Home    Forum    Cerca    FAQ    Iscriviti    Login
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione Pagina 1 di 1
 
Otto anni per scrivere una sentenza, boss liberi (agg.to)
Autore Messaggio
Rispondi Citando  
Messaggio Otto anni per scrivere una sentenza, boss liberi (agg.to) 
 



Mercoledì, 12 Marzo : 2008 La Repubblica

IL CASO. Gela, il giudice che li ha condannati:
"Adesso non ho tempo". Inutili i richiami del Csm


Otto anni per scrivere
una sentenza, boss liberi


di FRANCESCO VIVIANO

La scarcerazione di Salvatore Riina, terzogenito di Totò Riina
Image
MILANO - Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori, sono liberi da 6 anni perché il giudice che emise la sentenza, Edi Pinatto non ne ha ancora scritto le motivazioni. È un record, s'intende negativo, della giustizia italiana che ancora oggi rimane tale e che fa gridare allo scandalo il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che si è rivolto al ministero della Giustizia: "Non si può - dice - consentire che in uno Stato democratico basato sul diritto, lo Stato condanni ed un magistrato, a distanza di quasi otto anni non depositi una sentenza per cui un intero clan mafioso è in libertà e gira tranquillo per la mia città".

Edi Pinatto, 42 anni, da sette, da quando ha lasciato Gela, è pubblico ministero alla procura di Milano. La sua stanza è al quinto piano, la numero 512 e lui è quasi sempre presente, non si è mai assentato eppure, nonostante siano trascorsi esattamente 7 anni, 8 mesi e 18 giorni, non è riuscito a scrivere le motivazioni di quella condanna. "Perché vuole sapere di questa sentenza? Io non posso parlare di cose di lavoro con i giornalisti", è la sua prima reazione. E quando obiettiamo che non si tratta di rivelare segreti relativi ad inchieste in corso e che chiediamo di sapere perché tanto ritardo, Pinatto abbassa il volume della radio che trasmette brani di musica jazz e risponde serafico: "Guardi, io non posso proprio dire nulla, se vuole ne parliamo dopo, quando finirò di scrivere la sentenza".

Ma intanto sa che quei due mafiosi condannati, così come la moglie del boss Piddu Madonia, sono liberi? "Sì lo so, ma non è la prima volta, non sono il solo a metterci tanto tempo. Le scriverò fra alcuni mesi, appena smaltirò questi fascicoli che lei vede sul mio tavolo, e solo allora potremmo parlarne. Adesso mi lasci lavorare".

La storia di questo processo, uno dei più lunghi della storia giudiziaria italiana, comincia nel dicembre del 1998, quando i carabinieri del Ros arrestano una cinquantina di mafiosi in tutta la Sicilia, tutti favoreggiatori e uomini di Bernardo Provenzano. Tra questi Giuseppe Lombardo, Carmelo Barbieri, Maria Stella Madonia e Giovanna Santoro, rispettivamente sorella e moglie del boss della Cupola, Piddu Madonia da anni in carcere dove sta scontando una serie di ergastoli.

Il troncone nisseno, per competenza, passa al tribunale di Gela ed Edi Pinatto presiede la sezione che processerà i quattro imputati eccellenti, considerati esponenti di primo piano di Cosa nostra. Il 22 maggio del 2000, in tempi brevissimi, arriva la sentenza di primo grado. Edi Pinatto condanna Lombardo e Barbieri a 24 anni di reclusione ciascuno, Maria Stella Madonia a 10, Giovanna Santoro ad 8 ed altri a pene minori. Il magistrato avrebbe dovuto pubblicare i motivi della sentenza tre mesi dopo il pronunciamento. Non lo ha ancora fatto. Così nel 2002 tutti i condannati sono stati scarcerati per scadenza dei termini di custodia cautelare.

Pinatto nel frattempo aveva ottenuto il trasferimento dal Tribunale di Gela alla procura di Milano dove attualmente lavora. Ma anche a Milano Edi Pinatto si è fatto la fama di "giudice lento" tanto da essere stato sollecitato dal capo del suo ufficio che gli ha contestato, per iscritto, il suo "basso rendimento" nelle inchieste milanesi di cui è titolare.

Il presidente del Tribunale di Gela, Raimondo Genco ha segnalato da tempo la vicenda della sentenza fantasma al Csm ed al ministero della Giustizia. Convocato dal Csm nel giugno del 2004, Pinatto tentò di giustificarsi in qualche modo: "È certamente un caso scandaloso - ammise - ma non è il solo, ve ne sono altri". In quell'occasione Pinatto venne "condannato" dal Csm a due anni di perdita di anzianità. Ma delle motivazioni, anche in seguito, nessuna traccia. Due anni dopo venne nuovamente convocato per lo stesso motivo. "La pervicacia dell'omissione dell'incolpato - disse il rappresentante dell'accusa al Csm - è anche denegata giustizia" e una "stasi incredibile".

L'accusa chiese alla sezione disciplinare del Csm di erogare la massima sanzione prima della rimozione, ma Pinatto se la cavò con altri due mesi di perdita di anzianità. Tutti i suoi colleghi pensavano che avrebbe provveduto, invece tutto è fermo, come otto anni fa. E i mafiosi? "Stanno qua, girano tranquilli per la città e - dice un investigatore di Gela - continuano a fare i mafiosi".

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio Otto anni per sentenza, Csm non sospende il giudice di Gela  
 



Venerdì, 4 Aprile : 2008 Adnkronos

A breve ci sarà il procedimento disciplinare nel merito in Cassazione

Otto anni per sentenza,
Image
Csm non sospende il giudice di Gela


Il ritardo di Edi Pinatto nel depositare le motivazioni aveva dato luogo alla scarcerazione, per decorrenza dei termini di custodia cautelare, di alcuni esponenti del clan Madonia. Respinta la richiesta avanzata a gennaio dall'allora ministro della Giustizia, Mastella

La sezione disciplinare del Csm ha deciso di non sospendere dalle funzioni e dallo stipendio Edi Pinatto, l'ex giudice di Gela finito sotto i riflettori per aver depositato una sentenza con 8 anni di ritardo, dando così luogo alla scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di alcuni esponenti del clan Madonia.

A quanto si apprende la sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli avrebbe respinto la richiesta di sospensione avanzata a gennaio dall'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella perché mancherebbe l'urgenza, visto che il giudice ha già depositato le motivazioni della sentenza in questione; inoltre il 'no' del Csm alla sospensione dipenderebbe dal fatto che a breve ci sarà il procedimento disciplinare nel merito in Cassazione.

Tra una ventina di giorni infatti verrà formulata dalla Procura generale della Suprema Corte a conclusione del procedimento disciplinare a suo carico relativa richiesta. Inoltre il 14 aprile Pinatto verrà sentito dal gip di Catania che deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti per omissione d'atti d'ufficio.

Sulla decisione di palazzo dei Marescialli ha giocato molto la circostanza che il procedimento disciplinare sul merito nei confronti di Pinatto si terrà a breve; nel mese di maggio, ma la data precisa è ancora da stabilire. La decisione, che deve ancora essere depositata è stata presa dopo una camera di consiglio alla quale hanno partecipato anche Edi Pinatto e il suo difensore Mario Fantacchiotti. L'ex Guardasigilli Mastella aveva promosso nei confronti di Pinatto anche l'azione disciplinare contestando all'ex magistrato di Gela altri due episodi analoghi, due ritardi nel deposito di sentenze.

Mastella lo accusava di aver mostrato "assenza di considerazione per il superiore interesse della giustizia"; e questo per l'ex Guardasigilli era un comportamento "incompatibile con l'ulteriore esercizio delle funzioni giudiziarie". Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano aveva sottolineato la necessità di bloccare ritardi come quello di Gela che, aveva detto, "minano il prestigio della magistratura e la fiducia che in essa ripone il cittadino".

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Rispondi Citando  
Messaggio Sentenza in 8 anni, giudice espulso 
 

I nostri FORUM - Image - ARCHIVIO "Indici"  Image  Image News con Video  


Lunedi, 16 Giugno : 2008 Tgcom

Sentenza in 8 anni,
Image
giudice espulso


Il Csm:non potrà più fare il magistrato

Pagherà con l'espulsione dalla magistratura il giudice che impiegò otto anni per scrivere le motivazioni di una sentenza consentendo così la scarcerazione degli inquisiti per decorrenza dei termini. E' questa la condanna inflitta dalla sezione disciplinare del Csm a Edi Pinatto, del tribunale di Gela, che redasse con tempi troppo lunghi il provvedimento di condanna di sette componenti del clan Madonia a complessivi 90 anni di carcere.

Il provvedimento disciplinare è stato sollecitato dal sostituto procuratore generale della Cassazione Eduardo Scardaccione, davanti alla sezione disciplinare del Csm. "Con questi ritardi (uno, in particolare, riguarda il processo Grande Oriente e a causa del mancato deposito della sentenza alcuni boss mafiosi del clan Madonia vennero scarcerati) Pinatto "ha violato l'essenza della funzione giurisdizionale - ha sottolineato il pg - poiche' si tratta di un ritardo gravissimo, reiterato, abnorme e ingiustificato.

E' una perdita verticale e non più risarcibile della credibilità del singolo e dell'istituzione nel suo complesso, con un danno ai valori costituzionali, quali la correttezza, la diligenza, la laboriosità e l'equilibrio di un magistrato". Per il pg, inoltre, quello di Pinatto è "un record mondiale" nel ritardo per il deposito di sentenze. Alla luce di ciò, dunque, secondo il pg, l'ex giudice di Gela deve essere rimosso dall'ordine giudiziario ("lo chiedo con la morte nel cuore - ha detto Scardaccione - ma con serena certezza"), ricordando anche le due precedenti sanzioni della perdita di anzianità inflitte al magistrato in altre occasioni.

Vero è, ha ricordato il pg, che le sentenze in questione sono state poi depositate, "ma solo perché era giunta l'istanza di sospensione avanzata dal Guardasigilli" rigettata dal Tribunale delle toghe nell'aprile scorso proprio in vista del processo nel merito.

Pinatto, da parte sua, ha cercato di giustificarsi sottolineando la mole di lavoro di fronte alla quale si era trovato dopo essere stato trasferito da Gela alla Procura di Milano: "Ho sostenuto un impegno finanziario di trentamila euro e tutte le ferie disponibili per smaltire l'arretrato - ha ricordato davanti alla sezione disciplinare - e la sentenza Grande Oriente è certamente complessa, poiché condensa risultati di indagini di quattro Direzioni distrettuali antimafia, mentre a Gela di solito ci si occupa di criminalità organizzata limitata al circondario".

La complessità dell'argomento, però, secondo il pg di Cassazione, non giustifica un ritardo così clamoroso, di fronte al quale c'era stato anche un intervento del capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Questa sentenza - ha sottolineato il pg - è una sentenza furba, è un volume di 775 pagine in cui non vi sono valutazioni, ma molti copia e incolla, in cui si racconta tutto ciò che hanno fatto le forze investigative, si fa un elenco di pizzini ma senza una sola parola di analisi e nessuna valutazione è fatta sulla posizione degli imputati".

Per il difensore di Pinatto, il consigliere di Cassazione Mario Fantacchiotti, "non siamo di fronte a un magistrato che invece di lavorare va in montagna, ma che svolge bene il suo lavoro e i ritardi sono dovuti a difficoltà oggettive e a una incapacità soggettiva di organizzazione".

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
Offline Profilo Invia Messaggio Privato HomePage
Download Messaggio Torna in cima Vai a fondo pagina
Mostra prima i messaggi di:
Nuova Discussione  Rispondi alla Discussione  Ringrazia Per la Discussione  Pagina 1 di 1
 

Online in questo argomento: 0 Registrati, 0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti Registrati: Nessuno


 
Lista Permessi
Non puoi inserire nuovi Argomenti
Non puoi rispondere ai Messaggi
Non puoi modificare i tuoi Messaggi
Non puoi cancellare i tuoi Messaggi
Non puoi votare nei Sondaggi
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi scaricare gli allegati in questo forum
Puoi inserire eventi calendario in questo forum