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Lunedì, 9 Giugno : 2008 Napoli.com
Rassegna a cura di:
Castellammare di Stabia (NA)
di Giovanna D’Arbitrio
E’ in atto uno strano processo che sembra guidato da un unico filo conduttore, sia che si tratti di rifiuti nelle strade che di esseri umani.
SICUREZZA E PULIZIA!
E’ ormai un imperativo categorico! I problemi ci sono e tutti vorremmo risolverli, ma in che modo?
Ogni giorno in TV i leghisti di turno accusano i meridionali, ora in particolare i campani, di aver sperperato il danaro dello Stato, servendosi di criminali e politici corrotti ; e continuano e non la smettono , nemmeno dopo la chiara denuncia del Presidente Napolitano. Parassitismo e vittimismo sono sempre le loro accuse.
Che si indaghi,allora, seriamente sulle zone e le industrie dalle quali i rifiuti tossici sono stati inviati! Nelle discariche, come sul luogo di un delitto, con i potenti mezzi tecnologici oggi disponibili, non dovrebbe essere difficile trovare indizi per risalire ai colpevoli, costringendoli almeno a risarcire i danni e a bonificare il nostro territorio, magari con l’aiuto delle loro amministrazioni leghiste.
Se tutto ciò dovesse risultare impossibile, poiché non c’è solidarietà da parte delle regioni del Nord ma solo offese, facciamo quest’ultima operazione “estetica”, nascondiamo pure i rifiuti nelle discariche(che siano le ultime !) e sbrighiamoci però ad avviare una RACCOLTA DIFFERENZIATA seria e ad aprire un sito di compostaggio. Diamo posti di lavoro organizzando una raccolta “porta a porta”, contattiamo industrie che raccolgono materiale da riciclare, riduciamo gli imballaggi, ritorniamo alla vecchia“borsa della spesa”, riduciamo l’acquisto di oggetti inutili, insomma attiviamoci tutti in modo concreto. Ed è chiaro che tutto ciò ancora non basta, poiché bisogna combattere seriamente la criminalità, incidendo soprattutto sulle cause: disoccupazione, miseria, ignoranza. Investiamo capitali nel Sud, aiutiamo i giovani con scuole moderne e posti di lavoro, non li “consegniamo” nelle mani della criminalità, non li facciamo scappare al nord o all’estero!
Ed ora passiamo ai “rifiuti umani”. Stessa operazione per le prostitute, considerate inquinanti come la spazzatura, benché esseri umani ,donne sfruttate ed oltraggiate, schiave! Non si propone di combattere il grave problema, ma di ripulire le strade, riaprendo una sorta di discariche, le cosiddette “ case chiuse”.
Meglio quindi intervenire sulle vittime, piuttosto che sui carnefici? E che faremo per i bambini e le bambine, costretti a prostituirsi? Li metteremo sempre nelle stesse “case”? E perché i potenti mezzi tecnologici (intercettazioni telefoniche, telecamere ecc.) ,di cui si fa uso e anche abuso violando veramente la privacy dei cittadini, non si utilizzano invece per “incastrare” coloro che fanno lauti guadagni con questi orribili traffici. Perché non prevedere magari anche sanzioni per i clienti?
Infine passiamo ai clandestini, da molti considerati come “rifiuti” del genere umano, ” persone” in realtà che lasciano famiglie, parenti amici, i loro amati paesi da secoli sfruttati da colonialismo, neocolonialismo ed ora dalla globalizzazione, “persone” che spesso periscono in mare prima di arrivare nella nostra opulenta Europa, come dimostrano i recenti tragici avvenimenti.
Non è certo mettendo in carcere i clandestini che potremo bloccare l’imponente flusso migratorio legato ai gravissimi problemi del terzo mondo per i quali ci vogliono soluzioni e decisioni condivise a livello europeo ed internazionale.
Nel frattempo, sarebbe ora che ci o occupassimo della “nostra” criminalità organizzata, mai sconfitta per i motivi ben noti a tutti coloro che leggono, studiano, scrivono libri e girano film sull’argomento e, soprattutto, a quelli che piangono i propri cari barbaramente trucidati e non hanno ancora avuto giustizia.
Ripristinare legalità e decoro urbano sono esigenze profondamente sentite da tutti, ma intervenire soltanto sugli effetti senza curare le cause, attaccare più le vittime che gli sfruttatori e i delinquenti, potrebbe ben presto rivelarsi solo come un’operazione superficiale ed effimera.
SICUREZZA E PULIZIA!
E’ ormai un imperativo categorico! I problemi ci sono e tutti vorremmo risolverli, ma in che modo?
Ogni giorno in TV i leghisti di turno accusano i meridionali, ora in particolare i campani, di aver sperperato il danaro dello Stato, servendosi di criminali e politici corrotti ; e continuano e non la smettono , nemmeno dopo la chiara denuncia del Presidente Napolitano. Parassitismo e vittimismo sono sempre le loro accuse.
Che si indaghi,allora, seriamente sulle zone e le industrie dalle quali i rifiuti tossici sono stati inviati! Nelle discariche, come sul luogo di un delitto, con i potenti mezzi tecnologici oggi disponibili, non dovrebbe essere difficile trovare indizi per risalire ai colpevoli, costringendoli almeno a risarcire i danni e a bonificare il nostro territorio, magari con l’aiuto delle loro amministrazioni leghiste.
Se tutto ciò dovesse risultare impossibile, poiché non c’è solidarietà da parte delle regioni del Nord ma solo offese, facciamo quest’ultima operazione “estetica”, nascondiamo pure i rifiuti nelle discariche(che siano le ultime !) e sbrighiamoci però ad avviare una RACCOLTA DIFFERENZIATA seria e ad aprire un sito di compostaggio. Diamo posti di lavoro organizzando una raccolta “porta a porta”, contattiamo industrie che raccolgono materiale da riciclare, riduciamo gli imballaggi, ritorniamo alla vecchia“borsa della spesa”, riduciamo l’acquisto di oggetti inutili, insomma attiviamoci tutti in modo concreto. Ed è chiaro che tutto ciò ancora non basta, poiché bisogna combattere seriamente la criminalità, incidendo soprattutto sulle cause: disoccupazione, miseria, ignoranza. Investiamo capitali nel Sud, aiutiamo i giovani con scuole moderne e posti di lavoro, non li “consegniamo” nelle mani della criminalità, non li facciamo scappare al nord o all’estero!
Ed ora passiamo ai “rifiuti umani”. Stessa operazione per le prostitute, considerate inquinanti come la spazzatura, benché esseri umani ,donne sfruttate ed oltraggiate, schiave! Non si propone di combattere il grave problema, ma di ripulire le strade, riaprendo una sorta di discariche, le cosiddette “ case chiuse”.
Meglio quindi intervenire sulle vittime, piuttosto che sui carnefici? E che faremo per i bambini e le bambine, costretti a prostituirsi? Li metteremo sempre nelle stesse “case”? E perché i potenti mezzi tecnologici (intercettazioni telefoniche, telecamere ecc.) ,di cui si fa uso e anche abuso violando veramente la privacy dei cittadini, non si utilizzano invece per “incastrare” coloro che fanno lauti guadagni con questi orribili traffici. Perché non prevedere magari anche sanzioni per i clienti?
Infine passiamo ai clandestini, da molti considerati come “rifiuti” del genere umano, ” persone” in realtà che lasciano famiglie, parenti amici, i loro amati paesi da secoli sfruttati da colonialismo, neocolonialismo ed ora dalla globalizzazione, “persone” che spesso periscono in mare prima di arrivare nella nostra opulenta Europa, come dimostrano i recenti tragici avvenimenti.
Non è certo mettendo in carcere i clandestini che potremo bloccare l’imponente flusso migratorio legato ai gravissimi problemi del terzo mondo per i quali ci vogliono soluzioni e decisioni condivise a livello europeo ed internazionale.
Nel frattempo, sarebbe ora che ci o occupassimo della “nostra” criminalità organizzata, mai sconfitta per i motivi ben noti a tutti coloro che leggono, studiano, scrivono libri e girano film sull’argomento e, soprattutto, a quelli che piangono i propri cari barbaramente trucidati e non hanno ancora avuto giustizia.
Ripristinare legalità e decoro urbano sono esigenze profondamente sentite da tutti, ma intervenire soltanto sugli effetti senza curare le cause, attaccare più le vittime che gli sfruttatori e i delinquenti, potrebbe ben presto rivelarsi solo come un’operazione superficiale ed effimera.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












