NABUCCO di VERDI
all'ARENA di Verona
all'ARENA di Verona
Mai un'opera lirica rappresentata in un anfiteatro come l'Arena ha deluso le aspettative.L'Arena, ritenuta il più grande teatro all'aperto del mondo, con una acustica paragonabile a quella di un teatro al chiuso,trasmette forti sensazioni.Fu il maestro Tullio Serafin nel 1913 a valutare e a capire che le note di strumenti quali:violino,oboe,flauto,non si disperdevano nello spazio ma arrivavano nitide all'orecchio dello spettatore.
La seconda di NABUCCO giovedi 26,è stata rappresentata da personaggi e interpreti dello spessore di Leo Nucci nella parte di Nabucco, Roberto Scanduzzi in Zaccaria, Giorgio Casciarri in Ismaele, Abigaille interpretata da Maria Guleghina, Fenana da Rossana Rinaldi.Leo Nucci ancora una volta ha saputo coinvolgere il pubblico in una emozione collettiva.L'opera Lirica per essere di grande effetto deve tradurre la parola cantata in un sentimento che tocchi profondamente l'animo dello spettatore e cosi è stato. Il grande baritono bolognese ancora una volta si è misurato in un ruolo di primaria importanza, con risultati eccellenti, evidenziati e sottolineati dallo scroscio degli applausi. La "Voce" è l'attore principale in una opera lirica; il successo di una rappresentazione è dato dalle sensazioni che la "voce"degli attori riesce a suscitare nel pubblico. Anche il "coro" ha svolto un ruolo decisivo nel celebrare "Va Pensiero" richiamando un forte "bis, bis" da parte degli spettatori.
Il direttore d'orchestra Daniel Oren, con il kippa sul capo tradiva la sua origine, dirigeva con maestria e con passione travolgente l'intero corpo musicale.La scenografia tradizionale è mancata, la scena è apparsa asettica senza "il trono, la statua d'oro,gli orti,i giardini pensili". L'omogeneità cromatica dei costumi degli attori, sintetizzata dal verde e dal marrone dei tessuti, rendeva più statiche anche quelle poche scene che evolvevano al movimento dell'azione. Ma il tutto è stato un grande successo. Unica nota negativa l'affluenza del pubblico che non ha fatto registrare il tutto esaurito per una rappresentazione di un così alto spessore artistico.
La seconda di NABUCCO giovedi 26,è stata rappresentata da personaggi e interpreti dello spessore di Leo Nucci nella parte di Nabucco, Roberto Scanduzzi in Zaccaria, Giorgio Casciarri in Ismaele, Abigaille interpretata da Maria Guleghina, Fenana da Rossana Rinaldi.Leo Nucci ancora una volta ha saputo coinvolgere il pubblico in una emozione collettiva.L'opera Lirica per essere di grande effetto deve tradurre la parola cantata in un sentimento che tocchi profondamente l'animo dello spettatore e cosi è stato. Il grande baritono bolognese ancora una volta si è misurato in un ruolo di primaria importanza, con risultati eccellenti, evidenziati e sottolineati dallo scroscio degli applausi. La "Voce" è l'attore principale in una opera lirica; il successo di una rappresentazione è dato dalle sensazioni che la "voce"degli attori riesce a suscitare nel pubblico. Anche il "coro" ha svolto un ruolo decisivo nel celebrare "Va Pensiero" richiamando un forte "bis, bis" da parte degli spettatori.
Il direttore d'orchestra Daniel Oren, con il kippa sul capo tradiva la sua origine, dirigeva con maestria e con passione travolgente l'intero corpo musicale.La scenografia tradizionale è mancata, la scena è apparsa asettica senza "il trono, la statua d'oro,gli orti,i giardini pensili". L'omogeneità cromatica dei costumi degli attori, sintetizzata dal verde e dal marrone dei tessuti, rendeva più statiche anche quelle poche scene che evolvevano al movimento dell'azione. Ma il tutto è stato un grande successo. Unica nota negativa l'affluenza del pubblico che non ha fatto registrare il tutto esaurito per una rappresentazione di un così alto spessore artistico.















