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Se poi questi stessi o altro, avranno "pretese" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scritto. |
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Stanislao
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 l non rispetto verso le donne, un segnale negativo per la no
Il non rispetto verso le donne,
un segnale negativo per la nostra società!
Ottobre 15, 2007 at 10:36 am
Di Antonio Sidari (caffè news, Aversa - Campania)
Lo stupro è diventato il segnale di come la nostra società è allo sbando. Il corpo femminile è ormai diventato un oggetto sul quale abusare a tutte le ore e in qualsiasi posto come è successo per la studentessa napoletana a Bologna o per la profesoressa pugliese a Milano.
Terrore, sgomento e la quasi totale assenza di sicurezza nelle città italiane la dicono lunga sulla parità dei sessi e sul rispetto nei confronti delle donne, due cose che solo all’apparenza esistono ma che in realtà sono solo la punta di un gigantesco iceberg che a poco alla volta si sta sciogliendo catapultandoci all’indietro nel tempo come nel Medioevo quando lo stupro veniva considerato un reato minore contro donne o ragazze perché queste erano trattate come proprietà dell’uomo.
Dagli anni settanta in poi questo reato è diventato in molte parti del mondo un crimine contro la persona anziché contro la moralità e questo cambiamento è stato dovuto al movimento femminista, quel movimento che credo sia ora che ritorni alla grande nelle piazze di tutta Italia per mettere un freno a questo dilagante fenomeno che oggi giorno è inconcepibile nella nostra cultura.
Chissà se dopo gli ennesimi stupri degli scorsi giorni il “giacente” disegno di legge Pollastrini-Mastella, che dovrebbe consentire processi per direttissima nei confronti di chi commette violenze sessuali venga “riesumato” prima che il fenomeno diventi incontrollabile ed epidemico.
Lo stupro in guerra fu proibito dai codici militari di Riccardo II e di Enrico V d’Inghilterra, tali leggi furono adottate per condannare e giustiziare gli stupratori della guerra dei cent’anni…oggi non siamo in quel periodo, ma la battaglia non è finita e noi singoli cittadini e tutte le maggiori istituzioni dobbiamo fare dei grandi sforzi affinché la violenza sessuale sulle donne sia repressa con qualsiasi mezzo che possa garantire la sicurezza per qualsiasi donna, di qualsiasi etnia ed estrazione sociale.
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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melusina
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 Re: l non rispetto verso le donne, un segnale negativo per l
IL NON RISPETTO VERSO L'ESSERE UMANO!! VIOLENZE DI OGNI GENERE E TIPO ORMAI CI STANNO IMMERGENDO COSTANTEMENTE IN UNA MELMA PUZZOLENTE CHE NON HA EGUALI. NON NE ABBIAMO PARLATO QUI DEL RAGAZZO DICIOTTENNE STUPRATO A MILANO. MI HA COLPITO MOLTO ANCHE QUESTO CASO PERCHE', ANCHE SE DI CASI DEL GENERE NE ACCADONO DI MENO, NON POSSIAMO CERTO STARCENE TRANQUILLI. CON QUANTA FATICA QUESTO RAGAZZO DOVRA' RISALIRE PER METABOLIZZARE L'ORRORE PROVATO? QUANTE NOTTI STARA' SVEGLIO E RIPROVERA' PAURA, DOLORE, INCREDULITA'?? SPERO CHE ALMENO LA BUONA NOTIZIA SOTTO RIPORTATA GLI POSSA ESSERE D'AIUTO E CHE NON SUCCEDA, COME AL SOLITO, CHE AVVOCATI "CARITATEVOLI" FACCIANO METTERE PRESTO QUESTE DUE IMMONDIZIE UMANE IN LIBERTA'.
Da TGCom DEL 18-10-2007
Milano, rifiuta sigaretta: stuprato
Polizia arresta due giovani egiziani
Due cittadini egiziani di 19 e 20 anni sono stati arrestati dalla polizia per rispondere di stupro e rapina: uno dei due ha violentato un giovane passante che aveva tentato di sottrarsi alla richiesta di una sigaretta e alla rapina del portafogli. L'episodio è avvenuto a tarda sera il 29 settembre al Parco Lambro e la caccia ai due responsabili ha avuto esito positivo anche grazie alla testimonianza della vittima.
Sono finiti in carcere Htem Darwish (quello che materialmente ha consumato lo stupro) e Samh Gana Meslhe (che ha partecipato alla rapina e poi ha controllato che nessuno arrivasse quando il giovane è stato violentato). A detta della polizia la violenza è stata particolarmente brutale e la vittima ne è uscita scossa.
Come detto, ai due gli investigatori sono arrivati sulla base delle descrizioni del giovane: uno degli egiziani aveva i capelli tinti di biondo, il secondo aveva delle basette particolarmente pronunciate. Tra l'altro gli stessi, nei giorni successivi, hanno compiuto altre due rapine ai danni di altrettanti passanti. E sempre nella stessa via Crescenzago.
Per primo è stato fermato uno dei responsabili dall'equipaggio di una pattuglia. Poco dopo gli agenti sono entrati in un appartamento di viale Padova e hanno sorpreso il violentatore. Nella casa sono stati trovati il coltello da cucina usato per intimidire le vittime e parte dei bottini delle rapine.
Gli investigatori temono che i due possano essere responsabili di altre rapine nella zona.
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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melusina
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 Re: l non rispetto verso le donne, un segnale negativo per l
ALTRO CHE NON RISPETTO!!
Reggio Emilia - Litigavano per le figlie, e ora le figlie li piangono entrambi. Papà e mamma, Clirim Fejzo e Vjosa Demcolli, albanesi, erano in tribunale; stavano per presentarsi davanti al giudice in una delle innumerevoli cause di separazione. Anche le ragazze erano lì, sedute in silenzio accanto agli avvocati.
Improvvisamente, nel brusio dell’aula ma senza che lui dicesse una parola, papà ha sfoderato una pistola, si è lanciato contro la moglie, le ha svuotato il caricatore addosso riducendola in fin di vita, ha ferito un avvocato, ha sparato a morte contro il cognato che l'aveva placcato per disarmarlo, ha fatto fuoco anche contro due poliziotti accorsi, ne ha ferito uno spappolandogli il ginocchio sinistro prima di essere ucciso dall’altro agente.
Una carneficina al primo piano del palazzo di giustizia di Reggio Emilia, città all’apparenza tranquilla dove si può entrare in tribunale armati e senza controlli. E soltanto per un caso le cose non sono andate peggio: i poliziotti, Stefano Marcaccioli e Fabio Stella, in forza al commissariato San Lazzaro, non erano in servizio in tribunale, ma si trovavano nell’aula 8 per scortare alcuni imputati in un processo per direttissima. Appena hanno sentito i primi colpi si sono precipitati nella stanza numero 6, l’«aula delle separazioni», dei litigi insanabili, l’aula dove muoiono le famiglie e le speranze, e ieri anche gli stessi coniugi.
«Avevamo appuntamento verso le dieci e un quarto al bar del tribunale, lui era sereno, l’ho trovato meglio del solito. Aveva con sé la figlia maggiore. Doveva essere un’udienza interlocutoria», racconta l’avvocato Galileo Conti, legale di Fejzo. Ma il manovale albanese aveva già deciso tutto. In tasca aveva una pistola calibro 7,65 semiautomatica (acquistata senza permesso) con due caricatori di scorta, in tutto 21 colpi. Aveva già deciso, voleva farla finita davanti alle figlie (16 e 12 anni), di cui marito e moglie si disputavano l’affidamento.
«Era la terza udienza», aggiunge Sabrina Ori, assistente dell'avvocato Conti, testimone della sparatoria. Dovevano presentarsi alle 10.30 ma dopo le 11 erano ancora tutti a sbuffare nell’aula 6, stanzone che ospita processi ma all’occorrenza funge anche da anticamera per i coniugi avviati alla separazione che attendono di essere ascoltati dal presidente del tribunale, Roberto Piscopo. Nell’aula una trentina di persone, coppie, legali, funzionari del «palazzaccio». I presenti raccontano di aver visto Fejzo lanciarsi contro la moglie con la pistola in pugno, e poi il finimondo, spari, urla di terrore, fuggi fuggi nel corridoio principale e in quello di servizio che collega le aule più piccole, quelle delle camere di consiglio.
A terra Vjosa, colpita al collo e al petto (i medici dell’ospedale Santa Maria Nuova l’hanno strappata dal coma, ma le sue condizioni sono sempre gravissime) e il suo legale, Giovanna Fava, ferita di striscio a una spalla. Svuotato il primo caricatore di sette colpi, il quarantenne albanese stava ricaricando l’arma per finire la moglie quando il cognato Arjam Demcolli, 32 anni, gli si è gettato alle gambe. I due sono rotolati a terra, ma Fejzo ha fatto fuoco ancora ammazzando il congiunto. In quel momento sono piombati i due poliziotti, urlando all’omicida di smetterla ma l’uomo ha premuto ancora il grilletto. Marcaccioli si è accasciato con la tibia sinistra in pezzi, Stella da un’altra posizione ha sparato e ucciso l'albanese.
«Azione necessaria - ha spiegato il procuratore della Repubblica di Reggio, Italo Materia - per fermare una strage. Quei poliziotti hanno onorato la loro professione in una situazione molto difficile».
Di Stefano Filippi 18.10.2007 – IlGiornale.it
Ma arriva oggi la notizia che anche la donna è morta! Due bambine che rimangono senza famiglia ed uno Stato Italiano che non ha ascoltato le parole della donna che aveva più volte dichiarato di essere minacciata dall’ex marito e che ne aveva paura, al punto di non voler andare in Tribunale quel giorno. E’ mai possibile che si possa entrare in Tribunale armati di pistola? E’ mai possibile che non si possano evitare certi fatti? Continuiamo a scendere la china velocemente ed a ridurre la nostra Bella Italia ad un immondezzaio senza fine!! Complimenti!!
Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia. (Gustave Flaubert)
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