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OSSEZIA: OFFENSIVA GEORGIA, (sviluppi)
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Messaggio OSSEZIA: OFFENSIVA GEORGIA, (sviluppi) 
 

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Venerdì, 8 Agosto : 2008

OSSEZIA: OFFENSIVA GEORGIA,
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 '1.400 I MORTI'


Image Il video dei bombardamenti

Il presidente dell'Ossezia del sud Eduard Kokoity ha detto che nell'offensiva georgiana di oggi sono morte 1.400 persone. Lo riferisce l'agenzia russa Interfax. Il presidente della repubblica autonoma ribelle della Georgia ha definito ''aggressione'' quella compiuta dalle truppe di Tblisi. ''Circa 1.400 i morti - ha aggiunto - Stiamo controllando questa cifra, ma siamo in questo ordine di grandezza. Lo diciamo sulla base di quanto ci comunicano i familiari delle vittime''

OSSEZIA: GEORGIA ATTACCA, MOSCA INTERVIENE

di Beatrice Ottaviano

MOSCA - Doveva essere la giornata dei negoziati, e' stata quella dei fucili per l'Ossezia del sud, repubblica autonoma ribelle della Georgia: all'alba di stamane, l'esercito di Tbilisi e' entrato nel territorio sudosseto occupando villaggi e aprendo un fitto fuoco di artiglieria e di cannoni dei carri armati contro la capitale Tskhinvali, per alcune ore occupata dagli assalitori. I dirigenti sudosseti parlano di una devastazione quasi totale della citta', e paventano un bilancio di centinaia, se non migliaia, di morti fra la popolazione civile. Ma al momento l'unico dato certo e' l'uccisione di oltre dieci militari della forza di interposizione russa e il ferimento di altri 30. Tbilisi, per parte sua, vanta l'abbattimento di cinque aerei russi - notizia smentita sprezzantemente dai portavoce di Mosca - e denuncia il bombardamento di due sue basi, una aerea e una militare, vicine rispettivamente alla capitale georgiana e al confine sudosseto, con un bilancio di tre morti. Immagini televisive hanno mostrato dei carri armati georgiani in fiamme, molti palazzi residenziali in rovina, una postazione delle forze di pace della Comunita' di stati indipendenti (Csi, l'organismo nato sulle ceneri dell'Urss) distrutta dal fuoco degli assalitori.

Reparti della 58.ma armata russa di stanza in Caucaso del nord sono entrati in Ossezia del sud - formalmente territorio georgiano - e hanno iniziato ad occupare la capitale. Hanno aperto il fuoco sulle postazioni nemiche, in quello che e' il primo scontro diretto fra i due eserciti. Il ministero della difesa russo ne ha annunciato l'annientamento. Le accuse che fioccano da Mosca nei confronti del presidente georgiano Mikhail Saakashvili vanno dal genocidio alla pulizia etnica, tesi quest'ultima sostenuta dal ministro degli esteri Serghei Lavrov. Saakashvili per parte sua ha rivolto un appello televisivo per la mobilitazione totale e ha annunciato che intende richiamare in patria il contingente di circa 2.000 uomini inviato in Iraq. Chiede alla comunita' internazionale di prendere posizione sulla violazione del suo territorio da parte delle forze armate russe. Ma la vicenda e' diplomaticamente complessa: circa il 90% dei cittadini sudosseti ha cittadinanza russa. Il premier Vladimir Putin, a Pechino per l'inaugurazione dei Giochi olimpici la cui tradizionale tregua e' stata brutalmente violata, aveva promesso sin dal mattino ritorsioni pesanti per l'attacco, seguito a ruota dal presidente Dmitri Medvedev, che dopo una riunione del consiglio nazionale di sicurezza ha deciso per l'intervento.

Come e' difficile stabilire il numero delle vittime di questo inaspettato attacco, cosi' e' arduo valutarne le conseguenze. Mosca aveva piu' volte avvertito Saakashvili che un ricorso alla forza avrebbe spinto la Russia ad azioni militari, e non e' affatto chiara la logica sia bellica che politica del gesto georgiano. Gli Stati Uniti comunque non hanno voltato le spalle a un alleato rivelatosi negli ultimi mesi sempre piu' scomodo (nel novembre scorso Saakashvili aveva reagito a manifestazioni di protesta con brutali repressioni e l'introduzione dello stato di emergenza, e nelle elezioni presidenziali di gennaio il sospetto di brogli e' stato alto), bloccando una dichiarazione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per chiedere l'immediato cessate il fuoco. Come prima ritorsione Mosca ha annunciato una nuova sospensione dei collegamenti aerei con Tbilisi, ripresi solo da pochi mesi, a partire da domani. Ora la Russia e' a un bivio: andare avanti con l'operazione militare in tutto il territorio sudosseto, col rischio di provocare la dichiarazione di guerra promessa dal leader georgiano in caso di intervento russo, o fermarsi per cercare di rilanciare il negoziato. Intanto ai cacciabombardieri si sostituisce un aereo ospedale che la Russia sta inviando in Ossezia del nord con a bordo una sessantina di medici. Dovra' curare i feriti dell'incursione georgiana, e ad esso seguiranno aiuti umanitari gia' ordinati da Medvedev.

FARNESINA: CESSI VIOLENZA E RIPRENDANO TRATTATIVE


 ROMA -In stretto coordinamento con i partner dell'Unione Europea ed Atlantici, il Governo italiano segue con grave preoccupazione la situazione di crisi sviluppatasi in Ossezia del Sud. L'Italia - si legge in una nota della Farnesina - esorta tutte le parti a porre immediata fine ad ogni violenza e a pervenire ad una duratura cessazione delle ostilita', e incoraggia fortemente la ripresa delle trattative per una soluzione politica del problema nel rispetto della sovranita' e dell'integrita' territoriale della Georgia. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, in missione in queste ore a Pechino a rappresentare l'Italia alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici, continua a seguire con preoccupazione la crisi in corso, mantenendosi in costante contatto con il ministero per essere aggiornato sull'evoluzione della situazione, ed in particolare con l'Unita' di crisi per cio' che riguarda le condizioni degli italiani presenti nell'area.

Georgia, un piccolo paese diviso contro gigante russo


TBILISI (GEORGIA) - Con i suoi circa 70.000 chilometri quadrati la Georgia è grande un quarto dell'Italia. A differenza di altre repubbliche del Mar Nero e del Caucaso non possiede particolari risorse energetiche o minerarie, ma ha girato la prua verso Ovest senza farsi troppo intimidire dalle sempre più insistenti pressioni del gigante russo. Al quale ha già fatto diversi 'sgarbi', dall'aspirazione a entrare nella Nato alla costruzione, completata nel 2006, di un oleodotto che scavalcando il monopolio della Russia porta il greggio dal Mar Caspio verso i mercati occidentali.

SEPARATISMO - Il piccolo territorio georgiano è ulteriormente limitato dalla secessione de facto di due vaste regioni, l'Abkhazia e l'Ossezia del sud, che si sono autoproclamate indipendenti a prezzo di sanguinose guerre interetniche e che godono del più o meno tacito sostegno di Mosca nella difesa della loro autonomia. Forze di interposizione russe proteggono i 'confini' abkhazi, con frequenti incidenti che non aiutano il già difficile rapporto fra Tbilisi e Mosca .

STORIA - Un tempo divisa fra un regno cristiano al nord e l'impero ottomano a sud, la Georgia è stata annessa alla Russia nel 1801. Ha conosciuto un breve periodo di indipendenza nel 1918, ma nel 1921 è stata inglobata dall'Unione sovietica, dalla quale si è staccata, come le altre repubbliche dell'Urss, nel 1991. Negli anni '90, ha vissuto una guerra civile, quella contro i seguaci del deposto presidente Zviad Gamsakurdia (ucciso in una controversa azione militare) e i conflitti con gli indipendentisti sudosseti e abkhazi. Ricca di storia e di cultura, la Repubblica caucasica ha un complesso alfabeto autoctono e una sua lingua altrettanto elaborata.

ECONOMIA - La Georgia e' abitata da circa 4,7 milioni di persone, con minoranze armene, azere, russe, ossete, greche e abkhaze. L'urbanizzazione coinvolge circa la metà di questa popolazione, e la risorsa economica maggiore resta l'agricoltura. L'alto tasso di disoccupazione (50% secondo fonti indipendenti) ha favorito una diaspora, soprattutto in Russia, dove si calcola in oltre un milione di persone la comunità residente. Le rimesse di questi emigranti, secondo alcune fonti, coprono circa un quarto del prodotto interno lordo georgiano.

ISTITUZIONI - La Georgia è una repubblica presidenziale. L'organizzazione sociale rimane legata, soprattutto nelle zone rurali, alla struttura dei clan. Dal 1999, la Georgia ha un accordo di partenariato con l'Unione europea, ma resta anche nella Csi, la comunità di stati indipendenti nata sulle ceneri dell'Urss.

RELIGIONE - La religione principale è quella ortodossa (84%), che è anche religione di stato. La Chiesa ortodossa georgiana è acefala e una delle più antiche. Ci sono minoranze musulmane e una piccola comunità cattolica.

  





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Messaggio GEORGIA IN GUERRA, BUSH: LA RUSSIA SI FERMI 
 

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Sabato, 9 Agosto : 2008

GEORGIA IN GUERRA,
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BUSH: LA RUSSIA SI FERMI


Il ministro degli esteri della Georgia Eka Tkeshelashvili ha denunciato stasera quella che ha definito una "invasione russa" e ha detto che il suo paese "ha bisogno di aiuti urgenti". Abbiamo necessità di aiuti urgenti, dobbiamo fermare l'invasione russa e fermare le violenze", ha detto la signora Tkeshelashvili in una conferenza stampa telefonica. La Georgia, ha aggiunto, è il bersaglio di "intensi bombardamenti" su tutto il suo territori, contro obiettivi "tattici, economici e umani".

USA: SPROPORZIONATA LA RISPOSTA RUSSA

La Russia ha lanciato una "risposta sproporzionata" in Georgia, ricorrendo a bombardieri strategici e missili balistici che colpiscono civili: lo afferma un alto funzionario del Dipartimento di Stato, che ha ribadito l'esortazione americana a un "immediato cessate il fuoco"

La fonte dell'amministrazione Bush, che ha parlato con i giornalisti a Washington chiedendo l'anonimato, ha spiegato che i russi stanno utilizzando "bombardieri capaci di trasportare fino a 25 tonnellate di bombe", prendendo di mira civili, e per gli Stati Uniti "é difficile capire quali sia lo scopo". All'offerta di cessate il fuoco georgiana, "la Russia ha risposto aumentando gli attacchi, prendendo di mira civili", ha detto la fonte. Il Dipartimento di Stato ha ribadito che occorre una mediazione internazionale che porti all'impiego nell'area di "una qualche sorta di polizia internazionale" per garantire la sicurezza, dopo un cessate il fuoco.

GEORGIA IN GUERRA, ABKHAZIA APRE NUOVO FRONTE

di Beatrice Ottaviano

MOSCA - Convulse dichiarazioni e smentite confondono la situazione sul terreno in Ossezia del sud e in Georgia, dove il parlamento ha votato lo stato di guerra chiesto dal presidente Mikhail Saakashvili mentre rischia di incendiarsi anche la polveriera Abkhazia e alcune città georgiane sono sotto i bombardamenti russi. In serata Saakashvili ha detto di avere inviato un appello al collega Dmitri Medvedev per un cessate il fuoco e l'apertura di negoziati, ma i portavoce russi affermano di non aver ricevuto alcun messaggio del genere. Il premier russo Vladimir Putin, rientrato anticipatamente in patria da Pechino, ha intimato a Tbilisi di "mettere fine all'aggressione" contro l'Ossezia del sud. Putin ha parlato di 'genocidio', di  un atto "criminale innanzitutto nei confronti del popolo georgiano" perpetrato da una dirigenza incline ad "avventure sanguinarie".

La situazione a Tskhinvali, raggiunta da reparti dei paracadutisti russi e dagli 'spetsnats', le teste di cuoio delle forze armate di Mosca, rimane estremamente fluida: nonostante le dichiarazioni sudossete di una riconquista totale della città, nuovi attacchi sono in corso da parte di truppe georgiane tutt'altro che sconfitte. Lo dimostra una lettera aperta di una cinquantina di giornalisti che supplicano la comunità internazionale di far aprire un corridoio umanitario per evacuare la zona, dove sono in corso pesanti combattimenti e fuochi di artiglieria. In città sarebbero rimasti solo 5.000 abitanti, molti dei quali feriti, ma non è possibile procedere all'evacuazione a causa dell'intensità del fuoco.

Mancano i viveri, l'acqua potabile e i medicinali. In una telefonata con il presidente americano George W. Bush, il leader del Cremlino Dmitri Medvedev ha parlato di "migliaia di morti" nell'attacco georgiano contro "l'inerme popolazione civile" e ha dichiarato che "l'unico modo per fermare la tragica crisi è il ritiro totale delle formazioni armate di Tbilisi dalla zona del conflitto" in Ossezia del sud. In precedenza il ministro degli esteri Serghei Lavrov aveva annunciato 1.500 vittime nella sola Tskhinvali, e l'ambasciatore russo in Georgia Viaceslav Kovalenko (le parti non hanno rotto i rapporti diplomatici) ha citato la cifra di 2.000 morti. Da parte georgiana, si parla di almeno 20 morti (ma secondo altre fonti sono 60) nei bombardamenti contro la città di Gori, luogo natale di Josif Stalin, dove la popolazione si è data a una disordinata fuga. Due aerei russi, ha ammesso Mosca, sono stati abbattuti: si tratta di cacciabombardieri Su-25 e Tu-22, e un pilota è rimasto ucciso stando a Tbilisi mentre un altro è stato catturato.

La Georgia sostiene comunque di avere colpito dieci aerei e distrutto 30 carri armati russi. Il parlamento votato lo stato di guerra da oggi per due settimane, e il segretario del consiglio nazionale d sicurezza Aleksandr 'Khakha' Lomaia ha detto di non escludere una richiesta di aiuti militari a paesi occidentali.

BUSH ALZA LA VOCE, LA RUSSIA SI FERMI
WASHINGTON - George W.Bush interrompe una giornata che a Pechino doveva essere dedicata solo allo sport, e di fronte alle telecamere prova ad alzare la voce sulla crisi in Georgia. La situazione preoccupa "profondamente" il presidente americano, che mette in guardia sui rischi di una "pericolosa escalation" e punta l'indice sulla Russia, esortandola a fermare i bombardamenti. Per Bush si profila una crisi di fine mandato nella quale cercare di mostrare quella linea di 'realismo' che caratterizza la diplomazia della sua amministrazione negli ultimi tempi. Pur sottolineando che la Georgia, solido alleato degli Usa, è "una nazione sovrana la cui integrità territoriale deve essere rispettata", il presidente americano si offre come mediatore tra le parti: un ruolo che ha ribadito tra l'altro in colloqui telefonici con il presidente russo Dmitri Medvedev e con il georgiano Mikhail Saakhasvili. Ma da Medvedev, Bush si è sentito rispondere che il primo passo tocca a Tbilisi, responsabile di "migliaia di morti". Le iniziative diplomatiche di Bush, che sconvolgono i ritmi del suo viaggio cinese, si affiancano a quelle che a Washington porta avanti il segretario di Stato Condoleezza Rice, in continuo contatto con gli alleati europei. Gli Usa tentano anche di spingere per un accordo all'Onu sul cessate il fuoco che sembra assai difficile. Il Consiglio di sicurezza si è riconvocato nella giornata di sabato, per il terzo giorno consecutivo, e il presidente di turno, il belga Jan Grauls, ha cercato di trovare formule per evitare le fumate nere delle due riunioni d'emergenza precedenti. Venerdì si era respirata aria pesante nel Palazzo di Vetro, con Georgia e Russia impegnate a scambiarsi accuse di "pulizia etnica" che non hanno lasciato spazi per mediazioni. Bush, nei suoi colloqui e in una dichiarazione pubblica, ha sottolineato che l'estendersi del conflitto ad altre zone della Georgia, oltre all'Ossezia del Sud, "segna un'escalation pericolosa della crisi", che mette in pericolo "la pace nella regione". Si tratta di una situazione "che può essere risolta pacificamente", ha aggiunto, ma solo a condizione che i russi si fermino e si torni "allo status quo del 6 agosto". "Gli Stati Uniti - ha aggiunto Bush - sono al lavoro con i nostri alleati europei per lanciare una mediazione internazionale, e con le parti perché riprendano il dialogo. La Russia deve sostenere questi sforzi, così che la pace possa venir ristabilita al più presto possibile". La crisi georgiana è diventata, negli Usa, anche un test di politica estera per i candidati alla successione di Bush, e il democratico Barack Obama si è rivelato più in linea con la posizione di mediazione di Bush, di quanto non abbia fatto l'avversario repubblicano, John McCain. Il caso della Georgia viene osservato con attenzione negli Usa per verificare le modalità dei candidati di rispondere a una crisi. Il presidente georgiano Saakhasvili ha tra l'altro reso noto di essersi consultato in queste ore con entrambi, oltre che con Bush. "Georgia e Russia devono mostrare la capacità di frenare, per evitare un'escalation" ha detto Obama, che come la Casa Bianca, ha sottolineato che l'integrità territoriale della Georgia va rispettata, ma ha auspicato una mediazione internazionale per ottenere il cessate il fuoco. Più aggressiva nei confronti di Mosca, invece, la reazione di McCain, che ha esortato la Russia a "cessare immediatamente e senza condizioni le proprie operazioni militari e ritirarsi". Per il candidato repubblicano, Unione Europea e Osce, insieme agli Stati Uniti, devono "far pressione sulla Russia perché inverta la rotta pericolosa che ha scelto".

GRANDE PREOCCUPAZIONE PAPA E S.SEDE
Il Papa segue "con preoccupazione" la nuova crisi caucasica e spera che la "ragionevolezza" prevalga sull'uso delle armi. Lo ha dichiarato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, confermando, in un'intervista alla Radio Vaticana, che Benedetto XVI parlerà domani della guerra tra Russia e Georgia per l'Ossezia del Sud. "Normalmente in occasione dell'Angelus il Papa fa dei riferimenti agli avvenimenti principali anche del mondo. E', quindi, un'ipotesi legittima", ha detto. "Siamo tutti colpiti - ha commentato - da queste vicende". "Purtroppo il Caucaso - ha osservato - è una di quelle regioni del mondo in cui ci sono tante tensioni che, magari rivengono alla luce dopo un certo numero di anni di relativa calma. Questo é un momento molto preoccupante. Speriamo proprio che la ragionevolezza, la volontà di pace e di trattativa possano prevalere rispetto all'uso delle armi, che non sono mai la via migliore per costruire la pace".

Sulle vittime della guerra bilanci contrastanti

ROMA - Ecco, secondo le diverse fonti, un bilancio provvisorio delle vittime del conflitto scoppiato nella repubblica separatista dell'Ossezia del Sud con il coinvolgimento di Russia e Georgia.

RUSSIA: - In una telefonata con il presidente americano George W. Bush, il presidente russo Dmitri Medvedev ha parlato di "migliaia di morti". Il ministro degli esteri Serghiei Lavrov ha detto che i morti sono almeno 1.500 - L'ambasciatore russo in Georgia, Vyacheslav Kovalenko, ha dichiarato all'agenzia Interfax che a Tskhinvali nel corso degli scontri tra Russia e Georgia sono rimasti uccisi almeno 2.000 civili.

 - Secondo il capo di gabinetto del governo russo, Sergei Sobyanin, da ieri sono arrivati in Russia dall'Ossezia del Sud 30 mila rifugiati. - Un esponente del ministero della Difesa russo, il colonnello Anatoly Nagovitsyn, ha parlato di 12 soldati russi morti e di 150 feriti.

GEORGIA - Una fonte del governo georgiano parla di 129 georgiani uccisi, tra militari e civili. Secondo questa fonte, i feriti sono 748.  - Il presidente georgiano, Mikhail Saakashvili, ha dichiarato che i bombardamenti aerei russi hanno ucciso circa 30 soldati georgiani. - Il ministro degli Interni georgiano, Shota Utiashvili, ha detto che durante l'attacco contro la base militare di Vaziana, a 25 km da Tbilisi, i jet russi hanno ucciso tre soldati georgiani.

OSSEZIA DEL SUD - Il presidente dell'Ossezia del Sud, Eduard Kokoity, ha dichiarato che da ieri sono morte circa 1.400 persone UNHCR (Alto commissariato Onu per i rifugiati) - Secondo l'Agenzia Onu per i rifugiati, le persone fuggite dall'Ossezia del Sud in Georgia sono circa 2.400. - L'Unhcr, che riporta fonti russe, afferma poi che il numero dei rifugiati in Ossezia del Nord varia tra le 4 e le 5 mila unità.

  





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Messaggio CAUCASO: GEORGIA CHIEDE TREGUA ABKHAZIA IN STATO DI GUERRA 
 

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Domenica, 10 Agosto : 2008

CAUCASO: GEORGIA CHIEDE TREGUA
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 ABKHAZIA IN STATO DI GUERRA


Si allarga e si complica il conflitto in Caucaso. Un aereo ha bombardato la periferia di Tbilisi, nei pressi di un aeroporto militare. Lo ha constatato una corrispondente dell'Afp. Il ministero dell'interno georgiano ha detto che la Russia ha bombardato l'aeroporto. Il portavoce della delegazione americana impegnata nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu, Richard Grenell, ha detto in un'intervista alla agenzia Reuters che quella della Russia nei confronti della Georgia è "una aggressione", e che per questo gli Usa intendono presentare in Consiglio una risoluzione in cui la si definisce "inaccettabile".

Il ministero degli esteri georgiano ha annunciato di aver chiesto ufficialmente alla Russia una tregua e di avere ordinato il cessate il fuoco. La Russia ha confermato di aver ricevuto da Tbilisi una nota in cui si chiede il cessate il fuoco e l'immediato avvio di trattattive, ma sottolinea che Tbilisi non ha smesso le azioni militari in Ossezia del sud. Mosca vuole quindi una verifica sul reale ritiro e cessate il fuoco da parte georgiana.

Le truppe georgiane non si sono ritirate dall'Ossezia del sud, ma si sono raggruppate per venire riposizionate: lo afferma il ministro georgiano Timur Iakobashvili secondo l'agenzia Interfax. Stando a Iakobashvili, il riposizionamento è dovuto "alla superiorità numerica delle forze russe".

Il leader abkhazo Serghei Bagapsh ha dichiarato lo stato di guerra sulla maggior parte del territorio della repubblica secessionista per dieci giorni. Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass.

Il premier Silvio Berlusconi è "molto preoccupato" per la guerra in Ossezia del Sud e il suo "stato d'animo è che se non si fermano le armi sarà impossibile riprendere a parlare". Lo ha riferito il ministro degli Esteri Franco Frattini in un'intervista telefonica a Sky Tg24. Il titolare della Farnesina è infatti in queste ore in contatto con il presidente del Consiglio, ed ha riferito anche che il presidente francese Nicolas Sarkozy ha chiamato in queste ore Berlusconi per un confronto sulle iniziative da adottare.

Anche il Papa si e' occupato della crisi in Causaso. Papa Benedetto XVI, appellandosi alla comune eredità cristiana di Georgia e Russia, ha chiesto che in Ossezia del Sud "cessino immediatamente le azioni militari", si riprenda la via del negoziato e "ci si astenga da ulteriori confronti e ritorsioni violente, che possono degenerare in un conflitto di più vasta portata". Il Pontefice ha anche esortato la comunità internazionale e i paesi più influenti a "promuovere iniziative" per una "soluzione pacifica e duratura".

L'appello del Papa, mentre la Casa Bianca da Pechino mette in guardia la Russia sul rischio che l'escalation in Georgia abbia "un forte impatto" sulle relazioni a lungo termine con gli Usa. Mosca intanto ammette: le truppe georgiane hanno cominciato a ritirarsi dalla capitale dell'Ossezia del Sud, Tskhinvali. Nella capitale, praticamente distrutta, era stamane tornata la calma, dopo i violenti scontri della notte.

Il ritiro dall'Ossezia del sud - insiste la Casa Bianca - e' un test sulle reali intenzioni di Mosca. Ieri la Georgia aveva offerto un cessate il fuoco alla Russia che aveva però chiesto prima un ritiro completo delle truppe georgiane sulla posizioni precedenti all'inizio delle ostilità.

FARNESINA,11O ITALIANI E 2O UE LASCIANO PAESE
Centodieci italiani e venti cittadini dell'Unione europea hanno lasciato in queste ore la Georgia diretti a Erevan, in Armenia, da dove con un volo militare raggiungeranno l' Italia. Lo riferiscono all'ANSA fonti della Farnesina, aggiungendo che i connazionali e gli altri cittadini europei dovrebbero arrivare a Roma già domani.

ONU, USA PRESENTANO RISOLUZIONE CONDANNA RUSSIA - Gli Stati Uniti hanno intenzione di presentare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu una risoluzione di condanna nei confronti della Russia, in cui definiscono "inaccettabile" l'azione militare contro la Georgia. Un portavoce della delegazione americana ha riferito alla agenzia Reuters: "Presenteremo oggi una risoluzione che chiarisce che le azioni russe in Georgia sono inaccettabili per la comunità internazionale". Il portavoce della delegazione americana impegnata nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu, Richard Grenell, ha detto in un'intervista alla agenzia Reuters che quella della Russia nei confronti della Georgia è "una aggressione", e che per questo gli Usa intendono presentare in Consiglio una risoluzione in cui la si definisce "inaccettabile". "Presenteremo oggi una risoluzione che chiarisce che le azioni russe in Georgia sono inaccettabili per la comunità internazionale e condanniamo l'aggressione militare" ha detto il diplomatico americano. La delegazione russa, che nell'ambito del Consiglio di Sicurezza ha diritto di veto, non ha al momento fatto commenti. "Vedremo quale è il contenuto, poi sapremo come comportarci" si è limitato a dire l'ambasciatore russo all'Onu, Vitaly Churkin.

BAN KI-MOON CHIEDE IMMEDIATO CESSATE IL FUOCO
Il segretario dell'Onu Ban Ki-Moon è preoccupato dell'intensificarsi delle violenze in Georgia e per l'estendersi delle violenze, e chiede un immediato cessate il fuoco e una soluzione pacifica al conflitto. Lo si legge in una nota. "Il segretario generale - vi si afferma - è allarmato dall'escalation delle ostilità in Georgia che ha provocato un gran numero di vittime e distruzioni nell'Ossezia del sud e in altre regioni della Georgia". Ban, nella nota, si dice anche "profondamente preoccupato per le crescenti tensioni in Abkhazia e per i bombardamenti nella Gole di Kodori" e chiede di porre un freno alla violenza, auspicando che sia garantita, in ogni caso, la sicurezza degli osservatori dell'Onu. Si e' intanto chiusa con una fumata nera la riunione sulla crisi georgiana del Consiglio di Sicurezza, che ha riconosciuto l'impossibilita' di raggiingere in questa fase un accordo su un documento che spinga al cessate il fuoco.

  





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Messaggio GEORGIA, MEDVEDEV: SEI PUNTI PER FERMARE LA GUERRA 
 

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Martedì, 12 Agosto : 2008

GEORGIA, MEDVEDEV:
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SEI PUNTI PER FERMARE LA GUERRA


ROMA - C'é una condizione ufficialmenteinconfessabile da parte di Mosca per un negoziato serio conTbilisi sulle sue repubbliche separatiste filorusse: lascomparsa dalla scena politica del presidente georgiano filo-occidentale Mikhail Saakashvili, da cinque anni la "bestianera" del Cremlino, l'avvocato quarantenne che ha studiatonegli Usa e che è diventato l'uomo di Washington nella polveriera del Caucaso. Nonostante le ripetute smentite ufficiali, anche in sede Onu,Mosca, come sostiene anche certa stampa russa, mira a dare unaspallata definitiva al leader georgiano dopo le sue scivolateinterne ed internazionali. Scivolate che hanno ormai minatole sue credenziali democratiche anche agli occhi diquell'Occidente che lo aveva accolto con entusiasmo nel 2003all'indomani della pacifica 'rivoluzione delle rose', la primadelle rivoluzioni colorate nell'ex Urss.

George W. Bush lodefinì un "faro della democrazia". Ma lo scorso autunno Saakashvili ha commesso i suoi primipassi falsi, con una brutale repressione poliziesca dellemanifestazioni dell' opposizione e l'introduzione dello stato di emergenza che gli hanno procurato una tirata d'orecchi anche da Washington. Indette nuove e poi contestate elezioni, è riuscito a farsi riconfermare con il 53%, con un crollo verticale dei consensi rispetto al plebiscito della prima consultazione. Saakhasviki, sostenuto dagli Usa, ha giocato tutte le sue carte sull'ingresso nella Nato, per ora rimandato, e sul ripristino dell'integrità territoriale con la riconquista delle repubbliche indipendentiste dell'Ossezia del Sud e dell' Abkhazia: conflitti congelati da anni, una bomba ad orologeria lasciata in eredità dalla politica etnica staliniana. Difficile capire motivi e tempi della decisione di attaccare la 'capitale' sudosseta, Tskhivali. Forse sperava nel sostegno occidentale o ha sottovalutato la pronta e vasta reazione russa, o forse mirava proprio a questo, per far passare Mosca come aggressore e costringere i suoi peacekeeper ad abbandonare il campo in quanto parte in causa. Ora, però, è lui a rischiare la poltrona.

La Russia ha fatto chiaramente capire che non lo considera più un interlocutore affidabile. Ieri il premier Vladimir Putin lo ha paragonato a Saddam Hussen, il presidente della Duma - ramo basso del parlamento - Boris Grislov a Hitler. A Mosca lo si vorrebbe al banco degli imputati del tribunale dell'Aja per genocidio e crimini di guerra. E oggi il ministro degli esteri Serghei Lavrov si è lasciato sfuggire un commento che suona come un monito: "non penso che Mosca sarà disposta non solo a tenere negoziati ma neppure a parlare con Saakashvili. Egli ha commesso crimini contro i nostri cittadini e non si è pentito", ha spiegato. "La nostra posizione è che Saakashvili non può più essere nostro partner. Dovrebbe lasciare", ha aggiunto, pur precisando che la Russia "non ha piani per rovesciare nessuno". Anche i presidenti delle due repubbliche secessioniste, Sergei Bagapsh e Eduard Kokoiti, si rifiutano di parlare con Saakashvili. Difficile immaginare un negoziato con una delle parti ricusata, anche se un portavoce della Commissione europea ha sottolineato oggi che i leader della Georgia sono stati "democraticamente eletti dal popolo georgiano".

L'autorevole quotidiano Kommersant, citando fonti vicino al Cremlino, sostiene che l'allontamento di Saakashvili è uno dei piatti forti dei colloqui odierni tra il presidente russo Dmitri Medvedev e quello francese Nicolas Sarkozy: la terza condizione non ufficiale posta dal Cremlino, oltre a quelle già formalizzate del ritiro e parziale disarmo delle truppe georgiane e della firma di un accordo vincolante sul non uso della forza. Sarkozy, secondo il Kommersant, dovrà convincere Saakhasvili a farsi da parte o spiegare al Cremlino che ciò non é possibile.

Rice: ''Operazioni russe cessino subito''

WASHINGTON - Sono "stati fatti dei progressi" ma "le operazioni militari russe in Georgia devono cessare immediatamente e completamente": in questi termini il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, è intervenuto oggi a Washington sulla crisi in Georgia.

OPERAZIONI RUSSE CESSINO SUBITO
Sono "stati fatti dei progressi" ma "le operazioni militari russe in Georgia devono cessare immediatamente e completamente": in questi termini il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, è intervenuto oggi a Washington sulla crisi in Georgia.

CHIEDIAMO CORRIDOIO UMANITARIO
Il segretario di Stato, Condoleezza Rice, ha rinnovato l'invito a garantire un "corridoio umanitario" in Georgia. Il segretario di Stato Usa ha aggiunto anche che gli Stati Uniti "accolgono con favore la mediazione dell'Unione Europea".

RICE INTERROMPE VACANZE PER CRISI CAUCASO
Il segretario di Stato Condoleezza Rice ha interrotto le vacanze per la crisi nel Caucaso: lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Robert Wood. La Rice è tornata ieri sera a Washington da una località non precisata fuori dalla capitale dove si era recata venerdì 8 agosto per un periodo di riposo. Il portavoce non ha spiegato perché la Rice abbia aspettato tanto per far rientro al Dipartimento di Stato, né ha precisato quando il segretario di Stato abbia intenzione di tornare al lavoro, ma ha precisato che lo ha fatto "prima del previsto". Nei giorni caldi della crisi georgiana la Rice ha comunque fatto la spola telefonica tra le parti, in stretta consultazione con gli alleati.

Berlusconi a Frattini: Sostenere mediazione Ue

ROMA - Il ministro Frattini ha avuto in mattinata un primo colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che lo ha informato della conversazione appena avuta con il Presidente degli Usa George W. Bush e gli ha chiesto di mantenere un chiaro ed esplicito sostegno allo sforzo di mediazione dell'Unione Europea coordinato dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Lo si legge in una nota della Farnesina.

Nel pomeriggio, il ministro Frattini si è intrattenuto a colloquio con il Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che ha espresso il forte auspicio che l'Italia concorra con convinzione ad una strategia internazionale di aiuto alle popolazioni colpite dalle recenti azioni militari e ad un intervento di ricostruzione delle aree urbane danneggiate con il contributo delle istituzioni finanziarie internazionali. Successivamente - si legge nella nota - una conversazione telefonica lunga e approfondita ha avuto luogo con gli altri ministri degli esteri del G7.

Nel corso dei colloqui, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha riferito ai colleghi l'esito incoraggiante degli incontri avuti a Mosca dal presidente Sarkozy con il presidente russo Medvedev ed il primo ministro Vladimir Putin, ricevendo dal ministro Frattini parole di apprezzamento e completo sostegno alla linea indicata dalla presidenza francese dell'Ue. I ministri del G7 hanno altresì concordato, con il sostegno italiano, di dare impulso ad interventi di aiuto umanitario e di ricostruzione cui l'Italia parteciperà secondo le istruzioni già impartite dal ministro, in giornata, alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo.

Nato: tregua bene ma non basta


BRUXELLES - La cessazione delle ostilità annunciata dalla Russia è "un passo importante, ma non è abbastanza". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, in una conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio Atlantico, alla quale ha fatto seguito un incontro degli ambasciatori della Nato con il rappresentante della Georgia, che ne aveva fatto richiesta. De Hoop Scheffer ha sottolineato infatti che è fondamentale che la situazione sul terreno ritorni ad essere quella antecedente il 6 agosto.

PER ADESIONE GEORGIA SITUAZIONE IMMUTATA
La situazione per quanto riguarda le tappe di avvicinamento della Georgia all'Alleanza Atlantica "non è cambiata". E' quanto ha affermato il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della riunione del Consiglio Atlantico dedicata alla crisi caucasica. "La dichiarazione di Bucarest rimane in piedi" ha indicato il segretario generale della Nato, sottolineando che la situazione rimane immutata.

USO SPROPORZIONATO FORZA RUSSIA
Il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, è tornato ad attaccare l'uso "eccessivo e sproporzionato della forza" da parte dei russi in Georgia, sottolineando che analogo giudizio hanno dato gli alleati, durante il Consiglio Atlantico. Rispondendo a una domanda sulla responsabilità iniziale di questo conflitto, de Hoop Scheffer ha detto di non voler entrare nella questione di "chi ha fatto cosa e quando", sottolineando però di non ritenere conforme al mandato di peacekeeping che i russi hanno nell'Ossezia del Sud, il fatto di "bombardare, applicare un blocco navale e fare uso massiccio della forza". Il segretario generale della Nato ha spiegato che di questo parlerà con i russi quando si terrà il consiglio Nato-Russia. "Ci sarà e ci sarà presto - ha sottolineato - ma va preparato bene".


  





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Messaggio SARKOZY: GEORGIA ACCETTA IL PIANO DI PACE 
 

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Mercoledì, 13 Agosto : 2008

SARKOZY:
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GEORGIA ACCETTA IL PIANO DI PACE


TBILISI - La Georgia ha accettato il piano di pace proposto da Parigi e Mosca. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy. L'annuncio e' stato dato al termine di un colloquio a Tbilisi col capo di Stato georgiano Mikhail Saakashvili. Sarkozy, accompagnato dal ministro degli esteri Bernard Kouchner, era stato in precedenza a Mosca, per incontrare il presidente Dimitri Medvedev. I due capi di Stato avevano presentato un piano in sei punti per risolvere il conflitto.

Il presidente Mikhail Saakashvili ha affermato che la Georgia concorda sui ''principi'' del piano di pace proposto da Mosca e Parigi. ''E' un documento politico. E' un accordo di principi... e io penso che vi sia una piena coincidenza di principi'', ha detto Saakashvili in una conferenza stampa congiunta col presidente francese Nicolas Sarkozy a Tbilisi.

''C'e' un testo, e' stato accettato a Mosca, e' stato accettato qui in Georgia'', ha detto Sarkozy in una conferenza stampa congiunta a Tbilisi col presidente georgiano Mikhail Saakashvili''. ''Ho l'accordo di tutte le parti in causa'', ha sottolineato il capo di Stato francese, presidente di turno dell'Unione europea.

GEORGIA: PIANO DI PACE ACCETTATO, MA CON UNA MODIFICA
    L'ultimo punto, il sesto, del piano di pace sul conflitto in Georgia proposto da Parigi e Mosca - un dibattito internazionale sul futuro status delle repubbliche indipendentiste di Ossezia del Sud e Abkhazia - cui Tbilisi era fermamente contraria, e' stato modificato. Lo ha annunciato il presidente georgiano Mikhail Saakashvili nella conferenza stampa congiunta col presidente francese Nicolas Sarkozy, che lo ha confermato. La clausola e' stata ''ritirata col nostro accordo e con quello dei russi e dei francesi, perche' vi possono essere differenti interpretazioni'', ha detto Saakashvili. ''Noi - ha proseguito - non vogliamo lasciare alcun dubbio che l'integrita' territoriale e l'appartenenza dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia alla Georgia non potra' mai essere messa in dubbio da alcun processo internazionale''. ''E' una modifica accettata dal presidente (russo, Dimitri) Medvedev'', ha confermato Sarkozy. Il presidente francese ha precisato che il punto sei dell'accordo parla ora di discussioni internazionali ''sulle modalita' di sicurezza e di stabilita'''.

  





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Messaggio GEORGIA, TRUPPE RUSSE A GORI 
 

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Mercoledì, 13 Agosto : 2008  di Claudio Salvalaggio, Ansa

GEORGIA,