MASTELLA:
INCHIESTA WHY NOT VADA AVANTI
INCHIESTA WHY NOT VADA AVANTI
- De Magistris: la mia vita e' a rischio
- Le reazioni della magistratura al caso "De Magistris"
- Catanzaro, scontro Mastella-Di Pietro. L'ex pm: ''Prodi chiamato ad assunzione di responsabilità''
NAPOLI - "Non ho alcuna difficoltà: l'inchiesta vada avanti. Sono il primo a chiederlo perché voglio che questi schizzi di fango che mi sono stati gettati addosso mi vengano tolti". Lo chiede il ministro della Giustizia Clemente Mastella in merito agli ultimi sviluppi dell'inchiesta Why Not intervenendo a margine della messa celebrata dal Papa a Napoli.
MI HA INDAGATO PER DIVENTARE UN EROE
"Mi ha iscritto scientemente perché sapeva che iscrivendomi gli veniva tolta l'inchiesta e diventava un eroe nazionale". E' la dura accusa che il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha rivolto al pm di Catanzaro Luigi de Magistris. Un comportamento, secondo Mastella, che nasce dal fatto che "risultati reali fino ad ora non sono arrivati anche perché la Cassazione ha in larghissima misura bocciato i suoi atti". "Probabilmente - è l'intenzione che Mastella attribuisce a de Magistris - voleva dare l'idea che è molto più facile esaltarsi nel dire 'mi hanno tolto la cosa'".
"Al 20 giugno - ricostruisce Mastella - la Procura di Catanzaro mi disse che non c'era nessun procedimento che mi riguardava. Quindi, io non sono intervenuto per difendere me stesso". Per il ministro della Giustizia "fino a quando nell'inchiesta c'era solo Prodi, lui (riferendosi a De Magistris, ndr) è andato avanti. Come mai si iscrive all'improvviso il 14 ottobre?, se per caso i miei reati datavano da prima?". Il Guardasigilli si chiede se "non si può immaginare che lo abbia fatto per diventare eroe nazionale?. Come dice il mio amico Andreotti a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Non è che sapeva che finiva così e mi ha inserito d'ufficio iscrivendomi?". Secondo Mastella "é ovvio che finché toccava Prodi non c'era incompatibilità perché non era il ministro che giudicava. Con me invece c'é il conflitto di interessi. Probabilmente sarà stata questa la ragione, anche perché in questa inchiesta la Cassazione ha già bocciato alcuni provvedimenti".
"Quanto ai toni esasperati, il tritolo eccetera, quasi che qualcuno di noi o qualcuno legato a bande possa mandar tritolo, stesse tranquillo". Così il ministro della Giustizia Clemente Mastella replica alle ultime affermazioni del pm di Catanzaro Luigi de Magistris. "Ho visto che si parla di tritolo - aggiunge il Guardasigilli - mi piacciono i fuochi di artificio, non è che....". De Magistris - viene chiesto al ministro - usa toni esagerati? "Non commento" è la risposta di Mastella.
DI PIETRO ANALFABETA DEL DIRITTO
Al suo collega di governo Antonio Di Pietro, il ministro della Giustizia Clemente Mastella risponde che non "capisce di diritto, è un analfabeta della materia e se leggesse qualche libro eviterebbe le gaffes". Mastella, a margine della Messa celebrata dal Papa in piazza del Plebiscito a Napoli, ricorda al ministro delle Infrastrutture che "avocazione non significa interruzione dell'inchiesta". "Di sicuro - ha concluso il Guardasigilli - non debbo rispondere di 100 milioni, né della Mercedes".
SE SALTA MAGGIORANZA MEGLIO VOTO CHE INTESE
"Se la maggioranza non ci fosse, o saltasse al Senato" per il leader dell'Udeur Clemente Mastella "é meglio che si vada al voto". "Continuo a ritenere - ha ribadito oggi a Napoli a margine della Messa celebrata dal Papa - che laddove la maggioranza non fosse in piedi, qualora fossi chiamato dal Presidente della Repubblica, gli dirò che sono per il voto e non per governi tecnici o di piccole, medie, grandi intese".
MI HA INDAGATO PER DIVENTARE UN EROE
"Mi ha iscritto scientemente perché sapeva che iscrivendomi gli veniva tolta l'inchiesta e diventava un eroe nazionale". E' la dura accusa che il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha rivolto al pm di Catanzaro Luigi de Magistris. Un comportamento, secondo Mastella, che nasce dal fatto che "risultati reali fino ad ora non sono arrivati anche perché la Cassazione ha in larghissima misura bocciato i suoi atti". "Probabilmente - è l'intenzione che Mastella attribuisce a de Magistris - voleva dare l'idea che è molto più facile esaltarsi nel dire 'mi hanno tolto la cosa'".
"Al 20 giugno - ricostruisce Mastella - la Procura di Catanzaro mi disse che non c'era nessun procedimento che mi riguardava. Quindi, io non sono intervenuto per difendere me stesso". Per il ministro della Giustizia "fino a quando nell'inchiesta c'era solo Prodi, lui (riferendosi a De Magistris, ndr) è andato avanti. Come mai si iscrive all'improvviso il 14 ottobre?, se per caso i miei reati datavano da prima?". Il Guardasigilli si chiede se "non si può immaginare che lo abbia fatto per diventare eroe nazionale?. Come dice il mio amico Andreotti a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Non è che sapeva che finiva così e mi ha inserito d'ufficio iscrivendomi?". Secondo Mastella "é ovvio che finché toccava Prodi non c'era incompatibilità perché non era il ministro che giudicava. Con me invece c'é il conflitto di interessi. Probabilmente sarà stata questa la ragione, anche perché in questa inchiesta la Cassazione ha già bocciato alcuni provvedimenti".
"Quanto ai toni esasperati, il tritolo eccetera, quasi che qualcuno di noi o qualcuno legato a bande possa mandar tritolo, stesse tranquillo". Così il ministro della Giustizia Clemente Mastella replica alle ultime affermazioni del pm di Catanzaro Luigi de Magistris. "Ho visto che si parla di tritolo - aggiunge il Guardasigilli - mi piacciono i fuochi di artificio, non è che....". De Magistris - viene chiesto al ministro - usa toni esagerati? "Non commento" è la risposta di Mastella.
DI PIETRO ANALFABETA DEL DIRITTO
Al suo collega di governo Antonio Di Pietro, il ministro della Giustizia Clemente Mastella risponde che non "capisce di diritto, è un analfabeta della materia e se leggesse qualche libro eviterebbe le gaffes". Mastella, a margine della Messa celebrata dal Papa in piazza del Plebiscito a Napoli, ricorda al ministro delle Infrastrutture che "avocazione non significa interruzione dell'inchiesta". "Di sicuro - ha concluso il Guardasigilli - non debbo rispondere di 100 milioni, né della Mercedes".
SE SALTA MAGGIORANZA MEGLIO VOTO CHE INTESE
"Se la maggioranza non ci fosse, o saltasse al Senato" per il leader dell'Udeur Clemente Mastella "é meglio che si vada al voto". "Continuo a ritenere - ha ribadito oggi a Napoli a margine della Messa celebrata dal Papa - che laddove la maggioranza non fosse in piedi, qualora fossi chiamato dal Presidente della Repubblica, gli dirò che sono per il voto e non per governi tecnici o di piccole, medie, grandi intese".
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















