In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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ORRORE IN SICILIA: Scarcerato dopo gli abusi: violenta una b
Un pizzaiolo siciliano torna dietro le sbarre: aveva solo l'obbligo di firma malgrado altri stupri.
La piccola ha raccontato tutto alla mamma. I medici: "Ferite bestiali"
AGRIGENTO, 17 febbraio 2008 - UNA VIOLENZA bestiale. Così hanno definito i sanitari gli abusi su una bambina di 4 anni. Eppure il presunto autore, in cella, con l’accusa di avere stuprato in precedenza tre sorelline, è rimasto meno di un anno. La scadenza dei termini di custodia cautelare l’ha fatto tornare libero, con l’unico vincolo della firma quotidiana alla caserma dei carabinieri, nonostante per la violenza fosse stato poi condannato a 6 anni e 4 mesi di carcere.
Così giovedì scorso V.I., 45 anni, pizzaiolo agrigentino, si è presentato dai militari per adempiere all’obbligo. Con sè ha portato una bimba di 4 anni, sua lontana parente. Poi l’ha fatta salire in auto e l’ha portata in luogo isolato: lì lo stupro bestiale. E’ stata la piccola, disperata e sotto choc, a raccontare alla madre quanto era accaduto.
I MEDICI dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, dove la vittima è ancora ricoverata, non hanno avuto dubbi: la bambina porta evidenti i segni di una violenza che ha lasciato attoniti gli stessi sanitari. E ieri V.I. è tornato in carcere. I carabinieri l’hanno atteso l’altra notte fuori dalla pizzeria in cui lavorava. All’arrivo in caserma, momenti di forte tensione: è stato necessario l’intervento del comandante provinciale dell’Arma per riportare la calma tra i militari che inveivano contro il pizzaiolo, ora rinchiuso nel carcere di Petrusa. Lo stesso penitenziario dove era stato portato quattro anni fa, con un’accusa identica.
Le vittime, quella volte, erano tre sorelline di Aragona: una bimba di 11 anni e due gemelle di 8. Il pizzaiolo, amico dei genitori, frequentava la loro casa. I familiari si fidavano di lui, tanto da affidargli le piccole.
MA UN GIORNO le aveva portate in un casolare abbandonato e le aveva stuprate. I genitori si erano accorti che qualcosa non andava perché la più grande aveva cominciato a fare strane allusioni. Poi, dopo l’intervento degli psicologi, erano scattate le indagini. Il bruto era stato arrestato: ma dopo meno di un anno, il 23 marzo 2005, era tornato in libertà per scadenza dei termini. La sentenza di condanna — sei anni e quattro mesi — l’aveva attesa da libero. Ad Agrigento, dove si era trasferito, nessuno avrebbe conosciuto il suo passato.
«ERA STATO bravo a non far sapere del brutto episodio di cui era stato protagonista», dicono i carabinieri. E ignara della condanna per violenza era anche la mamma dell’ultima vittima. La donna, una ragazza madre di 28 anni, disoccupata, lontana parente del pizzaiolo, più volta gli avrebbe affidato la figlia. Lui la portava fuori a mangiare il gelato, poi la riaccompagnava. Fino a giovedì quando, tornata a casa, la bimba è corsa tra le braccia della mamma in lacrime.
«LO ZIO mi ha fatto fare cavalluccio», ha raccontato, lamentando dolori. I carabinieri non l’hanno ancora interrogata. Di lei si occupano gli psicologi dell’ospedale che cercheranno di restituirle un po’ di serenità. «Quello che è accaduto ad Agrigento, con un pedofilo libero dopo appena un anno, è vergognoso», commenta la senatrice Maria Burani Procaccini, responsabile famiglie e minori di Forza Italia. E invoca l’introduzione della castrazione chimica.
LA VIOLENZA di Agrigento è solo l’ultima di una squallida realtà: sono infatti oltre cinquemila le segnalazioni e centinaia i casi accertati ogni anno sui bambini.
r. int.
Ultima modifica di Redazione il 19 Feb 2008 14:05, modificato 3 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
PEDOFILIA/ FINOCCHIARO:
FATTI DI AGRIGENTO SONO INACCETTABILI
Certezza pena è la prima garanzia della giustizia
Roma, 17 feb. (Apcom) - "Non possiamo che rimanere allibiti di fronte a ciò che è avvenuto ad Agrigento: la violenza sui minori è uno dei più turpi e vili delitti che percorre i sotterranei della nostra società". Lo dichiara in una nota l'esponente del Pd Anna Finocchiaro.
"Dobbiamo impegnarci tutti, di più, per combattere un fenomeno che purtroppo è troppo spesso taciuto e sottovalutato. Il Pd, il suo segretario, tutti noi - spiega - abbiamo fatto della lotta alla pedofilia una battaglia di civiltà e distintiva della nostra identita' politica".
"Ma ciò che rende, se questo è mai possibile, più grave l'accaduto è che l'uomo che ha compiuto questa violenza era recidivo ed era stato rimesso in libertà dopo pochi mesi pur dovendo scontare una condanna a sei anni e 4 mesi. Questo è inaccettabile. Dove è la giustizia?", domanda.
Per Finocchiaro "la certezza della pena, accanto alla velocità dei procedimenti, soprattutto per atti così gravi, è la prima garanzia di una giustizia equa ed efficiente. Ed è la condizione discriminante per far sì che i cittadini possano continuare ad avere fiducia nel sistema giudiziario italiano".
"Bene ha fatto il ministro Scotti a chieder un rapporto alla Procura Generale. Quello che è accaduto - conclude - non può e non deve più ripetersi, ne va della credibilità delle nostre istituzioni".
MINISTRO SCOTTI DISPONE ISPEZIONE MIRATA AD AGRIGENTO
Storia incredibile e orribile. Chiesto rapporto dettagliato a Pg
Roma, 17 feb. (Apcom) - Il Ministro della Giustizia Luigi Scotti ha disposto una "ispezione mirata per l'accertamento di eventuali responsabilità disciplinari"." presso gli uffici giudiziari di Agrigento, a seguito dello stupro di una bambina di 4 anni da parte di un uomo di nun pregiudicato per pedofilia ma rimesso in libertà dopo meno di un anno, per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva: "una storia al limite dell'incredibile" , la definisce via Arenula.
Una vicenda "ancora più incredibile per chi ha fatto il magistrato per tanti anni, come il ministro della Giustizia Luigi Scotti", sottolinea il ministero riordando "i precedenti specifici dell'eventuale autore di questo fatto, scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare e sottoposto alla firma periodica presso un ufficio di polizia."
"Il ministro - annuncia l'ufficio stampa del Ministero di Giustizia - chiederà immediatamente al procuratore generale competente un circostanziato rapporto per sapere quali fossero le modalità disposte in via cautelare a seguito della scarcerazione e soprattutto per conoscere i motivi del ritardo per un giudizio da farsi ragionevolmente in tempi brevi data la gravità dell'imputazione, i precedenti dell'imputato e il pericolo di reiterazione che - secondo quanto riferito dalla stampa - si è purtroppo realizzato. E si riserva all'esito - di disporre una ispezione mirata per l'accertamento di eventuali responsabilità disciplinari".
IL presidente dell'osservatorio sui DIRITTI DEI MINORI LANCIA L'ALLARME
PEDOFILIA: MARZIALE, LEGGE ITALIANA E' TOLLERANTE E BUONISTA
"Non si puo' rimanere zitti davanti ad accadimenti cosi' dolorosi, che mettono in luce come e quanto la legge sia tollerante e infarcita di buonismo a tutto vantaggio di chi si macchia del piu' turpe dei reati contro i bambini". A pronunciarsi sull'incredibile violenza subita da una bimba agrigentina di appena quattro anni, per mano di un pedofilo recidivo e beneficiante di uno dei tanti cavilli che le normative in vigore contemplano a beneficio dei pedofili, e' il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, che si dice "Pronto a spedire, insieme a tantissima altra gente, il certificato elettorale al Capo dello Stato se gli schieramenti in competizione non conferiscono concreta e non parolaia priorita' alla lotta contro la pedofilia, per porre tangibilmente degli argini al reiterarsi di un vero e proprio Olocausto". "Non e' piu' possibile cincischiare e continuare a riconoscere benefici ad individui cosi' repellenti, come il criminale Vincenzo Iacono - aggiunge Marziale - che, dopo tre violenze su creature inermi, sarebbe dovuto rimanere in una cella per il resto dei suoi giorni e obbligato ai lavori forzati". Marziale conclude rivolgendo ai Carabinieri: "Sentimenti di comprensione, solidarieta' e riconoscenza per il loro quotidiano impegno, che pero' cozza con un'elasticita' normativa degna dell'era di Ponzio Pilato". (AGI) - Roma, 17 feb. -
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Paladino da anni della lotta contro la pedofilia, sconvolto dagli ultimi avvenimenti di Agrigento, Don Fortunato Di Noto non si capacita.
Pensa e ripensa alla bambina di 4 anni violentata dall'orco recidivo e rivede, nella sua mente, i volti dei bimbi conosciuti in questi anni di militanza.
Riaffiorano dalla memoria come coltellate quegli occhi grandi in faccini ancora piccoli, irrimediabilmente segnati dal dolore. Dalla vergogna. Dall'incomprensione.
A proposito del pedofilo di Agrigento, ritiene che siano stati rispettati i tempi come da norma?
Assolutamente s�. Il magistrato ha applicato la legge. E lo posso dire con tanta certezza perch� noi stessi abbiamo avuto un incontro in questi giorni per verificare la situazione.
Il problema � che i tempi per� sono troppo brevi.
Il Parlamento, nella prossima legislatura, si deve impegnare e deve garantire che l'esigenza cautelare corrisponda al genere di reato commesso.
Si allunghino i termi di permanenza dentro le carceri.
Crede che sia una soluzione valida la castrazione chimica?
Se ne fa un gran parlare, certo ha molta presa sulla gente.
Ma in pochi sanno che la comunit� scientifica non ha idee chiare al riguardo.
Non esiste un protocollo unico, limpido, sereno.
Ancora si stanno vagliando le conseguenze.
E' vero che diminuisce la libido, ma aumenta l'aggressivit�. E i pedofili in qualche modo si devono sfogare.
Il problema � che non si fanno aiutare.
Nel carcere di Macerata abbiamo un centro permanente di rieducazione, ma su 19 pedofili detenuti, solo uno ha chiesto di essere seguito.
E' d'accordo con la tesi che i pedofili sono nella maggior parte recidivi? Che si tratta di una peculiarit� della patologia?
E' cos�, per� bisogna fare un distinguo.
Questi soggetti fanno delle scelte consapevoli,
non sono malati.
E posso testimoniarlo con molti documenti, la pedofilia culturale sta diventando talmente diffusa che � sempre pi� difficile contrastarla.
Spuntano forum, siti, innumerevoli tentativi di normalizzare il fenomeno.[*]
Da cosa dipende questo aumento esponenziale di casi di abusi sui minori?
[color=darkred][i]E' una misura antropologica.
Oggi ogni volta che succede un fatto grave alla fine si tenta di ridimensionarlo[*].
Ci si domanda "Ma in fondo che male c'�?".
Si pensa che sia un fenomeno sparuto, ma
i bambini vittime di violenze sessuali,
nel mondo,
sono 150 milioni.
Spesso capita che gli orchi siano dei professionisti, anche in vista. E' una casualit�?
Sicuramente maggiori possibilit� economiche e culturali aiutano a nascondere e mimetizzare meglio fatti osceni ed ottenere pi� facilmente l'impunibilit�.
D'altronde il mondo pedocriminale � una lobby ben strutturata.
Sappiamo tutti che dai video, dalle foto e dai siti si ha un lucro enorme.
Quantifichiamo?
Un sito guadagna circa 40mila euro al mese.
Ma si tratta di manovre talmente ampie che non si riesce a fare una stima totale. E' impossibile. Mi creda.
Si parla tanto dei carnefici, ma le vittime? Chi le segue?
Non c'� nulla da fare, spenti i fari sul caso del giorno, questi bambini vengono improvvisamente abbandonati a se stessi.
E' una drammatica verit�.
Da anni seguiamo, con l'Associazione Meter Onlus, i piccoli abusati.
Abbiamo dei centri di ascolto e prima accoglienza nei quali assistiamo anche i parenti delle vittime. Ma non bastano. Perch� non si parla mai delle famiglie intere che sono costrette a cambiare casa perch� additate da tutti come 'diversi'? [*]
Perch� non si parla dei meno abbienti che si trovano costretti a vendere i pochi beni per difendere i propri figli? [**]
Ora le faccio io una domanda. Ha mai assistito ad un incidente probatorio con minori?
No. Perch� me lo chiede?
Non le auguro di farlo.
Pi� volte ho visto avvocati ridacchiare durante le strazianti dichiarazioni dei piccoli e i carnefici prendersi gioco dei bambini.[*]
Vuole lanciare un appello?
Tutte quelle donne e quegli uomini che in passato abbiano subito molestie, non si vergognino di parlare.
La nostra Associazione Meter Onlus ha un numero verde gratuito da tutta Italia,
Cercateci:perch� la vergogna passa se non ci si sente soli.
Stan ha scritto:
ndr:
HO marcato con [*][**] alcuni punti "salienti" di questa interessante ed importante intervista a Don Di Noto perché sono tutti punti, e passaggi, sui quali - purtroppo - siamo "dolorosamente" in condizione di dare non solo conferma ma anche testimonianza diretta e concreta che ha dato origine al gruppo "Mamme Ansiose" di Brescia (in vivicentro) (caso Asilo Sorelli), nonché, per quelli di Rignano.
Per le "annotazione" sul comportamento e la "coscienza" di alcuni legali siamo, per esperienza diretta delle nostre "mamme ansiose", in grado di darne ampia conferma.
Per tutto. ad ogni modo, vi basterà scorrere un pò le pagine di vivicentro, nella sezione dedicata a queste "tragedie":
per trovare conferma di tutto come anche avere "assaggi" dell'incessante opera dei "mistificatori / derubricatori / minimizzatori e/o TROLL" che hanno operato anche qui in vivicentro e che, a quanto mi dicono, operano incessantemente in e con tantissimi altri siti. In taluni e taluni di essi anche (s)parlando - a sproposito, mistificando ed in assoluta malafede - sia di vivicentro che del sottoscritto - per non parlare poi, di wildgreta, melusina, Roberta ecc ecc.
Uso il termine "moi dicono" in quanto, da sempre, io ho adottato, con questi esseri, la stessa diligenza ed attenzione (come del resto espresso anche in altri miei scritti) che potrei prestare alle "cacchine" di cani diarroici che potrei incontrare sul mio cammino per le strade. Giusto l'attenzione quindi al non farsi sporcare da un contatto e trattenendo magari, al caso, anche il respiro per non sentirne la puzza. NULLA di più, ne altro meritano!
Concludo consigliando, per chi non l'avcesse già fatto, anche una visitina al nostro "archivio video"
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
È durato non più di mezz’ora l’incidente probatorio davanti al Gip di Agrigento Walter Carlini, in cui è stata sentita la bimba di quattro anni violentata da Vincenzo Iacono, il pizzaiolo agrigentino di 45 anni, il 14 febbraio scorso.
La bambina ha confermato le accuse contro violentatore.
Iacono è attualmente rinchiuso nel carcere di Siracusa.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Pedofilia:
il dna incastra il pizzaiolo di Agrigento
Coincidono i profili genetici, stesse tracce sulla gonna e sulle calze della bambina che aveva accusato Vincenzo Iacono. L’uomo era già stato condannato a 6 anni e mezzo per aver abusato di due bimbe di Canicattì.
Sono di Vincenzo Iacono, pizzaiolo di 42 anni, le tracce di liquido seminale rilevate sugli indumenti della piccola di Agrigento che ha raccontato di aver subito violenze dall’uomo. I carabinieri del Ris di Messina hanno completato gli esami biologici , accertando che il liquido seminale trovato sulla gonnellina sulle calze della bimba è quello dell'accusato. Coincidono infatti il profilo genetico di Iacono e quello estratto dalle tracce di materiale organico trovate sugli abiti. Ieri alla presenza di una equipe di psicologi la piccola vittima aveva confermato le accuse, nel corso di un incidente probatorio richiesto dalla procura di Agrigento.
La vicenda di Iacono aveva suscitato molte polemiche: nel 2006 l'uomo era stato condannato a 6 anni e 6 mesi per violenza sessuale nei confronti di due sorelline di Canicattì, ma era stato poi scarcerato per decadenza dei termini di custodia cautelare e gli era stato imposto, come unica misura cautelare, l'obbligo di firma. Il giorno dello stupro il pizzaiolo, amico di famiglia della madre della piccola, è andato con la vittima alla caserma dei carabinieri per assolvere all'obbligo di firma. Poi ha portato la bimba in un casolare e l'ha violentata. La vittima ha raccontato tutto alla mamma e l’uomo è stato arrestato.>
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
La data di oggi è Mar 02 Dic, 2008 20:53 | Tutti i fusi orari sono UTC + 1 ora
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