NAPOLITANO:
"SCOMMETTIAMO SULL'ITALIA, HA SPIRITI ANIMALI"
"SCOMMETTIAMO SULL'ITALIA, HA SPIRITI ANIMALI"
NEW YORK - "Possiamo scommettere sull'Italia, sulle sue tradizioni storiche e sui suoi spiriti animali", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Council on Foreign Relations, il prestigioso think-tank di New York che lo ha ospitato per la prima volta dopo il 1978. "Spiriti animali è un riferimento alla vitalità italiana, agli spiriti animali del capitalismo di cui parlava Keynes", ha detto Napolitano nel corso dell'incontro moderato dall' ex-ambasciatore in Italia Richard Gardner. L'impegno dell'Italia per fronteggiare le crisi internazionali con iniziative politiche e diplomatiche e anche con la partecipazione alle missioni militari di pace "é molto apprezzato nel mondo e lo è innanzitutto dal presidente Bush", ha aggiunto Napolitano al Consolato italiano di New York. "Questo ve lo posso assicurare", ha detto alla comunità italiana, facendo riferimento al colloquio di martedì alla casa Bianca.
In Italia "abbiamo bisogno di una liberalizzazione, che in passato non è stata abbastanza significativa... non per ragioni ideologiche... ma per una serie di interessi privati, di corporazioni, che resistono con molta forza a qualsiasi cambiamento che possa colpire i loro privilegi". Ne è convinto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ne ha parlato - in inglese - al Council of Foreign Relations, uno dei più prestigiosi think-tank di New York. Il capo dello Stato ha citato l'esempio dei tassisti romani, che nei giorni scorsi avevano paralizzato il centro della città per protestare contro l'ipotesi di nuove licenze. "I privilegi decisamente radicati di molte categorie devono essere profondamente e coraggiosamente superati", secondo il presidente della Repubblica.
Napolitano ha invitato tutti "a reagire a rappresentazioni unilaterali e quindi false nella realtà italiana che purtroppo si possono leggere anche sui giornali americani, e non solo su quelli italiani". Un riferimento implicito all'articolo di del New York Time, sul quale si era già pronunciato prima in modo critico.
In Italia "abbiamo bisogno di una liberalizzazione, che in passato non è stata abbastanza significativa... non per ragioni ideologiche... ma per una serie di interessi privati, di corporazioni, che resistono con molta forza a qualsiasi cambiamento che possa colpire i loro privilegi". Ne è convinto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ne ha parlato - in inglese - al Council of Foreign Relations, uno dei più prestigiosi think-tank di New York. Il capo dello Stato ha citato l'esempio dei tassisti romani, che nei giorni scorsi avevano paralizzato il centro della città per protestare contro l'ipotesi di nuove licenze. "I privilegi decisamente radicati di molte categorie devono essere profondamente e coraggiosamente superati", secondo il presidente della Repubblica.
Napolitano ha invitato tutti "a reagire a rappresentazioni unilaterali e quindi false nella realtà italiana che purtroppo si possono leggere anche sui giornali americani, e non solo su quelli italiani". Un riferimento implicito all'articolo di del New York Time, sul quale si era già pronunciato prima in modo critico.
ndr: Il nostro Presidente si è trovato a dover "parlare" ben conoscendo le 4 pagine del "
Ecco come ci vedono / dipingono in America:
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















