 | Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo |  |
| Autore |
Messaggio |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Caso MEREDITH (Perugia): Agg.to continuo
Sabato, 3 Novembre 2007
PERUGIA - La morte a Perugia di Meredith Kercher, studentessa inglese di 22 anni, e' ancora un mistero. La polizia e' impegnata senza sosta per risolvere il caso ma il puzzle non sembra ancora composto. Il fascicolo per omicidio volontario aperto dalla procura rimane a carico di ignoti e gli inquirenti procedono a tutto campo anche se sembra prendere sempre piu' corpo la possibilita' che la giovane possa avere fatto entrare volontariamente in casa chi poi l'ha uccisa. La chiave del caso sembra essere nei due cellulari della giovane. Solo ipotesi comunque al momento. Come quella che Meredith possa avere avuto un rapporto sessuale prima di essere uccisa. Indicazioni in tal senso sembrano arrivare dai primi accertamenti medico legali ma una risposta certa potra' fornirla solo l'autopsia in programma domani mattina.
L'esame dovra' stabilire anche se i segni sul corpo della giovane siano riconducibili a violenze compiute la notte del delitto e a che ora la studentessa abbia esattamente cessato di vivere. I primi rilievi sembrano collocare il decesso nella notte tra giovedi' e ieri quando, tra le 13 e le 14, la ventiduenne e' stata trovata nella sua camera da letto. A terra, supina, con indosso solo una maglietta alzata fino al collo e un profondo taglio alla gola provocato con un coltello o un punteruolo (arma ancora oggi cercata ma non trovata). Con un piumone a coprire il corpo. C'e' inoltre da chiarire che fine abbia fatto la chiave con la quale e' stata chiusa la porta della camera. Uno snodo per l'indagine potrebbe essere l'esame dei due telefoni cellulari dai quali Meredith non si separava mai e trovati nell'orto di un'anziana, non lontano dall'abitazione dove viveva la studentessa. Squadra mobile e polizia postale stanno vagliando i tabulati, ancora incompleti, delle chiamate arrivate e partite dalla scheda italiana e da quella inglese.
L'indagine ha intanto chiarito che non ci sono legami tra gli apparecchi e la telefonata di minacce ricevuta dalla stessa anziana. A farla - e' stato accertato - e' stato un giovane italiano estraneo al delitto sembra solo per un banale scherzo. Nei cellulari di Meredith gli investigatori cercano un possibile contatto con chi l'ha uccisa. Dopo avere partecipato a una festa mercoledi' sera, giovedi' la giovane e' stata a cena a casa di un'amica dove hanno visto un film . Quindi la studentessa e' uscita intorno alle 21. Cosa sia successo successivamente e' ancora da chiarire. Una delle ipotesi e' che possa avere incontrato qualcuno e con lui sia rientrata a casa non troppo tardi. Poi la morte probabilmente tra le 2 e le 4. Dalle indagini sembra emergere che la studentessa giunta a Perugia ad agosto con il programma Erasmus non avesse legami sentimentali stabili. La polizia ha sentito a lungo le sue coinquiline e chi la conosceva, in particolare un ragazzo italiano e uno straniero ma nessuno avrebbe fornito particolari determinanti per l'indagine.
Brunetta, occhi marroni, educata in una scuola privata inglese, Meredith risiedeva con il padre divorziato a Coulsdon, un quartiere sud di Londra. Frequentava all'universita' di Leeds un corso di laurea in studi europei. Era giunta a Perugia per seguire lezioni di storia moderna, scienze politiche e cinema. Di recente aveva scritto ad un amico: ''Me la spasso. Adesso qui incomincia a fare davvero freddo ma e' in corso un festival del cioccolato ed e' una buona scusa per bere un mucchio di cioccolata calda''. ''Meredit era molto tranquilla, simpatica, socievole'', ha detto Pasquale, un suo amico. ''Era cordiale con tutti - ha aggiunto - e non ha mai avuto problemi particolari. Io non l'ho mai visto ubriaca. Il suo cruccio era la lingua italiana, che ancora non conosceva molto bene''. Ora la polizia sta cercando di chiarire chi e perche' ha ucciso Meredith. Un delitto che per il momento e' ancora avvolto nel mistero.
18:55
Meredith,
choc in Inghilterra
LONDRA -"Siamo devastati. Io sono così totalmente sotto choc che non posso nemmeno piangere o arrabbiarmi": il padre della studentessa inglese sgozzata a Perugia non sa capacitarsi della terribile fine toccata a sua figlia Meredith. "Meredith era così bella, così intelligente. Le volevamo così tanto bene. Sono di sasso", si sfoga John Kercher. Giornalista freelance, con altri due figli (Lyle di 28 e Stephanie di 24), Kercher ha incominciato a inquietarsi ieri pomeriggio quando ha saputo che una ragazza britannica era stata selvaggiamente ammazzata nel capoluogo umbro: "Ho chiamato Meredith - racconta - per essere sicuro che non fosse lei ma il suo telefonino era spento. Devo aver provato quindici o venti volte". Poi, dopo contatti con il tabloid 'Daily Mirror' e con il Foreign Office, la doccia fredda: "Quando ho saputo il nome mi sono aggrappato alla speranza che fosse un'altra Meredith o che ci fosse un errore. Ma mi hanno detto che era stata identificata da una delle sue compagne di casa. Adesso toccherà a me, come padre, di identificarla ufficialmente ed è un pensiero che mi é insopportabile".
Brunetta, occhi marroni, educata in una scuola privata da 15.000 euro all'anno, Meredith risiedeva con il padre divorziato a Coulsdon, un quartiere sud di Londra. Era a Perugia nel quadro del programma europeo di scambio Erasmus. Frequentava all'università di Leeds il terzo anno di un corso quadriennale di laurea in 'European Studies', studi europei. Era sbarcata in Italia a fine agosto, con l'intenzione di seguire per un anno lezioni di storia moderna, scienze politiche e cinema. Di recente aveva scritto ad un amico che a Perugia si trovava bene: "Me la spasso. Adesso qui incomincia a fare davvero freddo ma al momento è in corso un festival del cioccolato ed é una buona scusa per bere un mucchio di cioccolata calda". Dopo aver appreso della tragedia di Perugia molti amici di Meredith hanno lasciato messaggi di cordoglio sulla pagina internet che la ragazza ventunenne si era creata sul sito Facebook: "Sei una ragazza magnifica e amata da tutti. Ci mancherai moltissimo e non ti dimenticheremo mai", scrive Dominic Seymoor, suo compagno di università. Sul sito ci sono parecchie foto di lei raggianti ad una festa di giovedì sera per Halloween. In alcune la si vede vestita da vampiro. Sempre su Facebook Meredith - Mez per gli amici - informa che sarebbe ritornata in Gran Bretagna dal 9 al 14 novembre per il compleanno della mamma Arline. "Siamo profondamente scioccati dalla terribile notizia. Un membro del nostro staff è partito per l'Italia per dare appoggio ai nostri studenti che erano assieme a Meredith", ha indicato un portavoce dell'università di Leeds. I tabloid londinesi hanno dato oggi molto risalto alla vicenda privilegiando decisamente la pista del maniaco. Significativo il titolo del 'Daily Mirror': "Un maniaco taglia la gola ad una studentessa di scambio". Di "maniaco" parla anche un altro diffuso tabloid, il 'Sun'. "Ha incontrato il killer al party di Halloween?", si chiede il 'Daily Mail'.
Ultima modifica di Redazione il 09 Gen 2008 13:50, modificato 34 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Perugia, si cerca nei cellulari la chiave dell'omicidio
Ancora da chiarire se l'assassino l'abbia violentata
Perugia,
si cerca nei cellulari la chiave dell'omicidio di Meredith
In corso i sopralluoghi nella villetta in cui ieri la ragazza è stata trovata morta. I suoi telefonini ritrovati nel giardino di una casa poco distante. Domani l'autopsia
Perugia, 3 nov. - (Adnkronos/Ign) - Potrebbero essere i due cellulari - uno con scheda italiana, l'altro inglese - ritrovati nel giardino di una vicina di casa, a fornire la chiave dell' omicidio di Meredith Kerchera, la studentessa inglese di 22 anni trovata uccisa ieri pomeriggio nel suo appartamento di viale S.Antonio, a Perugia.
Gli investigatori sperano di risalire dai tabulati telefonici agli ultimi contatti avuti dalla ragazza, mentre sembra sempre più verosimile l'ipotesi che, la notte del delitto, abbia avuto un rapporto sessuale. Per stabilire però se si sia trattato di una violenza - Meredith è stata trovata a terra nella sua camera da letto con indosso soltanto una maglietta - bisognerà aspettare il risultato dell'autopsia fissata per domani mattina.
Intanto, in base alle testimonianze di amici e conoscenti, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della giovane. La sera del 31, insieme ad alcuni amici, Meredith aveva festeggiato la notte di Halloween in alcuni locali di Perugia e non è escluso che qui possa aver conosciuto qualcuno legato alla sua morte. Giovedì invece, la ragazza avrebbe trascorso la serata insieme ad alcune amiche con le quali ha cenato in un'abitazione del centro storico di Perugia, dove è rimasta fino alle 21.30. Da allora, più nessuna notizia.
Gli esperti della polizia scientifica continuano i sopralluoghi nella villetta in cui la vittima viveva con altre tre ragazze e nell'area verde circostante l'abitazione. Gli agenti cercano soprattutto l'arma con cui la 22enne è stata uccisa - forse un coltello o un cacciavite - e la chiave della stanza in cui è stata ritrovata.
Fra stasera e domani mattina, i genitori di Meredith dovrebbero arrivare a Perugia.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Re: STRANIERA UCCISA, CONTROLLI A TAPPETO
2007-11-04 18:19
GIALLO DI PERUGIA, COMPARE UN MACABRO CARTELLO
PERUGIA - Un manifestino scritto a mano per "affittare preferibilmente a ragazze inglesi" la camera dove é stata uccisa la studentessa Meredith Kercher è comparso sul portone della Università per stranieri di Perugia. E' solo un macabro scherzo o un messaggio da decifrare? Il foglio è stato sequestrato dalla Digos. "Camera affittasi libera in via Sant' Antonio" (il luogo del delitto) vi era scritto. E poi la descrizione: "luminosa, con veduta spettacolare, libera da novembre". Per l' affitto saranno "preferite ragazze inglesi Erasmus", con riferimento al progetto di studi universitari seguito dalla studentessa uccisa. Segue il nome della persona da chiamare ("Gianfranco") ed un numero di telefono costituito dal prefisso telefonico di Perugia (075) seguito dal numero 021107 che è la data del giorno del delitto (2 novembre 2007). Numero telefonico che risulta inesistente.
PERITO, DA AUTOPSIA ELEMENTI INTERESSANTI
Dalla autopsia sul cadavere della giovane studentessa inglese uccisa a Perugia sono emersi "elementi interessanti". Lo ha detto, rispondendo ai giornalisti, il dott. Luca Lalli, cui la procura ha affidato la perizia medico legale, senza però fornire alcuna precisazione sui risultati dell' esame. L' autopsia sul corpo di Meredith Kercher, 22 anni, di Londra, trovata con la gola tagliata in un appartamento di Perugia, era cominciata stamani intorno alle 10 presso l' istituto di medicina legale dell' Università di Perugia e si è conclusa intorno alle 17. "Ci sono elementi interessanti - ha detto Lalli all' uscita dell' istituto di medicina legale pressato dai giornalisti - dei quali vado a parlare con il magistrato e con gli inquirenti". Poco prima di lui erano usciti, anche loro senza parlare con i cronisti, gli esperti della polizia scientifica.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Re: Omicidio Perugia, conclusa l'autopsia: Meredith stuprata
Tra 60 giorni i risultati completi
Omicidio Perugia, conclusa l'autopsia:
Meredith stuprata e poi sgozzata
È quanto emerso dai primi rilievi dell'esame autoptico insieme ad altri ''elementi interessanti''
Perugia, 4 nov. - (Adnkronos/Ign) - I risultati definitivi dell'esame autoptico, si avranno solo tra sessanta giorni ma da quanto trapelato in serata Meredith Kercher, la studentessa inglese di 22 anni trovata morta venerdì pomeriggio nella sua camera da letto in un casolare del centro storico di Perugia, sarebbe stata prima violentata e poi uccisa con un taglio netto alla gola.
A stabilirlo i primi esami sul corpo effettuti presso l'Istituto di medicina legale dell'Università di Perugia dal dottor Luca Lalli. Anche altri ''elementi interessanti'' sarebbero emersi dall'autopsia ma nulla di più è stato aggiunto dal sostituto procuratore Giuliano Mignini che coordina le indagini.
Ieri mattina intanto uno strano volantino è stato trovato appeso al portone dell'Università degli stranieri di Perugia. Un macabro messaggio che, proponendo l'affitto di una camera, fa celati riferimenti all'omicidio di Meredith. "Affittasi camera singola, ampia e luminosa - si legge sul volantino - vista spettacolare di fronte parcheggio S. Antonio", proprio dove abitava la ragazza uccisa. "A 2 passi dalla Univ. stranieri - prosegue il messaggio - libera da novembre fino a giugno per Erasmus".
"Preferibilmente a ragazza (inglese), 200 euro", c'è scritto inoltre. Il volantino indica come referente "Gianfranco" da chiamare al numero "075 0111207" e raccomanda: "no perditempo urgente". Il numero telefonico, inesistente, abbina al prefisso di Perugia la data della morte della giovane inglese. Il volantino e' stato sequestrato dalla Digos.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Re: Omicidio Perugia, conclusa l'autopsia: Meredith stuprata
La morte dovuta a ''emorragia conseguita a profonda lesione al collo''
Studentessa uccisa, ''non c'è stato stupro''
La Procura della Repubblica spiega che l'esame autoptico eseguito domenica sul corpo di Meredith Kercher, ''non fa emergere elementi per ipotizzare una violenza''. Ma la ragazza avrebbe avuto un rapporto sessuale. Le indagini ''proseguono in ogni direzione''
Perugia, 5 nov. (Adnkronos) - L'esame autoptico eseguito ieri sul corpo della giovane studentessa britannica, Meredith Kercher, ''non fa emergere elementi per ipotizzare una violenza sessuale''. E' quanto rende noto questa mattina la Procura della Repubblica in una nota, nella quale viene spiegato come ''i primi, incompleti, accertamenti medico legali fanno ritenere che le cause della morte della cittadina britannica vadano ricollegate ad una emorragia conseguita a profonda lesione al collo, dovuta verosimilmente all'azione di uno strumento da punta e taglio''.
La Procura sottolinea, inoltre, che ''le indagini per l'attribuzione della responsabilità dell'omicidio, proseguono in ogni direzione e con ogni mezzo''.
I primi risultati dell'esame autoptico, comunque, confermerebbero che la giovane, avrebbe avuto un rapporto sessuale prima di essere ammazzata. Nel corso dell'autopsia sono stati prelevati anche dei campioni organici, che ora dovranno essere analizzati.
Sul suo corpo non sarebbero presenti altri segni provocati da arma da taglio ma soltanto alcuni piccoli lividi.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 SVOLTA NEL GIALLO DI PERUGIA, TRE FERMI
Martedì, 6 Novembre 2007- 19:07
SVOLTA NEL GIALLO DI PERUGIA,
TRE FERMI
PERUGIA - Gli inquirenti che indagano sull'omicidio della studentessa inglese a Perugia starebbero concentrando la loro attenzione su due dei tre fermati, che si ritiene fossero presenti nella stanza del delitto. Si ipotizza in particolare che a colpire Meredith Kercher sia stato uno dei due uomini. L'attenzione si starebbe concentrando su Lumumba Diya, il ragazzo congolese che lavora in un bar frequentato dagli universitari. Il ruolo dell'altro giovane, il barese Raffaele Sollecito, sarebbe più defilato o comunque diverso.
Qualcosa comincia ad emergere: a mettere sulla pista giusta gli inquirenti sarebbe stata Amanda Marie Knox, la fidanzata di Sollecito e convivente di Meredith. Sarebbe lei, durante l'interrogatorio, ad essere caduta più volte in contraddizione. Per avere ulteriori risposte bisognerà però attendere i risultati degli esami condotti dagli uomini della polizia scientifica. Ci sono infatti dei tempi tecnici legati ad alcuni accertamenti chimici e biologici ancora in corso, che consentiranno la comparazione delle impronte e delle macchie trovate all'interno della stanza dove è stata uccisa la studentessa inglese. Solo quando arriveranno i risultati si potrà avere un quadro più chiaro di quanto avvenuto nell'appartamento.
LUMUMBA E AMANDA UNITI DAL LAVORO
Lavorava per Lumumba Patrick Diya, facendo volantinaggio per il suo locale notturno del centro storico di Perugia, la studentessa americana Amanda Marie Knox. Entrambi sono stati fermati oggi per l'omicidio di Meredith Kercher. Sembra che anche quest'ultima avesse chiesto di essere assunta come cameriera dal trentottenne congolese. Diya è un personaggio molto noto nel circuito dei locali notturni perugini frequentati in particolare da studenti stranieri. Esteban, titolare di una di queste attività, spiega di conoscerlo bene e non sa capacitarsi delle accuse rivoltegli dagli inquirenti. E' convinto che ci sia un errore. "Conosco Patrick da dieci anni - ha detto - e non lo nego oggi. Lui è una persona colta, per bene. Ha una compagna polacca, con la quale stava pensando di acquistare una casa, e un bambino di poco più di un anno". Esteban, che si definisce argentino di madre italiana, non vedeva Diya da una decina di giorni. E' però certo che ieri sera fosse alla fiaccolata per Meredith organizzata dai suoi amici sulle scalinate del duomo. Spiega che Diya è giunto in Italia una decina di anni fa come studente. Sua madre è giornalista e proprietaria di un giornale, mentre il nonno era il presidente del Congo assassinato dal suo segretario Mobuto - dice ancora Esteban (informazioni queste che per ora non trovano riscontro presso le autorità giudiziaria diplomatiche). In Italia Patrick organizzava concerti anche per diversi enti pubblici, come l'Università per stranieri e la Notte bianca del Comune. Con la sua band suonava una musica definita "un reggae contemporaneo misto etnico". Ad agosto aveva preso in gestione un locale notturno del centro storico. "Non si può pensare che sia responsabile di un crimine come questo - dice ancora Esteban - e ritengo che sia stato coinvolto per errore. Lui era una persona non assolutamente violenta, con la quale potevi parlare di storia e di arte". Il gestore del locale è seduto proprio sotto al quadro che appare in una delle foto di Meredith apparse in questi giorni sugli organi d'informazione. Esteban comunque non aveva mai visto insieme la studentessa uccisa e Patrick che non incontrava da una decina di giorni, quindi da prima dell'omicidio. Continua però a essere certo della sua estraneità al delitto. "Se fosse stato presente - conclude Esteban - avrebbe provato a fermare l'assassino e avrebbe chiamato un'ambulanza".
IL PADRE DI MEREDITH A PERUGIA
John Kercher, il padre della studentessa inglese uccisa, ed altri suoi familiari sono arrivati a Perugia. Alle 19 incontreranno i giornalisti all' Hotel San Gallo, nel centro della città. E' in programma anche un incontro con il sindaco di Perugia, Renato Locchi.
PADRE FERMATO, MIO FIGLIO ESTRANEO A VICENDA
BARI, 6 NOV - "In questo momento non mi sento di parlare con nessuno. Ma sono convinto dell'assoluta estraneità di mio figlio alla vicenda". Commenta così l'urologo pugliese Franco Sollecito il fermo di suo figlio, Raffaele, coinvolto - secondo gli inquirenti - nell'uccisione della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia, nella sua abitazione, la scorsa settimana. Franco Sollecito, accompagnato da un avvocato amico di famiglia, sta raggiungendo in automobile l'Umbria dove arriverà in serata.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Perugia, prima notte in isolamento per i 3 arrestati
La madre di Amanda: "Sono certa dell'innocenza di mia figlia''
Perugia, prima notte in isolamento per i 3 arrestati
Nei racconti della studentessa americana, del suo fidanzato 24enne e di Patrick Lumumba molte incongruenze. Domani mattina l'udienza per la convalida dei fermi
Perugia, 7 nov. - (Adnkronos) - Prima notte in carcere per la studentessa americana di 20 anni, Amanda Marie Knox, il fidanzato 24enne Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba Diya, fermati ieri mattina dagli agenti della squadra mobile perugina per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Domani mattina alle 11 l'udienza di convalida dei fermi
Arrivati ieri pomeriggio nell'istituto penitenziario di Capanne, i tre, dopo aver incontrato una psicologa ed essere stati sottoposti, come di prassi, alla visita medica, hanno trascorso la notte in isolamento. Per tutti e tre l'accusa è quella di concorso in omicidio e in violenza sessuale.
Nei loro racconti gli inquirenti avrebbero riscontrato numerose incongruenze sulle quali ora si sta ancora lavorando al fine di ricostruire la dinamica esatta che ha portato all'uccisione della giovane Meredith. A crollare per prima, sotto torchio dalla polizia, la coinquilina americana della vittima, che inizialmente aveva raccontato agli investigatori di aver trascorso fuori casa la notte in cui è avvenuto l'omicidio e di essere rincasata, insieme al fidanzato Raffaele, soltanto il giorno successivo quando il cadavere di Meredith è stato ritrovato nella sua camera da letto. La ragazza, però, sentita e risentita più volte dopo il delitto, ha ammesso di essere stata presente quella sera nella 'casa degli orrori'. Secondo il suo racconto Meredith e Patrick Lumumba Diya, gestore di un locale perugino dove l'americana lavorava saltuariamente, si sarebbero appartati in camera da letto. Poi avrebbe sentito le urla di Meredith.
Un racconto confuso sul quale bisognerà fare ancora molta chiarezza per capire anche il ruolo preciso dello studente pugliese nella vicenda. Per l'accusa, quella sera, tutte e tre le persone fermate, erano presenti nel casolare di Viale S.Antonio e tutte e tre hanno concorso nell'omicidio di Meredith.
Edda Mellas, la mamma della studentessa americana, si dice certa dell'innocenza di sua figlia. La donna aveva parlato telefonicamente con Amanda Marie Knox nei giorni successivi all'omicidio di Meredith. ''Hanno trovato la mia amica morta in casa nostra - aveva raccontato Amanda, parlando al telefono con la madre - la polizia mi ha chiamato ma io non c'entro nulla con l'omicidio e risponderò alle domande che mi faranno''. Una telefonata avvenuta prima del fermo scattato nei confronti della studentessa americana.
Secondo quanto si è appreso, la madre era partita da Seattle per venire a Perugia e restare vicina alla figlia sconvolta per la morte della coinquilina e soltanto durante il viaggio avrebbe appreso dell'arresto. Nel capoluogo umbro ha trovato ospitalità presso un alloggio messo a sua disposizione dall'amministrazione comunale perugina, gemellata con la città di Seattle.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Meredith, Procura Perugia apre inchiesta su fuga notizie
Il difensore di Amanda Knox: ''La gravità del fatto e la complessità delle dichiarazioni meritano ulteriori approfondimenti''
Meredith, Procura Perugia apre inchiesta su fuga notizie
Pubblicati atti processuali destinati a rimanere coperti dal segreto investigativo: un comportamento che ''viola i più elementari principi di civiltà e di rispetto degli altrui sentimenti, alimenta il deplorevole, morboso spettacolarismo che viene attribuito a taluni fatti di cronaca''. Oggi l'udienza di convalida per i 3 fermi
Perugia, 8 nov. - Il sostituto procuratore della Repubblica Giuliano Mignini e' giunto nel carcere di Perugia dove stamani e' in programma l'udienza per la convalida dei tre fermi per l'omicidio di Meredith Kercher. Il magistrato e' entrato in carcere senza fermarsi a parlare con i giornalisti, in attesa davanti alla struttura penitenziaria. I tre fermati compariranno davanti al gip Claudia Matteini.
(Adnkronos/Ign) - La procura di Perugia ha aperto un'inchiesta sulla fuga di notizie relativa alle indagini sull'omicidio di Meredith Kercher (nella foto), la studentessa uccisa nel capoluogo umbro la notte tra l'1 e il 2 novembre. A darne notizia una nota firmata dal procuratore capo Nicola Miriano. In data odierna - si legge nella nota - la Procura della Repubblica di Perugia ha preso atto con grande disappunto che talune fonti di informazione (vedi, tra gli altri, il 'Corriere della Sera') hanno pubblicato atti processuali relativi alle indagini sulla morte di Meredith Kercher, destinati a rimanere coperti dal segreto investigativo". "Tale pubblicazione - scrive il procuratore - alla quale è del tutto estranea questa Procura, viola i più elementari principi di civiltà e di rispetto degli altrui sentimenti, alimenta il deplorevole, morboso spettacolarismo che viene attribuito a taluni fatti di cronaca, costituisce informazione di caratteristiche assai modeste e, ciò che è più grave, reca notevole pregiudizio al successo delle indagini in corso".
"Sul fatto menzionato - conclude - vengono svolte indagini preliminari a carico di persone ignote. Lo stato e la natura delle investigazioni non consentono la segnalazione di notizie diverse e ulteriori. Al presente comunicato si farà seguito solo in presenza di effettivi, sostanziali mutamenti del quadro processuale".
Il pubblico ministero, Giuliano Mignini, ha intanto appena fatto il suo ingresso nel carcere perugino di Capanne dove questa mattina si terrà l'udienza di convalida per i fermi delle tre persone accusate di aver ucciso la giovane studentessa inglese. Il sostituto procuratore prima di varcare il cancello del carcere non si e' voluto fermare a parlare con i numerosi cronisti presenti all'esterno.
"Stiamo valutando le carte. Ci sembra che la gravità del fatto e la complessità di 6 dichiarazioni incrociate meritino ulteriori approfondimenti", ha detto dal canto suo l'avvocato Luciano Ghirga, parlando anche a nome del collega Carlo Della Vedova, insieme difensori della studentessa americana Amanda Knox, coinquilina di Meredith e tra gli accusati - insieme al suo fidanzato, Raffaele Sollecito, e a Patrick Diya Lumumba - dell'omicidio. Per tutti l'accusa eèconcorso in omicidio volontario e in violenza sessuale.
L'avvocato, prima di entrare nel carcere perugino di Capanne ha affermato di non sapere ancora quale atteggiamento tenere. "Ci riserviamo al momento dell'interrogatorio", ha affermato parlando con i cronisti.
A quanto si è appreso la giovane Amanda, durante l'udienza, sarà affiancata da un interprete.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 PERUGIA: I 3 ACCUSATI SI DICONO INNOCENTI
2007-11-08 19:54
PERUGIA:
I 3 ACCUSATI SI DICONO INNOCENTI
PERUGIA - Il Gip di Perugia si e' riservato di decidere in merito alla richiesta di convalida del pubblico ministero del fermo per Amanda Knox. La decisione sara' depositata domani mattina in cancelleria, cosi' come per gli altri due indagati per l'omicidio di Meredith Kercher. Lo ha riferito uno dei difensori della studentessa statunitense, Luciano Ghirga, uscendo dal carcere. Il sostituto procuratore Giuliano Mignini ha chiesto per la Knox la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. I suoi difensori hanno invece sollecitato la non convalida del provvedimento e la remissione in liberta' della loro assistita, sostenendo che e' estranea alle accuse contestate. L'udienza prosegue per esaminare la richiesta di convalida per gli altri due fermati.
LUMUMBA, MAI STATO NELLA 'CASA DEGLI ORRORI'
Ha negato di essere mai stato nella ''casa degli orrori'', prima o dopo l'omicidio di Meredith Kercher, il musicista dell'ex Zaire Patrick Lumumba Diya, nell'interrogatorio per la convalida del fermo nei suoi confronti che si e' concluso poco fa nel carcere di Capanne. Lo hanno riferito i suoi difensori, gli avvocati Carlo Pacelli e Giuseppe Sereni. I legali hanno spiegato che lo straniero la notte in cui e' stata uccisa la studentessa inglese era al posto di lavoro. ''Ci sono testimonianze e prove documentali che lo dimostrano'', hanno sottolineato gli avvocati Pacelli e Sereni. I difensori di Lumumba hanno chiesto la non convalida del fermo per concorso in omicidio e violenza sessuale, sollecitando quindi la sua scarcerazione. Il Gip si e' riservato di decidere per il musicista cosi' come per gli altri due fermati. Il provvedimento sara' depositato in cancelleria domani mattina.
SOLLECITO RISPONDE AL GIP, SONO INNOCENTE
Raffaele Sollecito ha risposto alle domande del Gip nell'interrogatorio di convalida del fermo a suo carico, respingendo tutte le accuse. Il suo legale avvocato Tiziano Tedeschi ha confermato che lo studente pugliese ha risposto a tutte le domande. "E' innocente - ha sottolineato - nonostante la procura cerchi sempre di stupire con conigli che escono dal cilindro. Sollecito non era sul luogo del delitto, era a casa sua". Per il legale lo studente è tranquillo. "Emergerà - ha concluso - la sua totale estraneità".
LA DIFESA, AMANDA E' INNOCENTE
Hanno sostenuto l'estraneita' alle accuse di concorso in omicidio e di violenza sessuale di Amanda Knox i suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova. I due legali hanno lasciato il carcere di Capanne poco dopo le 14 al termine dell'udienza di convalida del fermo della studentessa statunitense. Un atto al quale ha partecipato anche un interprete. ''E' stato un contradditorio anche dialetticamente interessante - ha detto l'avvocato Ghirga - dove due tesi antitetiche si sono confrontate: noi sosteniamo l'innocenza della ragazza, il Pm sostiene che sia concorrente nel reato''. Il legale ha comunque spiegato di non poter dire se la Knox abbia risposto alle domande. ''Le tesi - si e' limitato ad aggiungere - si sono confrontate con ampiezza''. Alla domanda di un giornalista sulla possibilita' che la studentessa abbia accusato oggi qualcun altro, il suo difensore ha risposto: ''No... ma questo fa parte del contenuto dell'atto che deve rimanere riservato''. ''Non vogliamo aggiungere a un fatto umano drammatico - ha proseguito - e giuridicamente complicato, questioni che attengono al riserbo assoluto delle indagini''.
AMANDA VEDRA' LA MADRE IN CARCERE
Amanda Knox sta bene anche se e' provata dal carcere. Nei prossimi giorni, forse sabato, incontrera' la madre giunta ieri a Perugia da Seattle. Lo hanno riferito i difensori della giovane studentessa, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Della Vedova, al termine dell'udienza per la convalida del fermo. L'avvocato Ghirga ha spiegato che la sua assistita ''e' provata da una esperienza assolutamente allucinante''. Domani la madre sara' raggiunta a Perugia dal padre della giovane. Nei prossimi giorni i genitori potranno quindi incontrare la figlia in carcere in quanto al termine dell'udienza di oggi il Gip ha revocato il divieto di incontro con i genitori e i parenti. ''Ho parlato anche oggi con la madre di Amanda - ha concluso l'avvocato Ghirga - ed e' ancora molto colpita da un fatto tragico''
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 IL GIP, L'ARMA DEL DELITTO E' UN COLTELLO DI SOLLECITO
Venerdì, 9 Novembre 2007- 13:49
IL GIP, L'ARMA DEL DELITTO
E' UN COLTELLO DI SOLLECITO
PERUGIA - Meredith Kercher è stata minacciata e poi uccisa con un coltello che Raffaele Sollecito "era solito sempre avere con sé e con il quale veniva colpita al collo". E' quanto emerge dal provvedimento di convalida dei tre fermi operati dalla polizia a carico dei tre presunti presunti responsabili della morte della studentessa. In base alla ricostruzione - operata sui "dati di fatto esistenti in questo momento" - non è comunque chiaro chi abbia sferrato alla giovane inglese il colpo mortale. Secondo il gip, infatti, Lumumba Diya si sarebbe appartato con Meredith in camera sua e quindi ai due si sarebbe unito anche Sollecito. I tre fermati hanno tutti respinto l'accusa di essere coinvolti nella vicenda.
Potrebbe esserci l'uso di droghe sullo sfondo dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese sgozzata nella sua camera a Perugia. Gli investigatori mantengono il riserbo, ma una delle ipotesi che stanno valutando è proprio quella che gli assassini abbiano agito sotto l'effetto di stupefacenti.
Altra ipotesi al vaglio - viene confermato in ambienti investigativi - è che nel delitto possa essere coinvolta una quarta persona, oltre alle tre già in carcere. Ipotesi legata in particolare al ritrovamento su un cuscino sporco di sangue nella stanza della studentessa di una impronta digitale di una persona non ancora identificata.
Di sicuro Meredith Kercher subì una violenza sessuale prima di essere uccisa: lo dice il gip che ha convalidato i tre fermi dei presunti responsabili operati dalla squadra mobile e dallo Sco. Ad avviso del giudice la mancanza di volontà della studentessa inglese ai rapporti "é evidente da dati oggettivi".
La lesione mortale al collo della ragazza potrebbe essere stata - si ricostruisce nel provvedimento di convalida del fermo - una minaccia che si è poi concretizzata in qualcosa di molto più grave. Tanto che i tre fermati - rileva il giudice - non hanno avuto poi la lucidità di sistemare l'appartamento ma se ne sono andati portando con loro i telefoni della Kercher.
Per tutti e tre gli accusati è stata disposta la custodia cautelare in carcere per il massimo di un anno. La studentessa statunitense Amanda Marie Knox, il pugliese Raffaele Sollecito, laureando all'ateneo di Perugia, e il musicista originario del Congo Patrick Lumumba Diya sono accusati di omicidio aggravato e violenza sessuale in concorso tra loro.
IL GIP, GRAVI INDIZI E PERICOLO DI FUGA
Gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei tre indagati ma anche "reale, effettivo e non immaginario" pericolo di fuga sono alla base della convalida dei tre fermi operati dalla polizia per l'omicidio di Meredith Kercher decisa dal gip di Perugia. Nell'ordinanza del giudice Claudia Matteini viene infatti rilevato che si è in presenza di una giovane statunitense, Amanda Knox, e di un quarantaquattrenne originario dell'ex Zaire, Lumumba Diya, "i quali avrebbero avuto modo di allontanarsi senza problemi dal territorio dello Stato al fine di sottrarsi alle investigazioni". Per quanto riguarda il pugliese Raffaele Sollecito, lo stesso, anche con l'aiuto della Knox alla quale era legato sentimentalmente, "avrebbe avuto modo - secondo il gip - di uscire dall'Italia rendendo più difficile l'accertamento dei fatti". Il giudice ha tra l'altro rilevato che al momento del fermo c'erano specifici elementi che potevano far ritenere fondato il pericolo di fuga.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Re: IL GIP, L'ARMA DEL DELITTO E' UN COLTELLO DI SOLLECITO
Venerdì, 9 novembre 2007- 21:35
MEREDITH:
NEGLI AMICI DESIDERIO DI 'NUOVE SENSAZIONI'
ROMA - Il desiderio di provare ''una qualche nuova sensazione'' da parte dei tre indagati, la ricerca di ''emozioni forti''. Ci sarebbe questo, sostiene il gip di Perugia, alla base dell'omicidio di Meredith Susanna Cara Kercher, la studentessa inglese di 22 anni ''che non portava estranei in casa''. Un delitto, quello di Meredith, di cui appare ''chiara l'assoluta futilita''' del movente ''rappresentata dal desiderio di rapporti sessuali non voluti dalla vittima''. Il quadro tratteggiato dal giudice Claudia Matteini nelle 19 pagine del provvedimento con cui dispone la custodia in carcere di Patrick Lumumba Diya, Amanda Marie Knox e del suo fidanzato Raffaele Sollecito, e' chiaro nelle sue linee generali, anche se la situazione investigativa resta ''molto fluida''. In sintesi: un giovane ''annoiato dalle serate tutte uguali'' (Sollecito), un uomo desideroso di trovare ''un approccio'' con Meredith di cui ''era invaghito'' ma respinto (Lumumba), una ragazza che glielo porta in casa (Amanda), condividendo con gli altri il desiderio di ''nuove sensazioni''.
E poi: ''qualcosa andato male'', con il rifiuto della giovane inglese a una prestazione sessuale, la violenza, la lama nel collo. In quella che si presenta comunque come un'inchiesta difficile, e non ancora conclusa, gli inquirenti non si sono fermati a raccogliere indizi, cercando di scrutare anche 'dentro' alle persone coinvolte, nelle loro personalita'. A cominciare da quella di Raffaele Sollecito, un giovane ''annoiato dalle serate tutte uguali e desideroso di provare ancora emozioni forti, come si ritrova scritto nel suo blog e come confermato in sede di udienza di convalida'' (emozioni, scrive il gip, ''che possono essere date anche da un rapporto sessuale intenso che spezza la monotonia della quotidianita''').
Raffaele (abituato ad andare in giro con un coltello nella tasca dei pantaloni, ''lo faceva da quando aveva 13 anni, anzi il coltello era diventato ormai un accessorio del suo abbigliamento tanto da cambiarlo a seconda di cio' che indossava'') quella sera e' uscito dunque con Amanda, sua fidanzata da tre settimane. Proprio lei, altra personalita' complessa che trova sfogo nei blog, si sarebbe offerta via sms di favorire l'incontro tra Meredith, la sua amica e coinquilina, e Lumumba ''che si era invaghito della studentessa inglese e voleva avere un approccio con lei''.
E l'aiuto di Amanda, sostengono gli inquirenti, era essenziale, perche' Meredith era ''una ragazza non incline ad avere rapporti facili con l'altro sesso, tanto da non portare i suoi amici in casa, ad eccezione del fidanzato, a differenza di quanto poteva accadere con Amanda'', come riferito da una delle giovani che ne condividevano l'appartamento. Cosa poi sia successo in quella casa, gli investigatori devono ancora accertarlo con precisione. Secondo l'accusa, tuttavia, ''ci si trova in presenza di una iniziale volonta' dei tre ragazzi di provare una qualche nuova sensazione, cio' soprattutto per i due fidanzati, mentre per Diya c'e' il desiderio di congiungersi carnalmente con una ragazza che gli piaceva e che lo rifiuta''. E di fronte al rifiuto della vittima ''non si ha la forza di desistere, ma si cerca di piegare la volonta' della ragazza''. Il desiderio di ''emozioni forti'' sarebbe dunque degenerato in violenza sessuale, con la povera Meredith ''bloccata in posizione supina'', costretta a subire, minacciata con il coltello. E poi uccisa.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Il gip: "Volevano sensazioni forti"
Sabato, 10 Novembre 2007 (8:20)
Il gip: "Volevano sensazioni forti"
Il padre: i coltelli sono il suo hobby
Tutti e tre gli indagati restano in carcere. Le analisi: uccisa dal coltello di raffaele
+ Identificato il quarto uomo: è un musicista
+ Video: Francesco Sollecito: 'mio figlio estraneo'
Amanda Marie Knox e Raffaele Sollecito
PERUGIA - Restano in carcere per tutte le accuse l’americana Amanda Marie Knox, il barista di colore Patrick Diya Lumumba ed il quasi ingegnere pugliese Raffaele Sollecito. Il gip di Perugia a loro carico ipotizza gravi indizi di colpevolezza e nell’ordinanza che il giudice Claudia Matteini, ieri mattina, ha depositato, stabilisce che i tre indagati per l’omicidio dell’inglese Meredith Kercher devono rimanere in carcere almeno «per la durata di anni uno» perché «è evidente il loro interesse di sviare le indagini magari contattando persone che possano fornire loro un alibi» ed esiste anche un «reale, effettivo e non immaginario» pericolo di fuga.
Il magistrato fa anche una ricostruzione sommaria di quello che può essere accaduto nella notte tra il primo e il due novembre in quella casa di via Sant’Antonio, ribattezzata ormai ’casa degli orrorì dal giudice Matteini. Ed in particolare ricorda di come il rapporto sessuale intrattenuto dalla giovane inglese Meredith Kercher possa essere avvenuto senza la volontà di quest’ultima.
Secondo il criminologo Vincenzo Mastronardi, intervistato da Apcom, l’omicidio di Meredith Kercher è un crimine ludico-sessuale, un delitto a sfondo sessuale nato da un gioco pericoloso.
Intanto gli investigatori continuano a battere la strada di una quarta persona presente nell’appartamento al momento dell’omicidio. Lo spunto deriva da quella impronta digitale rinvenuta in un cuscino sporco di sangue della giovane inglese non riconducibile a nessuno dei tre indagati.In serata colpo di scena: «Patrick quella sera era con me, insieme con altri ragazzi, nel pub». Così un amico di Diye Lumumba, uno dei tre arrestati per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, ha spiegato alle telecamere del programma di Canale 5 ’Matrix’. L’uomo, di origine senegalese, si identifica come ’Usì, proprio come aveva fatto lo stesso Patrick. Il gip di Perugia, nel riassumere la posizione di Lumumba, cita il lo stesso soggetto, spiegando quanto riportato dall’indagato nell’interrogatorio: «Usi è la persona che sarebbe entrata nel suo locale alle 20, senza aggiungere né il suo recapito telefonico né altri elementi identificativi, nonostante lo abbia definito un suo amico». Matrix invece pare aver trovato questo testimone.
Il padre di Raffaele in carcere
«Dirò a mio figlio di cercare di stare il più tranquillo possibile perchè lui è completamente estraneo a questa tragedia». Lo ha detto Francesco Sollecito, il padre di Raffaele arrestato per l’uccisione della studentessa inglese Meredith Kercker, prima di entrare nel carcere di Capanne per incontrarsi con lui. «Mi aveva parlato di Amanda - ha proseguito - dicendo semplicemente che aveva conosciuto questa ragazza e che stavano insieme da qualche giorno». Riguardo al fatto che Raffaele portasse con sè sempre il coltello, il padre ha detto che «ci sono tanti modi di fare collezionismo. Anche io - ha proseguito - sono un collezionista di armi, collezioni fucili ed altro, mentre lui ha questa passione per i coltelli». «Che mio figlio facesse uso di spinelli - ha detto poi rispondendo ai giornalisti - l’ho saputo all’ultimo momento, ma sinceramente non me ne ero mai accorto».
Ultima modifica di Redazione il 10 Nov 2007 12:29, modificato 2 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
|
|
 |
Redazione
Coordinatore
 Moderatore

Registrato: Giugno 2006
Messaggi: 10483
Residenza: Italia
Utente #: 39
Lingua: Italian  Stile: Icy Phoenix
|
 Identificato il quarto uomo: è un musicista
Sabato, 11 Novembre 2007 (8:26)
Identificato il quarto uomo:
è un musicista
Filmato da una telecamera davanti alla casa ha portato in lavanderia i vestiti insanguinati
+ Il gip: "Volevano sensazioni forti"
Il padre: i coltelli sono il suo hobby
+ VIDEO: Le reazioni in America
ALESSANDRA CRISTOFANI
Amanda e Raffaele
Ha compiuto un errore il quarto uomo dell’uccisione di Perugia ricercato dagli inquirenti. Contro di lui le sue stesse impronte digitali impresse sul sangue di Meredith. Una firma lasciata sul cuscino della giovane inglese, colpevole solo d'aver detto no ad un gioco erotico cui non voleva sottoporsi. Sarebbe un musicista maghrebino, ora irreperibile, l'uomo che gli investigatori stanno cercando di stanare, il complice che ha pensato di farla franca. C'era anche lui la notte in cui Mez ha urlato tutto il suo terrore mentre Amanda, la dolce Amanda che ieri dal carcere chiedeva un dizionario, si tappava le orecchie.
Sarebbe uno del giro, un habitué dei locali più alla moda dell'acropoli perugina, il quarto uomo sulle tracce del quale si sono messi gli inquirenti umbri. Forse uno che frequentava il centralissimo «Le Chic», il pub che Patrick aveva preso in gestione da agosto. Un altro amico, di quelli che se non ti ammazzano magari sono disponibili a chiudere un occhio. Potrebbe aver commesso il suo secondo errore quando alle tredici e trenta del 2 novembre, accompagnato da una giovane donna, ha varcato la soglia della lavanderia di via Fabretti, a due passi dalla villetta degli orrori, per infilare in tutta fretta nel cestello della lavatrice a gettone abiti e scarpe. «Si è messo anche a rovistare in un cassonetto», ha dichiarato in questura Alice, la testimone oculare della lavanderia. Ci sono poi le telecamere del parcheggio automatizzato Sipa, esattamente di fronte alla casa di Mez, che hanno registrato il passaggio di un uomo, dall'andatura fin troppo spedita. Tra ritrattazioni e colpi di scena, accuse e semi-confessioni sembra complicarsi, minuto dopo minuto, la ricostruzione della notte in cui fu sgozzata Meredith Kercher. Troppe bugie e gravi indizi di colpevolezza per il giudice per le indagini preliminari Claudia Matteini che ieri mattina ha depositato il provvedimento di convalida dei fermi per i tre indagati. C'è qualche menzogna di troppo nella storia del festino a luci rosse finito nel sangue. C'è Patrick, lo zairese di Kindu, che continua a ripetere «Io non c'ero».
Il gip non gli crede, nemmeno quando dice del suo amico Usi che nel pub di via Alessi sarebbe entrato intorno alle venti. Impossibile, replica la Matteini. Impossibile perché il locale è rimasto chiuso dalle 19 in poi, fino al primo scontrino che porta impresso l'orario delle 22.29, come testimoniato da un cliente abituale. Ma è proprio Usi a farsi avanti, ieri sera, per confermare, di fronte all'obiettivo delle telecamere di Matrix, l'alibi di Pat. Peccato che non ricordi l’ora in cui è entrato nel bar. Un cerchio di silenzio avvolge Amanda, lei che ha parlato per prima e che durante l'interrogatorio di garanzia non ha detto una sillaba. Neanche di lui, Raffaele, il fidanzatino di quindici giorni insieme al quale la mattina dopo il delitto si è fatta trovare mano nella mano, di fronte alla casa al civico sette di viale Sant'Antonio. Sua, del quasi ingegnere dai capelli quasi biondi, l'arma del delitto, un coltello a serramanico con la lama di oltre otto centimetri. Sua l'impronta sul pavimento insanguinato della camera di Mez.
Non c'entra nulla, insistono i suoi legali, gli avvocati Luca Maori e Tiziano Tedeschi, ma intanto l'Audi del giovanotto pugliese è stata sequestrata alla ricerca di eventuali tracce di sangue sui pedali. Troppe bugie e troppe distorte verità. Le risposte, le prime, arriveranno a partire da lunedì dagli accertamenti scientifici dei reperti raccolti dell'Ert, portati nei laboratori di Roma.
(la Stampa.it)
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
|
|
| |