MILAN DOMINA,
SOLO LAZIO BATTUTA IN CHAMPIONS
SOLO LAZIO BATTUTA IN CHAMPIONS
Classifica Fifa: Argentina prima
MILANO - Il Milan ha battuto lo Shakhtar Donetsk per 4-1 (2-0) nella terza giornata del gruppo D della Champions. Doppiette di Gilardino e Seedorf. Lucarelli si toglie la soddisfazione di segnare a San Siro, ma e' il Milan a riprendere fiato grazie ad un ispirato Kaka'. Dopo la lunga crisi di campionato, i 4 gol allo Shakhtar ridanno smalto ai rossoneri che si ritrovano in testa alla classifica del girone D alla pari con lo Shakhtar, grazie alla contemporanea vittoria del Benfica sul Celtic per 1-0.
CHAMPIONS: GILA E SEEDORF, DOPPIA GIOIA ROSSONERA. SHAKHTAR CORAGGIOSO, MA IL MILAN LO MACINA CON DUE DOPPIETTE
(di Stefano Gramegna)
MILANO - Ci voleva una squadra come gli ucraino-brasil-romeni dello Shakthar per restituire gioco, gol e sorrisi ai rossoneri. Vittoria a San Siro, finalmente, e punti preziosissimi per la classifica di Champions. Volevano chi li lasciasse giocare, e l'hanno avuto. Lo Shakhtar gioca, anche bene, ma lascia tanto giocare. E allora Gilardino non si e' piu' sentito solo e incompreso, e ha potuto confermare con una bella doppietta di testa la ritrovata forma-gol gia' riapparsa contro la Lazio all'Olimpico. Non segnava in coppa, il Gila, dalla gara di ritorno col Manchester delle semifinali della scorsa stagione. E poi, un'altra ancor piu' bella doppietta, quella di Seedorf nel secondo tempo, ad assicurare una vittoria che lo Shakhtar stava mettendo in discussione col gol del 2-1: gol di Lucarelli, osannato dai suoi tifosi livornesi mescolati agli ucraini. Gran bella partita di Seedorf, bella anche quella di Kaka', re del contropiede, se non fosse che il brasliano ha buttato via tre o quattro gol fatti, e anche in momenti decisivi. Menzione speciale per Kalac, sicuro e determinante in parecchi interventi. Il Milan si e' assicurato quasi subito una gara in discesa con Gilardino, ma non proprio subito. Prima, al 5' di gioco, il romeno Rat ha fatto correre un gran brivido ai rossoneri con un insidiosissimo rasoterra dalla distanza, che Kalac ha deviato in corner. La reazione rossonera e' stata immediata, e subito ogni patema e' svanito: conquistato un corner, il Milan e' andato in gol al 6' grazie a Gila, bravo nell'approfittare della lentezza dei difensori centrali ucraini. Lo Shakhtar ci ha provato subito a rispondere, facendo leva sulle avanzate dei suoi laterali: pericolosissimo di testa Lucarelli, bravo ancora Kalac a bloccare. Poi, una ventina di minuti di praterie aperte per il Milan. Tutto in avanti lo Shakthar a cercare il gol, pronti a partire in contropiede i rossoneri, che non chiedevano di meglio. Da un'azione di contropiede e' venuto il corner sugli sviluppi del quale al 14' Gilardino e' andato nuovamente in gol di testa (pessimo il difensore Kucher, che Lucescu ha subito sostituito). Spettacolari le offensive di rimessa portate soprattutto da Seedorf e Kaka'. Tre almeno le occasioni perdute dal Milan per andare ancora in gol, anche per la prontezza del portiere Pyatov che si e' fatto perdonare un brutto inizio. Intorno alla mezz'ora il Milan ha cominciato a rilassasi un po' troppo, e lo Shakhtar ha preso subito in mano la situazione. Troppi gli errori difensivi dei rossoneri (di Oddo e Favalli, soprattutto), che hanno consentito agli avversari di continuare a premere e di portarsi in zona gol: occasioni per Lewandowsky, Brandao, Ilsinho e Lucarelli, sventate da Kalac, davvero bravo, e in parte dal terreno scivoloso per la pioggia. Kaka', a inizio ripresa, si mangia un ennesimo gol in contropiede per troppo altruismo verso Gilardino. Errore grave, ed ennesimo segnale di scarsa lucidita' complessiva del Milan, che su un rovesciamento di fronte subisce il gol: colpevole Oddo, che lascia palla a Brandao il cui tiro, respinto da Kalac, viene ribattuto in rete da Lucarelli. La partita si accende: il gioco e' apertissimo, il Milan sciupa altre occasioni in contropiede, mentre lo Shakhtar va vicinissimo al pareggio al 15' con Ilsinho: Kalac, ancora una volta, salva la situazione. Allora Kaka' suona la sveglia, si lancia nell'ennesimo contropiede e colpisce quasi dalla linea di fondo il piu' incredibile dei pali, dopo che la palla ha passeggiato lungo la linea di porta. Hubschman la butta in angolo, e ancora dalla bandierina il Milan crea il gol della sospirata tranquillita', con un gran sinistro di Seedorf. L'olandese si ripete di li' a pochi minuti, mettendo definitivamente al sicuro la vittoria milanista con una tremenda mezza girata da fuori area. Applausi a scena aperta per Gilardino, sostituito al 30' da Serginho. E nel finale Seedorf esagera nei preziosismi e si mangia un possibile, eccessivo quinto gol.
IL CUORE NON BASTA, LAZIO KO A BREMA
TEDESCHI STRAPPANO I 3 PUNTI, BIANCOCELESTI ULTIMI NEL GIRONE C
(dell'inviato Alessandro Sanzo')
BREMA (GERMANIA) - Dopo due pareggi, arriva il ko per la Lazio in Champions. Il Werder trova i primi tre punti e relega la formazione di Delio Rossi all'ultimo posto del gruppo C, guidato sempre dal Real Madrid che travolge l'Olympiakos. Stavolta le assenze hanno pesato in maniera irrimediabile ed il coniglio - invocato dal tecnico alla vigilia - e' rimasto nel cilindro, ammesso che ci fosse. La Lazio complessivamente non ha sfigurato, contro un avversario in verita' apparso non irresistibile, ad accezione del brasiliano Diego. Ma quando si gioca ogni tre giorni il cuore non basta, servono ricambi e forze fresche, quelle che ora la Lazio non ha.
Dopo Livorno Rossi concede l'esordio in Champions a Meghni, ma il centrocampista non lo ripaga come ci si attende ed al termine risulta il meno lucido dei biancocelesti. La rete nel finale di Manfredini non fa che acuire il rammarico per la partita che poteva essere. Ad una formazione appena appena meno rabberciata il pari non sarebbe sfuggito. La Lazio disegnata da Delio Rossi, appunto con la sorpresa
Meghni a centrocampo, parte senza timori e per una ventina di minuti non si lascia schiacciare. Ed infatti il primo intervento di Ballotta arriva solo al 25' quando blocca bene a terra un tiro di Diego, su lancio di Pasanen. Poi, improvvisamente, la squadra di Rossi perde le misure tra i reparti ed al 28' arriva la rete di Sanogo (Zauri tenta di opporsi ma in maniera scomposta), smarcato da un'invenzione del solito Diego,
decisamente la mente del Werder. Ed ancora il portiere biancoceleste e' bravo, in pieno recupero, a respingere un tiro ravvicinato di Fritz, dopo una mischia davanti alla porta.
Sono concentrati in questi pochi minuti i pericoli corsi dalla Lazio nel primo tempo, cominciato con un bel contropiede condotto da Pandev (4') ma con Rocchi in fuorigioco. Il Werder deve fare la partita, ma non da' l'impressione di avere fretta. La Lazio risponde con una disposizione in campo tutt'altro che d'attesa. Un brivido ai pochi tifosi giunti dall'Italia lo causa Ballotta, sbagliando un rinvio con le mani. Almeida non ne
approfitta. Wiese restituisce al 18', quando Manfredini lo impegna di testa in una goffa respinta. Ed il portiere tedesco non e' impeccabile nemmeno al 24': la punizione di Kolarov lo sorprende mal piazzato ma e' a lato.
Ci sarebbe il tempo di rimediare, ritrovando la compattezza dell'inizio. Rossi toglie Meghni (anello debole del centrocampo laziale) ed inserisce Del Nero per dare peso all'attacco, ma dopo due minuti, all'8', il Werder passa ancora. Sul pressing di Fritz, Kolarov perde palla. Il cross teso trova la difesa impreparata. Sanogo non ci arriva, Hugo Almeida si' e Ballotta rimane impietrito. Cresce la fiducia dei tedeschi, sentono che la prima vittoria nel girone e' vicina. Schaaf toglie Sanogo, stanco, per inserire un altro attaccante, Rosenberg. La Lazio ha pero' ancora la
forzai reagire ed al 17' Mutarelli serve Pandev faccia a faccia con Wiese, pronto a deviare in angolo.
La spina nel fianco e' sempre Diego, che ci prova anche da lontano. E' sempre lui a tenere per mano il Werder, che pero' ora comincia a dare qualche segno di stanchezza. Ma non e' che davanti abbia una Lazio pimpante. Ai ragazzi di Rossi va pero' riconosciuto il merito di metterci l'anima fino alla fine. Ed il gol di Manfredini ad una manciata di minuti dal temine e' un piccolo premio, ma non immeritato.
CHAMPIONS: GILA E SEEDORF, DOPPIA GIOIA ROSSONERA. SHAKHTAR CORAGGIOSO, MA IL MILAN LO MACINA CON DUE DOPPIETTE
(di Stefano Gramegna)
MILANO - Ci voleva una squadra come gli ucraino-brasil-romeni dello Shakthar per restituire gioco, gol e sorrisi ai rossoneri. Vittoria a San Siro, finalmente, e punti preziosissimi per la classifica di Champions. Volevano chi li lasciasse giocare, e l'hanno avuto. Lo Shakhtar gioca, anche bene, ma lascia tanto giocare. E allora Gilardino non si e' piu' sentito solo e incompreso, e ha potuto confermare con una bella doppietta di testa la ritrovata forma-gol gia' riapparsa contro la Lazio all'Olimpico. Non segnava in coppa, il Gila, dalla gara di ritorno col Manchester delle semifinali della scorsa stagione. E poi, un'altra ancor piu' bella doppietta, quella di Seedorf nel secondo tempo, ad assicurare una vittoria che lo Shakhtar stava mettendo in discussione col gol del 2-1: gol di Lucarelli, osannato dai suoi tifosi livornesi mescolati agli ucraini. Gran bella partita di Seedorf, bella anche quella di Kaka', re del contropiede, se non fosse che il brasliano ha buttato via tre o quattro gol fatti, e anche in momenti decisivi. Menzione speciale per Kalac, sicuro e determinante in parecchi interventi. Il Milan si e' assicurato quasi subito una gara in discesa con Gilardino, ma non proprio subito. Prima, al 5' di gioco, il romeno Rat ha fatto correre un gran brivido ai rossoneri con un insidiosissimo rasoterra dalla distanza, che Kalac ha deviato in corner. La reazione rossonera e' stata immediata, e subito ogni patema e' svanito: conquistato un corner, il Milan e' andato in gol al 6' grazie a Gila, bravo nell'approfittare della lentezza dei difensori centrali ucraini. Lo Shakhtar ci ha provato subito a rispondere, facendo leva sulle avanzate dei suoi laterali: pericolosissimo di testa Lucarelli, bravo ancora Kalac a bloccare. Poi, una ventina di minuti di praterie aperte per il Milan. Tutto in avanti lo Shakthar a cercare il gol, pronti a partire in contropiede i rossoneri, che non chiedevano di meglio. Da un'azione di contropiede e' venuto il corner sugli sviluppi del quale al 14' Gilardino e' andato nuovamente in gol di testa (pessimo il difensore Kucher, che Lucescu ha subito sostituito). Spettacolari le offensive di rimessa portate soprattutto da Seedorf e Kaka'. Tre almeno le occasioni perdute dal Milan per andare ancora in gol, anche per la prontezza del portiere Pyatov che si e' fatto perdonare un brutto inizio. Intorno alla mezz'ora il Milan ha cominciato a rilassasi un po' troppo, e lo Shakhtar ha preso subito in mano la situazione. Troppi gli errori difensivi dei rossoneri (di Oddo e Favalli, soprattutto), che hanno consentito agli avversari di continuare a premere e di portarsi in zona gol: occasioni per Lewandowsky, Brandao, Ilsinho e Lucarelli, sventate da Kalac, davvero bravo, e in parte dal terreno scivoloso per la pioggia. Kaka', a inizio ripresa, si mangia un ennesimo gol in contropiede per troppo altruismo verso Gilardino. Errore grave, ed ennesimo segnale di scarsa lucidita' complessiva del Milan, che su un rovesciamento di fronte subisce il gol: colpevole Oddo, che lascia palla a Brandao il cui tiro, respinto da Kalac, viene ribattuto in rete da Lucarelli. La partita si accende: il gioco e' apertissimo, il Milan sciupa altre occasioni in contropiede, mentre lo Shakhtar va vicinissimo al pareggio al 15' con Ilsinho: Kalac, ancora una volta, salva la situazione. Allora Kaka' suona la sveglia, si lancia nell'ennesimo contropiede e colpisce quasi dalla linea di fondo il piu' incredibile dei pali, dopo che la palla ha passeggiato lungo la linea di porta. Hubschman la butta in angolo, e ancora dalla bandierina il Milan crea il gol della sospirata tranquillita', con un gran sinistro di Seedorf. L'olandese si ripete di li' a pochi minuti, mettendo definitivamente al sicuro la vittoria milanista con una tremenda mezza girata da fuori area. Applausi a scena aperta per Gilardino, sostituito al 30' da Serginho. E nel finale Seedorf esagera nei preziosismi e si mangia un possibile, eccessivo quinto gol.
IL CUORE NON BASTA, LAZIO KO A BREMA
TEDESCHI STRAPPANO I 3 PUNTI, BIANCOCELESTI ULTIMI NEL GIRONE C
(dell'inviato Alessandro Sanzo')
BREMA (GERMANIA) - Dopo due pareggi, arriva il ko per la Lazio in Champions. Il Werder trova i primi tre punti e relega la formazione di Delio Rossi all'ultimo posto del gruppo C, guidato sempre dal Real Madrid che travolge l'Olympiakos. Stavolta le assenze hanno pesato in maniera irrimediabile ed il coniglio - invocato dal tecnico alla vigilia - e' rimasto nel cilindro, ammesso che ci fosse. La Lazio complessivamente non ha sfigurato, contro un avversario in verita' apparso non irresistibile, ad accezione del brasiliano Diego. Ma quando si gioca ogni tre giorni il cuore non basta, servono ricambi e forze fresche, quelle che ora la Lazio non ha.
Dopo Livorno Rossi concede l'esordio in Champions a Meghni, ma il centrocampista non lo ripaga come ci si attende ed al termine risulta il meno lucido dei biancocelesti. La rete nel finale di Manfredini non fa che acuire il rammarico per la partita che poteva essere. Ad una formazione appena appena meno rabberciata il pari non sarebbe sfuggito. La Lazio disegnata da Delio Rossi, appunto con la sorpresa
Meghni a centrocampo, parte senza timori e per una ventina di minuti non si lascia schiacciare. Ed infatti il primo intervento di Ballotta arriva solo al 25' quando blocca bene a terra un tiro di Diego, su lancio di Pasanen. Poi, improvvisamente, la squadra di Rossi perde le misure tra i reparti ed al 28' arriva la rete di Sanogo (Zauri tenta di opporsi ma in maniera scomposta), smarcato da un'invenzione del solito Diego,
decisamente la mente del Werder. Ed ancora il portiere biancoceleste e' bravo, in pieno recupero, a respingere un tiro ravvicinato di Fritz, dopo una mischia davanti alla porta.
Sono concentrati in questi pochi minuti i pericoli corsi dalla Lazio nel primo tempo, cominciato con un bel contropiede condotto da Pandev (4') ma con Rocchi in fuorigioco. Il Werder deve fare la partita, ma non da' l'impressione di avere fretta. La Lazio risponde con una disposizione in campo tutt'altro che d'attesa. Un brivido ai pochi tifosi giunti dall'Italia lo causa Ballotta, sbagliando un rinvio con le mani. Almeida non ne
approfitta. Wiese restituisce al 18', quando Manfredini lo impegna di testa in una goffa respinta. Ed il portiere tedesco non e' impeccabile nemmeno al 24': la punizione di Kolarov lo sorprende mal piazzato ma e' a lato.
Ci sarebbe il tempo di rimediare, ritrovando la compattezza dell'inizio. Rossi toglie Meghni (anello debole del centrocampo laziale) ed inserisce Del Nero per dare peso all'attacco, ma dopo due minuti, all'8', il Werder passa ancora. Sul pressing di Fritz, Kolarov perde palla. Il cross teso trova la difesa impreparata. Sanogo non ci arriva, Hugo Almeida si' e Ballotta rimane impietrito. Cresce la fiducia dei tedeschi, sentono che la prima vittoria nel girone e' vicina. Schaaf toglie Sanogo, stanco, per inserire un altro attaccante, Rosenberg. La Lazio ha pero' ancora la
forzai reagire ed al 17' Mutarelli serve Pandev faccia a faccia con Wiese, pronto a deviare in angolo.
La spina nel fianco e' sempre Diego, che ci prova anche da lontano. E' sempre lui a tenere per mano il Werder, che pero' ora comincia a dare qualche segno di stanchezza. Ma non e' che davanti abbia una Lazio pimpante. Ai ragazzi di Rossi va pero' riconosciuto il merito di metterci l'anima fino alla fine. Ed il gol di Manfredini ad una manciata di minuti dal temine e' un piccolo premio, ma non immeritato.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












