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Martedì, 15 Aprile : 2008 Il Brescia
Elezioni. Crolla la Sinistra, tiene il Pd, in calo il partito di Fini e Berlusconi, ma quello di Bossi vola a più 11
Oggi i risultati della Loggia: in città veltroniani prima forza.
Ma l'altro fronte supera il 50%
La Lega vola oltre ogni attesa, il Pdl resta la prima forza ma perde sul 2006, il Pd rimane stabile. Mentre la Sinistra arcobaleno crolla drammaticamente.
È in linea con la tendenza nazionale il risultato del voto politico nel Bresciano. Ma guardando i dati della Camera non mancano le sorprese. E la più sostanziosa è certamente il Carroccio, che in provincia sale al 27,1%, contro il 15,8 di due anni fa (con punte oltre il 50 in alcuni Comuni).
Cala, invece, il Pdl: nel 2006 Forza Italia e An avevano ottenuto circa il 35% dei consensi, stavolta si deve accontentare del 30. Ma la perdita è ampiamente compensata dai guadagni dell'alleato, visto che le due forze sommate raggiungono quasi il risultato della tornata precedente (57,5 contro 60).
Sul fronte opposto il Pd cresce di un misero 1% (25,8-24,8), Di Pietro passa dal 1,9 al 3,2, ma non basta a trainare la coalizione che si ferma al 29% contro il 40 tondo conquistato a suo tempo dall'Unione.
Non va meglio, però, alle altre forze dell'ex alleanza di centrosinistra.
Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi avevano raccolto complessivamente il 7,8%: oggi, correndo unite con l'aggiunta di Sinistra democratica, sono solo il 2,6. Idem per i socialisti, allo 0,5 contro il 2 della Rosa nel pugno (coi radicali).
In leggera flessione l'Udc che, nel centro-destra, aveva raccolto il 7,3 mentre da sola non va oltre il 5,4.
Quanto alle altre liste la Destra si ferma al 2%: sotto l'1 gli altri (Lega autonomia 0,5%, Pcl, Sinistra critica, Forza Nuova, Aborto no grazie 0,4% - Per il bene comune 0,3 - Pl 0,2, Consumatori 0,2).
Dati che danno il polso degli umori dell'elettorato bresciano, mentre per conoscere gli eletti bisognerà aspettare il dato definitivo dei collegi di Camera (inter provinciale) e Senato (regionale), oltre al gioco delle dimissioni legato alla composizione del nuovo governo.
Rispetto alle attese della vigilia, peraltro, non dovrebbero esserci particolari sorprese.
Sei deputati per il Pdl: Adriano Paroli, Giuseppe Romele, Chiara Moroni e Mariastella Gelmini, Stefano Saglia e Viviana Beccalossi (Conti non dovrebbe farcela al Senato).
Mentre nell'Udc Mario Scotti dovrà sperare nelle possibili dimissioni di chi lo precede in lista (Casini, Pezzotta, Volontè).
In casa Lega certi Davide Caparini, Daniele Molgora (Palazzo Madama) e Sandro Mazzatorta (Senato). Mentre Raffaele Volpi dovrà sperare nel governo.
Nel centrosinistra il Pd eleggerà Guido Galperti al Senato, Paolo Corsini e Pierangelo Ferrari alla Camera. Alberto Tosa dovrebbe restare fuori, così come - clamorosamente – il capolista della Sinistra arcobaleno Maurizio Zipponi (Prc), visto che il partito ha mancato il 4%.
UN'ATTENZIONE particolare, in chiave Loggia, merita il dato della città. Qui il primo partito è il Pd (33%), seguito dal Pdl(31) e dalla Lega (17,6). Bene anche Udc(5) e Idv (4,1), mentre crolla la Sinistra(3,5) e la Destra non decolla (1,9).
Allo zero virgola tutti gli altri.
Con questi risultati Adriano Paroli sarebbe sindaco già al primo turno (i tre partiti maggiori che lo sostengono superano il 53%). Ma il dato delle politiche non va confuso con la sfida per le Comunali. Che stasera – lo spoglio dalle 14 -arriverà al dunque.
Circoscrizioni, ex Cdl avanti ma Est e ovest sono in bilico
Incognita socialisti
In tutte e cinque le circoscrizioni cittadine l'exCdl ha sopravanzato di almeno cinque punti la vecchia Unione (Partito democratico, Italia dei valori, Sinistra arcobaleno e Partito socialista).
La distanza maggiore si verifica nella Centro, dove Popolo delle libertà, Lega e dc -insieme- sfiorano quota 60 per cento, mentre il centrosinistra si ferma al 35. Finisce 54 a 41 nella Sud e 53 a 42 nella Nord. Più ridotto il divario nelle altre nella Ovest l'ex Casa delle libertà supera l'ex Unione di circa sei punti percentuali(50-44), nella Est di cinque(50-45). Sono queste le due circoscrizioni più in bilico sul versante amministrativo.
Nel voto politico, infatti, i socialisti hanno ottenuto mediamente lo 0,7% per cento, ma sulle Comunali la lista di Laura Castelletti è accreditata di percentuali ben maggiori. E - con le altre variabili del voto locale- potrebbe fare la differenza spostando l'asse, presidenza compresa, verso centrosinistra.
La provincia va al centrodestra
la Lega sbanca, col Pdl è al 57%
la Lega sbanca, col Pdl è al 57%
Oggi i risultati della Loggia: in città veltroniani prima forza.
Ma l'altro fronte supera il 50%
La Lega vola oltre ogni attesa, il Pdl resta la prima forza ma perde sul 2006, il Pd rimane stabile. Mentre la Sinistra arcobaleno crolla drammaticamente.
È in linea con la tendenza nazionale il risultato del voto politico nel Bresciano. Ma guardando i dati della Camera non mancano le sorprese. E la più sostanziosa è certamente il Carroccio, che in provincia sale al 27,1%, contro il 15,8 di due anni fa (con punte oltre il 50 in alcuni Comuni).
Cala, invece, il Pdl: nel 2006 Forza Italia e An avevano ottenuto circa il 35% dei consensi, stavolta si deve accontentare del 30. Ma la perdita è ampiamente compensata dai guadagni dell'alleato, visto che le due forze sommate raggiungono quasi il risultato della tornata precedente (57,5 contro 60).
Sul fronte opposto il Pd cresce di un misero 1% (25,8-24,8), Di Pietro passa dal 1,9 al 3,2, ma non basta a trainare la coalizione che si ferma al 29% contro il 40 tondo conquistato a suo tempo dall'Unione.
Non va meglio, però, alle altre forze dell'ex alleanza di centrosinistra.
Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi avevano raccolto complessivamente il 7,8%: oggi, correndo unite con l'aggiunta di Sinistra democratica, sono solo il 2,6. Idem per i socialisti, allo 0,5 contro il 2 della Rosa nel pugno (coi radicali).
In leggera flessione l'Udc che, nel centro-destra, aveva raccolto il 7,3 mentre da sola non va oltre il 5,4.
Quanto alle altre liste la Destra si ferma al 2%: sotto l'1 gli altri (Lega autonomia 0,5%, Pcl, Sinistra critica, Forza Nuova, Aborto no grazie 0,4% - Per il bene comune 0,3 - Pl 0,2, Consumatori 0,2).
Dati che danno il polso degli umori dell'elettorato bresciano, mentre per conoscere gli eletti bisognerà aspettare il dato definitivo dei collegi di Camera (inter provinciale) e Senato (regionale), oltre al gioco delle dimissioni legato alla composizione del nuovo governo.
Rispetto alle attese della vigilia, peraltro, non dovrebbero esserci particolari sorprese.
Sei deputati per il Pdl: Adriano Paroli, Giuseppe Romele, Chiara Moroni e Mariastella Gelmini, Stefano Saglia e Viviana Beccalossi (Conti non dovrebbe farcela al Senato).
Mentre nell'Udc Mario Scotti dovrà sperare nelle possibili dimissioni di chi lo precede in lista (Casini, Pezzotta, Volontè).
In casa Lega certi Davide Caparini, Daniele Molgora (Palazzo Madama) e Sandro Mazzatorta (Senato). Mentre Raffaele Volpi dovrà sperare nel governo.
Nel centrosinistra il Pd eleggerà Guido Galperti al Senato, Paolo Corsini e Pierangelo Ferrari alla Camera. Alberto Tosa dovrebbe restare fuori, così come - clamorosamente – il capolista della Sinistra arcobaleno Maurizio Zipponi (Prc), visto che il partito ha mancato il 4%.
UN'ATTENZIONE particolare, in chiave Loggia, merita il dato della città. Qui il primo partito è il Pd (33%), seguito dal Pdl(31) e dalla Lega (17,6). Bene anche Udc(5) e Idv (4,1), mentre crolla la Sinistra(3,5) e la Destra non decolla (1,9).
Allo zero virgola tutti gli altri.
Con questi risultati Adriano Paroli sarebbe sindaco già al primo turno (i tre partiti maggiori che lo sostengono superano il 53%). Ma il dato delle politiche non va confuso con la sfida per le Comunali. Che stasera – lo spoglio dalle 14 -arriverà al dunque.
Circoscrizioni, ex Cdl avanti ma Est e ovest sono in bilico
Incognita socialisti
In tutte e cinque le circoscrizioni cittadine l'exCdl ha sopravanzato di almeno cinque punti la vecchia Unione (Partito democratico, Italia dei valori, Sinistra arcobaleno e Partito socialista).
La distanza maggiore si verifica nella Centro, dove Popolo delle libertà, Lega e dc -insieme- sfiorano quota 60 per cento, mentre il centrosinistra si ferma al 35. Finisce 54 a 41 nella Sud e 53 a 42 nella Nord. Più ridotto il divario nelle altre nella Ovest l'ex Casa delle libertà supera l'ex Unione di circa sei punti percentuali(50-44), nella Est di cinque(50-45). Sono queste le due circoscrizioni più in bilico sul versante amministrativo.
Nel voto politico, infatti, i socialisti hanno ottenuto mediamente lo 0,7% per cento, ma sulle Comunali la lista di Laura Castelletti è accreditata di percentuali ben maggiori. E - con le altre variabili del voto locale- potrebbe fare la differenza spostando l'asse, presidenza compresa, verso centrosinistra.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















