In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 Milano, marocchino già condannato per stupro sequestra e vio
Mercoledì, 25 Giugno : 2008 Il Messaggero
Milano, marocchino già condannato per stupro
sequestra e violenta due ventenni: arrestato
MILANO - Un marocchino di 34 anni, Rachid Assarag, pregiudicato per reati sessuali, è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale nei confronti di due ragazze di 20 anni.
L'episodio sarebbe accaduto nella notte tra il 28 e il 29 maggio scorso. Le due ragazze, che vivevano in un paesino della provincia di Brescia, erano su un treno dirette a Milano, dove hanno conosciuto il marocchino. L'uomo le ha prima avvicinate e poi convinte a passare la serata insieme. I tre sono entrati in diversi locali, quando a un certo punto il marocchino, con la scusa di prendere dei soldi nel suo appartamento per pagare l'ingresso in un altra discoteca, le ha convinte a salire a casa sua, in viale Certosa. Appena entrate l'uomo ha iminacciato le due ragazze con un coltello, costringendole prima a vedere dei film porno e poi a subire violenze sessuali.
L'arresto a Como. All'alba, l'uomo ha portato le ragazze nei pressi del consolato marocchino, dove le due vittime hanno chiamato la polizia. L'uomo, grazie anche alle testimonianze di altri nordafricani che lo conoscevano, è stato rintracciato dai militari nella sua abitazione a Como dove vive insieme a una prostituta italiana. Su di lui, che ha già scontato una condanna di 2 anni e 8 mesi per una violenza sessuale, pendeva anche un'ordinanza di custodia cautelare per un episodio analogo.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Milano, stupra e ricatta con foto hard due giovani straniere
Mercoledì, 25 Giugno : 2008 Adnkronos
E' accaduto, a fine maggio scorso, a due ventenni straniere a Milano, in un appartamento in viale Certosa
Milano, stupra e ricatta con foto hard due giovani straniere: arrestato
In manette Rachid Assarag, 34 anni, di origine marocchina, sposato con un'italiana di 28 anni, con precedenti sempre per lo stesso reato
Milano - Stuprate, fotografate in pose hard, costrette per ore a soddisfare le voglie del loro aguzzino. E' quanto accaduto, a fine maggio scorso, a due ventenni straniere a Milano, in un appartamento in viale Certosa. Alcuni giorni fa l'uomo che ha abusato delle ragazze, che vivono da diversi anni, in provincia di Brescia, e' finito in manette. Si tratta di Rachid Assarag, 34 anni, di origine marocchina, sposato con un'italiana di 28 anni.
In attesa di essere regolarizzato, l'uomo ha gia' alcuni precedenti alle spalle: nel 2001 e' stato condannato per violenza sessuale e ha scontato due anni e otto mesi nel carcere di Asti, nel 2007 e' stato colpito da ordine di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Como, sempre per lo stesso reato. Ora per lui l'accusa e' di sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni e minacce.
La violenza avviene tra il 28 e il 29 maggio scorso quando le due ragazze, una di origini marocchine l'altra nata nell'ex Jugoslavia, arrivano in stazione Centrale a Milano per trascorrere una serata nei locali del centro, lungo corso Buenos Aires. E' all'altezza di viale Abruzzi che l'uomo si avvicina e le invita a bere qualcosa in un bar a pochi passi. Regala loro dei fiori, offre da bere, insieme scattano foto ricordo. Poi, poco dopo mezzanotte, insieme raggiungono in taxi piazzale Accursio per andare a casa dell'uomo. Una sosta solo per prendere dei soldi e andare a ballare.
Uno stop che si trasforma in 'prigionia'. Una volta nell'appartamento il 34enne chiude a chiave la porta e sotto la minaccia di due coltelli costringe le ventenni a guardare alcune scene di film porno, poi le fotografa in pose hard. La violenza continua sul letto dove l'uomo le ferisce cercando di fermare i loro tentativi di fuga. Per ore, quasi fino alle sei di mattina, le ragazze sono costrette a subire i suoi abusi. Prima di lasciare l'appartamento, l'uomo chiede loro la biancheria intima dove ci sono tracce inequivocabili.
Poi, mostra alle vittime le foto pronte da essere usate arma di ricatto: da divulgare via Internet o mostrare ai genitori. Solo una volta in strada, quando si sentono piu' sicure, nonostante la sua presenza, le ragazze urlano e riescono a fuggire, ma senza una delle tante foto scattate insieme. E' attraverso i ricordi delle ventenni, il soprannome 'codino' e' piuttosto conosciuto in alcuni bar di viale Abruzzi, che si risale all'identita' del presunto stupratore. Gli agenti del Commissariato Quarto Oggiaro di Milano lo fermano, il 21 giugno scorso, nella sua abitazione di Como.
Nel suo computer i poliziotti trovano diverso materiale pornografico e nel passaporto la foto tolta dalle mani delle vittime prima di fuggire. Nell'appartamento milanese, invece, vengono sequestrati diversi film porno e i due coltelli con cui ha minacciato le vittime. In quelle stanze "tutto - raccontano gli investigatori - era rimasto cristallizzato alla sera del duplice stupro".
ViviCentro (art. 19 e 21)
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