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“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)

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mediamente in Italia si registrano 13 stupri al giorno
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Messaggio mediamente in Italia si registrano 13 stupri al giorno 
 



Domenica, 20 Aprile : 2008 deltanews

L’emergenza è quotidiana e non riguarda solo Roma e Milano:
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mediamente in Italia si registrano 13 stupri al giorno

          
 
Si torna a parlare di emergenza stupri dopo i tragici fatti di violenza sessuale sulla giovane studentessa originaria del Lesotho, accoltellata dal suo aguzzino giovedì notte all'uscita della stazione ferroviaria 'La Storta', a Roma (tra le 23.30 e le 24.00, quando proprio all'uscita della stazione è stata sorpresa dal suo aggressore, che, minacciandola con un coltello, l'ha costretta a seguirlo nella vicina campagna e, dopo averla colpita con forza all'addome, l’ha stuprata), a poche ore dall’episodio milanese, che ha visto protagonista una studentessa americana violentata a Milano (la terza in 10 giorni), preceduti dal caso della badante rumena violentata tra il 12 e il 13 aprile scorso da un connazionale a Firenze. Tre episodi che confermano come l’emergenza stupri in Italia non sia mai cessata. Pur in leggero calo, le violenze sessuali accertate nel 2007 (4.663 casi, una media di quasi 13 al giorno), dimostrano come non passa giorno senza che vengano colpite dignità e integrità femminili. “E' ora di intervenire per contrastare questa drammatica emergenza”, dichiara la ministra uscente alle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, che assicura di voler continuare a battersi perché questa mattanza finisca. “Al di là ogni logica di schieramento, trasversalmente, nel nuovo Parlamento –  asserisce Pollastrini - va sostenuto il piano di azione contro la violenza alle donne e per la loro sicurezza, con linee di intervento per la prevenzione, l'aiuto alle donne che si sentano minacciate e l'immediatezza e certezza della pena nei confronti di italiani e non”.

Già, perché qui sta il punto: negli ultimo tre casi di violenza, gli stupratori sono stati un egiziano (a Milano) e due rumeni nel caso di Firenze e Roma. E allora è facile parlare dell’urgenza di rivedere la politica immigratoria e fermare l'aggressione dei clandestini alle città, come ha affermato il vicesindaco di Milano e assessore alla sicurezza, Riccardo De Corato, commentando la violenza sulla giovane studentessa americana. "A differenza di quanto fa Sarkozy in Francia, il sistema delle espulsioni adottato dal governo del nostro Paese è un'autentica presa in giro".

''Città' come Milano, -spiega De Corato- non possono essere ostaggio di migliaia di irregolari come lo stupratore della ragazza americana, responsabili di stupri, scippi, furti, rapine. Servono rimpatri coatti immediati con pene di almeno 10 anni per chi rientra in Italia, da scontare nelle carceri dei Paesi di provenienza.

 “Basta con i clandestini liberi di scorrazzare nella nostra città e di compiere brutalità per le strade -aggiunge De Corato- come del resto aveva denunciato il rapporto della Corte d'Appello in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Nella relazione si faceva esplicitamente riferimento al rilevante incremento di episodi di violenza sessuale attuati in questo modo. E perpetrati da extracomunitari, prevalentemente clandestini''. ''Di fronte a questi delitti -osserva - mi auguro che i giudici adottino la massima severità e soprattutto che ci sia certezza della pena. Chi compie reati violenti, come stupratori o rapinatori, ed è anche recidivo, non può godere di sconti o benefici. Tanto meno -conclude- di impunità''.

I drammatici fatti di questi giorni, confermano che dalla politica dei proclami si deve immediatamente passare a quella delle azioni, che devono essere messe in campo su tre piani: inasprimento e certezza della pena, controllo del territorio per la prevenzione e, soprattutto, capacità di mettere da parte ogni ipocrisia. La violenza sulle donne- dichiara Barbara Saltamartini, parlamentare del PDL e Coordinatrice nazionale delle donne di An - é certamente un fenomeno complesso, ma nessuno può far finta di non vedere che moltissimi episodi sono commessi da cittadini stranieri. Leggo con interesse le dichiarazioni dell'ex ministra delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, sul fatto che 'bisogna agire trasversalmente, al di là di ogni logica di schieramento'. A questo, però, vorrei aggiungere che bisogna farlo anche al di là di ogni approccio ideologico, capendo che l'espulsione degli stranieri che commettono o hanno commesso reati sul nostro territorio é una delle misure necessarie a garantire una maggiore sicurezza delle donne”.

E basta la parola straniero ad accendere la miccia dell’intolleranza e a far parlare Roberto Calderoni  (Lega Nord) di nuove norme – entro due mesi - a tutela della sicurezza e contro la clandestinità, “attraverso la conversione di un decreto legge da emanarsi già nel mese di maggio e chiunque si sottrarrà o si opporrà al confronto dovrà essere considerato, e additato da tutti, alla stregua di uno stupratore". "Ogni violenza contro la donna o contro i più deboli – osserva poi Calderoli - ancor più quando l`autore del delitto non avrebbe diritto ad essere presente tra di noi in quanto irregolare, è un qualcosa che deve pesare sulle nostre coscienze e di cui tutti dobbiamo ritenerci responsabili. Le elezioni Politiche, con l`annesso scontro politico, sono passate ed ora è il momento di dare risposte concrete al Paese. Non si può essere a favore o contro lo stupro, la violenza non può essere né di destra né di sinistra, il cittadino non può essere vittima o ostaggio dei peggiori balordi che hanno assunto il controllo del territorio e contano su una sorta di certezza dell`impunità grazie alle complicità della politica". "Se si vuole aprire veramente una nuova fase politica - conclude - allora bisogna mettersi alle spalle questo modo di fare politica, che altro non è che una politica delinquenziale, sia che venga da una parte politica che dall`altra".

Che sia urgente intervenire immediatamente con una strategia complessiva che deve vedere impegnati  tutti i livelli istituzionali per fermare la violenza alle donne è indubbio, quello che non si vuol capire è che la violenza sessuale non è solo un problema di sicurezza e non riguardo solo gli stranieri.

A commettere i 4.663 casi di violenza nel 2007, contro i 4.694 del 2006 ( emerge dalle analisi della Direzione centrale della polizia criminale), in casa propria, sul posto di lavoro, a casa di amici e parenti, sono amici, datori o colleghi di lavoro, fidanzati ed ex fidanzati, coniugi o ex coniugi, e, in misura minore da immigrati.

Dati confermati dall’ultimo rapporto Istat, che mette in evidenza, rispetto alle violenze subite in famiglia, come gli autori della violenza sono nell’85% dei casi i mariti ( il 18% sono sconosciuti), e che  le violenze meno diffuse, ma più denunciate, sono quelle consumate per strada ed enfatizzate dai mass media e dai mezzi di comunicazione.

Le violenze domestiche, (il 30% di tutta la criminalità nel nostro paese), rivelano una crescita esponenziale causata per lo più da motivi riguardanti la gelosia, il carattere passionale, e il bisogno di controllo maschile sulla vita delle donne, motivi che conducono sempre più spesso agli omicidi commessi per lo più da ex fidanzati, che agiscono sotto la spinta di dinamiche persecutorie, causate dall’incapacità di gestire un abbandono o un distacco dalla propria partner.

Per capire la complessità del fenomeno forse è opportuno suggerire la visione dell’interessante programma

condotto da Camila Raznovich, “Amore Criminale”, in onda sabato alle 23.40 su Rai Tre (che varrebbe la pena promuovere in prima serata) e, focalizzato su una serie di episodi di cronaca nera degli ultimi anni, che vedono come vittime delle donne e come carnefici degli uomini che aveva dichiarato amore eterno alla stessa donna, solo poco prima. “Uomini comuni che diventano carnefici accecati dalla gelosia, oppure in seguito ad un rifiuto, alla rottura di un rapporto. "In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo. E quasi sempre quell'uomo diceva di amarla" raccontava Matilde D'Errico, ideatrice del programma,in occasione del lancio della prima serie del programma. "Quando abbiamo letto la statistica Istat, ci è venuta spontanea una domanda. Che cosa rende questi casi tanto simili fra loro? Non la comunanza culturale o sociale, quanto tre elementi precisi. L'uomo è sempre affetto da gelosia morbosa e sentimento di possesso; quasi mai la vittima ha denunciato, prima del gesto fatale, le violenze che l'avevano annunciato; sempre rei confessi, gli assassini finiscono spesso anche suicidi".

Dopo quanto premesso, e soprattutto dopo le polemiche che si sono scatenate a Roma in seguito dichiarazioni della destra sulla mancanza di sicurezza nella città e le accuse a Rutelli e Veltroni, di essere amministratori indultisti, garantisti, giustificazionisti (per citare il deputato del PdL Fabio Rampelli, responsabile dipartimento Sicurezza di Alleanza nazionale), e quindi “dovrebbero essere i primi a chiedere scusa ai romani e a tutti gli italiani per l'ennesimo atto di violenza”, forse è opportuno ricordare che non è solo Roma (e lo dimostrano i dieci stupri di Milano) ad essere una città veramente difficile per la quotidianità delle donne, e che la violenza da nord a sud è un fatto drammatico che ci coinvolge tutti/e umanamente. Quello che serve sono politiche adeguate per affrontarla, e non è certo con la demagogia e la ricerca di capri espiatori che si risolve.

"Nessuno speculi sulla violenza delle donne. Questa tema è al centro dei programmi di entrambi gli schieramenti e anche per il futuro merita la massima attenzione da parte delle istituzioni, soprattutto con la dovuta severità nei confronti dei responsabili. I dati del Viminale comunque dimostrano che Roma é una città sicura”, puntualizza Mauro De Bosi, esponente del Pd e presidente uscente delle Commissione Sicurezza del Campidoglio. "Dobbiamo intervenire per prevenire e punire i casi di violenza sulle donne. Ma dividersi su questo tema non ha senso. Serve quindi la massima collaborazione tra tutte le istituzioni e tra le forze politiche", conclude De Bosi, mentre Massimiliano Smeriglio, segretario romano del Prc, ha invitato il candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e la destra a smetterla di cercare di smuovere le pance dei cittadini, con atti di sciacallaggio su eventi drammatici che avvengono nelle stesse ore, purtroppo, a Roma come a Milano.  “A noi non verrebbe mai in mente di accusare il sindaco di Milano delle violenze subite dalle donne negli ultimi giorni, né di far ricadere responsabilità individuali penali gravissime, sulla testa di intere etnie. Lasciamo da parte le polemiche sterili utili solo al gioco elettorale - conclude – ed esprimiamo invece solidarietà e vicinanza alla ragazza aggredita''.

Chiudiamo con la nota della Casa Internazionale delle donne di Roma, che ricorda come ogni giorno una donna su cinque è vittima di queste intollerabili aggressioni che per la maggior parte dei casi avvengono dentro le mura domestiche ad opera degli uomini che sono loro più vicini''.  ''Organizzazioni e associazioni di donne denunciano, inascoltate da anni - ha dichiarato Costanza Fanelli, Presidente della Casa Internazionale delle donne - questo gravissimo fenomeno e non sono disposte ad accettare strumentalizzazioni a pochi giorni dalla elezione del nuovo sindaco di Roma da parte di chi ha sempre mostrato ostilità per i diritti e le istanze del genere femminile''.

  





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