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Stanislao
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 No Centrale di Oflaga
no centrale di oflaga ha scritto: Mercoledì 24 gennaio 2007
MAIL QUOTIDIANA ETERNA – fumo amaro
Ciao a tutti.
Bresciaoggi di oggi riporta le dichiarazioni della la dottoressa Nadia Marcobruni, responsabile del centro Pneumologico dell’Ospedale civile di Brescia che sostiene che sono in aumento le infiammazioni alle vie aeree causate dall’inquinamento dell’aria (vedi allegato).
Noi crediamo che per diminuire le infiammazioni alle vie aeree causate dall’inquinamento bisognerebbe aumentare le infiammazioni alle “vie veneree” di chi provoca l’inquinamento!
Naturalmente scherziamo…. ma almeno un bruciorino al pisellino non ci starebbe male.
Ciao a tutti dal vostro amico Onesiforo Biroton
NB: NOI NON MOLLIAMO
NB1: INVIA QUESTA MAIL AI TUOI AMICI E CHIEDI LORO DI INVIARLA AI LORO
NB2: la mail quotidiana eterna precedente è stata letta 2891 volte (grazie a tutti per l’impegno nell’inoltrare la mail!). La mail quotidiana eterna viene letta quotidianamente anche dalla nostra amica Franca Rame: visita il suo blog ( ciccando sul nome o copiando l’indirizzo nella barra degli indirizzi del tuo browser http://www.francarame.it/
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda
- Horacio Verbitsky
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Stanislao
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 Re: No Centrale di Oflaga
Citazione: Giovedì 25 gennaio 2007
MAIL QUOTIDIANA ETERNA – capra offlaga arrabbiata
Ciao a tutti.
A pagina 12 del Giornale di Brescia di ieri abbiamo letto un interessante articolo sulla nascita di Asm: eccone un breve sunto.
Nel 1907 ci fu a Brescia una forte battaglia per la gestione dei servizi di trasporto e dell’erogazione di energia elettrica tra gli amministratori comunali e le lobby economiche del tempo, raccolte attorno alla Seb (società elettrica bresciana). Il comune grazie alla legge Giolitti approvata il 29 marzo del 1903 ed a un referendum tra i cittadini bresciani ebbe la meglio e diede vita all’Asm.
Ci hanno stupito alcune cose:
1) Ci ha stupito che le lobby economiche bresciane del 1907 fossero concentrate attorno alla Seb, ditta omonima a quella che dopo un secolo da quegli eventi vuole costruire la centrale di Offlaga;
2) Ci ha stupito che nel 1907 la popolazione bresciana volle la nascita di Asm in contrapposizione ai potentati economici incarnati dalla Seb, mentre dopo un secolo l’Asm in combutta con la Seb vuole costruire una megacentrale ad Offlaga, infischiandosene del parere della popolazione.
3) Ci ha stupito infine che gli amministratori locali bresciani del 1907 coltivassero l’intento di “controllare la macchina dello sviluppo, con il fine dichiarato di non soggiacere ai giochi dei privati” mentre quelli del 2007 hanno calato completamente le braghe davanti ai potenti bresciani, amici dei furbetti del quartierino.
Che dire? L’illuminismo ci ha insegnato che il progresso è processo costante e lineare verso il meglio; la storia di Asm invece ci ha insegnato che a Brescia, nonostante la retorica ridondante dei riconoscimenti internazionali e gli studi scientifici delle professoresse universitarie, per il progresso dobbiamo ancora aspettare.
Ciao a tutti dal vostro amico Onesiforo Biroton
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 «Il no alla centrale sia nero su bianco»
Venerdì, 26 Settembre : 2008 di Pietro Gorlani, Brescia Oggi
OFFLAGA. Le reazioni e i commenti dopo la presa di posizione del presidente della Regione Lombardia contro il progettato impianto. Una mozione della Lega
«Il no alla centrale
sia nero su bianco»
Tanto lunga è stata la battaglia dei Comitati contro la realizzazione della centrale di Offlaga, tanto breve è la strada per la bocciatura definitiva del progetto. Dopo la presa di posizione netta del presidente Formigoni («in Lombardia non c’è bisogno di altre centrali termoelettriche») la stralcio definitivo dell’iter procedurale per l’approvazione dell’impianto pare davvero essere fissato giovedì prossimo, 2 ottobre): nella riunione al ministero dell’Ambiente per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale la Regione sarà chiamata ad esprimersi ma «il giudizio sarà negativo», secondo quanto ha anticipato l’assessore regionale ai servizi di pubblica utilità Massimo Buscemi l’altro ieri in commissione regionale Ambiente.
IL PRESSING dei 48 sindaci, dei politici bresciani (non tutti), associazioni ambientaliste e manifestazioni hanno dato i tanto attesi frutti, portando i vertici del Pirellone ad una decisione che non era affatto scontata. Basti ricordare due episodi: nel 2003 il piano regionale dell’energia dichiarava la necessità di installare altri 2mila megawatt in Lombardia (quindi altre 3 centrali); l’8 agosto 2003 la giunta Formigoni dichiarò Offlaga tra i siti da realizzare prioritariamente (insieme a Bertonico e Spinadesco).
Una decisione talmente importante che sono in molti a voler vedere un documento ufficiale che dichiari la fine del progetto. È anche per questo che ieri Enio Moretti, consigliere regionale della Lega Nord, ha presentato una mozione per impegnare la giunta nero su bianco «ad opporsi con tutti gli strumenti in proprio possesso alla costruzione della centrale di Offlaga, negando per tutti i motivi in premessa le eventuali autorizzazioni necessarie; ad attivarsi, presso le autorità centrali, affinché sia chiaramente ribadita la contrarietà della Regione Lombardia e delle amministrazioni locali alla costruzione della centrale».
AD OGNI MODO il 2 ottobre a Roma ci saranno tutti: Regione, Provincia e Comune di Offlaga. «Sappiamo che la riunione Aia è molto tecnica – spiega il sindaco di Offlaga Ferdinando Moretti – e ci attendiamo una tappa interlocutoria ma speriamo vivamente che la Regione metta la parola fine alla vicenda, dicendo no una volta per tutte, senza bisogno di dover fare un’altra conferenza dei servizi». Amara la riflessione dell’assessore provinciale all’Ambiente Enrico Mattinzoli. Anche se contrario all’impianto sin dal 2003, da quando fece stilare ai professori Alberto Clò e Davide Pastorino lo studio Rie per dimostrare che la nostra provincia aveva una potenza elettrica installata in grado di soddisfare la richiesta di picco e quindi non servivano centrali termoelettriche, ribadisce «l’assurdità dei tempi di risposta della burocrazia. Gli acciaieri hanno dovuto aspettare 6 anni per capire che non possono avere la loro centrale; non era meglio dirglielo subito? Si sarebbero indirizzati altrove. Invece no: tecnici e politici di Provincia, Comune e Regione sono volati a Roma 40 volte in 6 anni, con un dispendio di soldi pubblici che sarebbe tutto da calcolare. Chi nel governo sta lavorando alla semplificazione della burocrazia dovrebbe tenere conto di queste cose».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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