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Mozzarella, da Amburgo test negativi: riaprono allevamenti [Download Discussione]
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Messaggio Mozzarella, da Amburgo test negativi: riaprono allevamenti 
 



Sabato, 29 Marzo : 2008



ImageDopo le dichiarazioni del Ministero e gli ultimatum di Bruxelles, parlano gli allevatori campani, che minimizzano, e i consumatori, che non si fidano.


Ultima modifica di Redazione il 11 Apr 2008 13:33, modificato 1 volta in totale 






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Messaggio Mozzarella, da Amburgo test negativi: riaprono allevamenti 
 



Venerdì, 11 Aprile : 2008

Mozzarella, da Amburgo test negativi: Image    
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riaprono allevamenti


AMBURGO. Buone notizie da Amburgo, dove, nel laboratorio Eurofins, si effettuano le analisi sui campioni di latte prelevati dai caseifici della Campania per accertare il livello di diossina.

Dopo i 17 di martedì scorso, ieri sono giunti altri 46 risultati negativi, che attestano il grado nella norma della diossina nel latte di bufala campana. Una notizia che consentirà lo sblocco di almeno 130 allevamenti che erano stati sequestrati in via cautelativa. Dal ministro della Salute si rileva che “tutti i prodotti derivati dal latte di bufala campana siano in regola con le norme sulla diossina”. Dalla provincia di Caserta, regno del cosiddetto “oro bianco”, l’onorevole Domenico Zinzi dell’Udc commenta: “I risultati delle analisi finora scaturiti hanno dimostrato che, sostanzialmente, si poteva evitare tanto allarmismo contro la mozzarella della Campania. La produzione del latte di bufala è il cuore di un sistema produttivo intorno al quale si sviluppano legittimi interessi per cui l’enfatizzazione di pur responsabili preoccupazioni si risolve soltanto in un gravissimo danno per quanti, da intere generazioni, lavorano con passione, professionalità e sacrificio in un settore portante dell’economia campana. L’auspicio è che per i trecento allevatori delle province di Napoli, di Caserta e di Avellino ancora in attesa giunga quanto prima il responso delle analisi dalle quali dipenderanno le prospettive della ripresa produttiva. Ad ogni modo – ha concluso Zinzi – la preoccupazione del Legislatore e del Governo dovrà concentrarsi sulle condizioni del
l’ambiente e sulla sua salvaguardia da ogni causa inquinante che vada ad interagire sul ciclo alimentare, agendo in via preventiva, astratta e generalizzata, con particolare riguardo alle fonti nutrizionali anche oltre i limiti regionali e nazionali”
  





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Messaggio I TEST 'SCAGIONANO' LA MOZZARELLA CAMPANA 
 



Lunedì, 21 Aprile : 2008 20:25

I TEST 'SCAGIONANO'
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LA MOZZARELLA CAMPANA


ROMA - Tracce di diossina e molto allarmismo. Questi i fattori che hanno caratterizzato la vicenda della mozzarella di bufala campana, per la quale oggi si scrive la parole fine, almeno per la prima fase del piano di controlli previsti dal Ministero della Salute, con oltre 900 caseifici svincolati dai sequestri cautelativi, su un totale di circa mille allevamenti bufalini presenti nella regione.

 "La mozzarella di bufala è stata penalizzata da una campagna stampa troppo precipitosa e allarmistica - ha detto all'Ansa il ministro delle Politiche Agricole, Paolo De Castro - mi auguro ora che il comparto possa sollevarsi tempestivamente dalla crisi che ha attraversato e che la mozzarella di bufala torni ad essere simbolo del made in Italy". E' un "quadro rassicurante", quello emerso dalle analisi per il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop che riporta la vicenda nelle sue reali dimensioni, "quelle di un fenomeno circoscritto", anche alla luce dei risultati arrivati oggi sui 115 campioni analizzati, provenienti dai caseifici delle province di Salerno e Benevento, risultati tutti negativi alla diossina.

A conti fatti, nelle prime tre province campane analizzate, Napoli, Caserta e Avellino, su 265 campioni (ognuno corrispondente a 3-4 allevamenti), il 14% è risultato positivo alla diossina, con valori che rientrano nella cosiddetta 'misura di incertezza', ovvero di poco superiori al valore-soglia di 2 picogrammi. Nessuna positività, invece per le restanti due province campane. Nell'intera regione, sono un centinaio gli allevamenti posti ancora sotto sequestro e tutti situati nell'area della provincia di Caserta. Per questi allevamenti è già partito un piano di ulteriori analisi che ha il compito di risalire, (sul 14% di campioni positivi), ai singoli allevamenti e, una volta individuati, sottoporli a controlli, sia sul latte che sul foraggio per l'alimentazione animale.

"I risultati ottenuti da questo piano controlli - ha spiegato il Commissario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Mezzogiorno, Antonio Limone - sono in linea con quello che già da qualche anno sapevamo, ovvero che nella zona di competenza della Asl Caserta 2 ci fosse presenza di diossina". Le positività alla diossina, secondo Limone, erano emerse già nel 2001, (a seguito di analisi di routine previste da un piano ministeriale di analisi dei residui), su alcuni campioni di latte ovino, nei comuni di Macerata Campania e Marcianise "da quel momento è partita la campagna stampa sulla diossina, adesso è necessario individuarne la fonte - ha aggiunto Limone - ed eliminarla".

Chiusa la prima fase, ora c'é da attendere i risultati delle analisi sui casi positivi, a cui seguirà l'invio di un nucleo operativo composto da veterinari, esperti e biologi con il compito di analizzare ogni stabilimento di produzione alimentare nel raggio di 3 chilometri dall'allevamento bufalino per verificare l'estensione della contaminazione e individuarne la causa. "I controlli resteranno vigili - ha affermato Limone - e la nostra attenzione si focalizzerà sull'area di Caserta". Ancora non si avanzano ipotesi sulla causa della presenza del contaminante, "i motivi possono essere molteplici - ha concluso il commissario - solo un'analisi epidemiologica ci potrà chiarire il fattore di contaminazione".

  





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