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Domenica, 13 Luglio : 2008
di Maria Elena Vincenzi
Ordinanze antibivacco e antisacchi. Ciak, si gira. E mentre gli ambulanti hanno già appeso i vecchi borsoni al chiodo e si sono attrezzati con buste più piccole, i turisti, ignari, continuano a "bivaccare" come se nulla fosse. A Fontana di Trevi si mangiano pizze al taglio e gelati seduti sugli scalini. A piazza di Spagna ci si toglie le scarpe e, thè freddo alla mano, ci si rilassa al sole. A piazza della Rotonda, si guarda il Pantheon addentando un hamburger seduti intorno alla fontana di Giacomo Della Porta.
Le nuove ordinanze comunali sono già in vigore. È in vigore la norma che vieta il «trasporto di beni, merci ed altra mercanzia per mezzo di contenitori quali sacchi di plastica e borse, nel territorio comunale e, in particolare, nella ZTL». E, in effetti, ieri, dei borsoni, nemmeno l´ombra. Gli ambulanti si sono già attrezzati come possono, ormai condannati senza appello a viaggiare "light". Vale a dire, niente più carta per mantenere intatta la forma delle borse: ci sono problemi di spazio, quello è un "lusso" che non ci si può concedere.
Ora l´imperativo è cercare di ridurre gli spazi. Addio ai vecchi e ingombranti borsoni ormai fuorilegge, da ieri si utilizzano comuni sacchetti per la spesa. Due, tre, magari anche quattro. Dimensioni standard, insomma, e meno articoli da trasportare, nella speranza, stando a quanto dicono gli ambulanti, che così tutto fili via liscio. Poi, una volta arrivati sul luogo di lavoro, quegli stessi sacchetti vengono utilizzati al posto dei fogli di giornale per mantenere la forma delle borse contraffatte che fanno bella mostra stese su un lenzuolo.
Ma non solo commercio abusivo. Da ieri al via anche il divieto di bivaccare o sistemare giacigli nelle aree di particolare pregio storico, artistico e culturale. No ai bisogni per strada e a chi mangia o beve nelle piazze o sulle scalinate. Disposizioni che fanno sgranare gli occhi ai tanti turisti che ieri si gustavano un gelato in relax o una bibita su una delle tante scalinate del centro di Roma.
«Cosa? Non posso mangiare un gelato seduta qui? - chiede incredula Nellica Rotolosi di Boston, mentre si gusta un cono davanti a fontana di Trevi - è una cosa che non ha senso. Che cosa vuole dire, che bisogna bere e mangiare solo in piedi?». La nuova ordinanza lascia senza parole un po´ tutti. «Posso capire che vietino l´alcol: questo lo fanno anche da noi, negli Stati Uniti. Ma mangiare....e allora perché ci sono tante gelaterie e pizze al taglio? Dovrebbero togliere anche queste», dice Curtis Constant, americano. Ma, mentre davanti alla fontana più bella della città, nessuno si preoccupa di dire ai turisti di non bivaccare (e, a pochi passi, si vedono anche barboni sdraiati sui marciapiedi), all´ombra di Trinità dei Monti, l´ordinanza è una cosa seria.
Due agenti della municipale girano in lungo e in largo invitando le persone a rimettersi le scarpe e, addirittura, a sedersi in modo composto, a non mangiare, a buttare via i drink. L´unica cosa ammessa sembra essere l´acqua. «Ho girato tutto il giorno - spiega, piuttosto infastidita, Adriana da San Paolo - ho deciso di concedermi qualche minuto di relax guardando piazza di Spagna e mi sono tolta le scarpe. Dopo cinque minuti è arrivata la polizia e mi ha detto che non potevo stare seduta così e che dovevo rimettere i sandali. Sono davvero sbigottita. Se questo è il clima, avrete un calo impressionante di turisti. Ma a chi stavo dando fastidio?».
Nessun problema, invece, per chi ha scelto piazza della Rotonda. Qui, i due vigili che controllano la zona, spiegano che «si tratta di una misura da interpretare. Personalmente - spiega uno dei due - non credo che sia un problema se qualcuno mangia un gelato o un trancio di pizza seduto a terra. Così sarebbe davvero un inferno. Prima, ad esempio, c´era un gruppo di ragazzi che facevano un picnic sotto il colonnato del Pantheon, ecco in quel caso siamo intervenuti. Ma l´avremmo fatto anche prima. Non è una grande novità. È una questione di buon senso».
Le nuove ordinanze comunali sono già in vigore. È in vigore la norma che vieta il «trasporto di beni, merci ed altra mercanzia per mezzo di contenitori quali sacchi di plastica e borse, nel territorio comunale e, in particolare, nella ZTL». E, in effetti, ieri, dei borsoni, nemmeno l´ombra. Gli ambulanti si sono già attrezzati come possono, ormai condannati senza appello a viaggiare "light". Vale a dire, niente più carta per mantenere intatta la forma delle borse: ci sono problemi di spazio, quello è un "lusso" che non ci si può concedere.
Ora l´imperativo è cercare di ridurre gli spazi. Addio ai vecchi e ingombranti borsoni ormai fuorilegge, da ieri si utilizzano comuni sacchetti per la spesa. Due, tre, magari anche quattro. Dimensioni standard, insomma, e meno articoli da trasportare, nella speranza, stando a quanto dicono gli ambulanti, che così tutto fili via liscio. Poi, una volta arrivati sul luogo di lavoro, quegli stessi sacchetti vengono utilizzati al posto dei fogli di giornale per mantenere la forma delle borse contraffatte che fanno bella mostra stese su un lenzuolo.
Ma non solo commercio abusivo. Da ieri al via anche il divieto di bivaccare o sistemare giacigli nelle aree di particolare pregio storico, artistico e culturale. No ai bisogni per strada e a chi mangia o beve nelle piazze o sulle scalinate. Disposizioni che fanno sgranare gli occhi ai tanti turisti che ieri si gustavano un gelato in relax o una bibita su una delle tante scalinate del centro di Roma.
«Cosa? Non posso mangiare un gelato seduta qui? - chiede incredula Nellica Rotolosi di Boston, mentre si gusta un cono davanti a fontana di Trevi - è una cosa che non ha senso. Che cosa vuole dire, che bisogna bere e mangiare solo in piedi?». La nuova ordinanza lascia senza parole un po´ tutti. «Posso capire che vietino l´alcol: questo lo fanno anche da noi, negli Stati Uniti. Ma mangiare....e allora perché ci sono tante gelaterie e pizze al taglio? Dovrebbero togliere anche queste», dice Curtis Constant, americano. Ma, mentre davanti alla fontana più bella della città, nessuno si preoccupa di dire ai turisti di non bivaccare (e, a pochi passi, si vedono anche barboni sdraiati sui marciapiedi), all´ombra di Trinità dei Monti, l´ordinanza è una cosa seria.
Due agenti della municipale girano in lungo e in largo invitando le persone a rimettersi le scarpe e, addirittura, a sedersi in modo composto, a non mangiare, a buttare via i drink. L´unica cosa ammessa sembra essere l´acqua. «Ho girato tutto il giorno - spiega, piuttosto infastidita, Adriana da San Paolo - ho deciso di concedermi qualche minuto di relax guardando piazza di Spagna e mi sono tolta le scarpe. Dopo cinque minuti è arrivata la polizia e mi ha detto che non potevo stare seduta così e che dovevo rimettere i sandali. Sono davvero sbigottita. Se questo è il clima, avrete un calo impressionante di turisti. Ma a chi stavo dando fastidio?».
Nessun problema, invece, per chi ha scelto piazza della Rotonda. Qui, i due vigili che controllano la zona, spiegano che «si tratta di una misura da interpretare. Personalmente - spiega uno dei due - non credo che sia un problema se qualcuno mangia un gelato o un trancio di pizza seduto a terra. Così sarebbe davvero un inferno. Prima, ad esempio, c´era un gruppo di ragazzi che facevano un picnic sotto il colonnato del Pantheon, ecco in quel caso siamo intervenuti. Ma l´avremmo fatto anche prima. Non è una grande novità. È una questione di buon senso».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















