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Lunedì, 18 Agosto : 2008 La Riviera
Musica - Spettacolo
“Un viaggio sulle tracce del mito, quelle che hanno fondato la civiltà di una regione, la Calabria”. È questa la formula vincente del "Magna Graecia Teatro Festival" secondo il Sole 24 Ore. Diciotto titoli, dieci prime nazionali. Una novità assoluta in prima mondiale è "L’Antigone nel sepolcro" di Philippe Forest per la regia di Nello Costabile (19 agosto a Monasterace, Antica Kaulon; il 20 a Rosarno, Parco Archeologico Medma). “La ribellione a un lutto senza fine -sintetizza Il Manifesto -vista come un percorso di uscita dalla schiavitù della tirannia”. Un cast internazionale di rilievo tra cui Cathy Marchand degli Actor’s Studios di New York, Li-Ping Ting e Kristina Mravcova, uscita con il massimo dei voti dalla Facoltà Internazionale di Arte drammatica della prestigiosa Accademia di Musica e Arte di Bratislava e vincitrice del prestigioso Premio “Dosky” come rivelazione teatrale della stagione 2005/06 in Slovacchia. Giovane ma già con numerosi ruoli importanti alle spalle. “L’Antigone - ci spiega Kristina- è sempre vista come una grande eroina a salvaguardia della libertà ma secondo i miei personali studi è una donna che combatte una guerra personale con se stessa. Antigone sono io, tu, siamo tutti. E’ un problema che necessita di essere risolto da ognuno di noi”. Una figura, quindi, attuale? «L’Antigone di Phillippe Forest è moderna, contemporanea. Si sente una persona normale che vuole solo essere libera di esprimersi, una ribellione nei confronti della sua stessa sorte. Ognuno di noi vuole essere libero in tutto ciò che fa, no?». Interpretare il mito greco nei luoghi della Magna Grecia con un cast internazionale, che stimolo dà? «Rispetto ad una stessa rappresentazione in Slovacchia, è tutta un’altra cosa, più intensa, stimolante e sicuramente più affascinante. È come se il territorio fosse una specie di costume teatrale. In qualche maniera ti adatti a ciò che rappresenti. Abbiamo studiato anche il greco, ci siamo preparati. All’inizio è stata una ’babele’ di lingue con accenti e strane cadenze, ma alla fine siamo riusciti. Viaggio spesso all’estero e ho lavorato in tantissimi teatri professionali con attori e registi stranieri. Lavorare con un gruppo internazionale necessita di un maggiore sforzo, ma è importante. Ognuno di noi ha trasportato un pezzo della propria terra e cultura nella rappresentazione». L’aspetto più affascinante di una donna come Antigone? «Sfidare “le leggi della città”, che ignorano la potenza dell’amore».
















