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Lunedì, 7 Luglio : 2008
BRUXELLES - Bloccare la "raccolta di impronte ai Rom", una procedura che "costituisce chiaramente un atto di discriminazione basata sulla razza e l'origine etnica": è quanto si chiede nella risoluzione firmata da socialisti, liberali, verdi e sinistra unitaria del Parlamento europeo e che verrà votata giovedì a Strasburgo. Nel testo i quattro gruppi invitano la Commissione Ue a "valutare se le misure legislative ed esecutive definite dal governo italiano sono compatibili con i Trattati e le leggi Ue", in particolare con le misure contro la discriminazione, con la direttiva sulla parità di trattamento, con quella sulla libertà di circolazione e con quella sulla protezione dei dati personali. La risoluzione è stata firmata, tra gli altri, dagli eurodeputati socialisti Claudio Fava e Gianni Pittella; dai liberali Viktoria Mohacsi e Marco Cappato; da Giusto Catania per la sinistra unitaria e da Monica Frassoni per i verdi. Stasera sempre al Parlamento di Strasburgo si terrà un dibattito sulla situazione dei Rom in Italia con la presenza del commissario Ue alle politiche sociali, Vladimir Spidla.
MARONI: CHIARITI MALINTESI, ENTRO LUGLIO RAPPORTO ALL'UE - Intanto entro la fine di luglio l'Italia invierà all'Unione Europea "un rapporto sull'attuazione delle direttive prese dal governo italiano" sull'emergenza nomadi. E' quanto hanno concordato il commissario europea alla Giustizia Jaques Barrot e il ministro dell'Interno italiano Roberto Maroni in un incontro che si è svolto a Cannes prima della riunione dei ministri della Giustizia e dell'Interno dell'Ue. Maroni ha annunciato che l''Italia ha chiarito "i malintesi" con l'Unione europea sui provvedimenti relativi all'emergenza nomadi dopo le "recenti polemiche scaturite da alcune errate interpretazioni dei media". Il ministro ha quindi invitato la Commissione europea a venire in Italia per verificare le condizioni dei campi nomadi. L'invito è stato rivolto dal ministro al termine dell'incontro con il presidente della Commissione Libertà, Giustizia e Affari Interni dell'Ue Gerard Deprez, tenutosi a Cannes in una pausa della riunione informale dei ministri della Giustizia e dell'Interno dell'Unione. A Deprez, oltre all'invito a venire in Italia, Maroni ha consegnato un documento informativo sulle misure adottate dal nostro paese in merito all'emergenza.
La Curia di Milano invece di lanciare "insulti" dovrebbe occuparsi dei diritti dei cittadini milanesi "che non possono girare liberamente nel loro quartiere". E' la risposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni alle critiche di monsignor Bottoni per la volontà di trasferire la moschea di viale Jenner. "Di fronte ad accuse pretestuose e pregiudizi il governo va avanti" attacca Maroni: "Mi hanno dato del razzista, del nazista e adesso ancora ingiurie. Io seguo la mia linea: non rispondo, spiego". E ricorda che anche l'Unicef aveva usato "parole dure" per il censimento nei campi nomadi. Ma il presidente "ha capito, dopo aver parlato con me, e ha deciso di collaborare". Per Maroni le critiche arrivano "per scarsa informazione". Nel caso di Milano, infatti, non si tratta, dice, di chiudere la moschea ma di "trasferirla in un altro luogo dove siano rispettate le norme igienico-sanitarie, urbanistiche, e i regolamenti comunali". Il termine per risolvere la questione è "fine agosto", ma l'accordo arriverà già "nei prossimi giorni" perché "il direttore del centro islamico "ha già dichiarato la propria disponibilità al trasferimento". L'esponente del Carroccio nega poi che ci siano problemi all'interno della maggioranza: "Il governo - dice - è forte e unito" e quelle di Bossi sono state solo espressioni "colorite per riportare al centro dell'attenzione il federalismo". Proprio sul federalismo Maroni sottolinea che la maggioranza i numeri li ha, quindi "non ha bisogno di nessuno". Tuttavia si lavorerà per trovare un accordo almeno con il Pd perché "Bossi vuole fortemente che la legge sia condivisa dall'opposizione". Nessuna paura, comunque, di un nuovo referendum, perché "se davvero Veltroni decidesse di raccogliere le firme sul federalismo fiscale arriverebbe allo zero per cento dei consensi. Il suo sarebbe un suicidio politico".
MARONI: CHIARITI MALINTESI, ENTRO LUGLIO RAPPORTO ALL'UE - Intanto entro la fine di luglio l'Italia invierà all'Unione Europea "un rapporto sull'attuazione delle direttive prese dal governo italiano" sull'emergenza nomadi. E' quanto hanno concordato il commissario europea alla Giustizia Jaques Barrot e il ministro dell'Interno italiano Roberto Maroni in un incontro che si è svolto a Cannes prima della riunione dei ministri della Giustizia e dell'Interno dell'Ue. Maroni ha annunciato che l''Italia ha chiarito "i malintesi" con l'Unione europea sui provvedimenti relativi all'emergenza nomadi dopo le "recenti polemiche scaturite da alcune errate interpretazioni dei media". Il ministro ha quindi invitato la Commissione europea a venire in Italia per verificare le condizioni dei campi nomadi. L'invito è stato rivolto dal ministro al termine dell'incontro con il presidente della Commissione Libertà, Giustizia e Affari Interni dell'Ue Gerard Deprez, tenutosi a Cannes in una pausa della riunione informale dei ministri della Giustizia e dell'Interno dell'Unione. A Deprez, oltre all'invito a venire in Italia, Maroni ha consegnato un documento informativo sulle misure adottate dal nostro paese in merito all'emergenza.
La Curia di Milano invece di lanciare "insulti" dovrebbe occuparsi dei diritti dei cittadini milanesi "che non possono girare liberamente nel loro quartiere". E' la risposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni alle critiche di monsignor Bottoni per la volontà di trasferire la moschea di viale Jenner. "Di fronte ad accuse pretestuose e pregiudizi il governo va avanti" attacca Maroni: "Mi hanno dato del razzista, del nazista e adesso ancora ingiurie. Io seguo la mia linea: non rispondo, spiego". E ricorda che anche l'Unicef aveva usato "parole dure" per il censimento nei campi nomadi. Ma il presidente "ha capito, dopo aver parlato con me, e ha deciso di collaborare". Per Maroni le critiche arrivano "per scarsa informazione". Nel caso di Milano, infatti, non si tratta, dice, di chiudere la moschea ma di "trasferirla in un altro luogo dove siano rispettate le norme igienico-sanitarie, urbanistiche, e i regolamenti comunali". Il termine per risolvere la questione è "fine agosto", ma l'accordo arriverà già "nei prossimi giorni" perché "il direttore del centro islamico "ha già dichiarato la propria disponibilità al trasferimento". L'esponente del Carroccio nega poi che ci siano problemi all'interno della maggioranza: "Il governo - dice - è forte e unito" e quelle di Bossi sono state solo espressioni "colorite per riportare al centro dell'attenzione il federalismo". Proprio sul federalismo Maroni sottolinea che la maggioranza i numeri li ha, quindi "non ha bisogno di nessuno". Tuttavia si lavorerà per trovare un accordo almeno con il Pd perché "Bossi vuole fortemente che la legge sia condivisa dall'opposizione". Nessuna paura, comunque, di un nuovo referendum, perché "se davvero Veltroni decidesse di raccogliere le firme sul federalismo fiscale arriverebbe allo zero per cento dei consensi. Il suo sarebbe un suicidio politico".
Ultima modifica di Redazione il 10 Lug 2008 13:58, modificato 1 volta in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















