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Giovedì, 17 Luglio : 2008
Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione
COLLEGATA: Il Csm: "L'autonomia dei giudici è a rischio"
Il Cavaliere: «Immunità parlamentare, separazione carriere e un nuovo Csm».
Calderoli frena: «Prima il federalismo»
ROMA - Ancora la giustizia. Archiviato il capitolo della norma "blocca processi" e dato il via libera politico (e di un ramo del Parlamento) al Lodo Alfano, il centrodestra torna a confrontarsi sul tema che da settimane occupa l'agenda politica. E nella maggioranza sono scintille. È la Lega a imporre un brusco stop ai progetti berlusconiani, bocciando la "scaletta" di Silvio Berlusconi che prevede una «riforma dalle fondamenta» della giustizia subito dopo la pausa estiva. Preoccupazione per l'annuncio berusconiano anche da parte del Csm che avverte: «E' a rischio l'indipendenza dei giudici».
L'altolà del Carroccio
Roberto Calderoli sceglie il cortile di Montecitorio per illustrare ai cronisti le priorità dell’esecutivo. Sulle riforme «abbiamo fatto una tabella temporale» e quella della giustizia «in questa tabella non c’è», dice il ministro per la Semplificazione. «Questo non vuol dire che la riforma non si fa ma che si fa dopo», aggiunge l’esponente del Carroccio. C’è «il federalismo fiscale, il codice delle autonomie e la Finanziaria, poi la riforma Costituzionale», è l’agenda della Lega, che insomma impone lo stop: «Il 2008 è un anno che mi sembra pieno». Tanto più, spiegano dal Carroccio, che il clima è già di scontro: affrontare i temi cari alla Lega mentre infuria lo scontro sulla giustizia, rischia di complicarne ancora di più il percorso. Meglio dunque portare prima a casa federalismo fiscale e riforma costituzionale.
Il Cavaliere accelera: «Cambieremo la giustizia dalle fondamenta»
Ma il premier non è dello stesso avviso. Berlusconi, al termine di un pranzo con gli eurodeputati di Forza Italia in un albergo romano dribbla i cronisti, ma da quanto emerge la giustizia ha occupato buona parte dell’incontro. Assicurano alcuni dei partecipanti che Berlusconi su un punto è stato fermo: «Faremo subito, da settembre, la riforma della giustizia. Cambieremo la giustizia dalle fondamenta». Che è poi «il programma del 2001» spuntato fuori oggi nelle parole di molti dei presenti al pranzo. Immunità parlamentare, dunque, separazione delle carriere, riforma del Csm, priorità dell’azione penale. Per mettere in atto questo programma, Berlusconi starebbe pensando a un tavolo, un comitato di saggi che affronti da subito la questione. Un Berlusconi «deciso», assicurano i parlamentari europei azzurri, tanto che avrebbe confidato: «Sono più determinato che mai».
Di Pietro: «Berlusconi vuole attuare il progetto della P2»
Una posizione che piace al capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «C’è tempo per tutto. È lungo l’autunno. Dalla metà di settembre a Natale, con il ritmo che abbiamo e con i numeri che abbiamo, possiamo approvare un sacco di cose». Quanto emerge sulle intenzioni del premier lascia di stucco Antonio Di Pietro. Ieader dell'Idv la mette giù durissima: la riforma della giustizia che ha in mente Berlusconi è identica «al progetto della P2, un progetto criminogeno, politicamente criminale». Parole prontamente stigmatizzate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: «Dittatura? P2? Di Pietro farnetica. Ha proprio ragione Berlusconi quando dice che Di Pietro gli fa orrore».
L'altolà del Carroccio
Roberto Calderoli sceglie il cortile di Montecitorio per illustrare ai cronisti le priorità dell’esecutivo. Sulle riforme «abbiamo fatto una tabella temporale» e quella della giustizia «in questa tabella non c’è», dice il ministro per la Semplificazione. «Questo non vuol dire che la riforma non si fa ma che si fa dopo», aggiunge l’esponente del Carroccio. C’è «il federalismo fiscale, il codice delle autonomie e la Finanziaria, poi la riforma Costituzionale», è l’agenda della Lega, che insomma impone lo stop: «Il 2008 è un anno che mi sembra pieno». Tanto più, spiegano dal Carroccio, che il clima è già di scontro: affrontare i temi cari alla Lega mentre infuria lo scontro sulla giustizia, rischia di complicarne ancora di più il percorso. Meglio dunque portare prima a casa federalismo fiscale e riforma costituzionale.
Il Cavaliere accelera: «Cambieremo la giustizia dalle fondamenta»
Ma il premier non è dello stesso avviso. Berlusconi, al termine di un pranzo con gli eurodeputati di Forza Italia in un albergo romano dribbla i cronisti, ma da quanto emerge la giustizia ha occupato buona parte dell’incontro. Assicurano alcuni dei partecipanti che Berlusconi su un punto è stato fermo: «Faremo subito, da settembre, la riforma della giustizia. Cambieremo la giustizia dalle fondamenta». Che è poi «il programma del 2001» spuntato fuori oggi nelle parole di molti dei presenti al pranzo. Immunità parlamentare, dunque, separazione delle carriere, riforma del Csm, priorità dell’azione penale. Per mettere in atto questo programma, Berlusconi starebbe pensando a un tavolo, un comitato di saggi che affronti da subito la questione. Un Berlusconi «deciso», assicurano i parlamentari europei azzurri, tanto che avrebbe confidato: «Sono più determinato che mai».
Di Pietro: «Berlusconi vuole attuare il progetto della P2»
Una posizione che piace al capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: «C’è tempo per tutto. È lungo l’autunno. Dalla metà di settembre a Natale, con il ritmo che abbiamo e con i numeri che abbiamo, possiamo approvare un sacco di cose». Quanto emerge sulle intenzioni del premier lascia di stucco Antonio Di Pietro. Ieader dell'Idv la mette giù durissima: la riforma della giustizia che ha in mente Berlusconi è identica «al progetto della P2, un progetto criminogeno, politicamente criminale». Parole prontamente stigmatizzate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: «Dittatura? P2? Di Pietro farnetica. Ha proprio ragione Berlusconi quando dice che Di Pietro gli fa orrore».
Ultima modifica di Redazione il 17 Lug 2008 19:46, modificato 1 volta in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















