo riserbo da parte della stampa.

La notizia arrivata nelle ultime ore da Khartoum - le forze sudanesi stanno circondando un'area di territorio a 25 chilometri dal confine con l'Egitto nella quale è stata localizzata la carovana di rapiti e rapitori - rimane quindi in secondo piano rispetto all'annuncio, quasi univoco, venuto dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, e dal ministero degli Esteri egiziano. Da New York Frattini ha sollecitato "che si mantenga il silenzio stampa per impedire il diffondersi di informazioni che potrebbero danneggiare il lavoro delle autorità competenti". E dal Cairo gli ha fatto eco un portavoce governativo, che ha invitato i media a valutare con molta cautela le notizie da pubblicare.

Ciò accade anche a causa delle contrastanti informazioni che ieri avevano dato per liberi gli undici ostaggi, comunicate a New York dal ministro egiziano Abul Gheit e poi rivelatesi infondate. Ma anche perché servizi segreti e di sicurezza di vari paesi - sia quelli nei quali si svolge la vicenda, sia quelli dei turisti rapiti, e cioé Italia, Germania e Romania - stanno lavorando attivamente per condurre negoziati che ieri sembravano già quasi alla conclusione e che invece hanno subito uno stop. Ma la necessità di maggior cautela su quanto sta avvenendo origina anche da notizie come quella diffusa dalla stampa tedesca, e smentita in Egitto, di una minaccia dei rapitori notificata in una telefonata satellitare all'operatrice turistica che al Cairo fa da mediatore tra i rapiti e l'ambasciata tedesca e quella italiana. Nella comunicazione sarebbe stata ventilata la possibilità che gli ostaggi vengano uccisi se dovessero esserci preparativi di un'operazione militare o di polizia per liberarli.

A fronte di ciò il ministro del Turismo egiziano, Zoheir Garana, ha ripetuto all'ANSA che gli ostaggi sono in ottima salute e hanno sufficienti scorte di acqua e di viveri. Non risulta, inoltre che abbiano ricevuto alcuna minaccia diretta. "Circolano molte notizie infondate - ha detto il ministro - e non è invece il caso di preoccuparsi perché i negoziati stanno procedendo". Ieri si era appreso che i sequestratori avevano chiesto un riscatto di sei milioni di dollari (in un primo momento si era parlato di 15) per rilasciare i turisti e qualcuno aveva perfino ipotizzato che una parte della somma fosse già stata raccolta e sul punto di essere consegnata.

Su questo scenario, altrettanto volatile quanto le sabbie del deserto che gli fanno da sfondo, si colloca la notizia proveniente stasera da Khartoum dell'operazione per circondare l'area del rapimento, accompagnata, con grande enfasi, dalla sottolineatura del direttore del protocollo del ministero degli esteri di Khartoum, Ali Yousif, che "la priorità assoluta dei governi sudanese ed egiziano, che operano in strettissimo coordinamento, è quella della incolumità e della sicurezza degli ostaggi. Per questo non è previsto alcun intervento di forza per liberarli". A 500 metri dal confine sudanese, su territorio egiziano, agenti dei servizi di sicurezza hanno trovato - secondo il sito informativo Al Youm al Sabta - cinque borse dei rapiti, con all'interno loro oggetti personali, che tuttavia non hanno permesso di individuare la nazionalità dei proprietari.

Napolitano segue vicenda da Atene: purtroppo nessuna novita'
ATENE  - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano segue con attenzione la vicenda dei turisti italiani e tedeschi rapiti in Egitto. Il capo dello Stato, che è in visita di Stato in Grecia, è costantemente informato sugli sviluppi della situazione. "Purtroppo non ci sono sostanziali novità", ha detto rispondendo ad una domanda dei giornalisti durante la visita al Museo Archeologico Nazionale.

Il luogo del sequestro, Karkur Talh
IL CAIRO  - Ha il suggestivo nome di 'Gola delle Acacie' (Karkur Talh, in arabo) il luogo in cui gli italiani, i tedeschi, la romena e le guide, gli autisti e l'ufficiale di scorta egiziano sono stati rapiti venerdì scorso. E' un posto nel quale anticamente gli allevatori andavano a far bere gli armenti dopo le rare piogge, ed è la porta per il plateau del Gebel Uwainat, essendo la valle più grande ai piedi di quella montagna di granito, alta 1.934 metri. La località prende il nome da due grandi acacie che si notano da grande distanza, e aprono la strada alla valle che costeggia il fianco della montagna sul lato nordorientale.

Dopo la 'Gola delle Acacie' si arriva al monumento che ricorda il principe Kamal El Din, antico esploratore arabo, che guarda verso le 'Otto Campane', un gruppo di colline cui fu dato quel nome durante la Seconda guerra mondiale, per indicare il sito di un campo di atterraggio britannico. Tra le varie iniziative turistiche pubblicizzate in Internet, una di queste 'Deserti nel mondo', indica che entro il 30 settembre ci si può iscrivere al programma 'Egitto fly and drive', un programma di un viaggio-avventura organizzato, al quale si può partecipare anche con la propria moto. In undici giorni si va dal Cairo al Gilf el Kibir e si ritorna, attraversando gran parte del cosiddetto Deserto Libico (che si estende per molti chilometri in territorio egiziano) per 2.500 euro.

  





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