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ONU: CONSIGLIO SICUREZZA CONDANNA STUPRO COME ARMA DI GUERRA [Download Discussione]
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Venerdi, 20 Giugno : 2008

ONU: CONSIGLIO SICUREZZA
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CONDANNA STUPRO COME ARMA DI GUERRA


di Alessandra Baldini

NEW YORK - Essere donna in un paese in guerra é più pericoloso che essere un soldato. In una riunione ad alto livello presieduta dal segretario di Stato Condoleezza Rice, l'Onu ha condannato con parole forti l'uso dello stupro come arma di guerra, preannunciando azioni punitive contro i responsabili delle violenze sessuali contro le donne nei paesi coinvolti in conflitti armati. Raccogliendo la proposta degli Stati Uniti, il Consiglio di Sicurezza ha approvato all'unanimità una risoluzione (la 1820), sponsorizzata da oltre 30 paesi tra cui l'Italia, in cui la violenza sessuale viene definita "una tattica di guerra per umiliare, dominare, instillare paura, disperdere o trasferire a forza membri civili di una comunità o di un gruppo etnico".

I Quindici hanno chiesto al segretario generale Ban Ki-moon di monitorare la situazione e presentare un rapporto di qui a 12 mesi, ma anche di rafforzare i controlli sui caschi blu che in alcune regioni si sono resi colpevoli di stupri: "Io sono per la tolleranza zero", ha detto il segretario generale: "Se scopriremo nuovi casi non solo i responsabili, ma anche i loro superiori saranno puniti". I lavori del Consiglio si sono conclusi in tarda serata: "Il problema ha raggiunto livelli di pandemia in alcune società che cercano di riprendersi dai conflitti", ha detto Ban mentre la Rice ha messo sul banco degli imputati la Birmania dove le vittime degli stupri di militari "sono spesso bambine di solo otto anni".

Parlando ai Quindici, il generale Patrick Cammaert, ex comandante di soldati Onu, ha osservato che "in una guerra moderna è diventato probabilmente più pericoloso essere donna che soldato". Nel corso del dibattito sono stati puntati i riflettori sulla ex Jugoslavia, il Darfur, la Repubblica Democratica del Congo, il Ruanda e la Liberia come regioni di conflitto teatro di efferatezze contro le donne su vasta scala. La risoluzione minaccia implicitamente di portare i colpevoli di stupri di massa in guerra di fronte alla Corte Penale Internazionale e chiede "a tutte le parti coinvolte nei conflitti armati la cessazione completa e immediata delle violenze sessuali contro i civili, con effetto immediato".

"E' un atto storico", ha commentato Human Rights Watch. I dati del Fondo di Sviluppo dell'Onu per le Donne (Unifem) parlano da soli della drammaticità della situazione, ha commentato il sottosegretario agli esteri Vincenzo Scotti, che ha rappresentato l'Italia nella riunione. Mezzo milione di stupri nel corso del genocidio del 1994 in Ruanda; 60 mila donne vittime di violenze sessuali durante il conflitto tra Croazia e Bosnia; in Sierra Leone altri 64 mila casi tra donne sfollate; 32 mila solo nel 2005 e probabilmente per difetto nella regione del Sud Kivu, nella Repubblica democratica del Congo. Questi numeri "sono allarmanti e purtroppo in crescita", ha detto Ban, sottolineando che "troppo spesso il sistema giudiziario fallisce e i responsabili sono rimasti finora impuniti".

Arma usata in tanti paesi

ROMA - Violenza sulle donne e stupri di massa sono stati in questi anni una pratica molto diffusa nelle zone di guerra.
Ecco una breve rassegna dei casi più drammatici di questi anni:

DARFUR - Nella regione del Sudan dove dal 2003 si combatte una guerra civile, che ha già causato più di 200.000 vittime e oltre due milioni di sfollati, l'Onu e le organizzazioni internazionali hanno più volte denunciato che i civili continuano a subire attacchi dalle due parti, e sono vittime di stupri. Non ci sono stime ufficiali, ma il fenomeno è diffuso.

CONGO - Secondo Amnesty international in questo paese furono oltre 40mila le donne violentate durante la guerra civile finita ufficialmente nel 2004, lasciandosi alle spalle tre milioni di morti. Degli stupri sono spesso accusati anche i peacekeeper.

BOSNIA - Fra il 1992 e il 1995 ci furono 200.000 morti e moltitudini di profughi. Sulle donne bosniache si abbatté una violenza senza precedenti: le milizie serbe seviziavano anche le bambine in pubblico, man mano che entravano nei villaggi. Ciò serviva a seminare il terrore e favorire la pulizia etnica. L'Onu nel 1996 per la prima volta parlò di crimini contro l'umanità, riferendosi alle violenze fisiche subite da circa 60mila donne bosniache.

RUANDA - La guerra civile fra hutu e tutsi del 1994 non è stata solo una tragedia che ha distrutto 800 mila vite, ma anche l'inizio di una terribile odissea per migliaia di donne stuprate e contagiate con il virus dell'Aids, e un trauma irreversibile per almeno 100 mila bambini, malati, vittime di sevizie, rimasti orfani. Secondo l'Onu nel 1994 vennero compiuti da 250.000 a 500.000 stupri.

BIRMANIA - Il ricorso sistematico da parte dei militari agli stupri di massa è stata denunciato ieri dal segretario di stato americano Condoleezza Rice. Le Organizzazioni internazionali hanno spesso denunciato gli stupri di massa, spesso accompagnati dal rapimento di ragazze allo scopo di farne oggetto di continui abusi sessuali da parte dei combattenti, nella aree africane dove si sono svolte sanguinose guerre civili:

LIBERIA (1989-1995 e 1000-2003),

UGANDA (iniziata nel 1986, ora sono in corso trattative tra governo e ribelli),

SIERRA LEONE (1991-2001).
 

  





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